Le inquietudini di Gasp e il messaggio a Friedkin: “Chiarezza immediata”

All’attacco. Anche quando la partita è finita. Anche nel momento in cui è uscito
vincitore dal gioco della torre con Ranieri. Gasp non arretra, anzi rilancia. E chi pensa che le sue parole nel post Roma-Fiorentina siano rivolte a Massara ha capito poco. Il ds, sfiduciato in pubblico alla vigilia del match contro il Bologna, è il bersaglio più semplice per lasciar intendere a chi di dovere la propria inquietudine. Ma la sorpresa sa essere anche una medaglia a due facce, perché allo stesso tempo, ascoltando le sue considerazioni su Pisilli, non sono stati in pochi a stupirsi, dentro e fuori Trigoria. Gasp ha fretta. Vuole capire, confrontarsi, magari anche discutere, ma non può farlo da solo, allo specchio. Perché se è vero che Massara continua paradossalmente a lavorare per il club, il ds aspetta soltanto che gli venga comunicato di farsi da parte. E le indicazioni che arrivano da Trigoria nel borsino quotidiano dei ds, non fanno altro che confermare indirettamente come i Friedkin stiano guardandosi intorno. Il problema è che i due ds preferiti, Manna e D’Amico, sono sotto contratto. Tradotto: devono essere lasciati liberi dai rispettivi club che ad oggi non ci pensano minimamente. La possibilità che si ritorni quindi su opzioni lasciate prematuramente cadere è molto alta, a meno che non si opti per Sogliano. Gasp freme. E allora è meglio tracciare una linea chiara, a partire dai rinnovi. Se a sperare ora c è anche El Shaarawy, la vera rivoluzione è questa. Perché dopo Inter-Roma si parlava di piazza pulita. E a farlo trapelare era il club, non altri. Il braccio di ferro parte da qui. E si sviluppa sul mercato che verrà. Al netto delle partenze, gli servono tre titolari: un terzino sinistro, un’ala a destra e una sinistra. Chiede tre Malen ma non è semplice. Soprattutto senza i soldi della Champions. E qui si torna al punto di partenza: cosa vogliono fare i Friedkin? Perché rileggendo il comunicato del licenziamento di Ranieri, non ci dovrebbero essere dubbi, ma il condizionale invece è quantomai d’obbligo. Altrimenti Gasperini non sarebbe uscito così allo scoperto lunedì sera. Parliamo di un uomo scaltro, intelligente, che sa cosa vuole e come ottenerlo. L’unico dubbio in tutta questa vicenda è l’interlocutore con il quale si rapporta. Perché per una vita Gian Piero si è sempre relazionato con presidenti in loco, veraci, presenti, come Preziosi e Percassi. Discussioni sì, anche numerose, che poi però si concludevano con una pacca sulle spalle, guardandosi negli occhi. E non è un caso che quando l’Atalanta ha cambiato modo di essere con l’ingresso nel 55% del capitale degli imprenditori americani, è durato appena due anni. Qui il rapporto è ancora più in salita. Perché spesso si sviluppa attraverso call o intermediari che nemmeno figurano nell’organigramma societario. La palla quindi passa ai Friedkin. Tocca a loro capire come accontentare Gasp. Perché investirlo di un ruolo centrale pubblicamente e allontanare le persone a lui poco gradite non basta. Serve lo step successivo: affidargli il ruolo di allenatore-manager. Rischioso? Certamente. Ma necessario. Perché cambiare gli interpreti e continuare a pensare a Gasp come quello che “lanciava i giovani all’Atalanta” vuol dire non aver capito di avere a che fare con un allenatore di 68 anni che nel giro di un paio di anni vuole vincere. Qui o altrove.

(Il Messaggero)

È un caos Capitale, allarme sicurezza: Roma-Lazio e tennis insieme preoccupano

Il pranzo della domenica allo stadio per il derby della Capitale rischia di saltare. E la protesta di Maurizio Sarri non c’entra niente. Tutto è infatti legato a questioni di ordine pubblico che stanno creando più di qualche perplessità a Questura e Prefettura di Roma. Cerchiamo di ricostruire i fatti. Nella penultima giornata di campionato è in programma la sfida tra Roma e Lazio, con i giallorossi di Gasperini ancora in corsa per la Champions. La domenica di quello stesso weekend, il 17 maggio, è fissata anche la finale degli Internazionali d’Italia, a pochi metri dall’Olimpico. Una coincidenza che era balzata subito all’occhio nel momento della stesura dei calendari, a giugno scorso, sollevando non poche polemiche, ma che adesso sta creando una serie di problemi di non facile risoluzione. Perché contemporaneamente alla Roma devono giocare tutte le squadre che concorrono per un posto in Champions League. Il Viminale, dopo gli scontri del passato, proibisce che il derby si giochi la sera, ecco allora che poco meno di una settimana fa il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, serve pubblicamente quello che sembra l’unico scenario possibile: “Non mi pare ci siano troppe opzioni. Alle 20.45 non si può giocare per motivi di ordine pubblico. Di pomeriggio ci sarebbe la contemporaneità con la finale degli Internazionali di tennis e non è consigliabile. Resta solo la possibilità delle 12:30”. In attesa di ufficializzazione, si delinea dunque un altro derby domenica ad ora di pranzo, insieme alle gare di Milan, Juventus, Como e forse anche quelle di Napoli e Atalanta. Una soluzione obbligata per la Lega Serie A, perché l’unica alternativa sarebbe lo slittamento a lunedì alle 18, quindi nel pomeriggio di un giorno feriale, con un impatto non indifferente sui tifosi e anche sui diritti tv. La novità delle scorse ore è però legata ai dubbi di chi gestisce l’ordine pubblico. Se è vero che già mercoledì 13 maggio il Foro Italico sarà sotto stress per la coincidenza tra un’intensa giornata di gare agli Internazionali e la finale serale di
Coppa Italia tra Lazio e Inter, è vero pure che il derby di Roma, proprio per i trascorsi che lo hanno reso da anni una partita a rischio tanto da non poterla più disputare in notturna, crea un allarme sicurezza di altro livello. Con la finale del tennis alle 17, anche se sono attese poco più di 10 mila persone, si renderà necessario un aumento delle forze dell’ordine per gestire in particolare il deflusso dall’Olimpico pericolosamente vicino all’arrivo degli appassionati diretti al Centrale per l’ultimo atto del torneo di Roma. Questura e Prefettura devono mettere in conto i rischi che ruotano intorno a una partita cosi, in cui oltretutto una delle due squadre potrebbe giocarsi una bella fetta della stagione, e non si possono escludere potenziali scontri nel dopo gara. Come sempre intorno all’Olimpico l’area sarà pedonale, senza dimenticare che, contrariamente a quanto avviene di solito, l’afflusso non potrà avvenire da via dei Gladiatori chiusa per gli Internazionali: tutti dovranno dunque passare dalla zona dell’obelisco e della cosiddetta “Palla”. Insomma, la situazione non è facile e a quanto risulta chi gestisce l’ordine pubblico preferirebbe si giocasse un altro giorno, ovvero lunedì. Perché la sicurezza viene prima di tutto, diritti tv compresi. Al momento non c’è nulla di definitivo, il discorso sarà ripreso nei prossimi giorni e in particolare lunedì, a risultati di campionato acquisiti e alla vigilia dell’ufficializzazione degli orari di questa discussa 37ª giornata da parte della Lega Serie A. Intanto occorre risolvere in fretta il nodo della penultima di questo campionato, per la prossima stagione c’è tempo. Promemoria: la finale degli Internazionali del 2027 si giocherà il 16 maggio.

(gasport)

Il sorpasso in difesa: una Roma di ferro non prende più gol e i centrali segnano

All’attacco, ma con la difesa. Sembra un paradosso ma non lo è. Nel senso che nella rincorsa attuale della Roma al quarto posto ed alla Champions League della prossima stagione uno dei punti di forza dei giallorossi è tornato ad essere proprio il reparto arretrato. Perché ha finalmente smesso di prendere gol in serie e, anzi, adesso sembra di nuovo ermetico come lo era ad inizio stagione. E perché garantisce anche un apporto fondamentale alla fase offensiva, come dimostrano anche i marcatori di Roma-Fiorentina di lunedì sera. Eccetto infatti il 4-0 finale di Pisilli, le altre reti sono state segnate tutte da difensori: prima Mancini, poi Wesley e infine Hermoso. Ed allora quella che a lungo è stata anche la miglior difesa d’Europa, adesso sembra essere davvero tornata ad essere ermetica come nei primi mesi di questa stagione. Dopo le 5 reti incassate a San Siro contro l’Inter nel giorno di Pasqua, i giallorossi hanno intatti subito una sola rete nelle successive 4 partite di campionato: vittoria per 3-0 con il Pisa, 1-1 con l’Atalanta, e nuovi successi per 2-0 a Bologna e per 4-0 con la Fiorentina in casa. Una compattezza fondamentale per dare l’assalto alla Juventus e provare a mettere la freccia sui bianconeri. Del resto la Roma è anche la squadra che in Serie A ha subito meno gol di tutti in casa, appena dieci in 18 partite giocate finora allo stadio Olimpico. Un trend che, ovviamente, fa anche ben sperare per il prossimo derby, anche se poi quella è una sfida a sé dove può succedere sempre di tutto. Ma quello che sorprende è anche l’apporto che i difensori stanno dando nella fase offensiva della squadra giallorossa. E questo in virtù del gioco di Gasperini, che prevede che uno dei due braccetti si alzi e accompagni la manovra, diventando così di fatto un centrocampista aggiunto e concludendo spesso la corsa con un inserimento nell’area di rigore avversaria. Mario Hermoso, ad esempio, contro la Fiorentina si è trovato così prima nella condizione di poter servire l’assist per il 2-0 a Wesley e poi di andare a chiudere personalmente l’iniziativa di Koné, per il 3-0. Hermoso, tra l’altro, è anche il primo difensore della Roma a segnare e servire un assist in una gara di Serie A dal 2019 ad oggi: l’ultimo a riuscirci fu Chris Smalling contro il Brescia. […] E tanto per parlare di record, bisogna pensare anche alle 5 reti segnate finora da Wesley. Un bottino importante, considerando anche la giovane età del brasiliano. Ed infatti tra i difensori dei 5 campionati top europei ad aver segnato almeno 5 reti c’è il solo Luka Vuskovic ad essere più giovane di Wesley. Insomma, se è vero che la difesa giallorossa è tornata ad essere quasi impenetrabile, è anche vero che i suoi protagonisti sono pericolosi anche dall’altra parte. Ed allora nella rincorsa alla Champions Gasperini ha un’arma in più.

(gasport)

Roma, nel mirino c’è anche Summerville: e adesso Celik può rinnovare

Non smantellare la base, ma anche rinforzare il reparto offensivo. Tra le idee per il futuro della Roma di Gian Piero Gasperini spiccano due richieste che saranno ribadite nell’imminente incontro con i Friedkin. La prima preoccupazione dell’allenatore giallorosso resta intatti quella di trovare elementi in grado di incidere di più in zona gol sulla falsariga di quanto ottenuto da Malen e Wesley. In attesa della scelta del nuovo direttore sportivo, il tecnico ha annotato due nomi in cima alla lista: Nusa del Lipsia e Summerville del West Ham. Gli Hammers sono vicini alla retrocessione e potrebbero ritrovarsi a dover cedere l’olandese assistito peraltro dalla stessa agenzia di Malen. Occhi anche in Italia dove è monitorato da tempo Doumbia del Venezia, il centrocampista piace pure al Benfica di Mourinho. L’altro punto, ribadito dopo il successo con la Fiorentina, porta ai rinnovi. Oltre a Pellegrini salgono le quotazioni di Celik che gode ancora del Decreto Crescita e sembra ora disposto ad abbassare le richieste.

(gasport)

Carica Roma, recuperi, difesa e Malen: la Champions è possibile

LEGGO (F. BALZANI) – Duecentosettanta minuti, quattro squadre e più di un motivo per sperare. La Roma si è inserita di prepotenza nella lotta Champions e ora vede il traguardo vicino. Per tagliarlo, però, non basta vincere le ultime tre partite. Serve un passo falso della Juve o due del Milan. Viste le ultime prestazioni non è un’ipotesi così difficile. La Roma, invece, ha ripreso a volare e può contare ora su tutta la rosa a disposizione. Il peso di Wesley e Koné e la possibilità di ruotare gli attaccanti sono due elementi fondamentali per il gioco del tecnico che nei prossimi giorni riavrà anche Dovbyk e Pellegrini. Questo è il primo fattore, ma non l’unico. Perché la Roma, rispetto alle concorrenti, è in una condizione atletica invidiabile. Poi c’è Malen. L’olandese è il calciatore che in Serie A inquadra meglio la porta: la media di 1,60 volte a partita, al secondo posto c’è Nico Paz con 1,41. Nessuno al momento ha un attaccante in grado di catalizzare gioco e occasioni come fa l’ex Aston Villa. Infine la difesa, tornata con la stessa media del girone d’andata: 1 gol subito nelle ultime quattro partite. Ma la cosa che maggiormente fa felice Gasperini è l’unione dimostrata dalla squadra. Dopo l’addio a Ranieri i giocatori si sono compattati con l’allenatore e hanno allontanato voci scomode e spesso create ad arte. Un legame forte che ha portato lo stesso Gasp a chiedere il rinnovo del gruppo storico: da Pellegrini a Celik passando per Mancini e Cristante. Il focus, però, resta sulle entrate. Il tecnico ha ribadito di voler maggiore autonomia di scelta e aspetta il confronto coi Friedkin. In primis c’è da scegliere il ds: D‘Amico il preferito, subito dietro Manna. Poi c’è da rinforzare il reparto offensivo: Nusa e Summerville i primi nomi. Per il centrocampo piace Doumbia del Venezia.

Champions League, dopo l’1-1 dell’andata l’Arsenal vince 1-0 contro l’Atletico e conquista la finale

L’Arsenal di Arteta vince 1-0 il ritorno delle semifinali di Champions League, battuto l’Atletico Madrid che ha cercato, senza riuscirci, il pareggio fino all’ultimo. Nell’equilibratissima partita dell’Emirates la spuntano, probabilmente meritando, proprio i Gunners grazie al tap-in di Saka sul tiro di Trossard. Adesso la squadra di Calafiori attende la vincente tra Bayern Monaco e PSG, per capire quale squadra la raggiungerà a Budapest, ma una cosa è sicura, si affronteranno la migliore difesa (Arsenal) contro uno dei migliori attacchi (Psg e Bayern sono rispettivamente prima e seconda)

Quanto vale la Champions per i giallorossi: ricavi milionari tra bonus e ranking

La qualificazione alla Champions League rappresenterebbe molto più di un traguardo sportivo per la Roma. Come riportato da Calcio e Finanza, l’accesso alla massima competizione europea garantirebbe al club giallorosso introiti fondamentali tra bonus UEFA, market pool e ranking storico. Già la sola partecipazione alla fase a gironi assicurerebbe una base economica importante, a cui si aggiungerebbero premi legati ai risultati ottenuti nel corso del torneo. Vittorie e pareggi incrementerebbero ulteriormente i ricavi, così come l’eventuale passaggio alle fasi a eliminazione diretta. Un elemento chiave è rappresentato dal ranking UEFA, che incide sulla distribuzione complessiva dei proventi e può favorire la Roma grazie ai risultati ottenuti nelle recenti stagioni europee. Questi sono i bonus garantiti per ognuno dei club in lotta per la qualificazione, in caso di partecipazione alla Champions League 2026/27:

Roma – 43,5 milioni di euro
Juventus – 42,6 milioni di euro
Napoli – 38,9 milioni di euro
Milan – 38,5 milioni di euro
Como – 34,9 milioni di euro

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Inchiesta arbitri: il responsabile dei calendari Andrea Butti sarà sentito in settimana. De Rossi nel 2024: “Non ci ha aiutato” (VIDEO)

Andrea Butti, responsabile dell’Ufficio Competizioni della Lega Serie A, è stato convocato dal pubblico ministero Maurizio Ascione, che alla Procura di Milano conduce l’inchiesta sugli arbitri al centro della cronaca di questi giorni. Butti sarà ascoltato presto, probabilmente in settimana. […] La convocazione di Butti si spiega probabilmente con la sua attività: è lui, da responsabile delle competizioni, a tenere i contatti con il designatore. Per l’organizzazione delle edizioni di Supercoppa italiana giocate in Arabia, ad esempio, era Butti a raccordarsi con Rocchi per le pratiche di visto dei direttori di gara designati. Il Centro Var di Lissone, di proprietà della Lega, è un’altra possibile motivazione per un dialogo telefonico Rocchi-Butti, che Ascione potrebbe aver intercettato durante l’inchiesta. Per le esigenze logistiche degli arbitri su Sale Var e altri spazi a Lissone, Butti era il referente naturale. […] Nelle prossime settimane verranno probabilmente ascoltati anche gli addetti agli arbitri delle squadre di Serie A, figure oggi importanti per le indagini. Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter, è naturalmente il nome più noto, da quando si è saputo che, in una delle intercettazioni chiave dell’inchiesta, Rocchi avrebbe parlato con Gervasoni di “Giorgio” in merito alle designazioni di Colombo per Bologna-Inter dello scorso campionato e di Doveri per Inter-Milan, semifinale di ritorno dell’ultima Coppa Italia.

(gazzetta.it)

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Daniele De Rossi, oggi allenatore del Genoa, quando lavorava sulla panchina della Roma parlò di Butti in conferenza stampa. Ecco le parole della bandiera giallorossa: “Mi spiace che il capo delle competizioni, che è un uomo di calcio, che è Butti, che è stato nell’Inter per tanti anni, ha partecipato alla cavalcata dell’Inter del Triplete, non ci abbia aiutato e capito. Sa benissimo quanto un giorno in più o un giorno in meno, anche solo sui viaggi, possano essere determinanti per una squadra“.

Soulé diventerà papà. Il dolce annuncio insieme alla compagna: “Ti aspettiamo per riempirti di amore”

Mati Soulé diventa papà. Il numero 18 giallorosso, tramite un post pubblicato su Instagram, ha annunciato la lieta notizia con un messaggio dolcissimo accompagnato da alcune foto insieme alla sua compagna Milagros. “Sogniamo tanto di te. Ti auguriamo tanto, tesoro. Ti aspettiamo qui per riempirti di tanto amore! Ti amiamo così tanto, Bauti” recita il post del calciatore che aspetta quindi un figlio maschio.

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Calciomercato Roma, dal Portogallo: per Doumbia avanza il Benfica di Mourinho

Come noto da settimane la Roma guarda interessata al centrocampista classe 2003 Issa Doumbia. Il calciatore, di proprietà del Venezia, è stato uno dei grandi protagonisti in questa stagione nel campionato di Serie B, in cui ha ottenuto la promozione in Serie A con i Lagunari. Doumbia ha messo a referto 9 reti e 6 assist in questa stagione. Numeri che, inevitabilmente, hanno portato diversi club ad interessarsi.

L’ivoriano, infatti non piace solamente ai giallorossi e in estate si potrebbe creare una vera e propria asta. Oltre all’interessamento concreto da parte del Besiktas, anche Benfica, Sporting Lisbona, Brugge, Celtic, Espanyol e Southampton, stanno sondando la pista. In Italia il calciatore piace anche a Milan, Monza, Inter e Atalanta. Ma è soprattutto il Benfica di Josè Mourinho, il club che sembra aver mosso già i primi passi. Infatti, sembrano esserci stati dei contatti tra le parti. Il costo del cartellino, con molta probabilità, supererà i 15 milioni di euro.

(abola.pt)

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