Serie A, Fiorentina-Parma 0-0: la Viola aggancia momentaneamente la Roma a 53 punti. Pareggio a reti bianche anche tra Hellas Verona e Genoa

Alle ore 15 sono andate in scena le partite Fiorentina-Parma e Hellas Verona-Genoa, valide per la trentaduesima giornata di Serie A, e sono terminate entrambe con il risultato di 0-0.

Gara piuttosto bloccata a Firenze, con la Fiorentina che ha fornito una prestazione particolarmente spenta e caratterizzata da pochi tiri in porta. Il Parma ha avuto la chance di vincerla, ma de Gea si è sempre fatto trovare pronto. Con questo pareggio la Viola sale a 53 punti e, in attesa del Derby della Capitale, aggancia momentaneamente la Roma al settimo posto, mentre gli emiliani restano sedicesimi ma allungano a +4 sulla zona retrocessione.

Il Genoa resiste a un grande secondo tempo dell’Hellas Verona e inchioda il risultato sullo 0-0. Gli scaligeri sono andati più volte vicino al vantaggio, ma il muro eretto dalla difesa del Grifone ha retto. Con questo pareggio il Genoa sale a 39 punti (dodicesimo) e l’Hellas Verona a quota 32 (quattordicesimo).

LAZIO-ROMA: dove vederla in tv, le probabili formazioni e le quote

Dopo il pareggio per 1-1 contro la Juventus, la Roma è attesa della partita più importante dell’anno: oggi alle ore 20:45 andrà in scena allo Stadio Olimpico il Derby della Capitale, valido per la trentaduesima giornata di Serie A. I giallorossi sono settimi in classifica a 53 punti, mentre i biancocelesti sono sesti a quota 55.

Ranieri non ha molti dubbi di formazione: a difesa della porta di Svilar ci sarà il trio composto da Celik-Mancini-Ndicka, sulla fascia destra torna Saelemaekers dopo la squalifica e a sinistra gioca ancora Angelino. A centrocampo pronta la coppia Koné-Paredes, mentre sulla trequarti Soulé e Pellegrini agiranno alle spalle di Dovbyk.

DOVE VEDERE LAZIO-ROMA IN TV E IN STREAMING

Lazio-Roma sarà trasmessa in esclusiva sulla piattaforma DAZN. Per vedere la partita in diretta è necessario connettersi all’app Dazn tramite Smart tv collegata alla connessione internet, console di gioco (Play Station e Xbox) oppure Google Chromecast, Amazon Fire Stick Tv e TIMVISION BOX. Inoltre coloro che sono abbonati anche a Sky potranno seguire il match sul canale 214 attivando ‘Zona DAZN’.

LE PROBABILI FORMAZIONI

LAZIO: Mandas; Marusic, Gigot, Romagnoli, Hysaj; Guendouzi, Rovella; Isaksen, Dele Bashiru, Zaccagni; Castellanos.

ROMA: Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; Saelemaekers, Koné, Paredes, Angelino; Soulé, Pellegrini, Dovbyk.

LE QUOTE

LAZIO-ROMA 1 X 2
EUROBET 2.95 3.20 2.45
SISAL 3.10 3.00 2.50
PLANETWIN365 3.10 3.00 2.47
SNAI 3.10 2.95 2.55

LR24

Lazio, Lotito: “Derby? Mai fatto pronostici. Ci deve essere umiltà e conoscenza per raggiungere l’obiettivo”

PODCAST “UN CAFFÈ DA VANNI” – Claudio Lotito, presidente della Lazio, è intervenuto come ospite nel podcast e ha trattato numerose tematiche legate al calcio tra cui il Derby della Capitale in programma questa sera. Ecco le sue parole: “Non facciamo pronostici. Mai fatti. Ritengo che siano fuori luogo, sono troppo i fattori imponderabili che determinano il risultato. Io penso che alla base di tutto ci debba essere l’umiltà, la conoscenza dei mezzi e delle cose permettono di arrivare all’obiettivo tramite l’umiltà”.

Lo Scudetto?
“Voi pensate che lo scudetto sia un fatto matematico, oggi si pensa che più spendi e più vinci ma è una fesseria. Basta prendere ad esempio i Cosmos che era una squadra piena di campioni ma non ha mai vinto nulla. Quindi il tema è investire in modo oculato e in modo scientifico per raggiungere degli obiettivi. Io nel calcio ho preso la Salernitana in eccellenza e l’ho portata in Serie A, l’unico caso nel calcio italiano. In eccellenza pagai un contributo per farla ripescare in Serie D e ho vinto il campionato, sono andato in C2 ho vinto il campionato, sono andato in C1 ho vinto la Coppa Italia e il campionato, sono andato in Serie B e poi sono andato in A. La Lazio l’ho risanata e oggi ha 300 milioni di euro di patrimonio immobiliare ed è la società più patrimonializzata che c’è sul mercato. Io sto lavorando affinché lo scudetto non diventi un fenomeno sporadico ma diventi un sistema all’interno della Lazio. Io ho proceduto nel risanamento, oggi sto nella fase della crescita, non a caso sto costruendo l’Academy”.

Il futuro della Serie A?
“Voglio svelarvi un aspetto. Berlusconi spiegò di essersi interessato alla Lazio per una questione di ordine pubblico. Ci furono una serie di situazioni molto delicate. Aveva di me una grande stima, ritenendomi in grado di risolvere i problemi. Il problema del futuro del calcio passa attraverso alcune regole che sono state disattese. Quando sono entrato in Lega calcio tutti parlavano di chi avrebbe fatto il presidente. All’epoca c’erano 42 presidente tra Serie A e B. In un quadro di questo genere ho visto che il problema non era chi fa il presidente, ma che producevamo 1 miliardo e 200 milioni di debiti. E come si risolvono? Salary cup, defiscalizzazione, incremento dei ricavi e gestione delle spese. Sulla base di questo sono riuscito a fare un risanamento. Nei primi tre anni pagavo due squadre: quella che giocava, che ho fatto io comprando nove giocatori in un giorno, e quella che avevo ritirato. In quel periodo andai anche in Champions e ottenni una Coppa Italia. Quando sono entrato in federazione insieme a Tavecchio, avevo la delega alle riforme e ne ho fatte alcune fondamentali. Tra queste la goal line technology perché sono un uomo pratico. Abbiamo anche proposto il Var e, grazie ai rapporti di Tavecchio con il presidente della Fifa, siamo stati i primi a sperimentarlo. Siamo passati da un’impresa romantica con il ‘padron coglion che metteva i soldon’ a un’impresa industriale dove devono quadrare i conti. Con la differenza che oggi parli di cifre importanti, oggi vincere la Champions vale 130/140 milioni. Per questo una svista costa tanto, la tecnologia è fondamentale”.

Candela: “Derby importantissimo per entrambe le squadre. Nuovo allenatore? Prenderei subito Conte…”

Vincent Candela, ex calciatore della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni a margine del ‘derby di padel’ alla FIP Silver Mediolanum Padel Cup e tra i vari temi trattati ha parlato di Lazio-Roma e del nuovo allenatore dei giallorossi. Ecco il suo commento: “La Roma arriva da sette vittorie e dal pareggio con la Juventus, sta bene mentalmente anche se non c’è Dybala. La Lazio è due punti avanti, ha perso con il Bodo e ha speso energie preziose ma lo sappiamo, il derby è una partita a sé e la stanchezza non può condizionare. Questo è un match importantissimo per entrambe le squadre. Io di sicuro sarò allo stadio per tifare la mia Roma”.

Il tuo derby più bello da calciatore?
“Quello che mi sono goduto di più è stato il 5-1 del 2002, che era un Lazio-Roma. Dopo mezz’ora eravamo 4-0 per noi, quindi nel secondo tempo ho vissuto in pieno lo spettacolo. Non dico che sia stato il più facile, ma di certo non ci aspettavamo quel risultato”.

Il nuovo allenatore della Roma?
“Se fosse sul mercato prenderei subito Antonio Conte… Lui è un grande professionista, è vincente e fa crescere i giovani. Al momento è l’allenatore più forte in Italia. Si parla di Gasperini e Allegri che pure mi piacciono. Ranieri? Sta facendo molto bene, ha scelto di fermarsi anche se non si sa mai. Mi piacerebbe una sorpresa da parte sua, ma non credo succederà. L’importante è prendere subito il nuovo allenatore in modo da iniziare a costruire la squadra per la prossima stagione. Anche se questa non è finita ed è ancora aperta sia la qualificazione in Europa League che quella per la Champions, che sarebbe straordinaria”.

Lazio, Baroni: “Roma compatta e solida, serviranno aggressività e determinazione. Complimenti a Ranieri per la meravigliosa carriera”

DAZN – Marco Baroni, allenatore della Lazio, ha rilasciato un’intervista alla piattaforma streaming e si è soffermato sull’importanza e l’attesa del Derby della Capitale. Ecco le sue dichiarazioni.

Le sensazioni in vista di questo derby dopo la trasferta di Bodo?
“C’è poco tempo e va speso bene. Abbiamo fatto un’analisi attenta, anche se c’è ancora dolore fisico per la partita di giovedì contro il Bodo e siamo consapevoli che avremo tutte le carte per poterla riprendere al ritorno. La testa ora va al derby, a questa partita straordinaria. E lo sarà ancora di più perché la giocheremo in casa davanti ai nostri tifosi. Abbiamo le energie, ma ne avremo anche di più grazie al sostegno del nostro pubblico”.

Come sta la squadra dal punto di vista fisico?
“Non sono mai voluto entrare nell’aspetto delle partite giocate o della stanchezza perché può passare come un alibi. Nella storia credo che non sia mai successo di disputare un derby a così poche ore da un’altra gara. Ho detto alla squadra però che questa partita si può giocare anche dopo un giorno, perché è talmente bello che dobbiamo portare in campo tutta la nostra voglia e determinazione. Ho detto ai ragazzi anche di sentire dentro il trasporto che i tifosi in una città così vivono, come i bambini a scuola o la gente sul posto di lavoro. Tutto questo ci deve dare motivazioni ancora maggiori per affrontare una partita delicata ma bellissima”.

L’assenza di Rovella contro il Bodo?
“Sicuramente è fondamentale, lo è stato fin dall’inizio. È cresciuto in maniera esponenziale. Ho rianalizzato la sconfitta di Bodo, veramente anomala. Ci siamo ritrovati a giocare con dei fattori che ti condizionano, come il freddo e il terreno di gioco. In più abbiamo giocato contro una squadra che ha messo in campo una prestazione di altissimo livello e di grande intensità. Noi ora mettiamo da parte il dolore della sconfitta di giovedì, con la consapevolezza di poter arrivare pronti all’Olimpico la prossima settimana per ribaltarla. Adesso però c’è il derby, che tutta la città e i nostri tifosi vogliono e aspettano. Noi dobbiamo stare lì dentro”.

Quale è la qualità principale della Roma? Come si limita?
“È una squadra compatta e solida. Nelle ultime quindici partite sono primi in classifica sopra l’Inter con miglior attacco e difesa. Ma queste sono gare che si vivono anche sull’episodio che dobbiamo portare dalla nostra parte, giocando con grande aggressività e determinazione. E poi la cosa più importante: andare pallone su pallone, ogni metro quadro, ogni giocata, ogni filo d’erba. Noi dobbiamo esserci”.

Come vive il derby?
“Io vivo il derby con grande pressione, ma le sensazioni sono comunque bellissime, sono quelle che vivo andando fuori in città, dai bambini al resto della gente. Questa partita la aspettano per un anno, per poi magari portare la soddisfazione della vittoria nella loro vita privata. Sento questo e provo a trasmetterlo alla mia squadra anche se non ci sarà bisogno”.

I complimenti di Ranieri in conferenza stampa?
“Lo ringrazio e li faccio anche io a lui, abbiamo visto il percorso che ha fatto. Il ‘mister’, lo chiamo ancora così perché è stato il mio allenatore (ride, ndr), non è una sorpresa. Ha fatto qualcosa di straordinario e io ho avuto anche la fortuna di viverlo per qualche mese a Napoli prima di andare via. È stato bravissimo: ha avuto una carriera meravigliosa e una serie di partite pazzesche adesso con la Roma”.

Come sta Castellanos? Ha già scelto il portiere che giocherà il derby?
“Castellanos sta bene e sta rientrando. Sto cercando di alleggerirlo perché deve andare sul campo sparando tutto quello che ha per i minuti che ha, senza pensare all’infortunio. Deve ritrovare la sua prestazione nella semplicità, nelle sue qualità, nella ferocia e nelle gioia. In porta non c’è una sfida tra Mandas e Provedel. Se potessi li metterei entrambi in porta così siamo anche avvantaggiati (ride, ndr). Mandas ha fatto un percorso ed è sempre stato presente, attento nel lavoro, partecipativo, a disposizione della squadra, come lo è adesso Provedel in queste partite che non ha giocato. In questo momento c’è una sola squadra e tutti sono titolari. È il momento storico del percorso, la parte finale del campionato, dove tutti devono sentirsi titolari ed essere pronti”.

Lazio-Roma, i convocati di Baroni: torna Ibrahimovic. Out Tavares e Patric (FOTO)

Oggi alle ore 20:45 la Roma affronterà la Lazio allo Stadio Olimpico nel Derby della Capitale valido per la trentaduesima giornata di Serie A e Marco Baroni, allenatore dei biancocelesti, ha diramato la lista dei convocati in vista della partita odierna: torna Arijon Ibrahimovic, mentre gli unici assenti sono gli infortunati Nuno Tavares e Patric.

L’elenco dei convocati

Portieri: Furlanetto, Mandas, Provedel;
Difensori: Gigot, Gila, Hysaj, Lazzari, Marusic, Pellegrini, Provstgaard, Romagnoli;
Centrocampisti: Basic, Belahyane, Dele-Bashiru, Guendouzi, Ibrahimovic, Rovella, Vecino;
Attaccanti: Castellanos, Dia, Isaksen, Noslin, Tchaouna, Pedro, Zaccagni.

Serie A, l’Atalanta torna a vincere: 2-0 al Bologna, a segno Retegui e Pasalic. Rossoblù superati dalla Juventus

Alle ore 12:30 è andata in scena al Gewiss Stadium di Bergamo la partita tra Atalanta e Bologna, valida per la trentaduesima giornata di Serie A, e si è conclusa con il risultato di 2-0 in favore dei padroni di casa. La Dea ha indirizzato e chiuso il match nel primo tempo grazie alle reti di Retegui al 3′ e Pasalic al 21′. I rossoblù hanno provato a riaprire la gara, ma si sono schiantati contro il muro eretto da Carnesecchi. Grazie a questo successo l’Atalanta torna a vincere dopo tre sconfitte consecutive e blinda il terzo posto a 61 punti, mentre il Bologna resta a 57 e viene scavalcato dalla Juventus, che va al quarto posto a +2 sui felsinei.

NDICKA: “Pronti per il derby, qui c’è molta passione. Mourinho ha lasciato un segno in me. Futuro? Vedremo, ma ho grande rispetto per la Roma”

L’EQUIPE – Evan Ndicka ha rilasciato un’intervista al quotidiano francese e tra i vari temi trattati si è soffermato sulla sua avventura alla Roma e sull’attesissimo Derby della Capitale. Ecco le dichiarazioni del difensore centrale giallorosso.

Ha avuto un percorso professionale atipico, essendo rapidamente scomparso dai radar francesi. Ha lasciato Parigi a 13 anni per trasferirsi nel centro di Auxerre. Come vive l’esilio a un’età così giovane e questa distanza dal tuo paese natale?
“All’inizio non ci rendiamo conto di questa distanza. Te ne vai, ti ritrovi con persone della tua generazione ed è un po’ un sogno per un bambino. Ma guardandoti indietro, ti dici che te ne sei andato presto, che da allora ti sei allontanato da casa solo per un po’ tra Auxerre, Francoforte e ora Roma”.

Perché ha scelto la Germania?
“Ero in L2 con l’Auxerre e il Francoforte mi offriva un’opportunità migliore. Così sono andato in Bundesliga senza esitazione. È un campionato interessante. C’è molta gente negli stadi, è quasi sempre pieno dalla prima alla quarta divisione. C’è una grande cultura calcistica ed è fantastico. E lì tutto è messo a disposizione affinché tu possa pensare solo al calcio, fanno di tutto per i giovani”.

Ma a 19 anni non era scontato che ce l’avresti fatta a Francoforte…
“Oggi è più facile, i giovani non hanno più paura. Quando sono arrivato non conoscevo nessuno, ma l’allenatore Hütter mi ha messo in campo senza esitazione”.

Questo le ha messo ulteriore pressione?
“No, quando sei giovane non ci pensi. Ripensandoci, penso che le cose sarebbero potute andare diversamente, ma a quell’età sei super sicuro di te. C’era una sorta di noncuranza che consentiva di superare tutti gli ostacoli. E ho avuto la fortuna di avere Hütter, ha avuto un ruolo fondamentale nella mia carriera. E poi è un campionato aperto e, date le mie qualità, era perfetto per me. Inoltre a Francoforte c’è il tifo migliore di tutta la Germania. Non dimenticherò mai la vittoria dell’Europa League, un momento incredibile vissuto insieme a migliaia di tifosi che ci hanno accompagnato. Poi arrivò la proposta della Roma, si tratta di un club grande e storico e con una pressione enorme. La gente ti riconosce, ti si avvicina… Qui è molto bello, sia in positivo sia in negativo. Si sente la pressione più che in qualsiasi altro posto. Qui c’è una cultura calcistica molto diffusa. Non posso fare quasi nulla a Roma, dato che la gente è molto passionale. Forse è il rovescio della medaglia, ma ci sono tante cose belle (ride, ndr)”.

A Roma ha conosciuto Mourinho…
“Dall’esterno non sembra, ma Mourinho è una persona molto simpatica. Mi è stato di grande aiuto e in meno di un anno ho imparato molto tatticamente. Inoltre sa come parlare e come trasmettere la grinta. Lui sa tutto di tutti gli avversari. Ha lasciato un segno in me. Ma non è l’unico nella Roma, dato che ho avuto anche De Rossi e ora Ranieri”.

In due stagioni lei è diventato uno dei pilastri della squadra…
“Diciamo di sì, la gente si fida di me. In Italia la difesa è importante, dopo che giochi in Italia consegui un master in difesa. Puoi giocare ovunque”.

Questa partita contro la Lazio arriva al momento giusto per la vostra squadra: come la affronta?
“Dall’arrivo di Ranieri abbiamo fatto una grande rimonta. Ha cambiato tante cose, è nato a Roma, conosce la situazione e la città. Lui è un allenatore davvero molto bravo. Inoltre ha quel lato paterno in più, sa come parlarti. A Roma c’è un clima particolare: vinci 7 partite ma al 70′ pareggi 0-0 e la gente non sarà contenta. È una vera passione”.

Prova un’emozione particolare all’avvicinarsi del derby?
“Oh sì! Questa partita rappresenta qualcosa di importante. Inoltre quest’anno siamo molto vicini in classifica, il che aumenta la posta in palio anche in ottica Champions League. In città si capisce subito quando sta arrivando il derby. Nella gara di andata abbiamo vinto 2-0 ed è stata una partita difficile sia sul campo sia. Ci sono prese in giro e fa parte del contesto, ma noi giocatori restiamo calmi e pronti”.

Ha giocato un numero impressionante di partite questa stagione.
“Sono gli allenatori che mi mettono in campo. Mi prendo molta cura del mio corpo, sono ultra professionale. Dovrò fare tutto il possibile per restare al top. Cibo, strumenti per il recupero, stretching… Sono sempre al top, anche a casa, dove ho l’attrezzatura per allenarmi. Ronaldo è il mio modello, basta vedere cosa fa a 40 anni. Il suo lato professionale unito al talento formano una combinazione fantastica. Analizzo tutte le partite e i miei avversari, posso considerarmi un difensore a tutto tondo”.

Come reagisce all’interesse di diversi top club in Europa?
“Non farò finta di non vedere, ma a Roma sono rispettato e rispetto loro. Mi resta un contratto di tre anni e vedremo più avanti”.

VAI ALL’INTERVISTA ORIGINALE

Femminile, Spugna: “È mancato l’approccio, ma complimenti alla squadra per la reazione” – Giacinti: “Vogliamo la Champions”

Alessandro Spugna e Valentina Giacinti, rispettivamente allenatore e centravanti della Roma Femminile, hanno rilasciato alcune dichiarazioni al termine della sconfitta per 1-2 contro la Juventus nel match valido per la sesta giornata della Poule Scudetto. Ecco le loro parole.

SPUGNA AI CANALI UFFICIALI DEL CLUB

È una Roma che ha reagito, però forse è una reazione che è arrivata troppo tardi.
“Diciamo che la partenza non è stata delle migliori e questo poi ha condizionato la reazione, che sicuramente c’è stata. Però è chiaro che, quando regali due gol alla Juventus, poi è difficile, complicato. Devo fare i complimenti alle ragazze per la reazione, quello è sicuro, perché comunque ci hanno messo tutto. Impossibile, soprattutto nel secondo tempo, poter riaprire e provare a riacciuffare la partita. Ci siamo anche andate vicino, perché nei minuti di recupero abbiamo avuto un’occasione clamorosa per pareggiare. Però non abbiamo approcciato bene, e questo è successo troppe volte in questa stagione”.

Cosa è mancato in particolare in questa partita?
“È mancato l’approccio e poi abbiamo sbagliato tanto a livello individuale: tanti errori tecnici. Siamo una squadra che prova a giocare tanto, e quando sbagli tanto tecnicamente ti presti a delle ripartenze che con la loro gamba possono far male. E così è stato. Prendiamoci il secondo tempo, perché è stato di livello. Dovevamo concretizzare meglio le occasioni che abbiamo avuto”.

È da questo secondo tempo che la Roma dovrà ripartire anche per la sfida contro l’Inter?
“Assolutamente sì. Come avviene sempre nel calcio, da domani bisogna voltare pagina. Lo si fa quando si vince, lo si deve fare quando si perde. Bisogna semplicemente analizzare quello che non è andato e cercare di recuperare le energie. Dobbiamo andare a Milano a fare una grande partita, perché dobbiamo concludere il campionato arrivando nelle prime tre posizioni, perché sarebbe Champions League e poi c’è la finale di Coppa. Quindi, dobbiamo arrivarci nel migliore dei modi”.

GIACINTI AI CANALI UFFICIALI DEL CLUB

La reazione forse è arrivata troppo tardi.
“Sì, probabilmente è arrivata tardi. Siamo partite non dico con la paura di affrontarla, ma forse non troppo convinte. E poi probabilmente dopo è stato troppo tardi per recuperarla. Sono comunque contenta della mia squadra, abbiamo sempre giocato, fatto il nostro gioco, la fortuna non ci ha nemmeno troppo assistito in questa stagione. Dobbiamo continuare così e concludere al meglio”.

Che significato ha per te il gol numero 50 con questa maglia?
“Nemmeno lo sapevo, a dire la verità. Sono contenta, ma avrei preferito prendere i tre punti. L’importante è sempre la prestazione della squadra e con questa poi i gol arrivano sempre”.

Ora ci sarà l’impegno contro l’Inter, decisivo per la Champions League.
“Adesso prepariamo al meglio la partita con l’Inter. Vogliamo conquistare la Champions League. Lavoreremo e cercheremo di farci trovare pronte”.

(asroma.com)

VAI ALLE INTERVISTE ORIGINALI 1 – 2

Werder Brema, Njinmah: “L’offerta della Roma a gennaio? Ho ricevuto tante proposte, ma il club voleva tenermi”

TRANSFERMARKT.DE – Justin Njinmah, attaccante del Werder Brema, ha rilasciato un’intervista al portale che si occupa di calciomercato e tra i vari temi trattati si è soffermato sull’interesse della Roma nel corso della sessione invernale di calciomercato. I giallorossi avrebbero addirittura offerto 10 milioni di euro, ma il club tedesco l’avrebbe rifiutata. Ecco le parole dell’esterno classe 2000.

Secondo la Bild il Werder Brema ha rifiutato un’offerta della Roma da 10 milioni di euro questo inverno…
“Mi sono arrivate molte voci. Ci sono state offerte, non posso negarlo. Si discute di queste cose con il club e la decisione viene presa sempre insieme. Mi hanno fatto capire che volevano tenermi e per questo motivo sono ancora qui”.

Un trasferimento all’estero le sarebbe piaciuto?
“Può sempre essere un’opzione. Sono uno a cui piace vedere qualcosa di nuovo. È interessante quando si vivono queste fasi del mercato, soprattutto quando vengo accostato a club con cui giocavo alla Playstation. Ma sono anche molto felice di rimanere qui al Werder”.

VAI ALL’INTERVISTA INTEGRALE