Pressing Roma. La Para…noia

Roma chiama, Firenze non si scompone. La Roma guarda con interesse a Fabio Paratici per il ruolo di nuovo direttore sportivo ma la Fiorentina, almeno per ora, resta solida e fiduciosa, senza avvertire scosse all’interno del proprio progetto.
La voce che accosta il dirigente piacentino ai giallorossi – questo è vero – ha basi concrete e non si tratta di un semplice rumor: nelle ultime settimane
Paratici sono arrivati segnali di apprezzamento non solo dalla Capitale ma anche da altri club italiani (tra questi c’è il Napoli), colpiti dall’impatto che il ds ha avuto nei pochi mesi alla guida dell’area tecnica viola. Un lavoro rapido, incisivo più che mai, che non è passato inosservato. Allo stesso tempo, c’è un altro elemento da cui partire: Paratici non si sta guardando attorno. È concentrato solo sulla Fiorentina e sulla rifondazione della squadra. Il contratto firmato col club dei Commisso (4 anni e mezzo la durata) è un fattore rilevante, ma lo è ancora di più il rapporto con la società. […]

Non ci sono frizioni in società ma alcune differenze di visione si sono già palesate. A partire dalla questione allenatore: una parte del club spinge per la conferma di Vanoli, posizione che non coincide con quella del ds, più orientato verso un cambia-mento. Parallelamente, sono in corso valutazioni anche su altre aree, dal settore medico al ruolo di team manager. In questo scenario, l’interesse della Roma è come un segnale. Una sorta di «avviso ai naviganti» che fa capire come, pur non essendo un centravanti da 30 gol, anche il dirigente ha il suo mercato. [..]

(La Nazione)

Inter-Roma, mistero Var: richiesti i file originali. Rocchi non andrà dai pm

Un’altra partita sospetta, la sesta, nel mirino dei magistrati. Un match tra i più discussi della scorsa stagione e decisivo per lo scudetto. Perché ora la procura di Milano punta ad accertare quanto accaduto anche durante Inter-Roma. Per verificare se sia vero quanto riferito da almeno due testimoni sentiti nell’inchiesta sugli arbitri che conta per ora cinque indagati: la “bussata” del supervisore Andrea Gervasoni al vetro della sala Var e il «fatevi i fatti vostri» ai varisti su un rigore non concesso all’Inter. L’ingerenza, come pubblicato da Repubblica, è stata denunciata dall’ex arbitro Domenico Rocca, autore anche di un esposto dello scorso maggio che ha contribuito ad arricchire l’indagine della Guardia di finanza coordinata dal pm Maurizio Ascione. Ed è stata confermata anche da un altro ex fischietto, convocato più volte e per svariate ore di verbali riempiti. Entrambi hanno riferito quanto, a loro dire, circolerebbe tra gli addetti ai lavori: nelle battute finali di Inter-Roma, giocata il 27 aprile 2025, l’arbitro in campo Michael Fabbri lascia correre il fallo di Ndicka sul nerazzurro Bisseck, l’assistente Var, Marco Piccinini, solleverebbe però più di un dubbio al Var Marco di Bello sull’astenersi dall’intervenire. Ma Gervasoni “busserebbe” per scoraggiarli a richiamare l’arbitro per andare a rivedere l’azione sul possibile rigore, condizionando, se così fosse, la scelta arbitrale. Parole che non si sentono nell’audio-video trasmesso dalla trasmissione tv Open Var, che Rocchi stesso, a suo tempo, ammise di aver trasmesso con ritardo, forse per tutelare i colleghi dalle polemiche di fine campionato dato che, per sua stessa ammissione, il rigore andava concesso. Ma la procura di Milano ora si riserva di acquisire al più presto i file audio e video originali di quei minuti accendendo dunque un faro sull’accaduto e le eventuali responsabilità. […]

In sostanza il «sistema» dell’ex designatore Gianluca Rocchi che sta scuotendo il mondo del calcio, mettendo in stand by anche alcuni sponsor di A che attendono di vedere che succede. L’avvocato Antonio D’Avirro ha fatto sapere che domani Rocchi non si presenterà nemmeno dal pm. Non risponderà alle contestazioni, «al buio» per il legale, specie quella del 2 aprile 2025 a San Siro dove avrebbe parlato, secondo l’accusa, con qualche collega del mondo arbitrale – quanto si sa finora – per «combinare» designazioni di arbitri che non fossero «poco graditi» all’Inter. Tra gli arbitri sentiti ci sono, da indagati, Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo, Daniele Paterna lo è diventato poi per false dichiara-zioni. Come testimoni ci sono i racconti (ed eventuali riscontri) di Daniele Doveri, l’arbitro «poco gradito» ai nerazzurri nelle accuse delle designazioni «pilotate» a Rocchi per almeno due partite, tra cui Bologna-Inter 2025 dove in campo diresse la gara Andrea Colombo, anche lui sentito. […]

(La Repubblica)

Gervasoni domani dal pm. Ma non parlerà di Inter-Roma

Domani per Paolo Gervasoni può essere il giorno della verità: l’ex arbitro, infatti, si presenterà all’interrogatorio del pm Ascione a Milano. Il supervisore Var è stato convocato dagli inquirenti alle 11 presso la sede della Guardia di Finanza.
Gervasoni è indagato per Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025 e risponderà solo su quello per cui è indagato: la presunta comunicazione con il Var Nasca. Nel suo capo d’incolpazione non c’è alcun riferimento né a Rocchi né ad altre partite. Gervasoni, però, sarebbe stato protagonista anche di un altro episodio controverso che la Procura sta verificando. Nel mirino ci sarebbe anche Inter-Roma dello scorso aprile, finita 0-1 per i giallorossi. […]

Sempre secondo questa testimonianza, il Var avrebbe agito su indicazione del suo supervisore, Gervasoni appunto. Tutto da capire se ci siano audio Var a supporto di questa tesi. L’episodio fu molto discusso, tanto che poi l’audio della sala Var relativo a quel caso fu pubblicato nella trasmissione Open Var soltanto un mese dopo: Rocchi ammise l’errore dei suoi collaboratori, sottolineando come il fallo fosse evidente. Starà agli inquirenti stabilire se la decisione sia stata pilotata da qualcuno oppure no. Magari già domani si potrebbe vedere un po’ più di chiaro. Magari già domani si potrebbe vedere un po’ più chiaro. Rientrando nel merito dell’interrogatorio di domani, il pm al momento dell’interrogatorio sarà obbligato a rivelare all’indagato l’elenco degli elementi di prova in suo possesso. Ovviamente solo in riferimento a quel Salernitana-Modena.

(gasport)

Montella: “Gasp-Ranieri? È un peccato per tutti. I tifosi avevano fiducia in questo nuovo corso”

LA GAZZETTA DELLO SPORT – Vincenzo Montella, attuale commissario tecnico della Turchia, con cui ha conquistato la qualificazione al prossimo Mondiale, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano. Montella ha parlato anche della sua ex squadra sia da calciatore che da allenatore, la Roma, soffermandosi sulla diatriba che ha coinvolto Gasperini e Ranieri.

[…] Al Mondiale dove arriverete? «Non è facile prevederlo, le incognite sono tante a cominciare dal territorio: ci alleneremo a Phoenix, in Arizona, in una location scelta dalla Fifa dove sono previsti 42 gradi, ma poi nel girone avremo una partita a Vancouver, in Canada, dove la temperatura sarà sensibilmente più bassa. Secondo gli studi passare dal caldo al freddo dovrebbe essere meglio per la squadra. Ma molto dipenderà dalle condizioni in cui arriveranno i calciatori in quel mese». […]

A proposito di Roma, come giudica la rottura tra Ranieri e Gasperini?
«Per me è indelicato giudicare dall’esterno, anche perché parlo di un club al quale sono molto legato. Ho stima di entrambi e non so cosa possa aver provocato questo imprevedibile epilogo. Penso solo sia un peccato per tutti: i tifosi avevano grande fiducia in questo nuovo corso». […]

In Nations League affronterete l’Italia. Quale male affligge il nostro calcio? «Non voglio apparire come un professore. Tra l’altro la Nazionale italiana non è così scarsa come viene raccontata. Non è al livello delle prime 4-5 del mondo ma è comunque competitiva. Credo che i giocatori abbiano pagato il complesso da Mondiale, la paura di non farcela».

Sì ma come si riparte?
«Dalla base. Forse bisogna insegnare ai giovani la tecnica e non assillarli con la tattica. E poi i vertici federali dovranno incidere più liberamente: sono testimone dell’impegno di Gravina e Gattuso, con i quali mi sono confrontato prima degli spareggi. Loro volevano fermare il campionato per avere più tempo per prepararsi. Ma non è stato possibile. In Turchia, nella stessa situazione e su mia richiesta, non si è giocato. Fare sistema è fondamentale».

Anche la Serie A è calata di livello.
«Se la paragoniamo a 20 o 30 anni fa sì. Ma resta un torneo di grande interesse. Mancano i soldi dei diritti tv, che sono stati dirottati soprattutto in Inghilterra. Per me il principale gap è negli stadi: l’effetto ottico di una partita, con impianti moderni e sempre pieni, condiziona la valutazione di chi investe». […]

Celik torna in gruppo già oggi

Allarme rientrato, niente rischio di chiudere in anticipo la stagione:
Celik ci sarà contro la Fiorentina. Gli esami strumentali ai quali si è sottoposto non hanno evidenziato lesioni muscolari. Il laterale turco era uscito nell’intervallo della partita contro il Bologna a causa di un fastidio al flessore che però non è così grave.
Gasperini, dunque, potrà contare su di lui già in giornata, quando la squadra tornerà a sostenere una seduta a Trigoria. Il recupero lampo del turco rappresenta una notizia positiva in vista del rush finale, considerando che sulla corsia destra rappresenta la prima scelta. […]

(corsport)

Mourinho: “Roma è stato il posto più bello della mia carriera. Nessuno deve toccare i tifosi giallorossi”

Vincente, carismatico, empatico, e diritto nella storia della Roma. José Mourinho ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano in cui ha toccato diversi temi e non è mancato un pensiero al suo passato romanista. Il tecnico portoghese ha speso nuovamente parole al miele per la Roma, confermando un amore che nei fatti si è interrotto a gennaio 2024 ma che in realtà non si è mai interrotto.

È cambiato anche il calcio in questi anni…
«È vero: il calcio è un micromondo di questa realtà. Ma, come ho detto, io riesco a divertirmi ancora: mi piace allenare e far migliorare i giocatori, vivere le partite. Questa è la parte migliore, questo è il mondo che difendo: nonostante gli anni passino, non riesco ancora a immaginarmi senza» […]

Parliamo del calcio italiano. Siamo di nuovo nella bufera…
«In realtà io credo che il calcio italiano non sia diverso dagli altri, solo che qui ciclicamente si riesce a investigare e fare pulizia».

Però siamo di nuovo fuori dai Mondiali.
«Quella è un’altra cosa. Qualcuno mi ha chiesto se allenerei la vostra Nazionale: la mia risposta è che non avete bisogno di un tecnico straniero. Avete Allegri, Conte e ne potrei citare altri 5 o 6, non è questo il punto».

E quindi come si fa?
«Vi faccio l’esempio del Portogallo: molte persone si chiedono perché un Paese di 10 milioni di abitanti riesca ad andare ai Mondiali e ad avere tanti giocatori così bravi che finiscono nelle migliori squadre dei campionati in Europa. La risposta è: venite a vedere come vengono organizzati i tornei giovanili, quali sono le condizioni dentro quelle squadre. Basta questo per capire. E, magari, copiare».

Domenica l’Inter potrebbe vincere lo scudetto.
«Mi fa piacere per Chivu, anche se quando lo allenavo non avrei mai pensato che potesse fare l’allenatore. Era un ragazzo per bene e tranquillo, un bravissimo giocatore, però non sembrava un predestinato. È stato intelligente:
ha studiato, ha fatto la gavetta nelle giovanili, ha imparato nel modo giusto. Non è nato allenatore per generazione spontanea».

Mentre in altri casi…
«Confermo: molti oggi vanno in panchina perché sanno vendersi bene. Avere un buon Pr vale più di essere davvero capaci». […]

Perché a Roma è così difficile vincere? «Non so: per me Roma è stato il posto più bello della mia carriera. Non ho mai sentito un ambiente così incredibile intorno a una squadra di calcio, l’Olimpico
sempre pieno, quello che la gente sente per i giocatori. Il livello di esigenza è alto? Non è un dramma, perché poi quando abbiamo vinto la Conference la festa è sta-
ta pazzesca: nemmeno nei trionfi che ho avuto in Champions ho visto delle scene così. Ma la mia Roma è finita».

Perché?
«Non voglio dire altro. Anzi, una cosa: nessuno se la prenda con i tifosi romanisti dicendo che è colpa loro se non si vince. I tifosi giallorossi sono quelli che aiutano la squadra, nessuno li deve toccare».

Ultima cosa: qual è il futuro di José Mourinho? Qualcuno ha scritto il Real Madrid, oppure davvero un giorno la Juventus?
«No, il mio prossimo traguardo è portare il Benfica in Champions. Abbiamo fatto un tragitto straordinario, siamo l’unica squadra che in Europa non ha perso una partita, se vinciamo le prossime 3 partite giocheremo nella coppa più grande d’Europa. Questa è l’unica cosa che sta nella mia testa».

(Il Giornale)


Successivamente José Mourinho è intervenuto a margine della presentazione dello spot di Prima Assicurazione e tra i vari temi trattati ha parlato anche della Nazionale e del caos arbitri. Ecco le sue dichiarazioni.

Crisi del calcio Italiano?
“È triste. Quando non vi siete qualificati ero con Rui Costa e non ci volevamo credere: ‘Com’è possibile che la nostra Italia non ce l’abbia fatta?’, ci chiedevamo. Però è reale, è successo”.

Ct straniero?
“Non sono d’accordo: non penso che serva un allenatore straniero. L’Italia ha allenatori con il carisma, la qualità, l’esperienza… Non puoi avere Carletto (Ancelotti, ndr), ma puoi avere Max (Allegri, ndr), Antonio (Conte, Ndr) e ce ne sarebbero sicuramente anche altri… Però ci sono delle cose che si devono ripensare. Vedo per esempio un Paese come il Portogallo con 10 milioni di abitanti: le competizioni per i giovani, le condizioni di lavoro… ci sono differenze incredibili. Poi si vede la qualità dei giocatori Portoghesi che escono ogni settimana con il ct in difficoltà nel scegliere quali giocatori escludere. L’Italia deve pensare molto alla base. Penso che Malagò sia un nome forte: porterebbe tanta esperienza e mi piacerebbe tanto vederlo nel ruolo di presidente della Figc. Lui capirebbe sicuramente la necessità di cambiare la struttura di base. L’Italia è fortissima in tanti sport olimpici. Io andrei con la combo M&M: Malagò e Max”.

Caos arbitri?
“Mi sono fatto un’idea ma a me non piace fare colpevoli prima che la giustizia si esprima. In Portogallo si dice che non c’è il fumo senza il fuoco, però… speriamo. Io ho fatto battaglie più contro il sistema che contro gli arbitri”.

Futuro da ct?
“Non è ancora il momento. Ci penso, ma poi penso anche alla mia vita senza calcio di club: senza allenare tutti i giorni, vincere perdere e pareggiare tre volte a settimana. Essere felice, triste, frustrato, voler migliorare… non riesco a immaginare la mia vita senza queste cose. Non è ancora arrivato il momento per una nazionale”. 

(Sport Mediaset)

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Alajbegovic: la decisione in un mese

La Roma accelera, spinge, prova lo strappo. E stavolta il segnale arriva direttamente
dall’alto: Dan Friedkin ha acceso il semaforo verde per l’operazione Alajbegovic, il talento bosniaco che sta infiammando mezza Serie A e che entro la fine di maggio scioglierà definitivamente le riserve sul proprio futuro. A Trigoria il messaggio è chiaro: anticipare tutti, piazzare subito un colpo pesante da consegnare al prossimo bilancio e soprattutto all’ambiente giallorosso. Un’operazione strategica, tecnica e simbolica. Perché dietro il nome di Kerim Alajbegovic c’è molto più di un semplice investimento: c’è l’idea della nuova Roma. Milan, Napoli e Inter osservano, studiano, aspettano. La Roma invece si muove. E lo fa con decisione, convinta di avere un vantaggio che nessun’altra concorrente può realmente garantire: un posto da titolare immediato. Una prospettiva che pesa eccome per un ragazzo di diciotto anni che vuole gioca-re, crescere, diventare protagonista.

E poi c’è la carta Pjanic, tutt’altro che marginale. Miralem si è mosso in prima persona, lavorando da intermediario silenzioso ma influente. Una settimana fa era nella Capitale insieme al padre del giocatore: visita a Trigoria, incontri, colloqui, sguardi lunghi sul futuro. Un summit importante, quasi esplorativo, ma che ha lasciato sensazioni molto positive dentro la Roma. Si è parlato del progetto Eriedkin, della continuità tecnica, del ruolo centrale che il club immagina per Alajbegovic. E soprattutto di Gasperini. Già, perché uno dei punti che più intriga il talento bosniaco è proprio la prospettiva di lavorare con un allenatore capace di trasformare giovani di talento in giocatori veri, completi, devastanti. […]

L’attaccante, oggi al Salisburgo, è stato riacquistato dal Bayer Leverkusen per otto milioni. Ma il suo destino sembra già scritto e lontano dalla Germania: servono tra i 25 e i 30 milioni per convincere il club a lasciarlo partire. […]

(corsport)

Gosens e Parisi recuperano: ok per la Roma

Ripartono gli allenamenti in casa Fiorentina. La squadra di Paolo Vanoli ha avuto a disposizione due giorni di riposo dopo il pareggio casalingo contro il Sassuolo, e oggi tornerà a lavorare al Viola Park. […] Robin Gosens va verso il recupero: il terzino tedesco, uscito anzitempo a Lecce per un infortunio alla coscia, conta di essere a disposizione per la gara di lunedì contro la Roma.

Stesso discorso per Fabiano Parisi, il cui edema osseo al piede destro è in fase di miglioramento. Da monitorare Luis Balbo, che ha dovuto alzare bandiera bianca all’Artemio Franchi per via di un acciacco fisico. Moise Kean prosegue il suo piano di contenimento del dolore alla tibia, mentre Niccolò Fortini è ancora alle prese con una sindrome retto- adduttoria. […]

(corsport)

Roma, arrivano i Friedkin

A Trigoria soffia un vento nuovo. Forte, deciso, quasi rivoluzionario. La Roma
cambia pelle, cambia gerarchie, cambia voce. È finita l’era di Claudio Ranieri, sta per chiudersi anche quella di Frederic Massara, mentre al centro del progetto giallorosso si prende la scena Gian Piero Gasperini, sempre più uomo-cardine della nuova Roma targata Friedkin. Dan e Ryan sono pronti a tornare nella Capitale con un’agenda pesantissima e un obiettivo chiarissimo: ricostruire il club attorno al proprio allenatore. Non un semplice tecnico, ma il punto di riferimento assoluto della prossima stagione. Una scelta forte, netta, che racconta quanto la proprietà creda in Gasp e nella sua idea di calcio, di gestione e perfino di struttura societaria. Nel fine settimana il presidente e il vicepresidente sbarcheranno a Roma. Ryan, negli ultimi mesi, è stato il volto più presente della famiglia americana, ma il ritorno di Dan dopo sei mesi assume i contorni di un passaggio cruciale. Insomma, è il momento delle decisioni. Quelle vere.

L’incontro con Gasperini è attesissimo. Finora fiducia e strategie erano passate attraverso call e contatti continui, ma adesso arriva il momento di guardarsi negli occhi. E il tecnico, nel frattempo ha già vinto la sua prima partita politica interna con Ranieri. Una separazione durissima, certificata da un comunicato tutt’altro che morbido e approvato direttamente dalla proprietà. Perché dentro quel messaggio non c’era soltanto l’addio a Sir Claudio, ma soprattutto la consacrazione di Gasp come uomo del futuro. Un’investitura pubblica, chiara, senza possibilità di interpretazione. Adesso arriva la fase operativa. Trigoria si trasforma in una sala di comando dove programmare tutto: ritiro, amichevoli, mercato, struttura dirigenziale. E proprio qui si apre il nodo più delicato, quello del direttore sportivo. […]

La lista dei candidati è ancora aperta. Manna, D’Amico e Sogliano: nomi forti, profili diversi, tutti sotto osservazione della proprietà e dei consiglieri. L’identikit però è già chiarissimo e dovrà rispecchiare le ambizioni del tecnico e le volontà della proprietà sui giovani da valorizzare. E Massara? Probabilmente con grande professionalità continuerà a lavorare fino all’arrivo del sostituto, mantenendo operatività totale in una fase delicatissima. Perché il settlement agreement con l’Uefa incombe come una lama sospesa sopra Trigoria e porterà quasi inevitabilmente alla cessione di almeno uno dei pezzi pregiati della rosa. tema plusvalenze resta centrale e dovrà essere chiuso entro il 30 giugno, ma nei summit tra Gasp e i Friedkin si parlerà inevitabilmente anche di budget e investimenti. La proprietà, come già accaduto in questi sei anni, è pronta a mettere altro denaro sul tavolo oltre ai ricavi delle cessioni. L’obiettivo è chiaro: costruire una Roma sempre più modellata sulle idee del suo allenatore. Ma non finisce qui. Perché nelle riunioni entreranno anche i dossier più pesanti del futuro romanista: lo stadio, il centenario, il possibile ritorno di Totti e, chissà, l’inserimento di nuove figure dirigenziali. […]

(corsport)

Koné pronto al rientro. Dybala apre al Boca

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Quattro partite da giocare, forse le ultime con la Roma, e un futuro ancora da definire. Per Dybala, intanto, il richiamo dell’Argentina si fa sentire, con il pressing di Paredes che non accenna a diminuire. «Ricevo messaggi da Leo, da sua moglie che ha un ottimo rapporto con Oriana. Ci sentiamo sempre con loro – ha affermato la Joya nell’intervista con il giornalista Pollo Alvarez – Pochi giorni fa è uscita una mia foto con la maglia del Boca e l’hanno mandata sul gruppo chiedendo se fosse vera o se fosse stata creata con l’IA. Sarebbe fantastico, ma ora gioco per la Roma e devo difendere questa maglia». L’obiettivo, adesso, è andare al Mondiale: «Devo ritrovare il mio ritmo e dimostrare a Scaloni che sono in forma nel mio club, che sono all’altezza di quello che vuole».

Intanto oggi la squadra torna ad allenarsi a Trigoria in vista del match con la Fiorentina di lunedì. Previsto il rientro in gruppo di Koné, fermo dallo scorso 19 marzo.