Stadio Roma, Gualtieri: “Pietralata diventerà uno dei quartieri più belli di Roma, la rinascita è cominciata”

Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha parlato ai microfoni dell’emittente radiofonica. Ecco le parole del primo cittadino romano:

Sì, questa a tutti gli effetti è una nuova centralità urbana di grandissima qualità, con funzioni pregiatissime di tutti i tipi: universitario, ricerca, sportivo, ambientale, spazi comuni, spazi pubblici; quindi davvero la rinascita di Pietralata è cominciata e farà di questo è uno dei quartieri più belli di Roma“.

Ancora: “È veramente paradossale che questo bellissimo investimento venga chiamato cementificazione perché noi realizzeremo 9 ettari di area verde creando un grande parco dove adesso c’è il degrado assoluto. Una riqualificazione che, senza cubature aggiuntive intorno allo stadio, realizzerà una delle più grandi aree verdi della capitale che sarà fruibile da tutti i cittadini. Questo è il progetto che completerà i tanti interventi che vogliono fare di Pietralata un modello di rigenerazione e di trasformazione della città con i cittadini protagonisti e con spazi pubblici sempre più interconnessi per la mobilità infrastrutturale ma anche per la mobilità dolce ciclabile e pedonale e per soprattutto la gioia dei bambini e dei ragazzi perché per noi una città è una bella città quando ci sono spazi dove i bambini possono giocare, dove possono trovare luoghi d’incontro: Guardare la città dal punto di vista dei bambini è il modo migliore anche per realizzare delle città più belle che guardano il  futuro“.

(radioromasound.it)

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SOULÈ: “A gennaio ero sul punto di andarmene, Ranieri mi ha convinto a restare. Il gol nel derby mi ha cambiato la vita” (VIDEO)

In attesa dell’inizio della nuova stagione, Matias Soulè ha rilasciato un’intervista per il canale youtube Los Edul, parlando di questa prima stagione in giallorosso e del futuro. Le sue parole:

Come stai, Mati? Tutto bene?
«Tutto bene, tutto bene. Ora sono a Roma, non più a Torino. Mi sto adattando bene, è davvero bella. Il clima è fantastico, molto più simile all’Argentina rispetto al nord Italia. Roma è meravigliosa, ha tanta storia».

E calcisticamente?
«Abbiamo iniziato male, ma con l’arrivo di Ranieri ci siamo ripresi. Ci ha tranquillizzati e abbiamo fatto più punti».

Avevi bisogno di giocare? Ti agitavi quando non venivi impiegato?
«Sì, ovviamente. So che sono giovane, ma tutti vogliono giocare. All’inizio giocavo poco, ero sul punto di andarmene. Poi ho parlato con il mister Ranieri e mi ha detto: “Resta, la tua occasione arriverà”. E ora sto giocando, che è ciò che volevo».

Hai avuto anche il supporto di due argentini importanti, Dybala e Paredes. Quanto ti hanno aiutato?
«Tantissimo. Due persone splendide. Li conoscevo già da prima. Già prima di venire li sentivo per sapere se sarebbero rimasti. Ovviamente speravo di sì. Avere argentini in squadra ti fa sentire subito più a casa».

Come hai cominciato con il calcio?
«Da piccolissimo, a Mar del Plata. Mio padre era fanatico. Già a 3 anni volevo andare in una scuola calcio. Mi portarono a 4 anni al Club Argentino del Sud. Poi passai al Kimberley, dove giocavo con mio padre che mi accompagnava. Cercavo i provini su internet, volevo andare a Buenos Aires. Mio padre lavorava tantissimo, era cartero e stava fuori 10-14 ore al giorno. Ma quando poteva, mi accompagnava. Se no, mi portava mia madre in autobus».

Com’è nata la possibilità di andare a Buenos Aires?
«Una coincidenza. In spiaggia mio padre incontrò un vecchio conoscente che lavorava al Kimberley. Poco dopo ci chiamò la famiglia Cubero per un provino a Buenos Aires. Avevo 9 o 10 anni. Andai, feci un paio di settimane, poi mi dissero di tornare. Mi tesserarono per la Liga e iniziai ad andare una volta al mese. A 11 anni entrai in convitto. Fu dura, ma era ciò che volevo».

Quando hai capito di avere una marcia in più?
«Non me ne rendevo conto, mi divertivo solo. I mister mi dicevano che avevo potenziale. Già solo passare da una squadra locale a una di AFA era un grande passo. Era il sogno di ogni ragazzo dell’interno dell’Argentina».

Come si arriva all’Italia?
«Avevo 15 anni. Dopo un torneo con la Sub 16 in Portogallo dove andai bene, iniziarono ad arrivare offerte. Non avevo un contratto e decidemmo di venire qui. Fu tutto molto veloce, ma non ho mai esitato».

Com’è stato lasciare il Vélez?
«In quel momento non volevo andarmene. Ma poi successe che, poco prima di una convocazione in Nazionale, il club mi impedì di allenarmi. Mi dissero che era per via del contratto, ma io non sapevo nulla. Avevo 15 anni, non capivo. Mi fecero passare come se volessi andarmene. La gente iniziò a parlarne, e mi riportarono a Mar del Plata. Non mi piacque per nulla come venne gestita la cosa».

C’è anche questo legame curioso con l’Independiente, una squadra in cui non hai mai giocato ma che ti sente suo.
«Sì, è nato tutto da una matera con il logo dell’Independiente che mi regalarono quando andai in Nazionale. Sono tifoso da sempre, come tutta la mia famiglia. Non ho mai giocato lì, ma i tifosi mi trattano come uno di loro. Un onore».

Pensi mai di giocare in Argentina in futuro?
«Adesso no, sono all’inizio della mia carriera. Ma un giorno mi piacerebbe, soprattutto perché non ho mai giocato in Primera. Sarebbe bello viverla dall’interno, magari proprio con l’Independiente».

Sei mai stato al Libertadores de América?
«Sì, una sola volta. Era la prima. Non potevo andare da piccolo perché mio padre lavorava troppo. L’ho vista con lui e mio fratello, meraviglioso».

Quali giocatori ti piacciono dell’Independiente?
«Cabral e Loyola. Hanno grande futuro. Seguo tutte le partite, quando riesco con il fuso orario. Anche Kevin Lopez lo conosco bene, ho passato del tempo con lui in Argentina».

Parliamone: Juventus. Il tuo arrivo in quello spogliatoio.
«Incredibile. Non ero ancora in prima squadra, ma cominciai ad allenarmi. C’erano Dybala e anche Cristiano Ronaldo. Una volta, CR7 venne a sedersi a pranzo con me un altro compagno. Parlammo per un’ora. Raccontava tutto, anche della sua vita a Madrid. Io ero sotto shock, ma facevo domande. Non ci potevo credere».

Poi l’esperienza al Frosinone.
«Avevo bisogno di giocare. Alla Juve non c’era spazio, quindi andai. Mi fece bene. Peccato per la retrocessione all’ultima giornata. Ma mi ha aiutato a crescere».

Ed è vero che ti ha contattato Spalletti per la Nazionale italiana?
«Sì. Il mio tecnico al Frosinone era in contatto con lui. Mi chiamò mentre ero a casa di Dybala. Mi disse che mi voleva, che avevo il passaporto e che c’erano gli Europei. Poi venne pure al centro sportivo. Ma io gli dissi che volevo aspettare l’Argentina. Mi rispose che capiva. Non fu facile dirglielo, ma seguii il mio cuore».

Ora sei ancora in attesa della chiamata dall’Argentina?
«Sì. So che c’è tanta concorrenza, ma continuo a lavorare. È il sogno di ogni bambino. Non smetterò di sperarci».

Ti ha cambiato il gol nel derby con la Lazio?
«Sì, tantissimo. Venivo da diverse partite da titolare. Segnare in un derby, con la famiglia sugli spalti, è stato incredibile. Non riuscivamo a trovare i posti, ma poi li ho visti. Una gioia enorme».

Dybala ti aveva detto che tiravi sempre dallo stesso lato?
«Sì! C’è anche un video dove fa il gesto prima della partita. Poi abbiamo scherzato nel gruppo: sembrava un allenatore. È uno alla moda, ma anche umile».

I tifosi della Roma ti ricordano quelli argentini?
«Sì, sono molto passionali. C’è tanta pressione, soprattutto quando le cose non vanno. Ma adesso abbiamo cambiato faccia».

Idolo?
«Messi. E anche Aguero, lo amavo».

Stadio più bello?
«Quello della Roma, San Siro, lo Juventus Stadium».

Parliamo di cose personali: cosa ti piacerebbe comprare?
«Una casa a Roma. È un obiettivo».

Serie consigliata?
«Contrattempo”, con Mario Casas».

Il tuo tatuaggio preferito?
«Quello che ho qui sul braccio, è un disegno mio».

Videogame preferito?
«Call of Duty, gioco con Dybala e Angeliño. Ultimamente ci sto ricascando».

Il miglior esterno al mondo nel tuo ruolo?
«Salah».

Un giocatore con cui vorresti giocare?
«Mbappé. Anche Paredes l’ha nominato come il migliore nel suo ruolo».

Chi ti trasmette più fiducia in campo?
«”Cumbia”. Quando ha la palla, sai che non la perde».

Fai qualcosa in casa?
«Cucino. L’asado mi viene bene. Mobili? Lascio fare a mio padre o chiamo qualcuno!».

Compratore online compulsivo?
«Sì, compro tutto online, da elettrodomestici a vestiti».

Mate a ogni ora?
«Sempre. Ho pure una yerba consigliata da Paredes che non ha caffeina per la sera».

Un consiglio ricevuto da Di María?
«Mi ha insegnato un modo di calciare in cui sembra che non metta forza, ma la palla va. Ancora non so come faccia».

Parola pescata: “Amore”.
«Ne ho tanto. Per la mia famiglia, la mia ragazza, i miei cani, il calcio. Sono cresciuto con amore».

Cosa significa tuo padre per te?
«Tantissimo. Da piccolo guardavamo le partite insieme, ascoltavamo la radio con l’Independiente. Mi ha trasmesso lui l’amore per il calcio. Ogni volta che parlo dell’Independiente, parlo anche di lui. Mia ragazza è del Racing, puoi crederci? Guardiamo i derby insieme. Sogna, un giorno, di vedermi giocare per l’Independiente. Se potessi dirgli qualcosa? Grazie, a lui, a mia madre, a mia nonna. Tutto quello che hanno fatto per me, i sacrifici, senza di loro non sarei qui. Li ringrazierò per sempre».

ISMAEL KONÉ: chi è? (VIDEO)

LAROMA24.IT (Emanuele Polzella) – In questa fase del calciomercato estivo la Roma è concentrata soprattutto sulle uscite e l’eventuale cessione di Evan Ndicka permetterebbe al club giallorosso di rientrare senza alcun tipo di problema nei paletti del Fair Play Finanziario imposti dalla UEFA. Il difensore centrale ivoriano è seguito da alcune società di Premier League (Arsenal e Newcastle in primis), ma nella serata di ieri è spuntata un’ulteriore possibilità: la Roma starebbe infatti lavorando con il Marsiglia a uno scambio proprio tra Ndicka (direzione Francia) e il centrocampista canadese classe 2002 Ismaël Koné. Il nuovo direttore sportivo giallorosso Frederic Massara conosce molto bene il ventitreenne, dato che è stato proprio lui a portarlo in prestito al Rennes nella passata stagione.

La carriera

Nato il 16 giugno 2022 ad Abidjan, Ismaël Kenneth Jordan Koné si trasferisce con sua madre a Montreal (Canada) all’età di 7 anni mentre il padre resta in Costa d’Avorio. Intraprende la sua prima avventura nel mondo del calcio nell’AS Notre Dame de Grâce e resta nella squadra per 8 anni prima di trasferirsi al CS Saint-Laurent. Qui si mette in mostra ed effettua due provini per Genk e Mouscron, ma la diffusione del Covid-19 lo costringe a lasciare il Belgio e a tornare in Canada.

Successivamente arriva la chiamata del Montreal, che lo tessera nell’estate del 2021 dopo un periodo di prova e lo aggrega alla formazione dell’Under 23. Nonostante si alleni quasi sempre in prima squadra, l’esordio con i ‘grandi’ viene rimandato a causa di alcune restrizioni legate alla composizione della rosa. Koné ha anche l’opportunità di svolgere degli allenamenti al Bologna, club di proprietà dell’imprenditore Joey Saputo (che possiede anche il Montreal), prima di tornare in Canada e conquistarsi il posto da titolare nel 2022. Esordisce il 24 febbraio nella vittoria per 3-0 contro il Santos Laguna nel ritorno degli ottavi di finale di Concacaf Champions League e si presenta subito con un gol: “Questo è l’Ismael che conosciamo! Ha dimostrato di poter essere decisivo già alla sua prima partita – le parole dell’allenatore Wilfried Nancy al fischio finale -. Ha commesso degli errori, ma allo stesso tempo ha mostrato le sue qualità. Ora deve essere costante e continuare a crescere per mostrare il suo talento”. Nella sua prima stagione in MLS mette a referto 3 reti e 5 assist in 28 presenze, segnando anche ai playoff contro l’Orlando.

Le ottime prestazioni convincono il commissario tecnico del Canada, John Herdman, a convocarlo per il Mondiale in Qatar e Ismael scende in campo in ogni partita della fase a gironi. Intanto Koné attira l’interesse di alcune società inglesi (Sheffield United e Norwich) e alla fine la spunta il Watford, che lo acquista per 8 milioni di euro in sinergia con l’Udinese della famiglia Pozzo (proprietaria di entrambi i club): “Non mi aspettavo che potesse accadere tutto così velocemente – le dichiarazioni di Koné –. Questa è la vita che volevo e spero di raggiungere traguardi ancor più importanti. Ho sempre voluto giocare nei migliori campionati del mondo e sono orgoglioso di aver finalmente fatto il salto in Europa. Continuerò a lavorare per arrivare in alto, ma il Watford è la scelta giusta per me. La società mi ha mostrato il progetto e l’obiettivo è sviluppare il mio talento per poi trasferirmi in un club di livello superiore. La Championship ha un ritmo più elevato e si gioca un calcio fisico, ma mi abituerò”.

Sin da subito si ritaglia il posto da titolare e in un anno e mezzo disputa 63 partite (4 gol e 6 passaggi vincenti) tra Championship, FA Cup ed EFL Cup senza però mai riuscire a ottenere la promozione in Premier League. ‘The Hornets‘ collezionano un undicesimo e un quindicesimo posto, ma il livello di Koné è nettamente superiore e nell’estate del 2024 il Marsiglia sborsa 12 milioni per acquistarlo. Il centrocampista era anche nel mirino della Roma e del West Ham, ma Roberto De Zerbi riesce a convincerlo e a portarlo in Francia.

L’avventura all’OM parte male a causa di un infortunio alla caviglia e l’esordio arriva il 14 settembre nella vittoria per 2-0 contro il Nizza. Ismael trova un po’ di continuità, ma con il passare del tempo scende nelle gerarchie e dal 23 novembre al 2 febbraio gioca solo 72 minuti. Nel mercato invernale cambia aria e Frederic Massara, direttore sportivo del Rennes e ora alla Roma, lo porta in Bretagna con la formula del prestito secco: “È un’opportunità d’oro e sono molto felice – la gioia del calciatore canadese –. Voglio affermarmi in Ligue 1 e tornare a giocare il prima possibile. Non vedo l’ora!”. Parole al miele anche da parte di Massara: “Ismael rinforza il nostro centrocampo grazie alle sue qualità dinamiche, atletiche e tecniche. Ha dimostrato tutto il suo valore in nazionale, è un giocatore che conosciamo da tempo e siamo felici di averlo con noi”.

Koné gioca con maggiore continuità, ma parte titolare soltanto in 4 occasioni. Nonostante il minutaggio non elevatissimo mette a referto 2 gol e 1 assist in 13 partite e riesce a togliersi anche la soddisfazione di segnare proprio contro il Marsiglia nell’ultima giornata di campionato con una splendida conclusione dalla distanza.

Ora è tornato all’OM, ma potrebbe essere soltanto di passaggio. In caso di accordo per il trasferimento alla Roma ritroverebbe proprio Massara e, dopo aver avuto De Zerbi, lavorerebbe con un altro allenatore italiano come Gian Piero Gasperini.

Le caratteristiche tecnico-tattiche

Soffermandoci sulle caratteristiche tecniche di Koné, fu proprio lui a descriversi nel giorno della presentazione come nuovo calciatore del Rennes: “Sono un giocatore box-to-box e mi piace sia attaccare sia difendere”. Ismael è un centrocampista di piede destro molto versatile e dotato di un fisico imponente grazie ai suoi 188 centimetri di altezza. Dall’esperienza al Montreal alla doppia parentesi francese ha una media dell’84.7% di passaggi completati ed è un giocatore elegante con il pallone tra i piedi. Il classe 2022 abbina visione di gioco a dinamismo e può agire sia da mediano sia da centrale, rappresentando quindi il prototipo di centrocampista moderno. Non si tratta di un calciatore particolarmente veloce, ma con il suo fisico riesce ad arginare gli avversari e a vincere duelli. Da non sottovalutare la sua capacità nelle conclusioni dalla distanza, con cui ha già messo a segno alcuni dei 13 gol realizzati in carriera.

Ha una buona esperienza internazionale con il Canada (30 presenze), mentre ha fatto più fatica a trovare spazio nei club dall’addio al Watford. In caso di acquisto da parte della Roma Ismael Koné entrerebbe nelle rotazioni del centrocampo di Gian Piero Gasperini e l’allenatore potrebbe sfruttare la duttilità e la capacità di farsi trovare pronto sia in fase difensiva sia in quella offensiva.

Primavera: preso il giovane spagnolo Romero Corredera

Colpo di prospettiva per la Roma Primavera. Ufficiale, infatti, l’acquisto del giovane spagnolo Miguel Romero Corredera. Attaccante classe 2009, cresciuto calcisticamente nel settore giovanile di Las Rozas, è pronto ad iniziare la sua avventura nel settore giovanile giallorosso. A darne conferma la stessa agenzia che cura gli interessi dello spagnolo: “Il giocatore Miguel Romero Corredera, cresciuto calcisticamente a Las Rozas, inizierà la sua avventura nel settore giovanile del calcio italiano dopo il suo trasferimento alla Roma.
Attaccante di grande prospettiva, con una mentalità competitiva e una crescita sportiva costante, entra ora a far parte di uno dei vivai più rinomati d’Europa. Continuiamo a puntare sullo sviluppo integrale dei nostri giocatori e ad accompagnarli in ogni passo del loro percorso. Da Las Rozas alla Roma. Il cammino è appena iniziato. Congratulazioni, Miguel!”. 

 

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Calciomercato Roma: arriva il rinnovo per Bouaskar, ingaggio da 37.000 euro netti a stagione. L’agente: “Oggi è il giorno” (FOTO)

La Roma blinda un altro portiere e si tratta di Slim Bouaskar, tunisino classe 2009 che milita nella Roma Under 16. Secondo quanto riportato dal portale, le parti hanno trovato l’accordo per il rinnovo e nei prossimi giorni l’estremo difensore firmerà il suo primo contratto da professionista. Dopo aver incontrato il direttore sportivo Frederic Massara, l’entourage del calciatore ha concordato un’intesa fino al 30 giugno 2028.

(ilromanista.eu)

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Secondo quanto appreso in esclusiva dalla nostra redazione, oggi pomeriggio Slim Bouaskar firmerà il rinnovo di contratto e percepirà un ingaggio da 37.000 euro netti a stagione.

LR24


La conferma arriva anche dall’agente del giovane portiere, Diego Tavano, che su Instagram ha condiviso la foto della maglia di Slim firmata con dedica speciale e la scritta: “Oggi è il giorno”.

Coni: Buonfiglio eletto nuovo presidente con 47 voti

Ora è ufficiale: Luciano Buonfiglio è il nuovo presidente del Coni e prende il posto di Giovanni Malagò. La votazione si è tenuta nella giornata odierna presso il Palazzetto polifunzionale del Centro di Preparazione Olimpica ‘Giulio Onesti’ ed è stato eletto alla prima votazione con 47 preferenze. Alle sue spalle Luca Pancalli con 34 voti.

X, la Roma ricorda l’ultima partita di Di Bartolomei con la maglia giallorossa a 41 anni di distanza: “Sollevò la quinta Coppa Italia della nostra storia” (FOTO)

Il 26 giugno 1984 Agostino Di Bartolomei giocò la sua ultima partita con la maglia giallorossa e avvenne in occasione del ritorno della finale di Coppa Italia tra Roma e Hellas Verona. Dopo l’1-1 dell’andata, i capitolini vinsero 1-0 grazie all’autorete di Mauro Ferroni e conquistarono la quinta coppa nazionale della loro storia. “Oggi, 41 anni fa, Ago indossava per l’ultima volta la maglia della Roma – ricorda la Roma su X -. E lo faceva sollevando la quinta Coppa Italia della nostra storia”.

Under 17 Femminile, Roma-Juventus 2-1: lunedì alle ore 17:30 la finale Scudetto contro il Milan

La Roma Femminile Under 17 continua la sua cavalcata e batte 2-1 la Juventus in semifinale. Le giallorosse strappano quindi il pass per la finale Scudetto, dove affronteranno il Milan: l’appuntamento è fissato a lunedì 30 giugno alle ore 17:30 allo Stadio Del Bianco di Anagni.

“Amor por Santino”: Paredes show in una partita di beneficenza e gol di tacco su assist di Osvaldo. Presente anche Dybala a bordocampo (FOTO e VIDEO)

Grande gesto di Paulo Dybala e Leandro Paredes, i quali sono tornati dagli Stati Uniti per partecipare a una partita (di calcio a 5) di beneficenza a Caseros (Argentina). L’evento “Amor por Santino”, patrocinato dalla Fondazione Carlos Tevez, prevedeva una raccolta fondi per aiutare Santino Rzesniowiecki, un bambino di sei anni che sta combattendo contro la leucemia. Il centrocampista della Roma è sceso in campo, mentre la Joya ha seguito la partita da bordocampo a causa dell’infortunio che lo tiene ai box da marzo. All’iniziativa erano presenti anche Thiago Almada, Daniel Osvaldo, Colo Gil, Urzi, Bruno Galván, Pablo Mouche.

Grande ovazione dei tifosi per Paredes, autore anche di un gol di tacco su assist di Osvaldo. Applausi anche per Dybala, il quale ha firmato alcune magliette del Boca Juniors mentre era in tribuna.