Wesley express

IL TEMPO (L. PES) – Prossima fermata: Torino. Il treno brasiliano di Gasperini non vuole smettere di correre e dopo aver deciso la sfida contro il Como all’Olimpico vuole essere protagonista anche con la Juve. Fortemente voluto dal tecnico e pungente sia a destra che a sinistra. Wesley è indubbiamente tra i migliori della rosa giallorossa in questa prima parte di campionato. Arriva in estate dal Flamengo, ha convinto da subito per le sue doti atletiche, ma gara dopo gara la sua crescita diventa sempre più evidente. Ha già segnato tre gol in campionato, due di questi sono valsi i tre punti con Bologna e Como, ma non ha intenzione di fermarsi. Dopo anni di difficoltà finalmente la Roma ha trovato un esterno perfetto per giocare da quinto. Un giocatore veloce e intenso, capace di offrire sempre soluzioni offensive e di mettere spesso anche la sua firma nei tabellini. Nel gioco di Gasperini gli esterni hanno sempre avuto un ruolo determinante e negli anni in tanti sono esplosi proprio sotto la guida del piemontese. Di Wesley si parlava un gran bene già prima del suo approdo nella Capitale e in estate era stato seguito anche da altre squadre. Ma l’allenatore di Grugliasco lo aveva già scelto per la sua Atalanta e, come primo acquisto nella sua avventura in giallorosso, ha scelto proprio il brasiliano, che lo sta ripagando alla grande. Un ambientamento molto rapido e una capacità di adattarsi alle esigenze che merce rara soprattutto quando si viene da un altro continente. Sabato, probabilmente, agirà nuovamente sulla sua corsia, quella di destra, con Rensch favorito per essere confermato dall’altra parte dopo l’ottima prova nel «monday night». Tutto questo in attesa del rientro a pieno regime di Angelino. Lo spagnolo a Torino sara alla terza convocazione dopo it lungo stop. In Scozia a torna-to in campo dopo due mesi per una manciata di minuti e ora insegue il ritorno da titolare. Probabilmente il 2026 sarà il suo anno. Pur non essendo l’esterno ideale di Gasp (a giugno scorso stava andando in Arabia), potrebbe qualità e bonus offensivi a una Roma che ha ancora tremendamente bisogno di creare occasioni da gol. La sua assenza è stata un’assenza molto pesante che i giallorossi sono riusciti a colmare in parte con le doti di Wesley e la crescita di Celik da esterno a tutta fascia. A proposito, it turco è pronto a tornare dopo aver scontato il turno di squalifica e nel big match per la Champions contro la Juventus sarà chiamato a sostituire N’Dicka nel terzetto difensivo, con Mancini che scala al centro come a inizio stagione. Una gara, quella contro l’ex Spalletti, di grande importanza per il percorso della Roma che poi chiuderà l’anno nel match interno contro un altro ex the per la prima volta tornerà all’Olimpico da allenatore. Quel Daniele De Rossi che sta cercando di portare il Genoa (sfida di do più ex visto passato di Gasp) fuori dai guai e che, a casa sua, non sarà mai un avversario

Dybala, occasione da ex: con la Juve per rinascere

LEGGO (F. BALZANI) – Juventus-Roma, una partita che negli anni ha perso un po’ di fascino rispetto agli anni ’80 e 2000. Ma che sabato dirà molto sulla corsa al vertice. Sarà anche il confronto tra due doppi ex: Gian Piero Gasperini e Luciano Spalletti. Il primo, cresciuto sia da calciatore che da allenatore a Torino, in estate ha rifiutato proprio la chiamata della Juve dopo aver dato la parola alla Roma. Il secondo nella capitale ha allenato in due diverse finestre temporali per un totale di sette stagioni, l’ultima portò alla rottura clamorosa con Totti. Quasi duemila punti in panchina: 1007 quelli conquistati da Spalletti, 994 da Gasp che con Juve e Genoa può proprio raggiungere Luciano in questo ristretto club. Per farlo dovrà infrangere un tabù che ha visto la Roma quasi sempre sconfitta nel nuovo Stadium. Il bilancio è chiaro: 11 sconfitte, 2 pareggi e la vittoria nel 2020 all’ultima giornata. Ma se la Roma dovesse scendere in campo come ha fatto col Como allora ci sarebbero i presupposti buoni per interrompere la maledizione. Gasperini si affiderà proprio alla formazione di lunedì scorso con un’unica e obbligata eccezione. Mancherà, infatti, Ndicka volato in Africa insieme ad altri 20 calciatori del campionato. Al suo posto è pronto Celik che sarà riportato al fianco di Mancini ed Hermoso mentre sulle fasce ci saranno ancora Wesley e Rensch. L’unico dubbio è sempre legato a Dybala (nella foto). L’argentino viene da quattro panchine di fila e dovrà dimostrare di essere recuperato totalmente in questi giorni che precedono una sfida per lui dal sapore particolare visti i trascorsi in bianconero. Ancora out Dovbyk, in attacco la Joya si giocherà il posto con Pellegrini. Il futuro a fine stagione per Dybala resta un’incognita col Boca che pressa sempre di più e la Roma che per ora non intende prolungare il contratto in scadenza. Aria positiva, infine, intorno a Zirkzee. Il Manchester è disposta ad abbassare le pretese di fronte al vincolo dell’obbligo di riscatto, ma ha chiesto alla Roma di trattenere l’olandese fino a metà gennaio visto che ha già due attaccanti in Coppa d’Africa.

Gaspo testaccio

IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – «Il 99,99 % dei calciatori non si sarebbero fermati, solo chi è estremamente onesto lo avrebbe fatto». Quindi secondo Fabregas i giocatori della Roma non sono stati onesti (o lo sei o non lo sei). La ritengo un’offesa fatta col bisturi, nascosta dietro un avverbio furbo. (…) Contro questo tiki taka dialettico preferisco le spallate all’ipocrisia di Mancini. Sicuramente preferisco Rensch ad Addai che non ha subito alcun fallo e che è rimasto per terra speranzoso di fermare così l’azione pericolosa della Roma. Forse solo lo 0,01 % degli allenatori avrebbe detto a fine partita che è stato estremamente onesto non fermarsi. In un mondo di Alexis Saelemaekers io sto con Gianluca Mancini. (…) La Roma di Gasperini è una Roma romanista, ecco il suo segreto. Una Roma che fa la Roma. Testaccina, un aggettivo che da sempre – almeno dal 3 novembre 1929 – esprime un nostro stato mentale, una categoria dell’anima. Gaspo Testaccio. La cosa bella di questa Roma sono tante cose belle: Rensch che recupera chiunque e toglie persino l’angolo al Como; Wesley che corre e poi corre e poi corre, un Gervinho mezzo biondo sulla fascia che quando segna fa la Dybala mask; Dybala che non gioca, che sui giornali legge che per lui è tutto finito e che invece quando segna la Roma è il primo che entra in campo ad abbracciare i suoi compagni; Koné che sarebbe tutto nel caso scoprisse che nel calcio non è vietato tirare in porta, Cristante che non so più quante partite ha fatto, Soulè che da funambolo è diventato operaio; Pellegrini che è capitano nei comportamenti e li stringe veramente i denti, Hermoso che per me capitano lo è stato a Cagliari e che col Como è stato tipo il migliore. Celik che pure se non c’era si avvertiva la sua presenza e, questo, è uno dei più grossi risultati di un allenatore che fa giocare i suoi ragazzi solo con un criterio: il lavoro. (…)

LEGGI L’ARTICOLO INTEGRALE

Massara tiene viva la pista che porta a Yuri Alberto

IL ROMANISTA (A. DI CARLO) – Gasperini è stato chiarissimo e ha praticamente certificato che la Roma non rimarrà a guardare nel mercato di gennaio. (…) Il rinforzo sul quale Massara sta però lavorando forte è senza dubbio l’attaccante e il nome in cima alla lista rimane quello di Joshua Zirkzee, punta olandese di proprietà del Manchester United. Il ds giallorosso è al lavoro su di lui da settimane, è stato 48 ore a Londra per fare il punto con l’agente del calciatore, Kia Joorabchian, ma deve fronteggiare diverse criticità: la richiesta d’ingaggio, formula e tempistiche del club inglese e anche le alte commissioni che il businessman anglo-iraniano è solito richiedere. La fiducia sul buon esito dell’operazione rimane ma è ovvio che il ds giallorosso stia lavorando su più tavoli. Un altro porta dritto in Brasile, più nello specifico al Corinthians. Nome presente da mesi sul taccuino della squadra mercato giallorossa è quello di Yuri Alberto Monteiro da Silva, noto semplicemente come Yuri Alberto. Brasiliano, classe 2001 (ma con doppio passaporto italiano), 1.83 per circa 80 chili, gran fiuto del gol e un esordio non troppo lontano con maglia della nazionale carioca. Vista la critica situazione finanziaria del Corinthians, la clausola per l’estero presente sul suo contratto (100 milioni) potrebbe essere facilmente aggirata. Ma servirebbe comunque un’offerta da almeno 30 milioni di euro. A Massara piace e se la pista Zirkzee dovesse presentare troppe insidie, la rotta del mercato giallorosso potrebbe virare verso il Brasile. (…)

Juventus: prove di difesa a 4. E Cabal insidia Cambiaso

Non toccare il modulo dopo la vittoria di Bologna oppure cambiare. Non è una rivoluzione, ma un aggiustamento: la difesa a quattro è un’idea che frulla da tempo nella testa di Luciano Spalletti, che però non ha mai avuto la possibilità di abbozzare sul prato verde. Se non a partita in corso: nel finale contro il Bodo Glimt in Champions League, ma anche in Coppa Italia contro l’Udinese. Qualche tentativo c’è stato. A Lucio, però, è sempre mancata la materia prima. Contro la Roma, paradossalmente, gli mancano invece gli ingredienti per la sua versione di difesa a tre con Teun Koopmeiners, squalificato dopo il giallo rimediato a Bologna. L’assenza dell’olandese impone riflessioni profonde proprio sullo schieramento. E naturalmente su Gleison Bremer: Se da qui a dopodomani darà risposte importanti sul piano fisico in allenamento, allora Spalletti lo impiegherà dall’inizio. Altrimenti dovrà trovare una formula adatta: eventualmente con Daniele Rugani, oppure con Juan Cabal, elemento che però da braccetto sinistro rappresenterebbe – un’incognita. Amaggior ragione in un momento in cui al colombiano servirebbe continuità in una posizione dove si è già distinto, ovvero da esterno sinistro. Il gol al Dall’Ara, ciliegina sulla torta di una buonissima prestazione da subentrato, lo può candidare ad una maglia da titolare a sinistra. Al posto dì Andrea Cambiaso. Sì, uno dei preferiti da Spalletti, ma allo stesso tempo spremuto dal reiterato utilizzo in tutte le competizioni sia da Lucio che da Tudor. (…)

(tuttosport)

Bailey può salutare a gennaio

Entrate sì, perché Gasparini ne ha bisogno per alimentare l’obiettivo Champions e continuare a tenere vivo quel sogno vero che a Trigoria nessuno pronuncia ad alta voce. Ma il mercato della Roma non sarà solo in entrata. Il lavoro della dirigenza passerà inevitabilmente anche dalle uscite, necessarie per alleggerire il monte ingaggi e creare spazio per nuovi innesti, soprattutto in attacco e sulla corsia sinistra. (…) Già a gennaio Tsimikas e Bailey, entrambi in prestito. (…) Poi c’è Dovbyk che pesa ancora in modo significativo a bilancio, sia per lo stipendio sia per il costo dei cartellini: la Roma sta valutando la possibilità di trovargli una nuova sistemazione. (…)

(corsport)

Il valore di un’idea

La differenza sottile come una lastra di marmo tra voler fare un gol e dover fare un gai aiuta a capire perché la Roma non pareggia mai. Quindici partite di campionato, più sei di Europa League, non le sono (ancora) bastate per far uscire il segno “ics” sulla schedina della sua stagione. E, a questo punto, il bizzarro dato non può essere (più) casuale. Il gruppo di Gian Piero Gasperini o vince (14 volte) oppure perde. Con un trend consolidato: se va in vantaggio, porta a casa il risultato; se va sotto, amen (solo a Firenze non è accaduto). Strano, no? Provando a dare una spiegazione a ‘sto fenomeno, vien fuori che c’entra il mal di gol.. Ma come: sempre il solito, irrisolto problema? Ovvio. Il punteggio che più ha accompagnato GPG è stato l’unoazero e/o lo zeroauno. Faccio un gol, mi difendo e – con una difesa super – conquisto la vittoria; se subisco la rete degli avversari, invece, non avendo una consistente forza d’urto fatico tanto a recuperare la partita. Ecco il film giallorosso dell’annata. (…) Conta di più non prendere gol o farne? In termini numerici, per farsi un’idea ragionata della faccenda non può essere trascurata la differenza-reti, a gioco lungo dato chiave: la Roma oggi è a dr +8, l‘Inter capolista è a +20. L’Inter ha segnato più del doppio della Roma (34 reti), ha subito quasi il doppio dei giallorossi (14) e sta davanti a tutti. Come dire: conta segnare; conta un po’ meno non subire. Si vincono i trofei con il miglior attacco, non con la miglior difesa. E la Roma, si sa, segna poco. Troppo poco. Da qui, la necessità di trovare un uomo dal gol facile. (…) Intanto, prima dell’apertura della sessione invernale delle operazioni, la Roma dovrà affrontare a ranghi ridotti Juventus (in trasferta) e Genoa all’Olimpico. E dovrà farlo con ciò che ha in casa: Dybala, che va considerato una riserva; Ferguson, che contro il Como non ha confermato/ ripetuto le bellezze di Glasgow e Dovbyk he non è ancora (ri) pervenuto. (…)

(corsport)

Zirkzee, adesso lo sprint

Un occhio era rimasto sull’Olimpico, l’altro aveva viaggiato fino all’Old Trafford. Lunedì sera la Roma aveva fatto il suo contro il Como, portando a casa una vittoria di peso e confermando l’identità costruita da Gasperini, mentre in Inghilterra andava in scena un 4-4 pirotecnico tra Manchester United e Bournemouth. Una partita folle, chiusa nel finale e segnata dall’ingresso, quasi simbolico, nel recupero di Joshua Zirkzee, l’uomo dei desideri giallorossi, entrato quando ormai c’era poco da giocare e ancor meno palloni da toccare. (…) E allora Massara lavora. Senza proclami, ma con un’idea chiara: regalare a Gasperini un centravanti vero, uno che sappia trasformare la mole di gioco in gol pesanti. Zirkzee è il primo nome sulla lista. Venerdì e sabato scorso, a Londra, il direttore sportivo ha incontrato l’entourage del giocatore e i rappresentanti dello United. La strategia è definita: trovare l’accordo totale con l’olandese, rinviando le commissioni degli agenti a fine stagione, per poi tentare di forzare la mano ai Red Devils. Niente esborso secco da 35 milioni, cifra fuori portata in questa fase. La Roma pensa a un prestito oneroso – anche sopra i 5-6 milioni – con obbligo di riscatto a luglio (…)

(corsport)

Stadio a Pietralata. Il progetto definitivo prima di Natale

Ci siamo. L’inizio della prossima settimana dovrebbe proprio essere quello della presentazione del progetto aggiornato e definitivo del nuovo stadio della Roma. I problemi sono stati diversi, alcuni prevedibili, altri molto meno, ma sembra che adesso tutto sia risolto. Il club giallorosso, solidamente affiancato dal Comune di Roma, ci è riuscito senza nemmeno approfittare dell’aiuto di un commissario straordinario, che adesso c’è, ma che probabilmente sarebbe stato infinitamente più utile un paio di anni fa, a tenersi stretti. Le micromisure previste nella Manovra includono infatti anche un commissario per la riqualificazione dell’area di Pietralata, quella dello stadio appunto, con decreto di nomina atteso per il 29 dicembre. Il prescelto è Massimo Sessa, lo stesso che da qualche tempo è al lavoro sugli impianti di Euro2032. (…) Tornando all’atteso progetto definitivo, si parla di un annuncio il 22 o 23 dicembre, in modo da passare un sereno Natale anche in casa giallorossa. (…)

(gasport)

Parla l’ottico di Papa Leone XIV: “Ha la Roma nel cuore”

IL MESSAGGERO – Alessandro Spiezia, ottico dei pontefici di via del Babuino che sabato ha incontrato Papa Leone XIV in Vaticano, ha rilasciato un’intervista al quotidiano romano confermando la “fede” giallorossa del pontefice. “Gli ho chiesto per chi tifava, lui ha fatto capire di avere un debole per la Roma. Ci ha svelato che Leone XIV essendo il Papa incoraggia e parteggia per tutte le squadre senza distinzione. Come Robert Prevost, però…”.