Totti: «La 10 a Dybala? La deve meritare»

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – «La maglia numero dieci va meritata». Se a dirlo è Totti, è impossibile dubitare.

Ospite del nuovo episodio di Betsson.sport, l’ex capitano giallorosso si è espresso sulla possibilità di vedere il dieci sulle spalle di Dybala: «Dopo tre anni non puoi prendere la dieci, ma devi aver fatto qualcosa di importante per dieci-quindici anni. Dybala può anche prenderla perché lui è un giocatore da numero dieci». Totti è stato interpellato anche sul legame con De Rossi: «Non c’è mai stato attrito, ma massimo rispetto, stima e amicizia. Lui era “Capitan Futuro“, ma è stato capitano sotto tanti punti di vista».

La parabola di Soulé. Ora Mati può partire

IL TEMPO (L. PES) – Da trascinatore a possibile sacrificio di mercato. Il futuro di Soulé nella Capitale ora non è scontato. L’argentino è stato tra i protagonisti della prima parte della stagione giallorossa, salvo poi doversi fermare a causa della pubalgia. Per un paio di mesi, in realtà, l’attaccante, di fatto, ha continuato a giocare sul dolore fermandosi solo dopo il match di Napoli a metà febbraio. Circa un mese e mezzo di stop poi il rientro a San Siro contro l’Inter il 5 aprile. Il finale di stagione non è stato certamente convincente vista la forma fisica non perfetta che ha inciso non poco sul suo rendimento. Anche se Gasperini, salvo qualche occasione, l’ha sempre schierato da titolare.

Nonostante questo l’aria attorno al calciatore nelle ultime settimane è cambiata, complice anche il rinnovo sempre più vicino di Dybala e le strategie per il reparto offensivo. L’allenatore ha chiesto due esterni d’attacco titolari da affiancare a Malen, oltre alla permanenza della Joya. Così il futuro di Soulé appare più in bilico. Probabilmente anche tecnicamente il classe 2003 non convince fino in fondo e potrebbe essere, nelle idee di Gasp, un sacrificio più accettabile rispetto ad altri come Koné, ad esempio.

La Roma ha investito circa 25 milioni più bonus ormai due anni fa per il talento di Mar del Plata che oggi sul mercato può avere un valore di circa 35-40 milioni (il 10% sulla rivendita spetta alla Juve). Interessamenti da Bundesliga e Premier non mancano, anche se la priorità sarebbe quella di restare nella Capitale. Molto ovviamente dipenderà dalle offerte che arriveranno, ma rispetto ai primi mesi del campionato appena terminato le certezze sono meno. Eppure Soulé fino a quando è stato al 100%, aveva collezionato 7 gol e 7 assist in mezza stagione, restando fino all’arrivo di Malen il miglior marcatore giallorosso. Poi l’inevitabile calo col solo assist per l’olandese nel match contro il Pisa e diverse partite sotto-tono. I margini di crescita, per stessa ammissione di Gasp, ci sono, e il diciotto giallorosso già in questa stagione ha dimostrato di sapersi evolvere nell’interpretazione del ruolo. Ma le leggi del mercato, talvolta, possono essere spietate, e di fronte a una scelta obbligata il tecnico farà le sue valutazioni.

Tutto dipende però, come detto, dalle offerte che arriveranno e dalle strategie che il club deciderà con allenatore e nuovo ds. A proposito di questo ieri è arrivata l’ufficialità della risoluzione consensuale con Massara, che ha salutato così la Roma. «Ringrazio la proprietà per l’opportunità di tornare a lavorare in un ambiente a cui sono particolarmente legato. Ritengo che quest’anno il club abbia posto ulteriori basi per un futuro di successi>>. A succederlo sarà Tony D’Amico che nelle prossime ore firmerà un accordo che lo legherà ai giallorossi per i prossimi tre o quattro anni dopo aver risolto gli ultimi dettagli. L’ex Verona ha già incontrato Gasperini con il quale tornerà a lavorare dopo le tre stagioni di Bergamo. In attesa del ritorno di Ryan sul tavolo tante questioni: dai rinnovi alle scelte su mercato e plusvalenze. C’è tanto da fare.

Voglia di Roma: Gasp-Scamacca, contatto. Dybala, il rinnovo è vicino

LEGGO (F. BALZANI) – A Roma i triumvirati non sono certo una novità. Dal più famoso Cesare, Crasso e Pompeo si passa ai giorni nostri (nel mondo più profano del calcio) a quello formato da Friedkin, Gasperini e D’Amico. Sarà ratificato, infatti, l’addio a Massara. Salutato il vecchio ds si annuncerà il nuovo che già in queste ore ha avuto modo di confrontarsi direttamente con proprietà ed allenatore per studiare le prime mosse del mercato. Gasperini, infatti, si trova a Roma e ieri ha rinunciato a ritirare un premio a Pescara per occuparsi personalmente del nuovo progetto. E nel pomeriggio ha incontrato, in un centro sportivo dell’Eur, Gianluca Scamacca. L’attaccante è ansioso di tornare nella capitale. E le condizioni ci sarebbero: è in scadenza di contratto al 2027 e non c’è l’intenzione dell’Atalanta di rinnovare. In più Scamacca ha un ottimo rapporto con Gasp che lo vedrebbe benissimo nel ruolo di vice Malen. Per tornare è disposto anche a ridursi l’ingaggio. Il problema è la valutazione dell’Atalanta: 25 milioni più bonus.

Intanto la buona notizia dovrebbe arrivare dall’Uefa visto che ricavi, sponsor e costi virtuosi (per infrastrutture, giovanili e squadra femminile) hanno assottigliato la quota di plusvalenza: da più 80 a poco meno di 60 milioni. Una cessione eccellente è necessaria, ma potrebbe bastare visto che la Roma ricaverà qualche milione anche da operazioni minori (vedi Baldanzi, Saud e Shomurodov). Passato il 30 giugno, si inizierà ad investire. E il primo nome è Greenwood. Le alternative? Summerville e Munoz, ma proprio dai primi confronti Gasp-D’Amico potrebbero nascere nuove opportunità. Ad esempio Leweling dello Stoccarda. Un passo in avanti importante è stato fatto anche per il nuovo stadio di Pietralata: ieri la Regione ha approvato lo schema di Convenzione con il Comune di Roma ed il Governo. Un tassello fondamentale per accorciare i tempi sulla posa della prima pietra.
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In attesa del ritorno a Trigoria di Friedkin si studiano il ritiro estivo e le amichevoli

Dopo la qualificazione della Roma in Champions League Ryan Friedkin ha continuato a impostare il lavoro sul futuro ma non si è più visto a Trigoria. […] Si attende un suo rientro per un eventuale altro incontro di persona con Gasperini e magari col nuovo Ds D’Amico. […] Da definire parte del ritiro estivo, che sarà tra Trigoria e un Paese europeo: escluso quest’anno il Portogallo, possibile la scelta tra Germania, Austria e Olanda. Intanto è stata fissata un’amichevole per il 15 agosto: l’avversario dovrebbe essere Borussia Dortmund al Signal Iduna Park.
La Roma si ritroverà a Trigoria il 13 luglio. Per quella data il tecnico vorrebbe già accogliere i primi acquisti.

(corsera)

Gasp-D’Amico: venti di cambiamento

Porte girevoli a Trigoria. Esce Massara, entra D’Amico. Ma non è solo il cambio della guardia, dal vecchio ds al nuovo. Oltre alla persona, sarà diverso il metodo, aspetto fondamentale del ribaltone voluto da Gasperini. Distante, dunque, da quello con cui e stato impostato il mercato dell’ultima stagione, in estate e in inverno.
L’input del tecnico è inequivocabile: la Roma non si dovrà far trovare impreparata.
Se la trattativa si complica, bisogna subito spostarsi sull’alternativa. Senza sprecare tempo per andarla a cercare, ma avendola già chiara grazie alle indicazioni e dell’allenatore. Gasperini si è mosso da tempo. E ne ha già parlato con D’Amico. Si sono appena visti, martedì mattina a Torino. Il nuovo ds conosce bene il piano studiato per la Roma che, dopo sette anni d’assenza, tornerà in Champions. Il lavoro sarà in due fasi. La prima: i rinnovi di Celik, Pellegrini e Dybala e i contatti con i procuratori dei giocatori, da Ndicka a Koné, da Pisilli a Soulé, titolari fino a domenica scorsa e possibili partenti – entro il 30 giugno – per fare quei 50 milioni abbondanti di plusvalenze necessari per rispettare il settlement agreement con l’Uefa. E tenendo fuori dall’elenco Svilar.

La seconda: rinforzare la rosa, partendo dalla richiesta principale di Gian Piero che vuole migliorare l’attacco con interpreti del livello di Malen. La priorità è nota: due esterni offensivi, il destro da mettere a sinistra e il mancino da piazzare sul lato opposto. Si partirà da questi due giocatori. Ai quali va aggiunto ili terzo che è il laterale di centrocampo. Sono i tre titolari che Gasperini considera indispensabili. Da settimane l’allenatore e i suoi collaboratori stanno visionando i profili per sistemare i due ruoli dietro il centravanti. La lista è più o meno pronta. Quasi venti attaccanti sotto osservazione. Qualcuno avvicinato a gennaio, altri contattati nei giorni scorsi. Informazioni chieste ai diretti interessati, ai loro manager e anche a qualche club. C’è chi è stato scartato. Altri potrebbero spuntare. Alcuni già svelati alla piazza: Greenwood, Summerville, Nkunku, Sauer, Tzolis, Pepé e Munoz. Saranno divisi in fasce, legate alla qualità e al costo. E’ possibile che si spenda di più da un lato e di meno dall’altro. […]

A settembre Gasperini è rimasto senza centravanti, a febbraio ha dovuto accontentarsi di Zaragoza, Quando poi toccherà all’esterno di centrocampo, non é detto che sarà in ogni caso mancino per riportare Wesley a destra. Se uscirà fuori il profilo giusto per la fascia destra, il brasiliano resterà a sinistra. Dovrà essere fisicamente strutturato. Ecco perché Dodò è in stand by. Il resto verrà a seguire. A cominciare dal centravanti di scorta. Con caratteristiche diverse da Malen. Non Yuri Alberto, quindi. Più come Scamacca, per fisicità e qualità. Oggi è inavvicinabile, ma domani chissà.

(corsera)

Nasce il Roma Club, al Consiglio regionale Valeriani presidente

Nasce in Consiglio regionale il Roma Club: Il nuovo circolo ufficiale della Roma, che riunisce dipendenti, amministratori, consiglieri regionali e rappresentanti istituzionali accomunati dalla passione per la “Magica”. Il Club è stato promosso dal consigliere regionale Massimiliano Valeriani (Pd) e conta già oltre 100 soci.
All’iniziativa hanno aderito anche altri consiglieri, di maggioranza e opposizione, insieme ad assessori della giunta regionale, tutti tifosi romanisti. All’inaugurazione,
svoltasi mercoledì 27 maggio nella sala Mechelli del Consiglio regionale, hanno partecipato anche
“vecchie glorie” della Roma, come il principe Giuseppe Giannini, Ubaldo Righetti, Tonino Tempestilli, Alberto Faccini e Max Tonetto, insieme ai vertici dell’Unione Tifosi Romanisti. Presente anche il cantautore Marco Conidi, che ha emozionato tutti i partecipanti sulle note della mitica “Mai sola mai”. (…) Il Club è presieduto da Valeriani e fra i consiglieri che vi hanno aderito c’è il presidente del Consiglio regionale, Antonello Aurigemma (FdI), poi Mario Ciarla ed Eleonora Mattia (anche loro dem), Luciano Nobili (Iv), poi l’assessore ai Trasporti Fabrizio Ghera (Fdl). E, ancora, Michela Calitano, Pd, ex calciatrice sia della Roma che della Lazio, e Claudio Marotta (Sinistra Civica Ecologista). Insomma, la passione per i colori giallorossi non conosce divisioni politiche.

(Il Messaggero)

Da Dodô a Greenwood: le idee del tecnico per rinforzare le fasce

Nella testa di Gasperini le priorità per rinforzare la rosa sono gli esterni, sia di quelli di centrocampo che d’attacco. Un quinto di livello internazionale la Roma già lo ha ed è Wesley che si sta godendo in Brasile qualche giorno di relax con amici e famiglia prima di concentrarsi sul suo primo Mondiale: “Immaginavo di essere chiamato, ma ho passato tutta la giornata con le farfalle nello stomaco. È stato fantastico sentire il mio nome, una sensazione meravigliosa“, ha detto in un’intervista ai microfoni di Lance nella quale ha anche parlato del suo primo anno in Italia: “Sono molto contento del mio rapido adattamento in giallorosso e in Serie A. Già solo il fatto di competere con tanti giocatori affermati mi rende orgoglioso“. Dall’altra parte c’è Celik, anche lui parteciperà al Mondiale con la Turchia ma il futuro è ancora tutto da scrivere. Nei prossimi giorni ripartiranno le trattative per il rinnovo, la distanza tra domanda e offerta è di 600mila euro, filtra ottimismo. (…) C’è anche Rensch oltre ad Angeliño, mentre Tsimikas tornerà a Liverpool. Non è un mistero che il tecnico aspetti rinforzi e tra i primi nomi sondati c’è quello di Dodô. Il contratto è in scadenza nel 2027 e i dialoghi col club per il prolungamento sono congelati, è nella lista dei partenti e la Fiorentina è pronta ad ascoltare offerte per non rischiare di perderlo a parametro zero. Sempre in Serie A fari puntati su Belghali del Verona (può giocare sia a sinistra che a destra) e Obrador (esterno sinistro) in caso il Torino decidesse di non riscattarlo dal Benfica. In lista per rinforzare la fascia sinistra anche Methalie del Tolosa.
Il lavoro per D’Amico non sarà poco e l’obiettivo è quello di accontentare Gasperini, soprattutto in attacco. Sono almeno due le ali richieste: il sogno rimane Greenwood. La trattativa non è ancora entrata nel vivo ma la Roma ha iniziato a chiedere informazioni, il Marsiglia non ha intenzione di ascoltare offerte inferiori ai 50 milioni anche perché il 40% della vendita finirà nella casse dello
United. I rapporti col club francese sono ottimi. (…) L’altro nome è quello di Summerville (convocato per il Mondiale dall’Olanda) che piace al Tottenham. Sul taccuino anche Tzolis, Nusa, Pepê e Sauer. Gasp attende nella speranza di non rimanere a mani vuote come l’anno scorso.

(Il Messaggero)

Roma, la fase uno: è caccia al tesoro

Con l’addio di Massara, si apre l’era D’Amico. Che di fatto ha ben chiaro quale sarà il suo lavoro, che comincerà a breve. Ce l’ha chiaro per aver parlato spesso con Gasperini (con cui ha lavorato a Bergamo), e con Dan e Ryan Friedkin, anche nella giornata di ieri. Non può essere ufficialmente operativo, ma poco ormai manca: tempi (brevi) tecnici. Massara rescinde e gli verra pagata la mensilità di giugno. La Roma, in questo mese che sta per cominciare, deve fare un sacco di cose. Una, grossa, l’ha già fatta: acquistando Malen, per 25 milioni. (…) A Trigoria si sta valutando la possibilità di rimandare di un anno la questione FPF. Una strada percorribile ed economicamente conveniente (in questo modo il problema si sposta e non si risolve: la famiglia Friedkin sta valutando varie rimodulazioni interne e piani di ottimizzazione per garantire la sostenibilità richiesta dai regolamenti), visto che nella prossima annata, la Roma potrà contare sui soldi della Champions e degli sponsor appena sottoscritti. Ma vedremo, se ne saprà di più a breve. (…) Ci sono calciatori minori con cui fare cassa, vedi i vari Baldanzi (una decina di milioni, che il Genoa spenderà solo in caso di conferma di De Rossi, che potrebbe finire in questo vortice delle panchine, a Bologna ad esempio), Ziolkowski (quindici), ma siamo alle piccole plusvalenze, che andrebbero a incidere poco sui sessanta totali da racimolare: in lista ci sarebbero gli eventuali quattro milioni per Salah-Eddine e i due per Saud e Kumbulla. Nell’elenco dei possibili partenti ci sono Dovbyk (Gasp vuole un altro tipo di centravanti da affiancare a Malen, e anche Vaz – ammesso che resti – non gli basta: c’è il solito Scamacca, che tornerebbe di corsa), Angeliño, e chissà, El Aynaoui, Rensch, Ghilardi, giocatori su cui è possibile – per alcuni di più per altri meno – fare plusvalenza, stesso discorso vale per Vaz o, se riscattato, per Venturino. Nessuno dei big è incedibile (forse solo Svilar, ma sempre fino a prova contraria). Quindi, tra i non incedibili non si può non parlare di Koné, che (…) è un calciatore molto apprezzato in giro: ha estimatori in Italia, l’Inter, e nel resto dell’Europa, in Inghilterra, Newcastle, in Francia, il Psg o in Spagna, l’Atletico Madrid, che magari potrà contare sui soldi di Alvarez. (…) Nell’elenco ci finiscono di diritto pure, e soprattutto, gente come Ndicka in caso di cessione incasserebbe il 20 per cento della cifra) e Pisilli: uno preso gratis tre anni fa dall’Eintracht Francoforte, l’altro è figlio del settore giovanile. Discorso a parte merita Soulé, su cui la Roma può fare certi ragionamenti, magari non in questa fase, a meno che non arrivi un’offerta monstre. Mati è a bilancio per una ventina di milioni (ha maturato i 4 di bonus, quindi il prezzo d’acquisto è salito rispetto ai 25 pattuiti come base). Quindi, per lasciar partire l’argentino già a giugno, servirà una proposta molto alta, oltre i trenta milioni di cui si parla. (…) D’Amico dovrà gestire anche i rinnovi dei calciatori chiesti da Gasperini, da Paulo a Celik fino a Pellegrini. Come fossero tre nuovi acquisti.

(Il Messaggero)

I conti in rosso del Marsiglia spingono Greenwood alla Roma

La Roma cerca ali. È questa la prima vera richiesta tecnica di Gasperini per alzare il livello dell’attacco. Ed è anche il primo regalo che pretenderà l’allenatore dal nuovo direttore sportivo Tony D’Amico. Nelle prossime ore è prevista la risoluzione consensuale con Frederic Massara, poi potrà partire ufficialmente l’avventura a Trigoria del dirigente ex Atalanta. (…) Il nome più pesante resta Mason Greenwood, oggi al Marsiglia. È il profilo che intriga di più: qualità, gol, uno contro uno, piede mancino e possibilità di giocare sia largo sia più vicino alla porta. I francesi valutano il giocatore 50 milioni di euro, anche se la Roma conta di abbassare le richieste approfittando delle necessità di bilancio del club francese, costretto anche lui a rispettare i paletti del settlement agreement. Non un’operazione facile, ma l’urgenza di incasso dei marsigliesi potrebbe aiutare la Roma nella trattativa. Alle sue spalle, ma non troppo, restano vive le piste Summerville e Nusa. Il primo, al West Ham, ha una valutazione che si aggira intorno ai 30 milioni, nonostante la retrocessione degli Hammers in
Championship. L’ala del Lipsia è ancora più giovane (classe 2005), tecnico, verticale, già abituata a giocare ad altissimi livelli. (…) Poi si passerà al centravanti. E lì resta sullo sfondo il nome di Gianluca Scamacca, vecchio pallino della Roma e soprattutto attaccante già conosciuto benissimo da Gasperini.

(La Repubblica)

Massucci (questore di Roma): “Rapporti con il tifo, convocherò presto la Roma e la Lazio”

IL MESSAGGERO (G. BOFFO) – Questore Massucci, l’anno scorso nelle manifestazioni sportive di Roma non ci sono stati incidenti. Un risultato storico. Dipende dal fatto che Roma è abituata a gestire situazioni estremamente complesse?
Il nostro e un sistema molto allenato, non c’è dubbio. A Roma l’appuntamento con il grande evento, sia esso sportivo, politico, sindacale, religioso. istituzionale è praticamente quotidiano. Il nostro compito è comprendere, attraverso l’analisi del rischio, quali sono i servizi richiesti, dove andare a parare per un’attività di pre-venzione. Qui lo facciamo a un livello di collaborazione istituzionale molto rodato. In nessun’altra città ci sono due Stati, ambasciate presso la Repubblica, presso la Santa Sede e presso la Fao, disseminate su un territorio dove arrivano tutti i capi di Stato e di governo. dove si fanno 1.500 manifestazioni all’anno“.


Ma “zero inci-denti” è il frutto del pugno duro, non di un cambio di mentalità e cultura.
Nonostante un risultato che ci rende orgogliosi. avvertiamo i sintomi di un rischio. Il rapporto tra i club e le tifoserie è assolutamente deficitario. Non ci siamo“.


Cosa manca?
All’estero i grandi club hanno dei veri e propri dipartimenti del tifo, delle unità organizzative che si rivolgono ai tifosi per capire i loro bisogni, per semplificargli la vita quando si acquista un biglietto. O spiegare banalmente come si accede allo stadio, mettendo in campo le tecnologie che funzionano come telepass. Negli anni trascorsi all’Osservatorio nazionale, siamo andati a verificare i modelli di altri Paesi, soprattutto di federazioni molto strutturate come quella tedesca, inglese, olandese, in generale dei Paesi del Nord Europa. Rispetto a loro, le società italiane sono in ritardo. Hanno inserito obtorto collo negli organigrammi la figura del “support liaison officer” perché lo prescrivono le licenze Uefa, e non potevano farne a meno. E infatti non funzionano“.

Quindi il problema non è solo la tolleranza, o addirittura la connivenza con le frange violente, ma la mancanza di attenzione per la maggioranza dei tifosi?
Studiando i comportamenti dei supporter, ci siamo resi conto che avere un punto di riferimento dentro il club abbassa il livello delle tensioni e toglie ruolo agli ultrà. Noi invece assistiamo a società fanno da cassa di risonanza ai loro proclami. E successo il giorno del derby. La Roma, a un certo punto, dirama un comunicato per sostenere le ragioni degli ultra. Ora, ultrà non significa delinquenti, questo l’ho sempre sostenuto. Ai gruppi organizzati, quelli più appassionati, non va tolto il protagonismo, anzi va valorizzato. Ma gli ultrà non sono tutti i tifosi. E a loro non va dato il potere di decidere quando si gioca una partita. Ci siamo trovati davanti a una situazione di ordine pubblico che non era più sostenibile e che ci ha costretto a valutare una soluzione differente, che è poi quella che abbiamo adotta-to. Il derby a mezzogiorno“.

Perché in Inghilterra il modello funziona e in Italia no?
Perché in Inghilterra ci hanno investito e lo hanno fatto per un legittimo tornaconto economico. Migliorare il rapporto con i propri tifosi significa fidelizzarli, e quindi spingerli ad acquistare la maglietta del campione o il gadget. Lo stadio dell’Arsenal ha un’area merchandising di 5.000 metri quadrati. E la squadra dell’arsenale di Sua Maestà britannica, la fonderia reale dove si costruivano i cannoni che venivano montati sulle navi. Il simbolo dell’Arsenal è il cannoncino, i giocatori si chiamano i Gunners. Ma dentro lo stadio non trovi una mattonella rotta o un seggiolino divelto“.

Convocherà i dirigenti di Roma e Lazio per affrontare la questione dei rapporti con le tifoserie?
Sì, in avvicinamento al prossimo campionato, cercherò di invogliare le due società a seguire questa strada, cioè a creare una struttura articolata, vera, che gestisca i rapporti con il proprio pubblico. Prendiamola Roma: sta costruendo il nuovo stadio. Ma fatto lo stadio, vanno fatti i tifosi. Sarebbe un peccato se questa operazione destinata a rafforzare l’immagine del club venisse rovinata dai comportamenti sbagliati di alcune frange, trasformandosi in un vulnus. I ruoli devono essere ben chiari. La società non può delegare funzioni proprie a una parte della tifoseria“.

A cosa si riferisce?
All’organizzazione delle trasferte, alla vendita di gadget, a tutti quei meccanismi di autofinanziamento che portano all’appropriazione di un territorio. E quando ci si appropria di un territorio, il cui controllo è affidato agli steward e non alle forze di polizia, si alimentano condotte criminali come lo spaccio di droga. Per questo motivo, dopo un’indagine della Digos e della Procura di Roma, alla fine dello scorso campionato siamo dovuti entrare dentro lo stadio, arrestando una decina di persone“.