Bologna-Roma: Italiano per stupire, Gasp guarda lontano

(…) Anche la Roma è cambiata negli ultimi due mesi, ma qui it motivo ha un nome e un cognome: Donyell Malen. Ieri Gasp ha ac-cettato di fare qualche paragone: «Mi ricorda Muriel per accelerazioni e prontezza di tiro. E ci vedo anche un po’ di Milito». Senza Dybala e Soule, il tecnico è tentato dall’avanzamento di Cristante sulla trequarti con Zagazola, per non rinunciare alla brillantezza di Pisilli accanto a Kone. Il recupero di Hermoso è una buona notizia, anche per la squalifica di Mancini, ma non è sicuro che lo spagnolo sia titolare. Gasperini, comunque, non farà la formazione pensando al Como: «Non ricordo di aver detto che la priorita sia il campionato. Teniamo moltissimo a entrambe le competizioni. Il Bologna sta confermando di essere un’ottima squadra. Il mio gruppo ha voglia e motivazioni, poi le partite possono dipendere da piccoli episodi». Wesley è la freccia preferita e proprio duello tra lui e Bernardeschi rischia di fn re la differenza. Chi dei due costringerà l’altro a difendere piuttosto che ad attaccare? Le combinazioni sulle corsie potranno dare un indirizzo alla sfida. E solo l’andata, ma bisogna stare molto attenti: anche un piccolo vantaggio può risultare decisivo. E dopo il ritorno, magari, Italiano e Gasperini si troveranno a cena, come si sono promessi da un po’: «Ma il ristorante deve restare aperto a lungo – scherza Vincenzo – perché avremmo molte cose di cui parlare». Anche di due grandi partite, speriamo.

(gasport)

Torna Hermoso, chance per Zaragoza

IL TEMPO – Hermoso tenta Gasperini, chance Zaragoza. L’Europa League entra nel vivo e l’obiettivo è prendersi un piccolo vantaggio nella gara d’andata al Dall’Ara, da sfruttare tra sette giorni. Ecco perché il tecnico giallorosso pensa di mandare in campo l’ex Atlético Madrid dal primo minuto. Lo spagnolo ha ripreso a lavorare con i compagni lunedì, dopo aver smaltito i problemi fisici delle ultime settimane. Non è al massimo della condizione, ma la sua esperienza potrebbe fare la differenza in partite come quella di oggi. Considerando anche l’assenza di Mancini per squalifica. Con lo spagnolo in campo N’Dicka e Ghilardi andrebbero a completare il terzetto difensivo e Celik agirebbe sulla corsia di destra. Se Gasperini non dovesse inserire Hermoso dal primo minuto, il turco verrebbe arretrato nei tre di difesa, lasciando la fascia destra a Rensch. È questo il dubbio principale del tecnico di Grugliasco, che ritrova Wesley – pronto a riprendersi il posto a sinistra – dopo aver saltato il Genoa per squalifica. Alla situazione emergenziale in attacco si aggiunge l’assenza di Venturino, che non è stato inserito nella lista UEFA. Ragion per cui, a Bologna, il tecnico di Grugliasco sembra intenzionato ad inserire tre centrocampisti contemporaneamente. Viaggia verso la conferma in mezzo al campo la coppia composta da Kone e Pisilli. A meno che Gasp non voglia dar fiducia ad El Aynaoui, sempre titolare in Europa League, dove ha trovato la prima e fin qui unica gioia – contro il Midtjylland – con la maglia giallorossa. Il marocchino ha saltato soltanto la sfida con lo Stoccarda, ma era appena rientrato dalla Coppa d’Africa. Dopo essere partito dalla panchina a Marassi, Cristante può tornare titolare sulla trequarti. Un piccolo ballottaggio, poi, su chi avrà il compito di supportare Malen, chiamato a lasciare il segno anche in Europa League. Zaragoza favorito su Pellegrini. Lo spagnolo ha già segnato contro il Bologna nella fase del campionato, quando era ancora al Celta Vigo.

Roma al massimo

IL TEMPO (L. PES) – Zero calcoli. La Roma non ha tempo da perdere e Gasperini non vuole sentire parlare di priorità in un mo-mento cruciale della stagione. Stasera (fischio d’inizio ore 18.45, diretta Sky) i giallorossi a Bologna per l’andata degli ottavi di finale di Europa League in un derby italiano che poco fa sorride al ranking nazionale. A tre giorni dalla delicata trasferta a Como, che vale una fetta enorme delle possibilità giallorosse di prendersi un posto Champions, il tecnico piemontese vuole rialzare la testa dopo il brutto ko di Genova. Ma guai a parlare di priorità. «Ogni partita è importantissima. E importante con il Bologna per l’Europa League, domenica per il campionato. Non credo si possano fare calcoli, anzi, non faremo calcoli e penseremo a dare il massimo. Non abbiamo mai pensato di lasciare niente e di giocare al massimo per tutti, per tutti gli obiettivi). L’allenatore di Grugliasco ha parlato anche della capacità di reazione della squadra. Incide la capacità di reazione dei giocatori; ho trovato un gruppo con grandi motivazioni, con voglia di ripartire, guardare avanti. Questo calcio in cui si gioca con continuità: devi avere questa capacità; le partite dipendono da piccofi episodi contrari». Spazio anche per i singoli, da Pellegrini a Malen, unica certezza del reparto offensivo giallorosso almeno per qualche settimana ancora. Noi in attacco siamo in emergenza da tempo. Ho detto prima che i numeri sono cambiati: rispetto all’andata abbiamo perso cinque giocatori. Non è facile per nessuno fare quello che fa Malen. Se mi ricorda Muriel? Si, soprattutto per certe accelerazioni, per la prontezza di calciare rapidamente, anche lui aveva questa capacità di tirare in una frazione di secondo. Ci sono somiglianze. Un po’ anche Milito. Non solo nei numeri dei gol. Milito si muoveva di piu, ma era immediato nelle giocate». Poi un passaggio su Pellegrini e sul suo futuro. <IL rinnovo non è un argomento che dobbiamo affrontare in questo momento, assolutamente. Siamo in un momento molto importante del campionato e dell’Europa League. L’attenzione di tutti, mia e sua, è solo rivolta alle prestazioni e alle partite». Idee chiare e voglia di ripartire in una competizione che negli ultimi anni è diventata giardino di casa della Roma e che proprio Gasp, due anni fa, ha riportato in Italia quasi trent’anni dopo l’ultima volta. Di fronte c’è una squadra che, soprattutto grazie alla guida del suo allenatore, nelle gare a eliminazione diretta sa esaltarsi anche se in questa stagione ha perso alcune certezze importanti. Difesa tutt’altro che solida, ma un attacco con tanti colpi nel repertorio. E soprattutto la consapevolezza di avere ormai solo l’obiettivo europeo in questa fase finale della stagione. Situazione moto diversa da quella della Roma che domenica a casa di Fabregas, in riva al lago, si gioca un vero e proprio spareggio per il quarto posto. Ma niente deve essere lasciato al caso, Gasp è stato chiaro con la squadra: ora tocca al campo.

Asse Totti-Friedkin. Sarà ambasciatore

IL TEMPO (L. PES) – Lontani i tempi dei caffè disattesi e delle frecciatine a distanza. Francesco Totti e i Friedkin sono più vicini che mai e preparano il ritorno a Trigoria dell’ex capitano giallorosso che ormai quasi sette anni fa lasciò la dirigenza della Roma per incomprensioni con la gestione precedente. C’è voluto del tempo e forse anche i saggi consigli del senior advisor Ranieri, ascoltatissimo dalla famiglia texana che dal 2020 guida il club, ma ormai tutto è pronto per il grande bis. Con un ruolo ben preciso. Totti sarà infatti l’ambasciatore del centenario giallorosso. Nessun ruolo dirigenziale, al momento, né legato alla sfera tecnica. La figura del «Pupone» sarà essenzialmente rappresentativa, almeno in una prima fase. Una contingenza legata sia ai vari impegni con gli sponsor di Totti, sia alla volontà di conoscersi meglio e approfondire un rapporto che sta nascendo adesso tra l’ex dieci e Dan e Ryan Friedkin. I contatti tra le parti sono continui e, se fino a qualche mese fa i segnali di fumo più volte lanciati da Francesco non avevano colpito i proprietari, ora il feeling tra le parti è crescente in una trattativa che procede spedita. Dopo il primo segnale lanciato da Ranieri e la cena con Gasperini della scorsa settimana, ora si attende che vengano sistemati gli ultimi dettagli del contratto arrivato ormai alle fasi finali. Un primo passo dopo anni di indifferenza che potrebbe segnare l’inizio di un nuovo viaggio di Totti e la Roma, l’uno accanto all’altro. Non poteva non essere protagonista nel 2027 a tinte giallorosse, ma se le cose andranno nel verso giusto in futuro le porte per un ruolo nell’area tecnica sono tutt’altro che chiuse. D’altronde lo stesso Gasperini, dopo la serata a tavola parlando di calcio, ha di fatto dato la sua benedizione sperando di avere più uomini di calcio attorno a sé, ma ogni cosa ha il suo tempo. Il futuro prossimo è legato al centenario e al ruolo di ambasciatore che Totti, dopo l’addio del 2019, quando non si sentiva abbastanza importante per la gestione Pallotta, ora accetta di buon grado con la speranza di crescere insieme alla società. Una società che ha corteggiato da lontano nei primi mesi d’insediamento dopo it passaggio del testimone del 2020 e che poi ha guardato solo da lontano con un’assenza di quasi tre anni dallo stadio Olimpico. L’occasione, per i Friedkin, era troppo ghiotta e it passo compiuto verso l’ex capitano è stato decisivo anche per conoscere da vicino tutto il bagaglio che Totti porta con sé. Una piacevole sorpresa per Dan e Ryan che ora lo vogliono al proprio fianco in una ricorrenza così importante. I tifosi attendono impazienti il ritorno a casa di uno dei figli più amati e, in campo, quello che più li ha incantati per quasi trent’anni. Un’assenza, la sua, che da troppi anni fa rumore dentro e fuori da Trigoria e che come lui ha accompagnato il destino di tante leggende del calcio italiano. Ma stavolta sarà diverso, sarà diverso ancora una volta. D’altronde Francesco e la Roma sono nati per appartenersi.

Gasp: «Coppa o campionato? Non vogliamo lasciare niente»

LEGGO (F. BALZANI) – Rialzarsi subito e tenere vivo il doppio fronte per tornare in Champions. La Roma stasera (ore 18,45, diretta Sky) a Bologna si gioca l’andata degli ottavi di finale di Europa League in un derby che – almeno per una sera – non vedrà italiane soccombere in campo internazionale. La squadra di Gasperini ci arriva dopo il pesante ko di Genova e con ancora tante defezioni nel reparto offensivo. Il tecnico non avrà a disposizione Soulé che proverà a recuperare per la gara di ritorno tra una settimana. Molto ricadrà quindi sulle spalle del solito Malen che dovrà essere servito decisamente meglio di quanto la squadra ha fatto a Marassi. A dare una mano ci sarà Wesley mentre in difesa torna Hermoso che sostituirà lo squalificato Mancini. A destra Celik è in vantaggio su Ghilardi. Ma la mossa di Gasp dovrebbe essere quella di riportare Cristante sulla trequarti. Il capitano sostituirà un Pellegrini ancora demoralizzato dopo l’errore di domenica scorsa. E raggiungerà quota 69 presenze in Europa League, solo Mertens (con 73) ne ha giocate di più nella storia della competizione. Poco turn over, quindi, nonostante lo scontro diretto per la Champions di domenica prossima col Como. «Ogni partita è importantissima. Non posso fare calcoli di turn over, daremo il massimo perché vogliamo restare nella lotta per entrambe le competizioni. Siamo in un momento molto importante. Priorità a campionato o coppa? Non esiste, non vogliamo lasciare niente. Come si può scegliere una cosa o l’altra? », ha assicurato Gasperini. «Problemi davanti? Stiamo segnando di più ora grazie a Malen, non vedo problemi in questo senso. Semmai abbiamo tante assenze importanti, sto cercando di inserire giocatori nuovi come Zaragoza», ha aggiunto. Dall’altra parte ci sarà un Bologna che si gioca tutta la stagione nelle due serate contro la Roma. «La temo molto, avrei preferito affrontare un’altra squadra – ammette Italiano -.In caso stiamo balbettando, speriamo di riprenderci. Dovremmo mettere tutto anche perché la Roma ha una grande forma fisica». Infine colpo dei Friedkin: la Roma infatti ha riacquistato Trigoria dopo vent’anni di leasing.

Forse non lo sai ma pure questo è amore

IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – La doppia non esultanza di De Rossi ai gol che hanno valso la salvezza al Genoa, la metterei tra i grandi gesti romanisti della storia. Tipo Pruzzo che si toglie la maglia in Roma-Juve, il primo bacio dato alla maglia che fu di Boniek sempre in quel campionato, o tipo un qualsiasi fotogramma in 20 anni di… Daniele De Rossi alla Roma. Alla mia nipotina un giorno dirò: “Lo sai che c’è stato uno che ha giocato 616 volte con la Roma, per cui ha sempre tifato, dando tutto, rinnovando quando era aa scadenza, rifiutando il City di Mancini, schierandosi contro maiali col microfono, derby non giocati, tessere del tifoso, chiedendo quella del poliziotto, non rinnegando mai la sua fede, né in campo, né in conferenza, né da calciatore, né da allenatore, né in Nazionale, né in Argentina, né a Genova, né in “borghese”, né quando in tanti “in giro” lo chiamavano Capitan Ceres, mentre lui in diretta tv raccontava di essere orgoglioso d’essere romanista  anche dopo un 7-1. E che pure è stato cacciato da casa sua”. Volevo fare un elenco degli ex dal 1927 che sono stati moolto ex, molto più di De Rossi, però sto vedendo che mi sembra assurdo dire qualcosa di più della carta d’identità, della carriera, degli occhi di Daniele per la Roma. Lascio perdere l’abbraccio di Di Canio a Nela dopo il gol del Napoli a noi,  l’esultanza di Pruzzo che ci ha buttato fuori dall’Europa, Graziani che con l’Udinese ci leva nell’87 il sogno Scudetto e la sua rissa nell’85 con Di Bartolomei. Ecco questo non lo lascio perdere. Detto che io non sono contento per niente per De Rossi, se avete da ridire sul niente che ha fatto a parte l’enorme contegno e rispetto avuti, per favore non parlate più di Agostino che quando ci segnò esultò per rabbia sotto la Sud milanista e che al ritorno si prese i vaffanculo di trequarti di stadio. Perché allora sì per voi è solo retorica e moda. Non parlate se non sapete che vuol dire quando vi strappano via il cuore che batte solo per quella squadra, quella persona, quell’amore al di là di tutte le contraddizioni, i pettegolezzi, le invidie, i messaggi radio e social che dicono il contrario. Forse non lo sapete, ma pure quello è amore.

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Pietralata e lo stadio, i residenti già si dividono tra chi sogna gli affari e chi teme: “Sarà un caos”

[…] La cosa certa è che lo stadio, adesso, tutti lo aspettano, seppure con animo diverso. I consiglieri comunali sugli scranni in Aula Giulio Cesare, dove il progetto planerà dopodomani per una sorta di conferma dell’interesse pubblico a blindare politicamente l’opera in vista dell’ultima curva davvero pericolosa, i 180 giorni di analisi al microscopio della Conferenza dei servizi decisoria. Quindi, i Friedkin, sono inevitabilmente in attesa di celebrare la posa del primo mattone sul quale è stabile la soglia di 1,3 miliardi di euro. Ma è soprattutto Pietralata a trattenere il respiro per la nascita dello Stadio della Roma. Perché mentre i vigilantes sorvegliano le entrate del cantiere, spesso visitate dai vandali, e le gru si occupano di portare avanti i carotaggi per gli approfondimenti archeologici, tutto il quartiere ha già iniziato a cambiare la sua prospettiva, sia in positivo che in negativo. […] Del resto c’è chi vede affari d’oro all’orizzonte, come i commercianti di zona abituati a tirare a campare in questo pezzo di città da sempre nella doppia morsa di degrado e traffico: “Qua ci speriamo, 60 mila persone tutte insieme sono una bella novità per chi, come noi, vive dei propri incassi. Ci sono dei pro ma anche dei contro, s’intende. E spero che in Comune pensino anche a noi del quartiere, perché qui le strade si allagano sempre e c’è un grande problema di parcheggi: dicono che ne vogliono farne uno da 10 mila stalli allo stadio, ma le altre 50 mila persone poi dove la parcheggiano la macchina?”. E poi c’è chi non deve fare affari, ma solo continuare a vivere in un quartiere che promette di trasformarsi in maniera profonda e radicale. Non ancora sicuro se positiva, però.
“Le vie che affacciano su Monti Tiburtini sono un disastro quotidiano: siamo condannati a restare in macchina per ore. Ma come possono fare uno stadio davanti a un ospedale? Sarà il caos”.

(corsera)

Florenzi: “Mai chiesto la cessione, Trigoria è casa mia. Finale di Europa League? Speriamo di arrivarci, in caso il biglietto lo prendo”

CORRIERE DELLO SPORT – Roma non è sempre stata giusta con Alessandro Florenzi. È stato il primo capitano dopo Totti e De Rossi e già questo basterebbe a capire perché non gli sono mai fatti sconti. Oggi compie 35 anni e per la prima volta si ritrova lontano da un campo di calcio.

Non ha mai avuto un bel rapporto con Totti
“Falsissimo. Posso definire Francesco e De Rossi miei amici. Totti è una leggenda,
Daniele un fratello, seguo il Genoa per lui e certe volte non vorrei essere nella sua testa. Fare l’allenatore deve essere duro eh…”.

Contento del possibile ritorno di Totti nella Roma?
“Se sarà così, certo. È casa sua quella”.

Torniamo al vero o falso: quando vide striscioni duri nel suoi confronti, e con
Fonseca giocava poca, chiese la cessione. O almeno, di non essere più capitano della Roma

“Bugia. Bugia gigante. Neanche per un istante ho anche solo pensato di chiedere una cosa del genere”.

Rigiocherebbe una sola partita in carriera: Roma-Liverpool, 2018, semifinale di
Champions.

“Confermo. Il ritorno, con il VAR. Saremmo andati in finale”.

Voleva andare a Tirana, da tifoso, per la finale di Conference della Roma, ma ha rinunciato all’ultimo perché era un giocatore del Milan
“Vero, avevo il biglietto. Non andai perché avevamo appena vinto il campionato e avevo degli impegni”.

Pensa di essere stato sottovalutato a Roma?
“Falso. Mi sono sempre dato il valore giusto, poi ognuno aveva e ha la sua idea. Totti e De Rossi erano e saranno sempre una cosa per la Roma, per noi altri romani non è tacile, non lo è stato per me e non lo è per Pellegrini ora. Ma i paragoni sono stupidi. Io come loro ho dato tutto per la maglia fino all’ultima goccia. Chi vuole capire capisca, per gli altri amen. Basta”.

Ancora adesso considera Trigoria casa?
“Questa è proprio vera. Per le persone che ci lavorano ogni giorno. Per me Antonio, il
barista, è sempre stato uguale a un mio compagno. lo sono sempre stato me stesso con tutti, ho cercato di lavorare solo su me stesso e su cosa potevo cambiare io, non la narrazione che facevate voi giornalisti o facevano gli altri”.

Mourinho voleva che tornasse alla Roma
“Confermo, mi telefonò, si chiedeva come mai di me si dicesse che avevo litigato con tutti. Fatevi un giro a Trigoria e chiedete: non è vero niente. E anche Mourinho lo sapeva. Lui mi voleva e io avrei giocato per lui”.

Milan e Roma in Champions?
Allegri penso proprio di sì, Gasperini se la può giocare”.

Se la Roma andasse in finale di Europa League la vedremmo a
Istanbul?

“A Tirana non c’ero e abbiamo vinto, a Budapest non c’ero e abbiamo perso.
Quindi non ci sarebbero problemi di scaramanzia… Sai che non lo so? Intanto speriamo di arrivarci, poi decido. In caso il biglietto lo prendo”.

Bologna-Roma, il Dall’Ara punta quota 27.000 biglietti. I giallorossi in 900

Eppur si muove: sia la prevendita per la sfida di domani sera al Dall’Ara sia quella per Roma-Bologna del 19 marzo all’Olimpico. Per quanto riguarda i novanta minuti di domani il club rossoblù ieri ha confermato di aver raggiunto la soglia delle 25 mila presenze, di cui 900 tifosi giallorossi in curva ospiti, tutti rigorosamente extra provincia di Roma come ha stabilito da giorni l’Osservatorio Nazionale per le Manifestazioni Sportive. Di fatto, curva Bulgarelli esclusa, si trovano ancora biglietti in tutti i settori. L’obiettivo, ambizioso ma non irraggiungibile, è toccare le 27 mila presenze. Per la sfida del ritorno invece ieri la prevendita dei tagliandi del settore ospiti dell’Olimpico non ha fatto registrare significative accelerazioni. Duecento biglietti in più venduti hanno portato il totale a 3.200, il che significa che ne restano circa 250 ancora disponibili.

(Il Resto del Carlino)

Totti-Roma: l’intesa ai dettagli

Non sono pochi i messaggi che i tifosi, sui social, stanno dedicando a Totti, ormai prossimo al ritorno in giallorosso con un ruolo dirigenziale a metà tra la figura di consulenza del club e l’uomo-immagine per le iniziative commerciali. Francesco ha lasciato la Roma a giugno del 2019, lamentando una scarsa considerazione da parte dell’ex presidente Pallotta. Con Friedkin è stato invece amore a prima vista, anche se il lungo corteggiamento si è concluso soltanto 5 anni e mezzo dopo l’insediamento di Dan a Trigoria. Francesco diventerebbe una sorta di consigliere in stile IbrahimovicMilan, con un inquadramento contrattuale simile a quello di Ranieri. Non farà il direttore tecnico e non entrerà direttamente neppure nelle dinamiche della direzione sportiva, però idealmente rappresenterà l’anello di congiunzione tra la società, Gasperini e il vivaio. Entro la fine di marzo sarà annunciato.

(corsport)