Soulé fa il Dybala, come brilla il gioiellino: “Sì, la strada è giusta”

Ha scelto di riprendersi la scena nel momento più difficile, nella serata più incerta. Lui, Matias Soulé, e chi altrimenti: l’alter ego di Paulo Dybala infortunato e l’uomo con più talento al momento tra i giallorossi. Al quarto acuto in trasferta in Serie A, il trequartista della Roma ha dimostrato una volta di più di saper inventare e spostare l’inerzia delle partite. Nel caotico derby con la Lazio il suo sinistro intriso di veleno ha rianimato la squadra e allungato la serie di risultati utili (16): un gol da Champions, un sinistro a giro dalla distanza, un gesto tecnico di gran livello. «Sono contento per il gol, peccato per il risultato. Mi sento bene e ho preso più fiducia dalle ultime partite in cui il mister mi ha schierato – ha spiegato Soulé -. Sono veramente contento, speriamo di continuare su questa strada, che è giusta».

Solo gol belli L’argentino è al quarto gol in campionato e ha eguagliato il suo record di reti esterne in una singola stagione (quattro pure nella scorsa stagione con il Frosinone). E finora le sue sono state sempre perle: al Verona ha segnato di tacco, contro il Parma con una punizione divina, all’Empoli dalla distanza e ieri con quel sinistro a giro ha infiammato la platea giallorossa. […]

(gasport)

Svilar e Guendouzi decisivi, Dovbyk e Castellanos assenti

LEGGO (A. AGN.) – Due gol di Romagnoli (voto 7,5) e Soulé (7) aprono e chiudono il derby di Roma, con un pari e patta che non accontenta nessuna delle due. Perentoria l’incornata del vantaggio del centrale della Lazio, che va vicino al gol anche in avvio e poi si occupa di Dovbyk (5), annullandolo. Millimetrico il pareggio dell’ex bianconero, con traversa e goal technology a convalidare l’1-1 dal limite.

Tra i migliori di casa Lazio anche Luca Pellegrini (6,5), autore dell’assist da fermo per l’1-0, e Guendouzi (7), che trascina il centrocampo biancoceleste sfiorando anche il gol. Tra i peggiori il Taty Castellanos (5), non pervenuto o quasi al rientro, come Dele-Bashiru e Dia (5,5 cadauno), il primo troppo macchinoso, il secondo troppo sprecone sotto porta.

Sul versante giallorosso, oltre a Dovbyk, dietro alla lavagna anche Lorenzo Pellegrini (5), impalpabile, e Paredes (5), ammonito e sostituito per demeriti. Sugli scudi anche Svilar (7,5), monumentale in 4 occasioni e senza colpe sul gol della Lazio, e Koné (6,5), corsa ed energia da vendere in copertura.

Il derby si sveglia nella ripresa, Soulé risponde a Romagnoli: 1-1

LEGGO (F. BALZANI) – Bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno? Lazio e Roma non si fanno male nel derby e vedono allontanare la Juve e la zona Champions, per la quale ieri sera serviva una vittoria. Al colpo di testa dell’ex Romagnoli ha risposto Soulé con una magia da fuori area che ha permesso a Ranieri di chiudere la sua storia coi derby senza una sconfitta mentre Baroni mantiene il +2 in classifica sui giallorossi.

Un derby teso, tesissimo. Si vede dopo 4′ quando Paredes prende un giallo dopo una manata in faccia a Castellanos, lo emula qualche minuto dopo Zaccagni con un brutto intervento su Celik. Ad avere le migliori occasioni nel primo tempo è la Lazio che trova un grande Svilar: sul colpo di testa ravvicinato di Romangoli e sul tiro violento di Isaksen. La Roma, invece, trova pochi sbocchi e nella ripresa paga subito dazio contro due ex: cross di Luca Pellegrini, testa di Romagnoli. I giallorossi cercano così di rialzare la testa ma sulla capocciata di Mancini ecco il miracolo di Mandas. Ranieri inserisce Shomurodov per dare peso all’attacco. Dopo un tiro di Zaccagni che fa la barba al palo e un colpo di testa di Guendouzi che esalta ancora Svilar, ecco la perla di Soulé. Un sinistro dalla distanza che bacia la traversa e poi passa oltre la linea di porta. Il finale è tutto nervi ma nessuna delle due squadre rinuncia a provarci.

«Mi mancherà il derby e questo stadio, loro hanno avuto più occasioni. Mi tengo questo pareggio», le parole di Ranieri. «Abbiamo dato tutto e creato tanto, a volte ci vuole anche fortuna. Col Bodo voglio la stessa energia», ha dichiarato invece Baroni.

Gioca Manfredonia: “La Roma sta meglio ma con Castellanos sarà un’altra Lazio”

GASPORT – Questa sera alle 20.45 andrà in scena il derby della Capitale, valido per la 32esima giornata di Serie A. L’ex di entrambe le squadre, Lionello Manfredonia, per l’occasione ha rilasciato un’intervista al quotidiano sportivo. Queste le sue parole:

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Qualche laziale le rinfaccia mai il suo trascorso romanista?
“Certo, succede ancora oggi, quando qualcuno mi incontra per strada e mi chiede come ha fatto un laziale a giocare per la Roma. È normale, nella Lazio sono stato 14 anni”.

Ex Lazio ed ex Juventus, come ha fatto a farsi apprezzare dai tifosi giallorossi?
“Con le prestazioni, se giochi bene poi non ti dice più niente nessuno. Ma è stato difficilissimo. Ho cercato di isolarmi e di non cedere alle pressioni”.

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Che gara si aspetta stasera?
“La Lazio viene da una brutta sconfitta, la Roma è in salute. Ma nel derby può succedere di tutto. Spesso lo risolve un giocatore che nessuno si aspetta”

E chi lo può decidere stavolta?
“Nella Roma il più forte è Paredes: grande carattere e personalità. tra i biancocelesti Isaksen, che è in un ottimo momento”.

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Julio Sergio: “Grandi ricordi nei derby, Ranieri mi ha dato tanto”

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – “Il miglior terzo portiere al mondo”. Almeno così lo definiva Spalletti. Ma Julio Sergio è stato molto di più, specialmente sotto la guida di Ranieri. L’ex Roma ha raccontato le emozioni vissute nel derby della Capitale.

Lei è stato protagonista in un derby con un rigore parato. Che ricordi ha?
“Nel primo derby ho fatto l’intervento su Mauri, nel secondo il rigore parato quando eravamo in svantaggio e poi abbiamo vinto. Ricordo che siamo entrati nello spogliatoio, siamo usciti due volte e siamo andati sotto la Curva. Momenti bellissimi”.

Cosa pensò quando Ranieri tolse Totti e De Rossi all’intervallo?
“De Rossi e Totti sono due bandiere, due fuoriclasse. Eravamo sotto e dovevamo vincere per rimanere primi. Sicuramente loro erano dispiaciuti essendo romani e romanisti. Non ci abbiamo fatto caso in quel momento, siamo tornati in campo e abbiamo fatto il nostro”.

A proposito di Ranieri, un suo pregio e un suo difetto?
“Mi ha insegnato a vedere il calcio in un modo più piacevole. Ci mette anima e cuore, è molto bello lavorare con lui. Un’altra cosa positiva per me, anche se altri non la pensano così, è che lui ti parla chiaro in faccia. Non è un politico nel calcio, fa quello che deve fare. Ho grande stima di Ranieri”.

Crede alla qualificazione in Champions League?
“La Roma sta facendo bene, viene da tanti risultati utili consecutivi. Se continua così, può andare in Champions“.

Ha sentito De Rossi dopo l’esonero?
“Sì, ma non abbiamo parlato di questa cosa. Sicuramente lo vado a trovare a Ostia, anche per vedere quello che sta facendo con la sua squadra. Per me sarà un grandissimo allenatore”.

Cosa ha significato la Roma per lei?
“La Roma ha cambiato la mia vita. Quando sono arrivato a 26 anni, avevo vinto due scudetti in Brasile e giocato con grandissimi calciatori. Entrare, però, in uno spogliatoio con gente come Totti, Panucci e Montella è un altro livello. Oggi mi conoscono in tutto il mondo perché ho indossato questa maglia. Poi, questa città mi ha dato tanto, perché i miei figli sono nati lì e mi sono fatto tanti amici. Sono grato per quello che ho vissuto”.

Cosa pensa di Svilar?
“Sta facendo molto bene, è riuscito a mantenere un livello alto e non era scontato. Tecnicamente mi piace, è esplosivo e reattivo. Da giovane aveva già fatto cose importanti, poi ha avuto un periodo dove la giocato meno. Ora, sta riuscendo a esprimere il suo valore. Sono contento per lui e spero possa restare a Roma a lungo”.

Su quale allenatore dovrebbe puntare la Roma?
“Ci sono tanti nomi con caratteristiche completamente differenti. Ad esempio, Guardiola e Simeone sono diversi, ma entrambi vincono. Serve un allenatore che tiri fuori il meglio da questi giocatori, ma ci vuole tempo. Non possiamo chiedere tutto e subito, il calcio non si fa in sei mesi”.

Chi è favorito per il derby?
“La Roma arriva da un percorso più costante, ma in queste partite non conta. In città si respira l’aria di derby per tutta la settimana. Mi auguro che la Roma possa vincere”.

Baldanzi insidia Soulé: tentazione doppio centravanti

IL TEMPO (GAB. TUR.) – E’ il momento della verità. Ranieri ha ancora qualche ora per risolvere gli ultimi dubbi relativi all’undici titolare che stasera (ore 20.45) affronterà la Lazio all’Olimpico. Un derby importante anche per la lotta alla Champions. All’andata Hummels guidò il terzetto difensivo, mentre oggi il tecnico testaccino potrebbe preferirgli Celik spostando Mancini in posizione centrale.

A destra dovrebbe tornare Saelemaekers, a meno che Ranieri non voglia impiegarlo sulla trequarti, con l’inserimento di Rensch da quinto. Cristante, Paredes e Koné si contendono le due maglie in mezzo al campo, mentre sulla trequarti potrebbe rivedersi Pellegrini dall’inizio. Baldanzi è avanti nel ballottaggio con Soulé per far coppia con il capitano della Roma alle spalle di Dovbyk. Resta la tentazione della doppia punta con Shomurodov accanto all’ucraino.

Baroni si nasconde, Ranieri ci riprova

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Il maestro del derby vuole farlo ancora. E ha nel mirino l’ennesimo scherzetto alla Lazio con quel suo atteggiamento sornione rispetto ad un appuntamento così importante. Ranieri è pronto per il suo sesto e ultimo derby di Roma nella lunghissima esperienza da allenatore, che lo ha visto per ben tre volte sedere sulla panchina giallorossa (ma nella seconda non sfidò i biancocelesti). L’ora di dire basta era arrivata già lo scorso anno, ma Sir Claudio non poteva dire di no ai Friedkin con una Roma finita tra le macerie in un paio di mesi dall’inizio della stagione. Ed ecco che si è ricatapultato a Trigoria, realizzando un percorso straordinario nel quale è stato capace di riportare la Roma a lottare per il tanto agognato ritorno in Champions League (manca dal 2018-19). Sulla sua strada si ripresenta nuovamente la Lazio, già battuta a gennaio grazie ai gol di Pellegini e Saelemaekers. Un trionfo che ha lanciato l’incredibile rincorsa e rimonta, dando alla Roma la fiducia per poter tornare in alto.

La sfida di inizio 2025 arrivava a ben quattordici anni di distanza dal precedente derby, sempre disputato a gennaio e l’unico giocato al di fuori della Serie A. Le due squadre si affrontavano negli ottavi di finale di Coppa Italia, con la rete di Simplicio a regalare il 2-1 e il passaggio del turno. In campionato, prima di quello scontro diretto da dentro o fuori, erano stati tre gli acuti della formazione allenata da Ranieri: il primo nel dicembre 2009 deciso da Cassetti; il secondo, nell’aprile 2010, quello che probabilmente è rimasto maggiormente impresso nella memoria dei tifosi, con una rimonta grazie alla doppietta di Vucinic, con la doppia sostituzione di Totti e De Rossi all’intervallo che sembrava folle; il terzo nel novembre 2010, con i due rigori di Borriello e Vucinic. In assoluto il primato di vittorie contro la Lazio appartiene a Capello (7 in 12 partite). Ma mai nessuno ha fatto un filotto di sei successi in sei derby nella storia delle sfide tra biancocelesti e giallorossi. E Ranieri non ha alcuna voglia di “rovinarsi” l’incredibile media.

Il destino giallorosso sulle spalle di Dovbyk

IL TEMPO (L. PES) – Tutto sulle spalle di Dovbyk. Con l’assenza di Dybala e l’incognita sul modulo che Ranieri sceglierà per la stracittadina di questa sera, i fari sono puntati tutti sul centravanti ucraino, reduce da un mese di marzo da protagonista ma senza gol contro la Juve una settimana fa all’Olimpico. Ancora a secco contro le big, non considerando il rigore (fondamentale) messo a segno a Bologna, da quando è arrivato in Italia, il numero undici giallorosso ha l’arduo compito di guidare un reparto offensivo orfano del suo giocatore migliore e che, escluso l’ucraino, ha numeri pessimi in fase realizzativa.

All’andata fu determinante su entrambe le reti della Roma, ma stasera sarà diverso. La lotta con Gila e Romagnoli sarà dura e senza esclusione di colpi, l’attenzione dei biancocelesti su di lui sarà elevata e gli spazi ridotti. Ranieri gli ha consigliato di allenarsi per la lotta greco-romana, e Artem puntualmente sui social ha risposto con una vignetta. Niente scherzi, però, sul campo. Tocca a lui decidere il derby e togliersi lo sfizio di segnare al primo anno in A contro la Lazio proprio come i suoi predecessori Dzeko (in gol all’andata e al ritorno nel 2015-16) e Abraham (doppietta nel 3-0 del 2022). Ora tocca a Dovbyk.

LAZIO-ROMA: le probabili formazioni dei quotidiani. Tornano Celik e Saelemaekers, Pellegrini titolare sulla trequarti

L’attesa è finita: questa sera alle 20:45 Lazio e Roma si sfidano per il derby di ritorno, una partita importantissima non solo per il predominio nella Capitale ma anche (e soprattutto) in ottica Champions League. Per Ranieri pochi dubbi di formazione: davanti a Svilar ci saranno i soliti Mancini e Ndicka, con Celik favorito su Hummels per completare il pacchetto arretrato. Sulle fasce Saelemaekers e Angelino sicuri della titolarità, così come Paredes (con Cristante pronto a insidiare) e Koné. Davanti torna titolare Pellegrini, nella speranza di ripetere la partita dell’andata, insieme a Soulé e Dovbyk.

LE PROBABILI FORMAZIONI DEI PRINCIPALI QUOTIDIANI

GAZZETTA DELLO SPORT – Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; Saelemaekers, Koné, Paredes, Angelino; Soulé, Pellegrini, Dovbyk.

CORRIERE DELLO SPORT – Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; Saelemaekers, Koné, Paredes, Angelino; Soulé, Pellegrini, Dovbyk.

TUTTOSPORT – Svilar; Mancini, Hummels, Ndicka; Saelemaekers, Koné, Paredes, Angelino; Soulé, Pellegrini, Dovbyk.

IL MESSAGGERO – Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; Saelemaekers, Koné, Paredes, Angelino; Soulé, Pellegrini, Dovbyk.

CORRIERE DELLA SERA – Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; Saelemaekers, Koné, Paredes, Angelino; Soulé, El Shaarawy, Dovbyk.

IL TEMPO – Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; Saelemaekers, Koné, Paredes, Angelino; Baldanzi, Pellegrini, Dovbyk.

IL ROMANISTA – Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; Saelemaekers, Cristante, Koné, Angelino; Soulé, Pellegrini, Dovbyk.

Super Dovbyk: Ranieri si affida al bomber ucraino

Il derby non è terra per i centravanti. Almeno per la Roma. Lo racconta la cronaca recente. […] A decidere le ultime stracittadine sono stati altri: Mancini, Pellegrini, Strootman, Kolarov, Pedro, Mkhitaryan e Saelemaekers. Difensori, incursori, mezzepunte. Il numero 9 si è fatto da parte, lasciando spazio a chi arriva da dietro. […] Questa sera tocca di nuovo ad Artem Dovbyk. Il suo primo derby lo ha visto da comparsa di lusso: utile, sì, per il lavoro sporco. Decisivo nell’assistere i compagni di squadra, ma mai veramente pericoloso. […] Per questo Ranieri sta pensando ad una squadra equilibrata, ma offensiva. Per sostenere il suo bomber da 16 gol stagionali alla ricerca del primo gol pesante. Quello ad una big. […] La lotta è serratissima. Solo questa mattina l’allenatore giallorosso scioglierà tutti i dubbi di formazione.

Messa da parte l’ipotesi doppio centravanti, più volte “bocciata” dallo stesso Ranieri per mancanza di alternative a partita in corso, spazio al doppio trequartista. Sono in quattro a giocarsi due maglie. Al primo posto c’è Baldanzi, elogiato da Sir Claudio nella conferenza stampa della vigilia. Subito dietro Soulé, sempre titolare nelle ultime uscite. Un po’ più staccati invece sia il capitano Pellegrini, decisivo nella gara d’andata, che il giovane Pisilli. […] In porta Svilar, linea difensiva formata da Celik a destra, Mancini centrale e Ndicka a sinistra. […] Torna dal primo minuto Saelemaekers sull’out destro, conferma invece per Angelino sul lato opposto. Centrale ci sarà Koné, con Paredes favorito su Cristante. […]

(la Repubblica)