IL PUNTO DEL LUNEDÌ – RAVELLI: “Attacco non all’altezza della Champions” – TRANI: “Davanti situazione allarmante”

Dopo la prima sconfitta in campionato della Roma, a finire sul banco degli imputati è la sterilità offensiva della squadra di Gasperini. “Il tecnico fa un passo indietro: punta su Dybala falso nove, ma forse finisce per confondere i suoi, di sicuro il suo attacco non è all’altezza di una squadra che punta alla Champions”, scrive Arianna Ravelli de La Gazzetta dello Sport. Così invece Ugo Trani sulle colonne del Corriere dello Sport: “L’unica rete – su due – di un attaccante è quella di Soulé a Pisa. E soprattutto non hanno ancora fatto centro in tre partite i centravanti, Ferguson con tre presenze su tre e Dovbyk con due su tre . Situazione al momento allarmante.”


Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.


I. ZAZZARONI – CORRIERE DELLO SPORT

Parto dalle parole pronunciate sabato da Gasperini: «Centro sportivo e pubblico da Champions, sul resto dobbiamo lavorare». Parecchio.  Il resto è una Roma i cui soli dispensatori di qualità si chiamano Paulo Dybala, che ieri ha giocato non bene e solo un tempo da attaccante più o meno centrale e che nelle due precedenti occasioni aveva rappresentato degnamente Enel energia, e – per stessa ammissione dell’allenatore – Lorenzo Pellegrini che la partita col Toro l’ha vista per intero dalla panchina abbracciando e incoraggiando chi di volta in volta usciva dal campo. Ha buoni numeri Mati Soulé, ma non è ancora in grado di prendere per mano una squadra del genere. Il resto è innanzitutto una Roma sotto schiaffo dell’Uefa, come è stato spiegato in tutte le salse e a più voci, pertanto Gasperini deve fare con quello che ha trovato, anche se non è molto. Soprattutto davanti. (…) Non ho dubbi sul fatto che il gruppo lo segua: tutti stanno dando tutto, non c’è un solo giocatore che non si impegni e tenti di rispettare le indicazioni ricevute. Il risultato però non si può considerare all’altezza di una squadra che ha enormi necessità. (…)


U. TRANI – CORRIERE DELLO SPORT

Mai così povero il raccolto di Gasperini nelle prime tre giornate di campionato, almeno da quando viaggia ad alta quota in serie A. Di riferimento, le nove stagioni passate a Bergamo a partire dall’estate 2016. Gian Piero ha sempre fatto meglio che in questa annata. (…) La stagione di mezzo -la quinta, 2020-2021- è stata la migliore e non solo per le realizzazioni. E’ l’unica volta in in cui Gasp ha fatto percorso netto. Tre vittorie nelle prime tre partite, il tris che avrebbe potuto replicare se non avesse steccato contro il Torino dato più significativo, però, non è solo quello del numero delle reti segnate (4, 4 e 5, media di 4,3 a gara). Sono i marcatoti dei tredici gol a fare la differenza con l’attuale percorso in giallorosso. A firmare quelle vittorie furono gli attaccanti (centravanti e trequattisti), addirittura nove (media di tre reti a match): quattro Gomez, due Muriel, poi Pasalie, Zapata e Lammers .Il  paragone con questo inizio è imbarazzante: l’unica rete – su due – di un attaccante è quella di Soulé a Pisa. E soprattutto non hanno ancora fatto centro in tre partite i centravanti, Ferguson con tre presenze su tre e Dovbyk con due su tre . Situazione al momento allarmante. (…)


G. D’UBALDO – CORRIERE DELLO SPORT

La Roma perde la prima partita di campionato, l’ultima sconfitta all’Olimpico arrivò proprio contro l’Atalanta di Gasperini. La squadra giallorossa è rimasta all’asciutto dopo 24 partite consecutive in cui è andata a segno e ha mostrato evidenti problemi di gioco. L’allenatore ha fatto pochi cambiamenti rispetto alle prime due partite vinte e ha confermato anche Wesley, considerato in du-bio fino all’ultimo dopo essere tornato dagli impegni con il Brasile dì Carlo Ancelotti. Wesley lo stakanovista. Aveva giocato la prima partita contro il Cile da titolare, poi il c.t. lo aveva lasciato precauzionalmente a riposo nella seconda gara contro la Bolivia. Era stato ipotizzato inizialmente -un problema al ginocchio, ma giovedì quando è tornato a Roma è stato sottoposto a controlli ed è stato evidenziato solo un sovraccarico alla coscia. Venerdì si è allenato regolarmente con i compagni e sabato ha svolto la rifinitura. Gasperini gli ha dato fiducia e nel-la mediocrità generale è stato uno di quelli che ha fatto vedere qualcosa di positivo. Nel secondo tempo è stato tra i più attivi. Wesley non si ferina mai. Da gennaio ha disputato 38 partite, con il Flamengo ha fatto tutto il campionato brasiliano e poi il mondiale per club, sono quasi dieci mesi che non tira il fiato. A ottobre durante la sosta, è stato programmato per lui un richiamo alla preparazione, per non farlo arrivare a fine stagione conia lingua di fuori. (…)


A. RAVELLI – LA GAZZETTA DELLO SPORT

(…) La Roma cade meritatamente contro un Torino solido, mostrando tutti i suoi deficit davanti. Gasperini fa un passo indietro: punta su Dybala falso nove, ma forse finisce per confondere i suoi, di sicuro il suo attacco non è all’altezza di una squadra che punta alla Champions. (…)


T. DAMASCELLI – IL GIORNALE

(…) Soltanto Gasperini poteva finire incornato dal Toro, la Roma, dopo 24 partite consecutive, non è andata in gol, sarà una coincidenza ma il cammino del tecnico di Grugliasco è arduo, quando arrivano le difficoltà (gestione Dovbyk) le sue reazioni sono bizzarre. (…)


P. CONDO – CORRIERE DELLA SERA

(…) La gara più importante del prossimo turno sarà il derby di Roma, e le due rivali vi arriveranno senza slancio. Le oscillazioni della Lazio, che ha passato l’estate che sappiamo, sembrano destinate a durare. Desta sensazione la sconfitta della Roma perché inverte una tendenza: d’accordo la fornace delle 12.30, d’accordo i nazionali affaticati, ma a perdere il passo di Napoli e Juve è stata una squadra sgonfia, distante dai principi di Gasperini che ha sempre riempito l’area avversaria con molti uomini e invece stavolta, complice la scelta di non schierare centravanti nei primi 45′, ha lasciato le sentinelle granata a governare un deserto. Il Torino sa difendersi, Baroni ha stretto le viti dopo la batosta dall’Inter, e se si esclude il recupero ieri non ha praticamente corso rischi. Una blindatura così, sommata agli spenti attacchi romanisti, costituiva un chiaro innesco per il contropiede: l’inesauribile Simeone — cui manca qualcosa, ma certo ha il cuore di un campione — ha indovinato quello giusto riportando il Toro in linea di galleggiamento, e togliendo alla Roma, con l’imbattibilità, l’illusione di «vedere» già la quadratura del cerchio.


T. CARMELLINI – IL TEMPO

Gasp perde la pr-ma, il Torino vince la prima e il «piccolo» Cholo segna il primo gol con la maglia granata. Primati a parte ai giallorossi resta l’amarezza di una sconfitta che servirà comunque in questo percorso di crescita e farà capire a molti che non basta avere buoni giocatori e un ottimo tecnico per vincere le partite. La Roma è ancora in costruzione, non bisogna avere fretta ma alcuni segnali sono già chiari a partire dalle scelte del tecnico pie-montese che ieri ha ritentato l’operazione Dybala-Soulé. Forse è troppo dire che i due argentini non possono giocare insieme, ma di certo si può affermare che non possono farlo ora: con la squadra ancora in fase di sviluppo. (…)

Dybala stop, ci risiamo: il derby è a rischio

All’Olimpico, la scena è sempre la stessa: ogni volta che Paulo Dybala si ferma, che si porta la mano alla coscia sinistra, lo stadio trattiene il respiro. E successo ancora contro il Torino, in una giornata che doveva servire a dargli minuti e a testare la sua condizione in vista del derby. Gasperini aveva deciso di schierarlo dall’inizio per la prima volta, un segnale forte, un azzardo necessario. Ma il rischio si è trasformato subito in ansia: al 45′, dopo aver calciato una punizione dal limite, la Joya ha chiesto il cambio. Un fastidio muscolare, niente di eclatante a prima vista, ma abbastanza per accendere la solita paura. Dybala resta un giocatore che accende la fantasia dei tifosi e che, allo stesso tempo, li mette sempre davanti a un dubbio: ogni tocco alla gamba può essere un brivido lungo la schiena dei romanisti. (…) La domanda che si ripete tra i tifosi è sempre la stessa: ci sarà domenica? La sensazione è che difficilmente verrà rischiato dall’inizio: più probabile che finisca in panchina, pronto a incidere magari solo per mezz’ora, come è successo con il Bologna o con il Pisa, quando si è acceso nel momento giusto e ha cambiato la partita con una giocata, un dribbling, un passaggio illuminante. Forse questo è il suo destino nella Roma di Gasp: non l’uomo delle partite intere, ma la riserva di lusso, il talento da custodire e usare con cura. (…)

(corsera)

Ma così chi fa gol?

La prima sconfitta della Roma in campionato porta con sé più di un interrogativo. Dopo i successi contro Bologna e Pisa, i giallorossi sono caduti all’Olimpico contro il Torino, fermati da un 1-0 che ha lasciato il segno non soltanto in classifica, ma anche nelle valutazioni sulle scelte di Gian Piero Gasperini. Il tecnico, infatti, ha sorpreso tutti con una formazione inedita e sperimentale, che però non ha dato i frutti sperati. A colpire è stata soprattutto la rinuncia al centravanti. Ferguson, punto di riferimento dell’attacco nelle prime due giornate e reduce da due gol realizzati in Nazionale, è rimasto in panchina, così come El Shaarawy, titolare nelle prime due, e Dovbyk. Al loro posto, Gasperini ha disegnato un tridente leggero, con Dybala e Soulé a supporto di El Aynaoui. Una scelta che non ha dato i frutti sperat. (…) L’idea di un tridente leggero, senza una punta di ruolo, potrà avere sviluppata solo se sostenuta da una maggiore capacità di occupare l’area di rigore. Gasperini dovrà decide-e se insistere su questa via o tornare a soluzioni più collaudate. In teoria ci sarebbe Dovbyk, sul quale però il tecnico ieri è stato duro: «Non era mia intenzione farlo entrare. Voglio vederlo attivo e dinamico in campo, poi dopo lo ripresenteremo». E domenica c’è il derby. «Bisogna pensare al modo di riscattarci. Paradossalmente – ha concluso il tecnico – aver perso col Torino ci costringe ad alzare ancora di più l’attenzione. Abbiamo una settimana dove ci siamo tutti per la prima volta. Dobbiamo lavorare bene per arri-vare nel modo migliore»

Dybala finisce ko, derby a rischio. Cristante: «Noi poco concentrati»

Doveva essere un pomeriggio pieno di joya’ per Paulo Dybala che tornava titolare dopo 6 mesi, ma il destino gli ha riservato un pomeriggio da dimenticare. I 45 minuti col Torino non sono stati da incorniciare, anzi. Parte largo a sinistra poi torna al centro, ma la gabbia di Baroni funziona a meraviglia. Poco prima della fine del primo arriva la doccia fredda. Al 44′ dopo un calcio di punizione sente un dolore alla coscia sinistra, rientra negli spogliatoi e dopo un colloquio con lo staff medico decide di non rientrare in campo per non correre rischi. La prima diagnosi ha evidenziato un risentimento muscolare, ma questa mattina effettuerà un controllo in vista del derby di prossima settimana. Filtra ottimismo, ma Gasperini ha preferito non esporsi e ora attende l’esito degli esami: «Ha avuto un piccolo problema fisico, speriamo non sia niente di grave».  (…) In caso di forfait della Joya, Gasp dovrà trovare delle soluzioni sul lato sinistro dell’attacco. El Shaarawy è in pole, scalpita Pellegrini. Non c’è solamente Dybala nella lista dei giocatori che non hanno brillato contro il Torino. Passi indietro anche per Bryan Cristante che in coppia con Koné non ha replicato le ottime prestazioni delle prime due giornate. Ma il centrocampista pensa già a voltare pagina: «Siamo carichi per domenica, da domani dobbiamo metterci la testa, questa sconfitta non toglie le certezze delle prime due. E una sfida fondamentale per noi e per la città. Non ho mai segnato alla Lazio? Speriamo di trovare il primo gol». (…)

(Il Messaggero)

Gasperini non rinnega le mosse iniziali: «Non volevo dare punti di riferimento»

Prima battuta d’arresto per Gasperini che non centra la terza vittoria su tre partite. La Roma fatica in avanti e la formazione iniziale senza centravanti non dà i frutti sperati. Né Ferguson né Dovbyk dal primo minuto e il tecnico spiega così la sua scelta: «È stata una necessità della settimana. I giocatori sono arrivati dalle na-zionali a giorni alterni, non tutti nelle condizioni migliori. Non volevamo dare punti di riferimento per una difesa a tre, non siamo riusciti però a palleggiare bene. Dybala e Soulé sono stati molto attivi, ma non abbiamo trovato le misure giuste per trovare la supe-riorità numerica». Ferguson è poi entrato nella ripresa senza però incidere e i numeri certificano una prestazione al di sotto delle aspettative: nessun tiro in porta, zero dribbling riusciti e tre duelli aerei persi su cinque. Un passo indietro rispetto alle prime due gare. (…) Nonostante la sconfitta il tecnico non si dispera e prova a guardare il bicchiere mezzo pieno: «Globalmente non abbiamo fatto una brutta partita, abbiamo tenuto il campo e giocato lungo. Possiamo velocizzare, si può saltare qualche passaggio. Ci è mancato lo spunto, il tiro, l’ultimo passaggio. Sono gare in cui bisogna stare attenti a non subire gol perché poi con queste temperature le energie vengono meno e non è facile avere ritmi alti e incontri squadre così bloccate». (…) Tanti i giocatori che hanno offerto una prova sottotono, in particolar modo Koné che non ha replicato le ottime gare con la maglia della Francia ed è stato protagonista in negativo in occasione della rete di Simeone. (…)

(Il Messaggero)

La Roma non c’è: fa festa il Toro

Si capisce subito che non è giornata: Baroni batte ancora Gasperini (0-1) e la Roma perde la grande occasione per restare in testa, almeno come prima sorpresa del campionato. Fa caldo, i giallorssi non hanno energie e non solo per la temperatura. La formazione che Gasp presenta, convince poco. C’è Dybala dal primo minuto, l’uomo che in queste prime giornate – per la sua condizione fisica non ancora ottimale – era stato decisivo partendo dalla panchina, facendo prevalere la propria qualità sulla stanchezza degli avversari; Ferguson è in panchina, lui che energia doveva averne, viste le due reti segnate con la sua nazionale; c’è titolare El Aynaoui, che dall’inizio non s’era mai visto. Ricapitolando: la Roma di Gasp – insolitamente anemica sotto porta, con due gol in tre partite, minimo storico per l’ex tecnico dell’Atalanta – senza un rif-rimento offensivo, e contro una squadra, il Toro, che si è presentata all’Olimpico molto abbottonata, fatica tanto: gira alla larga, tira solo cinque volte in porta. (…) Dybala si fa male calciando una punizione (ahi), la soluzione pensata dal tecnico della Roma – il suo sostituto è Baldanzi, che non regge il confronto. Tommasino ha pure una palla buona, ma la spedisce sulla bandierina: non è lui la soluzione post Paulo, insomma. Ma non è aria per nessuno. Nemmeno per Ferguson, che entra a inizio ripresa e non tira mai in porta. Per Dovbyk non c’è spazio, perché nel frattempo sono entrati Pisilli per Cristante, Celik per Hermoso ed El Shaarawy per Angelino. Proprio il Faraone pensa in grande e prova un tiro al volo, bello da vedere per tecnica e stile, ma fa il solletico a Wibmer, al limite del non giudicabile. C’è lavoro, invece, per Svilar, che salva prima su Aboukhlal e poi su Vlasic. E’ Mile il migliore e questo fa capire il senso della partita. La squadra di Gasp perde e incassa un gol per la prima volta; il Toro, altresì, festeggia il suo primo gol e porta via i primi tre punti. L’Olimpico cade dopo nove mesi abbondanti, era il 2 dicembre del 2024, si giocava in casa contro l’Atalanta di Gasperini: da quella sera, in casa, sono arrivate undici vittorie e tre pareggi (compreso il derby giocato in casa della Lazio) e, appunto, una sconfitta, quella di ieri. (…)

Roma dal gol proibito: le manovre di Gasp non hanno funzionato

Mal di gol. Non basta la cura Gasperini per scavalcare la difesarecinto del Torino, primo gradino mancato dai giallorossi – sconfitti 0-1 in casa -nell’arrampicata verso la zona Champions. A tre giornate dall’inizio del campionato, il tabellino sentenzia in modo prevedibile un problema sbandierato dallo stesso allenatore nel corso di tutta la preparazione: mancano i gol (solo due tra Bologna, Pisa e Torino) perché mancano gli attaccanti. Per lo meno quelli che voleva Gasperini, costretto a lavorare senza l’ala sinistra (prima Echeverri, poi Sancho e ancora George) desiderata e senza il centravanti (prima Krstovic, poi Gimenez) che aveva indicato per sostituire Dovbyk. Il risultato di un «mercato dove mi aspettavo qualcosa in più, soprattutto in attacco» (parole del tecnico dopo la fi-e delle trattative) si vede in campo, dove ha schierato una formazione rammendata proprio nel reparto dove, per tutta l’estate, ha cercato gli assist dalla società, ottenendo poche risposte concrete. (…) Ferguson ha giocato, senza brillare, solo il secondo tempo. «I giocatori sono arrivati dalle Nazionali a giorni alterni, non tutti nelle condizioni migliori», spiega Gasperini quando gli chiedono perché abbia schierato Dybala centravanti. Non proprio a suo agio, l’argentino, che ha rimediato un altro infortunio: «Ha avuto un piccolo risentimento alla coscia e ha dovuto fermarsi. Speriamo non sia niente di grave», dice il tecnico. La priorità è recuperarlo per il derby, in programma domenica 21 alle 12.30. Perché mancano le alternative: in quella zona Baldanzi non ha convinto. Gasperini, dai subentrati, vorrebbe un atteggiamento diverso, più incisivo. Aspettando il ritorno di Bailey, out fino a fine mese. (…)

(La Repubblica)

Gasp resta a secco: “Roma troppo lenta e prevedibile”. Allarme Dybala

L’occasione era ghiotta, non solo per poter continuare a veleggiare in vetta alla classifica insieme a Juventus e Napoli ma anche per festeggiare al meglio i cento giorni dall’annuncio del suo sbarco in giallorosso. Ed invece Gian Piero Gasperini deve masticare amaro, incassare la sua prima sconfitta romana e voltare subito pagina. Perché all’orizzonte – domenica prossima – c’è il derby e dopo il passo falso di ieri contro il Torino sarebbe delittuoso commetterne subito un altro. Ieri, insomma, li Roma ha girato a scartamento ridotto, con un motore impantanato, che sembrava spesso posizionato sul folle. Sarà stato il caldo, la sosta per le nazionali o un gioco che fatica ancora a decollare. Soprattutto dal punto di vista della produzione offensiva, visto che in tre partite ufficiali la Roma ha segnato la miseria di due reti. (…) La mossa a sorpresa di ieri di Gasperini è stata quella di partire senza centra-vanti, con Dybala prima largo a sinistra e poi un po’ più centrale. «È stata anche una necessità, vi-to che tanti giocatori sono tor-nati dalle nazionali a giorni alter-ni – continua Gasp – Ma era una situazione che poteva starci, visto che in questo modo non davamo riferimenti alla loro difesa a tre. Con un centrocampista in più, poi, potevamo anche palleggiare meglio. Il problema è che non ci siamo riusciti». E che Dybala a fine primo tempo ha alzato bandiera bianca, chiedendo il cambio per un risentimento muscolare alla coscia sinistra.  (…) A prescindere dalla sfida contro la Lazio, per Gasperini sarà fondamentale non perderlo per molto tempo.  Già, perché la gara di domenica sarà è già un primo piccolo grande spartiacque per l’allenatore della Roma. Vincere il derby vorrebbe dire cancellare il Torino e tornare a vivere sulle ali dell’entusiasmo. Perderlo, viceversa, potrebbe portare i giallorossi in un piccolo buco nero. (…)

(gasport)

Dybala torna ma non brilla: derby a rischio per la Joya

IL TEMPO (GAB. TUR.) – L’ennesimo stop. Nella sconfitta di ieri della Roma all’Olimpico contro il Torino, Paulo Dybala ha rimediato un piccolo fastidio muscolare alla coscia sinistra, l’ultimo di una lunga lista di problemi nella sua esperienza nella Capitale. L’argentino ha ritrovato la titolarità per la prima volta dal 13 marzo – Athletic-Roma di Europa League – ma la sua partita è finita dopo quarantacinque minuti. «Dybala ha accusato un risentimento alla coscia quando ha calciato una punizione e poi si è fermato. Vedremo domani (oggi, ndr), ma la sensazione è che sia una questione di giorni e non di più per recuperarlo», ha spiegato Gasperini in conferenza stampa dopo il triplice fischio. Il quadro, dunque, sarà più chiaro nella giornata odierna, quando la Joya si sottoporrà agli esami strumentali per capire l’entità del problema. Il tecnico di Grugliasco ha deciso di schierarlo in attacco insieme a Soulé – con El Aynaoui alle loro spalle – ma le risposte non sono state convincenti. Neanche quando l’allenatore giallorosso l’ha impiegato in posizione di centravanti di movimento. Non è riuscito a sprigionare il proprio talento, a dialogare con Soulé e a trovare una conclusione che potes-se mettere seriamente in difficoltà Israel. Un passo indietro importante rispetto alle precedenti uscite, nonostante la Joya abbia avuto due settimane piene – grazie alla sosta per le nazionali – per lavorare con Gasperini e migliorare la propria condizione. Il suo ingresso in campo con il Pisa ad inizio secondo tempo aveva fatto cambiare passo alla Roma, capace di trovare il gol vittoria grazie ad un’azione avviata proprio dall’argentino. In una partita bloccata come quella contro il Torino, dove serviva tutta la sua fantasia, Dybala si è fermato nel momento del bisogno. A Roma, però, non si tratta di una novità. Analizzando il rendimento nei tre anni trascorsi nella Capitale, il numero ventuno giallorosso ha raccolto soltanto il 50% dei minuti a disposizione. Nella scorsa stagione, la Joya ha alzato bandiera bianca a metà marzo per via della lesione del tendine semitendinoso della coscia sinistra. Anche quest’estate si è fermato un paio di settimane, saltando una parte importante del ritiro con Gasperini. IL problema, questa volta, non sembra essere troppo serio, ma la sua presenza nel derby è tutt’altro che scontata. È ancora lontano il recupero di Bailey. L’attaccante giamaicano non sarà disponibile per la sfida di domenica con la Lazio e rischia anche di non essere convocato per l’esordio in Europa League con il Nizza.

Baroni bestia nera per Gasp. Cade l’imbattibilità casalinga

IL TEMPO – Contro Baroni non si passa. Due anni fa l’ultima vittoria di Gasperini contro il tecnico toscano che ieri all’Olimpico ha anche interrotto la striscia positiva della Roma che non perdeva dallo scorso 2 dicembre proprio contro l’Atalanta di Gasp che aveva interrotto la serie positiva anche lo scorso maggio. Lo scorso anno, sulla panchina della Lazio, Baroni aveva battuto il tecnico di Grugliasco a Bergamo dopo il pari dell’Olimpico mentre due stagioni fa col Verona strappò un pari in casa nerazzurra dopo il ko del settembre 2023 deciso da Koopmeiners. Non è bastata l’idea di provare a sorprendere senza centravanti in un’amara domenica per i colori giallorossi.