IL ROMANISTA (A. DI CARLO) – Dal cuore nevralgico dei Paesi Baschi alla parte più chic della Francia, da Bilbao e Nizza il viaggio non è così breve eppure il tour europeo dei giallorossi riparte da qui. Con il dispiacere ancora vivo di quella notte amara ma con l’entusiasmo (post derby) di iniziare a scrivere un capitolo completamente diverso. Cercherà di farlo la Roma di Gian Piero Gasperini all’interno dell’Allianz Riviera, l’Olimpico locale. Una sorta di navicella spaziale, con una copertura avveniristica, che appare dal nulla dalla strada che collega l’aeroporto al centro cittadino. Saranno oltre 1700 (1762 per l’esattezza) i tifosi giallorossi pronti a sostenere la squadra in questa prima trasferta europea. (…) Presso il meeting point i tifosi giallorossi dovranno scambiare il proprio voucher con un biglietto cartaceo valido per l’accesso al settore ospiti dell’Allianz Riviera. I settori dedicati ai tifosi romanisti sono situati nell’angolo Nord Est dello Stadio (SETTORI C1-C2-C3). Dentro poi toccherà a loro farsi sentire.
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La rabbia, l’orgoglio e l’isola che ci sarà
IL ROMANISTA (D. LO MONACO) – La rabbia, dissimulata bene in una chiacchierata che ha poi toccato diversi altri temi, e l’orgoglio, per quel riconoscimento arrivato in maniera probabilmente inattesa. Se dovessimo sintetizzare i concetti espressi ieri sera da Gian Piero Gasperini, nei venti minuti di conferenza stampa nella pancia dell’Allianz Riviera di Nizza, lo faremmo così, scomodando la memoria di Oriana Fallaci e riportando la questione ai due temi che ci sembra opportuno evidenziare maggiormente. (…) Questo tema l’aveva sollevato già De Rossi, come se fosse insito nel Dna di una squadra così caratterizzata negli anni passati (soprattutto nella gestione Mourinho) a difendere vantaggi risicati tirando su il ponte levatoio e mettendosi compatti a difesa del fortino. Non andava bene ieri a De Rossi questo atteggiamento, non va bene oggi a Gasperini. (…) La Roma dovrà perdere questo vizio di abbassarsi a difesa del vantaggio. Correrà qualche rischio in più, ma la posta in palio è particolarmente ricca. L’orgoglio è quello invece che ha tirato fuori l’allenatore quando gli abbiamo riferito del bel complimento che gli aveva rivolto in mattinata Franck Haise, il tecnico del Nizza, quando aveva confidato di essersi ispirato a Gasp dopo averlo studiato per anni. (…) La direzione è chiara, il percorso per arrivarci potrà essere più o meno tortuoso, ma non si può più sbandare. Seconda stella a destra, quello è il cammino.
Gasperini, lo stupore e il cambiamento
A chi non è mai capitato, in un fumetto, di leggere l’esclamazione «gasp». Vale stupore, uno stupore non sempre positivo, quasi una paura, un affanno, un sobbalzo. E invece gasp va riscritto, Gasp a Roma in questi giorni è un altro stupore, un altro sapore. Un’esclamazione di pura soddisfazione, e il derby vinto tre giorni fa c’entra fino a un certo punto. Oggi la Roma debutta in Europa League a Nizza: la promenade des anglais, mezza città che ancora fa il bagno, un po’ di sano turnover in agenda e il rischio dell’euforia post derby. E la partita numero 5 del tecnico sulla sua nuova panchina. Occhio al numero:14 anni e tre giorni fa, alla prima esperienza in una grande piazza, proprio alla quinta uscita Moratti gli tolse dalle mani l’Inter. (…) Con l’Inter non arretrò mai di un centimetro, né con la società, né con lo spogliatoio, con i tifosi per la verità neppure ebbe il tempo di provare a capire e a capirsi. Il Gasp di oggi ha cambiato il suo menu. E non solo, poi l’ha pure dichiarato: «Devo uscire dalla mia comfort zone». Che vale un rischio doppio, perché ci sono dei furboni in giro che cambiano strada ma non lo dicono. Gasp s’è messo in gioco. Il mercato non gli ha dato gli attaccanti che voleva, almeno altri due, un centravanti e un simil Lookman. Si sarebbe potuto arroccare sulle sue posizioni, tutto sommato comodamente. E invece ha cambiato modulo, ha recuperato (Pellegrini) e recupererà giocatori (Dovbyk il prossimo), ha promosso persino Gollini (con cui litigò a Bergamo) a vice Svilar. (…) Gasp lo sa. Cambiare si può. Senza snaturarsi, senza tradire i principi che lui stesso ricorda: «Perché la verità è che una volta fatto il vantaggio arretriamo troppo, c’è eccessiva prudenza». (…)
(corsera
Fuori per un mese, Dybala e Bailey tornano con l’Inter
Non arrivano buone notizie sul capitolo infortunati. Ad annunciarlo è stato lo stesso Gasperini in conferenza: «Sia per Dybala sia per Bailey se ne parla dopo la sosta». Dunque, stop decisamente più lunghi del previsto. Per la Joya si era parlato di un infortunio (rimediato contro il Torino) che lo avrebbe tenuto fuori per due partite, dunque fino al match con il Verona. Per Bailey, invece, il rientro inizialmente era programmato per la fine di questa settimana. A conti fatti, i due saranno out almeno in gare ufficiali per un altro mese circa (…)
(corsera
Gasp, via al turn over nell’esordio europeo: “Ho bisogno di tutti”
È uno stimolo cercare di fare sempre qualcosa di meglio». Da qui riparte Gian Piero Gasperini alla vigilia di Nizza-Roma (sta-sera, ore 21), primo giro d’Europa dei giallorossi: tre mesi di lavoro alle spalle, «abbiamo fatto delle buone gare», una fisionomia già riconoscibile — «la squadra ha una sua identità» — e la richiesta, implicita ed esplicita, di alzare ancora l’asticella: «Globalmente credo che fino adesso abbiamo fatto un buon percorso». Il derby è già acqua passata, all’interno di un calendario fitto in cui da adesso, si inserirà anche l’Europa. La crescita passa anche dai singoli, a partire da chi ha deciso la stracittadina domenica scorsa: «Pellegrini è stato sempre considerato giustamente un giocatore di grande qualità tecniche, credo che abbia dei margini per diventare un calciatore di alto livello. Tutto parte dalla testa, deve anche poter credere di poter partecipare alla fase difensiva». (…) Gasp poi lascia il solito velo sul numero 9, nonostante, implicitamente, spieghi che c’è una ge-archia: «Dovbyk è un’alternativa a Ferguson. Nell’ultimo allenamento hanno fatto entrambi molto bene, vediamo. Ma la mia idea è quella di cercare di allargare un po’ la rosa e avere più possibilità di rotazioni». Tradotto: si sperimenta anche quando i punti pesano. (…) L’Europa impone misura e pragmatismo, nonostante la Roma ormai abbia un profilo da 5 semifinali europee in 8 anni: «Rispetto a qualche anno fa le squadre cambiano e sono molto diverse. Questa è una squadra che sta cercando di costruirsi e non credo sia possibile oggi dire che la Roma sia favorita o prevedere cosa possa fare in campionato». (…) Gasp torna sui pochi gol (3 in 4 partite): «Più che una difficoltà offensiva, la Roma ha una difficoltà quando va in vantaggio: difende l’1-0 piuttosto che cercare il secondo gol. Cambia scheda e gioca in maniera diversa e subisce». Un registro da cambiare, per avere la Roma che Gasperini immagina: identità chiara, concorrenza alta, margini di crescita.
(La Repubblica)
Roma e Bologna: l’Italia tifa per voi
Era il torneo degli italiani: si chiamava Coppa Uefa e tra il 1989 e il 1999 la vincemmo otto volte con quattro squadre diverse (Napoli, Inter, Juve, Parma) piazzando pure sei finaliste. Dominio assoluto. La Serie A era il campionato di riferimento in Europa e, con un solo club ammesso alla Coppa dei Campioni fino a11997, il secondo torneo continentale rappresentava lo specchio del movimento visto il numero maggiore di partecipanti. Poi l’età dell’oro è finita e dal 2000 l’Europa League (nuova denominazione, nuovo formato, fascino minore a causa dell’espansione della Champions, ma sempre piena di trappole) è stata una questione tra spagnole (dodici trionfi con quattro squadre diverse) e inglesi (cinque titoli e sei finaliste) con briciole lasciate a portoghesi, russi, ucraini, olandesi, tedeschi. Nel 2024, finalmente, l’Atalanta di Gian Piero Gasperini ha spezzato l’incantesimo. Oggi scatta la nuova edizione della coppa ed è benaugurante che questo tecnico dalla visione così moderna ed europea possa puntare il trofeo alla guida della squadra che, Atalanta a parte, è stata la più vicina a conquistarlo di recente. La Roma ha perso la finale nel 2023 (e il dispiacere per quei rigori sbagliati contro il Siviglia è ampliato dal ricordo degli scempi di Taylor) e la semifinale nel 2024 con il Bayer Leverkusen, poi triturato dalla Gasp-band. Considerando anche il successo nella Conference League del 2022 e la bella abitudine dei giallorossi a esaltarsi nelle notti europee (ci sono anche le semifinali di Champions nel 2018 e di Europa League nel 2021), non si può non considerare la Roma una delle favorite del torneo che si chiuderà a Istanbul il maggio 2026. (…) Gasp si sta adeguando pur senza derogare dai principi fondamentali che l’hanno portato a violare Anfield, tanto per fare un esempio. Ma è un ottimo segnale la capacità di vincere subendo un gol in meno degli avversari piuttosto che segnandone uno in più. E’ l’evoluzione del corto muso, lo sfruttamento migliore delle risorse in attesa di incidere di più dalla metà campo in su. (…) Rispetto agli ultimi anni non ci sono avversari nettamente superiori sulla carta. La Spagna schiera il Betis (finalista in Conference pochi mesi fa) e il Celta Vigo (che dal 2007 in poi ha vissuto l’atmosfera internazionale solo nel 2016-17). L’Inghilterra affida le sue ambizioni ad Aston Villa (già in crisi in Premier) e Nottingham Forest (partenza lenta), squadre dal nobile passato con la Coppa dei Campioni in bacheca ma dal presente da scoprire. Il Porto di Farioli, lo Stoccarda, il Fenerbahce, il Lione e il Lilla fanno parte delle teoriche teste di serie, qualche sorpresa sbucherà e tra queste potrebbe esserci anche il Bologna di Italiano. (…)
(gasport)
Dubbi sulle fasce. A centrocampo riecco El Aynaoui
Due sostanzialmente i dubbi di Gasperini: chi schierare a destra tra Wesley e Rensch e chi come trequartista sinistro tra El Shaarawy e Pellegrini. Sulla fascia Wesley è tornato a disposizione dopo la gastroenterite che lo ha costretto a saltare il derby. Rensch però contro la Lazio è andato molto bene e ha recuperato posizioni nella considerazione del tecnico. Davanti EI Shaarawy dovrebbe ritrovare la maglia da titolare. (…) In mezzo, EI Aynaoui dovrebbe prendere il posto di Cristante, tornando anche lui a giocare dal via dopo la partita non fortunata contro il Torino. (…)
(gasport)
Il problema sono i gol. Stasera tocca a Dovbyk accendere l’attacco
Lo aveva ripetuto domenica subito dopo il derby e ci è tornato su anche ieri, prima della sfida di Nizza. La priorità di Gian Piero Gasperini adesso è soprattutto quella di rendere più competitiva la rosa, di recuperare giocatori e di allargare le rotazioni. Soprattutto in attacco, dove la Roma in questo inizio di stagione ha segnato appena tre reti in 4 partite. Francamente poche, soprattutto per una squadra di Gasp, che è abituato di solito a segnare tanti gol, a volte anche caterve di reti. Ed allora oggi a Nizza dovrebbe esserci la grande novità, con il lancio di Dovbyk dal primo minuto, coadiuvato a destra da Soulé (oramai una certezza) ed a sinistra tra uno tra El Shaarawy (favorito) o Pellegrini. (…) Ma Gasp stavolta si aspetta qualcosa di diverso so-prattutto dal terminale offensivo, Dovbyk o Ferguson che sia. «Dovbyk è un’alternativa a Ferguson, ma la mia idea ora è quella di allargare la rosa e avere più possibilità di rotazioni», ha detto ancora il tecnico. «Questo mi porta a fare delle prove in partite che comunque che sono molto importanti. Sicuramente in questo periodo si è creato un nucleo di giocatori solidi e con un rendimento efficace. Ma è anche vero che prima o poi dobbiamo cercare di avere più sicurezza anche in altri giocatori per poter affrontare così tante partite». Anche perché Ferguson non segna un gol con la maglia di un club oramai da 333 giorni, praticamente quasi un anno intero. E Dovbyk sembra piombato in una crisi di fiducia senza fine, dove le motivazioni difettano un po’ come gli stimoli. Gasperini sta cer-cando di stimolarlo, di pungolarlo spesso anche in allenamento, di fargli tornare quella cattiveria agonistica che a Roma finora non si è mai vista. Anche perché se i centravanti non dovessero iniziare a segnare, allora diventerebbe dura davvero andare avanti così fmo a gennaio. (…)
(gasport)
Dybala e Bailey dopo la sosta
IL TEMPO (F. BIAFORA) – Una doppia cattiva notizia dall’infermeria di Trigoria. «Dybala e Bailey torneranno dopo la sosta». A dare un aggiornamento sulle condizioni dei due infortunati è stato direttamente Gasperini alla vigilia del match contro il Nizza, fissando tempi più lunghi rispetto a quanto comunicato inizialmente dai bollettini medici. L’ argentino all’intervallo della partita contro il Torino aveva dovuto alzare bandiera bianca a causa di un problema alla. coscia. Gli esami avevano fatto emergere una lesione muscolare di basso grado alla gamba sinistra, fissando il recupero ad un paio di settimane. Nelle scorse ore Dybala si è sottoposto ad altri controlli per verificare lo stato di guarigione del muscolo e i medici, dopo l’ecografia, hanno dato il via libera al rientro in campo per sedute individuali. L’obiettivo della Joya a metà giornata era quello di strappare almeno una convocazione simbolica col Verona, ma le parole di Gasp sono state abbastanza nette. L’appuntamento, a meno di colpi di scena, è alla partita contro l’Inter del 18 ottobre all’Olimpico, dopo la sosta. Stessa situazione per Bailey, che ancora non ha neanche iniziato il lavoro individuale sul campo. Il giamaicano si era fatto male al termine della prima seduta a Trigoria, rimediando una lesione miotendinea del retto femorale destro con tempi di guarigione fissati ad un mese. In realtà ce ne vorranno praticamente due (lo stop risale al 20 agosto).
Chance Dovbyk. C’è Tsimikas. Torna EISha
IL TEMPO (G. TUR.) – Le notti europee hanno dato grandi soddisfazioni ai giallorossi negli ultimi anni e, stasera, la Roma affronterà il Nizza al’Allianz Riviera. La squadra giallorossa è reduce dalle fatiche del derby e di conseguenza, Gasperini valuta alcuni cambi di formazione. Dovrebbe essere ancora Celik, però, a completare il terzetto difensivo con Mancini e N’Dicka. Più difficile, invece, l’impiego di Ghilardi dal primo minuto. Hermoso è tornato ad allenarsi in gruppo, ma non è ancora al 100% della condizione. A sinistra Tsimikas farà tirare il fiato ad Angelino, mentre sul lato opposto è aperto il ballottaggio tra Rensch e Wesley. Il brasiliano torna tra i convocati dopo aver saltato il derby per i problemi gastrointestinali. Nuova opportunità dall’inizio per El Aynaoui, dopo la prova poco convincente con il Torino. Gasp dovrà scegliere chi far riposare tra Cristante e Koné, col francese avanti. Dopo i novanta minuti in panchina nel derby, El Shaarawy si candida ad una maglia sulla trequarti con Soulé, sullo sfondo Pellegrini. Quella col Nizza potrebbe essere la prima presenza da titolare per Dovbyk. Il centravanti ucraino si gioca il posto con Ferguson -ancora a secco di gol con la maglia della Roma – ma è avanti nel ballottaggio.