IL PUNTO DEL LUNEDÌ – ZAZZARONI: “Pellegrini è stato il momento di fuga dalla mediocrità del derby” – RAVELLI: “La Roma è la squadra che ha assimilato meglio le indicazioni del nuovo allenatore”

La Roma vince il Derby della Capitale e batte 0-1 la Lazio grazie alla rete di Lorenzo Pellegrini, autore del suo quarto gol in carriera contro i biancocelesti. Con questo successo gli uomini di Gian Piero Gasperini riscattano la sconfitta contro il Torino e salgono a quota 9 punti dopo 4 giornate di campionato. Ivan Zazzaroni pubblica sul Corriere dello Sport alcuni messaggi scambiati su WhatsApp con il numero 7 ed esalta la prestazione del centrocampista: “Dentro un derby privo di superiorità evidenti, Lorenzo è stato il momento di fuga dalla mediocrità”. Arianna Ravelli de La Gazzetta dello Sport punta sulla Roma: “È in piena corsa per un posto in Champions e tra le squadre che hanno cambiato allenatore è quella che sembra aver meglio assimilato le nuove indicazioni tecniche”.


Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.


A. RAVELLI – LA GAZZETTA DELLO SPORT

[…] Per quanto mostrato finora dietro i campioni d’Italia al momento c’è un quartetto imperfetto. Con la Roma che, dopo il ko con il Toro, è gasata dal derby, in piena corsa per un posto in Champions e, contrariamente alle previsioni, tra le squadre che hanno cambiato allenatore è quella che sembra aver meglio assimilato le nuove indicazioni tecniche. […]


I. ZAZZARONI – CORRIERE DELLO SPORT

Mi sono appassionato alla storia del “ripudiato speciale” perché ho sempre considerato il protagonista, Lorenzo Pellegrini, un signor giocatore, di tecnica e visione, oltre che un ragazzo perbene, sensibile e per questo meritevole di attenzione. […]

A gennaio Lorenzo rifiutò il trasferimento al Napoli e mesi dopo, tra giugno e luglio, è stato dato per disperso. Rinnovo negato, nessuna offerta, ombre sul futuro, molte cattiverie sul suo infortunio e addirittura l’intervento di Gasperini, arrivato a chiedere a un paio di intermediari di sondare il mercato per vedere di piazzarlo. Giusto un interessamento del West Ham. E siamo a inizio agosto. Whatsapping. Il 5 ipotizzo che questa possa e debba soprattutto essere la stagione delle riconquiste. Lorenzo mi risponde così: «È già tutto scritto. Sarà un grande anno. Spacco il c… a tutti». E aggiunge: «Voglio solo stare bene e mettermi a disposizione del mister. Sto lavorando tantissimo. Sto carico. […] Io adesso penso solo a stare bene perché alla fine sono i numeri, è il campo che parla…. SEMPRE. Poi quel che sarà sarà, ma secondo me sarà un anno fantastico». Il mio stupore è aumentato dopo le dichiarazioni di Gasperini del 22 agosto. Parole durissime, quasi definitive. Lorenzo sofferente ma imperturbabile: «Uno schiaffo fa male, quando non te lo aspetti, questa si chiama verità e il mister ha fatto bene a dirla… la verità». […]

Lorenzo Pellegrini, 29 anni, la metà dei quali nella Roma, non ha avuto dubbi e ha scelto di continuare a lottare. Ha prevalso l’autostima. Che viene dal sentirsi come se tu avessi il controllo sugli eventi, e non che gli eventi abbiano il controllo su di te. L’ha detto Tim Robbins, sono parole che descrivono perfettamente il Signor Derby il quale non riparte dal gol alla Lazio per guadagnarsi un nuovo contratto: è perfettamente consapevole della sua precarietà. […] Dentro un derby privo di superiorità evidenti, Lorenzo è stato il momento di fuga dalla mediocrità.


G. D’UBALDO – CORRIERE DELLO SPORT

[…] Il nuovo allenatore, per ripartire dopo il passo falso contro il Torino, ha avuto il merito di puntare anche sull’altra Roma, sui giocatori che sono fuori dal blocco dei titolari e che hanno saputo dare il loro contributo. Non solo Pellegrini. Perché in assenza di Wesley ha promosso titolare per la prima volta in questa stagione Rensch, che è stato uno dei migliori in campo, dando anche il via all’azione del gol. Senza Hermoso ha rilanciato Celik, che ha fatto la guardia su Zaccagni con poche sbavature. […]

Dovbyk deve ancora migliorare, ma in attesa dei gol è utile quando c’è da fare a sportellate; Baldanzi è leggerino, ma negli spazi stretti sa saltare l’uomo; Pisilli ha dato il cambio a Pellegrini in una staffetta tutta romana; El Aynaoui è un giocatore duttile, che può ricoprire più ruoli e infine c’è stato l’esordio di Tsimikas, l’alternativa ad Angeliño che mancava.

Gasperini non ha la rosa che avrebbe voluto, non è arrivato l’attaccante esterno a sinistra che ha aspettato fino all’ultimo giorno di mercato. Non ha nascosto la sua delusione, ma si è messo a lavorare sodo. Con il lavoro può far crescere i giocatori che ha a disposizione. Che non sono campioni, ma professionisti che si applicano e che seguono l’allenatore. […]

La stagione è lunga e da questa settimana comincia il turnover. Mercoledì la Roma debutta in Europa League a Nizza. Ci sarà bisogno di tutti per raggiungere i traguardi sperati. […]


U. TRANI – CORRIERE DELLO SPORT

I numeri, al momento, hanno la priorità sui comportamenti per la Roma di questo inizio di stagione. E leggendoli, prima ancora di analizzarli in ogni match dei quattro fin qui giocati, è più che evidente come Gasperini stia mostrando l’altra faccia della sua idea di calcio. Allo specchio forse nemmeno lui si riconosce. […] Gian Piero avrebbe voluto fare lo stesso nell’avventura in giallorosso. Non è stato possibile e ne ha subito preso atto. […]

Tre reti e tre vittorie, sempre con lo stesso punteggio: 1-0. Svilar che in tre partire su quattro rimane imbattuto, arricchendo la striscia entusiasmante della scorsa stagione. Tre gol per nove punti – su dodici a disposizione – per prendere quota in classifica, “costretto” ad accontentarsi della media di meno di una rete a partita.

Gasperini porge, insomma, l’altra guancia. Senza cadere, però. E’ successo solo contro il Torino all’Olimpico. Gian Piero, dunque, ottiene il massimo con il minimo. […] Cerca altre soluzioni offensive. Ma intanto va a dama al suo primo derby nella Capitale. Non aveva mai vinto al debutto. Ko con l’Inter e pari con il Genoa.


P. CONDÒ – CORRIERE DELLA SERA

In attesa che il Napoli provi a dare la sgasata per andarsene da solo – stasera col Pisa ne ha l’opportunità – il Milan ha accelerato in tutto, dal gioco ai gol, la Roma è uscita a braccia alzate dalla trappola del derby, l’Atalanta ha pasteggiato come ai vecchi tempi sui languori del Torino e la Juventus ha perso i primi punti in corrispondenza della Champions. […] Siccome Allegri e Gasperini avevano già perso colpi, la frenata di Tudor rientra nella fisiologia delle squadre in costruzione. […] La Roma deve aggiungere punch al suo flebile attacco, ma intanto il terzo 1-0 la tiene in quota. […]

Se Milan, Roma e Atalanta hanno compattato la classifica in alto, e l’Inter ha avviato la risalita, ci sono squadre che osservano angosciate la graduatoria allungarsi. Nel finale del derby la Lazio ha sfiorato il pari con l’ansia di chi teme il contraccolpo ambientale, ma ragionando di calcio la mancanza di sangue fresco la sta facendo avvizzire. Rischia di diventare un caso di scuola: al di là dei rinforzi tecnici, il mercato porta concorrenza, curiosità, nuove idee. Lo stop forzato ha reso la Lazio una casa con le finestre sbarrate e l’aria viziata come testimoniato dalle due espulsioni. […]


T. CARMELLINI – IL TEMPO

“Conta solo vincerla”. Il diktat di Gasperini alla vigilia della sua prima stracittadina della Capitale risuona come un mantra al termine dei novantasei minuti giocati in un caldo infernale ieri all’Olimpico. La Roma ha vinto sì il derby contro la Lazio ma le sensazioni complessive non sono di certo esaltanti per una squadra immaginala per correre in «alto». Ma era il derby, una sfida in grado di far saltare tutti i pronostici e che vale molto più dei tre punti che si agguantano in classifica.

Primo tempo più Lazio che Roma ma al primo errore i biancocelesti vengono puniti
dall’ex capitano giallorosso ripescato a sorpresa dal Gasp. Secondo tempo più Roma che Lazio ma quando alla squadra di Sarri capita la stessa occasione, su un errore clamoroso di Mancini, Dia la spara in Curva. La differenza è tutta lì? Forse no, ma si potrebbe sintetizzare così questa sfida animatissima condizionata come sempre dalla paura di perderla, dalla tensione e probabilmente dalle grandi aspettative della vigilia: e stavolta nemmeno tanto «cattiva». Già, perché fino a dieci minuti dalla fine l’arbitro Sozza aveva tenuto i cartellini tasca, però nel finale la tensione è salita: prima il giallo a Ndicka (82), poi tre minuti dopo il rosso a Belahyane per «un grave fallo di gioco». Quindi l’espulsione a tempo scaduto di Guendouzi per proteste: è volata qualche parola di troppo tra il francese e il fischietto di Seregno.

Alla fine la Roma ride, la Lazio piange, soprattutto perché è rimasta in partita anche dopo aver incassato il gol letale e alla fine è andata vicinissima al pareggio negato solo dal palo alla sinistra di Svilar: peccato perché Cataldi, entrato nella ripresa per l’infortunato Rovella, ben oltre il novantesimo, aveva fatto tutto bene e inchiodato il portiere giallorosso.

Ora la situazione biancoceleste si complica, perché tre punti dopo quattro partite sono troppo pochi anche per una squadra che non ha fatto mercato come la Lazio «bloccata» dall’indice di liquidità. E Sarri lunedì sera a Marassi contro il Genoa avrà i giocatori contati e un centrocampo tutto da inventare: complice anche la squalifica di Guendouzi. Starà alla capacità del toscano e alla voglia di questo gruppo trovare la forza per rialzarsi e tornare a correre.

Dall’altra parte Gasperini &Co. ripartono all’inseguimento delle prime dopo lo scampato pericolo della stracittadina: una partita nella quale alla vigilia avevano solo da perdere. Ma e andata bene e la «riscoperta» di Pellegrini consegna un’arma in più al tecnico premiato dall’azzardo di mettere in campo un giocatore del quale che aveva pubblicamente detto di poter fare a meno. Lui, l’ex capitano, lo ha ripagato e la Sud ha fatto il resto: «Bentornato capitano».

Infine il pubblico: stavolta esemplare dentro e fuori lo stadio. Zero scontri (anche se alla vigilia erano state sequestrate mazze e spranghe) nei punti nevralgici fuori dall’impianto e sulle coreografie ben poco da dire come sempre: impressionanti, di quelle che fanno venire la pelle d’oca. Insomma roba da derby: appuntamento alla sfida di ritorno.


A. SORRENTINO – IL MESSAGGERO

Prima di arrivare a Lorenzo Pellegrini detto Edmond Dantès, conviene ricordare che uno dei cori più famosi del calcio inglese è One-nil to the Arsenal, uno a zero per l’Arsenal: lo si canta da fine anni ’80 in omaggio ai Gunners del tecnico George Graham, che erano maestri nella vittoria di misura. Proprio come la Roma di Gasperini che strappa anche il derby per 1-0, come contro Bologna e Pisa, e come in altre nove occasioni lo scorso anno. Non è più un caso, è il cortomuso elevato a sistema.

La Roma è la squadra più arcigna della serie A, la più brava a cogliere l’attimo che le partite, tutte le partite, concedono ai pirati più scafati. Una rivisitazione del Carpe diem di Orazio, proprio il poeta ieri citato dalla scenografia della Sud. […]

Una volta, quando non c’erano le sostituzioni, il giocatore infortunato rimaneva in campo ma defilato, era “lo zoppo all’ala”, dove si facevano meno danni: ieri invece abbiamo visto lo zoppo davanti alla difesa, e si è deciso il derby, grazie all’inevitabile e ormai seriale gol di Pellegrini sotto la Nord (e assist del solito Soulé). Il suo è uno schiaffo guantato al pallone, con postura e gesto da nobiltà offesa. Come Edmond Dantès che evade dal Castello d’If dove l’hanno rinchiuso i finti amici, diventa il Conte di Montecristo e alla fine della storia si vendica dei cattivi, benefica i buoni e i veri amici, poi se ne va veleggiando per il mondo, ma sempre nel tormento del cuore.

Cosa sarà infatti di Pellegrini a fine stagione, non si sa, e il dubbio ci accompagnerà a lungo. Ma intanto è tornato e ha segnato dopo 4 mesi e mezzo di stop, e Gasperini sembra proprio voler credere in lui, ne è quasi obbligato dalla piega che ha preso la stagione. […]

Olimpico, controlli e sequestri di armi: a fine gara agguato sul Lungotevere

Attesi al varco, sul lungotevere Salvo d’Acquisto, all’incrocio con viale Tiziano, e fatti cadere dalle moto e dagli scooter mentre cercavano di allontanarsi da ponte Milvio. Una sorta di forche caudine per decine di tifosi romanisti alla fine del derby che hanno rischiato di farsi male dopo essere stati aggrediti da una cinquantina di ultrà laziali che li hanno aspettati lanciando in qualche caso sassi contro di loro. Una situazione pericolosa alle 14.30 durante il deflusso, individuato già alla vigilia di Lazio-Roma come uno dei momenti più carichi di tensione della giornata. E così è stato. Anche se per il resto non ci sono stati incidenti, e nemmeno feriti. […]

In mattinata il ritrovamento ancora nei dintorni di piazza Mancini di un arsenale nascosto e pronto all’uso composto da spranghe e bastoni con lunghe viti sulla testa, e quindi trasformati in micidiali mazze ferrate. […]

Anche a fine partita nessuno scontro, ma il blocco stradale degli agenti sul lungotevere opposto allo stadio per consentire a migliaia di laziali di attraversare ponte Milvio verso viale Tiziano è diventata un’occasione di tensione: scambio d’insulti e minacce a distanza fra romanisti in moto e scooter imbottigliati nel traffico e rivali che stazionavano per strada. Quindi alla riapertura della circolazione, la caccia a chi indossava la maglietta giallorossa. […]

(corsera)

Mancini: “Certe partite sono come un pugno nello stomaco”

Fino a giovedì mattina Devyne Rensch non sarebbe neanche dovuto scendere in campo nel derby, ma i problemi gastrointestinali di Wesley gli hanno regalato un pomeriggio da assoluto protagonista. È lui a recuperare il pallone nell’azione del gol e poi sfiora la rete qualche minuto dopo: «Era il mio primo derby da titolare e Gasperini mi ha dato fiducia. Siamo rimasti uniti, sono contento di aver giocato bene e dei tre punti», ha detto l’olandese.

A fine partita si è poi scatenata la festa sotto la Curva Sud. Questa volta Gianluca Mancini non ha scelto la famosa bandiera col topo ma ne ha sventolata un’altra che non scatenerà polemiche: «Il derby è sempre un pugno nello stomaco. Appena entri nel riscaldamento
capisci il significato di questa partita. Si può essere capitani anche senza fascia? Certo, questa squadra ha tanti leader». […]

(Il Messaggero)

Gasp e il derby, amore a prima vista: “Sembrava una festa della città”

La follia del derby della Capitale ha fatto sciogliere anche un sergente di ferro come Gian Piero Gasperini che a fine partita si è gustato la festa della squadra e con il telefonino ha filmato la scena del festeggiamenti sotto la Curva Sud. Un video che ieri sera avrà sicuramente riguardato più volte perché come aveva già detto alla vigilia ‘si ricordano solamente i derby che si vincono’. «Sono felicissimo», ha detto Gasp che ha poi ha dedicato la vittoria ai tifosi e alla società: «L’atmosfera era straordinaria, è un po’ una festa della città, questo ti coinvolge. Abbiamo avuto il merito di giocarlo bene, mi dicevano che perderlo poi sarebbe stato complicato per le polemiche. Ma non posso andare dietro a questi timori, devo giocare la partita. I derby sono unici. Abbiamo reso felici i tifosi della Roma, la squadra e la società».

Il primo derby non si scorda mai, a maggior ragione in caso di vittoria. Ma Gasperini è un perfezionista e gli ultimi 10 minuti hanno lasciato l’amaro in gola: «Non riuscivo a farmi sentire dai miei giocatori. Abbiamo rischiato, nonostante fossimo in una situazione favorevole. Forse a un certo punto sarebbe stato anche giusto subire gol. Gli ultimi dieci minuti che sono stati veramente brutti perché abbiamo staccato la spina. Era il momento più facile di tutta la partita e non averlo messo a posto non è un bel segnale, c’è ancora da migliorare». […]

Fino a ieri Lorenzo Pellegrini non era mai sceso in campo, ma la mossa di Gasperini ha dato i suoi frutti e si è preso gli applausi del suo popolo ma soprattutto quelli del tecnico: «Non ho mai avuto dubbi su di lui. E’ un giocatore superiore come qualità, il punto è farlo diventare un atleta, con cuore e personalità che ha, ma anche di grande rendi-mento, fiducia ed energia». […]

(Il Messaggero)

Lazio-Roma: la moviola dei quotidiani. Promossa la gestione ‘british’ di Sozza, giusto il rosso a Belahyane

La Roma torna a vincere dopo il ko casalingo contro il Torino e batte 0-1 la Lazio nell’attesissimo Derby della Capitale grazie alla rete di Lorenzo Pellegrini. La partita è stata abbastanza corretta dal punto di vista comportamentale e si è accesa soltanto nel finale con l’espulsione di Reda Belahyane per un brutto fallo su Manu Koné. Al termine della sfida anche Matteo Guendouzi ha ricevuto un cartellino rosso per aver insultato il direttore di gara. Prestazione positiva per l’arbitro Simone Sozza (media voto 6.3), il quale gestisce il derby con una direzione “all’inglese” e viene premiato anche dai quotidiani.


LA GAZZETTA DELLO SPORT – VOTO 6.5

[…] Braccio in area di Ndicka (33′ st) e il contatto Mancini-Taty (48′ st): niente rigori. […] Giusto, e colto in tempo reale, il rosso a Belahyane che deliberatamente spiana i tacchetti sul polpaccio di Kone: espulsione diretta, che annulla il fallo (non leggero) di Romagnoli su
Baldanzi un secondo dopo.


CORRIERE DELLO SPORT – VOTO 5.5

Imposta, Sozza, il derby con una soglia alta (pure troppo), e una tolleranza ai cartellini degna di Santa Maria Goretti. La partita s’è inevitabilmente incattivita, si doveva gestire meglio. Castellanos e Mancini si beccano, il giallorosso va a sfidare l’avversario poggiando il petto sulla spalla/fianco sinistro, Castellanos va a terra tenendosi il volto (non c’è alcun contatto alto). […] Belahyane con i tacchetti del piede destro sul polpaccio di Koné, Sozza è vicino, subito rosso: ok. Nel finale, subito dopo il fischio, Guendouzi manda a quel paese (tre volte) l’arbitro: espulso anche lui. Regolare il gol di Pellegrini: di gioco il contrasto Nuno Tavares-Rensch. […] Nel solo primo tempo, almeno 5 gialli risparmiati. […]


IL ROMANISTA – VOTO 7

Bravo Simone Sozza, sfodera una prestazione da derby e per 80’ non lo senti e non lo vedi. Parte con il piglio giusto, quello che prevede un regolamento da derby affinché la gara stessa non diventi una corrida e soprattutto per garantire che si finisca con il numero legale. […] Nel finale ecco i cartellini, tutti giusti: gialli al 37’ per Ndicka in scivolata su Noslin e al 43’ per Cataldi su Koné. Rosso invece (al 40’) per Belahyane per una pestata volontaria a Koné. Infine Guendouzi riesce là dove non era riuscito (lamentandosi solamente) in campo: si fa espellere per proteste.


IL MESSAGGERO – VOTO 6

Si dimentica spesso il cartellino giallo sino all’83’ e aspetta il finale per estrarre due rossi, ma dirige un derby all’inglese e riesce a tenerlo sotto controllo. Il metodo british funziona.


IL TEMPO – VOTO 6.5

[…] La sua direzione è ottima: parte coi cartellini in tasca, scelta rischiosa in una sfida come questa, ma la partita gli dà ragione perché i due rossi nel finale non dipendono dalla sua gestione bensì dal nervosismo dettato dal risultato. […] Nella ripresa la Lazio chiede due calci di rigore. Il primo per un tocco di braccio di N’Dicka su un cross in mezzo di Guendouzi; ma il difensore ivoriano ha entrambe le braccia dietro la schiena, attaccate al corpo, e pertanto non commette fallo di mano. La seconda protesta riguarda un contatto tra Mancini e Castellanos a pallone lontano: anche qui però non c’è nulla, l’impatto è col petto del romanista, con il biancoceleste che finisce a terra enfatizzando un po’ l’entità del contrasto. Negli ultimi minuti, i due cartellini rossi. Il primo è per Belahyane: dopo che Koné ha scaricato il pallone, il centrocampista biancoceleste affonda il tackle coi tacchetti all’altezza del polpaccio del romanista. Provvedimento corretto. […]

Lorenzo in lacrime: “Per noi romanisti”

Per (provare a) capire Lorenzo Pellegrini, bisogna prima comprendere quello che non è. Non è un egocentrico, non è un bugiardo, non è un manipolatore. È testardo, timido e introverso, quello sì, a volte anche molto ingenuo. […] Lorenzo, però, è soprattutto uno che sa giocare a pallone. Perché anche i suoi detrattori, quelli che “guadagna 6 milioni e nun se move” o di “Capitan stringi i denti”, sanno che nella Roma – che la società ritiene si sia rinforzata in modo significativo dopo il mercato estivo – la qualità ha il volto di Dybala e il suo.

E se qualcuno avanza obiezioni, chieda a Gasperini. Un signore di 67 anni che non regala niente a nessuno. In primis a Lorenzo con il quale è stato chiaro, privatamente e pubblicamente: sei forte ma devi diventare un atleta. Che per un calciatore, non è proprio un complimento. Pellegrini, alla prima occasione, ha risposto: gol e corsa. […] In carriera ha segnato quasi come una seconda punta, ma non vale. Perché nella nuova tipologia dei tifosi commercialisti, conta quanto guadagni. Un po’ il discorso che si inizia a fare per Dybala. Lorenzo, poi, ha l’aggravante di essere romano. Si, aggravante. Perché se non sei Totti, e di Totti in 98 anni di storia ce n’è stato uno, prima o poi nel tritacarne ci finisce chiunque. […]

Il vero problema, al di là delle prestazioni, dei soldi guadagnati e delle precarie condizioni fisiche che lo hanno accompagnato in queste ultime stagioni, è che a Lorenzo viene imputato l’esonero di Mourinho. […]

Chi si illude che il gol di ieri possa cambiare qualcosa, si sbaglia di grosso. Lorenzo è il primo a saperlo. Nemmeno le lacrime, la commozione, le sue parole a fine partita cambieranno qualcosa. Perché chi lo apprezza, lo apprezzava anche prima di ieri e continuerà a farlo anche domani. Così come chi lo detesta. Basterà il primo passaggio sbagliato a Roma-Verona per ricominciare a sentire di nuovo la litania «Hai visto, gioca solo nel derby, ora ci camperà di rendita per un’altra stagione». […]

Aver alzato la Conference (ed esser stato premiato come miglior calciatore della competizione) non conta. Quella l’ha vinta Mou. Lui è solo il capitano dei sesti posti. Anzi ex capitano. Per un giorno, però, grazie al derby, si è ripreso la scena. Ora dipende (non solo) da lui, non finire di nuovo dietro la lavagna.

(Il Messaggero)

Dalla pelle al cuore: Roma in volo, Lazio al palo

Capitano senza fascia, ma con il cuore. Sì, non avrà (ancora) troppa forza nelle gambe, né è (ancora) un atleta, ma dentro ha (ancora) quella magia romanista che lo distingue dagli altri e che, in certe partite, lo rende eroico. Il derby è una favola, e la scrive Lorenzo Pellegrini, che Gasp ripropone titolare dopo più di quattro mesi. Arriva inevitabilmente la quarta rete di Lorenzo alla Lazio, anche questa un bijou come le precedenti, tutte puntate sull’anima della Nord. Una sentenza: Lazio 0-1 Roma, decide Pellegrini. Gol e lacrime, tenute nascoste dall’amico Mancini. […]

Per Gasp è derby al primo colpo, la terza vittoria in campionato arriva di nuovo per 1-0: il che racconta di una Roma con una buona fase difensiva ma qualche problema in attacco, che non sa uccidere le partite. Le tre reti giallorosse segnate finora sono di Wesley (Bologna), Soulé (Pisa) e Pellegrini (Lazio). Solo l’argentino figura nel parco attaccanti di Gasp, Ferguson e Dovbyk sono ancora a secco, a sinistra, si sa, c’è un problema, che ora – pure in attesa di Bailey – può essere tamponato con il ritorno alla vita del numero 7. […]

La rete della Roma non è solo figlia del genio di Pellegrini, ma di un errore grossolano di Tavares, che perde palla sul lato corto della sua area: Rensch serve Soulé, che devia su Pellegrini la palla della festa. La Roma fa praticamente solo quello: Ferguson non trova spazi, Angelino aspetta il vantaggio per svegliarsi e Cristante perde troppi palloni. Koné porta qualità, ma mai un taglio per gli attaccanti. […]

Gasp si arrabbia, la Roma soffre più del dovuto, anche in superiorità numerica. L’ultima chance è nei piedi di Cataldi, che con un tiro alla Zaccagni, colpisce il palo esterno alla fine del recupero. […]

(Il Messaggero)

I VOTI DEGLI ALTRI – Pellegrini “diventa eroe”, Koné “di un livello superiore”. Rensch “bella scoperta”, Gasperini “indovina ogni mossa”

La Roma riscatta la sconfitta casalinga contro il Torino e vince 0-1 contro la Lazio nel Derby della Capitale. Il match winner è Lorenzo Pellegrini (7.64), autore del quarto gol in carriera nelle stracittadine: “Gasp lo rimette al mondo e diventa eroe. Quarto gol in un derby e tutti nella stessa porta. Bella la sua commozione” (La Gazzetta dello Sport). Mostruoso anche Manu Koné (7.21), uno dei migliori in campo: “Straripante, gioca come esulta alla fine. Di un livello superiore, sembra quasi scherzare gli avversari che lo sfidano a contrasto” (Corriere della Sera). Prestazione super di Devyne Rensch (7.21), schierato titolare al posto dell’indisponibile Wesley: “Proprio da un suo recupero parte l’azione del vantaggio giallorosso e anche nella ripresa è tra i più propositivi. Bella scoperta” (Il Messaggero). Grande voto anche per Gian Piero Gasperini (7.14), all’esordio nel derby di Roma: “Indovina ogni mossa, dalla scelta degli uomini al modulo. E devono brillargli gli occhi quando il gol arriva tramite pressing alto, il suo marchio. Derby d’esordio da trionfatore” (Il Romanista).

LA MEDIA VOTI DELLE PAGELLE DEI QUOTIDIANI (La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport,  Il Messaggero, Il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Tempo, Il Romanista)

Svilar 6.36
Celik 6.64
Mancini 6.29
Ndicka 7.00
Rensch 7.21
Cristante 6.36
Koné 7.21
Angelino 6.43
Pellegrini 7.64
Soulé 6.50
Ferguson 5.64

Dovbyk 5.57
Baldanzi 6.14
Pisilli 5.93
El Aynaoui 5.75
Tsimikas 6

Gasperini 7.14


LA GAZZETTA DELLO SPORT

Svilar 6
Celik 6.5
Mancini 6
Ndicka 6.5
Rensch 7
Cristante 6.5
Koné 7.5
Angelino 6
Pellegrini 7
Soulé 6.5
Ferguson 5

Dovbyk 5.5
Baldanzi 6
Pisilli 6
El Aynaoui ng
Tsimikas ng

Gasperini 7.5


IL CORRIERE DELLO SPORT

Svilar 7
Celik 7
Mancini 6.5
Ndicka 7.5
Rensch 7
Cristante 6.5
Koné 7
Angelino 6
Pellegrini 7.5
Soulé 6.5
Ferguson 6

Dovbyk 5.5
Baldanzi 6.5
Pisilli 6
El Aynaoui ng
Tsimikas ng

Gasperini 7


IL MESSAGGERO

Svilar 6
Celik 6.5
Mancini 6
Ndicka 7
Rensch 7.5
Cristante 5.5
Koné 7
Angelino 6.5
Pellegrini 8
Soulé 6.5
Ferguson 5.5

Dovbyk 5.5
Baldanzi 6
Pisilli 5.5
El Aynaoui 5.5
Tsimikas 6

Gasperini 7


IL CORRIERE DELLA SERA

Svilar 6
Celik 6
Mancini 6
Ndicka 7
Rensch 7
Cristante 6
Koné 7.5
Angelino 6.5
Pellegrini 7.5
Soulé 6.5
Ferguson 5.5

Dovbyk 5
Baldanzi 6
Pisilli 6
El Aynaoui ng
Tsimikas ng

Gasperini 7


LA REPUBBLICA

Svilar 6.5
Celik 6.5
Mancini 6
Ndicka 6.5
Rensch 7
Cristante 6.5
Koné 7
Angelino 6.5
Pellegrini 7.5
Soulé 6.5
Ferguson 5

Dovbyk 5.5
Baldanzi 6
Pisilli 6
El Aynaoui ng
Tsimikas ng

Gasperini 7


IL TEMPO

Svilar 6.5
Celik 7
Mancini 6.5
Ndicka 7.5
Rensch 7.5
Cristante 6.5
Koné 7
Angelino 6.5
Pellegrini 8
Soulé 6.5
Ferguson 6

Dovbyk 6
Baldanzi 6
Pisilli 6
El Aynaoui ng
Tsimikas ng

Gasperini 7


IL ROMANISTA

Svilar 6.5
Celik 7
Mancini 7
Ndicka 7
Rensch 7.5
Cristante 7
Koné 7.5
Angelino 7
Pellegrini 8
Soulé 6.5
Ferguson 6.5

Dovbyk 6
Baldanzi 6.5
Pisilli 6
El Aynaoui 6
Tsimikas 6

Gasperini 7.5

Sfida ultrà dopo il derby: scontri a Ponte Milvio. Uno striscione per Kirk

Le regole da ultrà che superano e travalicano le misure di sicurezza disposte per il
Derby numero 185 si sono palesate – come pure previsto – nel post partita. L’anticipo alle 12.30 della stracittadina di andata, disputata ieri all’Olimpico, ha impedito che scontri e tafferugli potessero deflagrare prima del fischio di inizio. […]

Già all’alba, il numero di agenti, unito altre forze dell’ordine ha nei fatti blindato la zona di Ponte Milvio e del Flaminio, rendendo impossibile qualsiasi contatto tra le due tifoserie.
Le tensioni sono state bloccate sul nascere già nel cuore della notte quando, intorno alle 4, un corteo di persone incappucciate e armate di bastoni è stato bloccato dalla polizia nei pressi di piazza Mancini, storico ritrovo dei giallorossi. Nella piazza gli agenti della polizia hanno anche trovato, e quindi sequestrato, numerose mazze di legno, aste di plastica modificate con viti e lame per far sì che fossero più offensive, e perfino una pala. […]

Mentre i laziali omaggiavano Kirk, i tifosi della Roma hanno iniziato a mettere lungo le transenne dello stadio e sui cartelli stradali i manifesti con scritto «Lotito resisti». Cartelli scherzosi rivolto al presidente della Lazio da sempre oggetto dell’ironia degli ultrà giallorossi. […]

Non sono mancati brevi momenti al tensione prima che gli oltre 60mila spettatori entrassero all’Olimpico. Poco prima del fischio di inizio, infatti, una troupe Rai è stata spintonata e allontanata dagli ultrà che non volevano venissero fatte le riprese del prepartita. […]

Ben 60mila tifosi, compresi quelli delle curve, hanno lasciato l’impianto seguendo le zone loro riservate ed è stato in questo momento che è stato necessario, pur senza cariche, l’intervento del reparto Mobile. […] Numerosissimi tifosi della Roma con indosso le magliette della squadra sono stati bloccati all’altezza del semaforo che precede la “storica” uscita dei laziali. […] E quando i biancocelesti, attraversando la strada, hanno capito che nella “loro zona” sarebbero transitati anche i romanisti, un gruppo nutrito di biancocelesti ha iniziato a cercare lo scontro. «M***e non dovete passare di qua», urlavano in mezzo alla strada cercando lo scontro diretto con i giallorossi. Quando a questi è stato permesso di passare, alcuni tifosi romanisti sono stati presi di mira dai laziali: aggrediti e scaraventati giù dai motorini con calci e spinte. Per alcuni minuti c’è stato anche un lancio, seppur con-
tenuto, di bottiglie e sassi. Poi le forze dell’ordine hanno allontanato i biancocelesti facinorosi lasciando che tutti i tifosi giallorossi passassero. Nessuno è rimasto ferito ma la polizia ha identificato gli aggrediti mentre la Scientifica sta già passando al setaccio le immagini per risalire agli aggressori, molti dei quali entrati in azione a volto scoperto.

(Il Messaggero)

La rinascita dell’uomo-derby Pellegrini: “Mi sono commosso, amo la Roma”

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – “Non c’è nulla come il calcio che sia capace di cambiare situazioni ed emozioni”. Come se Massara se lo aspettasse. Lorenzo Pellegrini come l’Araba Fenica – è proprio il caso di dirlo – risorge nella partita più sentita. A quasi cinque mesi di distanza dall’ultima volta, il numero sette giallorosso torna in campo e regala alla Roma il successo nel derby.

Quarto gol alla Lazio – tutti verso Curva Nord – che diventa la sua vittima preferita in Serie A. Il timbro di Pellegrini nel derby è sinonimo di garanzia. Ogni volta che ha segnato, il popolo giallorosso ha potuto festeggiare la vittoria nella stracittadina. Un gol che vale più dei tre punti.

Durante l’estate la Roma gli aveva comunicato di non essere centrale nei piani del club. Alla fine, è rimasto, tra lo scetticismo generale, consapevole di dover dare di più per guadagnare la fiducia di Gasperini. C’è tutto questo nell’esultanza in lacrime – abbracciato da tutti i compagni – seguita dal bacio verso la Curva Sud. «Mi sono un po’ commosso dopo il gol. E’ da quando mi sono fatto male che ci tenevo a tornare in campo dall’inizio e a vincere questo derby» – ha spiegato l’ex capitano della Roma ai microfoni di Dazn dopo il triplice fischio – «Tutte le persone a me vicine mi hanno aiutato in questo periodo difficile e faticoso».

Intorno al 35′ la Curva Sud ha mandato un messaggio a Pellegrini esponendo lo striscione
«Bentornato Capitano». Una sorta di premonizione, visto che subito dopo è arrivato il gol del numero sette giallorosso. «So che mi vogliono bene (i tifosi, ndt) e anche io a loro. Questa squadra può migliorare ancora tanto, ci sono tanti uomini con personalità e che tengono tantissimo alla Roma» ha affermato Pellegrini.

L’estate del centrocampista romano era iniziata con l’intervento al naso e la decisione di Gasperini di togliergli la fascia di capitano, seguendo una gerarchia basata sul numero di presenze con la Roma. Una scelta che non ha turbato il classe 1996: «Sono orgoglioso di essere uno dei capitani e di trasmettere questa passione a chi arriva».

Sono settimane, mesi, anni che Pellegrini è al centro delle critiche per la mancata continuità di rendimento, ma l’ex capitano giallorosso non accetta commenti denigratori sull’attaccamento alla Roma: «Io amo la Roma. Fino a quando resterò qui, non ci sarà un momento in cui io darò qualcosa di meno. Ero a un passo dall’addio ed ero infortunato, poi oggi ho segnato il gol vittoria nel derby. Il calcio è imprevedibile e io me lo vivo fino alla fine con questa maglia addosso».

Adesso, tocca a lui. Ripartire da questo gol per scrivere un nuovo capitolo in giallorosso, senza pensare al contratto in scadenza. A fine stagione si tireranno le somme, ma, intanto, Pellegrini si gode la vittoria nel derby anche sui social: «Per voi, per me, per noi Romanisti».