Senza punte ma vincente: è il vero Gasp

Eccola la Roma del Gasp. Alla quinta partita ufficiale di una stagione che dovrebbe essere l’inizio di una rivoluzione. La nuova Roma si è materializzata in una notte francese contro un Nizza che i discepoli di Gasperini hanno fatto sembrare poca cosa. Ma soprattutto giocando per larghi tratti della sfida quel calcio bello e vincente che ha trasformato l’Atalanta in un club in grado di vincere l’Europa League. […] Ci sarà bisogno di conferme, ma è anche vero che i margini di miglioramento sono enormi. Partendo dall’allargamento della rosa e finendo a quella fase offensiva che è sempre stata il miglior marchio di fabbrica di Gasp. In cinque partite nessun gol è stato segnato da un numero nove. Dovbyk sta ribadendo le perplessità nate nella prima stagione in Italia, mentre, Ferguson dopo un convincente inizio sta trovando difficoltà anche a tirare in porta.

(La Repubblica)

Gasp dà la sveglia ai giovani

“Questi sono livelli alti e bisogna fare esperienza in fretta, non c’è molto tempo. Poi gli errori ci stanno, si tratta comunque di ragazzi giovani, ma che però devono imparare velocemente”. Il riferimento di Gasperini era ovviamente all’ingenuità commessa da Pisilli sul rigore per il Nizza. Ma il discorso del tecnico è estendibile anche ad altri giocatori. La Roma del Gasp il tempo ce l’ha, ma guai a farlo diventare un alibi. Se le chance di essere importanti vengono concesse, poi devono essere sfruttate. Vale per Pisilli, ma pure per Ferguson e anche per Ghilardi e Ziolkowski. Altrimenti poi si resta a vita giovani con un grande futuro… alle spalle. Gasperini è uscito dalla doppia sfida contro Lazio e Nizza con una rosa allargata: dal recupero di Pellegrini fino al lancio di Rensch e Tsimikas. […] Il tecnico chiede risposte immediate sia a Pisilli che a Ferguson. Poi ci sono Ghilardi e Ziolkowski che stanno ancroa aspettando la loro occasione. I ricambi in difesa sono essenziali, soprattutto se si pensa che Ndicka tra dicembre e gennaio partirà per la Coppa D’Africa. […]

(corsera)

La Roma accelera sullo stadio: progetto entro fine ottobre

La Roma è ad un passo dalla presentazione del progetto definitivo del nuovo stadio a Pietralata, il passaggio fondamentale per sbloccare i cantieri per costruire l’impianto. In Campidoglio danno ormai per certo che i tecnici di Dan Friedkin saranno pronti entro un mese, alla fine di ottobre. Quello sarà il momento in cui il progetto verrà esposto in Comune. Questa volta dovrebbe essere la volta buona per il progetto definitivo, dopo molti rallentamenti. La notizia arriva dopo l’ultima riunione tenutasi ieri e incentrata sugli ultimi temi da risolvere. La Roma chiede da tempo più autobus in occasione delle partite e la possibilità di usare la stazione della Linea B Quintiliani, sia prima che dopo la partita. Se sul primo tema sembra esserci un’intesa, sul tema metro i ragionamenti sono in corso. E mentre la Roma ragiona anche sul possibile restyling della stazione – al momento un’ipotesi ancora remota – ha ricevuto rassicurazioni sulla possibilità che per l’inaugurazione dello stadio, prevista a questo punto dopo il 2028, sia entrato in funzione il nuovo sistema di segnalamento in grado di portare la frequenza dei treni sulla linea B a un mezzo ogni 2 minuti e mezzo. […] Resta ancora il problema della conclusione delle indagini archeologiche nell’area dell’ex demolitore di Pietralata. Dopo uno stallo sembra si stia arrivando ad una soluzione. La Roma per chiudere la partita aspetta anche gli effetti del decreto Sport. Una novità che semplificherà le procedure grazie al commissario speciale, inserita in vista degli Europei del 2032.

(La Repubblica)

Gasperini e il mercato fatto in casa: da Pellegrini a Rensch, la rosa si allarga

Il calciomercato estivo ha soddisfatto in parte Gasperini, che si è messo al lavoro per allargare la rosa con un mercato fatto in casa. L’obiettivo è rigenerare calciatori che con Ranieri erano finiti fuori dai radar o che per un motivo o per un altro erano destinati all’addio. E il primo è stato Lorenzo Pellegrini che dopo un’estate con le valigie in mano si è ripreso la Roma nel derby e che a Nizza ha servito l’assist per l’1-0 di Ndicka. Ora Lorenzo va a caccia della continuità e domenica è il candidato principale per affiancare Soulé sulla trequarti. Prematuro parlare di rinnovo. […] Più difficile per il momento ritrovare il vero Dovbyk. Nelle prime cinque uscite stagionali non è riuscito a segnare come il compagno Ferguson. L’ultimo di questa lista è Baldanzi. Gasp è stato chiaro e anche l’ex Empoli avrà spazio ma sarà più difficile poiché è stato lasciato fuori dalla lista UEFA. […]

È sotto gli occhi di tutti la trasformazione di Rensch. Nel derby è stato tra i migliori in campo e a Nizza non ha sfigurato davanti a Boga, un’arma in più quando non potrà contare su Wesley. L’olandese fin dal primo giorno si è messo a disposizione di Gasperini e non ha mai voluto andare via. Da applausi anche il lavoro svolto con Hermoso. Lo spagnolo ora sembra essere tornato il difensore roccioso che aveva fatto innamorare Simeone a Madrid. Il lavoro del Gasp, però, non è finito. C’è bisogno di tutti e nelle prossime giornate arriverà il turno di Ghilardi e Ziolkowski: i due hanno collezionato zero minuti, così come Bailey, che è fermo a causa di un problema fisico.

(Il Messaggero)

L’uomo dell’Europa

La cura Gasperini ha fatto effetto su Gianluca Mancini. Non solo dal punto di vista atletico. Perché se Gianluca deve a Ranieri la decisione di averlo spostato al centro della difesa, il ritorno del vecchio maestro lo sta completando. Dimenticatevi il difensore rissoso di Mou, pronto alla provocazione e all’entrata dura. Mancini è cambiato, perfetto per l’uomo su uomo voluto dal tecnico di Grugliasco e si è trasformato in un uomo squadra. Una maturazione che non è passata inosservata. Anche l’altra sera con la scelta di mettere al braccio la fascia di Pellegrini, è stato un gesto non banale. In realtà la fascia era comunque destinata a lui, ma, ha voluto a tutti i costi compiere l’azione per il suo amico. Gianluca sa quello che sta passando Lorenzo. Mancini sa fare benissimo, a tal punto che oggi immaginarsi una Roma senza di lui sembra impossibile. Con la rete al Nizza è salito a quota 7 in Europa League, numero che lo porta ad essere il secondo difensore che ha segnato di più nella competizione, sotto solo a Tavernier del Rangers che gioca da terzino. […] A forza di vedere quanto è letale dietro, però, si rischia di dimenticarsi quanto è fondamentale dietro. È primo per palloni rubati e secondo per quelli intercettati, duelli vinti e duelli aerei vinti.

(Il Messaggero)

La Roma rischia la stangata UEFA

[…] I fatti di Nizza hanno scandalizzato i vertici dell’UEFA e finiranno per avere conseguenze sul cammino europeo della Roma. Il club era già sotto osservazione per i fatti di Budapest del 2023 e quelli di Bilbao della passata stagione. Così, l’organo disciplinare di Nyon starebbe preparando la stangata: i fan giallorossi di non poter seguire la loro squadra per un po’. Già oggi è atteso il provvedimento. […] A Nizza sono stati almeno 3 i momenti in cui si è scatenato il caos. Sono così scattate le misure restrittive. Degli oltre 100 fermati, 89 sono stati rilasciati dopo aver trascorso più di una giornata in commissariato. Tredici tifosi dovranno invece comparire davanti al tribunale della città francese il 26 novembre. vivendo due mesi sotto custodia. Alcuni rischiano addirittura 5 anni di carcere. […]

(corsport)

Difesa pungiball e un Mancini già da record

La miglior retroguardia d’Europa in questo 2025 comincia a prendere pure confidenza con il gol. Oltre ai progressi di Mancini, diventato il terzo difensore con più gol nella storia della Roma, e di Ndicka Gasperini ha trovato in Hermoso e Celik due possibili titolari sul centro-destra. I rincalzi dei due insostituibili, invece, sono due giovani di belle speranze in cerca di minutaggio: Ghilardi e Ziolkowski. Nel frattempo, una Roma che pressa con maggior cautela rispetto al forcing che faceva l’Atalanta e anche a Nizza lo ha dimostrato. Al tecnico, però, non piace questa predisposizione della squadra a diventare una sorta di pungiball, cioè ad abbassarsi e ad incassare i colpi. Vuole una squadra che sappia alzarsi e tenere il pallone anziché indietreggiare.

(corsport)

Benatia: “Ci sono posti, tifosi e luoghi come Roma che ti restano dentro. Sabatini? Lo stimo ma ci rimasi male quando non mantenne le promesse sul rinnovo”

CORRIERE DELLO SPORT – Prima la svolta con la maglia dell’Udinese, poi le avventure con Roma, Juventus e Bayern Monaco. Infine le esperienze in Qatar e Turchia prima del ritiro. Da due anni Mehdi Benatia lavora nel Marsiglia, il club dove aveva mosso i primi passi e da gennaio è diventato il direttore sportivo. Ecco le sue parole.

È vero che per il Marsiglia avrebbe voluto Allegri o De Rossi
“Noi avevamo cercato Fonseca. Era tutto fatto, c’era l’accordo, poi a maggio 2024 chiamò e ci disse che non se ne faceva nulla. Il 13 giugno era l’allenatore del Milan. A quel punto virammo su Conceicao, ma quando abbiamo saputo che c’era la possibilità di prendere De Zerbi ci siamo detti di provarci”. 

Nel documentario lei cita una frase: “Amor vincit omnia” e ne parla ai suoi giocatori. Racconta anche quanto sia stato forte l’amore per Roma, eppure è rimasto solo un anno
“Ci sono posti, tifosi, luoghi ma anche colori e odori che ti restano dentro. Roma è così. Marsiglia è così”. 

A Roma frequentava spesso l’ufficio di Sabatini
“Walter mi chiamava il venerdì o il sabato. In base a quello che gli dicevo capiva come sarebbe andata la partita. Ci rimasi male quando non mantenne le promesse sul rinnovo, ma conservo stima. Anche nei confronti di Massara: sono felicissimo che sia alla Roma, l’ho chiamato per complimentarmi anche se all’inizio mi diceva che ancora non era fatta”. 

È vero che voleva Koné?
“Si. Quando stava al Borussia. I parametri economici erano altri per noi la scorsa estate ed è stata brava la Roma. Manu è veramente un gran bel giocatore”.

Un altro Mancini: domina, fa gol ed è meno istintivo. Per Gasperini è lui l’oro di Roma

Si erano conosciuti a Bergamo, quando Mancini era ancora un bambino che si affacciava per la prima volta al grande calcio. In quelle due stagioni all’Atalanta, Gian Piero Gasperini lo ha plasmato e lanciato. Oggi il difensore è diventato un giocatore dominante, soprattutto da quando Ranieri lo ha spostato al centro della difesa. E quest’anno Mancini ha alzato l’asticella. A Nizza, il Mancio è stato padrone della difesa ed è stato bravo nella gestione del reparto. Con il gol di mercoledì, poi, è diventato il terzo difensore con più gol nella storia della Roma: quota 19 come Kolarov e Nela, alle spalle di Aldair e Panucci.

Il primo anno Mancini giocò poco, per poi esplodere nel secondo quando segnò sei reti. E proprio grazie al Gasp, si è guadagnato la sua prima convocazione in Nazionale. […] Se la Roma ha la miglior difesa d’Europa è in parte anche merito suo. Dall’inizio del 2025 i giallorossi hanno subito solo 13 gol in 25 partite e in questo momento anestetizzano le difficoltà offensive, ma finché la difesa è questa si possono dormire sonni tranquilli…

(gasport)

I 13 ultrà rischiano fino a 5 anni di carcere

Due mesi di carcere, con il rischio di una pena fino a cinque anni di reclusione. È questo quanto deciso ieri dal tribunale di Nizza nei confronti dei 13 ultrà della Roma finiti a processo per direttissima per i disordini di martedì sera. A tutti e 13 è stato contestato il reato di partecipazione ad associazione dedita alla violenza volontaria e alla devastazione. Per 8 di loro, i leader, non è la prima volta che si ritrovano coinvolti in disordini e rischiano tanto. I loro avvocati avevano chiesto il rientro in Italia con successivo processo, ma, la richiesta è stata rigettata dal giudice. Per gli altri 89 fermati, invece, è andata bene e se la sono cavata con un provvedimento d’interdizione.

(gasport)