Ziolkowski ok con la Polonia. Boniek: “Migliore in campo”

«Bravo, sei stato il migliore in campo». E quando il complimento arriva da una leggenda come Zibl Boniek devi crederci per forza. Di Jan Ziolkowski da qualche ora si parla in tutta la Polonia. II giovane difensore giallorosso ha esordito in nazionale maggiore nella vittoria per 1-0 contro la Nuova Zelanda, restando in campo per tutta la partita e convincendo il ct con una prova solida e matura. […] Un riconoscimento importante per il difensore classe 2004 che ha convinto anche Gasp. Ziolkowski, infatti, ha superato Hermoso e Ghilardi nelle gerarchie e in allenamento ha impressionato più di un compagno (su tutti Mancini) per quelle qualità che avevano convinto il ds Massara in estate a spendere più di 6 milioni per portarlo dal Legia Varsavia alla Roma. […]

(Gasport)

Friedkin vuole tutto: Stadio, Zirkzee, l’Under 23. La Roma è già nel futuro

Vuole diventare una società perfetta. Un club da sogno in un mondo che pretende solo “dream team”. La visione di Dan Friedkin non trascura mica il prossimo impegno di campionato della sua Roma, ma va ben oltre il presente da vivere con intensità. E abbraccia tutto l’orizzonte che una realtà calcistica possa immaginare: dai rinforzi di gennaio per la Champions al nuovo stadio di Pietralata, dai ricavi commerciali all’Under 23 di prossima inaugurazione ad un posizionamento stabile nell’elite del calcio europeo con bilanci in positivo. […] E allora è normale che nella testa del presidente ci sia da tempo la nuova casa giallorossa, ovvero lo stadio di Pietralata. Il club giallorosso vorrebbe presentare il progetto definitivo entro 30-40 giorni, mentre nel sito in cui si ergerà la nuova struttura sono ricominciati i lavori con l’inizio delle operazioni di rimozione del “solettone” in cemento armato presente nell’area dell’ex autoricambi.[…] L’obiettivo è averlo entro il 2028 e la candidatura agli Europei potrebbe dare un’accelerazione al piano. E proprio perché al futuro ci si arriva attraverso un processo graduale che parte dalla scelta dei giocatori in chiave migliorativa, Friedkin non si farà trovare impreparato a gennaio accontentando Gasperini con un centravanti (Joshua Zirkzee del Manchester United in pole davanti a Florian Balogun del Monaco e Lucas Stassin del Saint Etienne) e magari con un esterno sinistro d’attacco. Operazioni che dovranno, certo, tenere conto dei 90 milioni di plusvalenze da generare entro il prossimo 30 giugno per rispettare i paletti del settlement agreement e che correranno in parallelo con la questione aperta degli eventuali rinnovi, a partire da quelli di Lorenzo Pellegrini e Paulo Dybala, entrambi in scadenza, i cui stipendi – rispettivamente 6 ed 8 milioni annui – sono i più pesanti del monte ingaggi (al momento, comunque, per tutti e due sembra difficile proseguire il rapporto, almeno a queste cifre). Trigoria, vista in prospettiva, vorrebbe diventare poi una fucina di talenti ancor più di quanto lo è stata negli ultimi anni. Un laboratorio che troverebbe una vetrina eccellente nella nuova Under 23 di cui il club vuole dotarsi. Una squadra da far giocare in Serie C come hanno già fatto Juve, Atalanta, Milan e Inter. […]

(Gasport)

Pellegrini, è un ritorno alle origini: vita da mediano per prendersi tutto

Una nuova vita da mediano per Lorenzo Pellegrini, con l’obiettivo di riconquistare la Nazionale e convincere la Roma a puntare ancora su di lui. Il capitano giallorosso ha sfruttato la sosta per svolgere un lavoro atletico specifico, finalizzato ad aumentare resistenza e condizione fisica dopo un’estate travagliata dagli infortuni.

Con il rientro di Dybala e Bailey, Gasperini è pronto a spostarlo stabilmente nel suo ruolo naturale, quello di centrocampista. “Per me è un centrocampista e non un attaccante”, aveva dichiarato il tecnico. In questa nuova posizione, Pellegrini diventerà la prima alternativa alla coppia KonéCristante.

L’obiettivo personale del numero 7 è provare a guadagnarsi il rinnovo del contratto in scadenza, anche se al momento i segnali dalla società non sono incoraggianti. Il suo riposizionamento, però, potrebbe ridurre lo spazio per Niccolò Pisilli, che, nonostante la recente doppietta in Under 21, a gennaio potrebbe partire in prestito. Intanto, buone notizie arrivano da Evan Ferguson, completamente recuperato dal problema alla caviglia.

(gasport)

Koşukavak racconta Celik: “I grandi club turchi non credevano in lui. Si è preso la Roma”

IL ROMANISTA (L. PAIELLI) – Ci sono storie diverse, percorsi diversi. Strade in cui l’estro e il talento lasciano spazio al lavoro incessante, all’ossessione per un obiettivo, alle ore spese e al sudore grondante sulla pelle. Sacrifici che ripagano, perché in fin dei conti il lavoro ripaga sempre: è il caso di Zeki Celik. (…) Chiedere, soprattutto, a Yalçın Koşukavak: mentore calcistico di Zeki nei due anni passati (2016-17 e 2017-18) all’Istanbulspor. L’ex tecnico dei turchi ha raccontato Celik a 360°. (…)

Celik sta lasciando il segno a Roma come difensore centrale destro, cosa che ha sorpreso i tifosi dato che in precedenza giocava come terzino destro. Aveva mai giocato come difensore centrale prima? Si aspettava che avrebbe giocato così bene in quella posizione?
“Zeki è effettivamente un calciatore che gioca come terzino destro. Durante il periodo in cui abbiamo lavorato insieme, ho schierato Zeki come terzino destro in una difesa a quattro, ma anche come difensore centrale destro in una difesa a tre o esterno basso, e abbiamo lavorato molto, sia dal punto di vista teorico che pratico, sulle tattiche relative a queste posizioni. Zeki è un giocatore di squadra molto concentrato e attento. Per me è una situazione del tutto normale, non mi ha sorpreso affatto. È un giocatore in grado di soddisfare tutti i requisiti del calcio moderno”.

Cosa mi può dire della mentalità di Celik? A Roma è stato criticato in alcune occasioni, ma non si è mai arreso. Che tipo di personalità ha nel lavoro quotidiano?
“È un giocatore molto forte mentalmente. Non molla mai finché non ottiene ciò che vuole: è un ragazzo testardo e ambizioso. Già all’epoca aveva un carattere molto maturo per la sua età, non mi sono mai preoccupato per lui. E penso che i tifosi della Roma si stiano rendendo conto ogni giorno di quanto sia bravo come giocatore di squadra”.

Lei ha svolto un ruolo molto importante nella crescita di Zeki, dato che sotto la sua guida ha lasciato la Turchia per trasferirsi al Lille. Cosa può dirci della sua crescita come calciatore?
“Zeki era un giocatore che seguivamo dalla squadra Under 21 del Bursaspor. All’epoca il Bursaspor militava nella Super League e lui non aveva la possibilità di giocare. Volevamo portarlo all’Istanbulspor, ma abbiamo incontrato alcune difficoltà nell’acquistarlo. Al Bursaspor c’era chi voleva lasciarlo andare e chi no. Alla fine, lo abbiamo aggiunto alla rosa dell’Istanbulspor e abbiamo avviato con lui un processo di sviluppo quotidiano. Era molto concentrato sull’apprendimento e abbiamo lavorato molto duramente per la sua crescita individuale. È stato un processo molto impegnativo. Io ero la sua bussola, lui ha avuto successo”.

(…)

Alla Roma, Celik è stato allenato da tre grandi allenatori: prima Mourinho, poi Ranieri e ora Gasperini. Quanto pensa sia stato importante per un difensore come lui aver lavorato con questi tecnici?
“Sì, è vero. Lavorare con allenatori che hanno avuto carriere molto importanti nel calcio mondiale è molto importante per il suo presente e il suo futuro. Tuttavia, abbiamo anticipato queste cose insieme, lavorando insieme sulla duttilità nelle varie posizioni difensive in modo da farlo crescere in tanti ruoli diversi. Zeki può giocare molto bene in ogni posizione e in ogni ruolo in ogni modello di gioco; ha tutte queste qualità”.

Pensa che Zeki abbia avuto poca rilevanza nei media e tra i tifosi? Resta anche un giocatore importante per la nazionale turca… pensa che sia sottovalutato?
“No, Zeki non è un personaggio molto popolare; è un giocatore orientato alla prestazione e concentrato sul lavoro. La sua identità semplice e orientata al lavoro di squadra è in primo piano, e non dà molta importanza ad altri elementi; ha un comportamento e un carattere modesti”.

(…)

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Azzurrini che show: Camarda da record e doppio Pisilli. La Svezia è travolta

Una serata perfetta per l’Italia Under 21 di Silvio Baldini, che travolge 4-0 la Svezia e prosegue a punteggio pieno il cammino di qualificazione europea. Protagonisti assoluti due giovani talenti: Francesco Camarda, che al debutto diventa il più giovane marcatore della selezione con un audace “cucchiaio” su rigore, e soprattutto il giallorosso Niccolò Pisilli.

“Piso”, autore di una doppietta e di un palo, è stato il migliore in campo. Ha sbloccato la partita sfruttando un errore difensivo e ha chiuso i conti con il gol del 3-0 al termine di un’azione corale spettacolare. La sua prestazione, unita a quella di tutto il gruppo, dimostra l’ottimo lavoro del CT Baldini, che sta creando una squadra che si diverte e diverte.

La vittoria è stata schiacciante, con gli azzurrini padroni del campo dall’inizio alla fine. (…) L’Italia continua il suo percorso netto, mostrando un gioco brillante e un gruppo solido, con Pisilli sempre più al centro del progetto.

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Parla Taylor: “A Budapest nessun errore”

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Budapest è una ferita ancora aperta per i tifosi romanisti. È Taylor che ha messo il dito nella piaga. L’arbitro inglese è tornato a parlare della finale di Europa League del 2023 da lui diretta tra la Roma e il Siviglia. Una serata che avrebbe potuto cambiare la storia del club giallorosso, sconfitto, invece, dopo i calci di rigore. Ma sul dischetto la Roma ci poteva andare ancor prima, verso la fine dei tempi regolamentari. Taylor e il VAR, però, non reputarono punibile in area di rigore il tocco di mano di Fernando. Un episodio che scaturì l’ira di Mourinho, il quale protestò veementemente dopo la partita nei confronti del fischietto inglese, definendolo «una fott… disgrazia». Il giorno seguente anche i tifosi giallorossi manifestarono tutta la loro rabbia in aeroporto, lanciando improperi verso l’arbitro di Premier League. «È la peggiore situazione che mi sia mai capitata in termini di offese — ha affermato Taylor ai microfoni della BBC — non solo perché viaggiavo con la mia famiglia, ma perché mostra l’impatto che il comportamento delle persone può avere sugli altri. Anche in una partita così in cui effettivamente non c’erano stati grossi errori». Oltre al rigore negato, la Roma e lo Special One si lamentarono anche per la gestione dei cartellini e per le mancate espulsioni di Rakitic e Lamela. Il direttore di gara inglese non ha dubbi sul responsabile dell’accanimento dei tifosi giallorossi: «Penso che abbia influito (Mourinho, ndr). Per me questa è una grande fonte di delusione, frustrazione, rabbia. C’è stato un tentativo di spostare l’attenzione. Non credo sia accettabile quello che è successo, perché sono sicuro che a quelle persone non piacerebbe che qualcuno dicesse una cosa del genere a loro o ai loro figli. Da allora la mia famiglia non è più venuta a vedere una partita».

“Con Gasp si vola”. L’assist di Pjanic: “Gioco, disciplina, e con Dybala…”

GASPORT – Miralem Pjanic, uno dei registi più raffinati ad aver vestito la maglia giallorossa, osserva con gioia la Roma di Gasperini in testa alla classifica, rivedendo l’entusiasmo della squadra di Garcia nel 2013-14. L’ex centrocampista bosniaco crede che, con un tecnico del calibro di Gasp, la stagione possa culminare con un “piazzamento finale esaltante”.

Ma quanto la stupisce questa Roma che gioca tutte le partite come finali?
“In verità non tanto perché in panchina c’è proprio un allenatore del calibro di Gasp. È un tecnico che bisogna lasciare lavorare e seguire senza esitazioni (…). Sta facendo grandi cose (…).”
(…)

Vede analogie tra questa Roma e quella del 2013?
“Ce ne sono. Anche nel 2013 era la prima stagione di Garcia (…). Vedo similitudini perché Gasperini sta facendo le cose per bene: penso che averlo strappato alla concorrenza sia stato già un ottimo colpo per la società, ora bisogna solo farsi guidare da lui (…). Il suo calcio è europeo, e mette in difficoltà tutti.” (…)

I Friedkin sono ambiziosi: credono in un futuro radioso per la Roma.
“Sono credibili, investono, hanno portato risultati, e la Conference vinta nel 2022 è un traguardo importante (…). Manca qualche partecipazione alla Champions, questo sì, ma ora i tempi sono maturi per tornarci.”

Quindi la Roma non è li per caso.
“Affatto. Ora però bisogna mantenere questo ritmo ed è la cosa più difficile nel lungo termine. L’esperienza dei senatori sarà fondamentale (…). Mi auguro davvero che la Roma possa brindare a fine stagione, vincere lì è speciale.”
(…)

Si dice che alla squadra di Gasp per diventare grande manchi un bomber da 20 gol.
“Il tecnico sa creare tanto, mi auguro che Ferguson e Dovbyk si sblocchino. I giocatori che fanno la differenza comunque ci vogliono e ci vorranno (…).”

Da centrocampista a centrocampista, che impressione le fa Konè?
“Lo conoscevo già ai tempi del Borussia Mönchengladbach, mi aveva colpito (…). Koné è un giocatore forte attorno al quale costruire un progetto.”

Lei che ha giocato con Dybala, quanto può essere ancora utile alla Roma?
“Molto, ce ne sono pochi come lui. Ha anche tanta esperienza ed è uno di quelli che può far superare i momenti difficili alla squadra.”
(…)

Thuram-Roma, si fa dura. Ora punta solo al Napoli

Brutte notizie per l’Inter in vista della sfida contro la Roma di sabato prossimo: Marcus Thuram, con ogni probabilità, non sarà della partita. Nonostante il recupero dall’infortunio al bicipite femorale proceda secondo i piani, lo staff medico nerazzurro ha deciso di non correre rischi e di rispettare i tempi di recupero, escludendo un rientro “miracoloso”.
L’obiettivo realistico per il ritorno in campo di Thuram è la trasferta di Napoli del 25 ottobre. Il giocatore vuole esserci a pieno regime, senza la paura di ricadute. (…) La presenza di alternative valide in attacco, come i giovani Esposito e Bonny, permette all’Inter di gestire il recupero del francese senza alcuna fretta.

Mentre Thuram prosegue il suo percorso riabilitativo, l’altro leader dell’attacco interista, Lautaro Martinez, è atteso giovedì dal Sudamerica e, come di consueto, gli basteranno un paio di allenamenti per essere pronto a guidare la squadra all’Olimpico.

(gasport)

Per Bailey rientro senza forzature. Il Giamaicano punta il Plzen in coppa

Non è ancora il momento dei “pop corn”, come aveva profetizzato il padre-agente, ma il rientro di Leon Bailey si avvicina. L’attaccante giamaicano, fermo dal suo primo allenamento il 21 agosto per una lesione muscolare, non è ancora a piena disposizione di Gasperini. I tempi di recupero si sono allungati, (…) ma gli ultimi esami hanno confermato il riassorbimento dell’infortunio.

Bailey continuerà con il lavoro differenziato e dalla prossima settimana proverà a rientrare gradualmente in gruppo. La data cerchiata in rosso è quella del 18 ottobre per Roma-Inter, anche se si tratterebbe di una convocazione più simbolica che altro. Il suo effettivo ritorno in campo è più probabile tra le partite contro Viktoria Plzen e Sassuolo. (…) Lo staff medico, considerata anche la storia clinica del giocatore, ha preferito non forzare i tempi. Gasperini attende il suo rientro per aggiungere velocità e dribbling a un attacco dove, sulla fascia sinistra, si sono alternati diversi giocatori senza trovare un titolare fisso.

Chi invece sarà sicuramente a disposizione per l’Inter è Evan Ferguson. L’attaccante irlandese ha superato il problema alla caviglia e stasera affronterà il Portogallo. “Ho recuperato ed è andato tutto bene“, ha dichiarato. In nazionale, Ferguson cerca di ritrovare quella fiducia smarrita a Roma, dove è finito alle spalle di Dovbyk nelle gerarchie. Per riconquistare il posto, servono i gol, che in partite di club gli mancano da quasi un anno.

(Il Messaggero)

Pellegrini, è un ritorno alle origini: vita da mediano per prendersi tutto

Una nuova vita da mediano per Lorenzo Pellegrini, con l’obiettivo di riconquistare la Nazionale e convincere la Roma a puntare ancora su di lui. Il capitano giallorosso ha sfruttato la sosta per svolgere un lavoro atletico specifico, finalizzato ad aumentare resistenza e condizione fisica dopo un’estate travagliata dagli infortuni.

Con il rientro di Dybala e Bailey, Gasperini è pronto a spostarlo stabilmente nel suo ruolo naturale, quello di centrocampista. “Per me è un centrocampista e non un attaccante”, aveva dichiarato il tecnico. In questa nuova posizione, Pellegrini diventerà la prima alternativa alla coppia KonéCristante.

L’obiettivo personale del numero 7 è provare a guadagnarsi il rinnovo del contratto in scadenza, anche se al momento i segnali dalla società non sono incoraggianti. Il suo riposizionamento, però, potrebbe ridurre lo spazio per Niccolò Pisilli, che, nonostante la recente doppietta in Under 21, a gennaio potrebbe partire in prestito. Intanto, buone notizie arrivano da Evan Ferguson, completamente recuperato dal problema alla caviglia.

(gasport)