Oggi la sfida al Milan. Poi arriva il Barcellona

Il calendario della Roma di Rossettini è di fuoco. Tra gli impegni in Champions contro Real Madrid (sconfitta per 6-2] e Barcellona (atteso mercoledì al Tre Fontane], all’ora di pranzo Giugliano e compagne affrontano il Milan nella seconda giornata di campionato. È una trasferta tostissima (ore 12.30, diretta tv su Dazn], considerando il recente precedente in Coppa di Lega, quel successo di misura firmato da Galli nel finale poco più di un mese fa.
[…] Rossettini ha la grande chance di restare in vetta alla classifica, potenzialmente a +5 punti dalla Juventus, la rivale di sempre, che ieri è stata sconfitta a sorpresa dal Como. Thogersen e rientrata nella lista delle convocate, mentre restano ai box Lukasova e Babajide, out a causa di una lesione muscolare di medio grado al bicipite femorale sinistro. In porta toccherà di nuovo a Baldi, mentre si scaldano Pandini e Corelli.

(Corsport)

Craig Butler: “Bailey porterà la Roma più in alto”

IL ROMANISTA – Craig Butler, agente e padre adottivo di Leon Bailey, è stato intervistato dal quotidiano dedicato ai giallorossi. Ecco le sue dichiarazioni sul giamaicano arrivato in prestito questa estate:

Butler, noi i popcorn li abbiamo preparati, proprio come ci ha consigliato. Ma cosa dobbiamo realmente aspettarci da Bailey?
«Molti non lo sanno ma dieci anni fa ci fu la possibilità di vederlo in giallorosso. Venni a Roma, un luogo magico, pieno di storia, e gli dissi: «Tu che sei un lottatore nato non puoi non misurarti nella terra dei gladiatori». Ma non fu possibile realizzare il trasferimento. Da Leon aspettatevi di tutto: è un talento creativo, che gioca con il cuore, gioca per i tifosi e per la squadra, parliamo di un ragazzo davvero innamorato di questo gioco. Non lo ha mai fatto con l’obiettivo di guadagnare soldi, da sempre ama il calcio e gli dedica tempo ogni giorno da quando ha 6 anni. Porterà gol, assist e la Roma ai livelli più alti, dove merita di stare».

Che beffa partire così però. Immagino sia stata dura per lui vivere questo inizio di stagione lontano dal campo?
«Sì, decisamente è stato un periodo molto difficile. Non vede l’ora di giocare e ormai il countdown si è quasi azzerato. Gli ho sempre detto: «Non affrettare, fai le cose per bene e torna quando ti senti sicuro». Ha lavorato duro, anche se lontano dai compagni, ma tornerà insieme al resto del gruppo molto presto».

Mi svela un retroscena: come ha saputo dell’infortunio? Fu la Roma ad avvisarla o direttamente Leon a chiamarla?
«Ero sul punto di imbarcarmi sul volo che mi avrebbe riportato a casa. Le visite mediche erano state perfette, tutto era andato per il verso giusto. Poi mi squilla il telefono ed era Leon…»

E come ha esordito?
«“Cattive notizie in arrivo. Mi sono allenato con la squadra, poi calciando ho sentito dolore e non sembra roba di poco conto”. “Oh, man…” risposi incredulo. Ma Leon è un ragazzo molto competitivo, mai conosciuto nessuno come lui, dopo di me sia chiaro (ride, ndr). Gli ho fatto l’esempio di Arjen Robben, che per me è stato uno degli esterni più forti di tutti i tempi: lui dopo gli infortuni tornava più forte di prima. E questo deve motivare Leon nel pensare di fare una splendida stagione. Vogliamo che i tifosi siano contenti. L’incredibile accoglienza ricevuta all’aeroporto lo ha fatto subito sentire ben accolto e finalmente a breve potrà mostrare le sue qualità. Dieci anni fa insieme a Frederic (Massara, ndr) non riuscimmo a chiudere l’affare, ma i rapporti hanno permesso che questo accadesse ora».

Secondo lei in cosa la Serie A potrà migliorare ancora di più Leon e cosa potrà portare lui nel nostro campionato?
«In Belgio al primo anno è stato il miglior giocatore giovane della stagione, in Germania lo stesso, in Inghilterra ha riportato l’Aston Villa in Champions League per la prima volta nella storia del club. La Serie A sarà una grande sfida per lui, senza dubbio, mentre lui porterà creatività, goal, assist, scelte giuste e vittorie, ma tanto lavoro di squadra. Gli ripeto sempre di non dimenticarsi mai che la squadra è più importante del singolo».

E quanto può rivelarsi Gasperini l’allenatore giusto per Leon?
«Sono fortemente convinto di questo. E le dico una cosa: Gasperini era assolutamente entusiasta di avere Leon a disposizione e questo è fondamentale perché la cosa più importante nel calcio è il rapporto tra allenatore e calciatore. Se un allenatore vuole un calciatore e crede in lui, tutto funzionerà nel verso giusto. E Leon è un ragazzo che metterà a disposizione tutto il suo talento. Quando era piccolo, aveva poco più di 6 anni, gli domandavo spesso: “Cosa sei disposto a fare per diventar un giorno un calciatore professionista?”, lui mi rispondeva: “Tutto”. Ma il talento viene valorizzato solo se l’allenatore crede in te».

Lei che lo conosce meglio di chiunque altro, Bailey rende meglio sulla fascia sinistra o su quella destra? Deve sapere che a Roma su questo tema il dibattito è più aperto che mai…
«Leon può giocare in tutte e tre le posizioni d’attacco, ha le qualità necessarie per farlo. Questo lo rende un giocatore assolutamente imprevedibile. D’altronde può giocare a destra, rientrare e calciare verso la porta, ma lo stesso discorso vale a sinistra, dove può rientrare e calciare anche con il destro. Lui può fare quello che vuole, calcia perfettamente con entrambi i piedi. Creatività, abilità tecniche, fenomenale nell’uno contro uno: può esser pericoloso in ogni zona dell’attacco».

Butler, facciamo un passo indietro in estate. Quando è nata realmente l’opportunità in estate per Bailey di trasferirsi a Roma?
«Lei deve sapere una cosa. Io e Frederic (Massara, ndr) ci conosciamo da tanto tempo, ogni festività, come a Natale ad esempio, ci scambiamo gli auguri. In questi anni siamo rimasti sempre in contatto, anche quando è andato a lavorare al Milan, il nostro rapporto è davvero ottimo. E così un giorno mi chiamò e mi disse: “Craig, è finalmente è arrivato il momento per Leon di arrivare a Roma”. Fu molto diretto, senza giri di parole e io risposi: “It’s time to go, andiamo!”. L’ho seguito passo dopo passo, dall’arrivo alle visite sino ai primi approcci con l’ambiente. Ma quando ho visto la qualità umana di Gasperini, Massara e altri componenti ho capito che sarei potuto tornare a casa, era sicuro che lo stavo lasciando in ottime mani».

E l’approccio con la città e i tifosi: come si sta trovando Leon? Roma è decisamente diversa rispetto a Birmingham…
«Beh, direi. C’è persino il sole (ride, ndr). Scherzi a parte, lui è un “island boy” e questo fa tutta la differenza del mondo. Roma per me è come La Mecca, credo molto nel valore della sua straordinaria storia. La famiglia si è ambientata subito bene, trovando una comunità molto unita; stanno visitando la città, hanno l’opportunità di andare al mare e in più gli italiani sono molto accoglienti, tutto questo è perfetto per lui. Ora deve parlare solo il campo. Qui dove Totti ha fatto la storia, proverà a fare del suo meglio».

Con quali compagni ha già legato?
«Con tutti i compagni, non è mai stato uno troppo individualista. Posso però dire che non vedo l’ora di vederlo all’opera con quel campione argentino…».

Si riferisce a Dybala?
«Sì, quel ragazzo è davvero un talento assoluto. S’immagina cosa possono combinare insieme quei due?».

Speriamo di vederli all’opera molto presto. Tra l’altro in Roma-Inter può arrivare la prima convocazione per Bailey: la aspettiamo all’Olimpico?
«Assolutamente, sarò lì. Giusto il tempo di farsi 14 ore di volo…».

Roma-Inter è vicinissima al soldout. Continua la lotta al secondary ticketing

C’è la sosta, ma l’attività dei tifosi della Roma è sempre fervente in vista della ripresa del campionato e dell’Europa League: il big match di sabato con l’Inter ha scavalcato la soglia dei 64 mila presenti, mentre per l’impegno internazionale col Viktoria Plzen siamo a quota 51 mila. Procede bene anche il pack ParmaMidtjllandNapoli (oltre i 44 mila abbonati venduti 2.500 biglietti). Intanto ieri il club ha diramato una guida per aiutare i tifosi a comprendere al meglio il nuovo tipo di ingresso digitale, visto che da alcune settimane è stato introdotto il biglietto digitale come unica modalità di accesso allo stadio. Una modalità che abbraccia una scelta di sostenibilità e che punta a tutelare proprio i tifosi e a combattere il Secondary Ticketing, cioè ogni pratica di rivendita non autorizzata (come la rivendita dei biglietti su piattaforme non ufficiali) dei titoli d’ingresso allo stadio e volta ad abbattere dunque quel mercato parallelo che riduce inevitabilmente la disponibilità dei biglietti. […] I biglietti infatti vengono emessi in modalità digitale per essere caricati sul “wallet” del proprio smartphone, come accade per le carte d’imbarco dei biglietti aerei, e comunque sull’app  “Il Mio Posto”. […] Stop (anche tecnicamente) agli screenshot del biglietto/abbonamento per cederlo a terzi, o rivendita tramite piattaforme alternative, nemmeno ad un prezzo inferiore a quello di acquisto.

(Il Romanista)

Per Gasp c’è Ziolkowski in ascesa

IL TEMPO (F. BIAFORA) – La voglia di diventare subito grande. Jan Ziolkowski sta vivendo un momento più che felice, forse il più bello della sua carriera fino ad oggi, avendo trovato le prime due presenze con la maglia della Roma e l’esordio assoluto con la nazionale della
Polonia. E ora vuole convincere Gasperini a dargli maggiore spazio. Il difensore, la cui carta d’identità recita appena 20 anni, è arrivato in Italia in estate, al termine di una trattativa estenuante: Massara ha dovuto resistere agli inserimenti di numerosi altri club, potendo però contare sulla «fedeltà» assoluta del ragazzo, che pensava soltanto alla Roma. 6,6 milioni di euro (senza bonus, ma con un 10% sulla futura rivendita) sono stati versati dai giallorossi al Legia Varsavia, con Ziolkowski che ha firmato per cinque anni. Dopo un iniziale periodo di adattamento per il trasferimento in un nuovo Paese e in un gruppo guidato da un allenatore che applica un tipo di calcio molto particolare ed esigente per il reparto arretrato, ora il classe 2005 sta iniziando ad avere le sue chance. Mancini, Hermoso, N’Dicka e Celik partono sicuramente avanti, ma Ziolkowski sta sgomitando per raggiungere il livello dei titolari. Gasperini lo ha fatto esordire contro il Verona per cercare di rinforzare una difesa un po’ ballerina, proponendolo nuovamente nel finale della trasferta con la Fiorentina quando il risultato era tutt’altro che sicuro. Segno che il tecnico ne sta apprezzando l’applicazione e le qualità, senza avere paura di mandarlo in mezzo alla mischia. A coronare il momento magico per il giovane talento è arrivata anche la decisione del ct della Polonia, Urban, che giovedì sera l’ha scelto nella formazione iniziale dell’amichevole contro la Nuova Zelanda e l’ha tenuto in campo tutta la gara. «È un acquisto che ha visto Massara e mi fido delle sue intuizioni. È un profilo giusto da mettere dietro a Mancini, speriamo che sia un giocatore di alto livello, come sta dimostrando in questi inizio di carriera», aveva detto di lui Gasp a fine estate, con il processo di crescita e maturazione che sta andando veloce. La speranza del ragazzo è quella di riuscire a partire titolare anche con la Roma in una delle prossime partite di Europa League, certo di poter dimostrare tanto quando verrà chiamato in causa. Intanto ieri è andato in scena l’ultimo allenamento della settimana, con Gasperini che ha dato a tutti appuntamento a martedì pomeriggio. Lì si aspetta di ritrovare Angelino e Wesley, resta invece da capire se Bailey riuscirà ad aggregarsi. Il giamaicano vuole strappare almeno una convocazione contro l’Inter.

Recupera e si ricarica: Wesley punta l’Inter

Wesley è entrato in modalità risparmio energetico. Il forfait per la convocazione del Brasile di Ancelotti, ufficialmente dovuto a una contusione, si è rivelato, tutto sommato, una benedizione per la Roma. […] Con il Flamengo ha disputato un’intensa annata tra campionato Carioca, Serie A brasiliana, coppe nazionali, Libertadores e il Mondiale per Club, accumulando fatiche che lo hanno portato vicino al limite. Questo stop forzato gli permetterà di staccare la spina come se fosse un breve periodo di ferie estive mai godute, preparandolo al meglio per il rush finale che lo attende fino a giugno. Wesley tornerà ad allenarsi con il gruppo con ogni probabilità martedì prossimo. In questi giorni, il giocatore seguirà un programma di recupero mirato: la contusione, non particolarmente grave, sarà gestita con naturalezza, ma l’obiettivo principale sarà alleggerire i carichi di lavoro. L’esterno va gestito e preservato: senza una tabella di marcia ad hoc rischierebbe di affrontare l’equivalente di due stagioni consecutive senza pause. […] Dopo un anno solare a spingere a tavoletta sulla corsia di destra, questa mini vacanza forzata potrebbe rivelarsi la chiave di volta per affrontare al top i prossimi mesi, che tra l’altro conducono al Mondiale.

(Corsport)

Roma, addio ai biglietti. Ticket solo con il qr code: “Stop al bagarinaggio”

Da qualche settimana i tifosi della Roma hanno imparato a convivere con un piccolo cambiamento che segna la fine di un’epoca. Niente più biglietti di carta da staccare e conservare nel portafoglio. […] Oggi all’Olimpico si entra solo con un qr code caricato sul proprio wallet: un gesto più veloce, più moderno, ma anche impersonale. Che trasforma il biglietto in un anonimo segno digitale. […] Solo nel mese di settembre, grazie a queste segnalazioni e all’attività di monitoraggio costante del club, sono state inviate oltre 300 lettere di diffida a utenti sorpresi a rivendere biglietti su piattaforme non ufficiali. […] L’obiettivo è chiaro: proteggere la comunità giallorossa e riportare dentro i canali ufficiali l’intera filiera dei biglietti. Per questo la società – in linea con le grandi competizioni Fifa e Uefa – ha reso digitale l’unico titolo valido di accesso allo stadio. Un sistema che rende ogni titolo unico e tracciabile. È una scelta che guarda alla sostenibilità, ma soprattutto alla sicurezza. Perché ogni screenshot ceduto a un amico o venduto online rischia di finire nel circuito dei falsi o dei doppioni. Chi acquista sui canali ufficiali – sito, app o piattaforma abbonamenti – ha la garanzia di un posto sicuro e di un accesso regolare. Chi prova a cedere il proprio tagliando su siti alternativi riceve, ormai, una diffida formale. […]

(la Repubblica)

Pisilli chiama Gasp. Ora però serve il cambio di passo

Settantadue minuti, due gol e un sorriso che mancava da tempo. La serata di Niccolò Pisilli con l’Italia Under 21 contro la Svezia è stata una ventata d’aria fresca, un segnale di vitalità in un periodo complesso. La doppietta – un destro preciso all’angolino e un inserimento dei suoi – ha raccontato meglio di ogni parola il momento del centrocampista romano: talento intatto, fiducia da ritrovare. […] Alla Roma, invece, la stagione non è iniziata come avrebbe immaginato. Tra campionato ed Europa League ha accumulato appena 63 minuti, senza mai partire titolare. Gasperini lo ha impiegato con parsimonia, spesso fuori ruolo, nel cuore di un 3-4-2-1 che premia muscoli ed equilibrio. […] La scorsa stagione il rinnovo fino al 2029 e un contratto importante avevano certificato la fiducia del club. Oggi quella promessa è chiamata a resistere alle difficoltà. Gasperini non ha mai nascosto di apprezzarne l’applicazione e la duttilità, ma al tempo stesso pretende di più nella lettura del gioco e nella velocità di pensiero. […] A Trigoria nessuno pensa a un addio anticipato, anche se un prestito a gennaio non è escluso per garantirgli minutaggio. Molto dipenderà dalle esigenze del centrocampo, con El Aynaoui atteso in Coppa d’Africa e Cristante e Koné costretti agli straordinari. […]

(Corsera)

Nela: “Ho cominciato da raccomandato. Anche il cancro è stata una partita”

CORSERA – Sebino Nela, ex giocatore della Roma, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano. Ecco alcune delle sue parole, dalla sua esperienza da calciatore fino all’impatto del cancro sulla sua vita.

«Picchia Sebino», cantavano i tifosi della Roma.
«E io non ho mai picchiato nessuno. Si riferiva al fatto che ero tignoso in campo».

Gli inizi al Genoa.
«Ero tifoso rossoblù, come mio papà: ero magro e mi hanno scartato. Sono entrato con una raccomandazione».

Cioè?
«Un amico di mio padre, tifoso del Genoa: “Ci penso io”. Il primo campo in erba l’ho visto quando ho esordito in serie B: ho sempre giocato sulla terra, sulla pozzolana».

Tanti sacrifici.
«Tre ore di autobus al giorno. Sveglia alle sei, scuola, allenamenti, poi aiutavo i miei
genitori nel loro ristorante. Aprivo i libri a mezzanotte, mi addormentavo subito».

Quali valori le hanno trasmesso i genitori?
«Mio padre ha sempre lavorato 18 ore al giorno, in cucina. È stato imbarcato sulle
navi. Mia madre non si comprava le calze per prendere le scarpe da calcio a me»
.
Poi ha iniziato a guadagnare.
«Ho ritrovato il primo contratto con la Roma: 40 milioni lordi di lire. I miei genitori
hanno smesso di lavorare. Il momento più bello della vita è quando ho portato a casa il premio in denaro dopo l’esordio con il Genoa: papà si è messo a piangere».

La stagione dello scudetto, 1982/83.
«Ho capito immediatamente che cos’era la Roma. Le tifoserie rivali ci insultavano in tutti i modi: mi raddoppiavano le energie».

Poi la finale di Coppa dei Campioni persa con il Liverpool, l’anno successivo. Ha avuto un buon pallone che però ha servito a Graziani.
«Avrei potuto calciare. Ma quella sconfitta l’ho digerita bene. È stata peggio quella con il Lecce che ci è costata lo scudetto due anni dopo».

Giocare a Roma è difficile?
«È la città perfetta, a Milano ci sono più distrazioni. C’è un solo dato di fatto: non abbiamo mai avuto patron forti, a eccezione di Dino Viola e Franco Sensi, con cui abbiamo vinto. Quello che è ora De Laurentiis. Ma l’ambiente non c’entra nulla. Anche perché la Roma ha una delle migliori tifoserie d’Europa».

Il rapporto con Falcao?
«È una persona meravigliosa. Ma quando non ha calciato il rigore in finale con il Liverpool, mi ha deluso. So che un paio d’anni fa si è pentito».

Il cancro al colon: come l’ha affrontato?
«Noi calciatori viviamo di obiettivi, una partita dopo l’altra. Con la malattia ho fatto così. Passavo cinque ore in bagno tutte le notti con i dolori di stomaco dopo la chemio. Mi sono detto: “Cerchiamo di stare in bagno quattro ore. Poi tre e mezzo, poi tre”. Ha funzionato. L’unica cosa che mi porto dietro è questa stupidaggine della gente che mi dice: “Non c’erano dubbi che con quel fisico ne venissi fuori”. E allora tutti i colleghi che ho perso? Vincenzo D’Amico, Paolo Rossi, Sinisa Mihajlovic, Gianluca Vialli. L’unica differenza tra me e loro è che io sono stato più fortunato».

La famiglia?
«Una notte ho trovato mia moglie e le figlie che piangevano, ho detto: “Basta, siete
voi che dovete aiutare me”. Dentro casa la situazione è cambiata. Ho perso mio padre per questa malattia, suo fratello. Ho perso mia sorella, la persona che stimavo di più al mondo: si è lasciata morire dopo 8 anni di cure. L’altra mia sorella convive da 14 anni con il cancro. Una famiglia falcidiata dai tumori: non ce lo meritavamo».

Qual è stata la cosa più difficile da superare?
«Mi spiaceva farmi vedere pallido. Ora cerco di essere sempre abbronzato».

Chi vince lo scudetto?
«Il Napoli ha tutto per riconfermarsi, l’Inter è la squadra che gioca meglio, il Milan
può essere la mina vagante».

E la Roma?
«Arrivare nelle prime quattro sarebbe un risultato straordinario. L’inizio è convincente, vediamo anche il cammino delle altre. Gasperini richiede tempo».

 

Sprint Koné. Francia e Roma ad alta quota

A distanza di sette mesi dall’ultima volta Manu Koné è tornato a guardare un’intera partita dalla panchina. A marzo – un po’ a sorpresa – aveva saltato la gara di ritorno contro l’Athletic Club mentre venerdì sera Deschamps lo ha risparmiato nel match contro l’Azerbaigian e Gasp ringrazia a distanza. Quasi sicuramente tornerà in campo domani contro l’Islanda per ipotecare la qualificazione al Mondiale, poi tornerà nella Capitale martedì per mettersi a disposizione alla ripresa degli allenamenti. Nel mirino c’è l’Inter, la squadra che più di tutte la scorsa estate ha provato a strapparlo alla Roma. A Ferragosto era diventato l’obiettivo numero uno di Chivu che ora se lo ritroverà di fronte. […] Non era reputato incedibile (così come tutti in rosa) e i nerazzurri erano pronti a mettere sul piatto poco meno di 45 milioni di euro, cifra considerata troppo bassa dai Friedkin. I presidenti, inoltre, avevano anche registrato un notevole malcontento da parte della tifoseria. Quel ‘no’ ha cambiato volto agli ultimi giorni di mercato, la cessione avrebbe portato nella Capitale il tanto desiderato esterno d’attacco e un altro centrocampista. […]  Col passare delle settimane il valore è cresciuto e i 45 milioni di euro che l’Inter aveva intenzione di spendere ormai non basterebbero più. E col Mondiale in arrivo può lievitare ancora. In estate i top club europei inizieranno senza dubbio a bussare alle porte di Trigoria, e Manu – arrivato per 18 milioni di euro – rappresenterebbe una ricca plusvalenza. […] Un rubapalloni tra i migliori in rosa (solamente Mancini è sopra di lui in classifica) e un vero e proprio guerriero in mezzo al campo. Non a caso è terzo in Serie A per duelli vinti (42), meglio di lui Nico Paz (47) e Masini (49). Un difetto? I gol. L’errore sottoporta col Bologna è da penna rossa e anche la scorsa stagione ha dimostrato poca freddezza nell’area piccola. Non è un problema per Gasperini che da lui si aspetta altro, ma sta lavorando in allenamento per migliorare sotto questo punto di vista. […] Sabato contro l’Inter guiderà il centrocampo col solito Cristante. I due si trovano bene e Gasp ha ereditato la coppia utilizzata da Ranieri. […]

(Il Messaggero)

Chivu, è allarme Toro. Spremuto dall’Argentina

[…] Dalla prima settimana della sosta per le nazionali non sono arrivate buone notizie in casa Inter sul fronte Lautaro Martinez. Come scritto, mercoledì sera è giunta dagli Stati Uniti la notizia dello slittamento dalla notte italiana fra il 13 e il 14 ottobre a quella successiva del test fra i campioni del Mondo e il Portorico, spostata da Chicago a Ford Lauderdale per motivi di sicurezza visti i disordini sorti dalle proteste contro le politiche di immigrazione di Donald Trump. Così facendo, però, Lautaro Martinez arriverà a Milano il pomeriggio del 16 ottobre quando nei programmi originari sarebbe dovuto rientrare il 15, riposare e poi presentarsi alla Pinetina per svolgere due allenamenti, giovedì 16 appunto e venerdì 17, prima della trasferta all’Olimpico contro la Roma in programma sabato 18 alle 20.45. […] Già, perché nella notte fra venerdì e sabato il capitano dell’Inter è rimasto in campo per tutto il match contro il Venezuela, una partita stregata per il “Toro” che ha servito l’assist per l’1-0 di Lo Celso al 31′ del primo tempo, però ha poi dovuto fare i conti con Contreras, portiere de “la Vinotinto” che ha parato di tutto. […] Quindi una frase che può far sperare l’Inter: «Martedì tutti i nuovi calciatori giocheranno sicuramente, col Venezuela non hanno avuto la possibilità e spero che ne approfittino». Chivu, che a Roma dovrà fare a meno al 99% di Thuram, ci conta. […] Il tecnico romeno dovrà valutare le condizioni con cui l’argentino rientrerà e capire se e come utilizzarlo a Roma, se dall’inizio in coppia con Bonny, o portarlo in panchina lasciando spazio a Pio Esposito. Molto dipenderà dalla partita di martedì contro Portorico: Pochettino farà un regalo all’Inter?

(Tuttosport)