Roma, campagna social per separarsi dai big “Friedkin ora ascoltaci”

Malen in conduzione. Ghilardi smista la palla, Pellegrini imposta ed El Shaarawy prova il solito tiro a giro. Tutto sotto gli occhi di un Gasperini immortalato a braccia conserte sul campo di allenamento di Trigoria. Così la Roma, nel suo ultimo post Instagram, racconta i postumi del tracollo milanese. (…) Decine, centinaia di commenti tutti uguali con l’hashtag #noairinnovi accompagnato dal riferimento al profilo ufficiale del Friedkin group. Tecnicamente si chiama comment bombing. In realtà è rabbia. (…) Una di quelle iniziative che in passato hanno fatto breccia nel cuore di Dan e Ryan Friedkin, sempre attenti agli umori della piazza. Una proprietà che per bussola ha già avuto il consenso popolare. Lo ha dimostrato quando la scorsa estate ha fermato la cessione di Manu Koné all’Inter. Quando a poche ore dalla chiusura del calciomercato, la stagione precedente, fermarono un Paulo Dybala (con l’aiuto della moglie Oriana Sabatini) pronto a trasferirsi in Arabia Saudita. E, ancora, quando arrivò l’improvviso dietrofront sull’arrivo a Roma di Leonardo Bonucci, simbolo juventino e quindi inviso ai tifosi. Ora c’è il caso dei big giallorossi, Pellegrini, Cristante e Mancini in testa. Il popolo giallorosso chiede ai Friedkin di abbandonare qualsiasi proposito di rinnovo per i tre, ma pure per gli altri giocatori in scadenza considerati colpevoli per i risultati collezionati negli ultimi anni. se e vero che la presidenza ha promesso una “rivoluzione”, l’hashtag e la campagna social non sarà troppo difficile da digerire. (…) Impossibile ignorare il pressing social. Ma i prossimi 90 minuti sono importanti, forse gli ultimi utili per cercare il rilancio nella corsa Champions. Perché Como e Juventus, dirette concorrenti, se la vedranno rispettivamente con Inter e Atalanta. (…) L’allenatore, allora, studia la formazione. Tante certezze, dettate soprattutto dall’emergenza infortuni. Davanti a Svilar ci saranno Ghilardi, Ndicka e Hermoso. A centrocampo ecco Celik, Cristante, Pisilli e uno tra Rensch e Tsimikas. In attacco, dopo il ritorno a San Siro, conferma per Mati Soulé dietro a Malen, con Robinio Vaz che si gioca una maglia da titolare al posto di Lorenzo Pellegrini. Fuori Mancini, Wesley, Koné e Dybala.

(La Repubblica)

Ziolkowski ha richieste in Premier

Sirene dalla Premier League per Ziolkowski. Il difensore, già visionato dal vivo da alcuni osservatori di club Inglesi, è entrato nella lista dei desideri del Newcastle
secondo i media polacchi. Il centrale aspetta la sua occasione, ma non gioca titolare dalla magica notte di Atene, quando realizzò un gol in tuffo regalando alla Roma
la qualificazione diretta al tabellone di Europa League. Da lì in poi il suo minutaggio è stato ridotto. […] «Stiamo valutando ogni possibile soluzione per permettere a Jan di giocare con regolarità, compresa la sua partenza», ha rivelato una fonte vicina al ragazzo. In caso di cessione, la Roma centrerà una plusvalenza non indifferente.

(Corsport)

La rivoluzione Friedkiniana: tre colpi per Gasp e il rinnovamento del nucleo centrale

C’è una Roma che cambia asse, che ribalta il proprio sistema come se fosse un planisfero capovolto. Una Roma che prova a riscrivere le coordinate del suo universo calcistico partendo da un’idea tanto radicale quanto chiara: spostare il centro di gravità. Non più la squadra intesa come somma di individualità, ma l’allenatore come fulcro assoluto. Una rivoluzione, appunto. Friedkiniana.
Un cambio di paradigma che ricorda, per portata concettuale, una vera rivoluzione copernicana: il tecnico al centro, il resto a orbitargli attorno. E in questo nuovo ordine giallorosso il nome è già inciso, netto: Gasperini. Il “Gaspcentrismo” non è solo una suggestione, ma una linea guida destinata a orientare ogni scelta futura. […]

La sconfitta di Pasqua contro l’Inter non è stata solo un passo falso, ma una certificazione. Un verdetto netto: questa Roma, così costruita, non è competitiva. E allora basta rattoppi, basta compromessi. La stagione, nelle idee dei Friedkin, era già stata etichettata come di transizione, con qualche lampo positivo ma senza mai perdere di vista la realtà. Per uscire dalla palude dei quinti e sesti posti serve uno strappo. Deciso. Profondo. Strutturale. Il primo fronte è quello economico. A Trigoria si fanno i conti, si studia il margine, si pianifica il futuro. Il nodo resta il fair play finanziario, ma dopo il 30 giugno lo scenario potrebbe cambiare, come aveva detto Ranieri parlando di “mercato complicato” riferendosi agli ultimi due ora completati, auspicando maggiore libertà dal prossimo luglio. La chiusura del settlement agreement passa inevitabilmente da una plusvalenza pesante: (almeno) una cessione importante, dolorosa ma necessaria, capace di accontentare l’Uefa e generare liquidità. […] Poi verrà il mercato, quello vero. […] Subito tre mosse, chiare e mirate. La prima: un attaccante di sinistra di alto livello, quella pedina mai arrivata nelle ultime sessioni e diventata ormai una priorità assoluta. La seconda: un terzino sinistro naturale, per liberare Wesley e restituirlo alla sua corsia preferita, a destra. La terza: un centrocampista offensivo, capace di cucire il gioco ma anche di incidere avanti con qualità, inserimenti, assist e gol. Tre innesti, ma soprattutto tre segnali. Perché il mercato non sarà solo entrate, ma anche uscite. E qui la rivoluzione si farà sentire davvero: tanti elementi, tra comprimari e senatori, sono destinati a lasciare. […] La Roma si prepara a voltare pagina. […]

(Corsport)

In difesa nuova chance per Ghilardi

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Dopo una prima metà di stagione in cui è stato utilizzato con il contagocce, nella partita contro il Pisa si riaprono nuovamente le porte della titolarità per Ghilardi. Il toscano è infatti davanti nelle gerarchie di Gasperini rispetto a Ziolkowski e contro la squadra di Hiljemark sarà lui a prendere il posto di Mancini, out per infortunio (l’obiettivo è recuperare per l’Atalanta). L’ex Verona nel 2025 ha accumulato appena 129 minuti con la maglia della Roma, mentre dall’inizio del nuovo anno complessivamente è sceso in campo per 1158 minuti. Un evidente cambio di rotta, sicuramente coinciso con un diverse assenze dei compagni di reparto, ma dovuto anche ad una maggiore affidabilità nel contesto tattico dell’allenatore. Oltre a lui, che dal pareggio con la Juventus è diventato giallorosso a titolo definitivo per 7,5 milioni, l’unico altro dubbio riguarda la fascia sinistra. Tsimikas insidia il deludente Rensch per prendere il posto di Wesley, che anche ieri non si è allenato col gruppo.

Gasp tira dritto

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – È ancora presto per cantare il «De Profundis». Per tirare le somme ed effettuare il bilancio del primo anno di Gian Piero Gasperini nella Capitale. Perché mancano ancora sette partite per chiudere la stagione. E tra gli scenari possibili alla fine della trentaduesima giornata di Serie A, esiste anche quello in cui la Roma si ritrovi ad un punto di distanza dal quarto posto. Servirà una mano dall’Inter per fermare la corsa del Como e una mancata vittoria della Juventus contro l’Atalanta a Bergamo. Ancor prima, però, i giallorossi hanno l’obbligo di superare il Pisa nella sfida che domani sera, all’Olimpico, aprirà il prossimo turno di campionato. Prendersi i tre punti contro l’ultima in classifica per restare in vita in una corsa alla Champions che vede la squadra di Gasperini in una posizione tutt’altro che favorevole dopo i risultati degli ultimi quaranta giorni. Il blackout del secondo tempo di San Siro e le cinque reti incassate da Lautaro Martinez e compagni hanno aperto nuove crepe. E nel mirino dei Friedkin sono finiti quei calciatori che da diversi anni, ormai, sono a Trigoria. Quei fedelissimi a cui il tecnico di Grugliasco – oggi terrà la conferenza stampa alle
13:30 – si affiderà anche domani per uscire dalle sabbie mobili. Perché nella visione espressa dall’allenatore piemontese alla vigilia della gara con l’Inter e ribadita dalla pancia di San Siro dopo la disfatta di Pasqua, la Romaha un gruppo forte, che non va smantellato, ma migliorato“. Non deve sorprendere, dunque, la centralità di Cristante nelle idee di Gasperini. Il numero quattro giallorosso è finito nuovamente al centro delle critiche dopo la prestazione negativa di Milano. Eppure, il tecnico di Grugliasco non ci rinuncia praticamente mai. Togliendo la gara dell’Olimpico con il Sassuolo in cui era squalificato, Cristante è stato escluso dal piemontese soltanto in un’occasione – la gara di Marassi contro il Genoa – dall’undici titolare in campionato. Il contributo offerto da El Aynaoui e la crescita di Pisilli non sono stati sufficienti per far retrocedere nelle gerarchie il capitano giallorosso, che è il terzo giocatore per minuti (2.504) collezionati quest’anno in Serie A alle spalle di Mancini (2.581) e Svilar (2.790). L’ex difensore dell’Atalanta sarà costretto a saltare l’appuntamento con il Pisa, ma Gasperini potrà contare sugli altri due pilastri, Hermoso e N’Dicka, della sua difesa. Quella che è stata, per buona parte della stagione, la migliore d’Italia e d’Europa, prima di smarrirsi completamente. E a destra, nonostante i prossimi tre mesi rischino di essere gli ultimi nella Capitale, la scelta non potrà che ricadere su Celik. Nessuno stravolgimento, neanche in attacco. Dove Gasperini spera che Malen ritrovi la sua vena realizzativa. Il rigore del momentaneo vantaggio a Como, infatti, resta l’unica rete realizzata in campionato nell’ultimo mese dell’attaccante in prestito dall’Aston Villa. Che rimane, comunque, la principale arma offensiva della Roma. E anche in una serata complicata come quella di Milano, è stato l’ultimo ad alzare bandiera bianca. Il compito di innescare Malen spetterà a Soulé e Pellegrini. Il futuro del numero sette giallorosso è ancora
tutto da definire. Non è mutato, invece, l’obiettivo. Riportare la Roma nell’Olimpo del calcio europeo.

Wesley può anticipare il rientro

«Scegli una paura al giorno e dimostra chi comanda». Wesley ha scelto questa frase motivazionale, pubblicata ieri sui social con abbinata un’immagine di un leone, per informare i suoi fan sui progressi della terapia alla quale si è sottoposto per guarire dalla lesione miotendinea del bicipite femorale destro. L’infortunio accusato il 27 marzo in nazionale durante l’amichevole tra Francia e Brasile non può ancora dirsi in via di guarigione, però le condizioni del terzino sono in netto miglioramento; al punto che il mese di stop previsto potrebbe accorciarsi a tre settimane. Nel concreto, permettendogli di essere regolarmente in campo domenica 25 aprile a Bologna, o meglio ancora, sabato 18 nello scontro diretto dell’Olimpico contro l’Atalanta. […]

(Corsport)

Champions possibile ma nel club si dibatte: rivoluzione o rinforzi

Il solito loop che accompagna la Roma in queste settimane. D’attualità è la partita casalinga con il Pisa, domani all’Olimpico, da vincere per tenere aperta la corsa Champions. E quindi per mettere pressione alle rivali che precedono i giallorossi in classifica, il Como quarto a +4 e la Juve quinta a +3 impegnate domenica contro l’Inter e sabato a Bergamo contro l’Atalanta. Ma oltre al presente, c’è il futuro. Perché, insieme con le ultime sette tappe del campionato, continua a tenere banco la programmazione per la prossima stagione. Gasperini è concentrato su entrambi i fronti. Perché, oltre a dedicarsi alla preparazione del match all’Olimpico contro l’ultima in classifica, è curioso di conoscere quale sarà la strategia decisa dalla proprietà per la Roma che verrà. E in attesa lui come la piazza. Perché ancora non va dato per sicuro l’azzeramento della rosa, come da messaggio veicolato da dentro Trigoria dopo il pesante ko di domenica contro l’Inter a San Siro. […]

Gasperini si è esposto alla vigilia della partita contro l’Inter. E ha indicato la via. Con questa formula: «La rosa va rinforzata, non smantellata». La sintesi del suo ragionamento è semplice. Vanno presi almeno tre titolari, due attaccanti, con la priorità all’esterno alto da piazzare a sinistra. Poi il laterale mancino per spostare Wesley a destra. Impostazione, dunque, semplice. […] È chiaro che tre novità, pure se tre titolari, non basteranno in caso di cessione di qualche big. E il ferimento va subito a Svilar e Ndicka (arrivati a costo zero) e Pisilli (cresciuto nel settore giovanile). Via loro, la plusvalenza è totale. Ma chi parte, è poi da sostituire. E in questo caso aumenterebbero i titolari da prendere. Dal piano di Gasperini si passa a quello ipotizzato dai Friedkin e al momento affidato a Massara. È scontato che facendo piazza pulita il bilancio andrebbe a posto. Diminuirebbero i costi, senza più i senatori e i loro stipendi esagerati. […] La Roma sarà migliore di quell’attuale solo con altri Wesley e Malen. In caso di rivoluzione, non c’è altra strada.

(Corsera)

Dybala accelera e prenota il Bologna

Un mese e almeno cinque partite, salvo nuovi imprevisti.
Paulo Dybala accelera e punta a tornare in anticipo. (…) A un mese dall’operazione al menisco, l’argentino si è sottoposto nelle ultime ore a un controllo a Villa stuart, con esito positivo. Dybala è tornato così a correre, (…) anche se per rivederlo tra i titolari probabilmente bisognerà aspettare il 25 aprile contro il Bologna. La Joya, nel frattempo, ha messo in stand by le offerte arrivate da Boca Juniors e Turchia. Prima di prendere una decisione vuole giocarsi le ultime carte in giallorosso, forte anche del supporto di Gasperini. Il tecnico, infatti, non vorrebbe perderlo a parametro zero. Ovviamente serve uno sforzo da parte di Dybala che dovrà ridursi drasticamente lo stipendio. Ancora presto per parlarne soprattutto alla luce del congelamento dei rinnovi imposto dai Friedkin. A
prescindere dalla permanenza della Joya, la Roma sta valutando diversi profili. (…) In primis quello di Julian Brandt, in scadenza di contratto col Borussia
Dortmund
ed ex compagno d’attacco di Malen. Nelle ultime settimane è stato visionato dal vivo anche il cileno Dario Osorio del Midtjylland, valutato circa 15 milioni. La stessa cifra chiesta dall’Almeria per Arribas. Per la difesa, invece, occhi su Montassar Talbi del Lorient.

(gasport)

La Roma cerca i gol. In area serve più fame, Malen a tutti i costi, Soulé prende la mira

Che la sfida di domani col Pisa non sia una partita come le altre, lo diamo per acquisito. Ma non solo per il rilancio Champions della Roma. L’Olimpico vuole celebrare gli attaccanti giallorossi, tutti invitati da Gian Piero Gasperini a rispondere presente nel momento più importante e difficile insieme. Se c’è un Matias Soulé che dopo 40 giorni di stop per la pubalgia è tornato domenica a San Siro e ora vuole essere protagonista assoluto
sulla trequarti accanto a Lorenzo Pellegrini, c’è soprattutto uno specialista dell’area di rigore come Donyell Malen che, a secco con Lecce e Inter, desidera riprendere subito la via del gol (finora mai rimasto a digiuno per 3 gare di fila in Serie A) e cercare di arrivare in doppia cifra stagionale già domani (ora è a quota 8).
Il messaggio che Trigoria recapita al campionato parla chiaro: la Roma andrà a caccia di gol da subito. Difesa a 3 sempre in cerca dell’anticipo, esterni arrembanti, mediani che corrono in avanti anche senza palla e loro, sì proprio gli attaccanti, in pressing altissimo pronti a saziare la loro fame sottoporta. (…) Senza dimenticare l’alter ego dell’ex Borussia, ovvero il 19enne francese Robinio Vaz, che ha deciso l’ultima gara interna contro il Lecce e che nella ripresa farà di tutto per riprendersi la scena. I due trequartisti, del resto, avranno anche sfide personali da vincere. Soulé giocò all’andata contro il Pisa una delle sue migliori partite in giallorosso. (…) Lorenzo Pellegrini, invece, giocherà pure per arricchire la propria storia nel campionato italiano. È ad un passo dalle 300 presenze in Serie A, oltre ad essere ad una sola rete dai 50 gol realizzati (…). E così la lupa giallorossa non è affatto sazia. Il dato di 42 gol dopo 31 giornate, il peggiore tra le prime sette in classifica e degli ultimi 30 anni in casa giallorossa, fa di sicuro a pugni con la filosofia d’attacco di Gasperini votata ad un gioco sempre aggressivo e offensivo, ma si spiega in realtà anche con le assenze che dall’inizio di campionato in poi hanno sguarnito via via il reparto (dagli infortuni di Ferguson e Dovbyk a quelli di Dybala e dello stesso Soulé), privando il tecnico di soluzioni e alternative di alto livello. (…) I tempi sono maturi e un lupo d’area di rigore come l’olandese saprà cogliere l’occasione giusta. La corsa Champions può ripartire domani sera sotto un’altra luce. E a quella che vuole essere una festa del gol sono già invitati tutti i romanisti.

(gasport)

La Roma non cambia

C’è solo una Roma. Che ai più nostalgici, al netto dell’acronimo As, riporta indietro a trentadue anni fa, con la storica scenografia della Curva Sud nel derby del 94′, vinto da Mazzone per 3-0 con le reti di Balbo, Cappioli e Fonseca. Stavolta però c’è poco da gioire. Perché nella nuova Roma targata Gasperini, spesso e volentieri l’allenatore si è affidato ad un undici di riferimento, attingendo al resto della rosa soltanto in caso di infortuni o squalifiche. Turnover è una parola che piace poco al tecnico di Grugliasco. Più volte, sollecitato sulla questione in stagione, ha rimandato il discorso stanchezza al mittente: «A me non piace il turnover, chi sta be ne gioca; Turnover? Perché dobbiamo riposare?; Non sono mai stato per un turnover ampio, per me più si gioca meglio è». E andando a vedere l’impiego che ha fatto della rosa in campionato, queste parole hanno avuto un seguito come poche altre: Svilar, Mancini, Cristante, Koné. Ndic-ka, Celik, Wesley, Soulé, Pellegrini, Malen dal suo arrivo, Dybala fino a quando c’è stato e Hermoso. Undici giocatori, stop. […] E gli altri? Sono riusciti a ritagliarsi uno spazio solo quando i titolari hanno avuto degli infortuni o sono stati fermati da una squalifica. Di certo c’è che El Aynaoui – il secondo investimento più oneroso in stagione – ha giocato titolare appena 5 partite; Pisilli fino al 6 gennaio era sceso in campo per appena 48 minuti; Ghilardi s’è ritagliato spazio soltanto quando Ndicka è partito per la Coppa d’Africa. E qui il dibattito si accende tra chi ritiene che una maggiore rotazione avrebbe garantito ad alcuni titolarissimi di non arrivare con il fiato corto a questo punto della stagione e altri che pensano come la mancanza di alternative valide abbia costretto l’allenatore a puntare bene o male sugli stessi ricordando soprattutto la varietà di alternative che aveva nell’Atalanta. […]

Inevitabile poi aprire un altro capitolo, quello degli infortuni muscolari. Sedici lesioni non è un nu-. mero che lascia indifferenti. Da Bailey (che ha poi concesso il bis durante la stagione) a Mancini, si sono fermati due volte Dybala e Dovbyk (prima di andare incontro ad altrettante operazioni), Pellegrini, Baldanzi, Gollini, Hermoso, Koné, Vaz, Dybala, ancora Koné e Wesley. […]

Nel conteggio sono esclusi tra l’altro i problemi di pubalgia di Soulé e Hermoso, più le contratture muscolari (Hermoso e Wesley), le infiammazioni al tendine d’Achille (El Sha), al gluteo (Ferguson) alle ginocchia (Wesley) o alle caviglie (Ferguson) che hanno colpito diversi calciatori della rosa. Domani contro il Pisa, ancora una volta, Gasp non avrà a disposizione la spina dorsale della squadra: Mancini, Koné e Dybala con Wesley (ieri ancora a parte) che punta al massimo ad una convocazione. Dall’inizio della stagione è stata una costante: soltanto a Reggio Emilia, lo scorso 26 ottobre all’ottava giornata di campionato e al netto dell’indisponibilità prolungata di Angeliño, l’allenatore ha avuto l’intera rosa a disposizione. […]

(Il Messaggero)