Ndicka e Ferguson: la Roma ora spera

Tra il silenzio degli spalti e le assenze dei nazionali, la Roma ha ripreso a lavorare a Trigria sotto lo sguardo di Gasperini. Sono 13 i giallorossi convocati dalle rispettive selezioni, costringendo il tecnico a lavorare con un gruppo ridotto. (…) Restano da monitorare le condizioni di Ferguson e Ndicka: l’attaccante prosegue le terapie personalizzate e potrebbe unirsi alla nazionale solo per la seconda gara, mentre il difensore, fermato da una distorsione alla caviglia, è rimasto a Roma. Il club spera che entrambi restino a Trigoria per completare il recupero in vista della Cremonese, evitando viaggi e stress inutili. (…) Intanto la Roma continua ad allenarsi con intensità: è la squadra che percorre più chilometri in Serie A, grazie al lavoro scientifico impostato da Gasperini, fatto di pressing alto, recuperi immediati e cura dei dettagli. Il Fulvio Bernardini resta così il laboratorio di una Roma che corre insieme verso obiettivi sempre più ambiziosi.

(corsport)

Settore ospiti: l’Onms attende. Oggi si sblocca?

Non è ancora stato dato il via libera alla vendita dei biglietti, inizialmente prevista per oggi alle 12, per la sfida tra Cremonese e Roma di domenica 23 novembre alle 15. L’Onms attende informazioni da parte della questura di Cremona, ma al momento non c’è il rischio di una chiusura e, anzi, è atteso per oggi il via libera della vendita dei biglietti.

(Il Romanista)

Ricorso all’ultimo step

IL ROMANISTA (A. DE ANGELIS) – Oggi la quarta sezione del Consiglio di Stato si riunirà in camera di consiglio per valutare l’appello avverso il diniego di ordinanza cautelare deciso dal Tar del Lazio lo scorso mese sul ricorso presentato dai rappresentanti del Comitato contrario allo stadio della Roma Pietralata. Oggetto del ricorso, ancora una volta, l’abbattimento di 26 alberi nell’area destinata al futuro impianto, per permettere il completamento delle indagini archeologiche che la Roma deve compiere. Visto l’esito e la perentorietà con cui il Tar aveva respinto il ricorso è improbabile che l’esito di questo nuovo appello possa essere diverso, fatto sta che al momento si continua a perdere tempo.  (…) Tra alberi, uccelli, pipistrelli o presunti reperti archeologici, i lavori nell’area sono fermi da mesi, ed il ritardo accumulato ormai non si conta più. Ed è per questo che per rispettare il termine rilanciato la scorsa settimana dal Primo Cittadino della Capitale, Roberto Gualtieri, dal Comune filtra come si sia andati verso la decisione di permettere al club giallorosso di presentare un progetto che possa poi essere integrato. (…) Il primo step sarebbe quello di consegnare un progetto che risponda a tutte le prescrizioni previste dalla Delibera di Pubblico Interesse del Campidoglio, e che quindi possa essere vagliato dagli uffici competenti e poi votato dall’Assemblea. Il Comune valuterebbe quindi solo le parti di sua pertinenza (rinviando il resto alla Conferenza dei Servizi). Un passaggio che, complice anche il periodo dell’anno in cui al Comune sono presi dal Bilancio, verrebbe risolto in un paio di mesi, probabilmente alla fine di gennaio. Entro l’avvio poi della Conferenza dei Servizi decisoria, prevista a questo punto per febbraio o marzo, la Roma dovrebbe presentare le parti che ancora mancano, tra cui proprio le indagini archeologiche. La strategia sembra chiara, non resta altro che attendere.

Il nuovo Olimpico. Ristrutturazione in vista di Euro 2032: più comfort, meno marmi, stesso caos ai tornelli

Roma. Difficilmente diventerà la versione italiana del Santiago Bernabéu, il colosso tecnologico che dopo quattro anni di lavori (e non un euro di denaro pubblico) ha restituito al Real e a Madrid uno straordinario esempio di innovazione urbana partita dal calcio. Certamente, però, lo stadio Olimpico – un tempo dei Centomila, splendore di marmi bianchi e arrivi a cinque cerchi, tra colombe in volo e bandiere al vento, orgoglio di ingegneria italica poi imbruttito dal restyling del 1990 – non è nemmeno la vecchia cattedrale carica di passato, ma priva di futuro. È in questi giorni vittima, più dei propri demeriti, della narrazione sullo stato “comatoso” (copyright Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A) degli stadi italiani indagati dall’Uefa nel cammino verso Euro 2032. Non sta messo così male – e, a parte l’Allianz, casa della Juventus, è l’unico insieme al Franchi di Firenze a non essere stato bocciato dalla delegazione europea guidata da Michele Uva – e promette di stare molto meglio nel prossimo futuro. C’è un progetto, che diventerà esecutivo entro metà 2026, con cui Sport e Salute, la partecipata al 100% dal Mef che gestisce il Foro Italico, vuole trasformare l’Olimpico nello “Stadio della Nazione”, come lo Stade de France o il Wembley. (…) Aumenterà la sua vocazione multidisciplinare. Dovrà ospitare rugby (Sei Nazioni) e atletica (Golden Gala), calcio (Nazionale) e, perché no, tennis, quando gli Internazionali otterranno l’agognato status di torneo del Grande Slam e l’attuale offerta – Centrale, Pietrangeli, Marmi – non sarà più sufficiente. Chissà se arriverà prima l’upgrade tennistico o l’Europeo 2032, per il quale l’Olimpico riqualificato, in competizione con il futuro stadio della Roma, si candiderà a ospitare la finalissima. Per allora l’impianto – come prevede il progetto di S&S – avrà capienza aumentata (fino ad almeno settantamila spettatori) e spalti ripensati. Via gli uffici federali dalla pancia dello stadio, che saranno trasferiti in un nuovo centro direzionale; spalti riorganizzati per il pubblico e, soprattutto, per il corporate, perché il nuovo Olimpico dovrà essere una macchina da soldi, più di quanto già non sia con i concerti estivi. Sarà un proliferare di aree hospitality per ricchi paperoni e alti dignitari, come ormai accade ovunque. (…) Non è prevista, per ora, una nuova copertura, perché farebbe lievitare i costi. Casomai, se ne parlerà dopo il 2032. Non sono previsti nemmeno miracoli: restano i problemi di sempre, come arrivarci e dove parcheggiare senza farsi venire l’esaurimento nervoso o fare chilometri a piedi. A Sport e Salute non sono ancora attrezzati per i prodigi. Bisognerà attendere la Metro C alla Farnesina. “Lo voglio vedere questo film Luce”, si diceva un tempo.

(Il Foglio)

Gasp: «I tifosi sono liberi di sognare». Paredes chiama Dybala: «Vieni al Boca»

Esattamente un anno fa Trigoria era una polveriera. Juric aveva lasciato una squadra in zona retrocessione e a Londra Dan Friedkin incontrava Ranieri per gettare le basi sul futuro che ora è più roseo che mai. I giallorossi ora si godono la vetta della classifica grazie al lavoro – fin qui impeccabile – di Gian Piero Gasperini che ieri ai microfoni del Tg1 è tornato a parlare di scudetto: «Tutti sono liberi di sognare, si può fare tranquillamente. Speriamo che il risveglio sia positivo. Intanto godiamoci questo momento. I giocatori con il loro atteggiamento e comportamento ci credono in ogni partita. Siamo solamente all’inizio. Quando fai un bel sogno è già qualcosa di buono. Siamo consapevoli delle difficoltà del campionato». (…) Puntuale come un orologio svizzero, anche quest’anno è tornata la telenovela che vede come protagonisti un giocatore della Roma e il Boca Juniors. L’anno scorso si parlava di Leandro Paredes mentre ora le voci che arrivano dall’Argentina riguardano Dybala. Ci ha pensato il papà del centrocampista a buttare benzina sul fuoco: «Ho sentito loro che ne parlavano, Paulo vuole giocare con il Boca». Apriti cielo. A Buenos Aires da qualche giorno non si parla di altro, ma la fantasia si scontra con la realtà. Smentito qualsiasi contatto tra le parti e lo stesso Paredes ne ha parlato: «Deve prendere le decisioni che ritiene giuste, non sono qui per mettermi in mezzo. Ovviamente spero di vederlo qui. Mio padre? È pazzo». Capitolo chiuso per ora. Paulo non vuole pensare al futuro. Il contratto con la Roma è in scadenza a giugno 2026 e con la società non ha parlato di rinnovo. La volontà di rimanere ancora nella Capitale c’è, ma dovrà dare le giuste garanzie dal punto di vista fisico. L’obiettivo è solamente quello di recuperare il prima possibile dalla lesione al bicipite femorale sinistro rimediata contro il Milan. Sta svolgendo allenamenti individuali quotidianamente e si sente ogni giorno meglio, ma per rivederlo in campo bisognerà aspettare anche un po’. Non ci sarà sicuramente alla ripresa del campionato il 23 novembre a Cremona e la data cerchiata in rosso è quella del 7 dicembre, quando la Roma affronterà il Cagliari in trasferta. In mezzo il big match col Napoli che rischia seriamente di guardare dalla tribuna. E non è l’unico ad occupare l’infermeria a Trigoria. Dovbyk si rivedrà tra 4/6 settimane, tempi lunghi anche per Angeliño. (…) Discorso diverso per Ndicka che è alle prese con una lieve distorsione alla caviglia, ma la Costa d’Avorio dovrà disputare due amichevoli con Arabia Saudita e Oman. Il club è in contatto con la nazionale, ma la volontà è quella di evitare rischi inutili.

(Il Messaggero)

Leon in gabbia

I popcorn (cit.) possono attendere. Per ora non resta che aggrapparsi alla battuta ironica di Gasperini nel post Milan-Roma (2 novembre): «Quanto manca a Bailey per essere al top? Spero parecchio». Sì, perché il giamaicano, il fiore all’occhiello del mercato estivo giallorosso, praticamente non si è mai visto. Al primo allenamento a Trigoria, nemmeno il tempo di fare le foto di rito, l’intervista di routine ai canali del club e vestire la tuta sociale che calciando un pallone ha rimediato una profonda lesione al retto femorale destro che di fatto lo ha tenuto ai box per 2 mesi. Sorpresa, disappunto, disagio, sfortuna, fate vobis. La cosa certa è che per vederlo in campo si è dovuto attendere la sosta di ottobre. (…) Riassumendo in modo nudo e crudo come soltanto i numeri sanno fare: 144 minuti giocati, 0 gol, 0 assist, 1 dribbling riuscito. Vien da sé che le perplessità sul conto dell’operazione estiva del club sono aumentate e hanno inevitabilmente allontanato l’opzione di diritto di riscatto fissato a 22,5 milioni. È vero, ci sono ancora sei mesi di stagione ma Bailey deve darsi una mossa. Anche perché rendimento e infortuni gli hanno precluso anche la convocazione con la nazionale, pronta a giocarsi – a 27 anni dal Mondiale ’98 – la qualificazione alla prossima kermesse in Usa favorita avendo lo scontro diretto (dopo il match contro Trinidad e Tobago) contro Curaçao, il principale rivale, in casa. (…) Parliamo di un ragazzo che in carriera ha giocato 175 partite a destra e 138 a sinistra con una media gol di 0,20 sul lato mancino (28 in 138 gare) e 0,19 dall’altra parte (34 in 175). Senza contare che è stato protagonista in Premier (e quindi nel campionato più difficile del mondo) segnando 24 gol e 22 assist con l‘Aston Villa. Proprio i numeri di cui ha bisogno la Roma. Gasp lo aspetta. I tifosi pure. Anche senza popcorn.

(Il Messaggero)

Senti Cervone: «Dopo Totti e De Rossi, tocca a Mile»

«Che posso mai aggiungere io su Svilar?». Faccia lei, Giovanni Cervone. «Semplice: è il portiere più forte del campionato. Ma senza discussione. Alla Roma sta portando punti in continuazione, è un fuoriclasse. (…) Qual è il suo punto forte? «La serenità. Lo vedi in campo che non si agita mai, è sempre misurato, sia nei momenti difficili sia dopo gli interventi decisivi. E questa cosa fa bene ai difensori davanti a lui: con un portiere così, si gioca più tranquilli. E poi non è uno che si limita al compitino. Esistono i portieri che si nascondono, che per paura di sbagliare non fanno la cosa in più. Lui, invece, la prova sempre». (…) Ecco: lui è più di mezza Roma. E aggiungo: finalmente dopo tanti anni, dopo Totti e De Rossi, i tifosi hanno un altro campione con cui identificarsi».

(corsera)

S come scudetto. O Svilar

«Ne voglio altre 100 con la Roma». E la Roma ne vuole altre 100 con lui. Nel pianeta di Mile Svilar brilla tutto. E chi è intorno a lui brilla di luce riflessa. Si può discutere se la squadra di Gasperini valga davvero la vetta della classifica, se lo scudetto è giusto una parolona o una parolaccia che viene pronunciata a sproposito. Ma su una cosa, tutti d’accordo: Svilar vale lo scudetto. È un giocatore da primato, aggiunge punti. Tra i tanti numeri significativi che accompagnano il portiere, uno più degli altri vale la pena di essere sottolineato: delle prime 100 gare con la Roma, in 37 (di cui 6 in questo campionato) è riuscito a mantenere la porta inviolata. Vale a dire: praticamente in 4 gare su 10, con lui i giallorossi non subiscono neppure un gol. (…) C’è un numero che evidenzia il rendimento di Svilar, aiuta a capirlo. La Roma ha un indice xGA (ovvero gli expected gol subiti) di 12,83. In teoria, secondo lo sviluppo delle 11 partite fin qui disputate, la squadra di Gasperini avrebbe dovuto incassare poco più di una rete ogni 90′. Ecco: la Roma al contrario ha la miglior difesa d’Italia (e d’Europa) con appena 5 gol subiti. La differenza è certamente merito di tutto il pacchetto difensivo. (…) Dai giorni di Alisson la Roma è tornata ad avere tra i pali un giocatore che segna la differenza tra una vittoria e un risultato negativo. Il brasiliano — si ricorderà — fu uno dei grandi protagonisti di una squadra che arrivò fino alla semifinale di Champions League. Svilar non è ancora a quell’altezza. Ma intanto sta trascinando i suoi in testa al campionato. Senza paura di cadere, lui che è abituato a fare il salvagente.

(corsera)

Gasp in ansia per Ferguson: l’Irlanda può convocare l’attaccante infortunato

La Roma ieri pomeriggio è tornata ad allenarsi a Trigoria. Pausa campionato. Ma c’è un osservato speciale. Dopo l’infortunio di Artem Dovbyk, fuori per almeno quattro settimane dopo l’infortunio contro l’Udinese, Gasperini spera infatti di recuperare Evan Ferguson per la ripresa della serie A. Soprattutto vuole evitare la convocazione in nazionale dell’attaccante irlandese, che ieri ha proseguito il suo lavoro di recupero dall’infortunio alla caviglia subito contro il Parma. Per ora Ferguson è a Roma, sotto il controllo dello staff medico giallorosso. Non ha ancora smaltito del tutto la distorsione e, nonostante i dubbi che continuano a filtrare da Trigoria, resta in dubbio per la seconda partita della nazionale: i prossimi movimenti della punta sono legati a un incastro che si risolverà solo questa sera. L‘Irlanda affronterà infatti il Portogallo in una sfida decisiva per la qualificazione ai Mondiali. In caso di mancata vittoria, e di successo dell’Ungheria nell’altra gara del girone, gli irlandesi perderebbero ogni possibilità di qualificazione e Ferguson rimarrebbe a Trigoria, senza dover forzare sul recupero. Se invece l’Irlanda dovesse pareggiare o vincere — e quindi restare in corsa per la qualificazione — la federazione chiederebbe a Ferguson di esserci, seppur in extremis, per lo scontro diretto di domenica contro l’Ungheria. Un incrocio di risultati minaccia quindi di condizionare i piani della Roma. Perché a Trigoria sperano di trattenere il centravanti a Roma, per poi poterlo riavere a pieno ritmo già dalla sfida di domenica 23 novembre contro la Cremonese. (…) Saranno settimane decisive per l’attaccante: la Roma ha avviato i contatti con il Manchester United per Zirkzee e una nuova pausa o un altro stop fisico potrebbero spingere la dirigenza a chiudere in anticipo il prestito di Ferguson dal Brighton. (…)

(La Repubblica)

Piace El Mala. Altri contatti per Zirkzee

Said El Mala, talento del Colonia classe 2006, ha conquistato la Roma e le big europee. Gli osservatori giallorossi lo seguono da inizio stagione, confermando un interesse già datato. Sul giovane attaccante, però, ci sono anche Inter, PSG e Borussia Dortmund. (…) La recente convocazione in Nazionale da parte di Nagelsmann ha fatto lievitare il prezzo: dai 20 milioni richiesti a settembre si è passati ad almeno 30. Il Colonia vorrebbe trattenerlo fino a giugno, ma molto dipenderà dalle offerte. (…) La Roma, intanto, continua a monitorare anche il mercato delle punte: restano vivi i contatti per Zirkzee, nel mirino pure del West Ham, e l’interesse per Kalimuendo del Nottingham Forest.

(corsport)