Un’altra Roma

C”è una Roma con Soulè e una Roma senza Soulè. Il rendimento della squadra di Gasperini è fortemente legato alla presenza del giovane talento argentino. Da quando si è dovuto fermare per la pubalgia è cominciato il periodo più buio della stagione. I problemi per Soulè sono cominciati a dicembre, ha cercato di stringere i denti, hanno provato a gestirlo. L’ultima presenza il 15 febbraio contro il Napoli, un solo tempo al posto di Zaragoza (che già aveva fatto vedere di non essere un fenomeno), per provare a vincere al Maradona. […]

Da ieri è tornato in gruppo, dovrebbe rientrare la sera di Pasqua, contro l’Inter. Soulè guiderà la Roma nelle otto finali che restano per cercare di andare in Champions, diventata ormai un’impresa difficile. […]

Senza di lui sono arrivate due vittorie, un pareggio e due sconfitte, oltre all’eliminazione dall Europa League. Dietro a Malen in questo periodo è mancata tanta qualità, è mancato un giocatore che potesse saltare l’uomo. Matias nella prima parte della stagione ha trascinato la Roma, con sei gol (l’ultimo contro il Sassuolo) e quattro assist in campionato e un gol e tre assist in Europa League. Nonostante la lunga assenza, con sette reti è il miglior realizzatore giallorosso dopo Malen. Ha inciso più del suo amico Dybala, alle prese con il recupero dopo l’intervento al ginocchio. Giocatori con caratteristiche simili, mancini, che prediligono partire da destra. Quando Gasperini ha provato a farli giocare insieme ha spostato Paulo a fare il centravanti, per non perdere l’estro di Soulè nell’attaccare la porta sfruttando il piede sinistro.

Spesso Matias ha trascinato la squadra con le sue giocate, è stato fondamentale per Gasperini. Gli restano otto partite, chissà se basteranno per centrare la Champions.

(corsport)

La Roma non si ferma, brilla super Wesley tra i tanti colpi

La Champions? A tutti costi, sarebbe il caso di dire. Un’ossessione. Perché il piano del presidente Dan Friedkin per la Roma, pur stretto nel perimetro del Fair play finanziario, non ha concesso nulla all’improvvisazione o a prospettive al ribasso nelle ultime due sessioni di mercato. Dai 30 milioni di euro spesi per il brasiliano Wesley, l’acquisto più azzeccato insieme a quello di Donyell Malen, per il cui riscatto il club ne spenderà a giugno altri 25 (oltre ai 2 per il prestito), il proprietario americano ha chiarito una volta di più le sue intenzioni: punta dritto al bersaglio grosso, cioè a quell’Europa dei Vip che manca da sette anni e che in questa stagione sembra ancora alla portata nonostante le ultime settimane difficili culminate con l’eliminazione in Europa League. Ma proprio in questa fase critica della stagione – un mese senza vittoria in campionato fino al successo col Lecce di domenica scorsa -, il proprietario americano ha ordinato ai suoi di abbassare i toni, spegnere le tensioni interne. (…) Dal tecnico Gian Piero Gasperini all’ultimo degli acquisti. Dall’estate scorsa “Mister miliardo” (quanto ha investito finora dal 2020) ne ha portati a Roma dodici di volti nuovi, spendendo oltre 105,6 milioni con un ammontare di stipendi che supera quota 21,3 per un totale (compresi gli altri giocatori in organico già presenti) di quasi 61 milioni a stagione. (…) Di sicuro l’aver puntato anche su elementi con prospettiva e margini di miglioramento dalla scorsa estate (lo stesso Wesley, Ghilardi, Ziolkowski e Vaz) assicura alla Roma una continuità e un percorso migliorativo, comunque vada. E non a caso è stato scelto l’anno scorso Gasperini, che con il suo metodo e il gioco propositivo potrà produrre anche notevoli plusvalenze per rendere più sostenibile la rosa. Caso emblematico Wesley (sulle cui tracce c’è da tempo il Manchester City), ma adesso anche il 19enne Vaz. (…)
La Roma, è vero, continua ad essere una promessa di felicità piena per Dan Friedkin e il figlio Ryan, vicepresidente. In cinque stagioni la squadra si è piazzata settima, tre volte sesta e quinta in campiona-to, vincendo la Conference nel 2022 e arrivando in finale in Europa League nel 2023. Ora serve il salto di qualità. Agganciare i ricchi proventi della Champions sarebbe un aiuto di enorme valore, superfluo dirlo, in attesa che prenda forma d’altraparte il nuovo stadio di Pietralata (capienza di 62mila posti, investimento superiore al miliardo, comprese le opere accessorie), per il quale la prima pietra verrà posata nel 2027, l’anno del centenario giallorosso. (…)

(gasport)

Pisilli corona il sogno azzurro «Mondiale e Champions? Firmo subito»

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – È cambiato tutto nel giro di novanta giorni. A gennaio, complice il poco minutaggio, sembrava destinato a lasciare la sua Roma. Tre mesi più tardi, Pisilli è diventato uno dei punti fermi della squadra di Gasperini. Lavoro quotidiano e sacrificio che hanno permesso al centrocampista classe 2004 di ritrovare anche la Nazionale.

Era il 10 ottobre 2024 quando l’ex commissario tecnico Spalletti lo fece esordire – prima e unica presenza in azzurro – con il Belgio, nella sfida di Nations League, all’Olimpico. Le prestazioni degli ultimi mesi hanno convinto Gattuso a puntare su di lui in un momento delicato per l’Italia, che per l’ennesima volta si gioca il tutto per tutto. E pensare che Pisilli non aveva compiuto neanche dieci anni l’ultima volta che la nazionale italiana partecipò ai Mondiali (2014). «È una grande emozione e un motivo di orgoglio per me tornare in Nazionale – ha affermato il centrocampista giallorosso ai microfoni di RAI Sport – Siamo un gruppo molto forte e nel mio ruolo ci sono tutti giocatori veramente forti. Ho sempre guardato Barella o Tonali, quando è esploso al Milan, e ora ho una grande occasione per poter imparare da loro».

Ha saputo aspettare il suo momento. Mai una parola fuori posto nella prima parte di stagione in cui ha visto poco il campo: «Quando si cambia un allenatore ci sta che ci si metta un po’ di più a recepire le idee che porta. Nel corso della stagione è importante farsi trovare pronto quando vieni chiamato in causa. Sono contento di avere più minuti e mi auguro di continuare così». Gasperini, comunque, ha sempre riconosciuto il potenziale del ragazzo e prima della gara con lo Stoccarda è arriva anche un’importante investitura: «Pisilli è il prototipo perfetto. Arriva dal settore giovanile e la sua esperienza deve farla qui. Deve diventare forte qui».

E mentre con la Roma trovava poco spazio, Pisilli ha avuto modo di mostrare quel potenziale con l’Under 21, segnando diverse reti e costituendo uno dei pilastri della nazionale guidata da Baldini. Una crescita esponenziale che, adesso, gli permette di ricoprire più ruoli: «Giocare più avanti o più indietro cambia poco per me. Ogni volta che scendo in campo cerco di dare il massimo ed eseguire le richieste del mister». Duttilità, impegno, gol e recuperi. Un mix che ha portato il giovane centrocampista ad essere inamovibile nella Roma di Gasp. E si esprime anche come un veterano: «Dobbiamo avere la serenità di chi sa che con il 100% dell’impegno può raggiungere l’obiettivo, ma anche la consapevolezza che ci stiamo giocando qualcosa di importante». Gli obiettivi di fine stagione sono chiari:

«Firmerei per l’Italia al Mondiale e la Roma in Champions». Avrà tempo per decidere se fare il giornalista dopo il calcio. Quel che è certo, invece, è che il meglio sul campo deve ancora venire.

Un tesoro per Koné: pronto l’assalto al francese, l’Inter supera i 40 milioni

All’inizio del viaggio 2025-26, anzi già dalla coda avvelenata della scorsa stagione, quando tra le macerie ci si arrangiava al Mondiale per club negli Stati Uniti, la dirigenza nerazzurra ha sempre vissuto in simbiosi con l’allenatore: da quando Cristian Chivu siede lì, l’Inter è sempre stata un corpaccione unico. Una cosa soltanto. Le riunioni incrociate staff-manager ad Appiano Gentile sono continue, (…) sempre con la supervisione dall’alto di Oaktree. il fondo proprietario è l’ispiratore di un mercato nuovo, in cui verrà piazzato un colpo grosso (e costoso). E l’Inter, sotto sotto, non ha mai smesso di credere che quel qualcuno possa essere ancora Manu Koné, centurione romanista corteggiato a lungo appena qualche mese fa. (…) Di certo la sessione estiva segnerà uno stacco rispetto al passato. Saprà di rivoluzione, anche solo per il numero di elementi da sostituire: in tanti lasceranno per fine contratto. (…) Ci saranno innesti più giovani, come da linea di condotta della nuova era, ma pure più possenti e rapidi. (…) Esattamente a questo punto della discussione, rientra dalla porta ciò che era uscito dalla finestra mesi fa: il centrocampista “totale”, Koné, per cui i nerazzurri sono pronti a investire per davvero. Si potrebbe sfondare quota 40 milioni e tendere verso i 50 per completare l’operazione che la scorsa estate è stata sfiorata. (…) Il club nerazzurro, infatti, non investe più di 40 milioni, 43 per la precisione, dal lontano 2020, quando ancora il Covid non aveva indebolito l’espansione della proprietà cinese e Achraf Hakimi arrivava per fare sconquassi. I prossimi due mesi per Chivu saranno, comunque, un
inno vitale. Cristian si attacca alla sopravvivenza (sportiva): in ballo c’è l’oggi, lo scudetto da non farsi scivolare dalle tasche come il predecessore, e il domani, la costruzione della squadra che dovrà guidare. (…) Su queste basi, nessuno sarebbe più adeguato di Koné, che sa essere diga e assaltatore insieme ed è diverso da tutti i nerazzurri in rosa. Del resto, l’Inter lo aveva bloccato ad agosto dello scorso anno per cifre

simili (più o meno le stesse appaltate in precedenza per Lookman), ma poi la retromarcia giallorossa, sull’onda della rivolta di piazza, fece esplodere la trattativa come un ordigno. (…) Tradotto, riproveranno ad arruolarlo, puntando anche sulle necessità della squadra di Gasperini, costretta a far cassa entro il 30 giugno, indipendentemente dalla qualificazione
Champions. Non è detto che il piano d’assalto interista vada in porto, anche perché sono troppe le variabili in campo: la possibilità che i giallorossi continuino a fare muro o facciano una salvifica plusvalenza con altri giocatori, eventuali offerte superiori (attenzione al Psg), senza sottovalutare l’effetto Mondiale che, già all’inizio, potrebbe far schizzare il prezzo oltre il consentito. Almeno in teoria e almeno adesso, però, i nerazzurri vogliono finalmente mettere un carico, il più pesante possibile.

(gasport)

Finalmente Soulé. Ora punta l’Inter

IL TEMPO (L. PES) – La speranza più grande per la Champions si chiama Soulé. Ieri l’argentino è tornato ad allenarsi con il gruppo dopo oltre un mese di stop a causa della pubalgia, e ora Gasperini spera di averlo a disposizione nel big match di Pasqua, in programma alla ripresa, in casa dell’Inter. Molto dipenderà dai primi giorni di lavoro dopo la lunga pausa e dalle risposte fisiche ai carichi di lavoro, ma l’obiettivo è la convocazione per San Siro.

L’ultima apparizione in campo risale al secondo tempo di Napoli-Roma dello scorso 15 febbraio, poi la decisione di fermarsi. Troppo dolore e prestazioni in calo, insieme allo staff medico si è preferito seguire la strada del riposo e del lavoro specifico in attesa di miglioramenti. Il calo dell’attaccante classe 2003 sbarcato ormai quasi due anni fa nella Capitale si era iniziato a vedere gia nelle prime gare del 2026. L’ultimo gol, infatti, è datato 10 gennaio nel match dell’Olimpico col Sassuolo, poi i problemi. Difficolta nella progressione ed errori non da lui. Fino a quei quarantacinque minuti del Maradona, dove sembrava non dovesse neanche essere tra i convocati visti i giorni precedenti ma per aiutare la squadra parti lo stesso, senza successo. Da li in poi un periodo di stop per cercare di ridurre il dolore, poi i primi approcci sul campo fino al ritorno di ieri, alla ripresa degli allenamenti a Trigoria post Lecce.

Mati ha svolto quasi l’intera seduta a buon ritmo, ma ora arrivano i giorni della verità. Gasperini, che lavora senza i dodici nazionali e i tanti infortunati, ora deve verificare insieme allo staff medico come proseguirà il lavoro dell’argentino. Decisivi saranno, soprattutto, i primi giorni della prossima settimana quando man mano a Trigoria torneranno tutti i nazionali e si comincerà a preparare sul serio la trasferta di Milano, ma anche questi primi allenamenti saranno importanti per capire prime sensazioni ed eventuali miglioramenti che comunque ci sono stati rispetto a un paio di mesi fa. Troppo importante l’assenza dell’ex Juve, che fino all’arrivo di Malen era stato il giocatore più prolifico e vero e proprio trascinatore dell’attacco giallorosso con grande continuità.

Tutto il 2025 di Soulé è stato in crescendo, ma con l’arrivo di Gasperini e il cambiamento del ruolo, più centrale e nel vivo della fase offensiva, ma poi un problema fastidioso come quello della pubalgia lo ha costretto a fermarsi sul più bello, lasciando la Roma nei guai. Anche perché insieme a lui, sono arrivati gli ennesimi problemi di Dybala (fermo per l’intervento al menisco dello scorso 6 marzo) e quelli dei due centravanti Ferguson e Dovbyk per i quali la stagione è di fatto terminata.

Il tecnico ha da poco ritrovato El Shaarawy che per più di un mese era stato ai box per un’infiammazione al tendine d’Achille ma il ritorno del talento di Mar del Plata potrebbe davvero cambiare le sorti in zona gol per i giallorossi in questa fase finale del campionato. Ovviamente la brillantezza non potrà essere inizialmente dalla parte del numero diciotto, ma la sua qualità può risolvere tanti dei problemi che hanno fatto calare il rendimento della Roma negli ultimi due mesi.

Malen, presente e futuro giallorosso. Roma pronta ad anticipare il riscatto

LEGGO (F. BALZANI) – Un Malen (anche) per il futuro per combattere i malumori del presente. Tra le poche note liete di questo 2026 in casa Roma c’è sicuramente l’impatto dell’olandese con 8 gol in due mesi. E mentre l’attaccante si trova in ritiro con la nazionale per gli impegni amichevoli con Norvegia ed Ecuador la Roma si occuperà di finalizzare il riscatto dall’Aston Villa.

I giallorossi, infatti, anticiperanno i tempi che porterebbero a un obbligo di acquisto in caso di qualificazione almeno in Europa League e al raggiungimento del 50% delle presenze di Malen. Per quest’ultimo aspetto basterebbe aspettare la gara con l’Inter. L’olandese sarà il numero 9 della Roma del prossimo anno e nelle casse dell’Aston Villa finiranno altri 25 milioni oltre ai 2 spesi per il prestito. E a far compagnia a Malen la prossima stagione potrebbe esserci un vecchio amico. La Roma, infatti, ha allacciato l’agente contatti con di Julian Brandt. Il trequartista tedesco è in scadenza di contratto col Dortmund. I due hanno giocato insieme tra il 2021 e il 2025 accumulando un totale di 73 gol.

Nel frattempo, contro l’Inter dopo la sosta, Malen dovrebbe ritrovare al suo fianco Soulè. L’argentino ieri è tornato in gruppo dopo un mese e mezzo di assenza. Le terapie per curare le pubalgia hanno portato miglioramenti anche se le sue condizioni andranno monitorate giorno per giorno. Diverso il discorso per Dybala che ne avrà ancora per un mese. Nel frattempo il suo agente sta lavorando a un futuro lontano da Roma: sul tavolo (oltre al Boca) anche l’offerta triennale di un club turco.

Roma show: lo Scudetto è a un passo

Non serve la calcolatrice per affermare che la Roma di Rossettini è a un passo dallo Scudetto dopo il successo in rimonta nel derby e la pareggite che ha coinvolto la concorrenza. Bastano 3 vittorie a Giugliano e compagne per festeggiare il terzo tricolore della storia, alla luce dei 6 punti di vantaggio sull’Inter, la prima inseguitrice. La Juventus? Si è autodistrutta, al punto che Canzi rischia l’esonero. Di più. Il calendario delle giallorosse non sembra così proibitivo da qui alla fine della stagione: mancano le sfide contro Como, Ternana e Genoa in casa e contro Juve e Sassuolo in trasferta. L’Inter, tra l’altro, ha un cammino più complesso dato che deve ancora giocare con Milan, Juve e Lazio. Rossettini ha concesso due giorni di riposo dopo la stracittadina: oggi ripartono gli allenamenti al Giulio Onesti in vista del ritorno della semifinale di Coppa Italia, in agenda domenica contro l’Inter. Si lavora per recuperare Rieke e Pilgrim, mentre è sicuro il rientro di Heatley, tornata alla base dopo la finale di Coppa d’Asia persa con l’Australia.

(corsport)

Conte e Gasperini, è caccia al nuovo Yildiz: Alajbegovic

Napoli e Roma sulle tracce del nuovo Yildiz. Kerim Alajbegovic, classe 2007, assomiglia parecchio al Diez della Juventus: per questo il Leverkusen attiverà l’opzione di recompra di 8 milioni dal Salisburgo. L’esterno offensivo bosniaco, in procinto di affidarsi all’agente Ramadani, piace tantissimo al ds azzurro Manna che lo segue da tempo, ma pure i capitolini gli hanno messo gli occhi addosso.

(Il Giornale)

Koné lavora con l’obiettivo Bologna

Al Fulvio Bernardini il tempo scorre in modo diverso. Fuori, il mondo del calcio corre veloce, trascinato dalle nazionali e dai riflettori internazionali, dentro, invece, si combatte una partita più silenziosa ma altrettanto decisiva. È quella degli
infortunati, di chi stringe i denti lontano dal campo per tomare a sentirsi
protagonista. E tra questi ci sono Matias Soulé e Manu Koné, simboli di una Roma che non vuole arrendersi nemmeno quando la sorte si mette di traverso. L’argentino è pronto a rientrare con l’Inter dopo uno stop di un mese. Koné Invece lavora per esserci il 25 aprile, quando il destino gli rimetterà davanti proprio il Bologna contro cui si è infortunato in Europa League. Sotto lo sguardo attento di Gasperini, il recupero diventa una corsa contro il tempo, ma senza scorciatole. Ogni passo è calibrato, ogni sensazione monitorata. Perché la fretta, in questi casi, è la peggior nemica.

(corsport)

Per Arena trattamento speciale

Era sparito dal radar. Ma solo in apparenza. Antonio Arena ha messo da parte la seconda presenza in Serie A dopo aver giocato nelle settimane precedenti con la
Primavera contro Fiorentina, Parma e Cesena, senza però trovare la via del gol per una questione di dettagli. Poi, però, è rimasto fuori sabato scorso nella sfida con il Monza al Tre Fontane nel campionato Under 20. Il motivo? Gasperini ha inglobato di nuovo Arena per Roma-Lecce dopo il minutaggio messo nelle gambe. Con i grandi ha svolto la rifinitura, è stato convocato e ha anche giocato poco più di un quarto d’ora all’Olimpico prendendo il posto di Malen. Ci ha provato a lasciare il segno, ma è stato murato in angolo. Ha avuto una palla e ha tentato il raddoppio di potenza. La decisione, di volta in volta, spetta solo a Gasperini: è lui a scegliere quando l’italoaustraliano deve stare in prima squadra e quando deve scendere con la banda di Guidi per giocare. Al momento è l’unico ad avere questo trattamento speciale.
Senza fretta, Antonio sta crescendo. A 17 anni appena compiuti è considerato un predestinato e non solo per il gol realizzato all’esordio in Coppa Italia. È un classe 2009, quindi viene schierato tre anni sotto età anche in Primavera, campionato in cui ha messo da parte 7 reti in 18 presenze. Da Sydney a Trigoria, passando per il Pescara, dove Baldini l’ha lanciato nel calcio vero: l’investimento di un milione di euro sa di affare perla Roma.

(corsport)