Gasp-Sarri: è derby per Raspadori

I botti di Capodanno li ha sparati la Roma. Proprio ieri il ds Massara ha trovato l’intesa con l’Atletico Madrid per il trasferimento temporaneo (ma oneroso) di Giacomo Raspadori con diritto di riscatto da esercitare a giugno. Si tratterebbe di un’operazione complessiva da 22 milioni: alcune condizioni, come la qualificazione in Champions, trasformerebbero il diritto un obbligo. Serviva un rilancio dopo la prima proposta da 3 milioni per il prestito più altri 15: eccola servita, proprio all’alba del nuovo anno. Ora manca il sì di Jack. (…) Si potrebbe dunque dire che Raspa e la Roma, dopo aver flirtato a distanza, non sono mai stati più vicini di così. Solo che tra il calciatore e la società giallorossa non c’è ancora un accordo totale – tra oggi e domani è atteso lo sprint – e in questo pertugio s’è infilata la Lazio, che cedendo Castellanos al West Ham avrebbe i soldi per ribaltare tutte le carte sul tavolo. I biancocelesti potrebbero presentarsi dall’Atletico con il cash necessario ad acquistare subito il cartellino, poi con il ragazzo calerebbero l’asso Sarri, che promette di trasformare il centravanti mobile in un novello Mertens. Insomma, è già derby. Con la Roma in vantaggio. (…)La Turchia non è un’opzione nonostante il pressing del Galatasaray. La presenza dell’Atalanta, invece, comincia a farsi sentire: quella bergamasca diventerebbe un’opzione ancor più attrattiva in caso di partenza di Lookman, che guarda caso interessa all’Atletico. La sensazione è che la Roma debba muoversi in fretta anche con l’entourage del ragazzo,

(corsport)

Gasperini torna a Bergamo dopo nove stagioni da re. Ma non potrà fare sconti

Ci sono ritorni e ritorni. Quello consumato da De Rossi, ad esempio, qualche giorno fa all’Olimpico, è quello della bandiera tradita, sventolata nel momento del bisogno per mettere a tacere il malumore della piazza, e poi ammainata quando non serviva più. O meglio, quando ha iniziato ad alzare il dito, chiedendo di essere ascoltato. C’è poi l’addio di Gasperini a Bergamo. E qui, le parti si invertono. Perché è il tecnico, dopo 9 anni, ad aver detto basta. «E come avere una moglie e dei figli, sei felice ma ti passa davanti una donna bellissima e…» e puoi dire una volta di no, come fece nel 2023 raccontando questo aneddoto riferito al Napoli. Ma se poi l’occasione ti si ripresenta l’anno dopo e nel frattempo la routine ha preso il sopravvento, i figli sono ormai diventati grandi, un paio di questi anche ribelli, e capisci che il rapporto si trascina ormai in una lenta consunzione, devi avere il coraggio di dire basta. Gian Piero lo ha fatto, non a fatica, non tra mille riflessioni, ripensamenti, e incertezze. (…) Ha avuto la forza di tagliare il cordone ombelicale. E da quello che si è visto, in questi primi mesi di lavoro, ha avuto ragione lui. Il menù è il solito: serietà, lavoro, mai parole smielate che sarebbero risultate stonate, e risultati. Primo posto, poi secondo, terzo, poi di nuovo secondo, set point non sfruttato con il Napoli per tornare primo, ora quarto. Un’altalena che però vede la vetta sempre lì, a portata di vittoria, ma quello che più conta in zona Champions. (…) Il quarto posto va difeso. Come? Venendo incontro alle richieste dell’allenatore che vuole due attaccanti e un difensore centrale, poi magari più in là anche un centrocampista. Se viene ascoltato ha già dimostrato di saper ottenere gli obiettivi. E per la Roma – che domani dovrebbe riproporre l’undici anti-Genoa – centrare la Champions è quasi vitale. Per non rischiare, come nel più classico gioco dell’Oca, di dover ripartire dall’inizio e perdere qualche pezzo pregiato.

(Il Messaggero)

Sprint Raspadori, Roma a un passo

Se questo è l’inizio, a gennaio ci sarà da divertirsi. La Roma è molto vicina a chiudere l’operazione Raspadori. Dopo il tira e molla andato in scena poco prima di Natale, che poco era piaciuto a Gasperini, il club giallorosso nelle ultime ore ha accelerato facendo breccia nel muro alzato dall’Atletico Madrid. Così, sfruttando anche la parola del ragazzo (che però deve dire ancora di sì alla proposta contrattuale avanzata da Massara), è prossima a regalare a Gasperini il primo rinforzo della sessione invernale. Sì, perché già come non avrà alzato le barricate come sta facendo Zirkzee a Manchester pur di essere ceduto ma negli ultimi giorni ha rifiutato sia l’Atlanta che il Galatasaray. E ha messo in stand-by la Lazio che ieri mattina, dopo il lungo corteggiamento andato in scena a fari spenti di Sarri, si è informata direttamente per capire se ancora ci fossero i margini di manovra per inserirsi. (…) Non siamo ancora alle strette di mano ma ci siamo molto vicini. Il ds ha alzato la prima proposta (1 milione per il prestito e 15 per il riscatto) e formulato un’offerta che l’Atletico Madrid ha ritenuto congrua 2 milioni per il prestito e 18,5 per un riscatto condizionato alle prestazioni del ragazzo e al raggiungimento della qualificazione in Champions. Massara ha provato per lungo tempo ad abbassare il costo del cartellino, disponibile anche ad inserire un riscatto obbligatorio al raggiungimento del 60% delle presenze del giocatore. Alla fine i due club sembrano essersi venuti incontro. Così, a meno di clamorosi ribaltoni, dovremmo esserci. Calendario alla mano, Raspadori non sarà disponibile per la trasferta di Bergamo, in programma domani, ma dovrebbe aggregarsi al gruppo giallorosso per quella di Lecce, prevista per il giorno della Befana. (…) Per Artem, rimane la pista Everton (scambio con Beto) e quella più complicata legata al Como, nonostante a Trigoria, dopo aver chiesto una quarantina di milioni per tutta la scorsa estate, ora si accontenterebbe più o meno della metà (22). Capitolo difensore: nessun passo in avanti né per Disasi né per Dragusin. Il primo rimane il favorito, ma l’ostacolo è sempre lo stesso: il Chelsea ha terminato gli slot per far partire i giocatori a titolo temporaneo. (…) A tante entrate devono però corrispondere altrettante uscite. Uno degli indiziati a lasciare Trigoria è Bailey. (…) Leon rischia comunque di terminare in anticipo la sua avventura in giallorosso che a dir la verità non è praticamente mai iniziata. Anche Baldanzi è vicino ai saluti: più Verona che Pisa. Mossa per mettersi in pole a giugno per Giovane.

(Il Messaggero)

Da Lang a Nkunku e Ferguson. Parte la sessione dei pentimenti

Provocano riflessioni laceranti all’interno dei board societari dove si discute se sia preferibile difendere l’investimento effettuato in estate oppure voltare subito pagina. Non hanno lasciato il segno in campo ma innescato accese discussioni fuori: oggi inizia il calciomercato invernale e, per una cospicua pattuglia di giocatori, potrebbe già essere arrivato il momento di preparare ancora i bagagli. Solamente sei mesi dopo l’arrivo nella nuova squadra. (…) Un po’ la stessa sorte che riguarda Evan Ferguson, che finora ha segnato due gol in A e suscitato un mare di perplessità. Gasperini lo ha bocciato, aspetta Raspadori e Zirkzee. L’irlandese dovrebbe ritornare al Brighton. (…)

(corsera)

È sempre emergenza. Febbre per Bailey e Pisilli

Gasperini rischia di presentarsi anche a Bergamo con gli uomini contati. E’ vero che ha recuperato sia Hermoso che Soulé, tornati in gruppo nel primo allenamento del nuovo anno. Al tempo stesso, però, non si sono presentati in campo Pisilli e nuovamente Bailey: entrambi hanno dato forfait perché influenzati.(…) La scelta, dunque, è ridotta ancora al minimo. Si va verso la conferma della formazione schierata in partenza lunedì contro il Genoa. L’unico dubbio in avanti, dove torna nelle rotazioni Baldanzi per l’eventuale tridente leggero. Uscirebbe Ferguson.

(corsera)

Gasp ritorna a Bergamo. Sarà accolto come un re, ma la festa vuole farla lui

Dalla partita del cuore contro De Rossi a quella di Gasp contro l’Atalanta. Incroci da ex per squadra e allenatore. Brividi e ricordi. La Roma e Gasperini – in sei giorni a cavallo tra l’anno che è appena finito e quello già iniziato – infilano due partite da emozioni forti. Ma per la classifica alla fine hanno lo stesso significato. I giallorossi non si possono permettere di alzare il piede dall’acceleratore. Parte il ciclo impegnativo nel primo mese del 2026. Gian Piero le ha semplicemente definite «partite» importanti, sapendo bene che cosa lo aspetta. Sono nove tappe da domani al primo febbraio. Serie A, Coppa Italia ed Europa League. (…) La priorità di Gasperini comunque resta la stessa delle ultime settimane: la classifica e la zona Champions. Il vantaggio sulla Juventus quinta è minimo, dopo il ko del 20 dicembre a Torino: C’è da difendere il quarto posto contro l’avversaria più temibile, restando in scia dell’Inter, del Napoli e del Milan. Si riparte nel nuovo anno dal ritorno di Gian Piero a Bergamo. Non è più casa sua, ma lo è stata per nove stagioni indimenticabili: 439 partite, con 228 vittorie (51,94 per cento), 5 qualificazioni in Champions, l’Europa League conquistata nel 2024 a Dublino, 4 volte sul podio, 3 finali di Coppa Italia e i di Supercoppa Europea. Il raccolto è stato chic ed ha fruttato al club tra valorizzazioni e cessioni di giocatori centinaia e centinaia di milioni. (…)

(corsera)

Scatta la missione rinnovo. Dybala ormai pronto a tagliarsi il maxi stipendio

Missione rinnovo, alle condizioni richieste dalla Roma. Dybala non ha voglia di separarsi da Trigoria e sarebbe disposto a tagliarsi lo stipendio pur di restare. Un primo confronto tra il suo agente Carlos Novel e la dirigenza giallorossa è previsto al termine del mercato invernale. Dopo lo stop di novembre Paulo sta lavorando per consolidare la sua tenuta fisica e convincere la società. Dal campo è arrivata una risposta concreta: protagonista nella sfida contro il Genoa, ha retto bene i novanta minuti. Merito degli ultimi allenamenti, molto dispendiosi, ma efficaci. Se al rientro dall’infortunio Dybala sentiva le gambe pesanti, ora è diverso: l’argentino sta ritrovando la forma ottimale. Al termine dell’ultima partita, ha dato l’impressione di poter andare oltre i novanta minuti senza problemi. E nella sua zona di comfort – non più al centro dell’attacco – l’argentino ha giocato con fantasia ritrovata. Un segnale chiaro per Gasperini. (…) La dirigenza giallorossa ha fatto intendere al giocatore che non è facile trovare un sostituto adeguato. Non con le sue caratteristiche. A una condizione, però: sfoltire le cifre dell’ingaggio attuale (circa 8 milioni netti a stagione), non più sostenibile per le case del club. Il nodo è proprio questo. Nove partite decisive (tra campionato e coppe) per il suo futuro e la stagione giallorossa. Se da Paulo arriveranno risposte positive in questo senso, il club rifletterà. Il rinnovo dell’argentino sarebbe un’eccezione rispetto alle regole del nuovo progetto tecnico.(…) La Roma, in caso di rinnovo, vuole risparmiare almeno la metà di quanto spende adesso. Un’intesa sui tre milioni di euro, in sostanza. Senza dimenticare il mercato. L’e-ventuale arrivo di Raspadori e Zirk-zee rischia di compromettere questa strategia. Un doppio colpo in attacco – considerando il costo delle operazioni – renderebbe tutto più complicato. (…)

(La Repubblica)

Domani sfida all’Atalanta. Duello tra Wesley e Zalewski

Da Cristante a Mancini passando per Scamacca, Zalewski e ovviamente Gasperini. Tra tanti ex, però, c’è anche un giocatore che la sfida di domani a Bergamo poteva affrontarla a maglie invertite. Nell’agosto nel 2024, infatti, Wesley era stato a un passo dall’Atalanta allenata dal Gasp. Un affare praticamente chiuso con tanto di visite mediche prenotate. Poi arrivò il dietrofront del Flamengo che cambiò le condizioni relative ad alcuni bonus e l’accordo saltò. (…) Domani l’ex Flamengo sprinterà ancora sulla fascia sinistra e si ritroverà di fronte proprio Zalewski che in giallorosso, giovanili comprese, ha giocato per ben 14 anni.

(gasport)

Zirkzee-Roma, cosa manca? Il sostituto e l’ok dello United

Gian Piero Gasperini vuole rinforzare l’attacco e il ds Massara lavora su due tavoli: l’ex Bologna Joshua Zirkzee, ora allo United, e l’ex Napoli Giacomo Raspadori, adesso all’Atletico Madrid. Zirkzee è il primo nome della lista del Gasp, inseguito già da mesi. A che punto è la trattativa? C’è il sì del giocatore ma manca ancora l’ok del club inglese, che in queste ore sta accelerando per il sostituto, Mateta del Crystal Palace. (…) In ogni caso va trovato l’accordo tra Roma e United: si parla di un’operazione tra i 30 e i 40 milioni tra prestito e riscatto. (…)

(gasport)

Gasp, Dio della Dea. Con l’Atalanta fusione perfetta

Nove stagioni sono un tempo lungo, per il nostro calcio. Nell’era moderna, dal secondo dopo-guerra in poi, Giovanni Trapatoni è arrivato a dieci anni di fila sulla panchina della Juve, tra il 1976 e il 1986. Gian Piero Gasperini si è fermato a nove, nell’Atlanta. Non ha vinto scudetti come Trap a Torino, ma in un certo senso è andato oltre: con l’Europa League del 2024, e con le ripetute qualificazioni alla Champions, ha trascinato Bergamo in una dimensione internazionale, impensabile fino ad allora. Domani sera Gasperini affronterà l’Atalanta da avversario, quale allenatore della Roma. Tutto passa e tutto cambia, però lo scenario sarà straniante, ai confini dell’innaturale. Gasp a Bergamo ha trovato l’ambiente ideale. Gasperini è piemontese, portatore di un rigore sabaudo bifocale: da un lato cultura ed etica del lavoro; dall’altro un senso della giustizia ai confini del giustizialismo. Nelle sue squadre, nessuno gioca per diritto divino o di talento, tutti devono dimostrare di meritare il posto con il lavoro quotidiano, con l’impegno in allenamenti estremi. (…) Gasperini è stato un Garibaldi calcisticco. I Mille, che unificarono l’Italia sotto il comando del Generale con la camicia rossa, partirono da Quarto, Genova, altro luogo gasperriniano, ma il nucleo più numeroso era formato da bergamaschi, quasi 200, quasi un quinto del totale. Gian Piero “Garibaldi” Gasperini. L’Europa League del 2024, se stiamo ai trofei. Non c’è stato scudetto, anche se sarebbe stato meritato. La sua eredità però sono le nove stagioni di calcio d’avanguardia, eccessivo nel bene e nel male. Gasp ha lasciato una traccia chiara, il 3-4-2-1, a volte 3-4-1-2, ancora oggi sistema di riferimento. (…) Tanti i calciatori resi grandi da Gasperini: Ilicic e Pasalic, Zapata e Hojlund, Scamacca e Retegui, De Roon e Freuler, Bastoni, Scalvini e Romero… Un elenco infinito di giocatori che altrove non funzionavano e che nel laboratorio di Gasp fuggivano dalla lampada di cui erano prigioniieri. (…)

(gasport)