Dal Brighton sicuri: «Ferguson non torna»

Ferguson è davvero destinato a restare a Roma? In Inghilterra non hanno dubbi, soprattutto dopo le parole pronunciate dall’amministratore delegato e vicepresidente del Brighton, Paul Barber: «Un ritorno anticipato di Evan a gennaio direi che è molto improbabile – ha spiegato – Non abbiamo questa opzione. Se dovesse tornare sarebbe perché per qualsiasi motivo il club che lo ha in questo momento non ha bisogno di lui». (…) Un fatto, questo, che appare scontato visto il rendimento dell’irlandese. «Sta giocando tanto e bene e segna gol», ha aggiunto Barber. Gasperini, probabilmente, è di tutt’altra idea. E i romanisti con lui.

(corsport)

I difetti strutturali

È inutile parlare di chi non c’è, di chi verrà o forse non verrà mai. A forza di guardare al domani, si sta perdendo di vista l’attualità. La Roma vive un presente nebuloso, al di là di un futuro ancora tutto da scrivere e per questo misterioso. La squadra di Gian Piero Gasperini ha tanti di quei difetti strutturali che sul mercato servirebbe una ristrutturazione totale altro che ritocchi seppur mirati. Per ora, comunque, né l’uno né l’altro. (…) Nel giro di 40 giorni, più o meno, un botto impensabile: sei partite, sei punti. Frutto di due vittorie, Como e Genoa, più quattro sconfitte: in casa con il Napoli (classico unoazero), a Cagliari (ancora unoazero), a Torino sponda Juventus (sempre con il minimo scarto) e a Bergamo (unoazero, ovviamente). Quattro sconfitte con un solo gai all’attivo, quello inutile di Baldanzi a Di Gregorio. E il consueto, insopportabile refrain: se va in svantaggio, la Roma perde irrimediabilmente la partita. Gasperini colpevole, Gasperini innocente? Il dibattito è agitato. GPG era il tecnico che dopo 12 giornate aveva portato la Roma più in alto di tutte (“Bravo Gian Piero”) ed è pure quello del post Napoli (“Ahi ahi Gian Piero…”). Quindi? Una cosa, però, va chiarita: Gasp è un allenatore incapace perché fa giocare Dybala, il Dybala attuale, titolare oppure è semplicemente un allenatore disperato costretto a far giocare Dybala, il Dybala attuale, dal primo minuto? Non si sfugge: o una o l’altra. Dybala come simbolo del problemone mai risolto della squadra: il mal di gol. Una malattia che genera evidenti, pesanti complicazioni, tipo l’assoluta incapacità di non perdere per uno a zero . (…) Aveva bocciato Dovbyk prima di arrivare nella Capitale, ha bocciato Ferguson dopo un mese di Trigoria e Bailey non l’avrebbe mai voluto vedere nella sua squadra. Baldanzi, ceduto al Verona a poche ore dalla fine del calciomercato estivo (affare poi rientrato), e neppure inserito in Lista Uefa, non potrà mai giocare da attaccante centrale. Domani, intanto, la Roma in campo a Lecce con una difesa inedita e improvvisata. Aspettando gli attaccanti, ci si è dimenticati di migliorare il reparto arretrato. Anche il reparto arretrato.

(corsport)

La difesa senza tre titolari. A Lecce il baby Ziolkowski leader di un reparto inedito

È stato ancora una volta facile profeta: «Il difensore? Portando Celik sugli esterni siamo in 5 senza Ndicka. In una squadra che spero farà 3 competizioni a lungo, lo capi-te… Non sono mai per le rose molto ampie e sto guardando anche nel settore giovanile ma in tutta Italia sono meno prolifici rispetto al passato. Bisogna operare più su giocatori che magari giocano meno come Ziolkowski e dargli il tempo per diventare un titolare come Ndicka e Mancini. Non possiamo pretendere che a quell’età abbiano la stessa affidabilità. I numeri non devono essere enormi ma la rosa deve essere completa». Tradotto: la coperta per Gasperini è corta. Non solo in attacco dove magari sarà anche lunga ma, secondo il tecnico, di scarsa qualità. Die-tro invece i numeri non tornano. Tra Hermoso alle prese con la pubalgia, Angelino reintegrato in gruppo ma ancora fuori dalle rotazioni e Ndicka in coppa d’Africa, ora sono arrivate anche le squalifiche. Nemmeno il tempo di accennare alla possibilità, che puntuali a Bergamo sono arrivati due cartellini che lasceranno sia lo spagnolo che Mancini ai box a Lecce. Non il massimo. Se l’ex Atletico Madrid può così riposare, l’assenza di Gianluca è pesante. Anche a Bergamo, dopo aver sofferto come tutto il resto nel primo tempo, una volta rimesso al centro, ha regalato quella fiducia e sostanza che gli sono valsi i complimenti del tecnico a fine gara. (…) Le scelte a Lecce sono obbligatorie. Spazio a Ziolkowski e Ghilardi con Celik che dovrebbe essere preferito a Rensch per completare un pacchetto a dir poco inedito. Se è vero che la Roma affronta una squadra che in casa ha segnato soltanto 6 gol nelle 9 gare casalinghe sin qui disputate, parlare di emergenza è inevitabile. Anche perché i due nuovi arrivati hanno mostrato sì delle qualità ma anche inevitabili lacune tattiche e tecniche sulle quali Gasperini sta cercando di lavorare. Il polacco ha confermato che quando l’asticella si alza, va in affanno. Sabato a Bergamo ha sofferto terribilmente Scamacca e ha palesato anche delle difficoltà nell’uscita palla al piede, tanto da consigliare nella ripresa al tecnico di sostituirlo, arretrando Celik. (…)

(il messaggero)

Raspadori decide: oggi è atteso il si

È già il tempo degli ultimatum. Un paradosso ad inizio mercato? Forse, ma non per la Roma che ha fretta di rinforzare un pacchetto offensivo più sterile che mai. Massara oggi aspetta la decisione finale di Raspadori e non andrà oltre questa giornata anche perché poi l’Atletico Madrid partirà per la Supercoppa di Spagna in Arabia e passerà un’altra settimana. Gasperini attende impaziente, anzi a dir la verità una buona parte di pazienza l’ha già persa poiché, la punta l’aspettava per la trasferta di domani a Lecce. L’accordo con l’Atletico c’è da tempo sulla base di un prestito oneroso (2 milioni) con diritto di riscatto fissato a 18,5. I club hanno siglato un gentleman agreement in caso di mancato acquisto a titolo definitivo verrà pagata una penale. Tutto risolto? Assolutamente no. La formula non convince del tutto Jack che non vorrebbe correre il rischio di ritrovarsi a giugno di nuovo alla ricerca di una squadra. Da limare anche i dettagli sul contratto, la richiesta è di 3,8 milioni a stagione e l’offerta è leggermente più bassa ma con la possibilità di incrementare l’ingaggio grazie a dei bonus. E nel frattempo la concorrenza è alla fine-stra: sulle sue tracce ci sono il Napoli e la Lazio, mentre in Spagna i quotidiani fanno sapere che vorrebbe rimanere all’Atlético. (…) Regna il caos, ma una cosa è certa: la Roma è avanti a tutti. Se, come da Trigoria si auspicano, arriverà l’ok il ragazzo si metterà in viaggio verso la Capitale per sostenere le visite mediche che saranno parziali poiché ha già ottenuto l’idoneità sportiva. Se dovesse arrivare un `no, Massara dovrà rimettersi al lavoro. Piaci e non poco Giovane del Verona, valutato venti milioni. Prezzo che può essere abbassato con l’inserimento di Baldanzi (c’è anche la Fiorentina). La regia del possibile scambio è affidata a Riso, procuratore di entrambi. (…) Il ds lavora su più tavoli e la pista Zirkzee rimane aperta. Ieri contro il Leeds ha giocato mezz’ora realizzando l’assist per l’1-1 di Cunha, ma non è bastato per far sorridere Amorim: «Ha fatto bene quando è entrato in campo. Tutti devono essere concentrati, se sei qui e ti concentri su un altro club, allora c’è qualcosa che non va in te». (…) Prima di metà gennaio sarà difficile vedere Zirkzee a Trigoria nonostante l’accordo sia stato già trovato. Mancano ancora dei dettagli col club, ma l’offerta di prestito oneroso con obbligo di riscatto intorno ai 30 milioni in caso di Champions League soddisfa quasi totalmente gli inglesi. (…)

(il messaggero)

Multa in arrivo per il petardo in campo a Bergamo

Il bilancio del petardo da parte di un tifoso della Roma presente nel settore ospiti della New Balance Arena rischia di costare caro sia a lui che al club giallorosso. L’esplosione ha scatenato attimi di tensione poiché è avvenuta a pochi passi dall’assistente Cecconi che si è immediatamente abbassato toccandosi l’orecchio destro e Fabbri era anche a disposto a sospendere il match con conseguente sconfitta per 3-0 a tavolino: «Nel caso andiamo negli spogliatoi, non me ne frega niente», ha detto all’auricolare. Poi è arrivato l’ok per poter continuare da parte del guardalinee dopo l’intervento dello staff medico di Roma e Atalanta, ma la storia non finirà qui. La Questura di Bergamo è al lavoro per individuare il responsabile. (…) Che cosa rischia la Roma? Sicuramente una multa, ma la punizione potrebbe anche essere più dura. La trasferta di domani a Lecce è stata già vietata a causa dei disordini all’esterno del Via del Mare dell’anno scorso, sotto la lente anche dell’Osservatorio c’è quella di Torino del 18 gennaio. Più difficile la chiusura della Curva Sud per la gara col Sassuolo.

(il messaggero)

Da Dybala a Koné: gli “assenti” inattesi nelle sfide con le big

Gian Piero Gasperini le sta provando un po’ tutte, anche usando la dialettica. A volte è (troppo) duro con certi calciatori, vedi Ferguson; con altri, è (troppo) morbido, vedi Dybala. Il risultato: pochissimi sussulti, da una parte e dall’altra. Anche dopo la sconfitta di Bergamo l’allenatore ha parlato di una buona prestazione, ma allo stesso tempo ha sottolineato come la squadra, nello specifico gli attaccanti, hanno fallito «occasioni clamorose». Ma il problema, lo sa benissimo anche il tecnico, non può essere legato solo al reparto offensivo. La squadra, a volte, manca di personalità. Di struttura. Di leader. E quando la squadra è in svantaggio, non recupera mai: è accaduto solo una volta, a Firenze. (…) Soluzioni alternative per cambiare il trend e sfidare ad armi pari le big, e qui ha ragione Gasp, sono poche e ci si arrangia come si può. L’attacco, ad esempio, è sorretto dalle giocate di Soulé, che non è certo un bomber, anche se del reparto è quello che ha fatto centro più volte. (…) La qualità di Dybala si è vista poco anche con le piccole, mentre con le grandi, le concorrenti per la Champions, è sempre stata assente, colpita spesso da infortuni e quasi mai supportata da una condizione fisica accettabile. Paulo è fermo alla rete con il Sassuolo e a un assist con il Parma (più la rete su rigore con il Plzen). Poco incisivo, non solo lui, nelle sfide con Milan (contro cui ha fallito un rigore), Inter, Juve, Napoli e Atalanta. Con la Lazio era assente, con il Bologna era appena tornato dopo l’intervento e il lungo stop estivo. La Roma con queste squadre, con cui si gioca il posto in Champions, ha sempre perso e non ha mai segnato – fatta eccezione per Baldanzi. (…) E gli altri? Un calciatore da cui Gasp pretende di più e non fa certo parte del reparto offensivo è Koné. Un centrocampista di quel livello, titolare della Nazionale francese, deve prendere per mano la squadra, confrontarsi a testa alta con i suoi pari livello e soprattutto segnare qualche gol in più. (…)

(Il Messaggero)

Di questo passo anche stavolta in Champions andranno gli altri

Anno nuovo e risultati vecchi; la Roma si è fermata, la Lazio non è mai partita. A oc-chio, e se non accadono impensabili rivoluzioni sul mercato, anche quest’anno in Champions League andranno gli altri, non l’Urbe. (…) Intanto siamo nel pieno della classica crisi invernale di Gasperini e per la Roma è notte. Le sconfitte di misura contro tutte le grandi confermano che il livello tecnico della squadra è basso, o non da prime 4. Sette cadute in 18 gare sono un bruttissimo dato. A Gasperini, su cui piovono critiche, servono giocatori diversi perché lo impone il suo calcio, e se il tecnico è stato ingaggiato bisognerà pure accontentarlo: gli manca fisicità e qualità in attacco, e tecnica a centrocampo (Cristante è il simbolo di una Roma da sesto posto periodico, Koné non migliora). Sbaglia anche Gasp, per cari-tà. Quell’insistere su Dybala, ormai passato da venerata reliquia a giocatore pleonastico, somiglia a un accanimento: l’esitazione della Joya sotto porta a Bergamo nel primo tempo è stata da Sunset Boulevard, o da stretta al cuore. Poi ci sono le topiche da Var come nel gol che condanna la Roma a Bergamo, ma si sa che siamo nell’anno dei peggiori arbitri d’ogni epoca. Dell’episodio ci hanno davvero colpito due cose. La prima è che Gasperini si accorge dell’errore del Var solo mezz’ora dopo la fine, il che vuol dire che alla Roma, dove spendono milioni di stipendi per il management, non c’è un dirigente che segnali all’allenatore certe cose in tempo reale: pazzesco. (…)

(il messaggero)

Calciomercato Roma: anche la Juventus pensa a Dovbyk

Anche la Juventus è alla ricerca di un centravanti. Sono tanti i nomi al vaglio del club bianconero, da Pellegrini a Lucca fino a Dzeko e Dovbyk. Come scrive il quotidiano, la pista più percorribile è quella che porta all’attaccante ucraino, in uscita perché non più nei piani di Gasperini: tuttavia il club giallorosso punta a una cessione a titolo definitivo. Un’opzione low cost è il 40enne Edin Dzeko per sei mesi, considerando anche il rapporto con Spalletti, ma si tratterebbe di una soluzione estrema.

(tuttosport)

Roma-Raspadori: giorno della verità. Tra campo e mercato sale la tensione

Meglio pensare al mercato, perché la notte di Bergamo ha portato solo cattive notizie. L’ultima, il rientro ritardato a Roma della squadra causa spostamento del volo da Orio al Serio a Linate per via della nebbia. Ma quello è il dettaglio. La sostanza dice che la settima sconfitta è quella che pesa di più. La Roma ha perso in questo campionato — dopo 18 giornate — solo una partita in meno rispetto alle 8 dello scorso terribile girone d’andata, quello dei tre allenatori diversi. E il trend che preoccupa: in 34 giorni 4 ko (su sei gare). Così, altro che Champions. Però fa più comodo pensare al mercato, piuttosto alla gara di Lecce che è domani. Perché del resto oggi è il giorno della verità: la Roma aspetta questo lunedì il sì di Giacomo Raspadori. Lo fa con fiducia, alla scadenza delle 48 ore di riflessione — con tanto di
impegno ufficiale dell’Atletico Madrid ieri sera contro la Real Sociedad — chieste dall’attaccante. (…) E in ogni caso Massara era in contatto con l’Atletico da diverse settimane, segno inequivocabile di come il club spagnolo non ritenesse da tempo Raspadori incedibile. Secondo motivo possibile per spiegare la riflessione: l’inse-
rimento di altri club interessati. Su tutti il Napoli, con Conte che sarebbe favorevole al ritorno. Però qui un paio di elementi giocano a favore della Roma: l’Atletico non sarebbe così propenso a chiudere un accordo di cessione in prestito con lo stesso club da cui ha acquistato il giocatore in estate per 26 milioni. E l’altro motivo è nella continuità di impiego che la Roma può offrire, certamente più alta rispetto a quella del Napoli. La Roma crede nel sì, dunque. (…)

(corsera)

Juve e Roma dicono 33: Lucio cresce, Gasp meno

AIla fine l’inattesa frenata interna con il Lecce non è stata poi così dolorosa per la classifica della Juventus. La successiva sconfitta della Roma a Bergamo ha permesso alla Signora di agganciare il quarto posto, in condominio a 33 punti con i giallorossi. Il trio di testa – Milan, Napoli, per ultima l’Inter – ha scavato un piccolo solco definendo un primo indizio di lotta scudetto e al contempo anche il duello per l’ultimo posto in Champions (sempre che dal ranking Uefa non arrivi lo slot supplementare a fine stagione). Se lo contendono Juve e Roma per il momento, fingendo di ignorare la silenziosa ascesa del Como che potenzialmente potrebbe essere a pari punti dovendo recuperare il match con il Milan. (…)Il trend è sicuramente più promettente per la Signora, squadra in evidente crescita dal punto di vista del gioco rispetto a una Roma che sembra invece essersi incartata di gol, o meglio chi li segna, è un problema condiviso e difficilmente risolvibile: se acquisti un attaccante, sempre che ci siano obiettivi all’altezza, non compri i gol che ha segnato ma quelli che dovrà segnare, e quelli non sono mai garantiti. I problemi di Spalletti, tuttavia, sembrano meno profondi, perché tutto il resto ha cominciato a funzionare. E la rosa non ha mancanze considerevoli come invece può lamentare Gasperini, che oltre a un 9 di livello lamenta la mancanza di gente che salti l’uomo sulla trequarti (un Lookman, per intenderci). (…) Per attaccare il terzetto di testa probabilmente è tardi, per difendere il posto Champions proprio no. Anzi. Anche perché di partite ha invece cominciato a sbagliarne troppe la Roma: quattro sconfitte nelle ultime sei di campionato, già 7 complessive in Serie A. Gasperini si è tenuto in alto e anche in vetta con tanti 1-0, anomali per un tecnico come lui che all’Atalanta ha costruito e ricostruito macchine da gol. Nella Capitale ha trovato la materia prima per impiantare il suo calcio di riconquista palla ma non per costruire occasioni a ogni possesso. E ora che pure la difesa ha smesso di essere blindata, le lacune offensive si sono amplificate. Non di sistema, di individualità. Sulle difficoltà di Dovbyk e Ferguson si è detto già abbastanza, aggiungiamoci la mancanza di un trequartista di sinistra rapido a saltare l’uomo e pure di due esterni che abbiano attitudine ad attaccare la porta, caratteristica che ha contribuito a rendere grande la Dea. Insomma, difficilmente Gasp potrebbe ripetere le parole di Spalletti, che ha detto di non aver nulla da invidiare al Napoli scudettato. E alla Roma lo sanno già bene.

(gasport)