Nuova offerta al rialzo per Raspadori

La Roma è pronta al rilancio per Raspadori. Dopo la prima proposta avanzata nel giorni scorsi all’Atletico Madrid, un prestito con diritto di riscatto a quindici milioni legato alla qualificazione in Champions, il direttore sportivo Massara è convinto di poter alzare l’offerta sia per quanto riguarda la parte relativa al prestito oneroso (fino a due-tre milioni) sia per il conguaglio poi eventualmente da garantire a fine giugno (diciassette-diciotto), arrivando così a quota venti; l’Atletico partiva da una richiesta di ventidue, dunque la distanza potrebbe essere colmata nel giro di poco tempo. L’obiettivo del club è garantire un rinforzo in attacco a Gasperini già nella prima settimana di gennaio. […]

Joshua Zirkzee si è già promesso alla Roma, anche se in questo caso la distanza tra domanda e offerta è più ampia: la Roma vorrebbe spingersi fino a un massimo di trenta milioni per il riscatto, il Manchester ne chiede quaranta. […]

(corsport)

Il ginocchio di Matias non preoccupa

Non c’è sosta per la Roma, Bergamo è dietro l’angolo. Già oggi pomeriggio la squadra è attesa a Trigoria per cominciare a preparare la sfida di sabato sera contro l’Atalanta. […] La contusione al ginocchio di Soulé al momento non preoccupa lo staff tecnico, che conta di rimettere in sesto Dovbyk per avere un’opzione in più là davanti. Anche dietro, senza N’Dicka e con Hermoso che sta stringendo i denti a causa della pubalgia, la Roma continua ad avere gli uomini contati. Ziolkowski,
promosso, avrà un’altra occasione. […]

(corsport)

Omaggio a DDR: “Per sempre casa tua”

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Chissà quante volte ci avrà pensato nell’ultima settimana, in cui ha dovuto fare «una cosa contro natura» per lui. Lavorare per far perdere la Roma. E, forse, neanche Daniele De Rossi si immaginava una serata così carica di emozioni nel giorno del ritorno a «casa».

Una notte speciale cominciata con l’omaggio del club capitolino, che ha proiettato sui maxischermi dell’Olimpico un video celebrativo. Una serie di momenti per ripercorrere alcune tappe della carriera giallorossa di De Rossi, quel bambino biondino che ha coronato il sogno di difendere la propria squadra del cuore con la fascia da capitano al braccio. «Avversari sì…nemici mai…DDR figlio di Roma» recitava lo striscione spuntato nella Curva Sud Laterale, accompagnato dai primi cori e applausi. Un boato, invece, nel momento in cui è stato nominato il nome dell’ex allenatore giallorosso alla lettura delle formazioni. Proseguito, anche, quando
De Rossi – visibilmente emozionato – ha preso posto sulla panchina lato Curva Nord.

Prima del fischio d’inizio, l’abbraccio con Gasperini e le foto di rito. Anche Dybala, Soulé e Mancini hanno voluto salutare il loro ex condottiero. Un giro su sé stesso per godersi completamente l’atmosfera dell’Olimpico, uno sguardo verso la Curva Sud, prima di focalizzarsi sul campo. Anche se non saranno mancati i brividi mentre tutto lo stadio cantava l’inno.

La partita si è messa subito in salita, con tre gol incassati nella prima mezzora. E in concomitanza del vantaggio giallorosso, è arrivato il tributo della Curva Sud. «Questa sarà sempre casa tua… bentornato DDR» il saluto del popolo giallorosso per chi, 616 volte, ha lottato per la Roma. «Del Romanismo rimarrai sempre il vanto! Bentornato a casa Daniele» è il tributo della Tribuna Tevere, «Sempre e per sempre la nostra bandiera» recitava lo striscione apparso in Curva Nord accompagnato dal numero sedici. Una manifestazione d’amore ricambiata con un rapido saluto, a cui ha voluto partecipare anche Ranieri, immortalato sui maxi-schermi mentre applaudiva
De Rossi.

Al triplice fischio, spazio di nuovo alle emozioni. Il tecnico romano ha abbracciato tutti i suoi ex giocatori e raccolto l’affetto dei 67.785 tifosi giallorossi presenti all’Olimpico. La serata non poteva terminare senza il saluto sotto la Curva Sud. Un momento che tutti i giocatori della Roma hanno voluto partecipare restando in campo. «Non sarai mai nostro avversario» ha precisato il popolo giallorosso. Cori e applausi hanno fatto da cornice ad un momento di grande emozione. De Rossi torna a Genova senza punti, ma col cuore colmo dell’amore della sua gente.

Massara: “Niente alibi”. Pressing per Raspadori

IL TEMPO (F. BIAFORA) – «Non voglio cercare alibi sul mercato di gennaio». Massara continua a lavorare per rinforzare l’attacco della Roma con il duo formato da Raspadori e Zirkzee. Nel pre-partita di ieri il direttore sportivo ha fatto la solita melina sullo status delle trattative, mantenendo però alta l’asticella della pressione. Con la consapevolezza che una qualificazione in Champions può dare una spinta decisiva al progetto targato Gasperini.

Il più vicino ad indossare la maglia giallorossa è Raspadori, per il quale bisogna dare l’accelerata finale e chiudere l’accordo con l’Atletico Madrid, che per dare il via libera chiede un obbligo di riscatto. La prima settimana di gennaio sarà quella cruciale. La situazione di Zirkzee è invece destinata a risolversi intorno a metà mese, con il Manchester United che attende il ritorno dei giocatori impegnati in Coppa d’Africa.

Capitolo difesa: il Tottenham non ha per ora dato segnali di apertura su Dragusin, con Gasp che ha segnalato la sua preferenza per Disasi.

Buon anno Roma

IL TEMPO (L. PES) – Tre squilli per chiudere l’anno col sorriso e tornare al quarto posto. La Roma riparte dopo il ko contro la Juve e lo fa battendo 3-1 all’Olimpico il Genoa del grande ex De Rossi. Gara mai in discussione e giocata con lo spirito giusto da una squadra che, al netto delle qualità dei singoli, con un punto di riferimento offensivo sembra muoversi meglio e, soprattutto, fa più gol.

Una serata dolceamara per DDR che viene trafitto proprio da quei giovani che tanto aveva desiderato un’estate fa e che brillano nella notte dell’Olimpico. Quei Koné e Soulé che ha spinto per avere con sé e che ora gli complicano la strada per la salvezza. Ma c’è sempre la sua gente a coccolarlo e invocarlo nei vari momenti del match, prima dell’abbraccio finale da brividi.

Nella notte dei grandi ritorni Gasperini rilancia inaspettatamente Ferguson al centro dell’attacco con il duo argentino Soulé-Dybala alle sue spalle. Per il resto stesse scelte di Torino col ritorno di Hermoso nel terzetto difensivo. La Roma parte forte e prima del quarto d’ora sblocca la gara grazie al quinto gol in campionato di Soulé che approfitta dello svarione di Vasquez e insacca alle spalle di Sommariva. Passano cinque minuti e arriva anche il raddoppio con una bella azione impreziosita da Dybala, che qualche metro fuori dall’area di rigore sembra più nel vivo del gioco, e rifinita dalla sponda di Ferguson per Koné. Il francese, finalmente abile nell’inserimento, trova così il primo gol stagionale. Il Genoa non esce più dalla propria metà campo mentre tra un’esultanza e l’altra il pubblico dell’Olimpico omaggia De Rossi. Poco dopo la mezz’ora ecco il tris firmato Ferguson, bravo e caparbio a sfruttare un pallone vagante nell’area rossoblù dopo un altro errore difensivo stavolta di Malinovskyi. Koné e Dybala sfiorano il poker mentre sull’ultima punizione del primo tempo Svilar rischia di commettere rigore su Ostigard colpendolo in uscita, ma dalla sala Var nessun richiamo per Di Bello.

Primo cambio obbligato per Gasp dopo dieci minuti della ripresa con Soulé che chiede il cambio per un problema fisico, al suo posto El Shaarawy. La Roma gestisce il risultato abbassando i ritmi ma provando comunque a far male quando ha spazio.
Ci va vicino Cristante con un bel tiro da fuori dopo il dialogo tra El Shaarawy e Dybala ma è bravo Sommariva. Gasp attinge ancora dalla panchina: ecco Ghilardi e Pisilli per Cristante e Mancini. C è spazio anche per il rientro in campo di Dovbyk a un mese e mezzo dall’infortunio per gli ultimi minuti della serata. L’ucraino prende il posto di Ferguson, Rensch dà fiato a Wesley. Il Genoa accorcia con Ekhator (seguito con interesse da Massara) ma non basta.

Seconda vittoria consecutiva in casa per la Roma che si riprende la zona Champions prima dell’insidiosa trasferta di Bergamo contro l’Atalanta di sabato. Altra notte di grandi emozioni e stavolta sarà Gasperini a prendersi l’abbraccio del Gewiss Stadium. Intanto i giallorossi chiudono il 2025 con un brindisi per gli 82 punti realizzati.

Gasp stende De Rossi. Ferguson va a segno e spera nella conferma

Bastava criticarlo. Ferguson risponde alle bacchettate di Gasperini. Sul campo, non a parole. Col gol e coi gesti. Suo il tris giallorosso contro il Genoa dell’ex De Rossi, battuto 3-1 sul prato di casa sua, l’Olimpico, per la prima volta da applauditissimo rivale con tanto di giro sotto la sua curva sud.

L’esultanza del centravanti è un messaggio per il tecnico romanista. Come a dire: «Eccomi qua, lo ci sono». Per nove giorni ha riascoltato le parole di Gasperini. Quelle pronunciate dopo la sconfitta di Torino, contro la Juventus. «A lui preferisco Dybala, tutta la vita». Martellavano nella testa, quasi fossero un ritornello natalizio. Ma niente magia: solo un po’ d’amarezza, trasformata in benzina per alimentare il riscatto. Eccolo, proprio come aveva fatto contro il Celtic, in Europa League, firmando una doppietta. I gol stagionali, ora, sono quattro. […]

Per consolidare il quarto posto (giallorossi a 33 punti, uno in più della Juventus) e l’accesso in Champions League servono certezze. Ferguson ci sta provando in ogni modo a consolidarle. Si è svegliato tardi, vero, ma dicembre ha consacrato la sua rinascita. Del resto, lo stesso Gasperini aveva detto: «Basta qualche gol e il mio giudizio su di lui cambia». La rete s’è mossa più volte, dopo quel commento. Ma sembra che il tecnico non sia pienamente soddisfatto. Non vuole che queste prestazioni spostino il focus dal mercato. Da li s’aspetta sempre un assist. […]

La fine anticipata del prestito, in sostanza, è un’ipotesi che resta in piedi. Come le richieste, pressanti, di Gasperini. […] Le «cose giuste», per Gasperini, sono due, almeno per l’attacco: Raspadori e Zirkzee. I tre gol contro il Genoa non gli hanno fatto cambiare idea sulla necessità di pescare carte nuove dalle trattative. Ma finalmente il suo reparto preferito ha battuto un colpo. Anzi tre. […]

(La Repubblica)

Roma-Genoa: la moviola dei quotidiani. Dubbi sul contatto Svilar-Ostigard, giusto annullare il gol di Koné per un fallo su Sommariva

La Roma vince 3-1 contro il Genoa di De Rossi grazie alle reti realizzate da Soulé, Koné e Ferguson nel primo tempo e si riprende il quarto posto in classifica (+1 sulla Juventus quinta). Prestazione vicinissima alla sufficienza dell’arbitro Marco Di Bello (media voto 5.9), il quale annulla giustamente il secondo gol realizzato da Koné per un fallo su Sommariva. Più dubbi, invece, sul contatto in area tra Svilar e Ostigard, ma per il direttore di gara e il VAR si tratta di un semplice contrasto di gioco.


LA GAZZETTA DELLO SPORT – VOTO 6.5

[…] Annullato giustamente il 4-0 di Koné: Sommariva aveva già le mani sulla palla quando il centrocampista gliela sfila. Peraltro Koné pesta anche la mano del portiere
genoano. Possibile rigore Genoa: Ostigard incorna di testa anticipando l’uscita di Svilar che tocca la palla e poi lo colpisce involontariamente al volto. Normale scontro di gioco o gesto punibile? Più il primo che il secondo. Ma il Var poteva richiamare Di Bello per una verifica.


CORRIERE DELLO SPORT – VOTO 5

[…] Svilar esce fuori tempo, colpisce con la mano destra la faccia di Ostigard senza mai prendere il pallone, poi gli frana addosso: Di Bello non vede, cieco resta anche il VAR (e questo è più grave), ci stava il calcio di rigore. […] Sulla punizione di Martin, dalla quale parte l’azione del gol del Genoa, a centro area c’è Marcandalli che sembra leggermente oltre tutti i difendenti giallorossi. Arbitro, assistente e VAR non lo considerano attivo, anche se lui salta per cercare di colpire il pallone. Sommariva ha entrambe le mani sul pallone quando arriva Koné che glielo toglie, corretto annullare. […]


IL MESSAGGERO – VOTO 6

In una gara finita dopo 20 minuti, difficile fare male. […] Annulla un gol a Koné e vede bene.


IL TEMPO – VOTO 6

Tutto facile per Marco Di Bello all’Olimpico: il pugliese, che esce bene da una partita a senso unico fin dall’inizio, chiude il suo 2025 in continuità con le buone prestazioni della prima parte di stagione, che potrebbero renderlo un elemento utile per Rocchi anche in occasione di partite più difficili. In questo campionato, il classe ’81 ha alzato decisamente il suo livello rispetto alle ultime stagioni, tornando ai suoi vecchi standard. Dal punto di vista tecnico, l’arbitro pugliese all’Olimpico fischia poco anche nei duelli fisici, favorendo una partita senza troppe interruzioni, agevolato anche dal risultato. Di Bello mantiene una soglia tecnica e disciplinare alta, come dimostra la mancata ammonizione per Dybala per il fallo su Frendrup a metà primo tempo.
L’unico episodio discusso della partita arriva alla fine del primo tempo, quando il Genoa chiede un rigore per il contatto tra Svilar e Ostigard, con Di Bello che valuta la parata in anticipo rispetto al contatto. In realtà, i due eventi sono quasi contemporanei, come si vede dal replay. Pochi dubbi sul gol che apre la partita dell’Olimpico: Soulé è in posizione nettamente regolare sul lancio di Ziolkowski,
con l’argentino tenuto in gioco da Martin. Valida anche la rete di Ferguson per il momentaneo 3-0, nonostante le proteste (non troppo convinte di Sommariva). Davvero troppo leggero il contatto tra Cristante e Malinovskyi, da cui nasce la rete.
Evidente il fallo di Koné su Sommariva in occasione del momentaneo gol del
4-0: il portiere blocca il pallone poco prima del contatto falloso. Di Bello è posizionato bene e non ha dubbi. Netto l’unico giallo del match, a inizio secondo tempo per Frendrup, per una trattenuta su Dybala. Regolare il gol di Ekhator nel finale: la posizione di Marcandalli non è influente.


IL ROMANISTA – VOTO 6

[…] Al 38’ l’unico momento in cui ci si accorge di Di Bello è quando nega la gioia del secondo gol a Koné, reo di aver rubato palla dalle mani di Sommariva: carica sul portiere. […] Al 46’ intervento aereo di Svilar ancora su Ostigard in uscita, l’arbitro Di Bello concede calcio d’angolo perché la palla sbatte sulla testa del portiere giallorosso. Prima Ostigard gli va incontro con la testa, Svilar mette la mano e lo colpisce (De Rossi protesta). Anche il Var controlla un possibile rigore ma lo legge come un normale scontro di gioco. Che infatti non esiste. […]

De Rossi si arrende subito, la Roma torna quarta

Il peggio è (il) passato. Emozionanti gli striscioni “Sempre casa tua”, “bentornato”, “non sarai mai un avversario”, un “grazie” sul maxischermo, il saluto ai fotografi che conosce, i cori della Curva, il saluto finale sotto la Sud, l’abbraccio con i giocatori che ha allenato, Mancini, Dybala, Soulé, bellissimo che in tribuna ci fossero moglie-famiglia-amici e anche l’Ostiamare, la squadra di serie D cui è presidente, e scoprire che perdere l’amore (vero) è impossibile, poi però c’è la partita.

E dopo 31 minuti quella di De Rossi contro la Roma era già finita: era sotto 3-0, nessuno è più ingrato e crudele di una ex che hai tanto amato. Il 3-1 finale non lo consola certamente. […] Il suo Genoa ha sofferto il pressing giallorosso che non ha fatto respirare i suoi giocatori in fase di impostazione e ha messo in apprensione la sua difesa. Mentre la Roma, troppe volte irriconoscibile e schizofrenica, era in serata di grazia ed è stata perfetta. Ha sfruttato le fragilità rossoblù: al netto delle leggerezze in fase difensiva i tre gol del primo tempo sono l’esatta applicazione del gioco e delle idee di Gasperini, pressione asfissiante a tutto campo, caccia del pallone, aggressione, ripartenze, inserimenti. […]

Ma intanto dopo tre sconfitte nelle ultime quattro partite la Roma si gode il sorpasso alla Juventus e il ritorno tra le prima 4 in classifica. Il peggio è passato? De Rossi non è riuscito nemmeno a criticare i suoi, non ha esultato quando a 3 minuti dal termine Ekhator ha segnato il 3-1, è rimasto con le mani in tasca ad aspettare la fine. Poi è andato sotto la Curva Sud: «Ci sarà sempre grande amore con i tifosi e con i giocatori, non ero riuscito a salutarli bene. Anche per loro è stato uno shock quando me ne sono andato».

(La Repubblica)

De Rossi: “Porto quella curva nel mio cuore”

«Gli dovevo quel saluto, saranno sempre nei miei cuori. Purtroppo con il volto scuro della sconfitta. Ma capiranno». Finisce romanticamente sotto la Sud. Danielino prima ringrazia in mezzo al campo la sua gente, poi si sposta a salutare la sua curva che lo chiama dal fischio finale. I giocatori della Roma sono lì, all’altezza dell’area di rigore, ad assistere. Commossi anche loro che si uniscono all’applauso. […]

Lo speaker lo presenta così: «È giusto celebrare chi non sarà mai un avversario ma sempre uno di noi». Via con i cori. Il primo parte dalla Nord. La Sud avverte: «Avversari sì, nemici mai». Ancora cori, alla lettura delle formazioni. […] Lunghissimo il momento che gli dedica Dybala. Le braccia al collo e qualche parola. La scena si ripete con il fedelissimo Cristante. Lo stesso fa Gasperini. […]

È quasi il minuto 14, la Sud stende il suo striscione: «Questa sarà sempre casa tua, bentornato DDR». Soulé firma il vantaggio. Coincidenza da brividi. E il momento: «Del Romanismo rimarrai sempre il vanto, bentornato a casa Daniele». La Nord non si fa attendere: «Sempre e per sempre la nostra bandiera». Sotto il suo numero 16. L’Olimpico urla forte: Daniele De Rossi. Che saluta alzando il braccio. […]

(corsera)

Volo Champions

La Roma chiude l’anno in zona Champions. È quarta con 33 punti e con 11 vittorie in 17 partite, senza nemmeno un pareggio. Gasperini festeggia con tre gol al Genoa (3-1) nel momento più delicato del torneo. […]

Le tre reti viste per la prima volta all’Olimpico (il tris solo a Cremona e a Glasgow contro il Celtic) non devono ingannare. Basta andare a vedere come sono arrivate. Regali, deviazioni. […]

Il vantaggio sulla quinta è però minimo: -1. E a inseguire è la Juventus di Spalletti. Il braccio di ferro sarà con la rivale di sempre, la nemica peggiore per il testa a testa che attende i giallorossi nelle prossime 21 giornate. Non ci sono solo i bianconeri. A -6 c’è il Como che ha però una partita in meno. A 7 il Bologna – pure Italiano ha un match da recuperare – ed è avversario da tenere a distanza, Gian Piero conosce bene l’Atalanta. Fa bene a non fidarsi, tra l’altro sabato c’è lo scontro diretto a Bergamo. E’ lontana a -11, ma la rosa è da vertice. […]

(corsera)