IL ROMANISTA (A. DI CARLO) – Gasperini è stato chiarissimo e ha praticamente certificato che la Roma non rimarrà a guardare nel mercato di gennaio. (…) Il rinforzo sul quale Massara sta però lavorando forte è senza dubbio l’attaccante e il nome in cima alla lista rimane quello di Joshua Zirkzee, punta olandese di proprietà del Manchester United. Il ds giallorosso è al lavoro su di lui da settimane, è stato 48 ore a Londra per fare il punto con l’agente del calciatore, Kia Joorabchian, ma deve fronteggiare diverse criticità: la richiesta d’ingaggio, formula e tempistiche del club inglese e anche le alte commissioni che il businessman anglo-iraniano è solito richiedere. La fiducia sul buon esito dell’operazione rimane ma è ovvio che il ds giallorosso stia lavorando su più tavoli. Un altro porta dritto in Brasile, più nello specifico al Corinthians. Nome presente da mesi sul taccuino della squadra mercato giallorossa è quello di Yuri Alberto Monteiro da Silva, noto semplicemente come Yuri Alberto. Brasiliano, classe 2001 (ma con doppio passaporto italiano), 1.83 per circa 80 chili, gran fiuto del gol e un esordio non troppo lontano con maglia della nazionale carioca. Vista la critica situazione finanziaria del Corinthians, la clausola per l’estero presente sul suo contratto (100 milioni) potrebbe essere facilmente aggirata. Ma servirebbe comunque un’offerta da almeno 30 milioni di euro. A Massara piace e se la pista Zirkzee dovesse presentare troppe insidie, la rotta del mercato giallorosso potrebbe virare verso il Brasile. (…)
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Juventus: prove di difesa a 4. E Cabal insidia Cambiaso
Non toccare il modulo dopo la vittoria di Bologna oppure cambiare. Non è una rivoluzione, ma un aggiustamento: la difesa a quattro è un’idea che frulla da tempo nella testa di Luciano Spalletti, che però non ha mai avuto la possibilità di abbozzare sul prato verde. Se non a partita in corso: nel finale contro il Bodo Glimt in Champions League, ma anche in Coppa Italia contro l’Udinese. Qualche tentativo c’è stato. A Lucio, però, è sempre mancata la materia prima. Contro la Roma, paradossalmente, gli mancano invece gli ingredienti per la sua versione di difesa a tre con Teun Koopmeiners, squalificato dopo il giallo rimediato a Bologna. L’assenza dell’olandese impone riflessioni profonde proprio sullo schieramento. E naturalmente su Gleison Bremer: Se da qui a dopodomani darà risposte importanti sul piano fisico in allenamento, allora Spalletti lo impiegherà dall’inizio. Altrimenti dovrà trovare una formula adatta: eventualmente con Daniele Rugani, oppure con Juan Cabal, elemento che però da braccetto sinistro rappresenterebbe – un’incognita. Amaggior ragione in un momento in cui al colombiano servirebbe continuità in una posizione dove si è già distinto, ovvero da esterno sinistro. Il gol al Dall’Ara, ciliegina sulla torta di una buonissima prestazione da subentrato, lo può candidare ad una maglia da titolare a sinistra. Al posto dì Andrea Cambiaso. Sì, uno dei preferiti da Spalletti, ma allo stesso tempo spremuto dal reiterato utilizzo in tutte le competizioni sia da Lucio che da Tudor. (…)
(tuttosport)
Bailey può salutare a gennaio
Entrate sì, perché Gasparini ne ha bisogno per alimentare l’obiettivo Champions e continuare a tenere vivo quel sogno vero che a Trigoria nessuno pronuncia ad alta voce. Ma il mercato della Roma non sarà solo in entrata. Il lavoro della dirigenza passerà inevitabilmente anche dalle uscite, necessarie per alleggerire il monte ingaggi e creare spazio per nuovi innesti, soprattutto in attacco e sulla corsia sinistra. (…) Già a gennaio Tsimikas e Bailey, entrambi in prestito. (…) Poi c’è Dovbyk che pesa ancora in modo significativo a bilancio, sia per lo stipendio sia per il costo dei cartellini: la Roma sta valutando la possibilità di trovargli una nuova sistemazione. (…)
(corsport)
Il valore di un’idea
La differenza sottile come una lastra di marmo tra voler fare un gol e dover fare un gai aiuta a capire perché la Roma non pareggia mai. Quindici partite di campionato, più sei di Europa League, non le sono (ancora) bastate per far uscire il segno “ics” sulla schedina della sua stagione. E, a questo punto, il bizzarro dato non può essere (più) casuale. Il gruppo di Gian Piero Gasperini o vince (14 volte) oppure perde. Con un trend consolidato: se va in vantaggio, porta a casa il risultato; se va sotto, amen (solo a Firenze non è accaduto). Strano, no? Provando a dare una spiegazione a ‘sto fenomeno, vien fuori che c’entra il mal di gol.. Ma come: sempre il solito, irrisolto problema? Ovvio. Il punteggio che più ha accompagnato GPG è stato l’unoazero e/o lo zeroauno. Faccio un gol, mi difendo e – con una difesa super – conquisto la vittoria; se subisco la rete degli avversari, invece, non avendo una consistente forza d’urto fatico tanto a recuperare la partita. Ecco il film giallorosso dell’annata. (…) Conta di più non prendere gol o farne? In termini numerici, per farsi un’idea ragionata della faccenda non può essere trascurata la differenza-reti, a gioco lungo dato chiave: la Roma oggi è a dr +8, l‘Inter capolista è a +20. L’Inter ha segnato più del doppio della Roma (34 reti), ha subito quasi il doppio dei giallorossi (14) e sta davanti a tutti. Come dire: conta segnare; conta un po’ meno non subire. Si vincono i trofei con il miglior attacco, non con la miglior difesa. E la Roma, si sa, segna poco. Troppo poco. Da qui, la necessità di trovare un uomo dal gol facile. (…) Intanto, prima dell’apertura della sessione invernale delle operazioni, la Roma dovrà affrontare a ranghi ridotti Juventus (in trasferta) e Genoa all’Olimpico. E dovrà farlo con ciò che ha in casa: Dybala, che va considerato una riserva; Ferguson, che contro il Como non ha confermato/ ripetuto le bellezze di Glasgow e Dovbyk he non è ancora (ri) pervenuto. (…)
(corsport)
Zirkzee, adesso lo sprint
Un occhio era rimasto sull’Olimpico, l’altro aveva viaggiato fino all’Old Trafford. Lunedì sera la Roma aveva fatto il suo contro il Como, portando a casa una vittoria di peso e confermando l’identità costruita da Gasperini, mentre in Inghilterra andava in scena un 4-4 pirotecnico tra Manchester United e Bournemouth. Una partita folle, chiusa nel finale e segnata dall’ingresso, quasi simbolico, nel recupero di Joshua Zirkzee, l’uomo dei desideri giallorossi, entrato quando ormai c’era poco da giocare e ancor meno palloni da toccare. (…) E allora Massara lavora. Senza proclami, ma con un’idea chiara: regalare a Gasperini un centravanti vero, uno che sappia trasformare la mole di gioco in gol pesanti. Zirkzee è il primo nome sulla lista. Venerdì e sabato scorso, a Londra, il direttore sportivo ha incontrato l’entourage del giocatore e i rappresentanti dello United. La strategia è definita: trovare l’accordo totale con l’olandese, rinviando le commissioni degli agenti a fine stagione, per poi tentare di forzare la mano ai Red Devils. Niente esborso secco da 35 milioni, cifra fuori portata in questa fase. La Roma pensa a un prestito oneroso – anche sopra i 5-6 milioni – con obbligo di riscatto a luglio (…)
(corsport)
Stadio a Pietralata. Il progetto definitivo prima di Natale
Ci siamo. L’inizio della prossima settimana dovrebbe proprio essere quello della presentazione del progetto aggiornato e definitivo del nuovo stadio della Roma. I problemi sono stati diversi, alcuni prevedibili, altri molto meno, ma sembra che adesso tutto sia risolto. Il club giallorosso, solidamente affiancato dal Comune di Roma, ci è riuscito senza nemmeno approfittare dell’aiuto di un commissario straordinario, che adesso c’è, ma che probabilmente sarebbe stato infinitamente più utile un paio di anni fa, a tenersi stretti. Le micromisure previste nella Manovra includono infatti anche un commissario per la riqualificazione dell’area di Pietralata, quella dello stadio appunto, con decreto di nomina atteso per il 29 dicembre. Il prescelto è Massimo Sessa, lo stesso che da qualche tempo è al lavoro sugli impianti di Euro2032. (…) Tornando all’atteso progetto definitivo, si parla di un annuncio il 22 o 23 dicembre, in modo da passare un sereno Natale anche in casa giallorossa. (…)
(gasport)
Parla l’ottico di Papa Leone XIV: “Ha la Roma nel cuore”
IL MESSAGGERO – Alessandro Spiezia, ottico dei pontefici di via del Babuino che sabato ha incontrato Papa Leone XIV in Vaticano, ha rilasciato un’intervista al quotidiano romano confermando la “fede” giallorossa del pontefice. “Gli ho chiesto per chi tifava, lui ha fatto capire di avere un debole per la Roma. Ci ha svelato che Leone XIV essendo il Papa incoraggia e parteggia per tutte le squadre senza distinzione. Come Robert Prevost, però…”.
Orgoglio Capitale
La Roma tra le grandi, chi lo avrebbe mai pensato? Così, al primo anno di Gasp, dopo un’annata sull’altalena, tra bassi (tantissimi) e alti ranieriani (quasi a sfiorare la Champions). Doveva essere il periodo della ricostruzione, ma qui si sta molto avanti. La Roma è tra le grandi, da subito, e ha due partite per portare questo trend a fine anno. La squadra vive in un sogno continuo, cominciato in estate, con Gasp al comando, rabbioso per un mercato che non decollava e ora alle prese con il faidate ma voglioso di dimostrare che anche da queste latitudini si pensa in grande. La Roma è a tre punti dall’Inter, prima in classifica, a due dal Milan e uno solo dal Napoli, partita come la schiacciasassi del campionato. Che altro chiedere? Ma se vogliamo stare sull’obiettivo minimo, ovvero il quarto posto, la Roma dista quattro lunghezze dalla Juve, prossima avversaria dei giallorossi. (…) La Roma ha una caratteristica scudetto: la difesa. È la migliore in Europa, con soli otto gol subiti, 0,53 a partita. La splendida Arsenal ne ha incassati dieci, e sta dominando in Premier League, oltreché in Champions. Otto reti in quindici partite, subendo sempre pochi tiri in porta, in area di rigore della Roma, ma gli avversari entrano per il 20,1 per cento, il sesto dato europeo. La mentalità offensiva che Gasp ha portato espone la squadra a rischio ripartenze: sono due le grandi occasioni che vengono concesse di media a partita, in Europa per questo dato è ventisettesima su ventasei. Il problema è che quando subisce un gol, fatica a recuperare per le note questioni legate alla sterilità dell’attacco. (…) È una squadra che, per quel che riguarda l’efficacia offensiva, ha poco di gasperiniano, sembra più un seguito della truppa di anni della passata stagione. La Roma, non avendo attaccanti da doppia cifra, si adatta a un altro tipo di calcio fatto di pressing, di lotta, di agonismo. E contando su un portiere straordinario come Svilar, capace di sventare circa sei gol in questo campionato (il 5,7 per cento di gol prevenuti, secondo in serie A dopo Provedel e prima di Maignan), mantenendo la porta inviolata in sette occasioni, si permette di vincere in quindici gare, nessun pareggio fino a ora – segnando poco più di una rete a partita. (…)
(Il Messaggero)
Mati e Paulo: il futuro ha due facce
Restano amici, inseparabili. Il mate, la PlayStation, la confidenza, la condivisione dell’amore per la maglia della Seleccion. Tutto li ha uniti ultimamente. Anche Roma, sì. Perché Dybala è stato il primo ad avallare l’arrivo nella Capitale del fratello Soulé, stellina bianco-nera affermatasi nella vicina Frosione. Poi, come si faceva a pensare che in poco tempo, l’uno avrebbe preso il posto dell’altro? Non “colpa” di Mati, ma di Paulo e delle sue condizioni fisiche, degli infortuni che gli hanno fatto saltare qualche partita di troppo ultimamente. Dybala viene da quattro panchine di fila, con Napoli, Cagliari, Celtic e Como. E nell’ultima partita contro la formazione di Fabregas non è proprio entrato, cosa che non gli capita mai, ammirando solo da fuori le giocate di Soulé, che pian piano lo sta sostituendo, rilevandone il testimone. (…) Dybala ha un contratto in scadenza, guadagna troppo per la Roma attuale e molto probabilmente, a certe cifre (nove milioni netti a stagione) non verrà rinnovato: gennaio è alle porte, l’amico Paredes lo vorrebbe al Boca, per ora Paulo tentenna. Soulé è un patrimonio per la società, sia tecnico sia economico: è arrivato due anni fa, si è fatto notare solo nella seconda metà della scorsa stagione, grazie a Ranieri, che gli ha insegnato il sacrificio e il dribbling concreto e non fine a se stesso, ma era Dybala il preferito di tutti, senza se e senza ma, da De Rossi fino a Sir Claudio. Quest’anno, il ribaltone: Soulé è l’intoccabile, mentre Paulo non più. Si sono trovati a giocare insieme spesso a volentieri, dall’inizio o a match in corso, con risultati altalenanti. (…) Soulé sta scalando posizioni a suon di prestazioni e numeri. Contro il Como ha preso in mano la squadra, facendo un altro passo in avanti pure nell’aspetto caratteriale. (…) Paulo oggi può solo affidarsi alle parole di Gasperini per rivedere un po’ di luce. «È un giocatore straordinario, soprattutto quando sta bene: quando scatta, corre, tira, dribbla. Non c’è nessuno che ha la sua qualità, in Italia pochi di sicuro. Magari può essere pronto per domenica, che può essere una partita anche da ex». Chissà, magari è solo l’ultimo bluff di Gasp.
(Il Messaggero)
Calciomercato Roma: proposto Amenda dell’Eintracht per la difesa
Vista la partenza di Ndicka per la Coppa d’Africa, non è escluso un rinforzo della Roma anche in difesa. Come riportato dall’edizione odierna del quotidiano sportivo, il nome nuovo in tal senso è quello di Aurèle Amenda, difensore centrale di 22 anni dell’Eintracht Francoforte. Il suo agente, Gabriele Giuffrida, ha offerto il giocatore al club giallorosso in vista del mercato di gennaio.
(gasport)