Benatia: “A Roma mi hanno dato del mercenario ma non volevo andare via”

GASPORT – Medhi Benatia, attuale DS del Marsiglia, ha militato nella Roma nella stagione 2013/14 prima di essere ceduto al Bayern Monaco. L’ex difensore ha rilasciato un’intervista al quotidiano sportivo. Le sue parole:

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Alla Roma ha giocato con Totti: che rapporto avevate?
“Con Checco siamo molto amici, era bello goderselo in allenamento, per la classe, gli scherzi e le risate. A Roma sono stato un anno, mi hanno dato del mercenario ma io non sarei mai andato via: l’addio mi ha spaccato il cuore. Volevo rinnovare ma Sabatini, a cui devo tantissimo, a un certo punto mi disse che doveva vendermi per il fair play finanziario. Oggi da dirigente lo capisco, allora no. Mi fece arrabbiare, chiesi la cessione perché avevo perso la fiducia, ma io volevo vincere a Roma”.

Fantasia e coraggio: è l’ora di Yildiz e Soulè

Fantasia, ci vuole tanta fantasia: Yildiz e Soule si facciano avanti, coraggio. Juventus e Roma si guarderanno negli occhi: lo scontro diretto farà capire meglio quante chance avranno di scattare ancora più. All’Allianz Stadium la spinta decisiva potrebbe arrivare dai loro ragazzi più ispirati: Kenan e Matias saranno chiamati a fare gli straordinari. Spalletti e Gasperini, dopo le convincenti vittorie contro rivali di peso come Bologna e Como, hanno bisogno di ulteriori conferme, oltre che di punti. (…) La quarta e la quinta di Serie A sono alle prese con i digiuni dei loro centravanti di ruolo. (…) La Roma si fa valere tra le battistrada con la miglior difesa del torneo, appena otto gol incassati. In avanti tira tutta un’altra aria: con 16 reti realizzate, vivacchia l’11° reparto avanzato del campionato, alla pari di Udinese e Genoa. Dovbyk ha all’attivo due gol, poi si è inceppato, tanto che il club c’era di smistarlo in prestito nella prossima finestra di mercato. Ferguson mostra segni di risveglio, incagliato a quota un gol in compagnia di Celik, Cristante, Hermoso e del rabbuiato Dybala. Il top scorer romanista, guarda un po’, e Soulè con quattro centri. (…) Luciano e Gasp hanno sfruttato le loro trovate come cifra aggiuntiva del loro credo tattico, al di là degli svariati moduli. Non sono più giovani, eppure appena possono tentano di sfornare ancora nuove idee. Non per il gusto di stupire, ma anzitutto per necessità. Certo che senza un bel centravantone andare avanti sarà dura: occorre lavorare a testa bassa per rimodellare e ridare un senso agli attaccanti che passano conventi non certo poveri. (…) Gasperini concede altri minuti a Ferguson: dai e dai, potrebbe arrivare il definitivo sblocco. Vabbè, la pazienza ha un limite, ma finché si rimanga in corsa con tutte le altre ambiziose concorrenti varrà la pena insistere sul centro-boa irlandese. (…)

(gasport)

Gasp va a mille. La Roma è pronta per il grande salto

Conterà anche il millimetro. Per chi come Gian Piero Gasperini ama la campagna aperta, al pari di Luciano Spalletti, il rettangolo verde dell’Allianz Stadium sarà uno spazio da intasare in ogni zona. Nulla sarà concesso all’improvvisazione. Perche cosi, col suo gioco intenso e la sua accuratezza, il tecnico della Roma ha costruito finora i suoi 994 punti in Serie A. (…) E sabato se la giochera, Gasp, con gli uomini piu imprevedibili di cui dispone: non solo Matias Soule con i suoi ricami e le sue sterzate nei sedici metri o Gianluca Mancini con le sue incursioni improvvise sul centrodestra, ma anche il brasiliano Wesley, brillante uomo di fascia in gol contro il Como e arma tattica per spostare l’inerzia dei match. Uno che poteva andare alla Juve la scorsa estate proprio come il tecnico della Roma, che però ha rifiutato la proposta dei bianconeri per accettare il progetto giallorosso. (…) E Wesley, del resto, è al momento l’emblema della Roma sotto il profilo atletico, proprio nel periodo storicamente migliore per l’allenatore di Grugliasco. Tra dicembre e gennaio arriva sempre lo sprint delle squadre del tecnico: l’AtaTanta lo scorso anno dopo la sosta di novembre infila 5 vittorie di fila, di cui 4 a dicembre, stesso risultato nel 2021-2022 con vittorie eclatanti come il 3-2 sul Napoli e 1’1-0 sulla Juve e anche nel 2022-2023 furono 4 vittorie in 6 gare prima di Natale. Una fase in cui correre a più non posso per restare lassù dove sfrecciano i migliori. Ed è un momento pure, come ha confermato lo stesso Gasp, in cui alla condizione atletica la squadra sta abbinando con puntualità una produzione offensiva efficace, sfruttando tutti i corridoi possibili e aumentando anche quel pressing sulla trequarti offensiva che ha fatto le fortune in passato dell’Atalanta. (…) Quella bianconera è anche la squadra più affrontata dal tecnico della Roma: 39 volte finora con 6 vittorie, tra cui il roboante 0-4 dello scorso anno proprio allo Stadio alla guida dell’Atalanta. (…)

(gasport)

Dovbyk out. L’ucraino resta in dubbio

IL TEMPO (GAB. TUR.) – Dovbyk verso il forfait. Anche ieri il centravanti ucraino ha svolto lavoro personalizzato a Trigoria a tre giorni dalla prossima gara di campionato. Scendono, quindi, le quotazioni per vederlo tra i convocati per la sfida sul campo della Juve. Anche tomando in gruppo venerdì sarebbe difficile ipotizzare una partenza per Torino. Gennaio potrebbe segnare la fine della sua esperienza nella Capitale, ma Dovbyk vuole giocarsi le sue carte e tenersi stretta la maglia giallorossa. All’Allianz Stadium Gasperini dovrà fare i conti con l’assenza di N’Dicka. L’allenatore della Roma potrebbe arretrare Celik per sostituire l’ivoriano, spostando Mancini al centro della difesa, oppure dar fiducia ad uno tra Ghilardi e Ziolkowski. Una terza alternativa è l’inserimento di Rensch nel terzetto difensivo, in modo da lasciare Celik sulla fascia destra e riportare Wesley sul lato opposto. Non è emersa alcuna lesione dagli esami a cui si è sottoposto Romano, che nei prossimi giorni spera di essere aggregato in prima squadra

Wesley express

IL TEMPO (L. PES) – Prossima fermata: Torino. Il treno brasiliano di Gasperini non vuole smettere di correre e dopo aver deciso la sfida contro il Como all’Olimpico vuole essere protagonista anche con la Juve. Fortemente voluto dal tecnico e pungente sia a destra che a sinistra. Wesley è indubbiamente tra i migliori della rosa giallorossa in questa prima parte di campionato. Arriva in estate dal Flamengo, ha convinto da subito per le sue doti atletiche, ma gara dopo gara la sua crescita diventa sempre più evidente. Ha già segnato tre gol in campionato, due di questi sono valsi i tre punti con Bologna e Como, ma non ha intenzione di fermarsi. Dopo anni di difficoltà finalmente la Roma ha trovato un esterno perfetto per giocare da quinto. Un giocatore veloce e intenso, capace di offrire sempre soluzioni offensive e di mettere spesso anche la sua firma nei tabellini. Nel gioco di Gasperini gli esterni hanno sempre avuto un ruolo determinante e negli anni in tanti sono esplosi proprio sotto la guida del piemontese. Di Wesley si parlava un gran bene già prima del suo approdo nella Capitale e in estate era stato seguito anche da altre squadre. Ma l’allenatore di Grugliasco lo aveva già scelto per la sua Atalanta e, come primo acquisto nella sua avventura in giallorosso, ha scelto proprio il brasiliano, che lo sta ripagando alla grande. Un ambientamento molto rapido e una capacità di adattarsi alle esigenze che merce rara soprattutto quando si viene da un altro continente. Sabato, probabilmente, agirà nuovamente sulla sua corsia, quella di destra, con Rensch favorito per essere confermato dall’altra parte dopo l’ottima prova nel «monday night». Tutto questo in attesa del rientro a pieno regime di Angelino. Lo spagnolo a Torino sara alla terza convocazione dopo it lungo stop. In Scozia a torna-to in campo dopo due mesi per una manciata di minuti e ora insegue il ritorno da titolare. Probabilmente il 2026 sarà il suo anno. Pur non essendo l’esterno ideale di Gasp (a giugno scorso stava andando in Arabia), potrebbe qualità e bonus offensivi a una Roma che ha ancora tremendamente bisogno di creare occasioni da gol. La sua assenza è stata un’assenza molto pesante che i giallorossi sono riusciti a colmare in parte con le doti di Wesley e la crescita di Celik da esterno a tutta fascia. A proposito, it turco è pronto a tornare dopo aver scontato il turno di squalifica e nel big match per la Champions contro la Juventus sarà chiamato a sostituire N’Dicka nel terzetto difensivo, con Mancini che scala al centro come a inizio stagione. Una gara, quella contro l’ex Spalletti, di grande importanza per il percorso della Roma che poi chiuderà l’anno nel match interno contro un altro ex the per la prima volta tornerà all’Olimpico da allenatore. Quel Daniele De Rossi che sta cercando di portare il Genoa (sfida di do più ex visto passato di Gasp) fuori dai guai e che, a casa sua, non sarà mai un avversario

Dybala, occasione da ex: con la Juve per rinascere

LEGGO (F. BALZANI) – Juventus-Roma, una partita che negli anni ha perso un po’ di fascino rispetto agli anni ’80 e 2000. Ma che sabato dirà molto sulla corsa al vertice. Sarà anche il confronto tra due doppi ex: Gian Piero Gasperini e Luciano Spalletti. Il primo, cresciuto sia da calciatore che da allenatore a Torino, in estate ha rifiutato proprio la chiamata della Juve dopo aver dato la parola alla Roma. Il secondo nella capitale ha allenato in due diverse finestre temporali per un totale di sette stagioni, l’ultima portò alla rottura clamorosa con Totti. Quasi duemila punti in panchina: 1007 quelli conquistati da Spalletti, 994 da Gasp che con Juve e Genoa può proprio raggiungere Luciano in questo ristretto club. Per farlo dovrà infrangere un tabù che ha visto la Roma quasi sempre sconfitta nel nuovo Stadium. Il bilancio è chiaro: 11 sconfitte, 2 pareggi e la vittoria nel 2020 all’ultima giornata. Ma se la Roma dovesse scendere in campo come ha fatto col Como allora ci sarebbero i presupposti buoni per interrompere la maledizione. Gasperini si affiderà proprio alla formazione di lunedì scorso con un’unica e obbligata eccezione. Mancherà, infatti, Ndicka volato in Africa insieme ad altri 20 calciatori del campionato. Al suo posto è pronto Celik che sarà riportato al fianco di Mancini ed Hermoso mentre sulle fasce ci saranno ancora Wesley e Rensch. L’unico dubbio è sempre legato a Dybala (nella foto). L’argentino viene da quattro panchine di fila e dovrà dimostrare di essere recuperato totalmente in questi giorni che precedono una sfida per lui dal sapore particolare visti i trascorsi in bianconero. Ancora out Dovbyk, in attacco la Joya si giocherà il posto con Pellegrini. Il futuro a fine stagione per Dybala resta un’incognita col Boca che pressa sempre di più e la Roma che per ora non intende prolungare il contratto in scadenza. Aria positiva, infine, intorno a Zirkzee. Il Manchester è disposta ad abbassare le pretese di fronte al vincolo dell’obbligo di riscatto, ma ha chiesto alla Roma di trattenere l’olandese fino a metà gennaio visto che ha già due attaccanti in Coppa d’Africa.

Gaspo testaccio

IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – «Il 99,99 % dei calciatori non si sarebbero fermati, solo chi è estremamente onesto lo avrebbe fatto». Quindi secondo Fabregas i giocatori della Roma non sono stati onesti (o lo sei o non lo sei). La ritengo un’offesa fatta col bisturi, nascosta dietro un avverbio furbo. (…) Contro questo tiki taka dialettico preferisco le spallate all’ipocrisia di Mancini. Sicuramente preferisco Rensch ad Addai che non ha subito alcun fallo e che è rimasto per terra speranzoso di fermare così l’azione pericolosa della Roma. Forse solo lo 0,01 % degli allenatori avrebbe detto a fine partita che è stato estremamente onesto non fermarsi. In un mondo di Alexis Saelemaekers io sto con Gianluca Mancini. (…) La Roma di Gasperini è una Roma romanista, ecco il suo segreto. Una Roma che fa la Roma. Testaccina, un aggettivo che da sempre – almeno dal 3 novembre 1929 – esprime un nostro stato mentale, una categoria dell’anima. Gaspo Testaccio. La cosa bella di questa Roma sono tante cose belle: Rensch che recupera chiunque e toglie persino l’angolo al Como; Wesley che corre e poi corre e poi corre, un Gervinho mezzo biondo sulla fascia che quando segna fa la Dybala mask; Dybala che non gioca, che sui giornali legge che per lui è tutto finito e che invece quando segna la Roma è il primo che entra in campo ad abbracciare i suoi compagni; Koné che sarebbe tutto nel caso scoprisse che nel calcio non è vietato tirare in porta, Cristante che non so più quante partite ha fatto, Soulè che da funambolo è diventato operaio; Pellegrini che è capitano nei comportamenti e li stringe veramente i denti, Hermoso che per me capitano lo è stato a Cagliari e che col Como è stato tipo il migliore. Celik che pure se non c’era si avvertiva la sua presenza e, questo, è uno dei più grossi risultati di un allenatore che fa giocare i suoi ragazzi solo con un criterio: il lavoro. (…)

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Massara tiene viva la pista che porta a Yuri Alberto

IL ROMANISTA (A. DI CARLO) – Gasperini è stato chiarissimo e ha praticamente certificato che la Roma non rimarrà a guardare nel mercato di gennaio. (…) Il rinforzo sul quale Massara sta però lavorando forte è senza dubbio l’attaccante e il nome in cima alla lista rimane quello di Joshua Zirkzee, punta olandese di proprietà del Manchester United. Il ds giallorosso è al lavoro su di lui da settimane, è stato 48 ore a Londra per fare il punto con l’agente del calciatore, Kia Joorabchian, ma deve fronteggiare diverse criticità: la richiesta d’ingaggio, formula e tempistiche del club inglese e anche le alte commissioni che il businessman anglo-iraniano è solito richiedere. La fiducia sul buon esito dell’operazione rimane ma è ovvio che il ds giallorosso stia lavorando su più tavoli. Un altro porta dritto in Brasile, più nello specifico al Corinthians. Nome presente da mesi sul taccuino della squadra mercato giallorossa è quello di Yuri Alberto Monteiro da Silva, noto semplicemente come Yuri Alberto. Brasiliano, classe 2001 (ma con doppio passaporto italiano), 1.83 per circa 80 chili, gran fiuto del gol e un esordio non troppo lontano con maglia della nazionale carioca. Vista la critica situazione finanziaria del Corinthians, la clausola per l’estero presente sul suo contratto (100 milioni) potrebbe essere facilmente aggirata. Ma servirebbe comunque un’offerta da almeno 30 milioni di euro. A Massara piace e se la pista Zirkzee dovesse presentare troppe insidie, la rotta del mercato giallorosso potrebbe virare verso il Brasile. (…)

Juventus: prove di difesa a 4. E Cabal insidia Cambiaso

Non toccare il modulo dopo la vittoria di Bologna oppure cambiare. Non è una rivoluzione, ma un aggiustamento: la difesa a quattro è un’idea che frulla da tempo nella testa di Luciano Spalletti, che però non ha mai avuto la possibilità di abbozzare sul prato verde. Se non a partita in corso: nel finale contro il Bodo Glimt in Champions League, ma anche in Coppa Italia contro l’Udinese. Qualche tentativo c’è stato. A Lucio, però, è sempre mancata la materia prima. Contro la Roma, paradossalmente, gli mancano invece gli ingredienti per la sua versione di difesa a tre con Teun Koopmeiners, squalificato dopo il giallo rimediato a Bologna. L’assenza dell’olandese impone riflessioni profonde proprio sullo schieramento. E naturalmente su Gleison Bremer: Se da qui a dopodomani darà risposte importanti sul piano fisico in allenamento, allora Spalletti lo impiegherà dall’inizio. Altrimenti dovrà trovare una formula adatta: eventualmente con Daniele Rugani, oppure con Juan Cabal, elemento che però da braccetto sinistro rappresenterebbe – un’incognita. Amaggior ragione in un momento in cui al colombiano servirebbe continuità in una posizione dove si è già distinto, ovvero da esterno sinistro. Il gol al Dall’Ara, ciliegina sulla torta di una buonissima prestazione da subentrato, lo può candidare ad una maglia da titolare a sinistra. Al posto dì Andrea Cambiaso. Sì, uno dei preferiti da Spalletti, ma allo stesso tempo spremuto dal reiterato utilizzo in tutte le competizioni sia da Lucio che da Tudor. (…)

(tuttosport)

Bailey può salutare a gennaio

Entrate sì, perché Gasparini ne ha bisogno per alimentare l’obiettivo Champions e continuare a tenere vivo quel sogno vero che a Trigoria nessuno pronuncia ad alta voce. Ma il mercato della Roma non sarà solo in entrata. Il lavoro della dirigenza passerà inevitabilmente anche dalle uscite, necessarie per alleggerire il monte ingaggi e creare spazio per nuovi innesti, soprattutto in attacco e sulla corsia sinistra. (…) Già a gennaio Tsimikas e Bailey, entrambi in prestito. (…) Poi c’è Dovbyk che pesa ancora in modo significativo a bilancio, sia per lo stipendio sia per il costo dei cartellini: la Roma sta valutando la possibilità di trovargli una nuova sistemazione. (…)

(corsport)