Dubbio Soulé. L’emergenza si allarga alla difesa

IL ROMANISTA (S. VALDARCHI) – […] La trasferta in Liguria, col passo falso in casa del Genoa, non ha portato altri infortuni, ma una squalifica sì: quella di Ndicka. Evan, diffidato, è stato ammonito da Colombo e il centrale ivoriano non potrà presenziare al centro della difesa nello scontro diretto col Como di domenica prossima.

Prima però tutti i pensieri possono andare alla coppa, al ritorno dell’Europa League, anche se questo arriverà entro i confini italiani. […] A Bologna ritroverà Wesley, ma dovrà fare a meno di Mancini, squalificato dopo il rosso rimediato ad Atene. Da valutare le condizioni di Soulé e Hermoso. Matias combatte da tempo con la pubalgia, mentre lo spagnolo ha dovuto fare i conti con una serie di fastidi muscolari. […]

Sgambetto di De Rossi: la Roma si sgretola, quarto posto in bilico

C’è una crepa nel muro. La difesa romanista non contiene più le infiltrazioni, che ormai hanno annacquato le certezze di Gasperini: lì dietro qualcosa non funziona più. Le due reti incassate a Marassi contro il Genoa – vano il momentaneo pareggio, firmato Ndicka – certifica l’involuzione di un reparto che nell’ultimo mese ha mostrato limiti evidenti: sette gol subiti, complici gli errori durante i big match con il Napoli e la Juventus. Un bilancio pesante, che rallenta la corsa verso la Champions League: ora la Roma è quinta, dietro al Como, prossimo rivale (domenica ore 18) della squadra di Gasperini. […]

La sua difesa ha giocato con l’emicrania, tra le sbandate di Mancini e quelle di Celik. Senza dimenticare l’appannamento di Ndicka. Se davanti l’ivoriano ha messo la maschera del centravanti (terzo gol consecutivo), dietro ha letto male l’azione del raddoppio. Frenano anche gli esterni: Rensch, ma soprattutto Tsimikas, che ha sbagliato quasi tutte le scelte, mancando un assist facile per Malen, isolato e dimenticato.

Così esulta De Rossi, che travolge il suo passato: «Non voglio dire che mi dispiace. Non devo giustificarmi, sarei un ipocrita», spiega l’ex capitano e allenatore della Roma. Che però non può archiviare i sentimenti: «Questo sarà il mio destino fino a quando non tornerò a Trigoria. È uno dei miei obiettivi e in quel momento tornerò a sperare che la Roma vinca tutte le 38 partite». Il suo Genoa ha sgambettato la corsa di Gasperini, che se la prende con l’arbitro, soprattutto per il mancato intervento del Var sul tocco di mano di Malinovskyi: «Un episodio chiarissimo. Se il varista non ha certezze su questo, faccia un altro mestiere. A pallavolo una mossa del genere si chiama muro». […]

E la situazione rischia di peggiorare: Ndicka salterà il Como per squalifica, Hermoso è ancora fuori dai giochi. Ora che il calendario s’infittisce – giovedì l’andata degli ottavi di Europa League contro il Bologna – la Roma deve ritrovare la bussola del suo reparto migliore. […]

(La Repubblica)

La Roma ha il fiatone e vede i fantasmi. De Rossi serve la partita perfetta

Gol di Gatti, vince il Genoa. Non è un refuso, neppure uno scambio di persona. La Roma che perde a Marassi è figlia legittima del fantasma del difensore della Juventus, che non ha smesso di abbandonare le teste giallorosse dal minuto 93 di otto giorni fa. (…) La corsa Champions, da discesa, adesso diventa una salita per scalatori veri: Gasperini subisce l’aggancio del Como, prossimo avversario, e vede Spalletti negli specchietti retrovisori a meno uno, quando aveva pensato di seminario a sette punti di distacco con lo scontro di-
retto. A disegnare la disfatta ci ha pensato un Genoa perfetto, per intensità, spirito, carattere e anche qualità messa in campo da De Rossi quando nel secondo tempo la spinta rossoblu pareva esaurita. Altro che storie: dentro Colombo, Vitinha e Malinovskyi, gente che non merita la lotta salvezza. (…) Il tutto a 10′ dalla fine, in zona fantasmi appunto: Napoli, Juventus e ora Genoa, la Roma ha lasciato per strada cinque punti che rischiano di essere decisivi in negativo per il quarto posto. E pensare che la squadra di Gasperini era pure riuscita a rialzarsi, (…) dopo aver incassato l’1-0 su rigore di Messias, a seguito di un’ingenuità clamorosa di Pellegrini. (…) Il pareggio di Ndicka (…) era un’illusione. Il Genoa ha “sentito” di più la partita. L’ha giocata battendo Gasp sul suo terreno preferito, vincendo i duelli praticamente in tutte le zone del campo. De Rossi gli ha complicato la vita rinunciando inizialmente a Colombo e Vitinha e puntando sulla velocità di Ekhator ed Ekuban. Dall’altra parte Gasperini ha giocato, sbagliando, la carta Venturino salvo poi tornare sui suoi passi inserendo Cristante. Ma, al netto delle scelte e delle assenze, la Roma non ha retto l’urto agonistico della partita: “Però non usciamo ridimensionati, abbiamo creato di più noi e non siamo stati fortunati“, ha commentato Gasperini. Il riferimento a un rigore non concesso per un fallo di mano di Malinovskyi su tiro di Koné: “L’immagine è chiara. Se chi è al Var non ha certezza, faccia un altro mestiere“, ancora il tecnico. Il veleno nella coda, come con Gatti.

(corsera)

La Roma scivola, De Rossi infiamma la lotta Champions

Una settimana fa, un minuto prima che le partite finissero, la Roma era terza ad appena due punti dal Milan e ne aveva messi sette tra sé e la Juve, quasi eliminandola dalla corsa al quarto posto. Poi il vecchio amico Spalletti le ha sfilato una vittoria in extremis, il quasi amico Lukaku ha riportato il Napoli davanti con il gol assai tardivo al Verona e poi, giusto ieri, l’eterno fratello De Rossi l’ha ricacciata nel mischione che nel frattempo s’è formato attorno all’ultima casella disponibile per andare in Champions, dando per ipotecate le prime tre e valutando che l’Atalanta sta scivolando lontano dalle zone calde. Adesso i giallorossi hanno gli stessi punti del Como, che li aspetta domenica, e appena uno in più della Juventus: oggi come oggi, i favoriti per agguantare i 60 milioni della coppa che conta non sono più loro.

A Marassi la Roma, che non ha giocato male (ma anche contro la Juve aveva giocato meglio e non vinto), è stata schiantata dal ritmo furibondo del Genoa, dalla sua veemente aggressività: in pratica, De Rossi ha battuto Gasperini usando le sue stesse armi, approfittando anche della dabbenaggine di Pellegrini, che ha regalato un rigore – il primo fischiato contro la Roma dopo 420 giorni – per un fallo sciocco su Ellertsson. […]

A dieci giornate dalla fine, la volata per il quarto posto è un argomento caldissimo del campionato. La Juve ha due vantaggi: un calendario all’apparenza più agevole e la certezza di giocare almeno una partita in meno rispetto al Como, atteso dalla seconda semifinale di Coppa Italia, e due rispetto alla Roma, che in Europa League potrebbe arrivare a farne sette. Lo scontro diretto tra le due attuali quarte, l’ultimo in calendario, è incastrato tra il doppio derby europeo tra i giallorossi e il Bologna.
Negli ultimi dieci anni per arrivare quarti sono serviti in media 71,5 punti. Quota 72 può essere il limite anche questa volta. […]

(La Repubblica)

Furia Gasperini: “Rigore su Koné? Se il VAR non lo vede cambi mestiere”

Non ci voleva, per mille motivi. Ma è anche già successo in passato e allora lo scivolone di ieri di Genova non toglie il sonno a Gian Piero Gasperini. Anche se, ovviamente, la sconfitta non gli va giù. «Ma non sono preoccupato, chi si preoccupa resta a casa – dice l’allenatore della Roma nel dopo gara -. Piuttosto sono contento di essere arrivato a marzo in lotta per la Champions e ancora pronti a giocarsi l’Europa League. Ci sono stagioni in cui guardi gli altri, qui invece siamo protagonisti. Certo, la sconfitta dispiace, ma l’atteggiamento e lo spirito dei ragazzi non mi sono dispiaciuti. Merito al Genoa, ma noi non abbiamo molto da rimproverarci».

Quello che invece gli è dispiaciuto è quel mancato fischio sul fallo di mano di Malinovskyi sul tiro di Koné nel secondo tempo. La partita in quel momento era sull’1-1, il possibile rigore poteva cambiare tutto. «L’immagine è netta, non so perché il Var non sia intervenuto. A noi questa cosa non è sfuggita, se invece il varista (Mazzoleni, ndr) non ha certezza che faccia un altro mestiere. Non è possibile questo, evidentemente non l’ha giudicato da rigore. Si può dire che non ha visto, ma la realtà e le immagini sono evidenti». […]

«Loro hanno impostato la partita così ed era molto difficile giocarla – commenta l’allenatore della Roma -. Noi abbiamo risposto bene, non siamo mai stati sotto e poi quell’errore sul loro rigore è stato un episodio. Abbiamo creato di più di loro: non ricordo occasioni del Genoa, Svilar è stato impegnato solo nel finale di partita da Malinovskyi. […] Non usciamo ridimensionati da questa partita, dopo il pareggio sembrava quasi potessimo vincerla». […]

(gasport)

Roma stop: ride solo De Rossi

[…] Daniele De Rossi ha il cuore che frigge quando chiede a gran gesti il fischio finale, ma poi appena viene certificata la vittoria del suo Genoa sulla “sua”, per carriera e amore, Roma, si comporta come un milord, evita le esultanze e va verso l’altra panchina per abbracci e anche lunghi sussurri nell’orecchio di chi gli è più caro.

Gli servivano i punti per tenersi più lontano dalla zona retrocessione, con la quarta vittoria nelle ultime cinque uscite interne sale a 30 punti, mentre la Roma si ferma a 51, resta appaiata al Como, che incontrerà domenica, e vede nello specchietto la Juve a 50. La lotta per la Champions è più aperta che mai. […]

Non è una partita raffinata e nemmeno spettacolare, le reti nascono tutte da calcio piazzato o rimessa laterale, ma il Genoa ha più voglia di vincerla. […] Per segnare il Genoa ha bisogno di un rigore regalato da Pellegrini (fallo ingenuo su Ellertsson) e trasformato da Messias, però incassa subito il pari con un pasticcio su corner: terzo centro consecutivo di Ndicka. Ma la Roma copre male il fianco destro dopo un fallo laterale contestato e permette a Masini il primo assist in A, in un’azione conclusa da Vitinha con il facile 2-1 a porta spalancata.

La Roma è in una fase delicatissima tra impegni e infortuni: non riesce a rintuzzare gli assalti del Como e della Juve. Prima di Como, Gasp giovedì dovrà passare da Bologna per gli ottavi di Europa League. Ha un attacco smembrato dai guai fisici di Dybala, Soulé, Ferguson e Dovbyk. […]

(gasport)

    La Roma affonda: il Genoa di DDR stende i giallorossi. Ora per la Champions si fa più dura

    LEGGO (F. BALZANI) – La Roma paga la legge dell’ex, ma soprattutto dimostra di non aver superato lo choc del pari in rimonta con la Juve. Contro il Genoa di De Rossi i giallorossi scivolano e ora si vedono risucchiati in una bagarre Champions che li vede a pari punti col Como e a +1 dai bianconeri. Una situazione incredibile considerato che fino al 92′ di Roma-Juve, la squadra di Gasp era a +6 sul quarto posto.

    Nel primo tempo di Marassi però Pellegrini e compagni hanno fatto davvero poco per rimediare. Malen ha avuto una sola occasione e se l’è creata da solo trovando la deviazione della difesa. La squadra di De Rossi, invece, si è vista dalle parti di Svilar con Ekuban che ha sparato alto da pochi passi.

    Nella ripresa il copione è decisamente diverso. A cambiarlo è Pellegrini che provoca un rigore maldestro. Dal dischetto va Messias che spiazza Svilar e fa esplodere Marassi. La Roma, però, trova subito la reazione e dopo 3 minuti arriva il terzo gol di fila di Ndicka bravo a sfruttare un rimpallo favorevole. L’impressione è che Gasperini possa rimontarla anche grazie all’ingresso di Cristante. Ma, se escludiamo un gol annullato a Malen per fuorigioco, i pericoli per la porta di Bijlow latitano. Il Genoa resta vivo e su azione di contropiede, a 10′ dalla fine, trova la rete di Vitinha lasciato tutto solo in area. Un altro gol subito nel finale per una Roma troppo morbida nei momenti chiave delle partite.

    A fine partita Gasperini non nasconde l’amarezza anche per un rigore mancato: «Eravamo 1-1 e il fallo mi sembrava netto. Non farei processi alla Roma, lo spirito è stato fantastico e la partita era difficile. Svilar ha fatto una sola parata, non meritavamo di perdere». De Rossi, che non ha esultato ai gol, è un mix di emozioni: «Io sto qui per fare il mio lavoro e questi ragazzi meritano di salvarsi. Se loro danno tutto io non posso risparmiarmi nemmeno contro la Roma».

    El Shaarawy a fine contratto: idea di un ritorno alle origini

    La sua ultima partita giocata con la maglia , del Genoa risale al 2010, quando ancora era un ragazzo appena uscito dal settore giovanile. Per il savonese Stephan El Shaarawy, uno dei talenti più brillanti della cantera rossoblù, c’è adesso la possibilità di un ritorno alla base. Il suo contratto con la Roma è in scadenza, dopo quasi 350 partite in maglia giallorossa: oggi sarà in panchina al Ferraris, a disposizione di Gasperini che, guarda caso, fu il tecnico che nel dicembre 2008 lo fece esordire in Serie A con la maglia del Genoa. Il Faraone è stato jolly prezioso per tanti allenatori, da Mourinho a Ranieri, da Di Francesco a Spalletti, passando per De Rossi e finendo proprio con Gasperini. Ora, a 33 anni, c’è la possibilità di un ritorno alle origini, il Genoa osserva con attenzione anche perché De Rossi è un suo grande estimatore ed El Shaarawy lo salutò così quando fu esonerato da tecnico della Roma: “Prima da compagno e poi da allenatore, mi hai confermato quello che ho sempre pensato di te: un signore del calcio, sei stato un punto di riferimento non solo a livello tecnico ma soprattutto per il tuo essere leader all’interno dello spogliatoio. Non posso che augurarti il meglio per il tuo futuro perché te lo meriti. Ti voglio bene
    Dani”
    . E quel futuro potrebbe essere di nuovo insieme, in rossoblù. L’ingaggio in giallorosso è di 2.5 milioni netti, andrà riparametrato sulle necessità di bilancio del Grifone. Ma l’idea è sul tavolo e nelle prossime settimane potrebbero esserci sviluppi.

    (Il Secolo)

    C’è il Parma: Arena resta con i baby

    Antonio Arena resta nel giro della Primavera e darà una mano alla baby Roma al
    Tre Fontane, chiamata a difendere il primo posto in classifica. L’attaccante del 2009,
    infatti, non è stato convocato da Gasperini per la trasferta di Genova, quindi sarà in campo stamattina contro il Parma a meno di imprevisti. La partita è molto complicata: i ducali, fortissimi fisicamente, sono la terza forza del campionato e in più hanno eliminato i giallorossi dalla Coppa Italia. Guidi alza la guardia alla vigilia dello scontro diretto. […]

    Caso infortuni: il 63% dei guai solo in attacco

    Con le assenze odierne salgono a 129 le partite saltate per infortunio dal calciatori della Roma nel corso di questa stagione. Dovbyk ha agganciato Angelino al comando di questa classifica poco edificante con 19 forfait tra campionato, Coppa Italia ed Europa League: entrambi sono stati estromessi dalla lista UEFA, dunque
    Inevitabilmente questo numero crescerà fino ad avvicinarsi o addirittura superare quota 30. Balley, oggi all’Aston Villa, perderà a breve il terzo posto vista la risalita di Ferguson, che oggi aggiornerà la statistica con la quattordicesima assenza e nel prossimi giorni verrà operato alla caviglia sinistra. Stagione finita. Ieri Gasperini ha parlato di “15-16 highlander” e in questa categoria possono tranquillamente rientrare
    pure Koné e Pellegrini, fermati da una sola lesione che comunque entrambi hanno smaltito In tempi record. Sopra quota 10 assenze ci sono anche Hermoso e Dybala.
    Su 129 assenze totali, 81 hanno fermato calciatori appartenenti al reparto offensivo: è quello preso maggiormente di mira dagli infortuni. Gasperini non ha mai avuto a disposizione tutti i suoi attaccanti: Dovbyk e Ferguson sono mancati a singhiozzo prima l’uno e poi l’altro, di fatto non permettendo mai all’allenatore il lusso” della scelta tecnica. Malen, da fine gennaio, predica nel deserto. Riferendosi al soli attaccanti, parliamo di oltre il 63% di Infortuni rispetto al numero totale.

    (corsport)