Dubbio sulla sinistra per Gasperini

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – A Marassi inizia il piccolo tour de force della Roma. Cinque partite in due settimane, prima della sosta per le nazionali, da cui Gasperini proverà a ottenere il massimo nonostante le assenze. A cominciare da Wesley, che contro il Genoa di De Rossi dovrà scontare una giornata di squalifica. A sostituire il brasiliano, sulla corsia di sinistra, sarà uno tra Rensch e Tsimikas. L’olandese è reduce dalla prestazione convincente contro la Juventus ed è leggermente favorito sul greco per una maglia da titolare. Sarà ancora assente Hermoso, che sta superando i problemi fisici ed è pronto a tornare in gruppo la prossima settimana.

Spazio, dunque, a Ghilardi che andrà a completare il terzetto con i due diffidati – oltre ad El Ayanoui – Mancini e N’Dicka. Entrambi dovranno fare attenzione a non rimediare un cartellino giallo che li costringerebbe a saltare lo scontro diretto con il Como. Nessun calcolo per Gasp, nonostante giovedì ci sia l’andata degli ottavi di finale di Europa League sul campo del Bologna. In mezzo al campo viaggia verso la conferma la coppia composta da Koné e Pisilli, con Cristante nuovamente avanzato sulla trequarti ed El Aynaoui pronto ad entrare a gara in corso. Le assenze si concentrano soprattutto nel reparto offensivo.

Davanti il tecnico di Grugliasco dovrebbe puntare su Pellegrini e Malen. Sono limitate, infatti, le possibilità di vedere Zaragoza o Venturino in campo dal primo minuto. Ancora indisponibile Soulé, che Gasp spera di riabbracciare la prossima settimana.

Gasperini perde Dybala. Operato al menisco, rischia due mesi di stop

Che cosa resta di questo ennesimo infortunio di Paulo Dybala — rottura longitudinale completa del menisco esterno del ginocchio sinistro, ritorno in campo se tutto fila liscio a fine aprile — lo si capirà a fine stagione. E non solo perché l’argentino rischia di sporcare l’ultimo capitolo della sua storia romanista, ma perché più di qualcosa sull’aspetto medico, in questa faccenda, non ha funzionato.

Il risultato, a tirare le somme, è che la Roma perde una freccia importante nella fase decisiva della stagione, tra corsa Champions ed Europa League. E poteva essere evitato, si sono persi per strada almeno 40 giorni di tempo. E sì perché Dybala si infortuna contro il Milan il 25 gennaio. Quattro giorni dopo, regolarmente convocato per la trasferta europea ad Atene, zoppica vistosamente. Qualcosa non va, si naviga a vista, si parla di infiammazione. Tanto che Gasperini spera di averlo per la trasferta di Napoli del 15 febbraio. Macché. La settimana successiva a Trigoria piomba il chirurgo di fiducia dei Friedkin, ovvero il dottor Ahlbäumer di Saint Moritz, e il chirurgo finlandese Lempainen, lo stesso che operò un anno fa Pellegrini. Il caso Dybala viene esaminato, non c’è sintonia tra i due esperti e lo staff medico giallorosso sulla strada da seguire: da una parte l’artroscopia, dall’altra la terapia conservativa. Si opta per la seconda ed è un errore fatale. Perché non produce gli effetti sperati, il dolore al ginocchio non sparisce. Due giorni fa la decisione di intervenire in artroscopia. […]

Dybala non era un malato immaginario, passi la battuta. «Ci vorranno 45 giorni di percorso riabilitativo, poi sarà la Roma a seguire il percorso successivo per il ritorno in campo», ha dichiarato il professor Mariani che ha eseguito l’artroscopia. Traduzione: nella migliore delle ipotesi, Dybala tornerà a fine aprile. […]

E stavolta davvero poteva essere evitato: si fosse intervenuti a inizio a febbraio, oggi Dybala sarebbe già prossimo al rientro in campo. E invece a quelle assenze si sommeranno le prossime. Un corto circuito che complica i piani di Gasperini e che certo non ha messo di buonumore Dybala. Paulo sa già che a fine stagione la sua strada e quella della Roma si divideranno. Aveva in testa un altro finale, da protagonista vicino a Malen, con cui aveva trovato una sintonia come con nessun altro attaccante avuto vicino in giallorosso. Chissà se avrà ancora tempo per goderselo. E per lasciare il segno.

(corsera)

Roma senza punte: Gasp ha solo Malen. L’ex Venturino si candida per Genova

Malen balla da solo. Del tridente delle meraviglie composto da lui, Dybala e Soulé resterà solamente l’ora di gioco contro il Milan il 25 gennaio. Paulo è finito sotto i ferri e chissà quando tornerà a piena disposizione mentre Matias proverà almeno ad esserci contro il Bologna in coppa. Il peso dell’attacco è nuovamente sulle spalle di Donyell che da quando è arrivato le ha giocate tutte in campionato e ha già realizzato sei gol in sette partite. Alternative davanti non ce ne sono. Vaz è considerato ancora troppo acerbo, Ferguson rischia seriamente l’intervento chirurgico per il problema alla caviglia sinistra e il recupero di Dovbyk è ancora lontano (apri-le). L’olandese più che un’occasione di mercato è diventato una benedizione. E Gasp era stato chiaro: «Con lui avremmo fatto qualche punto in più nel girone d’andata». E senza ombra di dubbio senza di lui i giallorossi ne abrebbero fatti di meno in quello di ritorno. […]

Sulla trequarti, quindi, al fianco di Pellegrini il ballottaggio è aperto tra Zaragoza e Venturino. Lo spagnolo è leggermente favorito, ma occhio alla sorpresa. Il motivo? L’ex Genoa non è in lista Uefa e non ci sarebbe miglior occasione per provarlo dal primo minuto nella sfida più semplice (almeno sulla carta) delle prossime tre (Genoa, Bologna e Como). Valutazioni in corso anche sulle fasce. Non ci sarà Wesley e il duello è tra Rensch e Tsimikas. Il primo ha strappato applausi contro la Juventus ed è il candidato numero uno per giocare la seconda gara di fila. A destra spazio a Celik. […]

(Il Messaggero)

Paulo, una Joya troppo fragile

E pensare che finoa ieri gli veniva dato del malato immaginario. «Siamo alle solite, ha una soglia del dolore bassissima», era il refrain non solo fuori Trigoria. E invece Dybala era infortunato. Chissà da quanto tempo a questo punto, visto che nel comunicato della Roma si legge: «il calciatore è stato sottoposto ad artroscopia diaguostica al ginocchio sinistro perché tutti gli esami precedenti non evidenziavano patologie. L’artroscopia ha evidenziato una piccola lesione parziale del menisco esterno che è stata regolarizzata. Il calciatore dovrà seguire un percorso riabilitativo di circa 5 settimane», Calendario alla mano, e considerando un minimo di rodaggio, rivederlo nella lista dei convocati nell’ultima settimana di aprile (tra Roma-Atalanta e Bologna-Roma di campionato per intenderci), sarebbe già un bel successo. Il problema, però, è a che questo intervallo di tempo già abbastanza lungo si deve inevitabilmente sommare l’ultimo mese e mezzo […].

Qualcosa però non torna. Come mai si ventilava della possibile operazione per l’argentino già dopo Atene (29 gennaio) e la possibilità è tornata in auge, almeno a livello mediatico, a metà febbraio in concomitanza con la visita del medico finlandese Lempainen a Trigoria? Domande che dietro il diritto alla privacy del quale si può avvalere sia il calciatore che il club diflicilmente troveranno risposta. Di certo tra titubanze iniziali del ragazzo, visioni differenti avute sulla vicenda tra consulenti di fiducia della proprietà e staff medici (tra chi ha spinto e convinto Paulo ad optare per la terapia conservativa e chi sarebbe intervenuto da tempo a livello chirurgico), qualcosa non ha funzionato. […]

È una tegola per la Roma ma soprattutto per il fuoriclasse argentino. E il rinnovo di contratto e/o la possibile convocazione per il mondiale con l’Argentina non c’entra nulla. La Roma non cercando mai un incontro con i suoi agenti in questi mesi, aveva già fatto capire a lui e al suo entourage che questo sarebbe stato un matrimonio destinato a sciogliersi a fine stagione. E Scaloni, non convocandolo da un anno e mezzo (ultima apparizione il 10 settembre 2024 contro la Colombia per 6′) non aveva nemmeno bisogno di parlare. Il problema, quindi, è quello che Dybala avrebbe dovuto regalare in questi mesi, gli ultimi della sua esperienza in giallorosso. Peccato perchè le storie possono finire anche in un altro modo. Il più rammaricato è Gasp, che contava di averlo al meglio per l’andata di Coppa col Bologna. […]

(Il Messaggero)

La Joya è finita. Dybala operato, out altri 45 giorni e addio alla Roma

Ha rimesso la freccia, ma per fermarsi ai box. Ancora una volta. La Joya è finita, stavolta sì. Niente sorpassi, niente assist, niente recuperi in extremis. Solo lacrime amare per lo sconforto, come quelle versate a metà febbraio in allenamento dopo aver avvertito una nuova “scossa” al ginocchio sinistro infiammato. Il 32enne Paulo Dybala urla al cielo la sua rabbia per l’ennesimo infortunio che ne compromette la stagione in corso e, a questo punto, ne chiude virtualmente l’esperienza a Roma, a pochi mesi dalla scadenza a giugno del contratto che non verrà rinnovato. Ieri l’argentino si è sottoposto a Villa Stuart ad un intervento in artroscopia chirurgica per il quale la sentenza è stata chiara: 45 giorni di recupero proprio in coincidenza con la fase clou del campionato e la volata Champions.

[…]

Paulo potrà rientrare ragionevolmente solo contro l’Atalanta all’Olimpico il 19 aprile, quando alla fine del campionato mancherà poco più di un mese. Una storia d’amore con la Roma, quindi, che a questo punto sembra ormai ai titoli di coda. Sui social e e nelle trasmissioni in radio anche i tifosi più affezionati si sono arresi.

«È stato bello, grazie di tutto. Ma è il momento di dirsi addio», ha scritto qualcuno sulle piattaforme. Considerate troppe, evidentemente, 14 partite già saltate in questa stagione anche per i sognatori giallorossi più incalliti, davanti a quella che appare sempre più come la fine di un’era in Italia di un giocatore di gran classe che, però, conti alla mano, guadagna troppo (8 milioni di curo a stagionc, bonus compresi) per il rendimento che ha finora offerto a causa della sua fragilità e dei continui infortuni.

Dopo la nascita della primogenita Gia (forte il desiderio della famiglia di crescerla in Argentina…) sembra quasi fisiologico, cosi, un ritorno in patria e un approdo a fine stagione al Boca Juniors in cui ritroverebbe l’amico ed ex giallorosso Leandro Paredes. E stavolta nessuno farà di certo “barricate” per impedirne l’addio, come accaduto un anno e mezzo fa quando saltò all’ultimo momento il trasferimento in Arabia Saudita. […]

(gasport)

Nuova trequarti per il Genoa Pronti Zaragoza e Venturino

Dybala non c’è, anzi non ci sarà a lungo. E Soulé è ancora alle prese con la pubalgia. Gasperini contro il Genoa è di nuovo con gli uomini contati in attacco, ma punta sulla voglia di riscatto (in tutti i sensi) di due uomini che ora si contendono il posto della Joya.

E che puntano proprio nell’acquisto a titolo definitivo da parte della Roma a fine stagione. A Genova sarà ballottaggio tra Bryan Zaragoza e Lorenzo Venturino sulla trequarti. leri Gasp li ha alternati al fianco di Pellegrini e alle spalle di Malen. Lo spagnolo sembra in vantaggio, ma Venturino conosce bene Marassi e Il Genoa. La terza via porta a Pisilli che, però, dovrebbe agire al fianco di uno tra Cristante e Koné. […]

(gasport)

La Joya e il Malen

Nella settimana di Napoli-Roma (15 febbraio), mentre i giornali promettevano il ritorno di Dybala tra i titolari, Paulo calciò a Trigoria, sentì un dolore e si spaventò fino a piangere lacrime di fru-strazione: “Perché mi faccio sempre male?“.

Lo confortarono: “Tranquillo, è stata solo una scossa“. Invece uscì dai convocati, non è più entrato in campo e ieri è stato operato al ginocchio. Quella domanda sconsolata racchiude il suo destino, tessuto dalle streghe delle fiabe: “Ti chiameranno Joya perché ne avrai e ne regalerai, ma a piccoli sorsi”. […]

Il ginocchio è quel piccolo ponte tibetano dal quale transitano le idee artistiche per arrivare ai piedi che le dipingono. Il ponte di Paulo si è rotto di nuovo. leri l’hanno riparato. Ricomincia l’attesa dell’incanto. Intanto però Gasp ha perso la miglior ipoteca su un posto Champions: la coppia Dybala-Malen.

Quel Torino-Roma del 18 gennaio, in cui i due si cercarono e trovarono di continuo, un gol a testa, con un’intesa istintiva da colpo di fulmine, non ha avuto repliche. La coppia nasconde il destino di Paulo tessuto dalle streghe: la Joya e il Malen.

(gasport)

Dybala si è operato. Il professor Mariani: «Stop di 45 giorni»

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Tutte le altre strade avevano portato ad un vicolo cieco e l’ultima rimasta era quella dell’operazione chirurgica. Ed è proprio grazie all’intervento a cui è stato sottoposto ieri al menisco che Paulo Dybala spera di poter essere ancora utile alla Roma nella fase conclusiva della stagione. Come anticipato da Il Tempo, giovedì, dopo l’ennesimo dolore accusato durante l’allenamento in gruppo con i compagni, è stata presa la decisione di eseguire un’artroscopia diagnostica per capire l’effettiva entità del danno al ginocchio, visto che tutti gli esami diagnostici a cui si è sottoposto l’argentino da fine gennaio non avevano evidenziato particolari patologie.

Ieri mattina è quindi andato in scena il «test» definitivo, con l’intervento esplorativo eseguito a Villa Stuart da Pier Paolo Mariani. È proprio il professore a raccontarci come è andata e a prevedere un rientro in campo prima della fine del campionato: «Giovedì sera ci hanno portato il giocatore, che è stato sottoposto a risonanza magnetica. Aveva disturbi ripetuti, che si ripresentavano frequentemente. Per arrivare alla diagnosi abbiamo utilizzato macchine di alta tecnologia, che hanno permesso una ricostruzione tridimensionale. Abbiamo quindi deciso, insieme al dottor Petrucci (medico del club, ndr), di eseguire un’artroscopia diagnostica e poi, ovviamente, chirurgica nel contempo. Si è evidenziata una rottura, longitudinale, minima del menisco esterno, che è stato asportato in minima parte. Domani (oggi, ndr) potrà togliere la fasciatura, ma il giocatore voleva tornare subito a casa per vedere la sua bambina nata da pochi giorni».

Mariani entra poi nel dettaglio dei tempi di recupero del classe 1993: «Per un menisco esterno uscirà dall’area medica tra 45 giorni, poi saranno i preparatori, i medici e infine l’allenatore a decidere quando tornerà in campo. Quando l’ho salutato mi è sembrato risollevato per aver risolto il fastidico che si portava dietro da tempo». Tempistiche leggermente differenti da quelle comunicate dalla Roma nel bollettino medico ufficiale: «L’ artroscopia ha evidenziato una piccola lesione parziale del menisco esterno che è stata regolarizzata. Il calciatore dovrà seguire un percorso riabilitativo di circa 5 settimane».

Si prolunga quindi l’assenza della Joya, che si era fatto male al ginocchio contro il Milan nel match del 25 gennaio. Secondo i tempi stilati da Mariani, sarà costretto sicuramente a saltare le sfide con Genoa, le due con il Bologna in Europa League, Como, Lecce, Inter, Pisa e Atalanta, oltre all’eventuale doppio impegno ai quarti di finale in coppa. Una bella mazzata per le sue residue speranze di convincere la Roma a rinnovare il contratto in scadenza il prossimo 30 giugno.

Nel frattempo, nei giorni in cui si sta preparando la sfida contro il Genoa di De Rossi, Gasperini ha avuto un contatto con i Friedkin: una call con i proprietari per fare un punto della situazione del club.

Dybala, il ginocchio fa male: salterà la sfida con il Genoa

II ritorno in gruppo c’è stato, ma non è andata come ci si aspettava. leri, infatti, Paulo Dybala ha alzato bandiera bianca ed è destinato a un nuovo stop. L’argentino dopo qualche minuto di allenamento ha avvertito un altro fastidio al ginocchio sinistro. (…) Una doccia gelata sulle speranze di Gasp e di tutti i tifosi in vista della sfida col Genoa e non solo. In queste ore si capirà come intervenire, senza escludere un intervento di pulizia del ginocchio che lo terrebbe fuori per circa un mese e che era stato già paventato. (…) Le strade della Roma e di Dybala sono destinate a separarsi in estate (il Boca Juniors è pronto all’assalto). Con quella di domenica saranno ben 15 le gare saltate dall’argentino in questa stagione. Un problema per Gasperini che non recupererà nemmeno Soulé e che a Marassi contro il Genoa e orientato ad utilizzare Pisilli sulla trequarti.

(gasport)

Candela racconta la cena della svolta: “Io, Totti e Gasp. Tra loro si è creata grande complicità”

LA GAZZETTA DELLO SPORT (A. D’URSO) – L’espressione “regista di una cena” con Francesco Totti e Gian Piero Gasperini, sarebbe riduttiva: lui è
“di più”. “Anche perché hanno fatto tutto loro: sono amici, dovevano recuperarla da un mese quella cena“. Ma certo, Vincent Candela, ambasciatore della Roma, qualcosa c’entra nel riavvicinamento del Capitano alla società giallorossa. Amico di una vita, compagno di squadra del terzo scudetto e non solo: l’ex campione del mondo francese si esprime pure sulla stagione in corso ed è certo di quanto potrà dare Francesco alla Roma.

Allora, Candela, com’è andata la cena l’altra sera?
Francesco lo conosco da 30 anni, il mister da qualche anno. Ho visto grande complicità tra i due.
Ovviamente hanno due ruoli diversi, però di calcio ne capiscono tanto. Il mister e preparato e lo ringraziamo tutti per il lavoro che sta facendo. Con lui ci siamo incontrati già in passato visto che abbiamo amici in comune. E poi io da inizio anno lavoro per la Roma. Ora siamo più stretti, uniti
“.

In che ruolo vedrebbe Totti?
Francesco è il simbolo di tutti i giocatori e dei tifosi. Ma sulla carica da ricoprire spetta alla società decidere. Si metteranno d’accordo loro, su questo non posso pronunciarmi“.

Potrebbe assumere ruoli come quelli di Maldini al Milan o Zanetti all’Inter?
Francesco è un patrimonio del calcio e in ruolo o nell’altro potrebbe solo fare bene, l’importante è che la sua figura trovi il favore di tutti. Noi abbiamo fatto una cena tra amici, le trattative spettano a loro e spero troveranno il giusto punto di incontro“.

Nel frattempo, i Friedkin stanno favorendo questo ritorno alla romanità in società.
Loro hanno speso e continueranno a investire per la Roma. Ci sono fondamenta solide con Ranieri, Massara e Gasp. Non si vedeva da tempo un quadro così ben coordinato. Non a caso la squadra sta andando bene. E la romanità unita alla professionalità, sì, è un valore aggiunto“.

In che modo ha inciso Gasp?
La mentalità, il gioco e l’aspetto fisico. E uno che ci tiene e si vede, che porta un giocatore che vale 5 a 7 e uno che vale 7 a 9. Riesce a valorizzare tutti“.

Un nome a caso: Malen…
Sta facendo grandi cose. Crea spazi, si attira sempre tanti avversari. Il problema è che abbiamo solo lui davanti soprattutto ora che Dybala è di nuovo ko. Ma la Roma è ancora lì e lotta su due fronti: quando c’è un progetto di squadra, un gioco e una mentalità si riesce anche a sopperire alle assenze importanti“.

La corsa Champions è serrata. Quali i fattori pro e contro per la Roma?
Da un lato l’esperienza di Gasp a questi livelli e lo stato di forma del gruppo, dall’altro il calendario visto che ora c’è anche la doppia sfida di EL col Bologna. Bisogna non commettere più errori“.

Chi l’ha sorpresa di più finora?
Di sicuro Wesley, sin da quel gol all’esordio col Bologna. Poi è diventato una macchina che non si ferma e a sinistra mi piace di più perché rientra e va a cercare il dribbling. Pisilli è diventato importantissimo nonostante sia giovane. Di Malen parlano i gol“.

Cosa manca per lottare per lo scudetto?
È un bel po’ che la Roma non va in Champions. Partiamo da qui, poi pian piano si può alzare l’asticella con la programmazione e la pazienza. Al momento Inter e Napoli hanno una rosa più importante, ma è bello sentire Gasp che rilancia e punta al top. Roma lo merita, parliamo di una città e di una tifoseria all’altezza degli obiettivi del suo tecnico“.

Quanto sarà difficile per i giallorossi la sfida col Genoa?
Sarà una bella partita, molto intensa. Loro devono salvarsi e la Roma non può perdere il ritmo Champions. Daniele De Rossi sta facendo un ottimo lavoro, non è facile subentrare. lo comunque tifo Roma anche se Daniele è un mio amico: penso che anche lui, con un po’ di esperienza in più, diventerà un grande allenatore“.