Udinese, Zaniolo: “Dispiaciuto per l’accoglienza dell’Olimpico, ma lo capisco. La Roma è molto forte”

SKY SPORT – Torna a parlare Nicolò Zaniolo, lo ha fatto in un’intervista rilasciata all’emittente satellitare, tornando anche sulla sfida persa contro la Roma. Di seguito le sue dichiarazioni.

Sull’accoglienza allo Stadio Olimpico.
“Mi è dispiaciuto, ma lo capisco. L’avevo già detto, mi pento dell’esultanza fatta qui quando giocavo con l’Atalanta. Fa parte del gioco, io ho pensato solo alla partita anche perché giocavamo contro una grade squadra. Sono molto forti e mi piace come giocano, possono sicuramente giocarsela fino alla fine se continuano così“.

Sull’Udinese.
“Sono felice qui. Giro spesso in centro e i tifosi mi fanno arrivare il loro affetto, devo ringraziarli. Non potevo fare scelta migliore. Ho un ottimo rapporto con Runjaic, quasi di amicizia, ma come con tutti. Ci sentiamo come una famiglia e dobbiamo restare uniti per fare risultato. In che lingua comunichiamo? Un misto, ultimamente più inglese. Per fortuna riesco a capirlo“.

“Legge Bove”: lunedì la presentazione in Senato. Sarà presente anche il calciatore giallorosso

Lunedi 17 Novembre alle ore 17:30, presso la Sala Caduti di Nassyria in Piazza Madama 11 a Roma, si terrà una conferenza stampa dedicata alla presentazione della Legge Bove sul Primo Soccorso. Questo disegno di legge, voluto dai senatori Marco Lombardo e Carlo Calenda, punta a migliorare la formazione al primo soccorso nel nostro paese. La conferenza vedrà la partecipazione, tra gli altri, del Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, del dottor Mirko Damasco di Salvagente Italia, e di rappresentanti di importanti istituzioni del settore, come Andrea Scapigliati dell’IRC. Sarà inoltre presente, in qualità di testimonial della legge e promotore, Edoardo Bove, calciatore professionista, che porterà la sua voce a sostegno di questa causa fondamentale.

(ansa)

Sampdoria, Foti e la questione patentino: come vice stop a conferenze e allenamenti dal 19 novembre. AssoAllenatori vigila

Salvatore Foti è il nuovo allenatore della Sampdoria dallo scorso 19 ottobre, ma a causa di una questione regolamentare dovrà operare con importanti limitazioni. L’ex vice di Mourinho alla Roma, infatti, non possiede ancora la licenza UEFA Pro, requisito fondamentale per essere il primo allenatore di una squadra professionistica.

Per aggirare l’ostacolo, la Sampdoria lo ha tesserato ufficialmente come vice di Angelo Gregucci, anche se di fatto è Foti a guidare la squadra. Questo escamotage gli impedirà però di tenere conferenze stampa, dirigere apertamente gli allenamenti e dare indicazioni continuative dalla panchina.

La situazione nasce dalla mancata ammissione di Foti al corso UEFA Pro 2025/26. Il club ha chiesto una deroga di un mese alla FIGC, ma una volta scaduta, dal 19 novembre, dovrà rispettare le rigide normative per evitare sanzioni, con l’Associazione Allenatori che starebbe già vigilando sulla vicenda.

(Il Secolo XIX)

Petrachi: “Gasperini? 5 anni fa era fatta. Il mio rimpianto? Non aver chiarito con Pallotta”

RETESPORT – Un’intervista tra passato e presente, con qualche rimpianto. L’ex direttore sportivo della Roma, Gianluca Petrachi, è intervenuto in esclusiva ai microfoni dell’emittente radiofonica, svelando aneddoti inediti sulla sua esperienza in giallorosso.

Dalla trattativa che portò quasi il tecnico di Grugliasco sulla panchina della Roma cinque anni fa, al rammarico per un chiarimento mai avvenuto con l’ex presidente Pallotta, fino all’elogio per Lorenzo Pellegrini, Petrachi ha toccato numerosi temi, offrendo una visione a 360 gradi del mondo Roma.

(…)

Quanto è importante il binomio e il rapporto tra ds e allenatore?
“Parlando della mia esperienza, ho sempre avuto un confronto e un contatto diretto con gli allenatori, deve essere così, in accordo con la proprietà, il ds sceglie un allenatore e così è possibile creare una sinergia. Io guardo dei calciatori, una volta terminata la scrematura dei miei scout, poi propongo un calciatore all’allenatore e lì deve esserci una condivisione. Se tu segui un calciatore totalmente distante per caratteristiche ai profili che servono all’allenatore già hai sbagliato in partenza”.

Gasperini è stato realmente vicino alla Roma cinque anni fa? Lo aveva praticamente preso? Come andò?
“Sì, con Gian Piero ci incontrammo, parlammo a lungo, parlammo di calciatori e visione calcistica o filosofia, ci trovammo d’accordo su tutto. Era un momento in cui il mister poteva lasciare Bergamo dopo diversi anni, era fortemente motivato e intrigato dall’opzione Roma, ma mi disse che doveva prima confrontarsi con la proprietà dell’Atalanta. Aveva e ha avuto sempre un rapporto molto forte con Antonio Percassi, tant’è che poi l’Atalanta riuscì a convincerlo a restare. Fu un peccato, perchè alla luce dei risultati straordinari prodotti anche successivamente, sarebbe stato l’uomo perfetto in quel momento per la Roma. Non sono meravigliato oggi del suo rendimento nella capitale, Gasp è un top manager”.

Da Mancini a Spinazzola, da Veretout a Mkhitaryan e Smalling. Quella campagna acquisti è stata la base della Roma per diversi anni. Ha un rimpianto per il suo percorso romanista e qualcosa di cui va fiero?
“Sicuramente vado fiero del rendimento di quella Roma, del 19-20, quella che ha fatto più punti – 70 – in campionato. Nessuno è riuscito a far meglio di quella Roma lì ricostruita nell’estate del 2019 dopo un anno terribile. Il rimpianto vero è non aver preso un aereo per Boston e andare a chiarire di persona con Pallotta, alcune incomprensioni sorte a distanze tenendo conto che non parlavo direttamente col presidente, ma attraverso Fienga. Il mio inglese purtroppo è pessimo, lui non parlava italiano, questa distanza linguistica mi ha frenato, sicuramente ci saremmo chiariti. Io sono un istintivo, dico quello che penso, sono fatto così e ho questo carattere. E’ un peccato, fa parte della vita”.

Cosa le piace della Roma attuale?
“E’ la squadra che gioca più in verticale di tutto il campionato, c’è un interscambio di ruoli su cui Gasp sta facendo vedere cose incredibili. Vedere Mancini fare assist e sovrapposizioni, giocatori che passano dalla difesa all’attacco e viceversa, tutti con l’obiettivo di far male all’avversario. Un lavoro straordinario. Certamente quello che manca, è evidente, è un attaccante di livello giusto. Con una punta la Roma ha buone chance di rimanere lì nelle zone alte, perchè fisicamente Gasp ti fa stare al top, non guarda in faccia a nessuno. Ha portato dentro Trigoria una cultura del lavoro incredibile”.

Conosce bene Pellegrini e ha detto di esser rimasto in contatto con lui. Pensa che la sua esperienza romanista proseguirà?
“Me lo auguro, Lorenzo è un ragazzo per bene, strepitoso umanamente, un romanista vero e ha qualità importanti. E’ un centrocampista moderno, tiene tantissimo alla maglia, essere profeti in patria è difficilissimo, ha personalità. Io lo so perchè l’ho vissuto, dentro la Roma ha un peso importante, con i ragazzi nuovi, ha sempre fatto capire a tutti cosa sia la maglia giallorossa, merita questa possibilità di proseguire ancora con la Roma”.

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Sabatini: “Zirkzee? I problemi non si risolvono solo con un calciatore. Alla Roma c’è grande sintonia e voglia di vincere”

RADIO RADIO – Walter Sabatini, ex direttore sportivo della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni all’emittente radiofonica e tra i vari temi trattati si è soffermato sul rendimento e sugli obiettivi di mercato della squadra giallorossa. Ecco le sue parole.

La Roma deve risolvere il problema in attacco: cosa pensa di Zirkzee?
“I problemi nel calcio non si risolvono soltanto con un calciatore, ma con la mentalità della squadra e l’impatto del gruppo sull’avversario. La Roma sta facendo esattamente questo, si sta avvicinando fortemente e velocemente a una situazione tecnico-tattica apprezzabile. Gioca un calcio offensivo e stanno emergendo anche giocatori che prima erano in penombra. Più che un attaccante, che serve alla Roma come a tutte le altre squadre, i giallorossi devono consolidare la mentalità e la condizione che sta mettendo oggi in campo. Possibilmente aggiungendo qualcosina, ma non so se possa arrivare con il mercato. I miglioramenti che la Roma sta avendo partita dopo partita sono un segnale da non trascurare, sono forse gli equilibri interno al gruppo che consentono alla squadra di essere così competitiva. Starei molto attento…”.

Quali sono le lacune del Milan?
“Deve migliorare nell’attenzione, ma è un discorso legato a tutte le squadre, Roma compresa. L’attenzione agli infortuni è fondamentale, i problemi muscolari decideranno le sorti del campionato. In ogni partita almeno un calciatore si fa male per un problema muscolare e significa tornare in campo dopo un mese e mezzo con condizioni fisiche diverse. Questi infortuni stanno condizionando il rendimento di tante squadre”.

La Roma di Gasperini può lottare per lo scudetto?
“C’è grande sintonia interna tra allenatore e squadra. C’è grande collaborazione in campo, disciplina tecnico-tattica e voglia di vincere. Io conosco quest’ultima, vincere non è una scelta ma una necessità per una squadra come la Roma. I giocatori stanno interpretando molto bene questo aspetto, si aiutano e sostengono a vicenda. Insieme riescono a costruire partite importanti e ogni domenica si apprezza sempre di più. Questa coesione interna farà la differenza nel corso del campionato”.

Nela: “Zirkzee? A gennaio non credo si riescano a fare chi sa che operazioni. Rinnovi Dybala e Pellegrini? Vedo un discorso aperto”

TMW – Sebino Nela, leggenda della Roma, ha risposto alle domande dei cronisti presenti a margine della XVI edizione del Premio Sportivo Nazionale “La Clessidra”. Ecco alcune delle sue risposte:

La Roma può credere allo Scudetto?
Credo proprio di sì, vedo un campionato aperto almeno per 6 squadre. Tutte queste squadre hanno problemi con i gol, non so se a gennaio tutte andranno a cercare un attaccante che possa fare qualche gol. Staremo a vedere, però la classifica dice questo ed è bello per gli sportivi“.

Per gennaio si parla di Zirkzee per la Roma.
Staremo a vedere per i nomi, credo che a gennaio non si riescano a fare chissà quali
operazioni, a meno che non esca un prestito particolare come potrebbe essere quello di Zirkzee. Questo vale anche per altri calciatori. Sulla Roma e Gasperini: la difesa è stato il primo reparto che ha dato segni di compattezza e concretezza. Poi piano piano è arrivato tutto il resto. Ieri parlavo con un paio di giocatori attuali della Roma e mi dicevano che si lavora tanto. I risultati si stanno vedendo, a livello fisico la squadra è cresciuta tanto nelle ultime settimane
“.

Dybala e Pellegrini li vedi ancora nella Roma del prossimo anno?
Non lo so, loro ci credono tanto, varrà molto la parola dell’allenatore che intelligentemente sta dando spazio a tutti. Gasperini avrà pensato: il mercato è andato come è andato, questi sono i miei giocatori e io li faccio giocare tutti. Poi subentrerà la società, visto che parliamo di due ragazzi con contratti onerosi. Nel calcio di oggi bisogna pensare anche a questo aspetto. Finché non finisce il campionato non possiamo ipotizzare nulla. Le criticità ci sono, bisogna sentire anche i ragazzi cosa vorranno fare, vedo un discorso aperto“.

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Atalanta, ufficiale: Palladino è il nuovo tecnico dei bergamaschi

Dopo l’esonero di Ivan Juric, l’Atalanta ha ufficializzato il suo sostituto. Raffaele Palladino, infatti, sarà il nuovo tecnico dei bargamaschi. Ecco la nota del club:

“Atalanta BC è lieta di comunicare che il ruolo di responsabile tecnico della Prima Squadra è stato affidato a Raffaele Palladino, 41enne allenatore che ha al suo attivo – dopo gli inizi nelle squadre Under 15 e Primavera del Monza – 126 panchine fra i professionisti, di cui 73 con il Monza e 53 con la Fiorentina, alla guida della quale è arrivato al sesto posto con 65 punti nello scorso campionato di Serie A, raggiungendo anche la semifinale della UEFA Conference League 2024/2025. Raffaele Palladino si è legato al Club nerazzurro con un contratto fino al 30 giugno 2027. Lo seguiranno in nerazzurro Stefano Citterio (allenatore in seconda), Federico Peluso (collaboratore tecnico), Fabio Corabi (preparatore atletico), Nicola Riva (collaboratore preparatore atletico), Andrea Ramponi (match analyst) e Mattia Casella (match analyst). Raffaele Palladino si avvarrà anche dei seguenti collaboratori già presenti sin da inizio stagione: Cristian Raimondi (collaboratore tecnico), Marco Savorani (preparatore dei portieri), Sabino Oliva (collaboratore preparatore dei portieri), Marcello Iaia (specialist analyst of performance), Stefano Brambilla (match analyst) e Andrea Vigni (collaboratore preparatore atletico). La famiglia Percassi, quella Pagliuca e tutto il Club rivolgono un caloroso benvenuto nella famiglia nerazzurra a mister Raffaele Palladino e ai suoi collaboratori.”

(atalanta.it)

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Premio Giuseppe Prisco: Ranieri riceve il “premio speciale della giuria” per la lealtà, la correttezza e la simpatia sportiva (FOTO)

Ennesimo riconoscimento per Claudio Ranieri. L’advisor senior della Roma, infatti, ha ricevuto il premio speciale della giuria, in occasione della ventesima edizione del Premio nazionale “Giuseppe Prisco” alla lealtà, alla correttezza e alla simpatia sportiva

Totti: “Mourinho numero uno, ha riportato un trofeo a Roma dopo tanto tempo. Il prossimo scudetto? Nell’anno del centenario…” (VIDEO)

BETSSON.SPORT – Francesco Totti e Marco Materazzi sono i protagonisti del nuovo format “AperiTotti” condotto da Pierluigi Pardo e tra i vari temi trattati il Capitano si è soffermato anche su Carlo Mazzone e José Mourinho. Ecco le sue parole.

Avresti potuto vincere di più…
“Ci chiamavano eterni secondi. Una volta c’era la Juve, una volta l’Inter, una volta il Milan…”.

Il cucchiaio a Inter-Roma?
“Ho fatto 5/6 carini nella mia carriera. Lo scavino a Julio Cesar è stata una cosa istintiva. Dopo un contrasto a metà campo ho iniziato a puntare Materazzi, il quale continuava a indietreggiare. Poi è stato bravo Mancini a fare il taglio e a farsi seguire, io ho fatto finta di calciare forte e ho fatto il cucchiaio. Se avessi calciato forte Materazzi l’avrebbe intercettata in scivolata”.

Quanto ha inciso l’istinto nella tua carriera?
“Tanto. Giocando in quel ruolo l’istintività è tutto per un giocatore, quando sei libero e incosciente fai qualcosa di diverso. Alcuni mister volevano che facessi determinate cose, Zeman era il più preparato e chiedeva tagli e palla dentro. Zeman è stato l’artefice di tutto, ha contribuito tanto alla mia crescita. Sotto il punto di vista fisico mi ha cambiato tantissimo”.

Mazzone?
“Mi ha dato l’impronta giusta. Sono stato fortunato a trovarlo al momento giusto, avevo 17 anni. Mi ha gestito a 360 gradi e per me è stato perfetto”.

Come era Ronaldo ‘Il Fenomeno’?
“Dopo Maradona è stato il più forte di tutti i tempi. L’unico dispiacere è non averci giocato insieme, sarebbe stato un sogno”.

Con Cassano hai fatto delle cose discrete…
“Sono giocatori diversi, ma con lui mi sono divertito tanto. Giocavamo a occhi chiusi. L’ho cresciuto appena arrivato, lui venne alla Roma per me. Io l’ho un po’ indirizzato su come muoversi a Roma. Antonio è espansivo, dice quello che pensa e l’ha fatto anche con Batistuta e Sensi. E’ un po’ troppo diretto”.

Cosa mi manca?
“Lo spogliatoio, il ritiro, le ca***te che facevamo. Però quando stavamo in ritiro ci rompevamo, ma sono quelle cose che andando avanti con il tempo le rifaresti”.

Il Mondiale del 2006?
“Se non ci fossi stato io ci sarebbe stato qualcun altro e avrebbero vinto ugualmente. Il gruppo era solido e unito, c’era anche un grande allenatore”.

Il ruolo di Lippi?
“Mi ha aspettato dal giorno stesso dell’infortunio. Mi ha scritto subito e il giorno dopo è venuto a Villa Stuart. Ogni settimana veniva a Trigoria per sapere come stessi, mi chiamava tutti i giorni. I tempi erano molto stretti, ma tra fortuna e bravura dei dottori siamo riusciti a tornare in tempo”.

Non eravamo favoriti in quel Mondiale…
“Dopo Calciopoli noi ci siamo uniti ancora di più, era un disastro”.

Il tuo rapporto con Nesta?
“Ci sono cresciuto insieme, abbiamo fatto le giovanili di Roma e Lazio e abbiamo fatto lo stesso percorso dai 12 anni in su. Ragazzo eccezionale e uno dei centrali più forti al mondo. Ti trasmetteva positività e tranquillità. Non ci siamo mai frequentati, uno era a Roma Nord e l’altro era a Roma Sud. Ma soprattutto non era aria, era anche per rispetto della gente”.

Ripensi al passato?
“Le trasferte e i viaggi sono quelle cose che ti porti dietro e difficilmente dimentichi. Non c’era la tecnologia…”.

L’ansia prima della finale?
“Lippi ci disse che potevamo fare anche le 5/6 di mattina, ma alle 9 dovevamo stare in campo e nessuno poteva dire di essere stanco”.

Il gol di Materazzi in finale?
“E’ saltato 7 metri, è arrivato sopra la traversa (ride, ndr)”.

Dybala straordinario dal punto di vista della qualità, anche se è un po’ fragile. Soulé sta crescendo bene?
“Sta facendo grandi cose. Sono contento perché se lo merita. È forte di testa, è cattivo sotto quel punto di vista. Adesso sta bene fisicamente e con Paulo (Dybala, ndr) potrebbero fare grandi cose. Se facessero più partite insieme sarebbe meglio. Parlando la stessa lingua, sarebbero un po’ come io e Cassano”. 

Il Napoli ha vinto due scudetti negli ultimi anni: perché non è successo a Roma? 
“Sono quasi due piazze simili. De Laurentiis ha fatto un grande lavoro, ha preso un grande allenatore che ha voglia di vincere e ha sempre vinto. E’ stato come un puzzle e in quei contesti puoi fare bene. Conte è un allenatore che si può permettere di fare tutto, come Mourinho e Capello. Quando arrivano, oltre alla squadra, hanno forza e se prendi questi personaggi vuol dire che vuoi vincere senza perdere tempo. Si tratta di un messaggio forte. In un contesto annuale ci sta avere alti e bassi, ma quando si hanno personaggi così carismatici e forti è difficile che hai problemi nel quotidiano. Questi allenatori hanno carta bianca su tutto, giustamente”. 

C’è stato un momento in cui la Roma soffriva tanto a San Siro…
“Magari un momento, è durato 20 anni (ride, ndr). C’è stato uno switch negli ultimi 5/6 anni. Nell’anno dello scudetto abbiamo perso due partite e arrivarono entrambe a Milano, 3-2 contro il Milan e 2-0 contro l’Inter”.

Cristiano Ronaldo o Messi?
“Se parli male di Cristiano Ronaldo vuol dire che sei invidioso. Per me Maradona è il calcio e fa parte di un’altra categoria, poi c’è Ronaldo ‘Il Fenomeno’. Infine vengono Cristiano Ronaldo e Messi, che sono uguali”.

Il prossimo scudetto della Roma quando arriverà?
Nell’anno del centenario…”. Interviene Materazzi: “Quando Totti torna a Trigoria”.

Gasperini tanta roba…
Buon allenatore, speriamo che possa continuare su questa strada“.

Il periodo di Mourinho alla Roma?
Top, numero uno. In due anni che è stato qua ha fatto due finali: una l’ha vinta e una l’ha persa. La seconda l’ha persa male… Però ha portato un trofeo europeo a Roma dopo 30 anni.

Gasperini partito da zero: ha conquistato prima la città e poi la vetta

Da tempo a Roma non si vedeva una connessione così forte e così molto poco annunciata tra un allenatore e la piazza, la città ed i suoi tifosi. Facile farlo con Mourinho, scontato con De Rossi. Gian Piero Gasperini è partito da zero. È l’allenatore più esperto della Serie A e non a caso. Non ha sbagliato una mossa ed ha avuto il coraggio di cambiare il dna di una squadra. Il primo posto di oggi è figlio di un tecnico che sapeva di essere credibile e si è pure riscoperto riciclatore di uomini e di idee. […] L’ultimo segmento di campionato ha messo in mostra una squadra che all’aspetto difensivo ha aggiunto una produzione costante di palle gol. Da una parte la miglior difesa d’Europa e dall’altra una Roma più offensiva. Il tutto grazie a una mossa apparentemente secondaria: Mancini spostato da braccetto di destra, più incline ad attaccare rispetto a Ndicka ed Hermoso. Il numero di gol non è decollato, ma, dipende anche dalla qualità degli attaccanti. […] Chissà dove potrebbe arrivare questa squadra con un grande centravanti. A gennaio arriverà un altro 9: occhio a Zirkzee e Scamacca. E poi chissà.

(corsera)