Dybala: sarà operato per la lesione al tendine. L’argentino: “Tornerò presto e ancora più forte” (FOTO)

Paulo Dybala sarà operato per la lesione al tendine riportata durante Roma-Cagliari, quando l’argentino è stato costretto ad uscire pochi minuti dopo il suo ingresso in campo. Lo fa sapere il club giallorosso con una nota:

“Paulo Dybala si sottoporrà nei prossimi giorni a intervento chirurgico a seguito della lesione del tendine semitendinoso sinistro.  Il calciatore e la società hanno deciso di comune accordo che fosse la strada corretta per un recupero ottimale dall’infortunio.   

A Paulo i migliori auguri di pronta guarigione, ti aspettiamo!”

Sui social è arrivato anche il commento di Dybala che scrive: “Cari amici, innanzitutto vi ringrazio di cuore per l’affetto che sempre mi dimostrate. Dopo i risultati degli esami e aver valutato diverse opzioni, ho deciso di sottopormi a questo intervento ora per tornare il prima possibile. Anche se sarò momentaneamente lontano dal campo, continuerò a sostenere i miei compagni della Roma in questa fase cruciale del campionato e la nostra Nazionale, che seguirò come un tifoso in più durante queste partite di qualificazione. Tornerò presto, ancora più forte, promesso. Ci vediamo in campo! Forza Roma e vamos Argentina!”.

 

 

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La stagione di Paulo Dybala potrebbe dunque essere conclusa con due mesi d’anticipo, con tempi di recupero dall’operazione che possono essere previsti in circa tre mesi come fa sapere l’emittente radiofonica.

(Retesport)

Fienga: “Il nuovo stadio della Roma? Ci ho provato per 8 anni. Progetto combattuto quasi come una guerra di religione e un miliardo di dollari in fumo”

CORSPORT – Guido Fienga, ex amministratore delegato della Roma e attuale advisor del fondo saudita PIF, ha rilasciato un’intervista al quotidiano in occasione del Festival del Diritto e dell’Economia e tra i vari temi trattati è tornato a parlare del vecchio progetto dello stadio giallorosso. Ecco le sue dichiarazioni.

Un miliardo in fumo per la mancata costruzione dello stadio della Roma…
“Il problema delle infrastrutture italiane è centrale e il calcio ne è una delle vittime più illustri, sebbene, ahimè, la vera vittima sia l’Italia. Pensiamo di essere all’avanguardia quando annunciamo l’inaugurazione di infrastrutture a Roma, le cui ultime opere come la Nuvola e l’Auditorium Parco della Musica, però, hanno impiegato vent’anni per essere realizzate e ci dovremmo vergognare perché ci sono voluti vent’anni. In altre parti del mondo, fra l’idea e l’inaugurazione passano dai 24 ai 36 mesi. Per noi è più importante controllare che costruire. Il calcio è una delle vittime più illustri di questa situazione.
Lo dice uno che ha speso otto anni perché diventasse realtà la realizzazione del nuovo stadio della Roma, totalmente finanziato da privati esteri che avrebbero portato capitali nel nostro Paese. Invece di essere favorito o reindirizzato – perché nessuno voleva fare dispetti alla città e, se c’erano problemi, potevano essere affrontati – il progetto è stato combattuto quasi come una guerra di religione. Così, alla fine, chi è stato contento perché lo stadio non si è fatto dovrebbe essere contento che non sia stato investito un miliardo di dollari nella nostra città; non siano stati creati posti di lavoro e la sua squadra continui a essere penalizzata giocando in un impianto come potreste giocare in un campo da padel, pagando l’affitto per ogni partita che disputate”.

Le infrastrutture in Arabia Saudita?
“L’ultimo stadio che è stato inaugurato qui a Riyad, dove gioca l’avversario dell’ Al-Nassr, è stato costruito in 18 mesi, tanto quanto prevedono i prossimi progetti in materia. Fra progettazione e realizzazione trascorrono 24 mesi. Il mondo si muove così. Ora, a tutti quelli che in Italia parlano di stadi con i se, i ma, i forse, io dico che il mondo si muove in un altro modo. Se vogliamo rimanere indietro, stiamo riuscendoci benissimo. Se vogliamo svegliarci, dobbiamo anteporre l’obiettivo ai se, ai ma, alla burocrazia. Altrimenti, nello stesso modo in cui io sono andato fuori dal nostro Paese, anche voi andrete fuori, i giovani andranno fuori. E chi è contento della burocrazia, alla fine rimarrà da solo”.

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ECA: Dan Friedkin a Bruxelles per le riunioni del consiglio e del comitato esecutivo (FOTO)

Tappa in Belgio per Dan Friedkin: il presidente giallorosso ha partecipato a Bruxelles alle riunioni dell’ECA, associazione dei club europei di cui è membro. L’ECA si è riunita a Bruxelles per tenere i primi incontri del consiglio e del comitato esecutivo del 2025 con l’obiettivo, si legge nella nota dell’organismo, di rafforzare il legame con le principali istituzioni europee e promuovere il modello sportivo europeo.

HUMMELS: “A Bilbao l’errore più grande della mia carriera, i giorni successivi sono stati terribili”

Mats Hummels torna a parlare dell’errore che in Athletic Bilbao-Roma ha compromesso il match di Europa League. Il difensore tedesco ha apertamente commentato l’episodio del suo cartellino rosso nel suo podcast Alleine ist schwer. Ecco le sue parole.

“Ho fatto un esame di coscienza. Temo che possa essere stato il più grande errore della mia carriera. È stato davvero terribile stare negli spogliatoi e sperare per tutta la partita di farcela. Sai che ognuno dei tuoi compagni deve correre di più ora, solo per colpa tua. I giorni successivi sono stati davvero uno schifo. In Tv sembra anche peggiore, perché è ancora più evidente che questo passaggio non andava fatto. Raramente ho comunque sperimentato una reazione così buona da parte di una squadra a una cosa del genere”.

“A mio parere, non era un episodio da cartellino rosso perché è avvenuto a pochi metri nella nostra metà campo. Sono rimasto molto sorpreso dal fatto che abbia ricevuto un rosso diretto. Se l’arbitro avesse dato un giallo, non credo che il Var poi lo avrebbe cambiato con un rosso”.

Nicolini (Shakhtar): “Dovbyk esploderà, pochi come lui in Europa”

Carlo Nicolini, preparatore dello Shakhtar di cui poi è diventato dirigente, ha parlato all’emittente radiofonica di Dovbyk usando parole di grande elogio: “Artem è un grande calciatore, lo ha fatto vedere in Ucraina, poi in Spagna e ora in Italia ha comunque segnato 15 gol. Credo che le critiche che gli rivolge parte dell’ambiente romano siano dovute a due dinamiche: in primis perché forse è stato pagato troppo e quel prezzo pesa sulle aspettative di tutti; poi la Roma ha avuto delle vicissitudini tecniche quest’anno con diversi allenatori cambiati e una squadra che ha iniziato a funzionare nella seconda parte di questa stagione. Questo ha inciso sul suo rendimento”.

Continua Nicolini: “Da aggiungere a questo la dinamica famigliare incide tantissimo: credetemi per me che conosco l’Ucraina, quel paese, quella gente lì, pesa nel cuore di questi ragazzi avere la famiglia lì e svegliarsi ogni giorno sperando che nessuno dei propri cari sia morto”.

Non ha dubbi Nicolini sul potenziale di Dovbyk: “Artem secondo me esploderà, punte come lui ce ne sono poche in Europa. Ha cambiato tre paesi in tre anni, quando l’ho visto qui col Dnipro faceva reparto da solo e a sportellate con tutti, non credo si sia rammollito tutto insieme. Ha un’indole diversa da quella che forse a tratti ha mostrato a Roma. E’ un momento che passerà, dategli fiducia e vedrete”.

(Retesport)

Sozza: “VAR a chiamata? L’AIA è sempre stata favorevole e aperta alla tecnologia”

Nella serata odierna sta andando in scena la 40esima edizione del ‘Premio Maestrelli’, evento in cui sono stati premiati anche Claudio Ranieri e Carlo Ancelotti. A margine della cerimonia l’arbitro Simone Sozza ha rilasciato alcune dichiarazioni, soffermandosi anche sulla possibile introduzione del VAR a chiamata. Ecco le sue parole.

Si sente la pressione della categoria e della gestione che diventano sempre più complesse?
“Sì, la pressione c’è ed è giusto che ci sia. Affrontiamo partite importanti in un campionato altrettanto importante, che quest’anno è ancora più equilibrato e interessante. Quindi per noi la pressione è naturale ed è giusto che ci sia. Ma abbiamo tutte le risorse e le possibilità per affrontarla e gestire meglio le situazioni e le partite”.

Cresce sempre di più l’apporto della tecnologia: come viene percepito dal mondo arbitrale? Che idea si è fatto della possibilità del VAR a chiamata?
“L’AIA è sempre stata apertissima alla tecnologia. Non a caso siamo il primo paese ad aver iniziato a utilizzare il VAR e tutte le innovazioni tecnologiche, come il SOAT (il fuorigioco semiautomatico). Quindi, dal nostro lato, siamo assolutamente favorevoli. Per quanto riguarda eventuali modifiche al protocollo leggo che se ne sta parlando e l’AIA sarà sicuramente a disposizione per valutarle e, se necessario, implementare il protocollo attuale”.

Quanto vi preoccupa il fatto che spesso le proteste nei vostri confronti si ripercuotano sugli arbitri più giovani?
“Una protesta plateale o un gesto di un calciatore di Serie A, purtroppo, nei campi di periferia può trasformarsi in una spinta, un pugno o uno sputo. In Serie A siamo chiaramente tutelati, i calciatori sono professionisti e si comportano in determinati modi. In una categoria inferiore o provinciale, però, i calciatori hanno meno da perdere, quindi l’esempio deve partire dai campi più importanti, quelli più blasonati”.

Real Madrid, Ancelotti: “Ritorno in Italia? Ci vengo spesso, lunedì devo ritirare un altro premio…”

Carlo Ancelotti, allenatore del Real Madrid, è intervenuto tramite videochiamata alla cerimonia della 40esima edizione del ‘Premio Maestrelli’. Il tecnico dei Blancos, accostato alla Roma in vista della prossima stagione per sostituire Claudio Ranieri (anche lui premiato all’evento odierno), ha vinto il premio internazionale e tra i vari temi trattati ha parlato del possibile ritorno in Italia: “Sono molto onorato di ricevere questo prestigioso riconoscimento. È un premio importante e mi fa piacere riceverlo. Complimenti anche ai vincitori di quest’anno, è un onore per tutti noi”.

La rivedremo in Italia?
“In Italia ci vengo spesso. Come già detto lunedì vengo a ricevere un altro premio prestigioso e poi il mio passaporto è italiano…”.

Seleznyov (ex compagno Dovbyk): “Aspettate e vedrete il vero Artem. Entro un paio di anni sarà capocannoniere”

GAZZETTA.IT – Yevhen Seleznyov, ex compagno di squadra di Artem Dovbyk al Dnipro, ha rilasciato un’intervista all’edizione online del quotidiano e si è soffermato proprio sul centravanti della Roma. Ecco le sue parole.

Come lo vede Dovbyk in giallorosso?
“Credo che il fattore principale sia il tempo. La chiave è aspettare, dargli modo di ambientarsi e di prendere confidenza con il vostro calcio. Più tattico di quello spagnolo. Ma attenzione: se aspetterete un minimo, vedrete il vero Dovbyk”.

In cosa lo vede migliorato?
“Artem ha tutte le caratteristiche per fare bene nel vostro campionato. È veloce, forte fisicamente e sa attaccare la profondità. Appena si sarà ambientato del tutto, inizierà a segnare a raffica. Così come ha fatto in Spagna, lo stesso farà in Italia. Entro un paio d’anni sarà capocannoniere”.

È anche una questione di testa secondo lei?
“Assolutamente sì, è soprattutto una questione mentale. Parliamo di un ragazzo sensibile, un gran lavoratore. Però sa, a Roma, non è semplice. Hai tante pressioni e tante aspettative, non conosci la lingua e tante altre cose. Anche il feeling con i compagni sta migliorando”.

Quanti gol può fare in Italia secondo lei?
“Penso che sia sbagliato dare un giudizio adesso. A volte dopo le partite leggo delle critiche e credo siano ingiuste. Non le merita. Non è facile fare bene da subito. Ma i gol stanno arrivando, lasciatelo tranquillo e vi farà esultare”.

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Bournemouth, Huijsen: “Mi sarebbe piaciuto passare più tempo con Mourinho. De Rossi? È stato come un secondo padre per me”

RELEVO – Dean Huijsen, ex difensore della Roma e attualmente in forza al Bournemouth, ha rilasciato un’intervista al portale spagnolo e tra i vari temi trattati è tornato a parlare della sua avventura semestrale (da gennaio 2014 a giugno) nel club capitolino. Ecco le sue dichiarazioni: “Sono andato alla Juventus a 16 anni e ho fatto la trafila delle giovanili fino ad arrivare in prima squadra. La scorsa stagione sono andato in prestito alla Roma, dove ho giocato per metà anno finché non mi hanno acquistato in Inghilterra. Il motivo per cui sono andato in Italia è stato quello di migliorare dal punto di vista difensivo, volevo essere più completo. In Spagna ho migliorato il controllo del pallone e in Inghilterra l’intensità di gioco. Il ritmo elevato e il gioco uno contro uno mi hanno fatto imparare molto”.

Quale allenatore l’ha influenzata di più?
“Ho avuto buoni allenatori, Iraola ha avuto un grande impatto su di me. Prima di lui sono stato con Mourinho, De Rossi, Allegri…. Posso solo essere grato a loro perché mi hanno dato delle opportunità. Ho imparato qualcosa da tutti loro”.

Mourinho l’ha chiamata per convincerla ad andare alla Roma?
“Mi ha chiamato ed è stata un’esperienza. Da lui ho mantenuto la competitività e al livello difensivo ho imparato molto anche se sono stato poco tempo con lui. Mi sarebbe piaciuto passare più tempo con lui. Mi sono trovato molto bene anche con De Rossi, che per me è stato come un secondo padre. In Italia l’aspetto difensivo è fondamentale, lui mi aiutava anche fuori dal campo, si preoccupava di come stavo e cose del genere”.

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Fiorentina punita per la coreografia contro la Juventus: nel 2001 la squalifica della Curva Nord per la scritta offensiva nel derby

Nell’ultimo weekend prima della sosta per le nazionali è andato in scena il match tra Fiorentina e Juventus (terminato 3-0 in favore della Viola) e a far discutere è stata soprattutto la coreografia esposta dalla Curva Ferrovia poco prima del calcio d’inizio: “Juve m***a”, la scritta realizzata con i cartoncini bianchi. Nella giornata odierna è arrivato il referto del Giudice Sportivo e questa iniziativa è costata alla società toscana una multa da 50.000 euro con diffida.

Un episodio simile accadde nel Derby della Capitale del 29 aprile 2001: le telecamere de Stream evitarono infatti di inquadrare la coreografia della Curva Nord della Lazio composta da fratini e cappellini che formavano la scritta “Roma m***a”. Il settore era diffidato, motivo per cui arrivò la squalifica ma non solo: a causa di uno striscione razzista la Lazio fu punita con una partita a porte chiuse e una doppia multa (40 milioni di lire per l’insulto su carta e 20 per l’insulto scenografico). Sul caso intervenne addirittura la Cassazione, che ritenne la scritta “offensiva e una indiretta induzione alla violenza in forma di provocazione”, ma allo stesso tempo rientrava nel “libero diritto di manifestare”.

Diverso, invece, quanto accaduto nel Derby di quest’anno: la Curva Sud infatti espose la coreografia con la scritta “Anti Lazio” , ma dato che si trattò di opposizione e non insulto, la Roma fu punita soltanto con 10.000 di multa per il lancio di cinque fumogeni e un petardo.

(sportface.it)

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