La Roma celebra la giornata della Consapevolezza sull’Autismo (FOTO)

La Roma scende in campo nella giornata della Consapevolezza sull’Autismo. Il club giallorosso sul proprio account facebook ha condiviso alcuni scatti delle attività messe in atto per questa giornata. Presente oltre alla mascotte giallorossa Romolo anche l’ex calciatore Simone Perrotta.

L’AS Roma celebra la Giornata della Consapevolezza sull’Autismo. Grazie al nostro partner Enel Group per averci coinvolto in questo incontro sull’importanza dello sport per favorire l’inclusione

VIDEO – Mourinho ci ricasca: perde la testa e mette la mano sul volto a Buruk. Era già successo in un Real Madrid-Barcellona

José Mourinho ancora una volta protagonista. Non in positivo questa volta. Al termine della gara di Coppa di Turchia persa 1-2 dal suo Fenerbahçe contro il Galatasaray, il tecnico portoghese è andato a contatto con l’allenatore avversario Okan Buruk. L’ex giallorosso ha messo la mano sul viso di Buruk che è caduto a terra subito dopo il contatto.

In precedenza le due panchine erano già entrate in contatto: animi tesi per tutta la durata del match, terminato infatti con 9 ammoniti e tre espulsioni, due per il Galatasaray e una per i padroni di casa.

Al termine del match l’ex allenatore della Roma ha deciso di non commentare quanto avvenuto dopo il fischio finale.

Lo “Special One” era stato già protagonista di un fatto simile in un famosissimo Real Madrid-Barcellona del 2011.

Mourinho recupera i diritti sul proprio nome: per 20 anni è stato un marchio di proprietà del Chelsea

Per gli ultimi vent’anni, i diritti legali sul nome “José Mourinho” non sono appartenuti al diretto interessato, bensì al Chelsea FC. Il club londinese lo aveva registrato come marchio il 4 aprile 2005, sfruttandolo ampiamente per il merchandising ufficiale. Questa particolare situazione sta per concludersi.

Come riportato dalla testata britannica, la licenza ventennale scadrà il prossimo 4 aprile e la nuova proprietà del club ha deciso di non procedere al rinnovo. L’ex tecnico della Roma rientrerà così in pieno possesso dei diritti sul proprio nome, libero di utilizzarlo commercialmente come meglio crede. Rimane tuttavia un piccolo dettaglio: il Chelsea detiene ancora i diritti sulla sua firma autografa, ma solo fino a novembre 2025.

(dailymail.co.uk)

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Perotti: “Seguo la Roma, è da Champions. Totti era magia pura. Gasperini mi ha cambiato la carriera”

GAZZETTA.IT – Diego Perotti si racconta da Roma, dove vive e dove ha lasciato un pezzo di cuore calcistico. Pochi calciatori sono rimasti impressi nella memoria collettiva per un gesto tecnico specifico come Diego Perotti e i suoi rigori calciati camminando, quasi fermandosi, sfidando la tenuta nervosa di portieri e tifosi. Oggi, a 36 anni, riavvolge il nastro di una carriera intensa, illuminata da giocate sopraffine ma anche tormentata da un fisico troppo fragile.

Partiamo proprio da qui, dalla Roma. La segue ancora?

È praticamente l’unica squadra che guardo giocare, sono innamorato di Roma e della Roma. Vedo tutte le partite. Ha una squadra da Champions e lì merita di stare. Credo che per raddrizzare la stagione non servisse niente di speciale, se non avere rispetto dei ruoli e della piazza. Esattamente quello che ha fatto Ranieri”.

E della ‘sua’ Roma che ricordi ha?

A Roma posso dire di aver vissuto senza dubbio gli anni più belli della mia carriera. Eravamo una squadra pazzesca, soprattutto i primi anni. C’erano giocatori fantastici: penso a Salah e Dzeko, a Nainggolan, De Rossi, Rudiger e tantissimi altri. Oggi una rosa del genere lotterebbe per il primo posto. In più, eravamo allenati da un genio come Spalletti. E non ho nominato Totti… lui faceva un altro sport”.

È stato quello che in carriera più di tutti l’ha impressionata?

Si, Francesco era veramente incredibile. A volte lo guardavi e pensavi ‘ma veramente io gioco con questo qui?’. Io sono cresciuto al Boca con il mito di Riquelme e Francesco lo metto con lui nel mio Olimpo personale. Tirava in porta come nessuno al mondo. E poi i lanci, i tocchi di prima nello spazio, i colpi di tacco. Era magia pura”.

Tra l’altro lei segnò il giorno dell’addio. Un momento magico e allo stesso tempo molto triste per la città intera. Sicuramente storico.

Credo sia stato un qualcosa di unico. Era un giorno particolare, ricordo sensazioni stranissime prima dell’ingresso in campo. Noi ci giocavamo l’accesso diretto alla Champions ed era l’ultima partita di Francesco. Si avvertiva una tensione diversa, soprattutto tra i tifosi. Vincemmo all’ultimo minuto, grazie a un mio gol, tra l’altro proprio contro il Genoa. Invece, su quello che è successo al fischio finale, non credo ci siano parole adatte per descrivere l’amore di 80mila tifosi in lacrime. Non ho mai visto così tanta gente piangere in uno stadio”.

Adesso facciamo un passo indietro. Lei arriva in Italia al Genoa e trova Gasperini come allenatore. In cosa era diverso dagli altri?

Gasp mi ha cambiato la carriera. Io arrivavo da Siviglia, ero demotivato e vivevo con la paura di farmi male di nuovo. In più, non capivo la lingua. Lui, invece, mi ha fatto rinascere. Ha modificato il mio modo di vedere non solo il calcio, ma anche la vita. Ho tantissimi ricordi che mi legano a lui. Due cose su tutte: l’intensità che pretendeva e la sensazione, quando entravamo in campo, di poter fare almeno 2 gol a tutti”.

(…)

Veniamo a lei. In Italia la ricordano ancora in tantissimi per il suo modo di calciare i rigori. Si può dire che sia stato il migliore in Italia nel tirarli?

Dai questa medaglia me la prendo. Nei rigori ero il migliore in italia. E non ne trovo uno più bravo di me nemmeno oggi in Serie A. Li tiravo in un modo speciale. Ho imparato grazie ai portieri del Siviglia che si fermavano con me a provare a fine allenamento. Camminavo, quasi fino a fermarmi e poi calciavo. Poi ci vuole una certa personalità a camminare al derby sullo 0-0 con 70mila persone che fischiano”.

Poi un tasto dolente, ma inevitabile: gli infortuni. Quanto l’hanno segnata?

Gli infortuni sono stati un tormento. In carriera ne ho subiti 39, tra strappi, fastidi muscolari e chi più ne ha più ne metta. Non ho mai avuto infortuni gravi, ma erano continui. Giuro, non so cosa avrei pagato per passare un anno intero senza mai farmi male. Chissà che carriera sarebbe stata…

(…)

È vero che addirittura ha pensato più volte di mollare tutto e dire basta, tanto era il dolore?

“Prima del Genoa volevo smettere: non dormivo, avevo paura di camminare e farmi male. Se a 23, 24 anni stai così, non ce la fai più. Avevo perso la serenità nell’andare al campo e volevo dire basta. Mi sono dato un’ultima chance e ho trovato Gasperini. Ma poi nel corso della carriera ci sono stati altri momenti in cui ho pensato di mollare. Quando ti fai male e non capisci perché, diventa frustrante”.

(…)

Capitolo nazionale. Che ricordi ha?

In nazionale mi ha convocato Maradona e sono entrato al posto di Messi, che potevo chiedere di più? Fu un’emozione speciale. Certo, ai miei tempi era difficile essere convocato tra Di Maria, Lavezzi, Aguero, Tevez, appunto Messi. Adesso è tutto diverso. Se devo fare due nomi di due che faranno strada dico Castro e Nico Paz”.

(…)

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Parma: Allegri fa visita al centro sportivo, incontro con Chivu e lo staff

Massimiliano Allegri questa mattina ha visitato il Mutti Training Center di Collecchio, sede degli allenamenti del Parma. L’ex tecnico della Juventus, il cui nome figura tra i principali candidati per la panchina della Roma nella prossima stagione, ha fatto tappa presso le strutture del club ducale.

Questo il comunicato ufficiale del Parma: “Una visita di cortesia, amichevole e molto gradita questa mattina al Mutti Training Center di Collecchio: ad assistere all’allenamento della Prima Squadra Maschile era presente Massimiliano Allegri. L’allenatore, accompagnato dal CEO Federico Cherubini, ha assistito all’intera seduta della squadra di Cristian Chivu, con il quale a fine allenamento si è intrattenuto per un saluto insieme allo staff tecnico. Durante la mattina a Collecchio, Allegri ha visitato per la prima volta la struttura sportiva e l’headquarter gialloblu.

(parmacalcio1913.com)

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Candela: “Ranieri finora ha fatto un lavoro perfetto. Angelino mi piace moltissimo, corre anche più di me” (VIDEO)

Il nuovo protagonista del podcast ufficiale della Roma su YouTube è l’ex terzino francese Vincent Candela, vincitore di campionato e Supercoppa Italiana nel 2001 e considerato uno dei migliori nel suo ruolo in tutta la storia giallorossa. Queste le sue parole.

Smesso di giocare ti vediamo sempre lì allo stadio, molto attivo sui social. La Roma ti è rimasta dentro.
“Non te lo so dire, è tutto naturale. Sono quasi trent’anni che vivo a Roma, le mie tre figlie sono nate a Trastevere, mia moglie è romana…è tutto naturale. Io sto bene qui, ho sempre avuto un bel rapporto con la gente fin dal primo giorno, mi sento a casa e grazie a loro ho fatto il mio percorso. Ancora oggi mi viene normale tifare Roma”.

E’ come se non te ne fossi mai andato.
“Perché io sono istintivo, mi arrabbio su un cross sbagliato, mi alzo e mi dicono di abbassarmi perché sto sempre in piedi, sono fatto così. Ho fatto tutte le cose con passione, a volte ho sbagliato ma le ho fatte col cuore, mi viene naturale”.

Mai pensato di fare l’allenatore?
“Quello è un lavoro vero, un conto è un calciatore, quello non è un lavoro ma un piacere. L’allenatore ha tante responsabilità, a volte ci ho pensato, ma anche come quarto, quinto o ottavo (ride, ndr), col gruppo e con i giocatori ho grande empatia e mi sono trovato bene con tutti quelli con cui ho giocato e non ho giocato. Mai dire mai”.

Questa Roma così cambiata da Claudio Ranieri, è uno che vede oltre certe cose. Non è un gran normalizzatore, è un grande allenatore.
“Far uscire il 200% da ogni giocatore è la cosa più difficile, mister Ranieri come esperienza ha pochi che lo battono, non solo per l’età ma per tutte le squadre che ha allenato. Sta riportando la normalità, la Roma ha giocatori per per stare nella parte alta della classifica, sta facendo un lavoro perfetto finora”.

Forse era sbagliata la percezione della Roma prima, la rosa della Roma ha qualità.
“E’ una rosa competitiva, ha giocatori, ha campioni, ha esperienza, ha campioni del mondo, non è poco”.

Quanto vi volete bene con Francesco (Totti, ndr)? Cosa vi univa così tanto?
“Tutte le battaglie fatte in campo e in allenamento, per dieci anni abbiamo giocato insieme poi io ho smesso e lui ha continuato e per dieci anni non ci siamo più visti. La stima e il rapporto che ho e ho avuto con lui è perché si fida di me, è un bel rapporto di amicizia che va oltre trent’anni e mi fa piacere”. 

L’inserimento nella Hall of Fame è stato emozionante per te.
“E’ sempre importante, io vivo di emozioni e quando ti chiama la Roma per far parte dell’Hall of Fame…fai parte di una squadra che non è solo undici giocatori, ma ventidue con la società e i tifosi, l’ho sempre pensata così. Quando fai parte della Roma ed entri nella Hall of Fame è gratificante, una bella soddisfazione”.

Parliamo di Angelino, inizialmente ha faticato ma ha un bel piede.
“Appena l’ho visto ho notato che è uno che si prende rischi e mi piace, non è banale e corre anche più di me, non si ferma mai, corre veloce e verticalizza tanto, inizia a fare anche i gol. E’ un giocatore importante, poi sulla fascia quando si gioca a 5 fa avanti e indietro, non è facile oggi che fisicamente sono tutti fortissimi, è un giocatore che mi piace moltissimo”.

Ora lo accostano molto a Dimarco, è cresciuto tanto nella considerazione.
“Dimarco è bravo, Theo è un fenomeno ma il livello di Angelino si sta avvicinando al loro”.

Ti mostro due foto insieme a due esterni discreti (Cafu e Maicon ndr).
“Pendolino, una persona che ride sempre, è stato un campione del mondo ma ha avuto anche dei dolori nella sua vita. E’ sempre positivo, un grande campione e un grande uomo. Con Maicon non ho giocato insieme, solo qualche amichevole, parliamo di due dei terzini destri più forti della storia”.

Mi viene in mente Zeman, è un momento particolare per lui, un tuo pensiero.
“Non ho mai litigato con un allenatore quanto con lui, ero giovane e correre tutti i giorni, fare i gradoni tutti i giorni, non ero abituato a questo. Col tempo però ho capito che se non lavori senza pallone poi non rendi, questo mi è servito dopo con Capello, mi ha fatto capire anche questo. Sono cresciuto dai 5 anni ad oggi solo col pallone, non capivo perché correre senza. Zeman ha la sua metodologia, forse è sbagliata sulla fase difensiva, ma sono stati due anni belli e oggi ha i suoi problemi e gli sto vicino. Spero presto di abbracciarlo”.

La tua voglia di libertà la vediamo anche con le moto.
“Ogni tanto ci venivo a Trigoria e mister Capello non voleva, anche se ogni tanto me lo concedeva. Anche lui ci faceva uscire il 300% di noi, mi aveva capito e per questo chiudeva ogni tanto un occhio”.

E’ vero che tu e Francesco eravate sempre gli ultimi nelle ripetute?
“C’era pure Di Biagio, non eravamo da soli (ride, ndr). A me piace correre col pallone, per me stare in campo senza pallone era perdere tempo ma poi ho capito che serve. L’anno dello scudetto ho fatto comprare 11 moto alla mia squadra, per far capire che gruppo eravamo, l’ho fatta a Mangone, Rinaldi, Delvecchio, Di Francesco, Lupatelli, Nakata, Montella…Il gruppo è importante e questo ne è un esempio”.

Parliamo del padel. Chi è il più forte?
“Pizarro è bravo, abbiamo il nostro ranking, l’anno scorso ho vinto io poi c’è Pizarro, Locatelli, Fiore fino a due anni fa era il più forte, la coppia con Giannichedda era dura. Francesco dipende dalle giornate, Daniele sta crescendo, Toni con Di Biagio e Albertini se la giocano. Ci divertiamo. In Francia il migliore è Deschamps”.

Ti abbiamo visto anche ballare, sei uno che spazia.
“A me piace sperimentare, sono curioso di base, ballare è stata un’esperienza bella ma non fa per me. Delvecchio è bravo, ha fatto tanti corsi”.

Cosa ti auguri per questa Roma in crescita?
“Sono ormai 3-4 anni che lo stadio è sempre pieno, mi auguro di vedere la Roma vincere, non dico lo scudetto anche se basterebbe poco, bisogna essere preparati come squadra, società e i tifosi. Sarebbe giusto per la gente appassionata che c’è, ne parlo spesso con loro, non vivo della gloria del passato e sarei contento se la Roma rivincesse. Mi auguro di vedere una Roma importante che duri per tanto tempo, tra poco arriviamo a cent’anni…”. 

Southampton, Juric: “Il nostro obiettivo? Non essere la peggior squadra nella storia della Premier League” (VIDEO)

Dopo l’esperienza negativa sulla panchina della Roma, Ivan Juric è diventato lo scorso 21 dicembre il nuovo tecnico del Southampton in Inghilterra. La situazione del club inglese è pero tuttora molto critica, con soli 9 punti totalizzati in campionato e una retrocessione che si sta concretizzando ogni giorno di più. Anche il tecnico croato sembra essersi arreso e le dichiarazioni in conferenza stampa prima della sfida di stasera contro il Crystal Palace lo confermano: “Il nostro obiettivo è non essere la peggior squadra della storia della Premier”.

(southamptonfc.com)

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Mannini: “Pisilli? È un mio grande amico, sono molto orgoglioso di quello che sta facendo”

Uno dei prospetti più interessanti della Roma Primavera è sicuramente Mattia Mannini, che da poco ha rinnovato il suo contratto con i giallorossi. Il classe 2006, è stato intervistato da Radio Serie A dove ha parlato del suo legame con Niccoló Pisilli. Ecco le sue parole.

“Niccolò è un amico vero, siamo molto legati. Inoltre abbiamo vissuto parecchie battaglie insieme sul campo. Glielo dico sempre, sono davvero orgoglioso di lui per quello che sta facendo e felice con tutto il cuore. Gli auguro il meglio. Chissà, magari ci ritroveremo”.

Poi andrete a fare aperitivo per festeggiare?

“Sì, l’obiettivo è quello. Ovviamente paga lui!”.

Lazio contro Roma – Consigli per le scommesse 13.04.2025: analisi, previsioni e strategie

Il Derby della Capitale tra Lazio e Roma, in programma il 13 aprile 2025 allo Stadio Olimpico, è uno degli eventi più attesi della stagione di Serie A 2024-2025. Con entrambe le squadre in lotta per un posto in Europa e una rivalità storica che aggiunge tensione, questa partita promette emozioni e opportunità per gli scommettitori che usano siti specializzati come bet365 svizzera. La Lazio e la Roma attualmente hanno gli stessi punti: 52. La Roma è sesta, mentre la Lazio è settima. In questo articolo, analizziamo le prestazioni delle due squadre, forniamo previsioni e consigli per scommettere su questo scontro cruciale.

Panoramica delle Prestazioni: Lazio e Roma a Confronto

Entrambe le squadre hanno un rendimento simile in termini di punti (Lazio 52, Roma 52), ma con caratteristiche diverse. La Lazio ha un attacco più prolifico, con 51 gol segnati contro i 45 della Roma, ma una difesa più vulnerabile, avendo subito 42 gol rispetto ai 30 della Roma. Entrambe hanno una percentuale di vittorie del 50%, con 15 successi in 30 partite, ma la Roma ha dimostrato maggiore solidità difensiva, mentre la Lazio è più incisiva in zona gol.

  • Forma recente:
    • Lazio: Gli ultimi 5 incontri (D-W-D-L-D) mostrano un andamento altalenante, con 2 pareggi, 2 vittorie e 1 sconfitta.
    • Roma: Una striscia impressionante di 5 vittorie consecutive (W-W-W-W-W), interrotta dall’infortunio di Dybala, che potrebbe influire sul morale e sull’efficacia offensiva.
  • Rischio: La Lazio ha un rischio alto (90%), con partite spesso imprevedibili, mentre la Roma ha un rischio medio (60%), suggerendo una maggiore prevedibilità nei suoi risultati.

Prestazioni in Casa e in Trasferta: Un Derby Equilibrato

Il Derby della Capitale si gioca allo Stadio Olimpico, terreno condiviso da entrambe le squadre, il che riduce il vantaggio del fattore campo. Tuttavia, analizziamo le statistiche in casa e in trasferta per capire le tendenze:

  • Lazio in casa: La Lazio ha un PPG (Punti Per Partita, ovvero la media dei punti guadagnati a partita) di 1,80, con 7 vittorie, 6 pareggi e 2 sconfitte in 15 partite. Segna 1,93 gol a partita e subisce 1,4 gol, con il 60% delle partite che vede entrambe le squadre segnare (BTTS, ovvero “Entrambe le Squadre Segnano”).
  • Roma in trasferta: La Roma ha un PPG di 1,40, con 5 vittorie, 6 pareggi e 4 sconfitte. Segna solo 0,93 gol a partita e subisce 1,13 gol, con una tendenza a pareggiare (40% delle trasferte) e a partite con pochi gol (80% sotto i 2,5 gol totali).

Implicazione per le scommesse: La Lazio potrebbe sfruttare la sua maggiore prolificità in casa, ma la Roma, anche senza Dybala, ha una difesa solida che potrebbe limitare i danni. Considera “Under 2,5 gol” (meno di 2,5 gol nella partita), dato il trend della Roma in trasferta e la probabilità di un match tattico.

Attacco e Difesa: Punti di Forza e Impatti dell’Infortunio di Dybala

  • Lazio:
    • Attacco: La Lazio segna in media 1,7 gol a partita, un dato considerato “molto buono”. I gol arrivano soprattutto nella ripresa (0,97 gol nel secondo tempo contro 0,73 nel primo). I marcatori principali sono Valentin Castellanos (9 gol) e Mattia Zaccagni (8 gol), con Nuno Tavares che guida gli assist con 8 passaggi vincenti.
    • Difesa: La media di 1,4 gol subiti a partita è “scarsa”. La Lazio concede gol in entrambe le metà campo (0,53 nel primo tempo, 0,87 nel secondo), con un clean sheet (partita senza subire gol) solo nel 20% dei casi.
  • Roma (senza Dybala):
    • Attacco: La Roma segna in media 1,5 gol a partita, un dato “medio”. Senza Dybala, che ha contribuito con 6 gol e 3 assist, l’attacco perde creatività e incisività. Artem Dovbyk (11 gol) sarà il principale riferimento offensivo, supportato da Stephan El Shaarawy (3 gol, 3 assist). La Roma segna soprattutto nella ripresa (0,97 gol nel secondo tempo), ma il 20% delle partite termina senza gol.
    • Difesa: La media di 1 gol subito a partita è “buona”. La Roma concede gol soprattutto nel secondo tempo (0,53 contro 0,47 nel primo), ma mantiene un clean sheet nel 40% delle partite, un punto di forza.

Implicazione per le scommesse: L’assenza di Dybala riduce la pericolosità della Roma, rendendo più probabili scommesse come “Lazio segna” (83% di probabilità di segnare almeno un gol). Tuttavia, la solidità difensiva della Roma potrebbe portare a un match con pochi gol.

Statistiche Avanzate: Tendenze e Modelli

  • Lazio:
    • Risultati più frequenti: Il punteggio più comune è 2-1 (17%), seguito da 1-1 e 1-2 (13% ciascuno). Il 40% delle partite termina con 3 gol esatti.
    • Primo tempo: Il risultato più frequente a fine primo tempo è 1-0 o 0-1 (23% ciascuno), con un’alta probabilità di gol nel primo tempo (83%).
  • Roma:
    • Risultati più frequenti: Il punteggio più comune è 0-1 (17%), seguito da 1-1 (13%). Il 27% delle partite termina con 1 gol esatto.
    • Primo tempo: Il risultato più frequente a fine primo tempo è 0-0 (37%), con una tendenza a sbloccarsi nella ripresa.

Implicazione per le scommesse: La Lazio tende a partite più ricche di gol (media di 3,33 gol in casa), mentre la Roma in trasferta è più contenuta (media di 2,07 gol). Considera “Over 0,5 gol nel primo tempo” per la Lazio (83% di probabilità), ma “Under 2,5 gol” per l’intera partita (60% di probabilità per la Roma in trasferta).

Giocatori Chiave e Impatto dell’Infortunio

  • Lazio:
    • Valentin Castellanos: Con 9 gol, è il capocannoniere e una scelta solida per “Marcatore in qualsiasi momento”.
    • Mattia Zaccagni: 8 gol e 6 assist lo rendono un pericolo costante, soprattutto in casa.
  • Roma:
    • Artem Dovbyk: Con 11 gol, sarà il principale riferimento offensivo senza Dybala.
    • Stephan El Shaarawy: 3 gol e 3 assist, potrebbe sfruttare gli spazi lasciati dalla Lazio.

L’assenza di Dybala indebolisce la Roma, che perde un giocatore capace di creare superiorità numerica e segnare gol decisivi. La Lazio potrebbe approfittarne, soprattutto con Zaccagni in forma.

Previsioni per il Derby

Considerando le statistiche e l’assenza di Dybala, il Derby potrebbe essere un match equilibrato ma con un leggero vantaggio per la Lazio:

  • Probabile risultato: Lazio 1-0 Roma o 1-1. La Lazio ha un attacco più prolifico e gioca “in casa”, mentre la Roma potrebbe puntare su una difesa solida per limitare i danni.
  • Gol attesi: La media gol combinata delle due squadre (3,2 per la Lazio in casa, 2,07 per la Roma in trasferta) suggerisce una partita con 2-3 gol totali.
  • Primo tempo: La Lazio potrebbe sbloccare il match presto (83% di probabilità di gol nel primo tempo), mentre la Roma tende a un approccio più cauto (37% di 0-0 a fine primo tempo).

Consigli per le Scommesse sul Derby

Basandoci sull’analisi, ecco alcune strategie per scommettere su Lazio-Roma:

  • Scommesse sui gol:
    • Under 2,5 gol: Probabilità alta (60% per la Roma in trasferta, supportata dalla sua difesa).
    • Entrambe le squadre segnano (BTTS): Probabilità del 54% per la Lazio, ma scende al 40% per la Roma senza Dybala. Meglio evitarla.
  • Scommesse sui risultati:
    • Vittoria Lazio o pareggio (doppia chance): La Lazio ha un leggero vantaggio (53% di vittorie in casa), e la Roma potrebbe soffrire senza Dybala.
    • Risultato esatto: 1-0 o 1-1 sono i più probabili.
  • Scommesse sui marcatori:
    • Valentin Castellanos e Mattia Zaccagni per la Lazio.
    • Artem Dovbyk per la Roma, ma con meno probabilità senza il supporto di Dybala.
  • Scommesse sul primo tempo:
    • Over 0,5 gol nel primo tempo: Probabilità dell’83% per la Lazio, che tende a sbloccarsi presto.

Il Derby della Capitale del 13 aprile 2025 si preannuncia equilibrato, ma l’assenza di Dybala potrebbe dare un vantaggio alla Lazio, più prolifica in attacco e in casa. La Roma punterà sulla sua difesa (1 gol subito a partita), ma potrebbe faticare a segnare senza il suo uomo chiave. Per le scommesse, punta su “Under 2,5 gol” e “Vittoria della Roma”, con un occhio a Dovbyk come possibile marcatore. Con un’analisi attenta, puoi sfruttare questo match per ottenere vincite interessanti.

Friedkin: il loro Congaree Golf Club ospiterà la Arnold Palmer Cup 2025 (VIDEO)

Il Congaree Golf Club (Carolina del Sud, USA), parte del portfolio del The Friedkin Group, ospiterà, dal 5 al 7 giugno, l’edizione 2025 della Arnold Palmer Cup.

Questa competizione rappresenta una vetrina per i migliori talenti del golf universitario. La formula, ispirata alla Ryder Cup ma con la particolarità di essere co-ed (mista), vedrà confrontarsi una selezione dei migliori giocatori e giocatrici collegiali statunitensi contro una squadra composta dai pari livello del resto del mondo (Team International).

Nella comunicazione ufficiale si sottolinea che l’evento si allinea perfettamente ai valori di “cura, eccellenza e comunità” del Friedkin Group.