Massara l’antidivo: dal capolavoro Milan al chiaroscuro al Rennes

LAROMA24.IT (Chiara Ciotti) Tra addii e arrivi, un ritorno in casa Roma: Frederic Massara è prossimo ad assumere la carica di direttore sportivo del club giallorosso dopo la rescissione consensuale con Florent Ghisolfi e a costruire la squadra a disposizione di Gian Piero Gasperini. Nato a Torino il 11 novembre 1968, di madre francese, da calciatore era una seconda punta guizzante, con una carriera in giro per l’Italia, principalmente tra Serie B e Serie C. Dopo un inizio da allenatore, Massara ha mosso i suoi primi passi nel mondo dirigenziale dietro l’ala imponente di Walter Sabatini, figura da cui però non ha ereditato l’enfasi e l’impetuosità caratteriale. Al contrario, Massara è noto per essere un professionista taciturno, che non ama stare sotto i riflettori, un vero e proprio “antidivo” nel panorama calcistico.

CASA ROMA – Riavvolgendo il nastro della sua prima tappa in giallorosso, l’arrivo è datato 2011 al fianco di Walter Sabatini dopo l’esperienza condivisa al Palermo. Massara ne raccoglie l’eredità quando Sabatini lascia il club a ottobre e guida la direzione sportiva – con Luciano Spalletti sulla panchina della Roma – fino ad aprile 2017 e all’approdo di Monchi a Trigoria. Durante questo periodo, la sua operazione più rilevante nel mercato di gennaio 2017 fu l’arrivo in prestito di Clement Grenier dal Lione, giocatore che però non lasciò un segno tangibile. Successivamente, dopo una parentesi nel gruppo Suning, Massara fa ritorno a Roma per affiancare Monchi. Con l’addio dello spagnolo nel marzo 2019, contestuale all’esonero di Eusebio Di Francesco, Massara assume nuovamente il ruolo di DS ad interim fino al termine di quella stagione, conclusa con Claudio Ranieri in panchina. In questa seconda breve parentesi, non ha avuto modo di operare sul mercato non essendoci finestre di trasferimento attive.

Principali Acquisti Roma (Stagione 2016/17, solo mercato invernale):
Emerson Palmieri (Santos, 2,00 mln €) – riscatto formalizzato in quella stagione
Clément Grenier (Olympique Lione, Prestito – operazione di gennaio)
Rientri da prestito: Norbert Gyömbér (Pescara)

Principali Cessioni Roma (Stagione 2016/17, solo mercato invernale):
Juan Iturbe (Torino, Prestito)
Norbert Gyömbér (Akhmat Grozny, Prestito)

IL CAPOLAVORO MILAN – È a Milano, destinazione Milan, dove Massara approda nell’estate del 2019 e lascia la sua impronta da direttore sportivo nel connubio con Paolo Maldini vincendo anche uno scudetto nella stagione 2021/2022. I due, in quattro anni tra il 2019 e il 2023, recapitano a Milanello più di 25 acquisti. Nel conteggio, senza considerare giocatori presi in prestito e non riscattati, spiccano gli acquisti di Rafael Leao e Mike Maignan dal Lille, di Fikayo Tomori e Olivier Giroud dal Chelsea, di Theo Hernandez dal Real Madrid, di Ismael Bennacer dall’Empoli e di Sandro Tonali dal Brescia. E ancora, dal rendimento a fasi altalenanti, come Alexis Saelemaekers. Tuttavia, nell’ultimo periodo, non sono mancati investimenti che non hanno convinto appieno o che hanno deluso le aspettative dei tifosi rossoneri: si pensi ad Alessandro Florenzi (inizialmente in prestito), Rade Krunic, Yacine Adli, Junior Messias, Ante Rebic, Fodé Ballo-Touré, Jens Petter Hauge e, in particolare, Charles De Ketelaere, acquisto oneroso che non ha reso a Milano per poi esplodere, paradossalmente, proprio sotto la guida di Gasperini all’Atalanta.

MILAN (2019-23)

Principali Acquisti (Stagione 2019/20):
Rafael Leão (Lille, 49,50 mln €)
Theo Hernández (Real Madrid, 22,80 mln €)
Ismaël Bennacer (Empoli, 17,20 mln €)
Rade Krunić (Empoli, 8,60 mln €)
Léo Duarte (Flamengo, 10,60 mln €)
Ante Rebić (Eintracht Francoforte, Prestito biennale)
Alexis Saelemaekers (Anderlecht, Prestito 3,25 mln € – Gennaio)
Zlatan Ibrahimović (LA Galaxy, Gratuito – Gennaio)
Simon Kjær (Siviglia, Prestito 2,5 mln € – Gennaio)
Principali Cessioni (Stagione 2019/20):
Patrick Cutrone (Wolverhampton, 18,00 mln €)
Krzysztof Piątek (Hertha BSC, 24,00 mln € – Gennaio)
Suso (Siviglia, Prestito – Gennaio)
Ricardo Rodríguez (PSV Eindhoven, Prestito – Gennaio)

Principali Acquisti (Stagione 2020/21):
Sandro Tonali (Brescia, Prestito 10,00 mln €)
Alexis Saelemaekers (Anderlecht, Riscatto 7,65 mln €)
Ante Rebić (Eintracht Francoforte, Riscatto 6,70 mln €)
Jens Petter Hauge (Bodø/Glimt, 4,80 mln €)
Brahim Díaz (Real Madrid, Prestito)
Fikayo Tomori (Chelsea, Prestito 588 mila € – Gennaio)
Soualiho Meïté (Torino, Prestito 500 mila € – Gennaio)
Mario Mandžukić (Al-Duhail, Gratuito – Gennaio)
Principali Cessioni (Stagione 2020/21):
Suso (Siviglia, Riscatto 21,70 mln €)
Lucas Paquetá (Olympique Lione, 23,44 mln €)
Principali Acquisti Milan (Stagione 2021/22):
Fikayo Tomori (Chelsea, Riscatto 31,60 mln €)
Mike Maignan (Lille, 15,40 mln €)
Sandro Tonali (Brescia, Riscatto 9,60 mln €)
Olivier Giroud (Chelsea, 2,85 mln €)
Yacine Adli (Bordeaux, 8,50 mln € – poi lasciato in prestito al Bordeaux)
Fodé Ballo-Touré (Monaco, 5,40 mln €)
Junior Messias (Crotone, Prestito 2,60 mln €)
Alessandro Florenzi (Roma, Prestito 1,00 mln €)
Principali Cessioni Milan (Stagione 2021/22):
Gianluigi Donnarumma (PSG, Gratuito)
Hakan Çalhanoğlu (Inter, Gratuito)
Jens Petter Hauge (Eintracht Francoforte, Prestito con obbligo di riscatto)

Principali Acquisti (Stagione 2022/23):
Charles De Ketelaere (Club Bruges, 35,50 mln €)
Junior Messias (Crotone, Riscatto 5,50 mln €)
Alessandro Florenzi (Roma, Riscatto 2,70 mln €)
Malick Thiaw (Schalke 04, 8,80 mln €)
Divock Origi (Liverpool, Gratuito)
Principali Cessioni (Stagione 2022/23):
Franck Kessié (Barcellona, Gratuito)
Alessio Romagnoli (Lazio, Gratuito)
Jens Petter Hauge (Eintracht Francoforte, Riscatto 8,00 mln €)

 

L’AVVENTURA FRANCESE AL RENNES: PIÙ OMBRE CHE LUCI – Neanche il tempo di una stagione in Francia: è quanto dura l’avventura, complicata, di Massara al Rennes terminata lo scorso maggio. E la squadra conclude l’anno al 12° posto in classifica con 41 punti e tre allenatori cambiati (Julien Stephan, Jorge Sampaoli e Habib Beye). Si notano, in positivo, le cessioni effettuate: Desire Doué al Psg per circa 50 milioni di euro, i 23 milioni spesi dalla Roma per Enzo Le Fée e i 20 sborsati dal Bayer Leverkusen per Martin Terrier. Tuttavia, gli investimenti in entrata non hanno sempre garantito il rendimento atteso. L’esborso più cospicuo, 20 milioni per Seko Fofana dall’Al-Nassr a gennaio, ha prodotto un contributo limitato (19 partite, un gol e un assist). Altri acquisti onerosi come Albert Grønbaek (15 mln dal Bodø/Glimt, poi mandato in prestito al Southampton, Brice Samba (14 mln dal Lens), Anthony Rouault (13 mln dallo Stoccarda), Kyogo Furuhashi (12 mln dal Celtic), Mikayil Faye (10,3 mln dal Barcellona), Glen Kamara (10 mln dal Leeds) e Carlos Andrés Gómez (10 mln dal Salt Lake) non hanno, per diverse ragioni, inciso come sperato o hanno richiesto un periodo di adattamento, contribuendo a un’annata con più ombre che luci dal punto di vista dei risultati sportivi, nonostante le positive operazioni in uscita. Anche gli arrivi di Leo Østigård (7 mln dal Napoli) e altri giocatori con investimenti minori non hanno cambiato le sorti della stagione.

Principali Acquisti Rennes (Stagione 24/25):
Seko Fofana (Al-Nassr, 20 mln €)
Albert Grønbaek (Bodø/Glimt, 15 mln €)
Brice Samba (Lens, 14 mln €)
Anthony Rouault (Stoccarda, 13 mln €)
Kyogo Furuhashi (Celtic, 12 mln €)
Mikayil Faye (Barcellona, 10,3 mln €)
Glen Kamara (Leeds, 10 mln €)
Carlos Andrés Gómez (Salt Lake, 10 mln €)
Jota (Al-Ittihad, 8 mln €)
Leo Østigård (Napoli, 7 mln €)

Principali Cessioni Rennes (Stagione 24/25):
Désiré Doué (PSG, 50 mln €)
Enzo Le Fée (AS Roma, 23 mln €)
Martin Terrier (Bayer Leverkusen, 20 mln €)
Amine Gouiri (Olympique Marsiglia, 19 mln €)
Jeanuël Belocian (Bayer Leverkusen, 15 mln €)
Arthur Theate (Eintracht Francoforte, 13 mln €)
Benjamin Bourigeaud (Al-Duhail SC, 10 mln €)
Jota (Celtic Glasgow, 10 mln €)
Matthis Abline (FC Nantes, 10 mln €)
Guéla Doué (Strasburgo, 6 mln €)

DE CUYPER: chi è?

LAROMA24.IT (Paolo Rosi) – Con la Roma impegnata nella costruzione della squadra per la prossima stagione sotto la guida di Gasperini e le idee di Ghisolfi, il calciomercato inizia a far circolare i primi nomi per rinforzare la rosa. Tra i profili accostati ai giallorossi, soprattutto per la corsia esterna, figura quello di Maxim De Cuyper, terzino sinistro belga in forza al Club Brugge.

Nato a Knokke-Heist, Belgio, il 22 dicembre 2000, De Cuyper è un prodotto del settore giovanile del Club Brugge, squadra con cui è sotto contratto fino al 30 giugno 2028. Dopo un periodo in prestito al Westerlo tra il 2021 e il 2023, dove ha accumulato esperienza e minuti, è tornato stabilmente alla base, diventando un elemento importante della formazione nerazzurra.

Nella stagione 2024/25, De Cuyper si è distinto per la sua costanza e il suo apporto offensivo: secondo i dati di Transfermarkt, ha collezionato 27 presenze nella Jupiler Pro League, mettendo a segno 2 gol e fornendo 5 assist, giocando l’80% delle partite da titolare e l’82% dei minuti totali. Considerando tutte le competizioni, incluse la Champions League, la Coppa del Belgio e i playoff, le sue presenze stagionali arrivano a 54, con un bilancio complessivo di 4 reti e 7 assist. Il suo valore di mercato attuale secondo il portale tedesco, aggiornato al 12 giugno 2025, si attesta sui 16 milioni di euro. De Cuyper è anche nel giro della nazionale maggiore del Belgio, con cui ha già totalizzato 10 presenze e 3 gol.

Alto 1,82 m, De Cuyper è un terzino sinistro dinamico, capace di interpretare il ruolo con spiccata propensione offensiva, garantendo cross e inserimenti. Le statistiche di Fotmob evidenziano ulteriormente la sua influenza nella fase offensiva, posizionandolo nel 96° percentile per tocchi palla, nel 99° per occasioni create, nell’87° per tentativi di tiro e nel 93° per gol rispetto agli altri terzini. Meno dominante nei duelli aerei (12° percentile) e nelle azioni difensive (18° percentile), la sua capacità di partecipare attivamente alla manovra offensiva, unita a una buona disciplina tattica, lo rendono un profilo interessante per le squadre che cercano esterni moderni e completi. Con il Club Brugge ha già iniziato ad arricchire il suo palmarès, vincendo tre campionati (2019/20, 2020,/21 e 2023/24), una Coppa del Belgio nel 2025 e una Supercoppa del Belgio nella stagione 21/22.

Maxim De Cuyper è un obiettivo concreto della Roma per rinforzare la fascia sinistra, soprattutto in vista della possibile cessione di Angeliño. Il direttore sportivo Ghisolfi avrebbe già avviato i primi contatti con l’entourage del giocatore, che gradirebbe un trasferimento nella Capitale. Per strapparlo al Club Brugge servirà un investimento stimato tra i 15 e i 18 milioni di euro più bonus, ma c’è la concorrenza di altri club europei, attratti dalle recenti prestazioni del belga anche in nazionale e la Roma non vorrebbe partecipare ad aste al rialzo.

MATT O’RILEY: chi è?

LAROMA24.IT (Chiara Ciotti) – A Ranieri, Gasperini e Ghisolfi è affidata la costruzione della Roma che sarà per la prossima stagione. Col pallone fermo e il calciomercato alle porte, inizia la girandola di nomi accostati ai giallorossi per rinforzare la rosa a disposizione dell’ex Atalanta. Tra questi oggi è circolato il profilo di Matt O’Riley, centrocampista classe 2000 in forza al Brighton che proprio un anno fa l’Atalanta di Gasperini cercò di strappare al Celtic per ovviare alla partenza di Koopmeiners, per poi essere superata dalla concorrenza del club inglese.

Nato il 21 novembre 2000 a Londra ma di nazionalità danese, O’Riley inizia la carriera nelle giovanili del Fulham che lascia da svincolato nell’estate del 2020 per accasarsi al Milton Keynes Dons, da qui il salto a gennaio del 2022 al Celtic. Dopo i primi mesi in Scozia, si mette in luce nella stagione successiva disputando 52 partite (di cui 6 anche in Champions) con 4 gol e 14 assist. Il rendimento cresce vistosamente l’anno dopo, l’ultima stagione al Celtic, quando in 49 gare disputate tra tutte le competizione si rende protagonista con 19 reti e ben 18 assist. O’Riley non passa inosservato per Atalanta e Brighton, che lo strappa agli scozzesi per una cifra vicina ai 30 milioni di euro. In Premier League, nella stagione appena trascorsa, l’avventura inizia in salita a causa di un infortunio all’articolazione della caviglia che lo tiene lontano dal campo fino a novembre. Conclude con 26 presenze totali contornate da due gol e 4 assist e un valore di mercato – ad oggi secondo dati Transfermarkt – pari a 22 milioni di euro -. Dopo qualche apparizione con le giovanili dell’Inghilterra sceglie per via delle sue origini di giocare per la Danimarca e l’esordio con la Nazionale maggiore è datato 20 novembre 2023.

Mancino versatile e dinamico, nonostante i quasi 190 centimetri, O’Riley può ricoprire il ruolo di centrocampista centrale, mezz’ala e all’occorrenza trequartista. Si distingue per la struttura fisica, la grande qualità nel recupero palla e l’inserimento in area per supportare i compagni o concludere a rete – caratteristica cara ai giocatori di Gasperini -, come dimostrato nella prolifica stagione con la maglia del Celtic conclusa con 19 reti.

RADOSLAW ZELEZNY: chi è?

LAROMA24.IT (Emanuele Polzella) – Il mercato della Roma inizia ad accendersi e il primo colpo in entrata è Radoslaw Zelezny, portiere classe 2006 preso a parametro zero in seguito al mancato rinnovo con la Juventus. Si tratta di un acquisto in prospettiva per il club giallorosso e il giovane estremo difensore, che ha firmato un contratto quadriennale con opzione di rinnovo per un ulteriore anno, sostituirà il partente Renato Marin, il quale il 1° luglio si unirà al PSG a titolo gratuito

La carriera

Nato il 6 settembre 2006 a Wrocław (Breslavia, Polonia), Radoslaw Dominik Zelezny inizia a muovere i primi passi nel mondo del calcio nella Wrocław Academy e sin da subito mette in mostra le sue qualità. All’età di 12 anni effettua un periodo di prova alla corte dello Sporting, mentre nell’aprile del 2022 esegue un test per il PSG. Nella stessa estate arriva la chiamata della Juventus, che brucia la concorrenza di Genk e Paris Saint-Germain e lo acquista a titolo definitivo per 100.000 euro dopo averlo visionato a marzo in un provino. Inizialmente viene aggregato alla selezione Under 17 e colleziona 18 presenze, mentre nell’annata successiva esordisce in Primavera. Nella stagione 2024/25 diventa il titolare della formazione di Francesco Magnanelli e disputa 25 partite tra campionato, Coppa Italia e UEFA Youth League, incassando 42 reti e mantenendo la porta inviolata in 4 occasioni. La Juventus non riesce però a trovare l’accordo con l’entourage di Zelezny per il rinnovo di contratto (in scadenza il 30 giugno) e la Roma ne approfitta immediatamente, anticipando l’interesse del Siviglia e acquistandolo a parametro zero.

Le caratteristiche tecniche

Radoslaw Zelezny è dotato di una fisicità imponente e, nonostante abbia soltanto 18 anni, è alto ben 193 centimetri. Si tratta di un portiere reattivo tra i pali, dotato di grande tecnica nella gestione del pallone con i piedi (è mancino). Inoltre è molto forte nelle situazioni di uno contro uno e nelle uscite, ma su questo aspetto può migliorare ulteriormente. È considerato uno dei migliori portieri della Primavera ed è stato spesso soprannominato il “nuovo Wojciech Szczesny” (che ha conosciuto alla Juventus) sia per la nazionalità in comune sia per la struttura fisica: “Il parallelismo con Szczesny è nato perché sono entrambi polacchi – le parole dell’agente Jakub Schlage in un’intervista a Juventusnews24.com –. Sia Radoslaw sia Wojciech sono forti sotto l’aspetto mentale e inoltre si sono trasferiti in un altro paese alla stessa età”.

La Roma si è quindi assicurata un talento molto importante (“Zelezny è uno dei giocatori più importanti della nostra agenzia e ha un grande potenziale per affermarsi in Europa”) a parametro zero e il piano del club giallorosso è chiaro: nella stagione 2025/26 l’estremo difensore classe 2006 si alternerà tra Primavera e prima squadra, dove alla corte di Gian Piero Gasperini ricoprirà il ruolo di terzo portiere.

Gasp-Roma, un rapporto ambivalente tra strizzatine d’occhio e colpi bassi

LAROMA24.IT (Chiara Ciotti) – Da novembre a maggio sembra giunta al termine la ricerca del prossimo allenatore della Roma dopo l’uscita di scena di Claudio Ranieri: il profilo individuato è quello di Gian Piero Gasperini, secondo cronache e indiscrezioni. Nel corso degli anni l’allenatore si è reso protagonista di dichiarazioni, accostamenti, ammiccamenti e, infine, frecciatine nei confronti della Roma e di alcuni tesserati: dal “no” nel 2019 ad un eventuale arrivo nella Capitale fino al recente “la Roma è come la Nazionale, piace a tutti”, passando per l’espressione “codice giallo” utilizzata in riferimento alla sospensione e al rinvio della gara tra Udinese e Roma dopo il malore accusato da Evan Ndicka il 14 aprile 2024.

Le principali dichiarazioni di Gasperini sulla Roma:

31 maggio 2019 

“Il no alla Roma? Sono già in una big. Come potevo lasciare una città come Bergamo? Roma è Roma, e credo si potesse fare un buon lavoro. Di sicuro avrei guadagnato di più. Ho preso tempo – le parole in un’intervista alla ‘Gazzetta dello Sport’ -. A tutti i club che mi hanno contattato, anche dall’estero, ho spiegato che non avrei risposto prima dell’incontro con il presidente Percassi. La questione non era economica, ma tecnica. Ho avuto le garanzie che volevo, non avevo bisogno di una big. Per società, squadra e tifo, io sono già in una big. Difficile trovare una proprietà appassionata e generosa come quella dei Percassi. Non potevo lasciare l’Atalanta e la sua gente prima della Champions”.

24 giugno 2019 

 “Ho deciso di restare a Bergamo perché, per quello che rappresenta la città e la società, era veramente difficile e impossibile, sarebbe stata una forma di piccolo tradimento, anche se giustificabile nella professione – ai microfoni di ‘Radio Anch’io Lo Sport’ in onda su Rai Radio 1 -. Non me la sono sentita di percorrere questa strada, nonostante ritenga molto capace il suo amministratore. La Roma poteva essere una grande tentazione. Per tutto quello che sta facendo Bergamo per me non potevo cambiare. Vicinissimo alla Roma? Direi di no, ho sempre mantenuto le distanze in attesa del risultato del campionato. C’è stima reciproca, ma non si è mai arrivati a un vero e proprio tentativo di andare alla Roma. Ma credo che la Roma riuscirà a fare squadre molto forti”.

25 settembre 2019 

“Come ho fatto a rifiutare la Roma in estate? Quando fai campionati come quello dell’anno scorso possono capitare queste tentazioni e devo dire che l’amore che ho per l’Atalanta e che tutta Bergamo ha per me mi ha fatto arrivare a questa risposta – nel post partita di Roma-Atalanta intervistato da Sky Sport -. Non è che è stato un ‘no’ alla Roma. Sono una serie di situazioni che si sono create. Andare via da quella gente sarebbe stato un gesto impossibile e di un’ingratitudine esagerata per tutto quello che Bergamo ha fatto. Per quanto la Roma poteva affascinarmi non c’era dubbio sulla mia scelta”.

18 ottobre 2019 

 “Con la Roma poteva nascere qualcosa se non ci fosse stato un amore grande già in corso da tempo come quello tra me e l’Atalanta – ha raccontato al ‘Corriere dello Sport’ -. Le persone che lavorano alla Roma mi sono piaciute moltissimo: di loro ho grande stima e sono certo che faranno un grande lavoro alla guida del club giallorosso. Ho parlato con loro, ma ero legato felicemente alla mia società e a Bergamo. Per questo non è stato possibile sviluppare nessun discorso”.

17 dicembre 2021 

“Sicuramente Mourinho è un grande allenatore, sia per l’entusiasmo che ha portato all’inizio che per la sua storia, in una piazza come Roma poi il campo è un altro argomento – in conferenza stampa prima di Atalanta-Roma con José Mourinho sulla panchina giallorossa -. Sono convinto che potrà alzare il livello, è umano anche lui. Ha un reparto d’attacco che vale quello delle migliori squadre, Zaniolo e Abraham sono due giocatori molto forti, hanno una bella rosa. La squadra è attrezzata e ha giocatori forti. Avevamo bisogno di lavorare in una settimana piena, mi sembra una settimana lunghissima, non siamo più abituati a questo. Ogni tanto è sicuramente utile avere una settimana di allenamento”.

“Mancini e Cristante? A Roma sono contenti del loro rendimento, giocano con continuità. Bryan è molto duttile, ha giocato in più ruoli e caratterialmente è un leader, come era qui. Lo stesso Mancini ha avuto qualche acciacco, ma è un giocatore di valore. Dobbiamo fare attenzione. Ibanez? Ha giocato poco da noi, ha avuto un inizio difficile, in quel momento doveva andare a giocare per fare esperienza più. All’inizio la società ha pensato di darlo in prestito, poi la Roma ha fatto un’offerta importante e la società ha deciso di venderlo. A volte si tirano fuori delle polemiche che non ci sono, è sempre stato un ragazzo positivo, poi è andata così: noi in quel momento eravamo ben attrezzati in difesa”, ha detto parlando degli ex nerazzurri in quel momento alla Roma.

15 maggio 2022 

“Chance di qualificazione in Europa? Dobbiamo vincere l’ultima partita e sperare che la Roma non vinca. Auguro alla Roma di vincere la Conference”, l’augurio dopo Milan-Atalanta in vista della finale di Conference League della Roma contro il Feyenoord.

6 maggio 2024 

“A Roma ci sarà un grande esodo per sostenerci. La partita più difficile da preparare è stata sicuramente questa, per le altre porremo un’attenzione superiore. Domenica prossima non è decisiva, solo quando ci sarà la matematica potremo fare altri tipi di ragionamenti – in conferenza stampa dopo la partita con la Salernitana -. Voglio sottolineare una cosa. Non è colpa nostra se non si conosce la data del recupero con la Fiorentina. Questa situazione ci ha penalizzato, avremmo giocato prima ma non era possibile. Stiamo scendendo in campo da tanto tempo per tre volte a settimana. Purtroppo, in quella circostanza, è successo un qualcosa di drammatico e bisogna rendersi conto che non era un codice giallo. Non abbiamo tratto nessun vantaggio, questo deve essere chiaro. Anzi, vedere la classifica che ci vede distanziati dalle altre può avere un peso. Ci hanno messo anche il recupero con l’Inter tra Milan e Bologna, sfida che per noi è stata negativa. È un problema che riguarda la densità delle partite, non è una scelta mia o della società”.

12 maggio 2024 

“Per De Rossi ho una stima enorme e l’ultimo anno che ha giocato qui a Roma a Bergamo mi chiese se potesse venire a Zingonia ad assistere ai miei allenamenti. Lo ammiro molto, come calciatore e per quello che ha fatto da allenatore, soprattutto perché ha messo il calcio a Roma davanti a tutto, davanti al resto. E di questo lo ringrazio, perché Roma è una piazza stupenda per pubblico e passione, ma il calcio era diventato secondario: i risultati dovevano arrivare attraverso altro. La sua Roma ha fatto partite molto belle e sono tornato a guardarla con piacere – le sue dichiarazioni nella conferenza stampa post Atalanta-Roma con tanto di frecciata a Mourinho -. Storicamente è sempre stata una squadra fantastica, che giocava benissimo, ai tempi di Totti, Dzeko, Salah…Spero tanto che Daniele con questo ascendente riesca a riportare quel tipo di pensiero. Penso possa farlo solo lui, che è così giallorosso dentro. E questo glielo dico in diretta”.

18 settembre 2024 

“Mi dispiace per De Rossi, l’esonero mi ha sorpreso devo dire, perché è una stagione che è partita in difficoltà per tante squadre dovuta ad un mercato con date assurde”, il suo pensiero dopo l’esonero di De Rossi ai microfoni di Sky Sport.

10 marzo 2025 

“In caso di Scudetto potrei anche smettere, cosa posso fare di più? Intanto stiamo facendo un viaggio bellissimo, ogni anno sembra che di più non si possa fare ma viene fuori una stagione meravigliosa a prescindere. Alla mia età si vive del presente. Poi sulla possibilità di approdare in giallorosso: Roma citta bellissima? Anche Bergamo lo è – così a ‘La Domenica Sportiva’ -. Con l’Atalanta non ci sono problemi, con la società ho un rapporto di stima reciproco e di affetto ma il calcio è una cosa diversa dai rapporti personali”.

24 marzo 2025 

“Roma? C’è Ranieri che è un grande allenatore! Piazza straordinaria, pubblico incredibile – in occasione del Premio Bearzot -. È motivo d’orgoglio l’interesse della Roma, ma navighiamo a vista. È difficile prevedere cosa accadrà in futuro. La Roma è come la Nazionale, piace a tutti”.

19 maggio 2025

“Roma? Non si può perché c’è un allenatore troppo forte e magari cambia idea… Quello che hanno fatto per Ranieri è stato bellissimo”, ha commentato a margine del Premio Nazionale TELENORD – Gianni Di Marzio.

Roma di legno: 18 tra pali e traverse colpiti, primato in Serie A. Solo Inter e Atalanta come i giallorossi

LAROMA24.IT – Il rimpianto di una corsa a perdifiato nel girone di ritorno si è consumato ieri al triplice fischio della 38a giornata che ha visto la Roma vincere per 2-0 sul campo del Torino. E colpire altri due legni che l’hanno portata in vetta alla graduatoria sui legni colpiti dalle squadre di Serie A. Dopo poco più di un minuto è stato Shomurodov, da sinistra, a colpire la base del palo più vicino con un tiro-cross, poi nella ripresa Soulé, dalla sua zona preferita, ha tracciato un sinistro girevole che ha toccato la parte alta della traversa prima di spegnersi fuori.

Conteggio complessivo che è salito così a 18 legni colpiti in Serie A, eguagliando il punteggio di Atalanta e Inter, che prima dell’ultima giornata erano quelle “più sfortunate”. La classifica prosegue con Cagliari (16), Napoli (15), Bologna, Juventus, Lazio e Parma (tutte a 14). Meno imprecazioni, nella Serie A 2024/25, sono arrivate dal Verona, ultima nella graduatoria con soli 6 legni colpiti.

LA CLASSIFICA DEI LEGNI COLPITI IN SERIE A

ROMA, Atalanta e Inter 18

Cagliari 16

Napoli 15

Bologna, Juventus, Lazio e Parma 14

Udinese 13

Fiorentina 12

Genoa, Lecce e Milan 11

Empoli 10

Como, Monza e Venezia 9

Torino 7

Verona 6

Ndicka da record: gioca tutti i 3420 delle 38 gare in A. Non succedeva da Aldair nel 99/00

LAROMA24.IT (Matteo Morale) –  La Serie A 2024/2025 si è appena conclusa e la Roma, nonostante la vittoria arrivata per 0-2 contro il Torino, non è riuscita a raggiungere un posto in Champions League. Alla fine, infatti, è stata la Juventus di Igor Tudor a strappare l’ultimo pass per la coppa dalle grandi orecchie. Decisivo il successo per 2-3 ottenuto in casa del Venezia. Ma, il risultato dei giallorossi ha comunque del sorprendente vista la situazione di classifica al momento dell’esonero di Ivan Juric. L’arrivo di Claudio Ranieri ha ridato un’anima ad una squadra che sembrava spenta e senza identità. La rimonta della Roma si è comunque chiusa con l’accesso alla prossima Europa League e una striscia lunghissima di risultati utili, ben 19, che ha portato i giallorossi a conquistare 46 punti nel girone di ritorno. Inoltre, erano cinque stagioni che il club di proprietà della famiglia Friedkin non superava i 63 punti (nell’annata 2019/2020 furono 70 con Paulo Fonseca alla guida).

In mezzo ad una stagione tortuosa e piena di imprevisti, però, la Roma ha trovato una certezza a cui potersi aggrappare anche per l’anno prossimo: Evan Ndicka. Il centrale classe 1999 è approdato nella Capitale durante l’estate del 2023 e si è rivelato essere uno dei migliori colpi di Tiago Pinto. Arrivato a parametro zero dopo la sua avventura all’Eintracht Francoforte, l’ivoriano si è lentamente conquistato la fiducia dei vari allenatori e quella dei tifosi. Quest’anno per lui è stata la stagione della consacrazione, che lo ha anche portato ad infrangere un record che apparteneva ad un campione come “Pluto” Aldair. Grazie ai 90 minuti disputati contro il Torino, infatti, Ndicka è diventato il primo giocatore di movimento della storia giallorossa a giocare tutti e 3420 minuti della Serie A da quando il campionato è passato a 20 squadre.

Il record di Ndicka

Era la stagione 1999/2000 e sulla panchina della Roma si apprestava a subentrare Fabio Capello. Il tecnico friulano era stimato in tutto il mondo e, il presidente Franco Sensi lo ingaggiò con l’obiettivo di guidare i giallorossi alla vittoria di uno scudetto che mancava ormai dalla stagione 1982/1983. Quell’anno la Roma arrivò sesta e, all’interno di quella rosa era presente Aldair, che scese in campo per tutte e 34 le partite di Serie A. In più, il brasiliano giocò anche tutti e 3060 i minuti della competizione, raggiungendo un traguardo che è stato superato solo oggi dopo 25 anni. A partire dalla stagione 2004/2005, infatti, il campionato italiano è passato dall’avere 18 squadre ad averne 20, aumentando di fatto i minuti a disposizione e i match da giocare. Oltre a ciò, con il passare degli anni, i nuovi format delle coppe europee hanno portato sempre più squadre a giocare più partite, favorendo il turnover: ovvero la pratica di sostituire gli elementi più forti della rosa per farli riposare in vista di eventi importanti.

Nell’annata appena finita, però, anche a causa dell’assenza di un centrale mancino di riserva, Evan Ndicka è stato costretto agli straordinari. Il difensore ivoriano ha infatti disputato 4590 minuti sui 4680 disponibili in stagione saltando solamente la partita di Europa League contro l’Union Saint-Gilloise per febbre. È ormai un giocatore imprescindibile nello scacchiere giallorosso ed è appena diventato il primo giocatore della storia della Roma a disputare tutti i minuti delle 38 partite della Serie A da quando il campionato è stato allargato a 20 squadre. Prima di lui ci sono riusciti anche 3 portieri, ma, è la prima volta che a riuscirci è un calciatore di movimento.

Gli altri casi nella storia giallorossa

Come già detto, prima di Ndicka l’impresa è riuscita solo a 3 portieri: Mile Svilar in questa stagione, Rui Patricio nell’annata 2021/2022 e Wojciech Szczesny nella stagione 2016/2017. Ci sono, però, altri calciatori che questo particolare record lo hanno solo sfiorato. Angelino, per esempio, nell’anno appena terminato è sceso in campo in tutte le partite di campionato, però, si è fermato a 3179′ venendo sostituito per 4 volte e subentrando in altre 2 occasioni. Altri casi nelle annate passate sono: Tammy Abraham nella stagione 2022/2023 che giocò 2194′ in 38 partite, Alessandro Florenzi nel 2013/2014 che racimolò 1904′ in 38 presenze e Rodrigo Taddei nel 2005/2006 che in 38 match scese in campo per 3303 minuti.

Allargando il campione alle stagioni in cui di partite se ne disputavano 34 invece di 38, abbiamo anche Damiano Tommasi che nell’anno dello scudetto (2000/2001), giocò 2757′ sui 3060 disponibili. Fino al 1987/1988, poi, la Serie A era addirittura a 16 squadre e ovviamente esistono molti più calciatori, che dovendo giocare un numero minore di partite (all’epoca erano 30), hanno potuto disputare tutti e 2700 i minuti. Possiamo infatti citare il portiere Franco Tancredi che ci riuscì addirittura 5 volte (1986/1987, 1985/1986, 1984/1985, 1981/1982 e 1980/1981), Ubaldo Righetti nell’84/85, Pietro Vierchwood nell’82/83, Sebino Nela nella stagione 1981/1982, lo storico capitano Agostino Di Bartolomei nell’80/81 e molti altri andando a ritroso con le stagioni. Ciò che quindi rende speciale il traguardo di Ndicka, è l’averlo centrato pur essendo in un’epoca in cui si è arrivati ad avere un riposo di 3 giorni (o a volte addirittura meno) tra un match e l’altro e una condizione fisica sempre più messa a rischio dalle tante partite stagionali.

Roma imbattuta da 3 anni con Di Bello. 2 precedenti diretti col Torino: una vittoria e un ko

Sarà Marco Di Bello ad arbitrare la Roma, per la 31esima volta in carriera, nell’ultima giornata della stagione 2024/25. Il fischietto di Brindisi aumenterà così il suo bilancio con i giallorossi, la squadra più arbitrata in carriera: 17 vittorie, 6 pareggi e 7 sconfitte il ruolino complessivo tra campionato e Coppa Italia. 4 vittorie nelle ultime 4 gare arbitrate tra il 2022/23 e questa stagione, in cui Di Bello ha diretto Empoli-Roma (0-1) e Roma-Parma (5-0). Da più di tre anni, con 6 gare nel periodo, la Roma è imbattuta con il 43enne alla direzione di gara: l’ultima sconfitta è nei quarti di Coppa Italia contro l’Inter (2-0 per i nerazzurri nel febbraio del 2022), con la stessa avversaria, tre mesi prima, l’ultimo ko in campionato (0-3 all’Olimpico).

13 i precedenti del Torino con Di Bello, divisi tra 5 vittorie, 5 pareggi e 3 sconfitte. Nel bilancio anche due sfide con la Roma: lo 0-2 con cui i granata si imposero all’Olimpico nel gennaio del 2020 e la vittoria dei giallorossi per 1-0 in trasferta alla giornata inaugurale del 2018/19, con rete decisiva di Dzeko.

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NUNO ESPIRITO SANTO: chi è?

LAROMA24.IT (Matteo Morale) – La stagione sta volgendo al termine e, pur non sapendo ancora quale competizione europea la Roma giocherà il prossimo anno, in città continua ad esserci fermento per l’annuncio del nuovo allenatore. Claudio Ranieri, subentrato a Ivan Juric, ha già ripetuto che si farà da parte per occupare un posto all’interno della dirigenza giallorossa e, da qualche mese ormai, le voci su chi possa sostituirlo non si placano. Tra i tanti allenatori valutati, il profilo più accreditato sembrerebbe essere quello di Nuno Espirito Santo, tecnico portoghese che dal 2023 è alla guida del Nottingham Forest di Lina Souloukou.

La carriera

Nato a São Tomé, capitale dello stato africano São Tomé e Principe, il 25 gennaio del 1974, Nuno Herlander Simões Espirito Santo inizia la sua carriera nel mondo del calcio da giocatore, più precisamente in porta. Nei suoi 19 anni di attività, l’allenatore di passaporto portoghese ha vestito le maglie di Vitoria Guimaraes, Deportivo La Coruña, Dinamo Mosca, Osasuna e Porto, club con cui alzerà la Champions League nella stagione 2003-2004 sotto la guida di José Mourinho. Una volta ritiratosi nel 2010 con la maglia dei Dragoes, decide quasi subito di intraprendere il ruolo di preparatore dei portieri. Ben presto, però, cambia idea e nel 2012 assume la guida del Rio Ave, club di prima divisione portoghese. Sin da subito riesce ad ottenere ottimi risultati e, in due anni, porta la formazione di Vila Do Conde a giocarsi due finali di Coppa, perdendole entrambe contro il Benfica.

Nel 2014 passa al Valencia, ottenendo al primo anno una qualificazione ai playoff di Champions League. Ma, ad essere fondamentale per lo sviluppo della sua carriera da tecnico è l’esperienza in Inghilterra con il Wolverhampton, squadra che allenerà per 4 stagioni. Al primo anno, con 99 punti, vince la Championship a +9 sul Cardiff e trascina i gialloneri in Premier League. L’impresa, però, la compie al debutto nella massima serie inglese. I suoi Wolves, infatti, centrano un settimo posto che vale una storica qualificazione ai gironi di Europa League. La stagione successiva, quella del 2019-2020, la formazione giallonera conferma il settimo posto e arriva fino ai quarti di finale della competizione europea, dove viene eliminata dal Siviglia che poi vincerà la coppa in finale contro l’Inter.

Dopo 3 ottime annate alla guida del Wolverhapton, nella stagione 2020-2021 Espirito Santo viene esonerato a seguito di un tredicesimo posto e un mancato accesso alle competizioni UEFA. Grazie al tecnico portoghese, però, i Wolves si sono regolarmente stabilizzati in Premier League e sono anche andati vicinissimi alla conquista di un FA Cup (semifinalista nel 2018-2019). Il 30 giugno del 2021, arriva la grande chiamata: il Tottenham. Dopo un avvio convincente, però, i suoi Spurs crollano e con 15 punti in 10 gare, a novembre l’ex Porto viene esonerato .

Il passo falso alla guida del Tottenham costringe Espirito Santo a tentare l’avventura in Arabia Saudita, più precisamente con la squadra di Karim Benzema: l’Al-Ittihad. La prima stagione, quella 2022-2023, è da sogno, con il club di Gedda che vince campionato (il primo in assoluto della sua carriera da allenatore) e Supercoppa Araba, dove batterà anche l’Al-Nassr di Cristiano Ronaldo in semifinale. L’entusiasmo dei tifosi sauditi dura poco, poiché nella stagione successiva Espirito Santo viene nuovamente esonerato dopo l’eliminazione dalla Champions League asiatica avvenuta nel novembre del 2023.

Il 20 dicembre dello stesso anno, arriva la chiamata del Nottingham Forest, squadra di Premier League che al momento dell’arrivo del portoghese si trovava al quart’ultimo posto in campionato. A fine stagione, i Tricky Trees non migliorano la loro posizione, ma, riescono ugualmente a conquistarsi la permanenza nella massima serie che vale la riconferma del tecnico. La scelta si rivela essere azzeccata, poiché, quest’anno il Forest ha vissuto un sogno incredibile che, purtroppo, potrebbe non divenire realtà. Gli inglesi, infatti, fino alla 33esima giornata erano al terzo posto in classifica, un risultato che ha del miracoloso considerato da dove erano partiti, ma, sono riusciti a complicarsi la vita nelle ultime 4 partite. Attualmente il Nottingham Forest si trova al settimo posto in classifica ed è già sicuro di essere qualificato, almeno, per la prossima Conference League. All’ultimo turno, però, la formazione di Espirito Santo ospiterà il Chelsea e tenterà lo smacco che, con una serie di incastri, potrebbe anche voler dire Champions League. Sebbene si tenda a sottolineare il crollo improvviso, il buon lavoro fatto dal tecnico portoghese ha guidato una nobile decaduta del calcio inglese al ritorno in Europa.

Il modulo utilizzato e le caratteristiche del gioco di Espirito Santo

L’idea di calcio di Nuno Espirito Santo si avvicina molto a ciò che prima José Mourinho e adesso Claudio Ranieri hanno cercato di portare alla Roma. Sebbene ogni tattica abbia la sua sfaccettatura, tutto gira intorno al pragmatismo e all’avere una fase difensiva solida e ben organizzata. Il portoghese predilige il 4-2-3-1, modulo che da tempo si è cercato di adattare ai giallorossi, ma, senza successo. La fase offensiva dell’allenatore ex Porto si basa soprattutto sulla dinamicità e sulla verticalità, senza dare peso al possesso palla. Espirito Santo riesce, però, a dare una propria identità alle sue squadre nonostante il suo Nottingham Forest quest’anno non superi la media del 40% di possesso palla. Le sue squadre lasciano giocare l’avversario, ma, poi sono ferocemente concrete sotto porta.

Tutto il gioco passa dalla rapidità degli esterni e dalla qualità del trequartista che manovra l’azione. Espirito Santo ha preso Gibbs-White e l’ha trasformato in uno dei calciatori più determinanti della Premier League, ma non solo. La rosa del Nottingham è piena di elementi “scartati” da altri campionati, come Ola Aina, prelevato a parametro zero dopo l’esperienza al Torino e diventato fondamentale, con le sue sovrapposizioni, nello scacchiere dei Tricky Trees. Questo modo di giocare, però, non rende le sue squadre rinunciatarie come si possa pensare, ma, estremamente aggressive e in pressing sull’avversario per poi sfruttare le ripartenze e i cross verso una punta di peso. Fondamentale potrebbe diventare anche un attaccante come Artem Dovbyk. La punta di diamante del suo Nottingham Forest è Chris Wood che in stagione è arrivato a 20 reti pur non avendo mai registrato statistiche così alte.

Ancora Piccinini contro il Milan: arbitrò il 3-1 dei rossoneri in Coppa Italia

Sei vittorie e tre sconfitte, il bilancio di Marco Piccinini non conosce mezze misure con la Roma. In questa stagione, il direttore di gara di Forlì ha diretto due volte la Roma, una in campionato (1-0 al Cagliari all’Olimpico) e un’altra in Coppa Italia, proprio contro il Milan, nel 3-1 con cui la squadra di Coinceiçao guadagnò la semifinale della competizione. Le altre sconfitte risalgono al 2022/23, in casa della Cremonese, e nel 2020/21, al ‘Tardini’ contro il Parma.

Più ristretto l’elenco dei precedenti del Milan: 5 sfide, con 3 vittorie, un pareggio e una sconfitta, arrivata nell’ultima gara arbitrata, lo 0-1 dell’Atalanta a San Siro.

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