Shomurodov, la riserva dal gol facile. Quattro su 5 arrivati da subentrato

Da “Shomu-flop” a “Shomu-gol”: la metamorfosi di Shomurodov è completa. Dopo essere stato eletto giocatore del mese a febbraio, ha deciso la partita contro l’Athletic Club, esultando come Spider-Man che è il personaggio preferito del figlio. (…) Un gol pesante, come quello contro l’Eintracht, che ha fatto saltare il trasferimento al Venezia a gennaio, rivelandosi una fortuna per la Roma.

Arrivato nel 2021, Shomurodov non era mai riuscito a esprimere il suo potenziale, ma con Ranieri è rinato. La differenza è notevole: la sua percentuale realizzativa è aumentata significativamente, passando dal 10% al 14.3%.

(…) Shomurodov si sta dimostrando una valida alternativa a Dovbyk, segnando un gol ogni 164 minuti. È apprezzato per la sua disponibilità e il suo atteggiamento positivo. Il meglio di sé lo sta dando entrando dalla panchina: 4 dei suoi 5 gol stagionali sono arrivati da subentrato. Solo Pedro ha fatto meglio in Serie A. (…)

Considerando che le ultime due vittorie della Roma sono arrivate grazie ai cambi, Shomurodov potrebbe partire titolare contro l’Empoli, squadra che lo aveva cercato a gennaio. L’obiettivo della Roma è ottenere la quinta vittoria consecutiva in Serie A, un traguardo che manca dal 2017.

(Il Messaggero)

Missione Empoli: Soulé per Dybala. E torna Hummels

II San Mames può aspettare perché domani ad Empoli la Roma cerca un’altra vittoria per proseguire la cavalcata in campionato. Le energie consumate contro l’Athletic influiranno sulle scelte di Ranieri che recupera Paredes ma dovrà rinunciare allo squalificato Mancini e concederà un turno di riposo a Dybala e Celik. Il posto dell’argentino dovrebbe essere occupato da Soulé mentre Hummels è in vantaggio su Nelsson in difesa. Brutte notizie, invece, in casa Athletic: oltre allo squalificato Yeray giovedi prossimo mancherà anche Vivian per una lesione al bicipite femorale.

(gasport)

Bruno Conti: “Il grande rimpianto è per Di Bartolomei”

Bruno Conti, tra pochi giorni festeggerà 70 anni. Se chiude gli occhi, qual è il primo ricordo che viene a galla?

«Ho vissuto più di 50 anni di calcio, non è facile. Ma il primo pensiero va a mio padre, a quando sono stato preso alla Roma nel 74 e a casa nostra è arrivata questa notizia: aveva fatto sacrifici per crescere sette figli, quando gli dissi che mi avevano preso non stava più nella pelle. Era un taciturno, non è che parlasse tanto, ma negli occhi vedevo la sua gioia, la sua soddisfazione: suo figlio andava a giocare nella Roma».

(…)

La canzone La leva calcistica della classe ’68 è dedicata a lei o a Di Bartolomei?

«Molti pensavano fosse per me, per quel ragazzino con la maglia numero 7. Ma, come mi ha detto Francesco De Gregori, era dedicata ad Agostino».

Le manca, Di Bartolomei?

«Lo avevo conosciuto prima di arrivare alla Roma: un cugino di mia moglie mi aveva invitato a fare una partita di calcetto a Lavinio, vicino alla mia Nettuno, e c’erano lui, Bruno Giordano e Stefano Di Chiara: non stavo nella pelle, ero romanista da sempre, andavo a giocare una partita insieme a gente che già era la serie A. Ci siamo conosciuti lì, poi il giorno che sono arrivato in prima squadra è stato il primo a accogliermi. E poi è diventato il mio capitano, con tutto quello che abbiamo vissuto insieme: scudetto, finale di Coppa dei Campioni: veramente lo amo».

L’ultima volta che lo ha visto?

«È il mio rammarico. Poco prima che succedesse quello che è successo avevo organizzato una partita al palazzetto dello sport con tutti gli amici dello scudetto per raccogliere fondi per un amico rimasto paralizzato. Venne anche Agostino: era sereno, si rideva, si scherzava, non c’è stato nulla che potesse far pensare, non ci ha fatto capire cosa aveva dentro. Mi è rimasto quel rimpianto».

Ha tanti amici anche fuori dal campo. Uno è Venditti.

«Mi invitò sul palco a un concerto a Nettuno. Negli anni da responsabile del settore giovanile, ogni volta che andavamo a fare una finale, mettevo sul pullman le canzoni di Antonello. La prima volta lo chiamai e c’era sotto la sua musica, portò fortuna, vincemmo. “Ogni volta che parti, mi devi telefonare”, mi disse. Questa cosa l’abbiamo portata avanti per anni».

Lei ha anche allenato la Roma.

«Non l’ho allenata, l’ho traghettata. Nel 2005, il giorno del mio compleanno, ero a Cagliari a trovare i nipotini. Mi telefonò Rosella Sensi. E mi disse: “Abbiamo fatto una riunione e abbiamo pensato a te per guidare la Roma”. Ho capito cosa dovevo fare in quel momento. Ma è stato un anno particolare, ci siamo salvati a Bergamo con un gol di Cassano, avevamo davvero paura di retrocedere. E c’è un episodio…”.

Be’, raccontiamolo.

«Quell’anno morì il Papa e invitarono tutta la squadra in Vaticano. Convocammo i giocatori per dirglielo. Intervenne Cassano: “Ma è obbligatorio venire?”. Io già un po’ arrabbiato, risposi: “Assolutamente no, se non vuoi venire, non vieni”. Dopo un po’ lui fa: “Però se non vengo non vorrei che poi i giornalisti…”. Non vi posso dire quello che gli ho detto, l’ho rovesciato. Ma con Antonio c’è un affetto profondo, ci vogliamo ancora oggi un bene dell’anima».

Con Mourinho che rapporto ha avuto?

«La prima volta che l’ho visto ero a Trigoria, stavo fumando una sigaretta con dei dipendenti. José è passato con questa macchinetta, una golf car. Ci ha visto, ci ha superato, poi mi ha riconosciuto: è tornato indietro per abbracciarmi, mi ha detto che mi aveva visto giocare a Lisbona. Abbiamo avuto un bel rapporto, anche se in quel periodo stavo facendo delle terapie. Quando ha avuto quattro giornate di squalifica è venuto in ufficio: “Bruno, mi farebbe molto piacere se potessi essere vicino alla squadra, in questo periodo”. Lo sento spesso, Ancelotti è un amico comune».

Ecco, Ancelotti: ha mai provato a portarlo alla Roma?

«Ma come potevi portarlo via Carlo dalle società dove è stato? Bayern, Chelsea, Real… certo la battuta gliel’ho fatta, anche l’ultima volta: “Dici sempre che sei della Roma, ma quando vieni ad allenarla?”».

Ci riproverà, a breve?

«Eh, adesso è al Real Madrid, oltre la battutina è difficile andare. Anche se con Carlo ho proprio un rapporto di famiglia. Sono stato a casa sua, con il papà, la mamma, prima di andare in Nazionale ho dormito da lui, siamo stati in vacanza insieme. Quando ha avuto l’infortunio al ginocchio dormivamo nella stessa stanza e mi mettevo sopra questo ginocchio gonfio così per cercare di allungarlo, di stenderlo. È un’amicizia, una di quelle vere». 

(Repubblica)

Shomurodov dall’addio alla rinascita

IL TEMPO (M. CIRULLI) – Tra i giocatori che più hanno beneficiato della “cura Ranieri” c’è sicuramente Shomurodov. Il tecnico testaccino, nel risollevare la Roma, è riuscito a valorizzare numerosi elementi della rosa, come Celik e Angelino, ma la storia dell’uzbeko è sicuramente singolare.

Nel mercato invernale, il centravanti era vicinissimo al Venezia: dopotutto, prima dell’arrivo di Ranieri, l’ex Genoa aveva collezionato appena 79 minuti in 12 partite di Serie A. Il caso ha voluto, però, che, oltre all’assenza di un sostituto, Shomurodov si ritrovasse a subentrare a Dovbyk il 30 gennaio contro l’Eintracht. L’attaccante, con un po’ di fortuna (o, appunto, per caso) ha realizzato il gol del definitivo 2-0, guadagnandosi gli elogi di Ranieri a fine partita. Successivamente, in conferenza stampa, l’allenatore ha confermato la sua permanenza a Roma. Da quel momento in poi, Eldor ha insidiato più volte Dovbyk per una maglia da titolare, risultando decisivo in diverse occasioni. Basti pensare alle ultime 5 partite, in cui ha collezionato 2 gol e 2 assist, tra cui la rete decisiva contro l’Athletic (i baschi sono rimasti in 10 proprio per una sua giocata) e lo scambio perfetto con Dybala per il momentaneo 1-1 contro il Porto.

Un’arma in più per Ranieri, che ieri ha ritrovato la sua Roma a Trigoria per preparare la sfida di domani con l’Empoli. Chi ha giocato in Europa ha svolto carico in palestra, mentre chi è subentrato, come Shomurodov, si è allenato sul campo.

Made in Ranieri: cambi, rimonte e gol dalla panchina

Con il tocco di Ranieri, la Roma continua la sua scalata in campionato e in Europa League. Nel 2025, i giallorossi hanno ottenuto 10 vittorie (di cui 5 consecutive), 3 pareggi e subito solo 2 sconfitte. L’Olimpico è tornato ad essere un fortino, simbolo del ritrovato legame tra squadra e tifosi.

La rimonta contro l’Athletic Bilbao è solo l’ultima di una lunga serie. Sotto la guida di Ranieri, la Roma ha ribaltato 8 partite, tra cui quelle contro Udinese, Como e Porto. (…) Sotto la gestione Juric, invece, i giallorossi avevano ribaltato una sola partita.

(…) Ben 14 gol sono arrivati dalla panchina, a testimonianza dell’efficacia delle sostituzioni di Ranieri, che pur non amando il turnover, sa sfruttare al meglio i cinque cambi a disposizione.

Ranieri, memore di scelte coraggiose fatte in passato, non ha esitato a sostituire un Dybala stanco contro l’Athletic Bilbao, lanciando Shomurodov, poi decisivo con il gol vittoria. Con Ranieri, le gerarchie contano, ma gioca sempre chi è più in forma e funzionale al piano partita.

(corsera)

I cambi di marcia

“È cambiato l’allenatore”. Con questa battuta, condita dalla sua inconfondibile risata, Claudio Ranieri riassume l’impatto che ha avuto sulla Roma. Arrivato in una situazione critica, con la squadra a un passo dalla zona retrocessione, Ranieri ha trasformato l’ambiente, riportando entusiasmo e risultati. La Roma è tornata a riveder le stelle, il paradiso dell’Europa via campionato e il sogni di sperare di andare avanti nella competizione europea.

(…) La sua gestione ha azzerato le gerarchie, premiando chi merita e mettendo tutti sullo stesso piano. L’Olimpico è tornato un fortino inespugnabile e la sconfitta è diventata un ricordo lontano.

Con Ranieri in panchina, la Roma ha collezionato 14 vittorie, 5 pareggi e solo 5 sconfitte in 24 partite. I cambi e le rotazioni si sono rivelati fondamentali, con sostituzioni decisive nelle ultime due rimonte contro Como e Athletic Bilbao.

Un esempio lampante della sua gestione è Celik, trasformato da giocatore dimenticato a titolare inamovibile. Ranieri ha recuperato anche giocatori come Paredes, Cristante, Angeliño e Dybala, valorizzando i giovani come Pisilli, Soulé e Baldanzi. (…) L’unico a faticare è Pellegrini, che deve ritrovare la sua centralità nella squadra. Chi è sparito dai radar è Saud, chissà se Ranieri, l’uomo dei miracoli, riuscirà a recuperare anche lui.

(Il Messaggero)

La primavera di Ranieri, mago delle rimonte con turnover e gol. Roma sempre più su

La vecchia legge dell’osteria “Chi colpisce per primo colpisce due volte” di solito funziona, ma con Ranieri la prospettiva cambia. La rimonta contro l’Athletic Bilbao (2-1) in Europa League è l’ottavo capolavoro di una serie positiva. I giallorossi, sotto la guida di Sir Claudio, sono diventati specialisti nel ribaltare i risultati, come dimostrano le rimonte contro Udinese, Porto e Como, oltre ai pareggi ottenuti contro avversari di livello come Tottenham, Milan, Bologna e Napoli. È l’ennesima dimostrazione della mentalità vincente instillata dal tecnico. (…) Prima di lui la Roma aveva rimontato solo una volta. (…) Decisivi i cambi a partita in corso, con ben 7 gol dalla panchina. (…)

Ranieri ha collezionato 10 successi nel 2025, un risultato eguagliato solo dall’Inter di Inzaghi in Italia. In campionato, ha conquistato 30 punti in 15 partite, un ritmo da scudetto. Un cambio di rotta impressionante considerando che al suo arrivo, la squadra era vicina alla zona retrocessione. (…)

Tra i protagonisti del riscatto, spiccano Shomurodov, Baldanzi, Dybala e gli esterni Saelemaekers e Angeliño, che ha segnato il quarto gol giovedì. Tutti valorizzati dalla guida di Ranieri, uomo di carisma e rimonte impossibili.

(gasport)

Cagliari-Genoa 1-1: Viola illude i sardi, Cornet pareggia

Nell’anticipo della 28ª giornata di Serie A, Cagliari e Genoa hanno pareggiato 1-1 all’Unipol Domus di Cagliari. I padroni di casa sono passati in vantaggio al 18° con un gol di Nicolas Viola, mentre gli ospiti hanno pareggiato al 47° con Maxwel Cornet. Con questo risultato, il Cagliari sale a 26 punti, mantenendo la 14ª posizione in classifica, mentre il Genoa, con 32 punti, rimane al 12º posto. Entrambe le squadre continuano a lottare per ottenere la salvezza: il Cagliari si porta a 4 punti di vantaggio dalla terzultima, mentre il Genoa mantiene una posizione più tranquilla, a +10 dalla zona retrocessione.

Cagliari-Genoa, infortunio alla caviglia sinistra per Coman: da valutare per la sfida con la Roma. Nicola: “Potrebbe trattarsi di una botta al tendine”

Brutta notizia per il Cagliari nel corso del match contro il Genoa, valido per l’anticipo della ventottesima giornata di Serie A. I rossoblù devono infatti fare i conti con un problema fisico accusato da Florinel Coman: l’attaccante si è accasciato a terra al 22’ dopo aver poggiato male il piede, provocando così una torsione innaturale della caviglia sinistra.

Coman ha provato a stringere i denti, ma al 31’ ha dovuto chiedere il cambio. Sostituito da Tommaso Augello, il calciatore romeno è uscito senza calzare lo scarpino e la prima diagnosi parla di una lieve distorsione alla caviglia, ma le sue condizioni saranno monitorate nei prossimi giorni. L’attaccante resta dunque in dubbio per la sfida contro la Roma in programma all’Olimpico il 16 marzo alle ore 16.

Nel postpartita di Cagliari-Genoa l’allenatore dei sardi, Davide Nicola, si è soffermato sulle condizioni di Coman: “Ancora non sappiamo nulla, potrebbe essere stata una botta la tendine”. 

Euforia post Athletic, Roma subito al lavoro in vista dell’Empoli. Stadio Pietralata: il 19 marzo tavolo tecnico per il piano mobilità

Il giorno dopo la grande vittoria in Europa League contro l’Athletic Club, accompagnata da un’atmosfera all’Olimpico che sarà ricordata a lungo, la Roma si prepara a ripartire in vista della sfida con l’Empoli. A Trigoria, infatti, si lavora per recuperare e gestire le energie in vista della sfida di campionato contro l’Empoli e, soprattutto, del ritorno di giovedì prossimo a Bilbao. Nel frattempo, il progetto del nuovo stadio torna al centro dell’attenzione con un nuovo tavolo tecnico previsto mercoledì 19 marzo.

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