Stadio della Roma, i comitati del No non saranno riascoltati nelle commissioni. Fonti della maggioranza: “Posizioni già note”

Nell’iter di approvazione del nuovo stadio della Roma, la maggioranza capitolina ha deciso di non procedere a nuovi confronti con i comitati contrari all’opera. La notizia, riportata dal giornalista Alessio Di Francesco, arriva alla vigilia delle sedute delle commissioni consiliari che esamineranno il progetto prima del voto finale in Assemblea. Secondo quanto confermato da fonti della maggioranza, la decisione è motivata dal fatto che le istanze dei comitati sono già state ampiamente illustrate e acquisite agli atti: “Sono già stati ascoltati in altra fase del procedimento, non è necessario farlo ancora perché la loro posizione è nota”. Il riferimento è alla fase del dibattito pubblico durante la quale i cittadini hanno potuto esprimere le proprie osservazioni.

Il calendario dei lavori in Campidoglio prosegue serrato. Giovedì si riunirà la commissione Patrimonio (forse assieme a quella per i Lavori Pubblici), mentre venerdì è convocata la commissione congiunta Urbanistica e Mobilità. Questi passaggi sono propedeutici al voto decisivo sulla conferma del pubblico interesse, fissato in Assemblea Capitolina per il prossimo 13 marzo.

Stadio della Roma, convocata venerdì la commissione Urbanistica e Mobilità

Prosegue senza sosta l’iter amministrativo per la costruzione del nuovo stadio della Roma. È stata infatti fissata per venerdì mattina, alle ore 8:30, la seduta della commissione congiunta Urbanistica e Mobilità che avrà all’ordine del giorno l’esame del progetto di Pietralata.

La convocazione, resa nota dal giornalista Alessio Di Francesco, rappresenta un passaggio tecnico fondamentale e propedeutico al voto finale in Assemblea Capitolina. Durante la seduta, i consiglieri delle due commissioni esamineranno nel dettaglio gli aspetti legati all’impatto urbanistico e alla sostenibilità della mobilità dell’opera, così come delineati nel Progetto di fattibilità tecnica ed economica (Pfte) presentato dalla AS Roma e già approvato in Giunta.

Questo appuntamento precede il voto definitivo dell’Aula, già calendarizzato per il prossimo 13 marzo, che chiuderà la fase di competenza comunale prima del passaggio dell’intero dossier alla Regione Lazio per la Conferenza di Servizi decisoria.

Nainggolan senza filtri: “Nessun rimpianto, senza la mia vita non avrei reso così. Spalletti il più forte, Monchi un finto amico” (VIDEO)

Radja Nainggolan è tornato a parlare della sua carriera e, soprattutto, della sua esperienza con la maglia della Roma. Ospite del podcast SportiumFUN, il “Ninja” ha ripercorso con la sua consueta schiettezza i momenti chiave del suo percorso, dal rapporto viscerale con la piazza giallorossa agli allenatori che lo hanno segnato, non risparmiando aneddoti e retroscena inediti. Di seguito, le sue dichiarazioni.

Molti dicono che con una vita più da ‘calciatore ideale’ avresti potuto raggiungere traguardi ancora più alti. Hai qualche rimpianto?
“Sono discussioni che ho avuto tante volte con tanta gente. Mi hanno detto: ‘Se tu vivevi un pochino più con la testa verso il calciatore ideale, non bevendo, non fumando, potresti aver giocato nel Real Madrid, Barcellona’. Ma io dico sempre la stessa risposta: senza la mia vita non avrei avuto la mia felicità e non avrei reso come ho reso. Sono stato infortunato mai, ho avuto lesioni muscolari che sono normali. Ho giocato la semifinale di Champions League con uno strappo di un centimetro nel polpaccio, ma l’ho fatto. Quello che faccio fuori dal campo sono ca**i miei”.

Circola un aneddoto su Spalletti che ti avrebbe ‘chiuso’ a Trigoria per tenerti sotto controllo. Puoi raccontarlo?
“Sì, mi aveva tenuto là, non mi ricordo esattamente il motivo, ma mi diceva: ‘Adesso tu ‘sta settimana dormi con me perché non voglio che esci’. Magari c’era una partita importante o era una punizione. E lui dormiva nella camera a fianco e ogni sera, fino alle 22:30, veniva in camera da me perché aveva paura che scappassi”.

Perché hai lasciato Roma per andare all’Inter? È stata una tua scelta?
“Ho lasciato Roma perché purtroppo io come uomo devo stare bene con me stesso tutti i giorni. Sono uno con molta personalità, che non ha mai avuto problemi a dire le cose che penso. È arrivato il direttore Monchi che voleva fare la sua squadra, perché il genio di Siviglia pensava di poter costruire in Italia una squadra come voleva lui. Voleva vendere tutti i giocatori di Sabatini. Quando ho saputo che mi ha voluto vendere ho detto: ‘Guarda, decido io dove andare, ma con una persona come te che prima fa il finto amico in faccia e poi mi vuole vendere dietro le spalle, non ci sto’. Questa è stata la mia decisione per andare via, con tanto male al cuore, perché a Roma sono stato da Dio. Sento ancora tanto affetto dai tifosi della Roma”.

Che rapporto avevi con Luciano Spalletti?
“Bellissimo. Io lo continuo a dire, per me è stato l’allenatore più forte che ho avuto in carriera. La sua visione di calcio era scritta sulla mia pelle. Come persona è molto particolare, ma quando ti vuole bene, ti vuole bene. Quando senti la sua fiducia, capisci che persona è, però non è uno che accetta facilmente tutti quanti. Costruisce certi tipi di rapporti con un paio di giocatori e quando fai parte di questi senti cosa ti può dare. Io con lui ho avuto questo rapporto”.

E con Daniele De Rossi? Che rapporto vi legava?
“De Rossi è stato importante. Con lui formavamo un centrocampo completo, è stato uno dei giocatori più forti con cui abbia mai giocato. È una persona che mi ha dato tanto e quindi, quando ho potuto dargli qualcosa, l’ho fatto: fa parte di me. La gente che mi dà tanto cercherò di ricambiare sempre. Ho avuto la possibilità di andare alla Spal per lui, non perché volessi scendere di categoria”.

Sei famoso per la frase “meglio uno scudetto alla Roma che dieci alla Juventus”. Da dove nasceva quella rivalità?
“Io sono andato in una società come la Roma, che per me è stata l’episodio più bello della mia storia. Volevo battermi contro la Juve e comunque, nei cinque anni che ci sono stato, ce la siamo giocata. Mancava sempre qualcosina perché la Juve era troppo superiore. Il mio detto nasce perché quando una società come la Roma vince uno scudetto sarà festa per vent’anni, la Juve lo vinci e lo devi rivincere. È diverso come sentimento. E poi la cosa dei favori arbitrali: a Cagliari presi un rigore inesistente contro, pensai fossimo una squadra piccola. Poi arrivo alla Roma e alla prima partita allo Stadium perdiamo 3-2 con due rigori fuori area. E da lì mi nasce questa sensazione. Era la realtà, l’hanno visto tutti, solo che io riesco a dirlo, gli altri hanno paura”.

Hai parlato del tuo sogno di rendere tua madre orgogliosa, scomparsa prematuramente.
“Quando feci il mio primo gol in Serie A, due settimane dopo la sua morte, mi sono commosso in campo. L’unico mio sogno era vedere mia madre benestante, soddisfatta di tutti gli sforzi che ha fatto per farmi arrivare così lontano e non l’ha mai potuto vivere. Penso che sia stata orgogliosa di me, ma più per quello che ho fatto per la mia famiglia che per il campo”.

Europa League, Roma-Bologna: al via la vendita libera dei biglietti

La Roma ha comunicato, attraverso i propri canali social, l’inizio della fase di vendita libera per i biglietti del match di ritorno di Europa League contro il Bologna. La gara è in programma allo Stadio Olimpico il prossimo 19 marzo, con calcio d’inizio alle ore 21:00. Questa nuova fase di vendita segue quella terminata nei giorni scorsi, che era riservata in via prioritaria agli abbonati Coppe. Da questo momento, quindi, tutti i tifosi, anche quelli non in possesso di abbonamenti, possono acquistare i tagliandi per i posti rimasti disponibili.

L’acquisto è possibile, come di consueto, tramite la sezione biglietteria del sito ufficiale del club.

Femminile, Oladipo si racconta: “I tifosi della Roma? Mi hanno fatto piangere, sentire il mio nome è stato incredibile” (VIDEO)

Shukurat Oladipo, difensore della Roma Femminile e della nazionale nigeriana, si è raccontata in una lunga intervista pubblicata sui canali ufficiali del club. La calciatrice ha ripercorso le tappe della sua carriera, dagli inizi in Nigeria fino all’arrivo nella Capitale, soffermandosi in particolare sul legame speciale e inaspettato che ha instaurato con i tifosi giallorossi.

Il momento più emozionante, ha confessato Oladipo, è stato sentire per la prima volta il suo nome cantato dai tifosi. “Non mi aspettavo una cosa del genere. Il primo giorno, ero scioccata. Durante la partita in casa contro il Como, dalla tribuna hanno iniziato a cantare ‘Oladipo, olé olé olé’. Sono rimasta sbalordita, non mi era mai capitato che i tifosi cantassero il mio nome”. L’affetto del pubblico l’ha travolta: “Dopo la partita hanno continuato a cantare, alcuni mi hanno inviato messaggi con il coro. Mi sono sentita così emozionata che ho pianto, perché non mi sarei mai aspettata una cosa del genere da parte dei tifosi. È una cosa che non potrò mai dare per scontata, li ringrazio per il loro amore e il loro sostegno”.

L’adattamento iniziale nella Capitale ha presentato alcune sfide: “All’inizio ho avuto qualche difficoltà con il cibo, il clima, l’ambiente e lo stile di gioco. Ma devo fare i complimenti alle mie compagne, mi hanno sostenuto, mi sono sempre state vicine, mi hanno insegnato tante cose e incoraggiata”.

Oladipo ha ricordato i suoi primi calci a un pallone, a 10 anni, a piedi nudi per le strade di Lagos. Un ruolo fondamentale nel suo percorso lo ha avuto la stella del calcio nigeriano Asisat Oshoala: “È il mio idolo, fa parte del mio viaggio. Giocava nella mia stessa squadra, la FC Robo, e quando tornava si allenava con noi. Mi parlava, mi diceva che con le mie qualità avrei potuto giocare in Europa. Quando è arrivata la chiamata della Roma, ho parlato con lei e mi ha dato consigli. Mi ha motivata tantissimo”.

Infine, una riflessione sull’emozione di vestire la maglia della Nigeria: “Per me è un onore e un grande privilegio indossare la maglia della Nigeria. La prima volta che mi hanno chiamata è stato un sogno diventato realtà. Ero scioccata, non me lo aspettavo. Il calcio femminile in Nigeria sta crescendo passo dopo passo”.

Instagram, l’amarezza di Malen: “Frustrato e deluso. Grazie per il supporto”. Koné: “Deluso dal risultato, ma guardiamo avanti” (FOTO)

Nonostante la firma sul tabellino dei marcatori, resta l’amarezza in casa giallorossa per i tre punti sfumati all’ultimo. Donyell Malen, autore della rete del momentaneo 3-1, ha affidato ai social il proprio sfogo a distanza da poco dal fischio finale. L’attaccante olandese ha pubblicato un post dal tono deciso: “Frustrato e deluso. Grazie per il supporto di stasera”, accompagnato da due cuori giallo e rosso.

Anche Manu Koné ha voluto condividere un messaggio sui social dopo il match. Il centrocampista francese ha condiviso la delusione per il pareggio subito all’ultimo istante, ma si dimostra già carico per le prossime sfide: “Ovviamente deluso dal risultato ma guardiamo avanti, le cose migliori stanno arrivando. In missione.”

Ovviamente deluso dal risultato ma guardiamo avanti, le cose migliori stanno arrivando En mission ♨️♨️

Roma-Juventus, Spalletti: “Non sono felice delle occasioni create. Vivo per il quarto posto. Il carattere è la luce”

Al termine del pirotecnico 3-3 tra Roma e Juventus, Luciano Spalletti ha analizzato la prestazione dei suoi. Il tecnico giallorosso ha offerto la sua lettura del match in due momenti distinti: prima a caldo, subito dopo il fischio finale, ai microfoni di DAZN, e successivamente in maniera più approfondita nella consueta conferenza stampa post-partita.

SPALLETTI A DAZN

È felice della reazione?
“Se si parla di reazione sì, ma se si vanno a vedere le ipotetiche situazioni create dalla squadra nel primo tempo non sono molto felice. Va fatta una valutazione obiettiva: avevamo il fardello della Champions, c’era dispiacere e dolore e rimettere a posto le cose quando vai sotto di due gol contro la Roma diventa una montagna difficilmente scalabile. Invece i giocatori ci hanno creduto, hanno avuto una grandissima reazione. Ma siamo stati leggeri sul secondo e sul terzo gol”.

Credeva al pareggio?
“Credi sempre di poterla recuperare, questo va trasmesso alla squadra. Questo calcio è un po’ così, si va a vampate di entusiasmo e depressione. Poi ci sono le giocate dei vari Yildiz, Zhegrova e Boga e per questo si è sempre fiduciosi”.

Reazione incredibile: è un segnale che vale tantissimo…
“Abbiamo giocato 5 partite in due settimane di cui 3 in inferiorità numerica. In più non avevamo portato a casa il risultato né con l’Inter né con il Galatasaray. In questo momento ci hanno aiutato i tifosi, che anche oggi ci sono stati vicini. Quando loro indossano la maglia insieme a noi il peso si sente di meno”.

Come sta? Ha smaltito le scorie post Galatasaray? Crede al quarto posto?
“Vivo per il quarto posto, per quella posizione. Diamole una forma e io vivo per quella”.

Il suo gruppo potrà gestire meglio depressione ed entusiasmo?
“Abbiamo avuto un momento in cui ci sono venute troppo cose addosso e non siamo stati fortunati. La squadra è cresciuta sotto tutti gli aspetti, secondo me faremo un grande finale di campionato”.

SPALLETTI IN CONFERENZA STAMPA

Luci e ombre questa sera: più soddisfatto per le luci o preoccupato per le ombre?
“Il carattere è la luce, ma un paio di luce sono rimaste spente. Una sono i palloni sbagliati ad inferiorità numerica al limite dell’area, l’altra è quando Thuram gliela da in porta per Yildiz ma troppo lunga. Poi la reazione è una bella luce, è una reazione che viene da loro, sono d’accordo e io vado a rafforzare l’idea che hanno avuto una reazione importantissima. Il risultato avrebbe stroncato qualsiasi testa sana e invece loro ci hanno creduto ugualmente, e vengono da una partita giocata per 120 minuti in inferiorità numerica e sono usciti da una competizione che ti lascia scorie. Io prendo tutto: una partita giocata bene nel primo tempo, una partita giocata bene da entrambe le squadre. Noi abbiamo giocato qualche scelta nel primo tempo, poi abbiamo avuto difficoltà su quella esecuzione che devi avere su una marcatura o su una presa di posizione in anticipo senza aspettare che poi arrivi in ritardo e prendi quella pallata dietro la linea difensiva. Ma io mi porto a casa la grande reazione e la buona partita.”

Cosa le sta dando la Juventus che le era mancato in nazionale?
“È un po’ un lavoro diverso. In nazionale c’è stato un periodo dove ce ne sono successe troppe, e probabilmente anche il momento in cui siamo andati a giocare partite importanti. Come quella con la Norvegia dove ci siamo arrivati con il fiato tirato, perchè era finito il campionato, perchè il gruppo più importante tutto della stessa squadra aveva perso la finale di champions in quella maniera. Ci sono state cose che ci hanno penalizzato, per cui ci rimango male ma prendo atto di quanto fatto. Con la squadra invece è un lavoro differente, ci sono più possibilità di conoscersi in maniera più approfondita. Poi la società è di livello top e lo sanno tutti. La squadra ha fatto molti passi in avanti, ad un certo punto pensavo anche di poter fare un calcio bello, importante, divertente e appassionante e che facesse risultati. Invece così non è stato, siamo tornati un po’ indietro, ci sono capitate cose che non siamo stati fortunati e ci hanno messo in difficoltà. In questo periodo, che era il più importante, non si è avuto possibilità di fare un risultato, abbiamo giocato tre partite in 10 tutte vicine e la fatica un po’ si fa sentire se non recuperi. Ci siamo allenati il giorno dopo il Gala ma venerdì gliel’ho dato libero. Con tutte queste partite bisogna farli recuperare, il farli allenare un po’ ma riportarli a fare fatica poi non avendo fatto risultato nella partita precedente poi diventa pesante. Stasera abbiamo recuperato un po’, ed essere dentro la reazione di stasera dopo quello che ci è successo nell’ultimo periodo è sintomo di ragazzi forti, fortissimi. Poi c’è il mio dispiacere, del tutto personale, di essere stato convinto di poter fare qualcosa di bello e importante ma non ci siamo riusciti.”

Senza le partite a metà settimana si può riprendere il discorso interrotto?
“Io penso sempre la stessa cosa della mia squadra, l’ho fatto vedere anche a voi quando all’inizio i risultati non venivano ed eravate perplessi. Se sentite i calciatori vi diranno altrettanto, io ho chiaro l’idea delle potenzialità di questa squadra. Poi naturalmente ci sono delle cose che dobbiamo essere bravissimi a metterle apposto, altre in cui si può essere normalmente bravi. Qualcosina bisogna diventare bravissimi e lo abbiamo nelle potenzialità, perchè ho una squadra molto vicina al far divertire e al portare a casa i risultati.”

Roma-Juventus, Perin: “Dimostriamo che abbiamo anima e carattere. Con lo scontro diretto, a pari punti saremmo sopra la Roma”

Il portiere della Juventus Mattia Perin, schierato oggi titolare da Luciano Spalletti al posto di Di Gregorio, ha parlato ai microfoni di Dazn nel post partita del big match tra Roma e Juventus, che si è concluso sul risultato di 3-3. Queste le sue dichiarazioni.

La reazione è un messaggio che mandate a voi stessi?
“Dimostriamo che abbiamo anima e carattere. Dobbiamo migliorare diverse cose. Nel primo tempo stavamo dominando la partita, abbiamo avuto 5 palle gol. Se riuscissimo a diventare più concreti non servirebbero queste rimonte. Per l’anima e il carattere che mettiamo non possono dirci niente. L’atteggiamento è una delle poche cose che si possono controllare nel calcio”.

In caso di ko la Champions sarebbe scappata via?
“La Roma sarebbe andata a +7 e sarebbe diventato difficile. Ora è rimasta a +4, siamo lì e abbiamo vinto lo scontro diretto. A pari merito saremmo sopra la Roma. Ci sono anche Atalanta e Como, dobbiamo migliorare alcune cose ma non il carattere ed è un punto di partenza”.

Roma-Juventus, Gatti: “Gol importantissimo che ci tiene attaccati. Mancano 11 partite ed è tutto aperto”

Al termine della partita tra Roma e Juventus, terminata sul risultato di 3-3, il difensore della Juventus Federico Gatti, autore proprio del gol del pareggio in pieno recupero, ha rilasciato alcune brevi dichiarazioni ai microfoni di Dazn. Queste le sue parole.

Il gol?
“Ero sul filo del fuorigioco, non mi sono nemmeno reso conto. È un gol importantissimo che ci tiene lì attaccati. Mancano 11 partite, siamo lì”.

L’esultanza?
“È nata un po’ di mesi fa con Vlahovic e Kostic”.


Il difensore ha commentato poi la sfida in conferenza stampa. Ecco le sue dichiarazioni.

Cosa avete studiato tatticamente per arginare Malen?
Abbiamo preparato di stargli attaccati, restare due contro uno. Poi bisogna analizzare la situazione del gol perché ci siamo fatti trovare impreparati. Dispiace, rimaniamo a 4 punti dalla Roma, ma mancano 11 partite ed è tutto aperto.

Gasperini era sorpreso della vostra esultanza come se aveste vinto. Vale in parte come una vittoria non essere andati a -7?
Sicuramente per come si era messa la partita è più un punto guadagnato. Certo che non siamo venuti qua per un pareggio. Arrivavamo da una partita con un dispendio di energie enormi, ma non deve essere un attenuante, dovevamo portare a casa i 3 punti ma per come si era messa la partita meglio così.

Altra grande tua prestazione oggi: in quella esultanza c’è anche una risposta alle voci che ti vogliono via dalla Juve?
Ho passato un momento non semplice, ma al giorno d’oggi c’è troppa gente che parla. Parlano tutti, si sentono tutti in grado di parlare e giudicare senza sapere cosa c’è dietro. Io nella mia vita ho passato di tutto, so non darci peso. Chiaro che quando indossi questa maglia devi essere pronto ad accettare i momenti difficili. Io do sempre il mio meglio e mi faccio trovare pronto.

Juve tante volte in difficoltà nell’uscita palla: è per la stanchezza o per altro?
A volte non ti rendi conto, bisogna rivedere la partita e capire gli errori. Abbiamo fatto un po’ di fatica, abbiamo creato però tante palle gol e ne abbiamo subita qualcuna di troppo. Ma bisogna dar merito anche alla Roma che è un’ottima squadra. Sarà una bella battaglia fino all’ultima giornata.

Roma-Juventus, Conceicao: “Bel gol, ha aiutato la squadra. Pareggio meritato”

Francisco Conceicao, autore del primo gol bianconero nel match tra Roma e Juventus che si è concluso 3-3, ha parlato ai microfoni di Dazn al termine della partita, commentato la rete e la sua prestazione. Queste le sue dichiarazioni.

Gol pazzesco…
“Bel gol. Sono molto più felice di ciò che abbiamo fatto dopo il 3-1, era difficile rimontare. Abbiamo fatto un grande lavoro, è un pareggio meritato e se c’era una squadra che doveva vincere era la nostra. Abbiamo avuto tante opportunità per fare meglio”.

Avevi già rivisto il gol?
“Sì, me l’avevano mandato i miei fratelli. Mi hanno fatto i complimenti e mi hanno detto: ‘Bravo, devi rischiare’. Io rischio al massimo, ci provo sempre. Questo gol ha aiutato la squadra ed è la cosa più importante”.

La finalizzazione è ciò che devi migliorare?
“Sì. Per diventare di un altro livello devo fare più gol e sono il primo a saperlo. Voglio lavorare tanto su questo. Ho avuto tante opportunità per segnare e sono il primo a starci male quando non segno. Chi gioca alla Juventus deve segnare e io sto lavorando su questo aspetto”.