Stadio esaurito, oltre 4.000 i romanisti


San Siro stasera sarà esaurito e verrà toccata quota 75.000 spettatori. Sul sito del club di via Aldo Rossi ieri i tagliandi erano introvabili in qualsiasi settore. Oltre 4.000 quelli venduti nel settore ospiti: l’esodo dei tifosi giallorossi sarà di quelli importanti. […] Non mancherà neppure l’ex ad milanista Galliani e il presidente della Lega Calcio Serie A, Simonelli.

(Gasport)

La Roma vuole la vetta da sola, il Milan l’aggancio

Parole e giacche che volano. Massimiliano Allegri e Gian Piero Gasperini sono tra i mister più elettrici a bordo campo. A collegare un cavo alle loro panchine si potrebbe illuminare Milano e Roma. Entrambi centrocampisti offensivi, si sono sfiorati a Pescara: Gasp partì nel ’90, Max arrivò nel ’91. Hanno pensato di scambiarsi i centravanti (Dovbyk-Gimenez) e potrebbero ancora farlo. Guidano difese ermetiche (Roma 4 gol subiti, Milan 7). I problemi offensivi hanno indotto un’altra affinità: meglio in trasferta che in casa. […] Molti punti di contatto tra tecnici che, in realtà, sono apostoli di confessioni opposte: quella del Corto Muso, del blocco basso-ripartenza, del risultato unico dio (Max); e quella dell’Attacco Continuo, del pressing feroce, del gol e dello spettacolo come numi di riferimento (Gasp). Ma questo primo scorcio di campionato li ha riavvicinati. […] Naturalmente, quella del Gasp non è stata un’abiura galileiana, l’orizzonte resta quello di sempre: difendere correndo in avanti, attaccare senza tregua, anche se a Roma non dispone della ricca batteria offensiva che gestiva a Bergamo e che gli consentiva di spiazzare con le rotazioni. Il mercato non gli ha portato gli attaccanti richiesti e quelli arrivati faticano (Ferguson prima, Bailey oggi) o si sono infortunati (Bailey prima, Ferguson oggi). Contando anche Dovbyk, l’unico andato a segno, in tre hanno realizzato 2 gol. Per dire, nelle prime 9 giornate del campionato 2019-20, Zapata, Muriel e il Papu ammassarono 18 gol. Bel salto in basso da 18 a 2, no? Gasp sta avanzando sui gomiti, come un marine, cercando di tenere la Roma in alto e di raggiungere il mercato di gennaio per ricevere altre munizioni. Intanto educa i suoi, Dovbyk sta crescendo, e sta plasmando Bailey alla Lookman. Anche il nigeriano era arrivato dalla Premier con le abitudini di un incursore esterno. Gasperini lo ha avvicinato alla porta ed è esploso. Ci riprova con Bailey, uno dei pochi che ha tiro secco e potente. Contro l’Inter, la Roma ha calciato 11 volte dentro l’area: spari a salve. In attesa di miglioramenti e rinforzi, il tecnico di Grugliasco spreme gol da tutta la rosa: dal rifiorito Pellegrini, dal responsabilizzato Soulé, dal falso 9 Dybala, da Cristante trequartista, dai difensori. Wesley ha segnato alla prima giornata, Hermoso nell’ultima, Ndicka e Mancini in coppa. […] I numeri dicono che non c’è squadra del campionato che permetta all’avversario di tener palla come quella rossonera. È atteggiamento da grande? Si possono nutrire ambizioni alte rinunciando alla palla? Il Milan, contro il Napoli, ha dimostrato però di saper giocare un altro calcio, più coraggioso e propositivo. E quello che serve ad Allegri stanotte per agganciare Gasp a quota 21, a un solo punto da Conte. Alla Roma, invece, dopo la mezza frenata del Napoli contro il Como, serve una vittoria per tornare in testa da sola al campionato dopo dieci anni e una manciata di giorni (l’ultima volta fu nell’ottobre 2015, sempre alla decima giornata). Naturalmente, ognuno è libero di scegliere il suo calcio. […] Nonostante il cambio di club, ognuno rimane fedele alla sua confessione e altre cifre lo confermano: baricentro (Milan 3 metri più basso), possesso (Roma 7% in più), per i giallorossi anche più passaggi, più tiri in porta, più recuperi offensivi. Tutto come sempre. Gasperini punta forte sul gioco collettivo, Allegri sulle giocate individuali, da Leao in giù. […]

(L. Garlando – Gazzetta dello Sport)

Leao recupera e gioca in coppia con Nkunku. Out Rabiot e Pulisic


[…] Ieri Leao ha lavorato in gruppo ed è recuperato per la gara con la Roma di domani. […] Salvo imprevisti dell’ultima ora, il portoghese giocherà dal primo minuto. Nkunku è in vantaggio su Gimenez per giocare al suo fianco (il messicano sente ancora fastidio alla caviglia). Loftus-Cheek potrà così essere schierato a centrocampo. Invece, Tomori non ha ancora smaltito il problema al ginocchio destro. Al suo posto ci sarà De Winter. Out Pulisic e Rabiot, che anche ieri hanno svolto le terapie per risolvere i rispettivi problemi: il guaio al flessore destro per lo statunitense e al polpaccio sinistro per il francese.

(Il Messaggero)

La Roma del Gasp ha grandi orizzonti. E se arriva Zirkzee…

C’era una volta il calcio delle lunghe attese, dei calciatori in anticamera, dei
moduli da preparare con cura, del “dateci un po’ di tempo e i risultati arriveranno”. E poi c’è Gasperini che, sovvertendo tutti i luoghi comuni, ha portato la Roma in testa alla classifica dopo nove giornate. […] Perché il calcio – dicono quelli che vogliono farla difficile – è una scienza. Invece, no. Il calcio è conoscenza e – mettendo insieme esperienza e qualità – Gasperini è riuscito in tre mesi a modellare una squadra che non perdesse l’equilibrio e la solidità di Ranieri, aggiungendo però tanti altri valori: forza, aggressione, il campo una ragnatela fittissima, per impedire le linee di passaggio ai difensori rivali e immaginare un calcio autorevole. […] Alzi la mano chi immaginava che al primo quarto di campionato i giallorossi potessero andare a San Siro con queste ambizioni e soprattutto portandosi dietro quella domanda che in tanti cominciano a farsi: Ma non è che la Roma può davvero lottare per ….? La parola, in casa Roma, è vietata. E non per scaramanzia, ma perché non avrebbe alcun senso fissare un traguardo, un obiettivo, che nessuno pronosticava alla vigilia. Sì, perché la Roma – con Gasperini – ha piuttosto avviato un progetto triennale. Che prevede, questo sì, l’arrivo in Champions già da questa stagione. […] Perché, nel frattempo, ecco la riscoperta di Hermoso, con la rinascita di Pellegrini, la continuità di Dybala, la valorizzazione di Soulé, la trasformazione di Cristante e potremmo andare avanti. Arrivando ai segnali che sta mandando anche Dovbyk, al centro del dibattito tecnico degli ultimi mesi. Perché tutto questo è finora successo senza un centravanti da copertina. Tanto che avanzano – e si accavallano – le voci su Zirkzee. Perché è bello alzare lo sguardo e, dopo appena tre mesi, scoprirsi felicemente curiosi. Qualcuno sa cosa c’è all’orizzonte?

(A. Vocalelli – Gazzetta dello Sport)

In 3.500 nel settore degli ospiti


[…] Domani la Roma non sarà sola a San Siro. Dopo l’impressionante e rumoroso muro giallorosso del Mapei Stadium, il popolo romanista sta preparando un altro esodo, stavolta verso il capoluogo lombardo. Il settore ospiti, del resto, è sold out, con 3.500 tifosi che hanno già il biglietto in mano. Ma saranno molti di più considerando chi seguirà la partita dal vivo in altre porzioni dello stadio. Il dato conferma l’amore sconfinato per la Roma: l’orario serale e il fatto che si gioca di domenica non sono il massimo della comodità, soprattutto per chi deve lavorare lunedì mattina. […]

(Corsport)

Falcao: “La Roma è da Scudetto. Con Gasperini la squadra è in ottime mani”

CORSERA – Paulo Roberto Falcao, soprannominato il Divino, ha rilasciato un’intervista al quotidiano. Tra i temi discussi anche quelli relativi alla sua esperienza in giallorosso, finale di Coppa Campioni compresa. Le sue parole:

Calma pure con la Roma prima in classifica, allora.
«Calma sì, ma pure consapevolezza: la squadra fa risultato ormai da un anno intero. E ha un grande allenatore in panchina. Con Gasperini la Roma è in ottime mani: non combini quel che ha combinato lui con l’Atalanta, e così a lungo, se non hai un valore riconosciuto».

È da scudetto?
«Roma, Napoli, Inter e Milan: il campionato non esce da queste quattro. Vedo la Juventus più indietro, non solo in termini di classifica. Il Milan invece è molto pericoloso, la partita di San Siro sarà una grande sfida: Allegri sta facendo un ottimo lavoro, avevo pochi dubbi al riguardo, lui è uno che sa stare nelle grandi squadre».

Facciamo un giochino, di quelli un po’ banali: trova analogie tra questa Roma e la sua?
«Questa Roma sorprende. La mia era invece costruita per stupire, uno stupore studiato per riuscire a fare una cosa diversa rispetto al calcio che in Italia si era abituati a vedere. Liedholm portò la zona. E prese me perché aveva già in testa
tutto. In Brasile marcavamo già lo spazio, lui mi volle a Roma per questo. Abbiamo cambiato il calcio. Poi, dopo Nils, in serie A arrivò Sacchi a dare un’altra spinta, aggiungendo il pressing alla zona
».

Quale fu la prima cosa che le disse Liedholm appena arrivato a Roma?
«Ve lo immaginate il Barone parlarne con l’interprete? (ride, ndr). Tra noi funzionò per un motivo: lui in me vedeva se stesso in campo. Ero quello che lui era stato da giocatore, il riferimento per i compagni. Non ho mai conosciuto in vita mia una persona come lui in grado di essere intelligente e vivace. Fateci caso: di solito chi è vivace, poi poche volte accompagna con l’intelligenza. Lui sì. Lo amavo, di un amore vero».

Perché finì male la sua storia con la Roma? Colpa dell’Inter o del ginocchio?
«Mi faccia chiarire una volta per tutte: io non ho mai firmato niente con l’Inter, questa è una favola. Mai avuto in mano quel contratto. È vero che l’Inter parlò con Colombo (il suo avvocato, ndr). Mi volevano. Ma proprio a Colombo dissi: non giocherò per nessun altro in Italia».

Siamo in tema di verità: il rigore non tirato contro il Liverpool in finale di Coppa Campioni.
«La ricorda la finale di Coppa Italia col Torino del 1981? Vincemmo col Torino ai rigori, io tirai il quinto. Avevo il 5 sulla maglia, Liedholm era scaramantico… ma col Liverpool comunque il quinto l’avrebbe tirato Chierico. Io non potevo. Camminavo in campo, ero morto».

E il suo più grande rimpianto?
«Non è il rigore. È non averla giocata, quella partita. Scesi in campo con una puntura.
L’effetto finì dopo i tempi regolamentari
».

Greggi: “Il mio traguardo era vincere uno Scudetto con la Roma, ne abbiamo vinti due. Con Rossettini ci troviamo bene”

RAI 1 – Giada Greggi, protagonista della Roma Femminile di mister Rossettini, è stata intervistata dai giornalisti della trasmissione “Zona Cesarini”. Ecco le sue dichiarazioni:

Sulla Nazionale
Abbiamo affrontato due squadre top ma abbiamo giocato con coraggio e a testa alta. Il mio gol è stato inaspettato; sono uscite tante lacrime: un mix di emozioni tutte insieme pensando all’infortunio e all’Europeo nel quale non ho potuto aiutare la squadra come avrei voluto“.

Su Giugliano
È un onore giocare con lei. Candidata al Pallone d’Oro, imparo tantissimo con lei accanto e cerco di rubarle ogni giorno qualcosa. È una leader e una calciatrice che può cambiare le partite in qualsiasi momento“.

Cosa toglierebbe a Giugliano? Forse la fascia da capitano?
Assolutamente no, da romana e romanista a me basta giocare per la mia squadra del cuore e dare tutto in campo“.

Sul primo Scudetto
Il mio gol contro la Fiorentina ci ha portato allo Scudetto; ci penso ancora oggi. Il mio traguardo era vincere uno Scudetto con questa maglia, ne abbiamo vinti due ma vogliamo continuare a vincere. I traguardi da raggiungere sono tanti, li rincorriamo mantenendo sempre i piedi per terra“.

Su Rossettini
Ci troviamo bene, ci sta spiegando i nuovi principi e con le nuove calciatrici arrivate questa estate possiamo sicuramente toglierci delle soddisfazioni, ci serve naturalmente un po’ di tempo ma vogliamo fare bene“.

Genoa: esonerato Vieira. De Rossi fra i nomi per sostituirlo

Patrick Vieira e il Genoa hanno deciso di non continuare insieme. Secondo quanto riferito da Gianluca Di Marzio su X, infatti, durante la notte, a seguito di valutazioni, le parti hanno deciso di prendere strade diverse: si va verso una decisione consensuale. Criscito dirigerà l’allenamento e sarà in panchina contro il Sassuolo.

Tra i primi nomi per sostituirlo, sempre secondo quanto riferito dal giornalista di Sky Sport, ci sarebbero Daniele De Rossi, Vanoli e Gotti.

È arrivata anche l’ufficialità dell’esonero da parte del club rossoblu. Questo il comunicato: “Genoa CFC comunica che Patrick Vieira non è più l’allenatore della Prima Squadra. La società desidera ringraziare il tecnico e il suo staff per la serietà e la professionalità dimostrate nel corso del loro lavoro e formula i migliori auguri per il prosieguo della loro carriera professionale. La guida tecnica della Prima Squadra è stata affidata ad interim a mister Roberto Murgita coadiuvato da mister Domenico Criscito.”

(genoafc.it)

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Terapie per Ferguson, Angeliño in palestra: Gasperini pensa a Cristante sulla trequarti

[…] Terapie per Ferguson che ieri ha iniziato il suo percorso riabilitativo che dovrebbe restituirlo al tecnico giallorosso subito dopo la sosta, tra la trasferta di Cremona e la sfida interna con l’Europa League contro il Midtjylland: il trauma distorsivo con interessamento capsulo-legamentoso solitamente impiega 3-4 settimane a rientrare, da Trigoria c’è fiducia che il tempo di recupero possa essere anche dimezzato. Per quanto riguarda Angeliño, lo spagnolo continua a lavorare a parte in palestra in attesa di ristabilirsi e tornare ad essere protagonista in campo con la sua Roma. […] Si va verso un undici iniziale senza grossi stravolgimenti: dopo la rete contro il Parma, Hermoso si candida a gran forza per una maglia da titolare anche a San Siro, completando il reparto insieme a Mancini e Ndicka. Questo porterebbe nuovamente Celik ad agire più avanzato sulla destra, con Wesley dirottato sulla sinistra. In mediana nessun dubbio sulla coppia formata da Cristante e Koné, i dubbi sono soprattutto nel versante offensivo. Non è da escludere la presenza di uno tra Pellegrini e El Aynaoui in mediana con l’avanzamento sulla trequarti di Cristante stesso, opzione che non dispiace affatto a Gasperini. Dybala è certo di una maglia mentre Dovbyk sta provando in queste ore a convincere il tecnico ad affidargli una maglia da titolare nella grande notte di San Siro. […]

(Il Romanista)

Amelia: “Gasp un innovatore. Max è l’uomo giusto”

IL TEMPO (L. PES) – Cresciuto nella Roma, campione d’Italia col Milan, ma, soprattutto, campione del mondo con l’Italia a Berlino nel 2006. Marco Amelia, ex portiere e oggi allenatore del Sondrio in Serie D, gioca in anticipo la sfida di domani a San Siro tra Milan e Roma. Lui che nella sua carriera è stato allenato sia da Gasperini (al Genoa nella stagione 2009-2010) sia da Allegri nei quattro anni in rossonero.

Milan-Roma è già una sfida per il vertice. Se le aspettava già così in alto a questo punto del campionato?
«Beh, che questa sia una sfida di vertice è sicuramente una cosa positiva. Più che aspettarmelo me lo auguravo, perché c’era un’aria positiva intorno sia al ritorno di Allegri al Milan, che conosceva già l’ambiente, sia all’arrivo di Gasperini, voluto da Ranieri, che poteva dare alla Roma quel qualcosa in più di cui aveva bisogno Credo che non abbiamo visto ancora quello che gli allenatori vogliono».

Ha avuto entrambi gli allenatori durante la sua carriera. Partiamo da Gasperini, quanto c’è di suo in questa Roma e quali ambizioni possono avere in futuro i giallorossi?
«Gasperini sta dimostrando grande intelligenza e ha una grandissima esperienza. È entrato in questa nuova esperienza in punta di piedi e sta piano piano, portando la sua mentalità e la sua idea di gioco, cercando di puntare ai risultati, perché sa bene che a Roma i tifosi si aspettano i risultati. Mi sta piacendo molto».

Che ricordi ha di lui? Quanto è cambiato dopo l’esperienza a Bergamo?

«Credo che lui si migliori ogni giorno, io l’ho avuto quasi 18 anni fa ed è normale che sia migliore rispetto ad allora. Ma già al tempo aveva idee evolute. Oggi a questo aggiunge una grande esperienza maturata negli anni che l’ho portato a fare cose straordinarie, soprattutto a Bergamo».

Allegri è l’uomo giusto per il Milan? Può già lottare per lo scudetto?
«Il Milan è un club a parte, diverso da tutti gli altri. Allegri ne conosce bene i valori ed è dell’uomo giusto per poter lanciare il club e la squadra verso traguardi importanti. Inoltre è un maestro della comunicazione, sia interna che esterna».

A San Siro sarà anche la sfida tra due grandi portieri. L’ha sorpresa questa esplosione di Svilar?
«No, non mi sorprende perché già quando fu preso dalla Roma e non giocava, tutti da Trigoria mi dicevano che fosse un portiere forte che sarebbe diventato poi il portiere titolare sostituendo Rui Patricio».

E Maignan?
«È una continua certezza, un top assoluto nella rosa del Milan».

Allargando il discorso alla Serie A, chi sono le favorite per il titolo?
«Non vedo una favorita per il titolo, sarà una cavalcata continua e ben venga che ci siano quattro-cinque squadre a lottare per il vertice. Sarà un bel campionato».

Dove può decidersi la sfida di domani e chi saranno gli uomini chiave?
«Sarà interessante capire il piano gara e la strategia delle squadre, l’intensità di gioco farà la differenza. In queste partite dove l’equilibrio la fa da padrone saranno i campioni a far la differenza».