X, a 8 anni dalla sua scomparsa la Roma ricorda Astori: “Per sempre Davide”

Era il 4 marzo del 2018 e il mondo del calcio si era fermato dopo la tragica notizia della scomparsa di Davide Astori, calciatore della Fiorentina che si è spento in una camera di albergo di Udine prima di una partita. L’ex capitano della Viola ed ex giocatore della Roma, è stato ricordato dal club giallorosso su X a 8 anni dalla sua morte: “Per sempre Davide”.

Una lacrima sul visto

LR24 (AUGUSTO CIARDI) – È colpa di El Aynaoui. Svilar non para più come prima. Gasperini ha buttato la partita. Cristante, Pellegrini e Mancini sono il male della Roma. È tutto finito. Con Allegri, Conte e Mourinho non l’avresti mai pareggiata. Si descrive l’apocalisse da domenica sera, con la parziale giustificazione di stati d’animo minati dalla beffa. Perché la Roma non ha perso con la Juventus, si mangia le mani per la mancata vittoria. Sbagliato eccedere in questo momento nell’autolesionismo tipico delle piazze poco inclini alla vittoria. Perché è vero che El Aynaoui è stato avventato nell’intervento che ha causato la punizione fatale, così come è vero che Svilar ha avuto un leggero calo di rendimento. È ovvio che Gasperini possa avere delle responsabilità nella gestione del match come ogni allenatore al mondo, ed è legittimo non poterne più dei senatori. È inutile però fare paragoni con altri tecnici, perché il più pragmatico di tutti, Mourinho, partendo dal tre a uno sempre contro la Juventus, la perse. Quattro a tre. E si incazzò a morte, perché nei minuti finali i calciatori non devono essere telecomandati da bordo campo. Mentre Allegri e Conte, meno offensivi di Gasperini, tre gol alla Juventus avendo in attacco soltanto Malen, non li avrebbero mai fatti. La Roma che in campo si mangia le mani ma non perde, soccombe nel post match. Esagerando nel disfattismo. Perché guardando la classifica a undici giornate dalla fine, occupa il quarto posto, con tre punti sulla quinta che non è la Juventus ma il Como, perché la Juventus è rimasta a meno quattro, e ha esultato a fine partita come se avesse vinto la Champions League. Come farebbe il Pisa se strappasse un punto in extremis in casa di una big. Il gol della Juventus deve essere una lacrima da asciugare perché la Roma ha tutte le carte in regola per strappare finalmente il visto per la Champions League. La Roma poteva dare a Spalletti il colpo di grazia, vero, ma quel folle quarto d’ora finale non fa calare il sipario. Come è possibile passare in pochi minuti da una prestazione magistrale alle ingiustificabili distrazioni sul finire della partita? È possibile quando sei da quarto/quinto posto, ossia una squadra imperfetta, perché a quel livello hai tanti pregi e altrettanti difetti. Siamo abituati a fagocitare skill e a contare i chilometri dei calciatori registrati dal reggipetto con il GPS. In base a numeri e YouTube valutiamo i livelli dei calciatori. Dimenticando aspetti fondamentali, quali la costanza di rendimento e la personalità. Prendiamo come esempio Mirko Vucinic. Attaccante delizioso quando era in giornata, urticante nei momenti prolungati di indolenza. Luogo comune: fuoriclasse o uomo in meno a seconda di come si svegliava la mattina. A fine carriera però uno deve fare la media. Vucinic è stato un calciatore da sei più, forse sei e mezzo, un buon calciatore, non un campione e tantomeno una pippa inguardabile. Ecco, la Roma attuale è Vucinic, ogni tanto stacca la spina complicando il percorso. Perché hai dei limiti ancora evidenti. Sta cercando una via alternativa a quella degli ultimi anni, ha scelto uno dei migliori allenatori d’Italia, fra i più bravi anche nel non farsi contaminare da ambienti pigri e tendenti al vittimismo. La Roma ha aggiunto calciatori con la testa giusta come Malen e Wesley, altri che danno la sensazione di essere fatti della stessa pasta, come Ghilardi ed El Aynaoui, ma il complesso squadra fa ancora i conti coi limiti strutturali che si porta dietro da quasi dieci anni. Sta facendo il massimo. Giusto imprecare per avere dilapidato un patrimonio a causa di un quarto d’ora scellerato. Assurdo dare per scontato che sia tutto finito. Insensato indicare in Gasperini la causa del mancato ko alla Juventus. Come se a difesa schierata avrebbe dovuto essere lui a staccare di testa nell’area sotto la curva nord nei minuti di recupero.

In the box – @augustociardi

Cronache di Narnia: divieto di Bologna

IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – Adesso è pure ufficiale quello già sapevamo tutti (ci fate solo perdere tempo, cantava il poeta). Se vivi a Roma non puoi andare a vedere la Roma a Bologna, però a Genk, Mombasa , Sidney o a Narnia sì. Se vivi a Civita Castellana o a Voghera, e trovi biglietto e modo, puoi pure andare anche in Curva Andrea Costa in mezzo ai Forever Ultras, sennò te la devi vedere in TV (a pagamento, sia chiaro). Dicono che non sia anticostituzionale perché si appellano alla Pubblica Sicurezza e di fatto non è limitata la libertà di movimento. Hanno ragione: questo divieto non vieta di andare sull’autostrada a scontrarsi, ma di tifare per la tua squadra del cuore per cui spendi tempo, soldi, km, affetto, ricordi e tante cose di cui evidentemente non si ha nemmeno idea. Questo divieto vieta di tifare, vieta la ragione del pallone, vieta la soluzione culturale alla violenza: l’emozione. Non si interrompe un’emozione, si diceva al cinema contro le pubblicità, qui ti vietano proprio di emozionarti. Vi prego, non dite che ci sono cose più serie perché altrimenti parliamo solo di quelle. E ci sto. Come chi dice che rispetto alla costruzione di stadi ci sono altre urgenze, principio secondo cui non bisognerebbe costruire nulla che non siano ospedali, strade e case popolari. Fatelo. Il tifo è la soluzione, non il problema. Ultimamente è l’umanità che dà fastidio. Quella che manca: non fatela entrare.

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Al-Arabi, il racconto di Veretout sull’attacco dell’Iran: “Impressionante vedere i missili intercettati. Noi ci sentiamo al sicuro”

L’attacco dell’Iran di pochi giorni fa, che ha avuto ripercussioni anche in Qatar, ha avuto effetti anche sullo sport e in particolare sul campionato di calcio. A raccontare i momenti spaventosi è Jordan Veretout, calciatore che ha vestito la maglia della Roma dal 2019 al 2022, e che da poco si è trasferito all’Al-Arabi, club qatariota di massima serie. Ecco le sue parole.

“Vedere i missili che vengono intercettati è impressionante, fa molto rumore, tremano le finestre.  La situazione è stressante. Mia figlia maggiore ci fa domande, ma noi ci sentiamo al sicuro e da qualche giorno anche lei è più tranquilla”, ha raccontato Veretout. “Abbiamo avuto una videoconferenza con la Lega che ci ha comunicato la sospensione del campionato. Mi sembra di essere tornati al periodo del Covid con gli allenamenti in chiamata, ma presto dovremmo tornare a quelli normali”.

(lequipe.fr)

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Giudice Sportivo: Wesley salta il Genoa, ammenda di 6000 euro alla Roma per cori offensivi a Spalletti

Conclusa la ventisettesima giornata di Serie A, il Giudice Sportivo Gerardo Mastrandrea ha comunicato le decisioni disciplinari. Squalifica di un turno per Wesley dopo la quinta ammonizione stagionale rimediata contro la Juventus. Il brasiliano salterà dunque il prossimo match contro il Genoa. Infine, ammenda di 6000 euro ai tifosi della Roma per aver rivolto cori offensivi all’allenatore bianconero, Luciano Spalletti.

(legaseriea.it)

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X, gli auguri della Roma a Cristante: “Buon compleanno Bryan”

Diventata una delle colonne della storia recente della Roma, oggi Bryan Cristante compie 31 anni. In giallorosso dal 2018, in queste 8 stagioni il centrocampista nato in Canada ha collezionato oltre 250 presenze ed ha vinto una Conference League. Tramite i propri canali social, la Roma gli ha augurato un buon compleanno.

Boniek compie 70 anni, la Roma su X: “Auguri Zibì”

In giallorosso per 3 stagioni (dal 1985 al 1988), Zbigniew Boniek compie oggi 70 anni. Tramite i propri social la Roma ha dunque augurato un buon compleanno all’ex calciatore polacco che è rimasto legatissimo ai colori del club capitolino, squadra con cui ha vinto anche una Coppa Italia nel 1985/86: “Auguri Zibì”.

Instagram, Candela sulla cena con Gasperini e Totti: “Che bellezza parlare di calcio con Francesco e con il Mister” (FOTO)

La cena tra Gian Piero Gasperini e Francesco Totti è veramente successa ed è tutto merito di Vincent Candela. L’ex giocatore della Roma ha avvicinato i due e li ha portati a cena in un noto ristorante nel centro della Capitale. Il francese ha poi commentato così in un post pubblicato sul suo profilo Instagram: “Serata tra amici, che bellezza parlare di calcio con Mister Gasperini e Francesco”.