Totti: “Champions? Il Como è la squadra più in forma. Spero ci vada la Roma. Nico Paz? Il giovane più forte in Serie A”

Francesco Totti è stato ospite a Como per un torneo di Padel ed è tornato a parlare della corsa Champions, che riguarda la squadra lariana, la sua Roma e la Juventus. L’ex capitano giallorosso ha detto la sua anche sulla squadra allenata da Cesc Fabregas. Ecco le sue parole.

Sul Como e Nico Paz
“Nico Paz? Lui è fortissimo, il giovane più forte e più interessante della Serie A, in assoluto. Ma del Como mi piace soprattutto il collettivo, la squadra, il modo in cui giocano tutti insieme. La vera forza è questa, ancora più delle individualità”.

Sulla corsa Champions
“Dipende tutto da loro, e questo è un gran vantaggio, anche perchè in questo momento è la squadra che è più in forma. Certo, io non posso non sperare che ci vada la Roma, e non bisogna dimenticarsi della Juve, che è sempre pericolosa. Ma certamente il Como ha grandi possibilità, sì, possono farcela”.

Sulla veridicità di un suo ritorno in campo con la maglia del Como
“Potrebbe esserlo…”.

Olly come Totti: il cantante al concerto di Roma sfoggia la maglia: “6 Unica” (FOTO)

Ieri sera al Palazzetto dello Sport di Roma si è tenuto il concerto del famoso cantante genovese Olly, che nel bel mezzo dello spettacolo ha sfoggiato la stessa maglia indossata da Francesco Totti nel derby del 2002 e dedicata ad Ilary Blasi, ovvero l’iconica: “6 Unica”. I presenti sono ovviamente impazziti, come si vede nel video postato da Radio Globo.

Roma show: lo Scudetto è a un passo

Non serve la calcolatrice per affermare che la Roma di Rossettini è a un passo dallo Scudetto dopo il successo in rimonta nel derby e la pareggite che ha coinvolto la concorrenza. Bastano 3 vittorie a Giugliano e compagne per festeggiare il terzo tricolore della storia, alla luce dei 6 punti di vantaggio sull’Inter, la prima inseguitrice. La Juventus? Si è autodistrutta, al punto che Canzi rischia l’esonero. Di più. Il calendario delle giallorosse non sembra così proibitivo da qui alla fine della stagione: mancano le sfide contro Como, Ternana e Genoa in casa e contro Juve e Sassuolo in trasferta. L’Inter, tra l’altro, ha un cammino più complesso dato che deve ancora giocare con Milan, Juve e Lazio. Rossettini ha concesso due giorni di riposo dopo la stracittadina: oggi ripartono gli allenamenti al Giulio Onesti in vista del ritorno della semifinale di Coppa Italia, in agenda domenica contro l’Inter. Si lavora per recuperare Rieke e Pilgrim, mentre è sicuro il rientro di Heatley, tornata alla base dopo la finale di Coppa d’Asia persa con l’Australia.

(corsport)

Conte e Gasperini, è caccia al nuovo Yildiz: Alajbegovic

Napoli e Roma sulle tracce del nuovo Yildiz. Kerim Alajbegovic, classe 2007, assomiglia parecchio al Diez della Juventus: per questo il Leverkusen attiverà l’opzione di recompra di 8 milioni dal Salisburgo. L’esterno offensivo bosniaco, in procinto di affidarsi all’agente Ramadani, piace tantissimo al ds azzurro Manna che lo segue da tempo, ma pure i capitolini gli hanno messo gli occhi addosso.

(Il Giornale)

Koné lavora con l’obiettivo Bologna

Al Fulvio Bernardini il tempo scorre in modo diverso. Fuori, il mondo del calcio corre veloce, trascinato dalle nazionali e dai riflettori internazionali, dentro, invece, si combatte una partita più silenziosa ma altrettanto decisiva. È quella degli
infortunati, di chi stringe i denti lontano dal campo per tomare a sentirsi
protagonista. E tra questi ci sono Matias Soulé e Manu Koné, simboli di una Roma che non vuole arrendersi nemmeno quando la sorte si mette di traverso. L’argentino è pronto a rientrare con l’Inter dopo uno stop di un mese. Koné Invece lavora per esserci il 25 aprile, quando il destino gli rimetterà davanti proprio il Bologna contro cui si è infortunato in Europa League. Sotto lo sguardo attento di Gasperini, il recupero diventa una corsa contro il tempo, ma senza scorciatole. Ogni passo è calibrato, ogni sensazione monitorata. Perché la fretta, in questi casi, è la peggior nemica.

(corsport)

Per Arena trattamento speciale

Era sparito dal radar. Ma solo in apparenza. Antonio Arena ha messo da parte la seconda presenza in Serie A dopo aver giocato nelle settimane precedenti con la
Primavera contro Fiorentina, Parma e Cesena, senza però trovare la via del gol per una questione di dettagli. Poi, però, è rimasto fuori sabato scorso nella sfida con il Monza al Tre Fontane nel campionato Under 20. Il motivo? Gasperini ha inglobato di nuovo Arena per Roma-Lecce dopo il minutaggio messo nelle gambe. Con i grandi ha svolto la rifinitura, è stato convocato e ha anche giocato poco più di un quarto d’ora all’Olimpico prendendo il posto di Malen. Ci ha provato a lasciare il segno, ma è stato murato in angolo. Ha avuto una palla e ha tentato il raddoppio di potenza. La decisione, di volta in volta, spetta solo a Gasperini: è lui a scegliere quando l’italoaustraliano deve stare in prima squadra e quando deve scendere con la banda di Guidi per giocare. Al momento è l’unico ad avere questo trattamento speciale.
Senza fretta, Antonio sta crescendo. A 17 anni appena compiuti è considerato un predestinato e non solo per il gol realizzato all’esordio in Coppa Italia. È un classe 2009, quindi viene schierato tre anni sotto età anche in Primavera, campionato in cui ha messo da parte 7 reti in 18 presenze. Da Sydney a Trigoria, passando per il Pescara, dove Baldini l’ha lanciato nel calcio vero: l’investimento di un milione di euro sa di affare perla Roma.

(corsport)

Ranieri, diplomazia ed emozione

In quel labbro piegato a trattenere l’emozione c’è l’immagine più autentica di un dirigente che non ha mai smesso di amare la Roma. Come se fosse ancora in campo. Uno dei momenti più intensi della sfida contro il Lecce di domenica pomeriggio è stato il lungo applauso che l’Olimpico ha riservato a Claudio Ranieri quando le telecamere lo hanno inquadrato. L’ex tecnico, oggi senior advisor della proprietà, stava aspettando Malen per premiarlo come miglior giocatore della Serie A nel mese di febbraio. La Curva Sud avrebbe srotolato da lì a breve lo striscione in cui chiedeva al calciatori di assumersi delle responsabilità. In quel momento però è come se la delusione e l’amarezza si fossero congelate per far posto alla riconoscenza. Ranieri è stato applaudito a lungo, ha consegnato il trofeo di MVP
all’olandese e poi si è seduto in tribuna accanto al ds Massara, che ha sempre difeso. In questa fase della stagione a Ranieri viene chiesto di essere un prezioso equilibratore. Friedkin ha la fiducia più totale in lui. Anche quando ha detto: “A
Gasperini non abbiamo chiesto subito la Champions”
, Ranieri voleva semplicemente allentare la morsa delle aspettative. Una situazione che però è stata letta anche da un’altra prospettiva, soprattutto alla luce delle parole di Gasp. Qualche problema di comunicazione, inutile negarlo, c’è stato.

(corsport)

Roma a nervi tesi

IL TEMPO (L. PES) – Alta tensione. La vittoria contro il Lecce non basta a riportare il sereno a Trigoria. Il clima resta tutt’altro che disteso in attesa di nuovi sviluppi. Le posizioni sono chiare e distanti: da una parte c’è Gasperini, che domenica nella pancia dell’Olimpico ha scelto la via del silenzio per evitare di alzare i toni dopo il rapido confronto con dirigenza e proprietà andato in scena venerdì scorso, che resta impaziente. Oltre ai temi della gestione delle sessioni di mercato del passato e della sfera medica, quello che preme all’allenatore è la pianificazione del futuro. Nonostante la mancata richiesta di tornare in Champions al primo anno, in una corsa che comunque vede la Roma ancora capace di giocarsi le sue carte, il tecnico ritiene inadeguata gran parte della rosa attuale soprattutto per lottare per le prime posizioni. E il numero di giocator da inserire in estate, dopo che in tanti saluteranno per la fine del contratto, preoccupa parecchio Gasp. L’esigenza, ormai sempre meno nascosta, del piemontese è quella di avere un incontro più dettagliato e approfondito rispetto a quello andato in scena dopo il ko europeo col Bologna, dove Ryan Friedkin ha ribadito a tutte le parti in causa di restare concentrati sulla corsa al quarto posto senza lasciare spazio a toni esasperati. L’ex Atalanta, dal canto suo, cerca rassicurazioni su obiettivi e strategie da perseguire, ritenendo non sufficienti gli sforzi profusi finora. Dall’altra parte la proprietà resta compatta sul piano triennale. Al di là di qualche atteggiamento sopra le righe, soprattutto durante la finestra di mercato invernale, i Friedkin non hanno mai pensato a una separazione con Gasp. Così come la posizione di Massara, ad oggi, non sembra in bilico anche grazie alla presenza di Ranieri, che da qualche tempo ormai, invece, non ha più la sintonia iniziale con l’allenatore che lui stesso ha scelto. Il futuro è argomento centrale anche per la presidenza, che però non vuole perdere di vista il focus sul finale di stagione. Posizioni che sembrano distanti in un clima di tensione che non accenna ad affievolirsi. E adesso? I prossimi giorni potrebbero essere quelli giusti
per sedersi attorno a un tavolo cercando una via comune per proseguire insieme. Che la rosa non avesse tutte le caratteristiche più adatte al tecnico era noto già dall’inizio. Così come gli errori che da entrambe le parti sono stati commessi come sempre accade a chi deve prendere scelte in un senso o nell’altro. Fondamentale sarà il ruolo della proprietà, e del senior advisor Ranieri che di questa formazione è il “garante”, che eviterà in tutti i modi di lasciar naufragare un progetto, di fatto, appena nato. Pur con la consapevolezza di aver agito anche oltre i limiti delle proprie possibilità. Ma la forza di una società si misura anche dalla capacità di mantenere unite anime che viaggiano a velocità diverse. Anche perché l’obiettivo, almeno quello, sembra comune: tornare grandi.

El Aynaoui, che fatica: le gare troppo timide e il fantasma di Rios

Oggi come ieri. El Aynaoui, recentissimo campione con il Marocco della Coppa d’Africa sfilata a tavolino al Senegal, rimane il pomo della discordia dentro il recinto di Trigoria. E, anche fuori, scatena il dibattito quando c’è da discutere sulla sua utilità all’interno della rosa della Roma. La sua avventura nella Capitale è partita, l’estate scorsa, sull’onda della perplessità per l’acquisto che non ha convinto in par-tenza, oltre che Gasperini, pure la piazza. Si esagerò sui social, anticipando la bocciatura di Neil, solo perché la tifoseria giallorossa avrebbe preferito Rios, il colombiano finito al Benfica e indicato a Massara da Gian Piero appena messo piede a Roma. Adesso, senza arrivare al punto di denigrarlo come è successo sette giorni fa, la questione è tornata d’attualità. Niente di definitivo sul piano tecnico e tattico. Ma l’allenatore, e in questo caso il management, hanno preso atto che, tra i giovani del gruppo, il centrocampista marocchino, ventiquattrenne, è l’unico finora a non essere migliorato in questa sua nuova esperienza. Automatico il paragone con la crescita invece di Pisilli che, in sua assenza, lo ha sorpassato nel gradimento del tecnico.
Passi indietro e non avanti, dunque, guardando alle ultime prestazioni. In cui non ha inciso. Nel suo ruolo sono necessarie personalità e sostanza: da un po’ mancano al ragazzo di Nancy. Che, è giusto sottolinearlo, si è sempre comportato da professionista. La conferma si è avuta la scorsa settimana, prima della gara d’andata di Europa League contro il Bologna. Si è presentato regolarmente all’allenamento nonostante lo shock vissuto in piena notte, quando è stato vittima di una rapina nella sua villa all’Infernetto. Le performance di El Aynaoui sono facili da leggere. La sua storia romanista va divisa in due. Prima e dopo la Coppa d’Africa. Più che sufficiente la fase iniziale, negativa l’attuale. Ritornato dalla manifestazione in Marocco, non si è più acceso. Gasperini, però, non lo ha mai snobbato. Titolare in cinque partite di campionato, tre delle quali prima di raggiungere la sua nazionale. Ad inizio stagione ha giocato 12 delle 14 gare in cui è stato disponibile: nessun gol, un assist. Gian Piero lo ha battezzato in coppa: dentro dal primo minuto nei primi sei match di Europa League, gol contro il Midtjylland all’Olimpico, senza perdere nemmeno un minuto. Mai sostituito come nelle 7 di Coppa d’Africa, comprese semifinale e finale da 120 minuti. E con il Marocco, da playmaker nel 4-3-3, è stato di sicuro protagonista.
Tornato a Roma, però, è quasi irriconoscibile. Eppure Gasperini lo ha utilizzato in 7 delle 9 partite di campionato, in 2 dall’inizio, e da titolare in 2 delle ultime 3 partite di Europa League. Pagato 23 milioni in estate, la Roma a fine stagione potrebbe mettere Neil sul mercato. All’estero, a quanto pare, piace.

(corsera)