L’erede di Ranieri. Da Sarri a Montella: la Roma sceglie il nuovo allenatore

[…] Chi sarà il futuro allenatore della Roma? A Trigoria non hanno ancora chiuso i giochi, nonostante Ghisolfi lo avesse promesso oltre tre mesi fa. “Con Ranieri e la proprietà stiamo lavorando sul mercato di gennaio e sul prossimo allenatore – disse il dirigente il 12 dicembre scorso -. E il mercato è legato alla scelta del nuovo tecnico. Arriverà al più presto e sarà il migliore”. […] Che poi vorrebbe dire portare a casa uno tra Carlo Ancelotti, Roberto Mancini o Max Allegri. […] Ma mentre l’ipotesi Ancelotti è stata messa da parte dallo stesso Ranieri, […] gli altri due non sono mai stati contattati direttamente. […] E allora ci sono 5 nomi che ballano, forse anche 6.

Il primo è quello di Maurizio Sarri, uno che viene considerato un profilo giusto perché ha un ottimo bagaglio di esperienza […] e la capacità di saper lavorare con i ragazzi, facendoli crescere e valorizzarli. […] L’altra pista porta a Vincenzo Montella, che la Roma aveva contattato anche dopo l’esonero di Ivan Juric. L’Aeroplanino allena la nazionale turca. […] Per liberarsi c’è una clausola che corrisponde a 6 mesi di ingaggio, circa un milione. Una penale non pesantissima. […] Poi ci sono gli altri, ad iniziare da Gian Piero Gasperini con cui la Roma ha già parlato un paio di volte. […] Il futuro di Gasperini, però, potrebbe essere legato a quello di Conte. […] Nel senso che se il tecnico del Napoli dovesse lasciare gli azzurri, allora lì potrebbe finire Gasperini. Conte piace anche alla Roma, che ha gli occhi anche su Pioli (Al Naasr) e Italiano (Bologna). […]

(gasport)

Motta, Gasp e gli altri: i dubbi sul futuro condizionano il presente

Cosa c’è di più appassionante del mercato dei calciatori? Forse soltanto il mercato degli allenatori. […] Delle prime nove, ad esempio, solo due sembrano stabili. […] Oggettivamente, non dovrebbero esserci sorprese per quanto riguarda Inter e Bologna. […] Tutte le altre, le altre sette panchine dicevamo, sono invece – con sfumature diverse – sotto osservazione. E viene anche da chiedersi se tutta questa incertezza potrà in qualche modo riflettersi sul finale di stagione. […] Conte sta bene a Napoli e al Napoli sta bene Conte, ma qualcuno lascia trapelare che la ferita per la cessione di Kvara non sia completamente rimarginata. […]

Gasperini invece ha già detto con largo anticipo che se ne andrà e i margini di recupero sembrano pochi. […] Le soluzioni non mancano: fa parte della lista dei preferiti proprio del Napoli – se Conte decidesse di mollare – della Juve e della Roma. […] La Roma un grande allenatore ce l’avrebbe, anzi ce l’ha già, ma Ranieri non se la sente di continuare e preferisce fare il dirigente. In questo caso la scelta dipenderà anche dalla dimensione che avrà il club in base al piazzamento: per questo da Gasperini, a Sarri fino a Farioli è un arcobaleno. […]

(gasport – A. Vocalelli)

Nainggolan: “La Roma non può non credere alla Champions. Gasperini? Ci sarebbe troppo lavoro da fare”

Ospite del canale Twitch “ControCalcio“, l’ex centrocampista della Roma Radja Nainggolan (ora impegnato nella Kings League) ha parlato dell’attuale situazione della squadra giallorossa tra campionato e nuovo allenatore. Queste le sue parole: “Quando si sta in una striscia di vittorie così non puoi non crederci. Sicuramente è una cosa che Ranieri ha messo nella testa dei giocatori. All’inizio diceva “pensiamo partita per partita”. Le prime due sono andate male, poi è entrato nella testa dei calciatori e ora hanno altri obiettivi per cui giocare. Secondo me vuole tenere tutto tranquillo nel mondo esterno alla squadra e alla Roma, ma dentro di loro penso che stiano credendo in qualcosa di veramente straordinario. Se la Roma dovesse arrivare tra le prime quattro diremmo tutti: “Ma chi se lo poteva aspettare?””.

Sul nuovo allenatore.

“Dipende. Dipende da che calcio vogliono proporre. La Roma oggi non è sempre bella da vedere, però è una Roma che funziona: giocando male vince, giocando bene vince, non c’è da cambiare tanto secondo me. Ritorno di Mourinho? Dico la verità: non lo so, per me è difficile”.

Su Gasperini.

“Per me è un allenatore forte, basta vedere cosa ha fatto con l’Atalanta. Ma se metti un allenatore come lui alla Roma, poi c’è bisogno di troppo lavoro per farla diventare una squadra “sua”.

Su Saelemaekers.

“La cosa assurda è che il Milan ha speso tanto per diversi esterni, quando uno forte che ora sta facendo bene in un’altra squadra ce l’aveva in casa”.

Kings League: primo gol per Nainggolan con i Caesar

Non è iniziata bene l’avventura dell’ex Roma Nainggolan nel torneo della Kings League, ideato da Gerard Pique e che vede coinvolti tanti ex giocatori e personaggi famosi. La sua squadra, i Caesar, ha perso 3-8 contro gli Zebras, nonostante un gran gol da fuori del belga dopo soli tre minuti dal suo ingresso in campo.

Serie A, Genoa-Lecce 2-1: decide una doppietta di Miretti. I rossoblù raggiungono il Torino

Nell’anticipo della 29° giornata il Genoa batte in casa 2-1 il Lecce e conquista tre punti importanti per stabilizzarsi nella zona centrale della classifica. A decidere la sfida una doppietta di uno scatenato Miretti al 16′ e al 47′. Inutile la rete di Krstovic su rigore al 68′. I rossoblù salgono così a 35 punti, il Lecce si ferma a 25.

ORSI: “La Roma non può sbagliare niente contro l’Athletic” – JURIC: “Gasperini? Per me è un profilo che non va neanche considerato per ciò che comporterebbe in questa piazza”

All’interno delle trasmissioni delle emittenti radiofoniche della Capitale l’argomento principale è l’attesissima partita tra Athletic Club e Roma, valida per il ritorno degli ottavi di finale di Europa League e in programma oggi alle ore 18:45 al San Mames. “Non si può sbagliare niente”, afferma Fernando Orsi. Marco Juric, invece, si sofferma sul possibile arrivo di Gian Piero Gasperini sulla panchina dei giallorossi in vista della prossima stagione: “Per me è un profilo che non va neanche considerato. Per tutto quello che comporterebbe in questa piazza direi sicuramente di no”.

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto“, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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Athletic-Roma? Parti con un gol di vantaggio, l’avversario non è insormontabile nonostante l’effetto stadio. Puoi impostare la partita come è giusto fare, senza paura e con equilibrio senza regalare niente (ROBERTO PRUZZORadio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport e News)

La sfida di stasera? Non si può sbagliare niente nei 90 minuti, cercando di arginare quello che potrebbe essere un assalto del Bilbao. La Roma ha l’esperienza giusta, come squadre si equivalgono (FERNANDO ORSIRadio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport e News)

La Roma ha ritrovato una consapevolezza nuova insieme a Ranieri: ha trovato quella chimica che permette di far giocare anche le seconde linee. Saelemaekers in panchina e Rensch titolare? Ho i miei dubbi (FABRIZIO ASPRIRadio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport e News)

Davanti non ho dubbi: farei partire Shomurodov con Dybala (GIAMPIERO MAINI, Manà Manà Sport Roma, 90.9)

Mi aspetto che giochi Hummels al centro della difesa stasera, io butterei dentro Pisilli che all’andata ti ha aiutato molto (MATTEO DE SANTIS, Manà Manà Sport Roma, 90.9)

Gasperini per me è un profilo che non va neanche considerato, nonostante quanto di bene ha fatto e la capacità di aumentare il valore dei giocatori. Per tutto quello che comporterebbe in questa piazza direi sicuramente di no (MARCO JURIC, Manà Manà Sport Roma, 90.9)

Bruno Conti: “Alla Roma non ho mai detto di no. Ranieri ha l’entusiasmo di un ragazzino, sa cosa significa essere romanisti”

CORSPORT – Nel giorno del suo settantesimo compleanno la storica bandiera della Roma Bruno Conti ha rilasciato una lunga intervista sull’edizione odierna del quotidiano sportivo, ripercorrendo la propria carriera e analizzando la situazione attuale della squadra giallorossa, attesa dal difficile impegno di Europa League contro l’Athletic. Queste le sue parole.

Bruno Conti, come ci si sente a settanta anni?
“Mi sento in formissima, mi sento giovane, pieno di voglia di cose da fare. Sto bene fisicamente. Sto superando una situazione delicata, sta andando tutto alla grande, quel male brutto è passato, l’ho messo alle spalle. E’ tutto sotto controllo, gli ultimi test sono andati benissimo”.

Quanto è stata importante la famiglia in questo periodo?
“La famiglia è la mia vita, ho una famiglia piena di valori, gli stessi che mi hanno trasmesso i miei genitori. Mio padre e mia madre mi hanno insegnato il rispetto per gli altri, l’umiltà, il sacrificio e io li ho trasferiti ai miei figli, i miei nipoti. Non andranno mai dispersi”.

Non hai ancora smesso di scoprire talenti, fa parte del tuo Dna.
“Superato il momento di difficoltà ho ripreso a lavorare con più entusiasmo di prima. Ho la fortuna di avere vicino persone incredibili, che da anni mi segnalano i ragazzini più promettenti e poi io vado a valutarli. Il calcio di oggi è cambiato e dobbiamo far capire cosa significa far parte della Roma. Vedere l’entusiasmo di questi giovani è una grande soddisfazione”.

Sono tanti i giovani cresciuti con te che sono arrivati in prima squadra.
“Pisilli era arrivato quando aveva nove anni, prima avevo preso Bove, Zalewski, Pellegrini. Vederli crescere e poi vederli giocare in prima squadra è una gratificazione per il mio lavoro. Per me è motivo di orgoglio lavorare per una società che ha sempre puntato nel settore giovanile, la Roma è la squadra che ha lanciato più giovani in Serie A”.

Lo scorso anno quando Mourinho ti chiese di sostituirlo in panchina hai sofferto come quando giocavi.
“José venne a trovarmi nel mio ufficio chiedendomi questa cosa. Aveva avuto quattro giornate di squalifica e in quel momento serviva una figura di spessore per stare vicino alla squadra. Io continuavo a fare terapia, non potevo viaggiare in aereo, quando giocammo a Verona raggiunsi la squadra in treno. Per me fu una grande soddisfazione, quella di essere stato coinvolto da un personaggio incredibile. Non potevo dire di no, alla Roma non ho mai detto di no, neppure quando sono tornato in panchina per salvarla dalla Serie B”.

Anche per quel ruolo di rappresentanza non dormivi la notte…
“Non ho mai dormito la notte prima delle partite, neanche in quelle occasioni. Io vivo ogni situazione da tifoso. Posso capire la soddisfazione di Claudio Ranieri, romanista come me. Mi è tornato in mente quando è andato via Spalletti e per sostituirlo da casa di Rosella Sensi lo chiamai e sfiorammo lo scudetto. Claudio sa cosa significa essere romanisti. Cosa significa quando sali sul pullman per andare allo stadio. Alla Roma da calciatori non ci siamo incrociati, da avversari sì, quando era al Catanzaro. Da allenatore dove è andato ha fatto bene”.

Te lo aspettavi questo suo ritorno trionfale?
“Ha l’entusiasmo di un ragazzino, è un pischello nella testa, è bello vedere come gestisce la squadra, le situazioni delicate. Ho toccato con mano il suo modo di lavorare. I giocatori gli vanno dietro, quando ti parla ti guarda in faccia, non ti prende in giro, questi ragazzi stanno dando di tutto e di più per Ranieri, si butterebbero nel fuoco per lui”.

Stasera la Roma gioca a Bilbao, il passaggio del turno sarebbe un bel regalo di compleanno…
“Voglio essere ottimista, la Roma ce la farà. Sappiamo che ambiente troveremo, Claudio lo sa meglio di tutti, lui la preparerà con la massima attenzione. Da tifoso romanista mi auguro che vada avanti. Anche nella gestione ha dimostrato di lavorare in vista di questo grande appuntamento, cambiando nove giocatori ad Empoli rispetto alla partita di andata contro gli spagnoli. Non posso pensare che non andiamo avanti, sarà una partita tosta, bisogna aiutarsi e dare tutto in campo”.

Che compleanno sarà rispetto al passato?
“Un bel compleanno, il regalo più grande può arrivare dalla Roma, per il momento che sta attraversando il mio amico Claudio”.

La tua carriera di calciatore si è chiusa in modo malinconico. Pochi minuti contro il Bordeaux in Coppa Uefa prima della partita di addio.
“Avrei potuto divertirmi ancora, ero sempre il primo in allenamento, stavo bene fisicamente, non andavo in campo sentendomi Bruno Conti, ma con l’umiltà di un ragazzino. Il rimpianto è solo questo. Avrei potuto chiudere da qualche altra parte, ma io che sono cresciuto nella Roma non potevo vestire un’altra maglia. Ci fu un piccolo battibecco con Bianchi, ma da mesi avevo già deciso di chiudere, avevo già organizzato con Gilberto Viti la partita di addio”.

Quanto è stato importante Liedholm nella tua carriera?
“Per me è stato tutto, quando venne alla Roma ero in prestito al Genoa. Fu una stagione balorda, rischiammo di retrocedere, non feci un grande campionato. Si diceva già che sarei andato ancora in prestito, mi voleva il Pescara. Invece Liedholm ha fatto di tutto per riportarmi a Roma e grazie a lui ho fatto la carriera che ho fatto. Mi ha insegnato tutto”.

Nel 2005 dopo l’esonero di Delneri tornasti in panchina per salvare la Roma dalla B.
“Quella squadra aveva grandi giocatori, ma incappò in una stagione maledetta. Quando la presi arrivarono diverse sconfitte una dietro l’altra, Totti era stato squalificato per quattro giornate. Ma ebbi grandi rapporti con tutti i giocatori. Ci salvò Cassano a Bergamo, ma altro che non dormire la notte…Mi sono venuti tanti tic, più di quelli che avevo solitamente. Non potrò dimenticare le lacrime di Rosella Sensi, ma quell’anno arrivammo anche a giocare la finale di Coppa Italia”.

Cassano non era facile da gestire…
“Aveva una stima nei miei confronti incredibile. Quando deve dire una cosa la dice a modo suo, a volte esagera. Una volta mi fece arrabbiare. Non voleva venire a San Pietro con tutta la squadra quando morì Papa Giovanni Paolo II. Lo convinsi anche quella volta”.

Dopo quella stagione incredibile hai portato Spalletti alla Roma.
“Anche con lui ho avuto un rapporto straordinario. Con l’Udinese in Coppa Italia ci fece una testa così. Alla Roma ha portato risultati, il bel gioco, quella squadra giocava un grande calcio. Lui sapeva che con me aveva una persona al suo fianco che gli risolveva i problemi. Ricordo quando Menez non voleva giocare e lo convinsi io e quando convinsi anche Pizarro. Ea rimasto a casa perché nella partita precedente era stato sostituito. Presi la macchina e andai a casa sua. Se non avessi avuto il rapporto che avevo neanche mi avrebbe aperto la porta. Riuscii a portarlo a Trigoria”.

Maradona ti voleva al Napoli.
“Ogni volta che giocavamo contro negli spogliatoi prima di scendere in campo mi sussurrava nell’orecchio di andare da lui. El Pibe mi invitò al suo matrimonio in Argentina, eravamo come fratelli, ma non potevo lasciare la Roma”.

Il calcio come riscatto sociale.
“Mio padre si spaccava la schiena al lavoro per farci mangiare. Eravamo sette fratelli, siamo cresciuti in mezzo alla strada. A mio padre all’inizio non gliene fregava niente del calcio, era mia madre che insisteva per darmi questa opportunità. Quando mio padre tornava a casa la sera mi diceva: “Ma vai a lavorare, il pallone mica ti dà da mangiare”. All’inizio è stata dura, le bocciature, anche con l’Anzio non andò bene. Quando mi prese la Roma, erano tutti felici, quando ho esordito in Serie A a mio padre gli ho dato la gioia più bella, non potrò mai dimenticarlo”.

Cosa chiedi alla vita dopo i settanta anni?
“I tempi sono cambiati, mi auguro ci sia più rispetto, il calcio deve ritrovare serenità. Anche nei campionati dei bambini si pensa solo al risultato. Oggi si vuole tutto e subito. Mi auguro che si possa cambiare, che i ragazzi possano coltivare il loro sogno divertendosi, senza mollare mai. Io ho affrontato i problemi veri, ho imparato che dalla vita bisogna prendere quello che viene”.

 

 

Koné e Cristante al centro del piano

E adesso a Ranieri non resta che scegliere la formazione. E non è poco. […] Perché Ranieri – sorridente nel walk around di ieri insieme ai giocatori – ha da considerare sia il valore degli avversari, quindi le loro caratteristiche, ma anche lo stato di forma dei suoi ragazzi. […] Saelemaekers ad esempio non è di quelli tra i più in forma: prediligere quindi il fattore qualitativo o quello atletico? […] Tra le certezze naturalmente c’è Svilar. Poi Mancini, N’Dicka, Angelino, Paredes, Dybala. […] Hummels potrebbe essere in vantaggio su Rensch – con l’olandese invece pronto a giocare largo a destra – nella difesa a tre. […]

Il centrocampo a tre è l’ipotesi più probabile per arginare le ripartenze dei baschi e frenare le incursioni dei trequartisti. Per questo motivo Ranieri ha provato negli ultimi giorni un terzetto praticamente inedito composto da Paredes in regia – fresco di rinnovo del contratto fino a giugno 2026 – con Koné a destra e Cristante a sinistra come mezz’ala. […] Il grande dilemma resta ovviamente quello in attacco. Chi ci sarà lì davanti con Dybala, Shomurodov o Dovbyk? […] In vantaggio dovrebbe essere l’uzbeko per la sua capacità di supportare la fase difensiva e di dialogare bene nello stretto con Dybala. Artem spera. […]

(corsport)

Venezia: due top manager

Due nuove figure dirigenziali per il Venezia, che ha accolto Tancredi Vitale (nuovo managing director) e Giorgio Francia (finance director and general manager corporate). Due figure di alto profilo, con una lunga esperienza nel mondo dello sport a livello internazionale e nella gestione di brand globali. […] Soddisfatto per la nomina Tancredi Vitale, 49 anni, con oltre 39 anni di carriera sviluppata tra Olanda, Germania e Stati Uniti. […] “Sono fortemente motivato ad affrontare questa nuova sfida, l’obiettivo sarà valorizzare al meglio risorse e investimenti”.

Gli fa eco Giorgio Francia, 52 anni, con alle spalle 30 anni di esperienza tra consulenza aziendale e finanziaria nel mondo del calcio, gli ultimi 10 vissuti alla Roma, in qualità di chief financial officer: “Lavoreremo per rafforzare la stabilità economica del Venezia, creando le condizioni per un’espansione sostenibile sia sul piano dei risultati sul campo, che in ambito commerciale”.

(Tuttosport)