Se Fabbri va a guardare i cantieri

Il Corriere della Sera corre al capezzale dell’Inter e annuncia che Fabbri, l’arbitro di Inter-Roma, sarà messo “a riposo“. Ma attenzione: “non è una vera e propria punizione perché l’episodio era complesso“. Quindi ha sbagliato a non dare il rigore all’Inter, ma non ha sbagliato. Va a “riposo“, ma non in “punizione“: potrà andare a guardare i cantieri dei lavori sulla quarta linea della metropolitana come ogni pensionato che si rispetti. […]

Nessuna segnalazione, dal Corsera, per le belle parole di Inzaghi, soprattutto quando ha detto a brutto muso all’arbitro a fine partita che la partita era andata esattamente come aveva previsto. […] Nello specifico e senza troppi giri di parole, l’episodio avvenuto verso la fine della partita tra Ndicka e Bisseck poteva serenamente essere giudicato da rigore da Fabbri, ma per valutare tutto il contesto bisogna considerare che ad influenzare la scelta diversa dell’arbitro sono stati due fattori: la caduta “a gambe morte” del difensore dell’Inter […] e la “cintura” prolungata, ma evidentemente non coercitiva del difensore della Roma. Ed essendo l’unico con autorità di giudicare l’impatto del presunto fallo, Fabbri la sua decisione l’ha presa. […]

(il Romanista)

Bisseck e Pellegrini: la Figc studia i filmati

Un altro possibile “caso bestemmia” agita i nerazzurri dopo quello che coinvolse Lautaro 15 giorni prima di Napoli-Inter. Stavolta sotto indagine è finito Bisseck che, al 63′ del match contro la Roma, potrebbe aver pronunciato la frase incriminata. […] La procura Figc guidata da Chiné sta acquisendo le riprese disponibili.

C’è poi un altro caso simile e riguarda il laziale Luca Pellegrini durante Genoa-Lazio di mercoledì scorso. Anche in quella fattispecie non può esserci prova tv visto che il giudice sportivo non ha annotato nulla nel suo comunicato. Così è necessario un supplemento di indagine. La vicenda Martinez insegna: un patteggiamento porta a una multa da 5 mila euro.

(corsport)

La difesa è al top: sono 14 i clean sheet

All’arrivo di Ranieri, la Roma sembrava uno scolapasta: faceva acqua da tutte le parti. […] Ranieri ha capito dove sarebbe intervenuto per sistemare la squadra. Avrebbe prima di tutto lavorato sulla fase difensiva. Perché è vero che la miglior difesa è l’attacco, nel calcio e nella vita, ma se l’attacco non produce abbastanza come si fa a ottenere i risultati? […] La sintesi quasi perfetta è stata raggiunta a San Siro, capolavoro tattico e gestionale di un allenatore dalle risorse infinite. Ranieri ha schierato quattro giocatori offensivi, e per la prima volta il doppio centravanti nella formazione titolare, ma ha rischiato pochissimo contro l’Inter contabilizzando il quattordicesimo clean sheet del campionato. […]

E’ la conferma di un principio fondamentale di questo sport: la squadra ha bisogno principalmente di stabilità. La Roma segna ancora troppo poco in rapporto alla produzione offensiva. Infatti ha vinto 8 volte – 7 nelle ultime 11 di campionato – con il risultato di 1-0. […] Forse non basterà per la rimonta Champions, vista la situazione che Ranieri ha ereditato a novembre, ma servirà come avviso per programmare il futuro: servono più McTominay e più Retegui in questa rosa, gente che annusi e azzanni la porta. […]

(corsport)

La corsa per la Champions: in sei per due posti. Decisivi gli scontri diretti

Sei squadre in sei punti, cinque scontri diretti, due posti in palio. A quattro giornate al traguardo, nulla è già deciso. La lotta per un posto al sole in Europa è più che mai aperta, a maggior ragione leggendo i risultati di ieri. Dall’Atalanta terza con 65 punti alla Fiorentina ottava con 59, in palio i pass per Champions, Europa e Conference League (con i relativi milioni).

Con una variabile, il Milan che aritmeticamente è ancora in corsa (è nono con 54 punti) ma il cui destino è legato all’esito della finale di Coppa Italia col Bologna. […] Con Napoli e Inter praticamente in Champions, sarà decisivo il calendario. […] Ranieri, reduce dal sacco di San Siro, ha un cammino a ostacoli: trova domenica i viola, poi l’Atalanta e alla penultima il Milan all’Olimpico. Ma i giallorossi sono imbattuti nel 2025, da gennaio nessuno ha fatto gli stessi punti. […]

(la Repubblica)

Gasperini, Ranieri riapre: “Con lui magari ci parlerò”

La Roma che dopo la vittoria con l’Inter sogna la qualificazione alla prossima Champions League continua a tenere ben coperta la scelta del nuovo allenatore. […] Claudio Ranieri, che sarà il senior advisor della società giallorossa a fine stagione, continua a non lasciare margini per un ripensamento: “Non mi tirate per la giacca. Il calcio mi ha dato tanto, è la mia vita e tutto, però c’è un momento in cui si deve dire basta – ha ribadito ieri Sir Claudio a Covercianobasta perché è giusto così, anche lasciare in un momento positivo”. […] Ranieri è pronto a vivere l’esperienza dietro la scrivania senza preconcetti, ma anche senza abdicare a un certo margine di influenza.

Non è un mistero che sarà lui, insieme a Florent Ghisolfi, a consigliare i Friedkin nella scelta del prossimo tecnico. Tanti nomi in ballo. […] A partire da Gian Piero Gasperini, presente anche lui a Coverciano: “Io non ho mai detto che vado via ma un’altra cosa, ovvero che non avrei rinnovato ed è diverso”. Sfumature e depistaggi da cui non si è tirato indietro neanche Ranieri, dopo la secca smentita del marzo scorso: “Gasperini? Magari ci parlerò”. […] Tra depistaggi, battute e bugie bianche l’occasione per vedersi c’è stata ieri e si ripeterà il prossimo 11 maggio, per un Atalanta-Roma fondamentale nella corsa alla Champions. […]

(la Repubblica)

Grazie a sir Claudio ancora in lotta per la Champions

[…] Ci siamo sbagliati. Ma siamo contenti di essere stati smentiti. Perché dopo aver sentenziato la fine della corsa qualificazione Champions League della Roma dopo i due pareggi consecutivi con Juventus e Lazio, siamo costretti a ricrederci. […] Applausi alla banda di sor Claudio Ranieri che è stata capace nella seconda parte della stagione di ridimensionare i disastri compiuti nella prima con un cammino a cui mancava solo una vittoria negli scontri diretti per compiere l’ultimo salto di qualità. […] Padrona del campo, grazie alle intuizioni di quel maestro del sor Claudio, capace di schierare una formazione coraggiosa, con alcune intuizioni, per esempio quello Shomurodov su Calhanoglu è stata una mossa fantastica, che ha depotenziato ancora di più un’Inter arrivata con il fiato corto alla fine di questa massacrante stagione.

Alla fine del girone d’andata chiuso con la miseria di ventitré punti, i più ottimisti avevano detto che per pensare di qualificarsi per l’Europa della prossima stagione, sarebbe stato necessario che la Roma si trasformasse in una squadra con un percorso da scudetto. Sembrava impossibile, Ranieri e i suoi ragazzi invece ci sono riusciti. I numeri lo dicono in maniera chiarissima: 47 punti conquistati in 22 partite. […] In più la restituzione alla loro dimensione di alcuni giocatori, partendo da Soulé tornato a essere uno dei giovani (è un 2003) più emergenti al mondo, passando per Koné centrocampista di levatura mondiale. […] Sì, ora è una Roma da Champions. In questo senso la Fiorentina domenica prossima all’Olimpico, sarà il banco di prova fondamentale. […]

(la Repubblica – P. Torri)

“Il mio ruolo? Non so bene cosa sarà”

IL TEMPO (GAB. TUR.) – L’ennesimo riconoscimento per una carriera memorabile. Nella giornata di ieri si è svolta a Coverciano la quinta edizione di “Inside The Sport” e Ranieri ha ricevuto un premio alla carriera. Il tecnico testaccino è stato il principale artefice della risalita in campionato della Roma, ancora in corsa per un posto in Champions League nonostante una prima parte di stagione da dimenticare. Sir Claudio ha mostrato ancora una volta la propria eleganza quando è stato interpellato sul lavoro dei suoi predecessori De Rossi e Juric: “Non mi piacciono questi paragoni, chi c’era prima di me ha fatto del suo meglio. Io sono arrivato in un momento difficile e, forse, proprio questo mi ha aiutato”. Con la vittoria sul campo dell’Inter, sono diventati 18 i risultati utili consecutivi della Roma in Serie A e in tanti si domandano quale sia stato il segreto di Ranieri.

“Io ho cercato di fare meno errori possibili, perché poi la bravura va sempre a chi scende in campo. L’allenatore deve essere credibile, ma i giocatori sono i principali attori” – ha spiegato il tecnico di San Saba – “Non so come ho rimotivato la squadra, ma non sono uno che ha studiato psicologia. Io dico quello che sento, parlo con il cuore ai giocatori. Forse la mia credibilità mi ha aiutato”. Ranieri, poi, ha rimarcato nuovamente la sua ferma volontà di concludere la carriera da allenatore: “C’è un momento in cui bisogna dire basta. Il calcio mi ha dato tantissimo, ma ora avrò un altro tipo di impegno. Quando mi ha chiamato la Roma, ho accettato un anno da allenatore e due da senior advisor, anche se a dirla tutta non so bene cosa sia”. Durante l’evento è stato premiato anche Gasperini come miglior allenatore della Serie A 2023/24. “Non ci ho parlato, magari lo farò con tutti voi presenti” ha affermato sarcasticamente il tecnico giallorosso.

Raggi di Soulé

IL TEMPO (L. PES) – “Il futuro è suo”. Ci aveva visto lungo Claudio Ranieri, anche se per la verità la scommessa giallorossa su Soulé arriva da lontano. De Rossi lo indica come ala ideale per il suo scacchiere tattico e il club ci punta forte investendo circa 30 milioni complessivi sul ventunenne argentino. Un po’ bastone e un po’ carota all’inizio da parte di Sir Claudio, ma ora Soulé cresce domenica dopo domenica e ha le spalle larghe per trascinare la Roma. Tre volte un suo gol è risultato decisivo per i tre punti: Parma, Empoli e San Siro contro l’Inter. Cinque in totale le reti siglate dall’ex bianconero, tutte in trasferta anche se la meraviglia con la quale riprende il derby l’ha tirata fuori all’Olimpico. Un 2025 nel quale Soulé ha nettamente cambiato marcia aumentando il minutaggio e diventando sempre più protagonista. Fino a febbraio un solo gol (nella sconfitta di Verona del 3 novembre) poi l’esplosione: quattro reti e due assist quasi tutti decisivi (suo il pallone da spingere in rete contro il Verona all’Olimpico che poi Shomurodov ha trasformato in gol) e sempre titolare dal 16 febbraio in poi quando incantò il Tardini con una punizione magistrale.

Sempre nel tabellino negli ultimi tre impegni tra gol e assist ma, soprattutto, una crescita complessiva nella gestione dei momenti e nelle scelte. “Quando prende il pallone deve farmi capire che può succedere qualcosa” aveva detto Ranieri qualche mese fa, alludendo al fatto che l’argentino dovesse migliorare nella gestione. Ma ora tutto è cambiato. Corsa, dribbling, intensità e giocate di qualità. Tutti gli ingredienti che servono per brillare nel calcio di oggi e che soprattutto mancano alla rosa della Roma. Bravo a sacrificarsi quando serve e sempre pericoloso nei continui uno contro uno a cui sottopone i difensori avversari. Un mix letale di classe e dinamismo che fa di Soulé un’ala dall’avvenire raggiante. Rimpianto per la Juve, patrimonio per la Roma.

A gennaio tante richieste per il classe 2003, soprattutto dall’Inghilterra, dopo una prima parte di stagione in seconda fila. Poi l’inserimento graduale di Ranieri che ha saputo valorizzarne le caratteristiche utilizzandolo da esterno con possibilità di partire largo e senza imbrigliarlo sulla trequarti. L’assenza di Dybala (col quale ha già ampiamente dimostrato di poter convivere) sembra averlo definitivamente lanciato. L’amico e connazionale è un suo idolo (dieci anni di differenza tra i due) e lo segue da vicino sin dal primo giorno nella Capitale. E’ stato uno dei suoi “sponsor” in estate e ora se lo gode dalla panchina, aspettando il ritorno. Dopo due giorni di riposo, domani mattina la squadra tornerà ad allenarsi a Trigoria per preparare la sfida dell’Olimpico con la Fiorentina di domenica. Ieri Shomurodov ha svolto una risonanza al Campus ma resta ancora da capire l’entità del problema.

Ripartire dai giovani e farsi una domanda sul ruolo di Dovbyk

La lezione di San Siro è che il calcio è sempre più uno sport fisico, in cui l’energia sovrasta l’esperienza. […] Non avesse sbagliato gol in quantità industriale, la Roma avrebbe chiuso la partita molto prima del fischio finale. […] La base per costruire una squadra davvero competitiva per la prossima stagione c’è ed ha l’età giusta: Svilar e Ndicka hanno 25 anni, Koné 23 e Soulé 22. Da loro bisogna ripartire, anche se il portiere serbo-belga e il difensore franco-ivoriano sarebbero formidabili plusvalenze. […]

Abbiamo parlato di un portiere, un difensore, un centrocampista e una seconda punta. Alla Roma manca purtroppo un centravanti da alta classifica. Shomurodov è una buona riserva e contro l‘Inter ha dimostrato capacità anche tattiche. […] Ma l’uzbeko resta una riserva. Dovbyk ha segnato 16 gol tra campionato e Coppe, che non sono pochi, ma raramente ha convinto. E anche a San Siro – in buona compagnia – si è divorato un gol già fatto. Il grande punto interrogativo per la Roma 2025-26 è proprio lui.

(corsera – L. Valdiserri)