Soulé: «L’inizio è stato duro, ma ora mi sono sbloccato»

Soulé si è preso definitivamente la Roma. Il gol a San Siro, dopo quello alla Lazio, è la certificazione del suo definitivo salto di qualità. I 5 gol in campionato hanno portato 3 vittorie e un pareggio (nel derby), ma soprattutto ora ha la fiducia del tecnico, dei compagni e dei tifosi. «All’inizio – le sue parole -non è stato facile. Per fortuna ora il mister mi sta dando fiducia e continuità». (…)  Al suo fianco Mancini. «Sapevamo tutti – le sue parole – delle qualità di Soulé, ma sappiamo anche il modo in cui abbiamo iniziato il campionato, poi ci sono stati dei cambiamenti. Non è facile arrivare in una grande piazza e abituarsi a diversi lavori. Ora sta diventando quello dello scorso anno ma in un palcoscenico importante».  (…) Lapidario Ndicka sull’episodio con Bisseck in cui l’Inter ha reclamato per un possibile fallo. «Non è rigore, solo un normale contrasto di gioco».

(corsera)

IL PUNTO DEL LUNEDÌ – SORRENTINO: “Ranieri l’allenatore dell’anno” – ZAZZARONI: “La sua Roma raccoglie punti in qualsiasi modo”

Dopo il successo della Roma contro l’Inter firmato Soulè, sulle colonne dei quotidiani si celebra Claudio Ranieri. “Il tocco pratico di Claudio Ranieri che sta reinventando il calcio: fa cose in apparenza senza senso, l’accezione è ovviamente positiva, rispetta alla lettera il lavoro della settimana, ciò che non vediamo. La sua Roma raccoglie punti in qualsiasi modo e con qualsiasi disegno tattico, con la pioggia e con il vento, anche con i due centravanti”, scrive Ivan Zazzaroni sul Corriere dello SPort. Così, invece, Andrea Sorrentino de Il Messaggero: “Un Ranieri quasi 74enne vince a San Siro con la sua Roma ed è per distacco l’allenatore dell’anno, dopo una rimonta da 18 partite senza sconfitte, con 44 punti e 7 vittorie per 1-0”


Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.


I. ZAZZARONI – CORRIERE DELLO SPORT

Il tocco magico di un professore al diciottesimo risultato utile consecutivo, uno che come la mette giù, gira, funziona. Il tocco pratico di Claudio Ranieri che sta reinventando il calcio: fa cose in apparenza senza senso, l’accezione è ovviamente positiva, rispetta alla lettera il lavoro della settimana, ciò che non vediamo. La sua Roma raccoglie punti in qualsiasi modo e con qualsiasi disegno tattico, con la pioggia e con il vento, anche con i due centravanti. (…)  Gli è bastato un solo gol anche a San Siro, come in altre sei occasioni, in questo caso però accompagnato da quattro errori marchiani sotto porta e da una sofferenza che non ha interessato Svilar. Per fortuna non tocca a me stilare le pagelle – mica sono Piantanida -, perché se avessi dovuto esibirmi avrei promosso con voti molto alti i difensori, insieme a Cristante, Soulé e Koné e negato la sufficienza ai due davanti, a Baldanzi, Pisilli e Gourna-Douath, impalpabili nel momento del bisogno. Avrei certamente salvato Pellegrini: due o tre palle giuste le ha servite. (…)


G. D’UBALDO – CORRIERE DELLO SPORT

La vittoria di mister Coraggio. Ranieri, elegante come sa essere anche in panchina, ha vinto a San Siro, alimentando le speranze della Roma di centrare clamorosamente il piazzamento Champions e infrange il tabù dei giallorossi dì non saper vincere contro le grandi. In questo campionato era accaduto solo contro la Lazio all’andata. Come spesso è accaduto in passato l’allenatore di San Saba ha scelto di giocare a specchio contro un’avversaria di prima fascia. Lo ha fatto anche contro l’Inter che rischia dì restare alla fine della stagione con tanti sogni infranti. La scelta della formazione è la dimostrazione che Ranieri è andato a Milano per provare a vincere. Nei cinque dì centrocampo Koné ha fatto il vertice basso, con Cristante e Pellegrini mezzali. (…) Soulé esterno a destra, pron-to a sfruttare di saltare l’uomo, ma senza dimenticare di aiutare in fase difensiva. L’argentino lo ha fatto con grande dedizione, aiutato da CeLik che gli ha coperto le spalle. Mossa che ha fatto saltare subito in piani di un Inter con la lingua di fuori. (…) Ranieri si prepara al gran finale della sua fantastica carriera di allenatore. Ha preso un impegno con i Friedkin per il futuro e tra tanti dubbi l’unica certezza per i tifosi è proprio Sir Claudio.


U. TRANI – CORRIERE DELLO SPORT

A San Siro – contro l’Inter campione d’Italia – vince la Roma che si conosce. Quella della serie di risultati utili, adesso sono 18 partite e 44 punti, 13 successi e 5 pareggi, 31 reti segnate e 9 subite dopo la caduta di Como del 15 dicembre. Quella di Ranieri che hai suoi pregi e i suoi difetti: perché il gruppo giallorosso, a prescindere dagli interpreti schierati in campo e dal sistema di gioco, sa difendere – equilibrata e solida – e al tempo stesso colpire – spietata e pratica – per andare a dama; perché non riesce a piazzare (quasi) mai il colpo del ko per chiudere la partita – sprecando diverse chance -, lasciandola aperta e creando ansia ingiustificata al suo allenatore che vorrebbe evitare di vivere giornate così stressanti (lo ha detto chiaramente il diretto interessato). Ma questa è la Roma che non rinnega le sue caratteristiche proprio nel pomeriggio in cui vince il suo secondo scontro diretto della stagione, l’altro il 5 gennaio contro la Lazio.(…) Il successo di Milano riavvicina la Roma alla zona Champions (meno 2 dalla Juventus quarta, sesto posto e stessi punti, 60, del Bologna quinto che oggi gioca a Udine). Sempre limitandosi a segnare un gol, come accade da sette partite con 17 punti  conquistati. (…)


T. CARMELLINI – IL TEMPO

I conti, come sempre, si faranno alla fine. Ma è chiaro che se la Roma che dovrà affrontare le ultime quattro giornate di campionato è quella vista ieri a San Siro (al netto del crollo psicofisico dell’Inter), davvero tutto può diventare possibile: anche quello che oggi, oggettivamente, ap-pare un miraggio. Certo il calendario giallorosso fa paura anche dopo il successo contro l’Inter di Simone Inzaghi visto che nelle ultime quattro partite La Roma dovrà affrontare la Fiorentina (in casa), poi l’Atalanta a Bergamo, quindi il Milan di nuovo all’Olimpico per chiudere la stagione 24/25 a Torino contro la squadra allenata da Vanoli che vorrà salutare i suoi tifosi evitando di fare una figuraccia. Può sembrare un luogo comune, ma davvero mai come in questo caso, Ranieri & Co. si trovano di fronte a quattro finali. Ovvio che il diciottesimo risultato utile consecutivo fanno ben sperare in vista delle ultime sfide di campionato, ma ovviamente non dipenderà solo dalla Roma che, classifica alla mano, parte da dietro rispetto alle sue dirette concorrenti per i posti buoni dell’Europa. Si allunga cosi l’effetto Ranieri (Roma unica imbattuta nel 2025 assieme al Barcellona), con il tecnico che mette un’altra tacca sul suo incredibile ruolino di marcia dimostrando ancora una volta che il problema non era la squadra ma la gestione: a tutti i livelli. Il «normalizzatore» ha colpito ancora e ora la sua carriera da allenatore si può chiudere con questa ciliegina sulla torta: a prescindere da come andrà a finire la qualificazione dei giallorossi alle prossime coppe europee. Il tecnico testaccino ha preso la Roma che stava a tre punti dalla zona retrocessione e l’ha portata fin dove poteva… a un passo dal sogno. I tifosi giallorossi sperano sarà altrettanto bravo il prossimo anno a costruire la «nuova» Roma per la quale bisognerà ripartire dai soliti noti: Soulé e Koné su tutti.


ANDREA SORRENTINO – IL MESSAGGERO

Nella XXX1V giornata che celebra il sorpasso del Napoli sull’Inter grazie all’impresa della Roma a San Siro, vien da pensare a com’è strana la vita, anzi a quant’è divertente e bizzarra la commedia umana. Tredici anni fa, fine marzo 2012, l’Inter esonerava Claudio Ranieri, ritenendolo datato; al suo posto arrivò il giovane Andrea Stramaccioni, il nuovo che avanzava. Che illusi, gli uomini, quando pensano di decidere i destini di altri uomini. È finita che migliaia di partite e 13 anni dopo, un Ranieri quasi 74enne vince a San Siro con la sua Roma ed è per distacco l’allenatore dell’anno, dopo una rimonta da 18 partite senza sconfitte, con 44 punti e 7 vittorie per 1-0; e il bello è che nel dopogara di Dazn, a fargli tanti complimenti ora nelle desti’` di bravissimo commentatore (anzi il migliore di tutti), c’è proprio Andrea Stramaccioni.  (…) La Roma ha saputo infierire sulle fragilità di un’Inter in crisi (e pare molto affitata per gli sviluppi dell’inchiesta sui rapporti con gli ultras) perché Ranieri l’ha sorpresa con quattro attaccanti, e la novità di Koné davanti alla difesa. Il fatto poi che l’infortunio di Dybala abbia fatto sbocciare Soulé (decisivo in tutte le ultime partite) ha una spiegazione logica: se ai giovani bravi viene data vera fiducia, senza lasciarli all’ombra di campioni da Sunset Boulevard, i risultati arrivano. (…)


T. DAMASCELLI – IL GIORNALE

Di colpo, il Napoli allunga, va in testa da solo, ringrazia un altro ex juventino, Soulé dopo Orsolini, killer dell’Inter più brutta di mai e gelata dalla doccia scozzese di McTominay al Maradona. (…) Visto il Barcellona grandioso nella finale di coppa del Re contro il Real Madrid, vista l’Inter, sfiancata e nervosa contro la Roma, fino a mercoledì sera soltanto pensieri grigi e molesti, segnali cattivi, crisi di energie fisiche e mentali, batosta contro la squadra giallorossa di un grande Ranieri che continua ad essere trattato come il nonno simpatico, da compatire e poi mettere da parte invece la sua saggezza andrebbe spiegata ogni giorno ai forsennati del cosiddetto calcio spettacolo. (…) Dietro la coppia separata, c’è molta agitazione, la Roma scopre le voglie di champions, la Fiorentina è pronta ad infilarsi, la Juventus ha superato il Monza ma perde per le prossime due trasferte il suo uomo migliore, l’irresponsabile Yildiz (…)

Ranieri: «Stiamo alla grande e diamo il massimo. Champions? Io non prometto mai nulla»

È una vittoria pesantissima, quella ottenuta per 1-0 dalla Roma ieri a San Siro contro l’Inter. I 3 punti consentono alla formazione giallorossa di rimanere attaccata al treno dell’Europa più importante (ora è -2 dalla Juventus quarta), in un finale di campionato che si deciderà al fotofinish. Per Ranieri si tratta del 18° risultato utile consecutivo (13 vittorie) e primo successo -derby d’andata escluso – contro una big. «Non era facile – le parole del tecnico – non avevamo mai vinto contro una delle prime in classifica e lo abbiamo fatto contro una grande squadra. Siamo scesi in campo con la voglia e la determinazione giuste, o comunque di giocarcela alla pari. Stiamo bene fisicamente, quindi era giusto osare». Ha osato, Ranieri, anche nelle scelte mandando in campo una formazione decisamente offensiva. «Era tanto che pensavo al doppio attaccante, ma quando li ho cambiati non avevo uno che potesse fare da punto di riferimento. Con El Shaarawy e Baldan-zi potevo avere sia possesso palla che rapidità per metterli in difficoltà». (…) I tifosi continuano a sognare la Champions, ma Ranieri non si sbilancia. «Sto pensando alla partita con la Fiorentina e non mi piace promettere. Un allenatore (Giovanni Trapattoni, ndc) diceva “non dire gatto se non ce l’hai nel sac-co”, noi lottiamo e vediamo. Stiamo dando il massimo, i ragazzi stanno bene fisicamente e si aiutano uno con l’altro. Se giochiamo come la prima mezzora va bene, poi però la squadra ha voluto portare troppo la palla e la cosa non mi è piaciuto. Se oggi scommetterei un euro sulla Champions? Ho detto che non scommetto. Io lavoro, non ho mai scommesso, da piccolo non giocavo nemmeno la schedina». (…)

(corsera)

Mancini carica: “Abbiamo fatto qualcosa di unico. Avanti così”

In una difesa che concede pochissimo (6 gol subiti nelle ultime 14 gare), Gianluca Mancini è ormai il pilastro. Anche ieri, nonostante un giallo preso subito, ha disputato una gara quasi perfetta: “Queste partite sono fondamentali per restare agganciati al treno. Sappiamo di aver fatto qualcosa di unico, ma non dobbiamo fermarci”. (…)Mancini elogia anche Soulé: “Sapevamo delle sue qualità, ora con il mister sta facendo ottime prestazioni. Ma pensiamo già alla Fiorentina”.

(gasport)

I VOTI DEGLI ALTRI – Soulè “abito da sera alla Scala” – Konè “quando il gioco si fa duro, Manu inizia a giocare”

La Roma sbanca San Siro e trova il diciottesimo risultato utile di fila. A decidere la gara Matias Soulè: “Abito da sera alla Scala. Si prende la Roma sulle spalle con un gol da attaccante. Altra firma da 3 punti in trasferta per l’argentino. È lui l’uomo in più senza Dybala:  fenomeno in ascesa”. (Il Tempo). Grande prova per  Manu Konè: “Quando il gioco si fa duro, Manu inizia a giocare. Fa il regista moderno e dinamico in grado di ribaltare il fronte di gioco. Vince duelli con Barella e Frattesi, non due qualunque”. (Il Romanista).  Bene anche Gianluca Mancini: “Ammonito già al 4′, non si fa condizionare e governa il fortino con un autocontrollo che non sempre ha dimostrato. Sta maturando. Da centrale sembra sempre più sicuro perchè non deve scivolare in fascia. Lautaro non lo spaventa mai” (La Gazzetta dello Sport).

LA MEDIA VOTI DELLE PAGELLE DEI QUOTIDIANI (La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport, Il Messaggero, Il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Tempo, Il Romanista)

Svilar 6,36
Celik 6,57
Mancini 7,07
Ndicka 6,93
Soulè 7,64
Cristante 6,71
Koné 7,14
Pellegrini 6,07
Angelino 6,78
Shomurodov 6,14
Dovbyk 5,57

Baldanzi 6,00
Pisilli 5,93
Gourna Douath 6,00
El Shaarawy NG
Rensch NG

Ranieri 7,57


LA GAZZETTA DELLO SPORT

Svilar 6
Celik 6
Mancini 7
Ndicka 6,5
Soulè 7,5
Cristante 6
Koné 7
Pellegrini 6
Angelino 6,5
Shomurodov 6
Dovbyk 5

Baldanzi 6,5
Pisilli 5,5
Gourna Douath 6
El Shaarawy ng
Rensch ng

Ranieri 7


CORRIERE DELLO SPORT

Svilar 6,5
Celik 7
Mancini 7,5
Ndicka 7,5
Soulè 7,5
Cristante 6,5
Koné 7
Pellegrini 6
Angelino 7
Shomurodov 6
Dovbyk 5,5

Baldanzi 5,5
Pisilli 5,5
Gourna Douath 6
El Shaarawy ng
Rensch ng

Ranieri 7,5


IL MESSAGGERO

Svilar 6
Celik 6,5
Mancini 7,5
Ndicka 7
Soulè 8
Cristante 7
Koné 7
Pellegrini 6
Angelino 7
Shomurodov 6
Dovbyk 6

Baldanzi 6
Pisilli 6
Gourna Douath 6
El Shaarawy
Rensch

Ranieri 8


CORRIERE DELLA SERA

Svilar 6,5
Celik 7
Mancini 7
Ndicka 6,5
Soulè 7,5
Cristante 6,5
Koné 7
Pellegrini 6
Angelino 7
Shomurodov 6,5
Dovbyk 5

Baldanzi 6
Pisilli 5,5
Gourna Douath 6
El Shaarawy ng
Rensch ng

Ranieri 7,5


LA REPUBBLICA

Svilar 6,5
Celik 6,5
Mancini 6,5
Ndicka 7
Soulè 7,5
Cristante 6,5
Koné 6,5
Pellegrini 6,5
Angelino 6,5
Shomurodov 6
Dovbyk 5,5

Baldanzi 6
Pisilli 6
Gourna Douath 6
El Shaarawy ng
Rensch ng

Ranieri 7


IL TEMPO

Svilar 6,5
Celik 6,5
Mancini 7
Ndicka 7
Soulè 7,5
Cristante 7
Koné 7,5
Pellegrini 5,5
Angelino 6,5
Shomurodov 6
Dovbyk 6

Baldanzi 6
Pisilli 6,5
Gourna Douath 6
El Shaarawy
Rensch

Ranieri 8


IL ROMANISTA

Svilar 6,5
Celik 6,5
Mancini 7
Ndicka 7
Soulè 8
Cristante 7,5
Koné 8
Pellegrini 6,5
Angelino 7
Shomurodov 6,5
Dovbyk 6

Baldanzi 6
Pisilli 6,5
Gourna Douath 6
El Shaarawy ng
Rensch ng

Ranieri 9

Mago Ranieri, Roma a passo da Champions: “Ma niente promesse”

L’ultimo sorriso vero da queste parti lo aveva colto 17 anni fa, nel 2008, alla guida della Juventus. E allora per onorare l’ultima passerella alla Scala del calcio Claudio Ranieri non poteva scegliere modo migliore. Con una vittoria che cambia il destino delle cose, anche di quelle giallorosse, con la Roma che adesso alla Champions inizia a crederci sempre di più. Del resto, dopo 18 risultati utili consecutivi non potrebbe che essere così. “Ma io continuo a pensare solo alla prossima partita, quella con la Fiorentina, non alla classifica – dice a fine gara l’allenatore della Roma -. Non voglio fare promesse, un allenatore molto famoso (Giovanni Trapattoni, ndr) diceva: “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”. Vedremo alla fine dove saremo, l’importante è non avere recriminazioni. Stiamo dando tutti noi stessi, ma confermo quello che ho già detto la volta scorsa: “Non scommetto un euro sulla Roma”. (…)  L’ha vinta mettendo Koné a schermare la difesa, schierando Soulé a tutta fascia e chiedendo a Shomurodov di dar fastidio a Calhanoglu in costruzione. «Avevamo fatto una partita simile a Udine ed era andata bene, anche se con Rensch e Baldanzi. Abbiamo vinto ancora una volta per 1-0, ma va bene anche così, contano i punti. Soulé? Ha capito quello che gli chiedevo, deve essere pratico e rapido nel pensare, anche nel-l’uno contro uno. È sempre im-prevedibile, la sua è una stoffa molto pregiata».  E infatti a decidere la partita è stato ancora una volta Matias Soulé, esattamente come già successo a Parma e ad Empoli o nel pareggio esterno contro la Lazio. Solo gol pesantissimi per Mati, tra l’altro anche tutti molto belli. (…) «Ranieri mi ha chiesto di aiutare i compagni e di difendere. Per aiutare la squadra sono disposto a tutto, in diversi ruoli. Dybala? Lui è da sempre un mio idolo, provo a imparare da ciò che mi dice. Io ascolto e replico». Per ora anche molto bene…

(gasport)

Ndicka assicura: «Non è mai rigore». Festeggia anche Dybala: «Siete forti»

Brilla la stella di Soulé a San Siro. Dopo il gol contro la Lazio e l’assist decisivo con il Verona, Matias ha mandato al tappeto l’Inter e si gode il premio di migliore in campo. Un cambio di passo nel 2025 dove ha realizzato .4 reti e due passaggi vincenti. (…) Nei giorni scorsi ha compiuto 22 anni ed ha festeggiato al meglio. (…) Dieci clean sheet sono arrivati con Rarieri in pan-china, anche grazie alle prestazioni di Ndicka e Mancini. L’ivoriano ieri è stato tra i migliori in campo e protagonista del contrasto con Bisseck nel finale: «È un duello d’area di rigore. Non si danno dei rigori così, è calcio per me. Lui è un difensore e lo sa». Evan – come Claudio – ha dedicato la vittoria ai sostenitori giallorossi che ieri non potevano essere presenti sugli spalti: «Siamo tutti contenti, per la classifica e per i nostri tifosi che non sono potuti venire qui. La corsa Champions? Ci sono ancora 4 finali. Mí piace scendere in campo ogni tre giorni e non mi piace aspettare. Per questo facciamo di tutto per andare in coppa. La settimana è lunga. Giocare per la Roma è un piacere». (…) Ha seguito la Roma da casa Dybala che ha dovuto annullare il viaggio a Milano per non perdere nessun giorno d’allenamento (ieri ha svolto terapie). Ma ha mandato un messaggio sui social: «Quanto siete forti». Mercoledì la ripresa.

(Il Messaggero)

Ma Ranieri mantiene il basso profilo: «Ancora non guardo la classifica»

«Vincere uno a zero non è mica un problema eh, sono sempre tre punti. E belli». Ranieri, elegantissimo, sorride e gioca. Il corto muso non va vissuto mica come un’onta, no. C’è chi, prima di lui, non a Roma però, ci ha vinto gli scudetti. A Claudio questi uno a zero in serie piacciono e servono per sperare, per vivere un sogno, fino alla fine. E pensare che quando è arrivato, Roma non era una città che sognava, anzi, si era incattivita, si respirava un’atmosfera pelante, dopo la cacciata di De Rossi e per le negatività legate ai risultati di Juric. «Voi con-tinuate a denigrare gli uno a zero, a me va bene così, mi serve per cari-care i calciatori». Questo corto muso contro l’Inter brilla, dà forza, ti fa uscire da Milano con consapevolezza. (…) Koné centrale, Shomurodov su Cahla, insomma un’idea dietro l’altra, vero Ranieri? «Abbiamo giocato in questo modo anche a Udine, non c’era Soulé ma Rensch e mi era piaciuto. Gli avevo rifatto vedere la partita e gli avevo chiesto di ripeterci, siamo andati molto bene. Io sono veramente contento, non avevamo mai vinto contro una grande (e la Lazio? ndi) e siamo ve-nuti qui a vincere. Siamo molto felice, ora arriva la Fiorentina e pensiamo a loro perché sono in un bel momento. (…) Pensare alla Fiorentina, va dicendo Ranieri, e non al futuro, ok. Quindi nemmeno al suo di futuro, magari come allenatore, per una altro giro sulla panchina della sua Roma. Nemmeno a dirlo. Ecco la risposta di Ranieri, che non ne può più di sentirselo ripetere. «Ho smesso, ho consegnato il tesserino a Coverciano. E se poi mi mancherà la panchina? “Si lo so, poi andrò ai giardinetti».

(Il Messaggero)

Soulé batte l’Inter: la Roma adesso sogna la Champions League

La miglior Roma della stagione vince a casa dell’Inter e rilancia le proprie ambizioni Champions. Guidata dalla star del momento: Matias Soulé. L’argentino, al quinto gol stagionale, dopo l’infortunio di Dybala, si è caricato la Roma sulle spalle. Dopo Parma e Empoli anche San Siro. «Adesso sento la fiducia di tutti – ha ammesso il 21enne – sto facendo molto bene e sono contento. Dybala? Lui è da sempre un mio idolo, provo a imparare da tutto ciò che mi dice e che mi dicono i più esperti. Io provo ad ascoltare tutto e a replicarlo in campo». Per Soulé è il terzo gol da tre punti e per la Roma l’ottava vittoria per1-0 in campionato della sta-gione. Un record europeo firmato Claudio Ranieri. L’uomo della provvidenza che a fine stagione cambierà ruolo, nonostante le pressioni della piazza, dei calci-tori e degli stessi Friedkin (…) Ma è il cammino nelle ultime 20 partite che racconta la cura di Ranieri. La Roma è saldamente al primo posto con 14 vittorie, 5 pareggi e 1 sola sconfitta, a Como a dicembre scorso. Un ruolino da scudetto che aumenta le recriminazioni dei tifosi per i primi mesi disastrosi. Tra scelte scellerate della proprietà – esonero di De Rossi e ingaggio di Juric – e responsabilità dei calciatori. Se solo Ranieri ci fosse stato da settembre. (…)

(La Repubblica)

Colpo Roma

IL TEMPO (L. PES) – Coraggio. Quello che è mancato negli altri due big match del mese di aprile e che Ranieri aveva chiesto a gran voce. Quello dimostrato dal tecnico che ha deciso di presentarsi a San Siro, nella gara più complicata di questo finale di stagione, con due punte giocandosela a specchio con Inzaghi. E quello di Soulé che la scorsa estate ha scelto la Roma per consacrarsi e ieri alla Scala del calcio ha vissuto il suo pomeriggio di gloria regalando tre punti fondamentali ai giallorossi per crede-re ancora alla Champions League. La vittoria contro l’Inter nasconde una miriade di significati per li Roma e per il suo condottiero. Non è soltanto il diciottesimo risultato utile di fila (ultima sconfitta datata 15 dicembre 2024 sul campo del Como), è la dimostrazione di volerci essere fino alla fine. È il ritorno alla vittoria nelle sfide contro le grandi dopo tante amarezze e una sola gioia nel derby d’andata. E la gioia ritrovata di Sir Claudio a San Siro che dopo diciassette anni di
digiuno (sponda nerazzurra, aveva vinto l’ultima volta proprio con la Roma battendo il Milan nel dicembre 2010) ha deciso di tornare a trionfare proprio nell’ultima apparizione al Meazza. Lavine soprattutto lui. Col coraggio delle scelte, con i cambi giusti e con un impianto tattico che ha messo in crisi un’Inter che in sette giorni rischia di aver compromesso una stagio-ne che fino a prima di Pasqua sembrava potesse essere trion-fale. Soulé a tutta fascia contro Dimarco è la mossa chiave per mettere subito alle strette gli avversari in avvio. Koné sorprendentemente in cabina di regia vero mattatore dei primi quarantacinque minuti e Cri-stante a giganteggiare da mezzala destra. Poi quelle due pun-te che tanto hanno fatto meditare l’allenatore di San Saba. La tentazione sempre frenata dal non avere cambi giusti per intervenire. Ma quella contro i campioni d’Italia in carica era la partita da vincere a tutti i costi, quella nella quale non c’era nulla da perdere. Per que-sto Ranieri ha cucito la bocca a tutti quelli che continuano a definirlo un difensivista, un «catenacciaro». Altroché: da quando è tornato a Roma ha dimostrato di saper cambiare ed evolversi nel corso delle settimane e, all’occorrenza, anche nel corso dei novanta minuti. Tanti ne sono bastati ieri nel pomeriggio di San Siro per tornare a sorridere in casa interista (l’ultima volta era succes-so a ottobre 2022). È bastato il tap-in di Soulé dopo ventidue minuti anche se contrariamente a quanto si possa pensare, il settimo 1-0 stagionale dei gial-lorossi è trai meno sofferti. An-zi, più i rimpianti che le paure dopo il fischio finale con almeno quattro occasioni pulite di raddoppiare fallite clamorosamente (Cristante, Shomurodov, Pisilli e Dovbyk). Finalmente Roma, finalmente l’urlo contro una grande. Ma ora guai a fermarsi: Fiorentina, Atalanta, Milan e Torino poi si tirano le somme. Intanto Ranieri si gode il sesto posto momentaneo sopra la Lazio e pari al Bologna.