Totti, il ritorno e il ruolo: ora decisione in tempi stretti

Se un effetto l’ha avuto — e probabilmente ne ha avuti anche altri, ma sarà il tempo a chiarirlo — la cena di lunedì tra Totti e Gasperini, è quello di aver accorciato il calendario. Non è più immaginabile che la telenovela vada avanti a lungo. Rientro sì, rientro no, con quale ruolo, bandiera sì ma non bandierina, area tecnica oppure no. Se la cosa s’ha da fare, s’ha da fare in tempi brevi: il concetto è chiaro a Trigoria. (…) È un fatto acclarato che della cena di lunedì nessuno in società sapesse nulla: né i Friedkin, né Ranieri, né il direttore sportivo Massara. E allora le cose sono due: o non si è parlato di futuro, e allora fine dei discorsi, si è trattato di un incontro privato e stop. Oppure tra i due si è chiacchierato del domani — come peraltro risulta — e forse un passaggio comune sarebbe stato nell’ordine delle cose aspettarselo. (…)

(corsera)

A Genova senza lo stakanovista Wesley. Tocca a Rensch, l’uomo dei big match

Da gennaio 2025 Wesley non si è praticamente mai fermato. Contro la Juventus ha toccato quota sessanta partite tra Flamengo, Roma e nazionale brasiliana. Si è riposato – per modo di dire -solamente a fine luglio quando è arrivato nella Capitale ed ha iniziato la preparazione in Inghilterra. Ci ha messo poco, anzi pochissimo, a conquistare l’Olimpico. (…) Un jolly per il tecnico che nel finale di gara contro il Viktoria Plzen lo aveva addirittura fatto giocare come centrale di difesa. L’impatto con la Serie A è stato devastante: 4 reti, 1 assist (più uno in Coppa Italia) e il 14% di partecipazione alle reti totali. Numeri niente male per uno che di mestiere non fa l’attaccante. A Genova, però, sarà costretto a fermarsi. Il giallo preso domenica lo costringerà a scontare un turno di squalifica. (…) L’ultima volta che non è stato a disposizione, le conseguenze sono state drammatiche, sportivamente parlando. La gara in questione è quella col Cagliari, probabilmente la peggiore della stagione. E su quella fascia Palestra ha fatto praticamente tutto quello che voleva prendendosi gioco di Tsimikas prima e di Ghilardi poi. Un disastro. Anche ad Atene non è partito dal primo minuto e la partita è stata tutt’altro che positiva. Ma una volta entrato è arrivato il pari di Ziolkowski. Un caso? Forse. Ma non si può negare che la Roma sia in parte Wesley dipendente. Era andata meglio nel derby salta-to per problemi gastrointestinali. In quel caso a sostituirlo fu Rensch che si candida ad una maglia da titolare anche domenica. L’olandese è una sorta di uomo misterioso. Spesso e volentieri finisce nel dimenticatoio. (..,) L’ex Ajax si è visto pochissimo, ma Gasp nelle grandi occasioni si è quasi sempre affidato a lui. Si è visto dal primo contro Lazio, Como, Atalanta e Juventus (sia all’andata che al ritorno). L’unica nell’undici iniziale in un match non di cartello è stata contro il Torino, ma c’è una curiosità che forse non tutti ricordano. Doveva iniziare fuori, ma il piccolo problema muscolare accusato da Celik nel riscaldamento lo ha fatto di-ventare titolare. (…)

(Il Messaggero)

La nuova vita di Niccolò

È stato un amore (calcistico) a prima vista. Prima conferenza stampa di De Rossi, neo allenatore della Roma, 19 gennaio 2024: «Pisilli? Sono rimasto stupito; vederlo dal vivo mi ha impressionato. Ammetto che non lo conoscevo bene. Parliamo di un giocatore forte, non credevo avesse tutta questa qualità. Molto giovane, un bambino praticamente, ma è davvero forte». Parole che inizialmente sembrano di circostanza e con uno sguardo proiettato inevitabilmente al futuro. Niccolò, che aveva esordito in A con Mou e segnato il primo gol in Europa League contro lo Sheriff qualche settimana prima dell’avvento di Daniele e dell’addio del portoghese, in stagione non trova più spazio.(…) De Rossi, visto lo scarso impiego del ragazzo di Casal Palocco nella prima parte di stagione del nuovo corso Gasperini, gli chiede la disponibilità di raggiungerlo al Genoa. Sembra tutto fatto quando prima arriva l’infortunio di Koné e poi la partita con lo Stoccarda: l’Under 21 segna due reti e a fine partita Gasp (che aveva dato l’ok alla partenza dopo il ritorno di El Aynaoui dalla Coppa d’Africa) lo toglie dal mercato. (…) Oggi un po’ tutti si sono accorti di Pisilli. Sì, del ragazzino che soltanto 3-4 mesi fa si era «montato la testa dopo il rinnovo», di quello che poteva giocare «soltanto in una mediana a tre». Il passo è stato breve, anzi brevissimo: dopo le ultime prestazioni, sono iniziate già le crociate per invocarne una chiamata di Gattuso in Nazionale in vista degli spareggi. Calma. Com’è stato intelligente e bravo Gasperini a ricredersi sull’utilità immediata di Niccolò (lavorandoci nel frattempo: per intenderci, il calciatore visto contro il Nizza a settembre non è nemmeno lontano parente di quello ammirato l’altra sera contro la Juventus), la testardaggine del ragazzino nel dimostrare che nella Roma ci poteva stare eccome, va sottolineata. (…). All’alba delle tre trasferte ravvicinate che attendono la Roma (Genova, Bologna in coppa e Como), Gasp intende ruotare la rosa il meno possibile. E soprattutto intende far giocare chi sta meglio. Niccolò è uno di questi. Contro la Juve, nella nuova versione di centrocampista d’assalto, ha impressionato per la quantità dei palloni recuperati (13), per la qualità delle giocate (suo l’assist per il gol di Wesley), per la bra-vura nelle chiusure difensive (5) e negli intercetti (7). (…)

(Il Messaggero)

E ora serve pure il 10 alla squadra: Dybala verso il rientro col Genoa

Trovato il nove, ora bisogna tornare ad avere il dieci. Quell’elemento in grado di fornire assist, imprevedibilità e fantasia a un reparto che è tornato a segnare grazie a Malen. E nella Roma quel giocatore è Paulo Dybala che ieri ha svolto lavoro differenziato. Ma nessun allarme, lo step era previsto dal programma dopo il giorno di permesso avuto per la nascita della figlia. Oggi l’argentino, a meno di sorprese, tornerà in gruppo per rispondere presente col Genoa. (…) Prosegue, invece, il calvario di Ferguson. Che ieri è tornato a Brighton (Inghilterra), dove sosterrà una visita specialistica per risolvere il problema alla caviglia. Al vaglio l’ipotesi dell’intervento chirurgico che porterebbe a chiudere in anticipo l’esperienza con la Roma.

(gasport)

Malen come Milito: la cura Gasp esalta i bomber

Come li trasforma lui, nessuno. Se c’è un allenatore in Serie A che nell’ultimo ventennio ha valorizzato di più i centravanti, creando casi emblematici, quello è Gian Piero Gasperini. Con il suo gioco offensivo, tratto distintivo del suo stile di allenatore fm dai tempi del Crotone e del Genoa in B, le sue squadre diventano ogni volta Luna Park dove a divertirsi sono sempre i tifosi di casa: l’ultimo esempio è quello di Donyell Malen, riportato con la Roma a livelli da Champions dopo la parentesi in chiaroscuro all’Aston Villa. E lui sa, come pochi, come gestirle, le prime punte. (…) E quando entra nella testa e nel cuore dei suoi centravanti, Gasp non ne esce più. Perché trova gli argomenti giusti (i trequartisti che ruotano attorno ai 9 e i cross continui) e in cambio riceve gol, tanti gol. Il suo laboratorio di calcio a Crotone nell’ormai lontano 2005, per dire, generò un “fenomeno” chiamato Jeda, un brasiliano che il tecnico ha sempre ammirato per tecnica, velocità e senso del gol. Un armo dopo, col Genoa, tirò fuori il meglio da Adailton, che di reti ne realizzò 14 e meglio aveva fatto solo l’anno prima (16), ma con 11 gare in più. In A “il mister dei 9” ha poi aperto una galleria di centravanti-gioiello che arriva fino a Malen. Da Borriello (19 acuti in 35 gare nel 2008, miglior bottino in carriera) a Milito (24, mai fatte più reti in A…) e Pavoletti (14) nell’era Genoa, passando per tutta l’epoca Atalanta in cui centravanti e esterni in genere si sono letteralmente scatenati: Gomez (16), Zapata (28), Muriel (26), Hojlund (10), Scamacca (19), Lookman (20) e Retegui (28). (…) Con Malen l’allenatore è passato da una media gol di 1,2 a quasi 2 a partita: da gennaio nessuno ha fatto meglio del centravanti (6 gol in 7 gare, in Europa solo Kane del Bayern ha fat-to meglio), che è primo anche per tiri totali (36) e in porta (13), per conclusioni dentro l’area (31, di cui 13 nello specchio), per tocchi in area (70) ed expected goals (5,48). Un uomo che crea pericoli costanti per gli avversari e che si propone per dialogare nello stretto coi compagni, accentuando così il tasso di incisività di tutta la squadra proprio come vuole Gasperini. (…)

(gasport)

Hermoso out anche contro il Genoa

IL TEMPO (GAB. TUR.) – Hermoso alza bandiera bianca. Niente da fare per il difensore spagnolo, che sperava di tornare in gruppo nel corso di questa settimana ed essere disponibile per la gara con il Genoa. Il dolore all’ileopsoas è tutt’altro che sparito e costringerà l’ex Atletico Madrid all’ennesimo forfait. Anche ieri, infatti, Hermoso si è allenato a parte e dovrà attendere la prossima settimana per riprendere a lavorare con i compagni. I settanta minuti di Udine restano gli unici collezionati dallo spagnolo negli ultimi quarantasei giorni. I primi mesi del 2026 non sono stati particolarmente fortunati per il numero ventidue giallorosso, a cominciare dal viaggio in Francia per trattare la pubalgia. Problema che comunque non gli ha impedito di essere a disposizione di Gasperini. La lesione di secondo grado all’ileopsoas a Torino, invece, lo ha costretto al primo stop. L’infortunio, che inizialmente appariva più grave, è stato superato nel giro di due settimane. Il peggio sembrava alle spalle, ma una contusione al collo del piede gli ha impedito di scendere in campo a Napoli. Il ritorno sembrava alle porte con la Cremonese, con Gasperini che aveva deciso di mandarlo in campo dal primo minuto. La riacutizzazione del dolore all’ileopsoas, però, lo ha messo fuori dai giochi proprio nel riscaldamento prima del fischio d’inizio. E anche il big match con la Juventus si è aggiunto alla lista delle gare saltate. Gasp lo aspetta la prossima settimana, in una fase della stagione in cui c’è bisogno di tutti.

Attacco a metà

IL TEMPO (L. PES) – Attacco senza pace. Dall’inizio della stagione, salvo rare e sporadiche occasioni, Gasperini non ha ma avuto l’intero reparto a disposizione. I continui infortuni che hanno colpito a rotazione praticamente tutti i calciatori tra centravanti, seconde punte ed esterni costringono ancora oggi, all’inizio della fase più delicata della stagione, il tecnico a fare di necessità virtù. Prima il lento rientro estivo di Dybala che poi si era fermato già alla terza giornata contro il Torino. Poi i primi problemi alla caviglia di Ferguson che ha trovato continuità solo alla fine di novembre e i lunghi stop di Dovbyk. Il primo di un mese e mezzo per la lesione del retto femorale, poi l’operazione dopo lo stop del 6 gennaio a Lecce per un problema miotendineo alla stessa coscia. Altri due stop per la Joya tra novembre e gennaio oltre ai problemi per Baldanzi e Pellegrini, che spesso Gasp ha utilizzato in posizione avanzata. Fino ad arrivare all’infiammazione al tendine d’Achille per El Shaawy e la fastidiosa pubalgia che ancora oggi tiene ai box Soulé. A proposito dell’argentino, l’obiettivo è rientrare in gruppo la settimana prossima, saltando quindi anche la trasferta di Genova e mettersi al lavoro per esserci tra Bologna e Como. Il riposo è l’unica strada per cercare di ridurre il dolore e dopo i forfait con Cremonese e Juve sarà assente anche al Ferraris. Ci sarà, invece, salvo sorprese, Paulo Dybala. Dopo il martedì di permesso per la nascita della primogenita Gia, ieri il ventuno giallorosso ha svolto un lavoro specifico personalizzato programmato che lo porterà a tornare a lavorare oggi col resto dei compagni. Più ingarbugliata la situazione di Ferguson. L’irlandese combatte dallo scorso 22 gennaio con un problema alla caviglia sinistra, la stessa che gli aveva dato problemi anche a inizio stagione. Dopo un primo viaggio in Inghilterra alla vigilia di Roma-Cremonese, in queste ore l’attaccante, col permesso del club, è tornato a Brighton per un consulto medico. Un’altra stagione da incubo per il centravanti che difficilmente sarà a disposizione a breve per la Roma e anche per l’Irlanda impegnata ai playoff mondiali. Avrebbe fatto comodo eccome in questo periodo da riserva di Malen, così come Dovbyk che dovrà aspettare ancora un mese circa prima di tornare in campo. Nel frattempo Gasperini si affida all’olandese e continua a valutare Vaz che col ritorno dell’Europa avrà più spazio e occasioni per mettere in mostra il suo talento. In un’annata, la prima in giallo-rosso dell’allenatore di Grugliasco, vissuta nel grande paradosso di non poter mai contare sulle certezze in attacco. Reparto che storicamente col piemontese ha sempre reso al meglio.

Roma, la road map di Gasperini: 5 gare e due vie per la Champions

LEGGO (F. BALZANI) – Cinque partite, quindici giorni e due vie per la Champions. La road map della Roma di Gasperini sta per entrare in quel tratto di strada in cui si determina la stagione. E forse anche il futuro economico del club. Dopo il pareggio amaro con la Juve, infatti, la squadra giallorossa è chiamata a rialzare subito la testa domenica a Marassi dove troverà Daniele De Rossi e un Genoa a caccia di punti salvezza. Prima tappa di un tour de force che proseguirà giovedì prossimo a Bologna nell’andata degli ottavi di Europa League. Poi lo scontro diretto a Como di domenica 15 e subito dopo il ritorno all’Olimpico coi rossoblu che arriva tre giorni prima della sfida interna con il Lecce di un altro ex come Eusebio Di Francesco. Obbligatorio mantenere il vantaggio per il quarto posto e ottenere il pass per i quarti per quella che di fatto è l’unica squadra italiana tra le prime sei in classifica a correre per il doppio obiettivo. A mettere ottimismo nel carburante della macchina di Gasperini, però, c’è anche la storia. Le squadre del tecnico di Grugliasco tendono a concludere in crescendo, con una media gol decisamente alta tra marzo e maggio (1,96 a partita nell’era Atalanta) e un’intensità che spesso mette in difficoltà gli avversari. Un esempio? Nel 2024 arrivò lo storico successo sul Liverpool nei quarti di Europa League e anche l’accelerata decisiva in campionato. L’ostacolo coppe, infatti, per Gasp non è così importante. «Più si gioca, meglio è», è il suo diktat. A patto di non subire infortuni. Anche perché Gasp dovrà ricorrere al turn over. L’aiuto sta per arrivare dall’infermeria. Dybala ieri ha svolto lavoro personalizzato, ma era in programma dopo il giorno di permesso per la nascita della figlia. Oggi, a meno di sorprese, sarà in gruppo per rispondere presente domenica. Discorso diverso per Soulé che continua a sottoporsi alle terapie per la pubalgia e punta a tornare a Bologna la prossima settimana. Ancora out Ferguson che ieri è volato di nuovo a Brighton per sottoporsi a una nuova visita specialistica alla caviglia (possibile l’operazione).

Stadio Roma: convocata per il 5 marzo la commissione Patrimonio

Si va definendo il calendario della varie commissioni consiliari per quanto riguarda il nuovo stadio della Roma a Pietralata. È stata convocata per il 5 marzo alle ore 9 la commissione Patrimonio, Come scrive il giornalista Alessio Di Francesco, c’è la possibilità che possa essere congiunta con quella dei Lavori Pubblici.

Come Falcao, Gasp va a Mixer

IL ROMANISTA (T, CAGNUCCI) – Non avrei mai pensato che dopo un Roma-Juventus le parole più romaniste le avrei ascoltate da uno nato a Grugliasco. «Hanno festeggiato un pareggio, abbiamo fatto una partita straordinaria, siamo a + 4, mancano undici partite, non accetto questa depressione. Su! Forza! Animo!». Un romanista pensa e parla così. (…) Una volta Falcao prima del derby del 23 ottobre 1983 disse: “Siamo avvantaggiati perché abbiamo giocato in settimana”… Ora, capisco, la mente di Falcao non è un metro di paragone nemmeno per Einstein, però non occorre avere la sua fronte alta per capire che giocare di più, sicuramente, può affaticare, ma a livelli così alti, in cui le squadra più o meno si equivalgono, la differenza la fa la testa, il non arrendersi, il restare sul pezzo, il crederci. Chi piange oggi riproduce l’atteggiamento che ci ha fatto pareggiare. Chi piange oggi è lo stesso che imputa alla Roma di aver sbragato. Non è successo niente. Si deve lottare e lo si sarebbe dovuto fare anche a +7. (…) Ah, tanto per esagerare, in quella settimana sempre quel maestro di pensiero e di estetica che è Falcao si presentò a Rai2, a Mixer, da Minoli perché aveva avvertito chiaramente la paura e la depressione della gente romanista dopo quella sconfitta (ma lì, un po’ lo posso capire: io ero distrutto, ma avevo 10 anni). Minoli gli chiese: “La Juve ha detto che crede allo Scudetto”. Falcao rispose: “Noi ci crediamo di più”. Ora vi pare che noi siamo depressi per un pari festeggiato dalla Juve come l’Ascoli? (…)

LEGGI L’ARTICOLO INTEGRALE