BALZANI: “Pisilli? Se non gioca ora non lo farà più” – CONFLITTI: “L’interruzione del prestito di Ferguson sarebbe un’autobocciatura per Massara”

All’interno delle trasmissioni delle emittenti radiofoniche della Capitale l’argomento principale è Niccolò Pisilli, il quale potrebbe partire titolare contro il Celtic dopo il poco spazio concesso da Gian Piero Gasperini in questi mesi: “Se non gioca ora, non lo farà più”, afferma Francesco Balzani. Gabriele Conflitti, invece, si sofferma sul futuro di Evan Ferguson: “L’interruzione del prestito sarebbe un’autobocciatura per Massara”.

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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Gli attaccanti della Roma non danno alcun segnale: è necessario alzare il livello tecnico (ROBERTO PRUZZORadio Radio, 104.5, Mattino – Sport e News)

Contro il Celtic El Aynaoui deve giocare, anche perché poi lo perdi per la Coppa d’Africa. Non lo vedo in coppia con Pisilli, dato che non hanno mai giocato insieme. La Roma mi sembra stanca e pesante (PIERO TORRI, Manà Manà Sport, 90.9)

Non trovo grandi riscontri su un’interruzione del prestito di Ferguson, per Massara sarebbe anche un’autobocciatura (GABRIELE CONFLITTI, Manà Manà Sport, 90.9)

Pellegrini? Le sue prestazioni sono tornate ad essere piatte come quelle fornite negli ultimi due anni (DANIELE CECCHETTI, Manà Manà Sport, 90.9)

Tolta la Conference League, i Friedkin hanno fatto certi danni a Roma… (RICCARDO ANGELINI, Manà Manà Sport, 90.9)

Non vorrei che Ndicka ed El Aynaoui stessero già pensando alla Coppa d’Africa… (UGO TRANITele Radio Stereo, 92.7, Te la do io Tokyo)

A forza di non vedere in campo Pisilli mi chiedo cosa ce lo abbiamo a fare. Se persino Baldanzi ha trovato spazio, allora anche lui merita qualche chance. El Aynaoui? Considerando la partenza per la Coppa d’Africa, dobbiamo spremerlo finché è possibile (ANTONIO FELICITele Radio Stereo, 92.7, Te la do io Tokyo)

La coppia Pisilli-El Aynaoui contro il Celtic? Non mi piace, ma è probabile. In questo momento il marocchino è meglio di Cristante. Se Pisilli non gioca ora, non giocherà più (FRANCESCO BALZANITele Radio Stereo, 92.7, Te la do io Tokyo)

Zirkzee, la Roma ci crede

Zirkzee, ancora una manciata di minuti. Sei, per la precisione. Appena il tempo di mettere piede in campo nel finale della sfida di Premier contro il Wolverhampton, giusto per certificare —se mai ce ne fosse stato bisogno — che lo United ormai guarda altrove. (…) Massara fiuta l’occasione e accelera: pressing sugli agenti, pressing sul Manchester, pressing su ogni centimetro utile per far scivolare Joshua verso Trigoria. C’è da lavorare sulle commissioni — alte, forse troppo, ma rinviabili alla prossima estate — e sulle richieste dell’United, che vorrebbe monetizzare già da gennaio. Ma il piano giallorosso è chiaro e non fa una piega: prestito oneroso da circa 5 milioni più obbligo di riscatto in caso di qualificazione Champions. Una scommessa calcolata, un all-in ragionato. (…) Il piano B è già lì, solido e credibile: Fabio Silva. Un solo minuto giocato domenica scorsa contro l’Hoffenheirn, un segnale eloquente inviato dal Borussia Dortmund: Guirassy è il titolare, il resto è contorno. Le porte sono chiuse e, quando è così, cambiare aria diventa quasi un dovere. La Roma lo sa e si prepara a bussare con decisione, con la stessa formula pensata per Zirkzee. (…) Yuri Alberto è l’altro nome che scalda, ma i 30 milioni chiesti dal Corinthians in un’unica soluzione al momento sono fuori portata. Poi ci sono Kalimuendo —che intriga anche il Milan — Arevalo ed El Mala: tutte piste che possono riguardare più il futuro. (…)

(corsport)

Massimo Mauro: “Le parole di Folorunsho sono una violenza. Assurdo che non vengano punite”

GASPORT – Massimo Mauro, ex calciatore e opinionista sportivo, ha parlato in merito agli insulti di Folorunsho nei confronti di Hermoso in Cagliari-Roma. Le sue parole:

Massimo Mauro, che idea si è fatto di questa vicenda?

«Vedere quello che abbiamo visto è stato come averlo sentito per quante volte lo ha ripetuto. E stato davvero sgradevole, è stata una violenza per tutti, non solo per la mamma di Hermoso. Già è difficile digerire certe parole dette una volta, la ripetizione è stata veramente insopportabile. Come è assurdo il protocollo del Var, trovo assurdo che non si possa punire una cosa così».

Si aspettava la prova tv?

«Non sapevo che fosse limitata alla blasfemia. E questo fa emergere un mondo del calcio ancora maschilista, è urgente cambiare la mentalità, non tanto dei giocatori, quanto di chi scrive le regole. Ma non è per niente facile e questo rende tutto insopportabile».

(…)

Che cosa si augura ora?

«Servono gesti concreti. Il giocatore del Cagliari per me dovrebbe andare a casa di Hermoso a chiedere scusa, investirci del tempo, metterci attenzione. Non basta un post sui social. O lo vedrei bene nelle scuole di Cagliari a commentare il suo errore. E ovviamente cambiamo in fretta questo codice»

Folorunsho se la cava: nessuna inchiesta sugli insulti sessisti

Nessuna sanzione per Michael Folorunsho per le pesanti e volgarissime offese espresse platealmente nei confronti della madre di Mario Hermoso durante Cagliari-Roma. Ieri l’ultima, tiepida speranza di un intervento si è dissolta con l’arrivo del comunicato del Giudice sportivo in cui non appare alcuna richiesta di approfondimento. Da quanto risulta il referto arbitrale non conterebbe espliciti riferimenti che leghino le parole del centrocampista rossoblù al cartellino giallo estratto da Zufferli – circostanza che avrebbe chiuso di fatto ogni possibilità di indagine visto che non si può essere giudicati due volte per la stessa violazione -ma il Giudice Mastrandrea ha ritenuto comunque che non ci fossero margini per sanzionare lo “sfogo” che da domenica contnua a far discutere. Del resto già domenica sera si era intuito che alla luce del Codice di Giustizia Sportiva, aggiornato per l’ultima volta a luglio di quest’anno, non fosse facile intervenire in un caso come questo. (…) Insomma bestemmiare è (ovviamente) gravissimo, dire che una donna che deve morire, che «fa i b…» e che è una «put..» è evidentemente meno grave, quindi niente prova tv. (…) L’unica possibilità che questa vicenda possa avere un seguito è legata a una denuncia da parte di Hermoso o della Roma, che però non ci sarà, anche perché nessuno ha contezza di che cosa abbia detto il giallorosso a Folorunsho: forse una vera indagine della Procura federale, con testimonianze e prove audio-video, avrebbe fatto emergere altre responsabilità e magari alla fine sarebbero stati (opportunamente) sanzionati entrambi. (…)

(gasport)

Celtic-Roma: il programma della vigilia. Alle 18:30 la conferenza stampa di Gasperini, alle 19:30 la rifinitura

Domani la Roma sarà impegnata di nuovo a Glasgow, ma questa volta per affrontare il Celtic. Questo il programma odierno del club giallorosso: alle ore 18:30 (17:30 locali), ci sarà la conferenza stampa di Gasperini e un calciatore al Celtic Park. Alle ore 19:30 prevista la consueta rifinitura con i primi 15 minuti aperti alla stampa.

Calciomercato Roma, Bailey proposto al Benfica: no dei lusitani. Si cerca un’altra sistemazione

Non soltanto Ferguson, anche Leon Bailey potrebbe finire anzitempo la sua avventura con la Roma. Come scrive il quotidiano sportivo, il giamaicano è stato proposto al Benfica, che però ha detto no, e ora si cerca una nuova destinazione dopo mesi in chiaroscuro. Con gli stipendi risparmiati dai due la Roma può spingere sull’acceleratore per Zirkzee.

(corsport)

Petrachi: “Parlai con Conte, Gasperini e De Zerbi prima di prendere Fonseca. Proposi a Totti di diventare il mio braccio destro”

DOPPIO PASSO PODCAST – Torna a parlare Gianluca Petrachi. L’ex ds della Roma, in una lunga intervista, ha raccontato interessanti retroscena sulla scelta di Fonseca come allenatore giallorosso. Le sue parole: “Fonseca lo avevo seguito, era un allenatore che mi intrigava. Vedevo che le sue squadre erano codificate. Però nella lista era l’ultimo. Parlai sia con Conte che con Gasperini. Con Antonio c’è stato sempre un legame forte, sarebbe venuto. Poi si confrontò con la proprietà, lo feci parlare con il presidente Pallotta ma alla fine c’era qualcosa che non quadrava. Per me Conte o Gasperini erano due scelte prioritarie, uno era un amico, l’altro un allenatore conoscente ma che stimavo molto e volevo già portare al Torino. Conte ad un certo punto mi disse che la situazione non lo convinceva del tutto, non vedeva quella voglia di vincere, avevamo già visto qualcosa della squadra. Così come con Gasperini, che fu onesto perché aveva ancora un altro anno con la famiglia Percassi e alcune cose nel club non gli piacevano. La terza scelta era De Zerbi, che però aveva già dato la parola d’onore a Squinzi e non lo volle tradire. Poi naturalmente parlammo di Fonseca. Lo incontrai prima, ci furono dei contatti, poi si formalizzò la cosa. Come allenatore mi piace tutt’ora, 70 punti con la Roma non li ha fatti più nessuno dopo di lui. Se avesse avuto più carattere avrebbe fatto meglio” Poi un altro retroscena su Totti: “Se lo avessi avuto accanto forse la storia sarebbe andata diversamente. Gli chiesi di rimanere al mio fianco e di essere il mio braccio destro”

Dovbyk è ok e spera nella convocazione

Dovbyk in gruppo, alla vigilia della partenza per Glasgow, a un mese esatto dall’infortunio al tendine del retto femorale rimediato con l’Udinese. L’attaccante sarà certamente convocato per la gara di lunedì contro il Como, ma non va esclusa la possibilità di una chiamata di Gasperini già per la trasferta scozzese di Europa League. (…) Il programma della trasferta è identico a quello di un mese fa, per la sfida con i Rangers: la Roma pernotterà a Glasgow domani sera dopo la partita, per poi rientrare in Italia venerdì mattina.

(corsera)

Roma, tutti sul filo

Tagliare per migliorare e restare in zona Champions fino al traguardo. Dentro Zirkzee e magari anche Tel o Raspadori. In bilico (quasi) tutti gli attaccanti della Roma. Massara accetta il piano di Gasperini che, pur di avere nuovi giocatori offensivi (uno sicuro, due meglio), è disposto a lasciare andare qualsiasi punta dell’attuale rosa, pesando il rendimento degli interpreti a disposizione: Gian Piero, se ci fosse la possibilità, si pronuncerebbe per l’azzeramento del reparto, undices-mo in A (15 gol). Confermerebbe solo Soulé, l’unico che ha riposto decentemente nelle 19 partite stagionali, realizzando 5 reti (4 in A). E, se non ci sarà il ribaltone, anche Pellegrini che, da sotto punta, gli ha dato qualche garanzia in più di altri specialisti del ruolo, segnando 3 gol in Europa league). (…) Gasperini evita giustamente di scaricare i suoi giocatori in pubblico, consapevole che la ristrutturazione più o meno totale non sarà possibile già nella sessione invernale del mercato. (…) Elegantemente ha evitato di infierire. Senza non-minarli, si è rivolto a Dybala (2 gol), Bailey (o) e Ferguson (1) che non hanno continuità né in allenamento né in campo. A loro va aggiunto Dovbyk (2), appena recuperato. Nel pacchetto offensivo anche El Shaarawy (1) e Baldanzi (0). (…) Bailey e Ferguson, arrivati in prestito: non pervenuto il giamaicano, bocciato l’irlandese che ha capito di poter tornare subito al Brighton (la scorsa settimana l’allenatore Hurzeler ha chiarito che lo riprenderebbe: lungo stop per il titolare Tzimas). (…) Ecco perché è necessario lo switch di gennaio. Zirkzee (c’è la promessa del club) più la seconda punta, Tel (che però il Tottenham ha inserito in lista Champions) o Raspadori, a Trigoria. Via due-tre attaccanti. C’è da difendere il quarto posto.

(corsera)

Roma in stallo su Pellegrini: rinnovo difficile

Nessun contatto tra le parti, almeno per il momento. Pellegrini come Dybala: le fondamenta della Roma traballano. Quasi condividono lo stesso futuro. Incerto. C’è il contratto in scadenza, ma pure la voglia di restare. Tanta. Lorenzo – come Paulo – aspetta che i dirigenti giallorossi si facciano sentire. Che mandino un segnale. L’unico, per ora, è arrivato da Gian Piero Gasperini. Anche se in estate aveva messo in discussione la fascia da capitano, il tecnico ha lasciato parlare il campo. Dove Pellegrini ha risposto presente, segnando tre gol (uno ha deciso il derby) in quattordici presenze stagionali. Tra i due c’è feeling, la fiducia è reciproca. (…) Pellegrini lascerà solo in un caso, indipendente dalla sua volontà, ma da quella del club. Se la società lo mettesse alla porta, lui non si opporrà. E la strategia del silenzio adottata dai vertici giallorossi non lascia spazio a molte interpretazioni. (…) Qualche settimana fa il ds ha ribadito che «nulla si è attivato per le trattative» di Pellegrini e Dybala. Le due icone della Roma di Mourinho prima e De Rossi poi rischiano di sbiadire. Perché la volontà della società è chiara: stop ai contratti pesanti degli over 30. (…)

(La Repubblica)