IL TEMPO (L. PES) – Celik riprende il posto in difesa, una maglia per quattro a centrocampo. L’assenza di Saelemaekers per squalifica pesa come un macigno per Ranieri che sostituirà il belga, con ogni probabilità, chiedendo a El Shaarawy di agire sulla corsia destra. Per il resto solito assetto tattico con la difesa a tre e Celik pronto a riprendersi il suo posto permettendo a Mancini di spostarsi al centro e lasciando Hummels in panchina. Davanti a Svilar, a completare il terzetto, l’onnipresente N’Dicka mentre per il rientrante Rensch solo panchina e la possibilità di entrare nel finale. Angeliño agirà a sinistra mentre in mezzo al campo certi di una maglia Paredes e Koné. Tanti dubbi, invece, per l’ultimo posto tra mediana e tre-quarti. Baldanzi sembra leggermente favorito su Pellegrini mentre Cristante e Pisilli potrebbero rappresentare una soluzione per rinforzare il centrocampo con un 3-5-2. L’ex Soulé confermato nella posizione di Dybala e Dovbyk sarà l’unico centravanti.
Autore: FedericoL
Record vittorie, Ranieri attacca Spalletti e Garcia
Il bilancio di Ranieri contro la contro la Juventus è pessimo: 3 sole vittorie, 5 pareggi e ben 16 sconfitte. Negli ultimi 14 anni l’ha battuta solo una volta su 9, grazie al 2-0 romanista del 12 maggio 2019 firmato da Florenzi e Dzeko. (…) Solo 4 volte nella storia giallorossa ci sono state serie positive più lunghe: il record è del 2005-06, a quota 11, con Spalletti; Garcia inizio con 10 successi nel 2013-14 e poi ne fece altri 9 di fila nello stesso campionato; ancora Spalletti arrivò a 8 nel 2015-16. Ranieri stasera può battere il primato personale e fare un altro passo verso quel record di 19 anni fa.
(corsera)
All’Olimpico ci sarà Dybala. Atteso anche il patron Friedkin
Due tifosi speciali tra i 65 mila dell’Olimpico. Stasera, infatti, ad assistere a Roma-Juve ci sarà di sicuro Paulo Dybala e probabilmente anche Dan Friedkin. L’argentino ha da poco iniziato la lunga riabilitazione e in questi giorni è stato vicino a Ranieri e ai compagni. (…) Il presidente è atteso stamattina, ma sui suoi spostamenti è sempre meglio usare il condizionale.
(gasport)
È l’occasione per sconfiggere pure i rimpianti
Alzi la mano chi, quando la Roma era due punti sopra la zona retrocessione (15 dicembre 2024, sconfitta in casa del Como) aveva pronosticato (fantasticato?) che all’inizio di aprile dell’anno nuovo la partita all’Olimpico contro la Juventus sarebbe stata determinante per le ambizioni Champions dei giallorossi. Tutte mani giù? Logico. (…) È la notte della Grande Occasione, alla quale la Roma si avvicina sapendo che anche un pareggio potrebbe non bastarle per continuare a sognare uno dei posti Champions. Comunque vada (senza i tre punti) non sarà un successo. Tutta colpa del pessimo avvio di stagione, dei punti persi in maniera vergognosa, del ritardo accumulato colpevolmente (e qui entra in ballo pesantemente la dirigenza) dalle parti alte della classifica. (…) Non sono state (ancora) sufficienti 11 vittorie (7 di fila) e 3 pareggi nelle ultime 14 partite per trascinare la Roma almeno ai confini della zona Champions. Così diventa fondamentale centrare un altro successo per agganciare la Juventus e per non vanificare il rendimento da record europeo confezionato nel 2025. Non sarà un’impresa facile, ma neppure impossibile.
(corsera)
Torna Celik, ElSha spera. Rebus Cristante-Baldanzi
Il primo di sei big match da vincere per rimanere aggrappati al treno che porta in Champions. Roma-Juve è uno spareggio per l’Europa che conta e i giallorossi non possono permettersi passi falsi. Ranieri si aspetta una squadra pronta a lottare su ogni pallone e l’Olimpico (sold out) soffierà fortissimo. Potrebbe esserci anche Dan Friedkin che manca allo stadio dal 17 marzo dell’anno scorso. (…) Verso l’esclusione Hummels, dopo le parole d’addio a fine anno. A sinistra l’intoccabile Angeliño, mentre a destra El Shaarawy si candida per una maglia da titolare. Non gioca dal 1′ in campionato dal 9 febbraio col Venezia. Il rinnovo automatico è ad un passo, ma nei giorni scorsi alcuni club arabi hanno effettuati dei sondaggi. Davanti spazio a Soulé e Dovbyk. Artem cerca la prima rete su azione in un big match. Contro il Bologna aveva segnato su calcio di rigore. Torna Rensch tra i convocati, ancora out-per infortunio Saud. Spera Baldanzi (avanti nel ballottaggio con Pellegrini) in caso di 3-4-2-1. I rebus da sciogliere sono in mezzo al campo. Paredes torna dopo il turno di riposo al Via del Mare. Koné e Cristante si giocano una maglia vicino al centrocampista o potrebbero giocare insieme in caso di 3-5-2. In quel caso rischierebbe Baldanzi. Manu – tra i più brillanti nella prima parte di stagione – è parso appannato nelle ultime uscite. (…) Per ora si è affacciato il Dortmund e qualche club di Premier League. Ma è presto per pensare al futuro.
(Il Messaggero)
Lazio, solo tribune per il derby
IL TEMPO – . Tre appuntamenti cruciali all’orizzonte per la Lazio: Atalanta, Bodo Glimt e il derby con la Roma. L’attenzione dei tifosi, però, è inevitabilmente concentrata sulla stracittadina del 13 aprile. La posta in palio è altissima e l’atmosfera sugli spalti si preannuncia elettrizzante. Come riferito dal responsabile marketing biancoceleste Marco Canigiani ai canali ufficiali del club, sono già stati venduti oltre 28.000 biglietti. Sommando gli abbonati, il dato complessivo sfiora le 55.000 presenze. Il tutto esaurito è ormai a un passo, con la vendita dei tagliandi ancora aperta e destinata a spingere ulteriormente il numero di spettatori. (…)
Amedeo Minghi: “Odio le etichette. L’unica cosa di cui vado fiero è essere stato nominato Cavaliere della Roma”
IL MESSAGGERO – Il noto cantautore Amedeo Minghi, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano romano per celebrare la fine del suo tour al Sistina il prossimo 28 aprile. L’artista ha parlato anche dell’amore per la Roma.
Sul premio di Venditti a Sanremo…
«Di premi Venditti ne meriterebbe dieci, ma non a Sanremo: lui con il festival non c’entra. l’ha sempre disprezzato»
(…)
I cantautori dovevano essere militanti e impegnati politicamente. Lei lo era?
«No. Ho sempre evitato le etichette. Per questo certi salotti mi hanno evitato. A me andava bene così: mi dà fastidio anche avere la patente, faccia un po’ lei. L’unica cosa di cui vado fiero, e lo scriva, è il fatto di essere stato nominato Cavaliere della Roma (il club che raduna tifosi vip della squadra con storie di successo professionale, ndr). E mica da una persona qualunque, ma dal grande e com-pianto Franco Sensi».
Le piacerebbe, da tifoso, vedere sulla panchina Gian Piero Gasperini per il post-Ranieri?
«Nì. È un bravo allenatore: l’Alalanta veniva dal nulla e l’ha portata a raggiungere vette altissime, a livello internazionale. Ma con lui bisognerebbe dare il via a un progetto: non so se la piazza sia disposta ad avere pazienza».
Anche se non l’hanno invitata, Sanremo l’ha seguito?
«Poca roba. Mi è piaciuto Lucio Corsi. Ma a Roma si dice: quando il gatto non c’è, i sorci ballano (ride). È bastato che proponesse qualcosa di leggermente diverso dal resto per spiccare»
PRUZZO: “La permanenza di Ranieri la soluzione migliore” – PETRUZZI: “Il tecnico ha rivitalizzato tutti tranne Pellegrini”
All’interno delle trasmissioni delle emittenti radiofoniche della Capitale l’argomento principale è il prossimo allenatore della Roma. “La permanenza di Ranieri la soluzione migliore per tutti”, le parole di Roberto Pruzzo. Fabio Petruzzi, invece, si sofferma su Lorenzo Pellegrini: “Ranieri è riuscito a rivitalizzare praticamente tutti, tranne lui”. Alessio Scarchilli parla del rinnovo di contratto di Mile Svilar: “Spero non sia vera quell’offerta, altrimenti nei suoi panni la prenderei come un’offesa”.
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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto“, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.
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Fosse per me farei una raccolta firme per far restare Ranieri. Credo che sia la soluzione migliore per tutti, considerato anche che in estate non ci sarà una rivoluzione e resteranno la maggior parte dei giocatori che ci sono adesso (ROBERTO PRUZZO, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)
La Roma l’allenatore lo ha già scelto. Le ricostruzioni che stanno emergendo su alcuni profili, come spesso accade, cronologicamente risalgono ad alcune settimane fa. Ranieri è un uomo esperto, sa che la tempistica nel calcio è tutto e sicuramente si è mosso per tempo. Pioli? Sarebbe l’allenatore che ti consentirebbe di lavorare con più serenità sul mercato, senza rivoluzioni e quello che può gestire meglio il rientro di Dybala (CHECCO ODDO CASANO, Retesport, 104.2)
Il ritorno in Champions sarebbe straordinario ma gli scontri diretti sono il vero tallone d’Achille della Roma. Servirebbe un mezzo miracolo per arrivare quarti. Pioli sarebbe una scelta corretta per proseguire sulla ricostruzione avviata da Ranieri (TIZIANO MORONI, Retesport, 104.2)
Pellegrini non credo giocherà domenica contro la Juve. A Lecce ha nuovamente steccato, lo vedo spento, lontanissimo parente del calciatore che era diversi mesi fa. Ranieri è riuscito a rivitalizzare praticamente tutti, tranne lui (FABIO PETRUZZI, Retesport, 104.2)
Spero, onestamente, non sia vera l’offerta recapitata a Svilar per il rinnovo altrimenti nei suoi panni la prenderei come un’offesa (ALESSIO SCARCHILLI, Manà Manà Sport Roma, 90.9)
Per il contratto che ha, il valore di Svilar non può essere superiore ai 30 milioni di euro (MARCO JURIC, Manà Manà Sport Roma, 90.9)
Santarini: «Marcai Pelé a Riccione. Herrera mi portò all’Inter. A Roma con Liedholm inventammo la zona»
Sergio Santarini dava del lei a tutti. Anche ai compagni più anziani, ai cronisti giovani come lui, ai tifosi. Educato, elegante, capitano. Dal resoconto di una partita: «Un signore. Difensore con la faccia da ma-stino, ma in guanti bianchi, un libero col piumino da cipria». Gioca nella Roma di Helenio Herrera e Nils Liedholm. Con un Mago e un Barone, il massimo allora. Faceva coppia con Aldo Bet, compagni in campo e cognati: hanno sposato due sorelle. Santarini ha 77 anni e vive a Rimini, la città dove è nato.
Come sta, Sergio?
«Così così. Sono un po’ debole di memoria, ma c’è mio figlio Mauro che mi aiuta. Siamo da poco tornati dalla Spagna. Il mio vecchio amico Ancelotti mi ha invitato a vedere il derby con il Rayo Vallecano, la terza squadra di Madrid. Belle giornate, mi ha fatto tanto piacere incontrare Carlo. E poi ho visto dei fenomeni come Mbappé e Vinicius».
Lei il fenomeno più grande lo ha sfidato. Ricorda di quella vol-ta che ha marcato Pelè?
«Era l’estate del 1967, io ero del Rimini e il Venezia, impegnato in amichevole con il Santos a Riccione, mi ha chiesto di giocare. È finita 1-0 per loro. Pelè l’ho controllato abbastanza bene e alla fine mi ha fatto i complimenti. Quella partita, un’esibizione estiva, è stata la mia fortuna».
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Tredici stagioni, poi capitano al posto di Losi “core de Roma”. Il momento più esaltante?
«I tredici campionati. Tutti. I tre successi in Coppa Italia, il rapporto con i miei compagni, tanti, bravi. Da Capello a Peirò. Poi il povero Giuliano Taccola, Cordova, Amarildo. E Di Bartolomei, Pruz-zo, Falcao, Ancelotti… E i miei grandi allenatori, Herrera e Liedholm. È stato tutto molto bello».
Proprio tutto?
«Beh, ho il rimpianto di non aver vinto lo scudetto. L’avevamo sognato e preparato. La vera svolta fu quando arrivò Liedholm e si cominciò giocare a zona. C’era scetticismo, si disse che io e Turone non eravamo adatti. Liedholm non si fece condizionare. La sua, e la nostra, era un’idea di progresso. Fu un bene non solo per ]a Roma, ma per il calcio italiano. Io credo di essere stato il primo difensore a impostare, a fare gioco e distendermi in avanti. Tutti mi dicevano che lo facevo bene. Lo scudetto è arrivato l’anno dopo la mia partenza, io ero a Catanzaro».
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Recupero Dybala: terapie al via
Al via la lunga rincorsa. Paulo Dybala ieri ha svolto terapie a Trigoria e dovrebbe essere in tribuna domenica all’Olimpico contro la Juve. In questi giorni la Joya sarà una sorta di team manager aggiunto al fianco di Ranieri (…)
(gasport)