La Joya è ancora in sospeso. Nemmeno ieri, infatti, Paulo Dybala si è allenato in gruppo e ora rischia di dare forfait anche contro la Cremonese. Nonostante l’esito negativo degli esami sostenuti a inizio settimana l’argentino avverte ancora fastidio al ginocchio sinistro. Al momento non viene preso in considerazione l’intervento chirurgico, ma le condizioni dell’articolazione verranno valutate giorno per giorno ed è una delle tante situazioni sotto l’occhio di Georg Ahlbaumer, il medico di fiducia di Friedkin e del chirurgo finlandese Lempainen. Di fatto Gasperini potrebbe avere Paulo al massimo in panchina domenica mentre spera di poterlo utilizzare contro la Juve tra due giornate. (…)
Ci ha messo un po’ a ricarburare, anche perché le tossine della coppa d’Africa si sono fatte sentire, sia sui muscoli che sulla testa. Poi, però, Evan Ndicka è tornato a regime. Il che vuol dire essenzialmente due cose: affidabile dal punto di vista fisico ed essenziale nello sviluppo dinamico della fase difensiva della Roma. Se a tutto questo ci aggiungiamo poi l’aggressività in marcatura, il tempismo sugli anticipi e la giusta cativeria agonistica, allora Gian Piero Gasperini può dormire davvero sereno: la Roma ha finalmente ritrovato il suo muro. (…) Con Cagliari e Napoli ha giocato due partite maiuscole: prima annullando dal campo Kilicsoy e poi limitando – e di molto – la pericolosità di Rasmus Hojlund. Due avversari scomodi, seppur assai diversi tra di loro. Ma, soprattutto, due attaccanti contro i quali Ndicka è stato un gigante. E infatti anche i numeri dicono che con l’ivoriano Roma fa molto meglio che senza. Ndicka, infatti, anche in questa stagione non ha mai saltato una partita, se non appunto per partecipare alla Coppa d’Africa. Nelle precedenti venti partite, con lui in campo, aveva subito 12 reti, viaggiando ad una media di 0,60 a partita. Un rendimento top, che è poi peggiorato nelle 5 partite in cui Evan è stato invece assente ed in cui Gasperini ha subito 4 reti, ad una media stavolta di 0,8. Sempre ottima, chiaramente, ma peggiore esattamente di un terzo rispetto a quando invece Ndicka è in campo. Detto che la Roma allo stato attuale ha la miglior difesa d’Europa tra i 5 campionati top con 16 gol subiti in 25 partite (alla media di 0,64 a partita), va sottolineato come appunto i numeri ci dicono anche altro. E, cioè, che con Ndicka in campo la media addirittura migliora (scendendo proprio a 0,6), mentre senza di lui sale a 0,8. Il che, sostanzialmente vuol dire anche che senza il difensore ivoriano la Roma non solo non sarebbe più la miglior difesa d’Europa ma sarebbe anche fuori dal groppone delle prime 5. (…) Adesso il peso verso la sfida con la Cremonese è uno solo, quella sfida che lo fa giocare con una spada di Damocole sulla testa. Dopo la squadra di Nicola, infatti, all’Olimpico arriverà la Juventus, in una sfida che vale mezza qualificazione alla prossima Champions League. È evidente come Gasperini non voglia affatto perderlo per quella partita lì e allora per domenica potrebbe anche decidere di risparmiarlo. (…)
IL TEMPO (GAB. TUR.) – Le trasferte rimarranno vietate. Il tribunale amministrativo regionale (TAR) ha respinto con quattro ordinanze (nn. 1064, 1065, 1066 e 1067) le domande cautelari delle associazioni dei tifosi di Roma, Firenze e Napoli contro i decreti del Ministero dell’Interno che hanno disposto il divieto delle trasferte sino al termine del campionato in corso. Il decreto relativo ai tifosi della Lazio, invece, non è stato impugnato. Il provvedimento, nel caso dei sostenitori giallorossi, era stato adottato dal Viminale a seguito degli scontri con la tifoseria viola avvenuti sull’autostrada Al, nei pressi di Bologna, lo scorso 18 gennaio, tenendo conto anche dei gravi precedenti in Italia e all’estero. Era il fine settimana di Torino-Roma e Bologna-Fiorentina e gli incidenti avevano interessato circa duecento persone. L’Associazione Italiana Roma Club (AIRC) e l’Unione Tifosi Romanisti (UTR) avevano presentato il ricorso ad inizio mese, ma il TAR lo ha respinto ritenendo prevalente l’esigenza di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. Di conseguenza, i tifosi romanisti non potranno seguire la squadra nelle rimanenti sei trasferte con Genoa, Como, Inter, Bologna, Parma e Verona, dopo aver già saltato le due sfide sui campi dell’Udinese e del Napoli. A meno che non risiedano fuori dalla Capitale. L’ordinanza n.1066, infatti, ha accolto il ricorso limitatamente al divieto di trasferta per i residenti nelle province del Lazio diverse da Roma. Chi non risiede a Roma, dunque, potrà seguire la squadra di Gasperini.
IL TEMPO (L. PES) – Gemelli diversi. Il passato si mescola al futuro a ritmo di tango. Dybala e Soulé rincorrono una convocazione per il match con la Cremonese in un momento apparentemente simile, ma in realtà molto diverso. Tra le principali spine di Gasp c’è la gestione dell’attacco ma i due argentini, seppur acciaccati entrambi, vivono momenti diversi. La Joya è al terzo stop stagionale dopo i problemi alla coscia accusati a settembre e novembre, e convive ormai da quasi un mese con un’infiammazione al ginocchio che lo tiene ancora ai box. Mati, invece, da qualche settimana si porta dietro una fastidiosa pubalgia che anche ieri lo ha tenuto fermo in una gestione simile a quella della scorsa settimana quando entrò nella ripresa col Napoli. Una convivenza col dolore vissuta in maniera diversa, come diversa è la fase della carriera. Dieci anni di differenza e un percorso simile col trasferimento dalla Juve alla Roma, ma aspirazioni diverse per il futuro. L’arrivo del ragazzo di Mar del Plata nell’estate del 2024 sembrava un passaggio di testimone con Dybala ad un passo dall’addio ai colori giallo-rossi. Eppure Paulo è stato tra i motivi dell’arrivo nella Capitale di Soulé, che nel connazionale vede un modello e una fonte d’ispirazione, oltre che un amico. Ma oggi i due affrontano i rispettivi problemi in modo opposto. Il diciotto convive col dolore, gestisce e prova a scendere in campo. Dybala, invece, è continuamente frenato da problemi fisici che ne hanno frenato il rendimento delle ultime due stagioni. E due anni dopo quel 2024 turbolento, stavolta le loro strade dovrebbero davvero separarsi con la percentuale per il rinnovo della Joya in continuo calo. Soulé rappresenta, invece, il presente e il futuro. Un investimento che già dalla seconda metà della scorsa stagione ha iniziato a dare i suoi frutti e che ora, con il lavoro di Gasperini, può darne ancora di più. Un 2025 da protagonista per l’ex Frosino-ne che in questa prima parte di nuovo anno è frenato dalla condizione fisica ma vuole tornare ad alti livelli. Nel frattempo il tecnico continua a preparare la sfida contro la Cremonese di domenica. Ieri si è rivisto in gruppo Hermoso che prenota una maglia da titolare viste anche le diffide degli altri difensori Mancini e N’Dicka. Migliorano anche le condizioni di Wesley con la caviglia che è sempre meno gonfia e una convocazione contro i lombardi ora sembra meno improbabile. Ma il brasiliano sarà comunque gestito, eventualmente, in vista della Juve e della diffida che si porta dietro ormai da tempo. Ancora fuori, infine, Ferguson ed El Shaaarwy che dovrebbero saltare l’ennesima artita
LEGGO (F. BALZANI) – Un tango stanco e troppi dubbi dall’infermeria. La coppia argentina Soulè-Dybala (nella foto) rischia di restare a guardare domenica contro la Cremonese e mette nei guai Gasperini che in attacco avrà gli uomini contati. Nei giorni scorsi a Trigoria si è fatto vedere Georg Ahlbaumer, il medico di fiducia di Friedkin, insieme al chirurgo finlandese Lempainen. Lo staff ha visitato Soulé che continua a soffrire per una pubalgia da ormai più di un mese e che potrebbe partire di nuovo dalla panchina domenica prossima. Ancora più dubbi sulle condizioni di Dybala. La Joya ha svolto esami al ginocchio che hanno dato esito negativo, ma il fastidio persiste tanto che l’argentino anche ieri ha svolto solo lavoro differenziato alimentando le notizie (smentite seccamente) di una possibile operazione in artroscopia. Gasperini conta di recuperarlo almeno per la panchina e fargli giocare qualche minuto in vista del big match con la Juventus. Si tratterebbe della quindicesima assenza stagionale per Dybala, decisamente troppe per sperare di strappare il rinnovo del contratto in scadenza a giugno. Nel frattempo Gasperini chiede maggiore chiarezza sui tempi di recupero di una squadra che dall’inizio dell’anno ha accumulato più di 110 giorni in infermeria. Tra cui spiccano quelli di Ferguson (ancora ai box per il problema alla caviglia) e lo stesso Dybala. La notizia positiva arriva da Hermoso che ieri è tornato in gruppo e sostituirà il diffidato Mancini. In attacco, oltre a Malen e Pellegrini, potrebbe ritrovarsi Cristante visto il ritorno di Koné e il buon stato di forma di Pisilli.
Brutte notizie per Paulo Dybala: dopo il consulto con i consulenti medici arrivati ieri a Trigoria (c’era anche il dottor Ahlbäumer di Saint Moritz, il chirurgo ortopedico fidato della famiglia Friedkin) è emersa la necessità di intervenire sul ginocchio sinistro dell’argentino, che continua a dargli fastidio ogni volta che calcia. Secondo quanto appreso dal sito, si sta prendendo in considerazione l’ipotesi di un intervento in artroscopia che lo terrebbe fuori dai campi per almeno un mese.
(ilromanista.eu)
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Arrivano smentite sull’eventuale operazione di Paulo Dybala per risolvere l’infortunio al ginocchio sinistro. Come rivelato dal sito, la risonanza magnetica non ha evidenziato particolari problemi e per tale motivo la Joya continuerà a svolgere il proprio recupero come previsto inizialmente. Ieri a Trigoria era presente il Dott. Georg Ahlbäumer, il quale però ha visitato soltanto Matias Soulé, che sta lottando con la pubalgia.
Paulo Dybala ha rilasciato un’intervista all’ex rugbista Augustin Creevy sul suo canale YouTube. Queste le sue parole:
Sul suo passato? “Ho vissuto in una casa famiglia con altri ragazzi, poi mi sono trasferito nella pensione dell’Instituto. Abbiamo dovuto imparare a essere responsabili. Dopodiché, siamo andati tutti nella pensione del club. Cucinavano per noi, ma facevamo le pulizie da soli, ognuno per conto proprio. Dovevamo stare attenti alle nostre cose. C’erano degli orari da rispettare; non si poteva arrivare in ritardo. Dovevamo essere tutti in camera entro le 10”.
Su Cristiano Ronaldo? “Era molto professionale nelle cure e nella routine, non si discostava da nulla. Arrivava all’ora prevista, alle 8 o alle 9 del mattino, e fino a quando non se ne andava lo vedevi sempre andare in palestra, farsi fare i massaggi, o fare la terapia con il fisioterapista, le docce fredde, la sauna, mangiare… Non saltava mai nulla. Non una sola cosa, niente. Era come se il ragazzo avesse la mente concentrata su quello. E poi anche in allenamento si vede che detesta perdere in qualsiasi cosa. Fuori dal campo, era davvero simpatico. Usciva con la gente, se c’era una cena di squadra veniva, si poteva parlare di qualsiasi cosa, beveva mate. A volte portava il mate, aveva un thermos peruviano e una grande bottiglia per il mate. Mi facevo una bella risata e lo prendevo in giro”.
Sulle differenze tra Ronaldo e Messi? “Sono diversi tecnicamente, ma molto simili mentalmente. Hanno entrambi una mentalità competitiva incredibile; vogliono sempre vincere. Tecnicamente sono diversi, hanno punti di forza diversi, ma sono entrambi delle bestie”.
Sulla maglia di Maradona? “Mi hanno mandato la maglietta di Diego come regalo. Un giorno è venuta Claudia (Villafañe, ndr) e le ho detto: ‘Scusa per quello che sto per fare’, e lei ha risposto: ‘No, quella firma non è di Diego’. ‘Buttala via’, le ho detto. Ne ho una di Román Riquelme. L’ho presa io stesso da dei collezionisti; ho comprato delle maglie. Poi, ce n’è un’altra di Neymar, di quando ho giocato contro di lui, e anche di Iniesta. Paredes me l’ha mandata di recente”.
Sulla gravidanza di Oriana Sabatini? “Spero che sia un parto naturale. Il parto è previsto per l’11 marzo, che è il giorno del compleanno di mia suocera. Quindi le ho già detto che spero che nasca il 10 (ride, ndr). Mi alzo sempre alle 7:30. Non nei miei giorni liberi. Forse ho nove o dieci giorni liberi. Non dormo molto. Ori, invece, dorme come una matta”.
Sulla passione per il pilates? “Il calcio oggi è molto fisico. Quindi se non sei preparato, ti passano sopra. Sono tutte bestie, corrono così veloci che fanno paura. Negli ultimi anni ho fatto molto pilates. Mi ha aiutato moltissimo a livello muscolare. Non ha cambiato molto la mia flessibilità, sono rigido come una tavola, ma mi ha aiutato molto a livello muscolare. Mi piace; fa lavorare i muscoli profondi che non si allenano mai con un allenamento regolare. È davvero fantastico. La mattina, quando mi svegliavo, fare i primi passi era davvero difficile a causa del muscolo soleo; era sempre teso. Andavo piano finché non arrivavo in bagno e poi il dolore passava durante il giorno. Da quando ho iniziato, nella seconda lezione, non ho più sentito alcun dolore”.
Come scrive l’edizione odierna del quotidiano, a fine stagione ci sarà un’ampia riflessione sugli attaccanti. Ferguson è in prestito (rientrerà al Brighton), El Shaarawy e Dybala sono a fine contratto (a entrambi non sarà rinnovato) come Pellegrini. Malen e Soulé sono sicuri di restare. Ma mancano altre quattro punte: il centravanti di scorta, perché Vaz potrebbe andare a giocare in prestito come Dovbyk, l’esterno di piede sinistro e due di piede destro, ruolo oggi di Zaragoza e Venturino che nei prossimi tre mesi cercheranno di guadagnarsi la conferma.
Il TAR del Lazio ha respinto, con quattro ordinanze depositate oggi (nn. 1064, 1065, 1066 e 1067), le domande cautelari presentate dalle associazioni dei tifosi di Roma , Fiorentina e Napoli contro i decreti del Ministero dell’Interno che hanno disposto il divieto di trasferta fino al termine della stagione calcistica dopo gli scontri tra opposte tifoserie avvenuti lungo tratti autostradali. Quanto alla Roma, l’ordinanza n.1066 ha accolto il ricorso limitatamente al divieto di trasferta per i residenti nelle province del Lazio diverse da Roma, circoscrivendo così la portata della misura.
In vista della prossima stagione, il ds Massara vuole regalare a Gasperini anche un secondo portiere affidabile da affiancare a Svilar. Come scrive il portale bianconero, anche la Roma ha messo gli occhi su Kostantinos Tzolakis, portiere classe 2002 dell’Olympiacos che sta incantando in Europa, valutato circa 20 milioni di euro. I giallorossi dovranno però battere la concorrenza di Juventus e Napoli.