IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – La semantica l’aveva introdotta il giorno prima Svilar quando in conferenza aveva detto – in fiammingo stretto – che lui in campo “sbrocca”, il giorno dopo Ranieri da Sir (più che dell’impero britannico, di quello romano) lo ha letteralmente messo in pratica nel post partita: dallo splendido “non salutatelo” urlato ai suoi giocatori con riferimento all’arbitro, alle parole su chi quell’arbitro lo aveva mandato. (…) Ha fatto bene. Non una, nemmeno due, ma almeno tre volte. La prima perché aveva ragione (…) La seconda perché se uno ha subito un trattamento sbagliato che va ad offendere non solo lui stesso, non solo la squadra, ma tutti i tifosi della Roma. (…) La terza ragione è infatti la più importante, ed è proprio “quella cosa”: è che Ranieri ha citato Budapest, ha citato quella notte, Taylor e quella coppa proprio nella sera in cui la Roma ha giocato la sua più bella partita della stagione come sentisse che questa coppa è “quella” coppa, come se la Roma avesse insieme un dovere e una missione (di ricordare e cercare di vincerla). (…) Non è reato difendere la Roma. Come quando Mancini si è avvicinato all’arbitro e gli ha indicato lo stemma che portiamo sul petto e ha ricordato proprio Mou quando il suo primo giorno a Trigoria indicò sulla sciarpa il nostro simbolo: gli imbecilli continuano a guardare il dito, i romanisti la Lupa.
Autore: FedericoL
Perse l’udito per il petardo. Condannato ultrà laziale
Aveva raccolto da terra quello che sembrava un fumogeno – all’interno però era nascosto un petardo – e lo aveva lanciato dalla Tevere verso i tifosi giallorossi dei Distinti sud, ferendone due in modo grave. Una delle vittime ha perso l’udito, l’altra ha subito interventi a entrambi i timpani, perforati. Andrea Gubbini, 43enne già daspato nel 2003 per la guerriglia alla stazione di Firenze tra laziali e polizia, è stato condannato ieri, con rito abbreviato, a 5 anni di reclusione con l’accusa di lesioni personali aggravate dall’aver commesso il fatto nel corso di una manifesta-zione sportiva. (…) Gubbini racconterà che quello che lui ha poi tirato proveniva in realtà dal lato dei romanisti, lui lo avrebbe raccolto e lanciato di nuovo dall’altra parte, superando la barriera di sicurezza e centrando i due ragazzi rimasti feriti in maniera grave. Un video girato con un cellulare intorno alle 17.30 aveva ripreso il momento del lancio e dell’esplosione, con il giovane che si portava le mani al capo e si afflosciava sulle gradinate, mentre sopra di lui continuava la pioggia di dardi. Il ragazzo centrato dal “bombone” alla testa, 27 anni, ha perso un orec-chio ed è stato ricoverato al Gemelli con una prognosi di 60 giorni. L’amico, invece, ne era uscito con entrambi i timpani perforati. (…)
(Il Messaggero)
Pisilli, guaio alla caviglia ma è pronto
Non sta attraversando un momento scintillante: Niccolò Pisilli non ha brillato a Oporto, faticando parecchio a entrare in partita dopo l’intervallo quando ha dovuto sostituire Koné. Per di più ha rimediato un infortunio alla caviglia che ha richiesto un esame clinico dei medici della Roma. Niente di preoccupante, comunque: se non subentrano complicazioni, Pisilli sarà convocato per Parma. Probabilmente comincerà ancora dalla panchina. (…) Nelle prossime settimane il ds Ghisolfi dovrebbe raggiungere l’accordo per prolungare il legame tra la Roma e Pisilli fino al 2029. L’attuale contratto, firmato subito dopo l’ingresso in prima squadra, scade tra un anno e quattro mesi. (…)
(corsport)
Casarin: “Non salutare l’arbitro è più grave che offenderlo”
GASPORT – Intervistato dal quotidiano sportivo l’ex arbitro Paolo Casarin ha affrontato il tema delle polemiche arbitrali nell’ultima settimana di coppe europee, soffermandosi anche sulla Roma e sull’aspra critica di Claudio Ranieri all’arbitro Steiler. Le sue parole. “Se un gentleman come Ranieri arriva a fare questo, beh, allora siamo arrivati a qualcosa di più. Di oltre. Dire “non andare a salutare l’arbitro” è più grave dell’ipotesi di andarlo a offendere. Perché in quel momento lì rompi una liturgia, quella del saluto e del ringraziamento: ed è un gesto forte. È come dire che quell’arbitro non merita il nostro saluto”.
Al Festival spunta il sosia di Dybala, un tifoso ironizza: “Tutto bene, doveva andare a Sanremo”. E la Joya se la ride (FOTO)
Simpatico siparietto social iera sera tra Paulo Dybala e un tifoso giallorosso su Instagram. Durante la serata delle cover del Festival di Sanremo, infatti, sul palco si sono esibiti Benji e Fede, e il tifoso ha fatto notare la somiglianza di uno dei due artisti con la Joya. “Tutto apposto, doveva andare a Sanremo”, ha scritto il tifoso riferendosi all’infortunio dell’argentino contro il Porto. Il commento non è passato inosservato a Paulo, che ha ripostato la storia facendosi qualche risata.
Era Ranieri ma sembrava Mou: «L’unico a difendere la Roma»
Pericolo «giallo». Nel ritorno di giovedì saranno diffidati in 5: Celik, Koné, Baldanzi, Hummels e Paredes. Era Ranieri ma sembrava Mourinho, al punto che ieri il nomignolo che è circolato di più sui social è stato «José Ranieri». Lo sfogo, per certi versi clamoroso, dell’allenatore giallorosso al termine della partita pareggiata dalla Roma col Porto nei confronti dell’arbitro tedesco Stieler ma soprattutto del designatore Rosetti, a molti ha ricordato le parole di fuoco usate dallo Special One nei suoi 2 anni e mezzo nella Capitale contro arbitri e designatori, in Italia e in Europa. Passa il tempo, insomma, ma non il trattamento che viene riservato alla Roma. (…) Con il passare delle settimane il tecnico è sembrato più nervoso rispetto ai suoi primi giorni sulla panchina romanista, probabilmente perché si è reso conto che il processo di ricostruzione è più lento e difficile di quanto avesse immaginato. In due delle ultime conferenze stampa si è rifiutato di rispondere a domande sul mercato, «venendo meno» al ruolo di dirigente, più alto in grado a Trigoria, certificato al momento della sua assunzione. Anche la questione allenatore futuro si sta rivelando più complicata del previsto: lui avrà voce in capitolo sulla scelta – come da comunicato che lo annunciava come successore di Juric – ma la realtà è ancora molto lontana dall’avere un tecnico top per il prossimo anno. Paradossalmente, le risposte migliori arrivano dal campo, dove è comunque riuscito a rimettere in piedi una squadra che aveva perso la propria identità. (…)
(corsera)
Baldanzi e Shomudorov in pole per Parma
“Non possono giocare sempre gli stessi, a distanza di 72 ore”. Spiegando al termine di Roma-Napoli le scelte di formazione, rivoluzionate rispetto alla partita vinta contro l’Eintracht, Ranieri ha indicato la strada che percorrerà se riuscirà ad andare avanti in Europa. Dunque a Parma, dove quasi vent’anni fa si rese protagonista di una miracolosa rimonta evitando la Serie B, vedremo i soliti 5-6 cambi. (…) La Roma deve ancora sistemare la pratica Porto, nel playoff di ritorno che si giocherà giovedì all’Olimpico, ma nel frattempo scruta la mappa che in Italia le sottopone sei stazioni confortevoli consecutive. (…) Aspettiamoci allora una formazione seria ma diversa rispetto a Oporto. Con qualche conferma – tipo Saelemaekers che è squalificato in Europa – magari il rientro di un paio di titolari tornati in discussione – Hummels e Paredes – e anche qualche forza fresca. Per esempio il francese Gourna-Douath, escluso dalla lista Uefa ma già schierato a Venezia. Spera pure il terzino Salah-Eddine, l’unico tra i rinforzi di gennaio di movimento rimasto ancora a zero minuti, chiuso dall’Angeliño migliore di sempre. Davanti è attesa la promozione di Baldanzi, che ha sostituito bene Dybala al Dragao, probabilmente abbinata al rilancio di Shomurodov: Dovbyk ha bisogno di riposo per i soliti problemi al ginocchio. (…)
(corsport)
Il club con Ranieri. Uefa sorpresa dalla lettera della Roma
Una cosa è sicura: non sarà facile ricomporre il rapporto tra Roma e Uefa dopo la notte di Porto. L’arbitraggio sicuramente non ideale, ma neanche scandaloso, del tedesco Stieler. Le parole molto forti di Ranieri. Il silenzio ufficiale dell’ Uefa che però ieri ha telefonato alla Roma per capire. Infine, la lettera di protesta che il club invierà a breve a Nyon per schierarsi al fianco di Ranieri, elencando situazioni che non sono piaciute (e che hanno origine dalla finale di Europa League con il Siviglia diretta da Taylor). Va da sé che anche l’Uefa farà le sue mosse, compresa la probabile indagine su Ranieri, quasi atto dovuto dopo quelle parole. Senza fretta. Difficile una squalifica, ma potrebbe arrivare una multa. (…) Ranieri ha insinuato che Stieler fosse l’arbitro scelto per non aiutare la Roma. Di più: ha ammesso di essere preoccupato fin dalla designazione, perché gli avevano detto che con Stieler le squadre in trasferta non vincono mai. Anche su questa statistica Uefa e Roma sono in disaccordo. Sono in totale nove i successi in trasferta con Stieler nelle tre coppe europee. Nell’ultima ventina di partite, però, nessuno, Ma cosa dimostrerebbe questo dato? Lo stesso Stieler ha un doppio precedente favorevole con la Roma, due successi contro Viktoria Plzen e Qarabag. La direzione del tedesco non è stata sufficiente nella gestione dei “gialli”: quelli a Saelemaekers e forse Koné sono esagerati. Ma nessun errore grave per Nyon. Il “rosso” a Cristante c’era. L’Uefa farà anche notare la lista di arbitri che hanno diretto la Roma nelle ultime tre stagioni: Marciniak, Letexier, Kovacs, Oliver, Turpin, Vincic, Nyberg, lo stesso Taylor con il quale aveva vinto 4-1 con il Feyenoord, prima di Siviglia. Insomma, tutti i top, La lettera della Roma all’Uefa avrà toni garbati ma esprimerà una serie di lamentele. (…)
(gasport)
In Italia e in Europa gli arbitri vanno più piano del calcio
Se proprio vogliamo dirla tutta, il disastro degli arbitri nelle eurocoppe ci dà un piccolo motivo di consolazione: non abbiamo l’esclusiva, il livello dei direttori di gara è modesto, modestissimo anche fuori dai nostri confini. Mai come stavolta, però, mal comune non è mezzo gaudio, perché il calcio – ovunque, non solo in Italia – ha assoluto bisogno di decisioni eque e regole chiare. (…) Ma hanno un ruolo decisivo anche i designatori: il nostro, Rocchi, e l’uomo che sceglie gli arbitri per l’Uefa, che è nostro pure lui, cioè Rosetti. Nella settimana europea abbiamo assistito a situazioni ai confini della realtà, e in mezzo ci sono finite due squadre italiane. La più paradossale, il rigore concesso al Bruges contro l’Atalanta: una decisione sconcertante dell’arbitro – il turco Meler – non corretta dal Var. Sembrava di essere in Serie A, e non perché in campo c’era la squadra di Gasperini: noi siamo tristemente abituati a episodi del genere. Più complessa la vicenda che ha coinvolto la Roma, perché non è riferita a un errore evidente ma alla gestione complessiva della gara contro il Porto. Ranieri, indiscutibilmente un gentleman, se l’è presa come mai era accaduto in decenni di carriera: ha citato numeri (un arbitro indicato come casalingo), amici con i quali si è consultato (Mourinho?), soprattutto Rosetti, additato come il colpevole numero uno perché reo di avere mandato il tedesco Stieler a dirigere quella gara. L’immagine mai vista di un allenatore e di un uomo serio come Claudio, furibondo con l’arbitro al punto da
invitare i suoi calciatori a non salutarlo «perché non lo merita», ha stupito l’Europa. (…) E non prendiamo neppure in considerazione l’idea che da parte del designatore della Uefa ci sia un’avversione nei confronti della Roma risalente addirittura ai tempi nei quali in campo aveva a che fare con Totti, De Rossi e Cassano. Il complottismo non è il modo giusto per affrontare una situazione d’emergenza come questa. Bisogna semmai prendere atto che il caso arbitrale ha assunto una dimensione inaccettabile. E che d’ora in avanti, in Italia e in Europa, tra scudetto e Champions, ogni errore peserà ancora di più. La verità è che il calcio egli arbitri sembrano andare a due velocità differenti. Molto differenti. Da una parte ci sono milioni di euro, di spettatori, di telespettatori: un giro vorticoso di denaro e di interesse, un mondo iperprofessionistico che vuole sempre crescere. Dall’altra c’è una realtà -quella arbitrale – che non tiene il passo. (…)
(gasport)
Solo una botta per Dybala. Ma a Parma può riposare
IL TEMPO (L. PES) – Spavento passato. Paulo Dybala può sorridere dopo la paura di Oporto e pensare già alla sfida di ritorno. Il calcione al ginocchio sinistro rifilato dal connazionale Varela all’attaccante argentino aveva costretto la Joya ad abbandonare il campo nel corso del primo tempo. Le smorfie non facevano pensare bene, ma il dolore della forte contusione ha sicuramente influito anche sulle sensazioni del ragazzo, che spesso ha dimostrato una poca resistenza al dolore. Gli esami svolti ieri dopo il rientro a Roma sono stati negativi: soltanto un duro colpo per il ventuno giallorosso che potrebbe riposare a Parma ed essere pronto e in condizione per la sfida di ritorno in programma giovedì col Porto. Ma la scelta, come sempre, spetterà a Ranieri che nella seduta di scarico di ieri ha dovuto fare a meno anche di Rensch. Il tecnico avrà soltanto la seduta di oggi per preparare la trasferta in Emilia (dove sarà squalificato anche Cristante) e ragionare sui possibili cambi. Koné e Saelemaekers si candidano per una maglia da titolare. Possibile chance anche per gli ultimi arrivati Gourna-Douath (già titolare a Venezia) e Salah-Eddine che potrebbe concedere un turno di riposo ad Angelino.