Caccia al nuovo Dybala: Paz o Paixao

Le visite dei compagni, l’affetto della moglie Oriana e la raccomandazione di osservare qualche giorno di riposo assoluto prima di mettersi al lavoro. Paulo Dybala ha vissuto così il primo giorno post operazione. (…) L’obiettivo è averlo a disposizione per settembre. Ma in vista della prossima stagione la Roma deve pensare anche a un vice Dybala all’altezza. In questo finale di campionato Soulé e Baldanzi si giocheranno carte importanti, ma il sogno a Trigoria si chiama Nico Paz. Inutile dire che la concorrenza dell’Inter e la valutazione da 30 milioni sono ostacoli non semplici. Stesso discorso per Igor Paixao, il fantasista del Feyenoord già cercato nei mesi scorsi. Per il ruolo di vice Dovbyk, invece, le attenzioni si sono spostate su Nikola Krstovic del Lecce. (…)

(gasport)

Ranieri nasconde la lista: “Gasperini non sarà il prossimo allenatore”

“Non sarà Gasperini il nuovo allenatore della Roma, il nome giusto non è ancora uscito“. La trasferta di Lecce (domani alle 20.45) è alle porte, ma il tema del nuovo tecnico è sempre in primo piano: ieri Ranieri ha cancellato dalla lista un altro nome, quello di Gian Piero Gasperini, dopo aver eliminato negli ultimi mesi Farioli, De Rossi e Fabregas. (…) Poi una specifica importante: “Quando fare uscire il nome è una decisione del presidente, ma sarà uno di quelli proposti da noi. Il gradimento della piazza sarà importante, però sono le vittorie a far piacere un allenatore o meno. Io penso che sarà gradito da subito. Chi viene qui sa che deve accettare un certo tipo di progetto, non possiamo fare spese pazze. Io e Ghisolfi lo aiuteremo“. (…) Poi spiega i motivi per cui non rimarrà in panchina: “Perderemmo un anno, non posso essere io il futuro della Roma. Lo sarà chi viene, quindi prima arriva e meglio è. Non è importante che Friedkin sia qui a parlare. Nelle altre nazioni i presidenti non parlano, solo in Italia lo pretendiamo. La proprietà vuole fare grande la Roma, ma per ora, a causa del Fair Play Finanziario, non può spendere quanto vorrebbe. I Friedkin hanno preso uno come Mourinho, stanno spingendo per fare lo stadio. Sono queste le cose che contano“.

(corsera)

Da Pioli a Italiano: la Roma ci pensa. “Ma non sarà Gasp”

(…) La Roma riparte all’assalto del Lecce e della settima vittoria di fila. Quella di sabato sera sarà la prima delle nove “finali”di campionato verso il rettilineo che precede il traguardo. E Claudio Ranieri si è fermato ieri qualche minuto ai box di Trigoria per spiegare due o tre concetti, in conferenza, sgombrando innanzitutto il campo dalle illusioni legate a Gian Piero Gasperini: “Non sarà lui l’allenatore per la prossima stagione — ha sottolineato Sir Claudio —, ancora non sono usciti i nomi dei tecnici che ho proposto ai Friedkin insieme al ds Ghisolfi. Deciderà il presidente quando vorrà dire il nome, io penso che sarà gradito da subito. Chi viene qui deve accettare un certo tipo di progetto, non possiamo fare spese pazze. Io e Ghisolfi lo aiuteremo“. (…) L’esperienza e la conoscenza approfondita della Serie A, condizione necessaria e indizio rivelati nelle settimane scorse proprio da Ghisolfi. Graditi a Sir Claudio sono certamente Stefano Pioli (già contattato lo scorso settembre per il dopo-De Rossi), Maurizio Sarri, Vincenzo Italiano e Roberto Mancini, ai quali la Roma guarda con interesse in attesa di scoprire proprio cosa riserverà il finale di stagione. Con l’Europa in tasca, ovviamente, tutto sarebbe più stimolante per il successore di Ranieri. (…)

(gasport)

Ranieri chiude a Gasp: «Non allenerà la Roma»

LEGGO (F. BALZANI) –  «Non sarà Gasperini l’allenatore della Roma». Claudio Ranieri spiazza tutti e spazza via ogni dubbio. «Se chiedete ad ogni allenatore, tutti vi risponderebbe che allenerebbero volentieri la Roma. Ma non è lui il nome scelto, anzi non è nessuno di quelli usciti finora», ribadisce il tecnico che dal prossimo anno sarà dirigente. Poi chiarisce: «Io e Ghisolfi abbiamo proposto dei nomi a Fredkin, e il prossimo allenatore uscirà da quella lista. Deciderà il presidente quando vorrà annunciarlo. Il gradimento della piazza sarà importante, ma poi sono le vittorie a far gradire un allenatore o meno. Magari non piacerà subito o forse sì, lo aiuteremo. Chi viene qui sa che deve accettare un certo tipo di progetto, non possiamo fare spese pazze ma i Friedkin vogliono una grande Roma. Farioli? No, non è nemmeno lui». Parole importanti e nuove candidature che prendono piede. In primis quella di Maurizio Sarri, passato alla Lazio ma in linea coi parametri del progetto Roma. Subito dietro Italiano, Mancini e Pioli che era stato contattato a novembre. Ma è anche tempo di pensare al campo visto che domani si gioca Lecce-Roma. Ranieri non potrà contare, ovviamente, su Dybala: «Ho sentito Paulo, è soddisfatto di come è andata l’operazione. Ora deve avere pazienza, ha uno staff all’altezza per farlo tornare al meglio e senza fretto. Alternative? Ne ho molte, al suo posto giocherà chi sta meglio fisicamente e chi mi dimostra di più in allenamento. A Lecce non ci daranno respiro, sarà molto dura». Infine sul caso Paredes: «Normale che un giorno voglia tornare in Argentina, ma non mi pare abbia fatto di tutto per farlo finora. Altrimenti non sarebbe qua. Koné? E’ tornato un po’ affaticato, se sta bene gioca».

Lazio-Roma: info biglietti. Martedì 1° aprile al via la vendita riservata agli abbonati

Martedì 1° aprile partirà  la vendita dei biglietti del Derby, Lazio-Roma, valido per la giornata numero 32 di Serie A e in programma domenica 13 aprile alle 20:45. La prima fase è dedicata agli abbonati Serie A 2024-25. Il prezzo dei tagliandi in prevendita, riservati ai tifosi giallorossi, è di 49 euro.

Ecco le modalità di vendita:

ABBONATI SERIE A

Gli abbonati AS Roma di Curva Sud Centrale e Laterale per l’attuale stagione sportiva potranno acquistare in prevendita esclusiva i suddetti settori, sino ad esaurimento posti disponibili, dalle ore 10.00 di martedì 1° aprile, alle ore 18.00 di giovedì 3 aprile 2025. Gli abbonati AS Roma di tutti i settori dello Stadio, eccetto quelli di Curva Sud Centrale e Laterale, potranno esercitare il diritto di prelazione nel settore Distinti Sud Est, sino ad esaurimento posti disponibili, dalle ore 10.00 di martedì 1° aprile, alle ore 18.00 di giovedì 3 aprile 2025.

VENDITA LIBERA

L’eventuale vendita libera si svolgerà a partire dalle ore 12.00 di venerdì 4 aprile 2025.

(asroma.com)

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De Rossi vincitore del “Premio ASI Sport&Cultura”: sabato 29 marzo la cerimonia di premiazione

Sabato 29 marzo, alle ore 15, al Salone d’Onore del CONI di Roma andrà in scena la cerimonia di consegna dei riconoscimenti della 19^ edizione del “Premio ASI Sport&Cultura”. La sezione “Gesto Etico” è stata assegnata nei giorni scorsi grazie al raggiungimento di un verdetto unanime: il premio che riconosce l’etica e i valori profondi dello sport è stato vinto dal campione del mondo di Germania 2006 e bandiera dell’AS Roma Daniele De Rossi, campione anche fuori dal campo grazie alla scelta di cuore di acquisire la storica società dell’Ostia Mare. Rilevando la società in difficoltà ha ridato una speranza ai ragazzi di Ostia, dove De Rossi è nato, e ha annunciato che ne farà un modello di inclusione sociale e farà applicare un codice etico sia per i giocatori che per i genitori, dando un forte segnale a tutto il mondo del calcio.  Sabato 29, dunque, De Rossi sarà presente al Salone d’Onore del CONI per ritirare il premio, e ad accoglierlo insieme agli altri premiati, ci saranno, tra gli altri, il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, il Presidente del CONI Giovanni Malagò, il Presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma, il Presidente e l’Amministratore delegato dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale Beniamino Quintieri e Antonella Blandino, insieme con il Presidente di ASI Claudio Barbaro.

PRUZZO: “Gasperini può andare alla Roma” – JURIC: “Ho paura possa essere un uomo solo”

Il match contro il Lecce è ancora lontano e le attenzioni dell’etere romano sono tutte per il possibile nuovo tecnico giallorosso. Il nome più caldo in casa Roma sembra quello di Gian Piero Gasperini, ora all’Atalanta. Secondo Roberto Pruzzo: “potrebbe andare alla Roma, non credo che le frasi di ieri siano di circostanza“, mentre Marco Juric ha paura che: “possa essere di nuovo un uomo solo alla Roma“.

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto“, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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La Roma sarà sempre un’opzione importante per una categoria di allenatori, obiettivamente meno potrebbe esserlo per chi vuole vincere subito. Non credo che Gasperini abbia già scelto la Roma (ANDREA DI CAROManà Manà Sport Roma, 90.9)

Gasperini è pronto per una grande squadra. Pronti e via non ti fa vincere subito, c’è bisogno di una selezione di giocatori, con lui ci saranno tagli di giocatori che non hanno la bava alla bocca (ANGELO MANGIANTEManà Manà Sport Roma, 90.9)

Gasperini potrebbe andare alla Roma, non credo che le frasi di ieri siano di circostanza (ROBERTO PRUZZO, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Pellegrini secondo me ha sofferto la convivenza in campo con Dybala (PIERO TORRI, Manà Manà Sport Roma, 90.9)

Le parole di Gasperini danno la sensazione di un’apertura. Riportare a vincere la Roma può essere un obiettivo importante. È chiaro che se dovesse arrivare la Juventus, la situazione potrebbe essere diversa… (LUIGI SALOMONERadio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Ho paura che Gasperini possa essere di nuovo un uomo solo alla Roma, magari con un’altra forza per il curriculum che ha ma senza interlocutori in società (MARCO JURIC, Manà Manà Sport Roma, 90.9)

 

Aldair: “Serve una Roma forte per il centenario. Falcao sarebbe perfetto come dirigente” (VIDEO)

Nella rubrica “Area Lounge” di Roma Tg, canale YouTube e Twitch dedicato alla Roma, Giuseppe Falcao, Valentina Catoni, Simone Lp e Alessio Cipriani hanno intervistato l’ex calciatore della Roma e Campione del Mondo con il Brasile Aldair. Queste le sue dichiarazioni.

Perché hai deciso di rimanere qui da noi? Qual è stato il motivo che ti ha fatto innamorare di Roma?

“Guarda, veramente tutti gli anni sarei dovuto andare via. A fine stagione ‘Alda va via, va via’ ma alla fine sono rimasto tutti questi anni. La ragione maggiore del perché rimanere tutti questi anni è che stavo bene a Roma. Mi sono innamorato della squadra, della tifoseria. Mano a mano che passava il tempo mi veniva la voglia di restare. Tutti quanti mi dicevano che ero pazzo perché volevo vincere lo scudetto. Alla fine ci siamo riusciti. Ma il motivo è che stavo bene con la città, con la tifoseria”.

Qual è il giocatore più forte con cui hai giocato nella tua carriera?

“Con la Roma sappiamo chi era il più forte, non abbiamo dubbio (Totti, ndr). Però se devo dire in generale tutti tutti sai, anche se a fine carriera, ho giocato con Zico, giocatore spettacolare. Andando avanti con Ronaldo, Francesco (Totti). Loro.sono i giocatori più forti con cui ho giocato in quei 17-18 anni di carriera.

Il difensore più forte della Serie A?

“Non ti so rispondere perché io seguo più la Roma che il campionato italiano in generale. Vedo qualche partita dell’Inter, della Juve, ma non seguo costantemente il campionato italiano quindi è difficile rispondere se non vedi tutte le partite”.

Invece tra i difensori della Roma c’è qualcuno che ti ha colpito?

“Rispetto all’anno scorso è cambiato un po’ il modo di giocare, gli allenatori. Ranieri ora, prima Daniele, però i giocatori sono quelli. Penso che Mancini sia un difensore bello tosto, penso che la Roma sia messa bene in difesa. Hanno iniziato a giocare bene anche i terzini, quindi bene”.

Uno come te sarebbe forte in tutte le epoche, però come è cambiato il modo di giocare oggi, come si è trasformato?

“Il calcio diventa sempre più veloce. Forse è cambiato quello. I difensori devono abituarsi a giocare sempre uno contro uno a metà campo. Ma direi che questa cosa si faceva anche un po’ di anni fa. Si giocava a zona, si giocava alto”.

Chi vorresti sulla panchina della Roma il prossimo anno? Si parla anche del tuo amico Montella.

“Questa è una bella domanda eh (ride, ndr). In questo periodo si parla di tante cose. Ho sentito anche l’allenatore attuale parlare di questo. Penso che la Roma abbia bisogno di prepararsi per il centenario. Penso che bisogna fare una squadra forte per il prossimo anno, per la mentalità, per riuscire ad arrivare il più in alto possibile. Per il 2027… La società deve avere questa mentalità: è un anno importante, la tifoseria merita, c’è bisogno di portare subito a vedere quello che capiterà in quell’anno. Adesso, subito, non bisogna aspettare.

Facci un nome, schierati! Ancelotti, Allegri, il tuo amico Montella…

“Ancelotti è un bellissimo nome, un allenatore che ha fatto benissimo in tante squadre, che ha iniziato qui a Roma a giocare. Magari dopo Madrid lui può fare questa scelta, anche se è ancora abbastanza giovane, penso che possa allenare ancora parecchio. Ma penso che l’importante sia fare bene per il prossimo anno e per il 2027, serve un nome bello forte”.

Pluto nel 1998 tu hai deciso di lasciare la fascia da capitano a Francesco Totti. È stata una scelta proprio tua, o altro?

“No, è stata una scelta mia. Ho deciso di lasciare la fascia a Francesco. Era un ragazzo che stava crescendo, era il ragazzo del momento e alla fine ho avuto ragione. Non c’era un altro motivo. Avevamo una squadra con giocatori importanti, c’era anche Abel (Balbo, ndr). Però la scelta è stata giusta e accettata da parte di tutti quanti”.

Quando tu hai lasciato, la tua maglia è stata ritirata e il tuo numero 6 per tanti anni non lo ha più indossato nessuno. Quando è stata ritirata fuori ti hanno chiesto cosa ne pensavi, quando è stata data a Strootman, che impressione ti ha fatto quel giocatore lì?

“Prima la società mi aveva già chiamato un po’ di tempo fa, mi cercavano per far tornare questa maglia. Non ricordo chi fosse il presidente. Mi hanno chiamato più volte e io avevo deciso di farlo anche perché pensavo che la maglia essendo in mezzo al campo sarebbe stato carino anche per la tifoseria dopo tanti anni vederla. È chiaro che un po’ della tifoseria è stata contenta, l’altra metà no perché alcuni di loro pensavano che la maglia dovesse rimanere dentro Trigoria. Però penso.di aver fatto una scelta giusta. Penso che sia importante quello che ho fatto nella società, nel club e anche con la tifoseria. Il fatto che la maglia è stata dieci anni fuori non vuol dire che tornando ad essere indossata sarebbe cambiato quello che ho fatto”.

Daresti la 10 a Paulo Dybala?

“Lui già è un 10 in mezzo al campo. Però penso che come tutte le squadre, o quasi tutte le squadre del mondo o in Europa, hanno levato una maglia o due maglie di un calciatore importante. Penso che la società possa non far tornare quella maglia. È stata portata da un giocatore importantissimo. Non possiamo avere un giocatore come quello che ha portato quella maglia per tanti anni, quindi secondo me deve rimanere dove sta perché Francesco ha fatto di tutto e di più per questa maglia.

Rientra in società Francesco secondo te?”

“Ma, non lo so. Penso che non dipenda da lui ma dalla società. Lo sai quello che pensa lui. È il suo amore, la sua vita: il calcio e la Roma. Bisogna vedere cosa possa essere importante per la società. Lui sta lì, vive lì, un po’ a Roma un po’ a Dubai, però secondo me sarebbe importante per la società”.

Pluto, tra tutti gli allenatori che hai avuto a Roma, qual è quello che hai preferito?

“Ma, parecchi. Ho litigato un po’ con tutti loro (ride, ndr), ma sono stati tanti. Però penso che con Carletto (Mazzone, ndr) sono stato bene. Penso che l’allenatore più importante per me nei tanti anni in cui ho giocato alla Roma sia stato Ottavio Bianchi perché mi ha sostenuto bene nei primi mesi. Venivo a giocare un calcio molto diverso, si giocava a uomo in quel periodo quindi ho avuto difficoltà, ho chiesto di andare via dopo 6 mesi e lui ha detto ‘No, devi stare qua, fino a che ci sto io tu stai qua e gioca’. Quindi mi ha dato tutta la forza di rimanere per tutti gli altri anni. Quindi quelli con lui sono stati gli anni più importanti”.

Rigiocheresti Francia-Brasile del ‘98 o Roma-Inter Finale di Coppa UEFA del ‘91?

“Mi metti in difficoltà, sono un Nazionale ma tengo anche alla Finale con la Roma. Scelgo la Coppa Uefa”.

Se ti chiamassero alla Roma adesso, in questa nuova società, torneresti?”

“Ma guarda, io penso che ci siano degli ex calciatori davanti a me. Penso che sia chiaro che possa fare qualcosa per la società, bisogna vedere che cosa possa fare, però ho sempre detto che un uomo giusto per la Roma, per la società, che nessuno ha mai preso in considerazione, con tutti i problemi che ha avuto questa società, è Paulo Roberto Falcao. Non è solo un giocatore forte ma una persona che ha voluto bene alla Roma e a cui tutte le tifoserie vogliono bene quindi questo è quel che ho pensato sempre.

Con Carlo Ancelotti magari?

“Magari, come allenatore e direttore non sarebbe male”

Che poi Carlo Ancelotti sarebbe dovuto diventare allenatore del Brasile.

“Ne hanno parlato tantissimo, e credo che veramente lui sia stato vicino. Forse una mancanza di fiducia nella nostra federazione non gli ha dato tanta sicurezza. Per questo avrà deciso di rimanere lì a Madrid”.

Pluto qual è la partita più bella che hai giocato con la maglietta della Roma, quella che ricordi con più gioia?

“Forse la partita con più gioia è quella che non ho giocato, stavo in panchina perché mi ero fatto male, quella è stata una gioia immensa, quella col Parma a casa (Roma-Parma 2001, ndr). Però direi che anche l’altra partita che abbiamo giocato con il Parma a casa loro è stata una delle partite più belle”

Io ho pensato quella, con il tuo assist a Batistuta.

“Si si, quella”

Konè sbarca nella Kings League francese: sarà tra i presidenti della “360 Nation”

Manu Konè sbarca nella Kings League francese. Il centrocampista della Roma, infatti, sarà tra i presidenti della squadra “360 Nation”. Insieme a lui, in questa nuova avventura, ci saranno anche i calciatori Maignan, Tchouameni, Koundè e Mbeumo. Un fenomeno che continua a crescere, dunque, quello della Kings League, che vede sempre più calciatori professionisti coinvolti.

 

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Di Livio: “Il sogno di mio padre era vedermi con la maglia della Roma, mi rode non avergli dato questa gioia”

GASPORT – Angelo Di Livio, nel corso di una lunga intervista al quotidiano sportivo, ha ripercorso la sua lunga carriera. Soldatino ha parlato anche del rimpianto di non aver mai vestito la maglia della Roma. Le sue parole:

Soldatino Di Livio: dove nasce il soprannome?

«Ai tempi della Juve. Durante l’allenamento Baggio mi fa: corri come un soldatino. Battezzato per sempre. Mi piace, ci sono affezionato, rispecchia bene la mia idea di calcio».

(…)

Lei, romano e romanista, fa tutta la trafila nelle giovanili della Roma, senza però debuttare in prima squadra. Rimpianti?

«Rimpianto anche per loro (Ride). Grande gruppo, quello: io, Giannini, Desideri, Tovalieri, Di Mauro, Baldieri, tutti ragazzi che si sono affermati. Sono cresciuto alla Bufalotta, vengo da una famiglia romanista, mio padre Amerigo sognava di vedermi con quella maglia. Mi rode non avergli dato quella soddisfazione. Le qualità le avevo, ma mi hanno lasciato andare. E si sono sbagliati di grosso visto quello che ho raggiunto dopo. Diciamo che mi sono preso la rivincita».

(…)