Incubo scontri diretti: è il momento della svolta

(…) La Roma è chiamata a mantenere questo ruolino di marcia anche in queste otto finali. Qui è chiamata alla svolta: vincere gli scontri diretti. Senza questo è impossibile raggiungere un obiettivo europeo impronosticabile a novembre. (…) Il rendimento della Roma nei big match è stato disastroso negli ultimi anni. Nelle ultime tre stagioni e mezzo ha conquistato 45 punti sui 162 complessivi negli scontri diretti. Adesso si decide il futuro: Juventus, Lazio, Fiorentina, Atalanta e Milan. In mezzo, soltanto la sfida con il Verona, poi l’ultima di campionato con il Torino in trasferta. La Champions e l’Europa passano da qui: sarebbe l’ultimo grande capolavoro di Ranieri. (…)

(corsport)

Di Biagio: “Con la Juve una sfida chiave. Servirà un acuto di Pellegrini”

GASPORT – In un’intervista al quotidiano sportivo, Gigi DI Biagio, tra le altre, ex di RomaInter e Brescia, oltre che della Nazionale, ha detto la sua sul big match in programma domenica sera, Roma-Juve. Ecco le sue parole:

Di Biagio, la Roma ora vede la Champions: questa rosa aveva solo bisogno di un allenatore come Ranieri?
“Ho sempre pensato avesse una rosa superiore a Bologna, Fiorentina e Lazio. Ranieri ha fatto qualcosa di incredibile. E la posizione della Roma è giusta”.

La squadra può mantenere questo passo contro Juve e Lazio? E senza Dybala che mossa si aspetta?
“Lo spero, ma il calendario è duro e dopo una rimonta pazzesca è ancora a -4. Mi preoccupa più la Juve perché ha un allenatore nuovo e sulla carta partite più facili. Domenica ci si gioca davvero tanto. Serve un colpo di coda di Pellegrini che fin qui ha deluso. Dai centrocampisti mi aspetto quei cinque gol in più che ti garantiva Dybala”.

(…)

Spacciavano droga in curva. Nei guai sei ultrà giallorossi

IL TEMPO – Avevano organizzato una vera e propria filiera che, a cominciare dal trasporto della droga, correva poi lungo le direttrici della consegna, della detenzione, fino alla vendita «al dettaglio» delle dosi destinate ai consumatori che, in occasione delle gare di calcio disputate allo stadio Olimpico, frequentano la Curva Sud dell’impianto. Ieri la Digos, coordinata dalla Dda, ha notificato il decreto di fissazione interrogatorio (cd. «in-terrogatorio preventivo»), disposto dal gip, a tre ultrà del «Gruppo Quadraro», sodalizio che occupa la parte centrale del secondo anello della Curva Sud dello stadio Olimpico. Contestualmente e nell’ambito della stessa indagine, la Digos ha eseguito una perquisizione locale e personale nei confronti dei tre destinatari dell’interrogatorio preventivo e di altri tre esponenti del citato sodalizio ultrà di cui un minorenne. Gli indagati sono ritenuti responsabili in quanto, nell’ambito del gruppo della tifoseria romanista denominato «Grup-po Quadraro», si erano associati tra loro e con un minorenne allo scopo di commettere l’acquisto, il trasporto, il commercio, la cessione, la vendita e la detenzione illecita di cocaina, venduta in occasione degli incontri di calcio casalinghi disputati dalla società Roma calcio presso una «piazza di spaccio» allestita e gestita presso i bagni della Curva Sud fino a maggio 2024. Le indagini hanno interessato numerosi incontri di calcio disputati dalla squadra giallorossa a partire da gennaio 2024. Tra gli indagati figura anche Girolamo Finizio, nipote del boss Michele Senese e cugino di Luigi Fini-zio, detto Gigi, ucciso a colpi di pistola mentre faceva benzina in un distributore in via degli Angeli al Quadraro nel 2023. Nel 2020, Girolamo Finizio fu protagonista, insieme ad Adriano D’Arma e Roberto Cirillo, della gambizzazione di Paolo Ascani, cognato di Roberto Spada.

Otto partite per centrare l’obiettivo. Sei big match: c’è un tabù da sfatare

Adesso viene il bello. Si fa per dire perché nelle prossime partite della Roma di bello c’è veramente poco. Otto partite per cercare di ottenere un posto in Champions League. Sei di queste contro Juventus, Lazio, Inter, Fiorentina, Atalanta e Milan. In rigoroso ordine cronologico. In mezzo la sfida col Verona dopo il derby e la trasferta di Torino all’ultima giornata. Di positivo c’è sicuramente il fattore Olimpico. Saranno cinque le gare in casa (considerando anche il derby). Ma i numeri negli scontri diretti delle ultime due stagioni e mezzo sono da brividi. Quest’anno è arrivata una sola vittoria: il 2-0 contro la Lazio firmato da Pellegrini e Saelemaekers. Per il resto 5 sconfitte e 4 pareggi con le più forti del campionato. L’anno scorso i giallorossi hanno raccolto solamente 12 punti contro le prime 9 in classifica. Un bottino misero che ha compromesso la rincorsa al quinto posto che consentiva l’accesso in Champions. (…) Dopo la sconfitta di Napoli – la prima di Claudio – la Roma ha piano piano cominciato a recuperare punti a tutte le big. È rimasta invariata solamente la distanza con l’Inter (15). Si è messa alle spalle il Milan che ora è a -5, mentre a fine novembre si trovava a +6. Sono 16 quelli ripresi alla Fiorentina, 15 alla Lazio. Quattro invece a Napoli e Bologna. E domenica c’è la sfida con la Juventus. I bianconeri sono passati da -12 a -3 e Dovbyk e compagni hanno l’occasione di agganciarli in classifica e mettere il muso davanti grazie agli scontri diretti a favore.

(Il Messaggero)

Gasp ha chiesto un’altra Roma

Conta più l’ambizione o l’identità? È ciò che nelle ultime settimane si sta chiedendo Gian Piero Gasperini, e in qualche modo la stessa Roma, vagliando i pro e i contro di un matrimonio che possa essere per entrambi d’amore e non di convenienza. Che la pubblica chiusura di Claudio Ranieri all’arrivo dell’allenatore dell’Atalanta sia stato un modo per proteggere il presente di entrambi i club, è noto a parecchi osservatori. Le parziali verità “finalizzate” (è vero che i tecnici non si parlano, ma sono in contatto grazie a intermediari) sono del resto parte integrante del calcio, e quindi il tecnico piemontese sa bene di essere in realtà ancora in corsa per la panchina giallorossa. (…) Gasperini ha piena consapevolezza che, se andrà via dall’Atatanta (e non è ancora detto che accada, visto che i Percassi stanno tornando alla carica per il rinnovo), per lui si materializzerà l’ultima chance di scudetto, e proprio per questo non intende fare gli stessi errori di accondiscendenza commessi nel 2011 durante la breve parabola interista. Questione d’identità, appunto.  Per questo – avendo chiaro come l’attuale rosa della Roma poco si adatti al suo calcio di aggressione, corsa e alta intensità – sa che occorre una ristrutturazione alla radice, in grado di portare a Trigoria sei-sette talenti giovani, non necessariamente costosi, ma capaci di seguirlo in ogni suo desiderio. Morale: è necessario fare spazio ai volti nuovi, salutando tutti quelli che non ritiene siano adatti al suo progetto tecnico. E gli addii farebbero rumore, perché Gasperini vuole rinunciare a giocatori come Dovbik, Dybala, Hummels, Paredes e Pellegrini, cioè tutta gente che finora ha rappresentato la vetrina giallorossa. (…) Le loro caratteristiche tecniche – non si attaglierebbero al gioco dell’artefice del miracolo Atalanta. Cosa che invece potrebbero fare Celik, Ndicka, Koné, Pisilli e Svilar. Sarebbero invece in bilico, ma non scartati, Abraham – se non restasse al Milan – Baldanzi, Mancini, Rensch e Cristante, anche se quest’ultimo è desiderio della società cederlo. Discorso diverso per Soulè, cu sui Gasp sarebbe disposto a lavorare (…)

(Il Messaggero)

Torna Celik. Rensch ancora out

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Celik punta la Juventus. Dopo la vittoria sul campo del Lecce targata Dovbyk e i due giorni di riposo concessi da mister Ranieri, la Roma si è ritrovata ieri a Trigoria per iniziare la preparazione del big match di domenica (ore 20:45) all’Olimpico contro la squadra di Tudor. L’osservato speciale è stato Celik, che venerdì scorso aveva svolto solo la prima parte di lavoro con i compagni e non era stato convocato per la sfida del Via del Mare. Il turco ha smaltito la lesione di primo grado del tendine congiunto del bicipite femorale della coscia sinistra e svolto l’intero allenamento con il resto del gruppo, saltando solamente la partitella finale. Un recupero fondamentale per Ranieri, il quale potrebbe impiegarlo sulla corsia di destra alla luce delle assenze dello squalificato Saelemaekers e degli infortunati Rensch (difficile il suo recupero) e Saud. Si è allenato regolarmente anche Dovbyk, che sabato era uscito per crampi subito dopo il gol vittoria. Dalle 10 di ieri, poi, è iniziata la prima fase della vendita dei biglietti per il Derby Lazio-Roma di domenica 13 aprile – dedicata agli abbonati Serie A 2024-2025. Non sono mancati i problemi tecnici sul sito Vivaticket, tanto che alcuni tifosi, dopo oltre un’ora d’attesa, non sono riusciti ad acquistare il biglietto. Il portale e andato in tilt, costringendo diversi sostenitori a ricominciare la coda virtuale. La prima fase terminerà alle 18 di domani, mentre l’eventuale vendita libera prenderà il via alle 12 di venerdì.

La Capitale ribaltata. Ranieri aggancio record: la Roma vede la Champions

Il solo pensiero di poter arrivare a competere per l’Europa sembrava un’utopia vera. Esattamente come l’idea di poter raggiungere o superare la Lazio in classifica. Domenica la Roma ha completato l’aggancio alla Lazio, con la speranza ora di mettersela anche alle spalle. (…)  A conti fatti, tor-nano in mente le parole di Mats Hummels di inizio gennaio, quando qualche giorno prima del derby il difensore tedesco disse: «Sono ancora convinto che si possa arrivare sopra di loro)». Una profezia che oggi risulta essere doldssima, ma che all’epoca fece pensare a più di qualcuno che Hummels fosse fuori di testa. O quantomeno un inguaribile ottimista. Anche perché prima del derby quei quindici punti di distacco erano ancora effettivi, reali. E sembravano davvero un solco incolmabile. (…) Da quello che succederà in queste otto partite dipenderà molto del futuro della Roma, anche a livello di scelta tecnica. Ranieri ha tolto dal piatto dei papabili allenatori Gian Piero Gasperini. Gasp avrebbe accettato di allenare anche un gruppo di ragazzi, ma di gente compatibile con il suo stile di gioco. E allora resta in piedi la candidatura di Stefano Pioli. Nelle retrovie, poi, Sarri e Montella, ma anche Italiano. (…)

(gasport)

Roma, affari d’oro per gli agenti: 17 milioni nel 2024

In casa Roma c’è un settlement agreement da rispettare. E i paletti finanziari fissati dalla Uefa sono molto stringenti. Un’evidenza resa pubblica dallo stesso Ranieri a più riprese. (…) Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo anche il calciomercato. E le sue regole. Fatte di agenti, intermediari e avvocati. Figure che hanno un costo. Spesso esoso. La Roma nell’ultima sessione estiva ha sborsato quasi 100 milioni di euro solo in cartellini dei calciatori. Spese a cui si aggiungono i 17 milioni di euro pagati nel 2024 per le commissioni degli agenti, nelle 32 operazioni di mercato concluse. Dati ufficializzati dal report annuale della Figc
che evidenziano un incremento dell’11,75% rispetto ai 15 milioni di euro spesi nel 2023 dai giallo-ossi. E pongono la Roma tra le “migliori” squadre d’Italia negli emolumenti ai procuratori. (…) Al vertice si trova la Juventus, con quasi 34 milioni di euro, seguita da Inter (24,7 milioni) e Napoli (18,1 milioni). A livello generale, le squadre di Serie A hanno versato complessivamente oltre 226 milioni di euro in commissioni agli agenti nel 2024, segnando una crescita del 2,7% rispetto all’anno precedente. Tornando al campo, la Roma si è ritrovata ieri per il primo allenamento settimanale in vista della sfida alla Juventus di domenica sera. La prima buona notizia per Ranieri arriva da Celik. Il terzino è tornato in gruppo e si candida per una maglia da titolare contro i bianconeri. (…) Celik che nelle ultime settimane si era messo in luce come braccetto nella difesa a 3. Un rebus che Ranieri cercherà di risolvere con gli altri calcia-tori a disposizione. Due le alternative possibili: l’inserimento di Hummels in difesa e lo sposta-mento di Celik sulla fascia, oppure adattare El Shaarawy come esterno di destra e lasciare il difensore turco nel pacchetto arretrato insieme a Mancini e Ndicka.

(La Repubblica)

Fattore Olimpico

IL TEMPO (L. PES) – Aria di casa. Cinque delle ultime otto partite di campionato, decisive per la corsa alla Champions e all’Europa League, la Roma le giocherà all’Olimpico. Formalmente saranno quattro gare casalinghe e quattro trasferte ma il derby del 13 aprile, ovviamente, cambia le carte in tavola. Juve, Lazio, Verona, Fiorentina e Milan (quasi tutti scontri diretti) dovranno provare a cercare fortuna nel fortino giallorosso dell’Olimpico dove sotto la gestione Ranieri il rendimento è tornato stellare. Dodici vittorie, un pareggio e una sola sconfitta, arrivata proprio all’esordio del tecnico capitolino in questa sua terza avventura romanista. Esattamente quattro mesi fa la Roma perdeva in casa con l’Atalanta, ma da lì in poi tra campionato e coppe il percorso è stato quasi netto. Soltanto il Napoli, allora capolista e oggi in lotta scudetto con l’Inter è riuscito a strappare un punto ai giallorossi. Domenica arriva la Juve ma i numeri dei big match casalinghi di questo campionato non fanno sorridere. Derby vinto a parte, infatti, la Roma ha totalizzato tre sconfitte (Inter, Bologna e Atalanta) e un pari nei confronti con le prime della clasifica. Un trend certamente da invertire contro i bianconeri, battuti l’ultima volta tra le mura amiche due anni fa grazie alla bordata di Mancini dalla distanza. Un solo precedente contro la Signora per Ranieri, che ha allenato dal 2007 al 2009 da allenatore della Roma: il successo per 2-0 del maggio 2019 firmato da Dzeko e Florenzi. La penultima gara all’Olimpico di quella stagione che la ama non riuscì a chiudere tra le prime quattro della classifica. Comunque imbattuto, Sir Claudio, nelle sfide ai bianconeri giocate quasi sempre a Torino. Il successo memorabile del 2010 con il gol nel recupero di Riise, il pari dell’anno successivo in campionato e la vittoria nei quarti di Coppa Italia grazie alle perle di Vucinic e Taddei. Sei anni dopo Ranieri ritrova la Juve da padrone di casa sapendo di non poter sbagliare. Le sette vittorie di fila che hanno ri-portato i giallorossi al sesto posto (e per ora anche sopra alla Lazio grazie al successo nel derby) sono una rarità ma ora arrivano gli scontri d’alta classifica che negli ulti-mi anni sono sempre stati il tallone d’Achille della Roma. Le gare con Juve e Lazio diranno se Mancini & Co. potranno davvero lottare fino all’ultima giornata per la Champions League. L’esperienza di Ranieri può aiutare a non fallire gli appuntamenti decisivi che in questi ultimi due mesi affolleranno il calendario romanista. La stanchezza della rimonta può farsi sentire, ma senza le coppe non c’è da mollare un centimetro.

La Roma dopo Ranieri scelga nella continuità

Se ci pensate, è paradossale – o almeno originale – quello che sta succedendo alla Roma. Già, perché -nella storia del calcio – è normale cambiare allenatore per mancanza di risultati.  (…) È inusuale, invece, che un tecnico amato dai tifosi, stimato dal club, gradito dalla squadra, sia comunque orientato, anzi di più, ad andarsene. È il caso di Claudio Ranieri, l’allenatore del momento e forse del secolo, considerando la sua impresa col Leicester, che ha deciso di dedicarsi ad altro. Ad una vita da dirigente. In cui sarà chiamato, dopo una vita sotto esame, a giudicare un collega in panchina. Certo è che nessuno, ma proprio nessuno, in questi cinque mesi avrebbe potuto far meglio. Perché Ranieri ha preso una Roma sull’orlo del precipizio, emotivo e non solo dal punto di vista della classifica. La situazione era infatti precaria, al limite della zona retrocessione, e con una situazione ambientale caldissima. Calciatori in crisi d’identità non solo di gioco, gente come Paredes in attesa di andarsene a gennaio, altri – e non solo Pellegrini – coperti di fischi all’annuncio di ogni formazione. Una società senza amministratore delegato, con un direttore sportivo sotto processo per la campagna estiva e un presidente lontano, lontanissimo. Non solo idealmente ma anche operativamente. Tanto da convincere Ranieri, profeta in patria, a prendere un aereo per andare a firmare il contratto a Londra. Una situazione insomma per certi versi incredibile. (…) Ad ogni conferenza, scatta la stessa domanda: a chi toccherà l’anno prossimo? E non c’è occasione in cui quel Signor allenatore, con la esse maiuscola, non accetti di spargere qualche indizio. Altri si sarebbero già stizziti da tempo, lui è capace di rispondere sempre con quella sua inconfondibile risata. Una firma d’autore. Come quella che dovrà apporre, su suo suggerimento, il nuovo tecnico. I nomi, addirittura, li ha fatti lo stesso Ranieri. Escludendo Gasperini (ma non sarà stato un depistaggio?) e tutti quelli che sono stati finora nominati. Di sicuro, però, si può provare a tracciare l’identikit del suo successore. Che dovrà essere – e potreste facilmente escludere qualcuno – talmente poco egocentrico da immaginare il rapporto con Ranieri dirigente come un valore e non come un fastidio. E soprattutto in grado di muoversi con personalità ma senza arroganza nel nuovo-vecchio ambiente. Perché Ranieri ha spiegato, senza troppi fronzoli, che nelle prossime due sessioni di mercato – a giugno e gennaio – bisognerà districarsi con molta attenzione. (…) Occorre dunque un uomo, prima ancora di un professionista, che raccolga l’eredità e abbia il buon senso (caratteristica fondamentale) di valorizzarla e non di disperderla. (…)

(gasport)