Shomurodov, dopo il rinnovo una maglia da titolare nel derby

Dal rinnovo di contratto a una possibile maglia da titolare al derby. Eldor Shomourodov domenica sera potrebbe concludere la settimana perfetta. Reduce dal gol del pareggio contro la Juventus, l’uzbeko negli ultimi giorni ha firmato anche il prolungamento di un anno di contratto portando la scadenza al 2027, con decurtamento dell’ingaggio. Una mossa più finanziaria che tecnica del club giallorosso, che questa estate proverà a sfruttare l’annata positiva dell’attaccante per guadagnare dalla sua cessione, dopo l’investimento da quasi 20 milioni nell’estate del 2021. Prima del mercato però c’è il campo e Shomurodov si candida con forza per una maglia da titolare nel derby contro la Lazio accanto a Dovbyk. Una scelta che cambierebbe il modo di giocare della Roma, abituata ai due trequartisti con l’unica punta come terminale offensivo. Ma che confermerebbe la fiducia alle due punte e al sistema già visto contro il Lecce e la Juventus. (…) Una possibilità a cui il tec-nico sta pensando seriamente. Dovbyk, al primo anno in Serie A, vuole provare a chiudere a quota 20 gol (ora è a 16). Shomurodov insegue il record di 8 gol segnati a Genova (ora è a 6). L’uzbeko quando entra dalla panchina è un fattore: dal 2021 ha firmato dieci reti da subentrato. Soltanto Lautaro (16) e Pedro (11) hanno fatto meglio. (…)

(La Repubblica)

Dal centrocampo della Roma al mondo del business sportivo

IL TEMPO (A. GIACOBINO) – A soli vent’anni Niccolò Pisilli, centrocampista della Roma e della Nazionale, diventa anche un uomo d’affari. Qualche settimana fa, infatti, a Roma davanti al notaio Luca Amato s’è presentato il calciatore assieme al fratello Mattia, al padre Francesco e a Valentina Ambrisi per costituire la nuova Np Sport e Image srl. La società vede il giocatore della Roma detenere il 90% del capitale mentre il 10% restante è ripartito tra il fratello (5%) e il 2,5% ciascuno al padre e alla Ambrosi. La newco di cui Mattia Pisilli è stato nominato amministratore unico ha come oggetto «la gestione e lo sfruttamento dei diritti di immagine e commerciali di lavoratori sportivi, atleti e personaggi dello spettacolo», «la gestione delle attività di comunicazione per le società e associazioni sportive», «la gestione dei profili di social network», «la consulenza in ambito commerciale sportivo e del marke-ting», «la promozione di manifestazioni ed eventi sportivi» e «l’attività di formazione, trade promotion e team building». 

Frecce Champions. Ranieri ci riprova

IL TEMPO (L. PES) – Ranieri alla ricerca delle sue frecce. Saelemaekers e Angelino sono stati tra i migliori sotto le gestione del tecnico di San Saba che per la stracittadina di domenica spera di ritrovare al massimo della forma. Il belga torna dopo un turno di squalifica che lo ha escluso dal big match contro la Juve, mentre lo spagnolo è apparso meno brillante nelle due gare dopo la sosta e ora i gialloros-si hanno bisogno delle sue scorribande sulla corsia mancina. Dieci gol stagionali in due, un vero e proprio inedito per la Roma degli ultimi anni che dagli esterni non aveva mai raccolto granché, e la missione di vincere duelli complicati con gli avversari biancocelesti. Saelemaekers è stato l’arma in più di Ranieri che inizialmente lo pensava come sotto-punta al fianco di Dybala partendo da sinistra mentre poi ha trovato un magnifico quinto di destra, in grado di interpretare magistralmente il ruolo e capace di trovare il record di reti in Serie A. L’ultimo gol risale al 2 marzo nella sfida dell’Olimpico contro il Como, e nelle ultime settimane il suo rendimento è stato leggermente
sotto le aspettative. All’ andata fu protagonista con il gol del 2-0 e l’ assist per la rete di Pellegrini. Oltre ad aver tenuto testa a Nuno Tavares, oltre che Zaccagni più avanti, che in quel momento era al massimo della forma. Il portoghese non ci sarà a causa di un infortunio ma dal lato del numero cinquantasei agirà Luca Pellegrini, ex della partita e avversario insidioso in quanto a rapidità. Il futuro dell’ex Milan è ancora tutto da scrivere anche se la Roma ha già manifestato all’agente la volontà di trattenerlo. Anche Alexis vorrebbe restare, ma tutto dipenderà dalle richieste dei rossoneri che fino all’annuncio del nuovo ds non porteranno avanti trattative. Nell’affare, peraltro, c’è in ballo anche il futuro di Abraham, che a Milano tra alti e bassi è stato l’attaccante più prolifico (dieci gol tra campionato e coppe, con quello decisivo per il trionfo in Supercoppa) della stagione non proprio fortunata del Milan. L’ingaggio alto ha frenato lo scambio a titolo definitivo ma ora i rossoneri devono capire se puntare sull’inglese o meno. La stagione della consacrazione quella di Angelino, che dopo un inizio di 2024 alle spalle di Spinazzola ha
trovato la titolarità e sotto la sapiente gestione di Ranieri è diventato un quinto capace di segnare e far segnare i compagni. Tra Lecce e Juve non ha inciso ma nel derby non può deludere. Ci saranno Isaksen e Marusic sulla sua fascia destra laziale ma l’ex Lipsia in questa stagione non ha avuto timore per nes-suno. Intanto ieri a Trigoria sono ripresi gli allenamenti con l’intera squadra a disposizione, eccetto Dybala, con il tecnico che da oggi inizierà le prime prove tattiche. Stuzzica l’idea delle due punte anche se il vero ballottaggio è per la maglia che oscilla tra centrocampo e trequarti con Celik che dovrebbe riprendere il posto di Hummels nel terzetto. Nella serata di ieri è arrivato la decisione del Prefetto di Milano sulla trasferta in programma il 27 aprile per Inter-Roma: sarà vietato l’ acquisto dei biglietti ai residenti nella provincia di Roma.

RANIERI: “Siamo vicini alla scelta del nuovo allenatore. Dirigente o consulente? Non mi interessa l’etichetta, ma essere ascoltato. Non farò il parafulmine di nessuno”

IL MESSAGGERO – A pochi giorni dal derby Claudio Ranieri ha rilasciato un’intervista al quotidiano romano. Tanti i temi trattati dal tecnico giallorosso: dal futuro da dirigente al prossimo allenatore. Queste le sue parole:

(…)

Non è proprio possibile vedere Shomurodov e Dovbyk insieme?
«Vero, funzionano e sono molto compatibili perché Eldor è una seconda punta, non è egoista, è un generoso per natura. A volte gli chiedo di tirare in porta più spesso. Il problema è che se li schiero entrambi dall’inizio, poi se devo cambiare la partita… mi attacco. Bisogna valutare tutto e non è detto che non possano giocare insieme».

Dal giorno che ha messo di nuovo piede a Trigoria pensava che dopo tre mesi sarebbe stato dove è adesso?
«Sono sincero, dopo una settimana ho pensato che l’avrei rimessa a posto. Dentro di me lo sapevo ma non ci pensavo. La squadra mi dà tutto. Se non trovo il feeling, non va. È stato facile trovarlo».

(…)

Domenica per la prima volta è sembrato che volesse smarcarsi dal ruolo che l’attende in futuro.
«No, no. Io sarò senior advisor, e mo’ traducetelo come ve pare (ride, ndr). So che sarò un punto di riferimento per loro, consiglierò cosa è giusto e cosa non lo è, ma poi a decidere è la proprietà. Credo sia per tutti così».

Ok, però un conto è consigliare, un altro dirigere. Quando le venne fatto il nome di Burdisso da inserire eventualmente in società, rispose un po’ stizzito “E io che ci sto a fare?”
«Scusatemi, ma se arriva un dirigente sopra di me, io che ci sto a fare? I tifosi devono stare tranquilli, io non scappo. Scappo solo se non conto. Non farò il parafulmine di nessuno».

Che vuol dire?
«Che se non decido e non mi sento importante, io non faccio il parafulmine, me ne vado. Oggi mi sento al centro del progetto. Nel momento in cui mi sentissi al lato di questo, arrivederci e grazie».

Scusi, ci sono avvisaglie?
«Ma no. Perché, i tifosi hanno paura che lasci?».

Beh, durante le conferenze affermava di comportarsi e di pensare anche da dirigente.
«Da più parti è stato scritto che sarò dirigente, allora vi sono venuto dietro. Ma la dicitura è senior advisor».

(…)

E se invece i Friedkin le chiedessero una presenza quotidiana, accetterebbe?
«Ma sì, non è questo il problema. Non è l’etichetta o la dicitura che mi farà stare qui o meno ma se sarò una persona ascoltata o non ascoltata. Il resto, se sono un dirigente, un consigliere, non mi interessa molto. Mi interessa invece capire se quando dirò che va fatta una cosa per il bene della Roma, sarò seguito».

Una cosa che le darebbe la sensazione di non essere ascoltato, potrebbe essere quella di puntare su un allenatore non indicato da lei?
«L’allenatore non è scelto da me, non funziona così. Se ho fatto una lista di nomi, con pregi e difetti, sta anche ai Friedkin deciderlo».

Quando si consegna una lista del genere, quanto è lunga?
«Ghisolfi ed io abbiamo seguito il modello inglese. Siamo partiti da 7-8 nomi per arrivare a 3-4».

La lista è stata consegnata?
«Da mo’».

E i Friedkin hanno scelto?
«Siamo vicini, molto vicini».

È fiducioso che sia un allenatore alla Ranieri?
«Sono convinto che arriverà un buon allenatore».

Perché ha detto che “all’inizio potrebbe non piacere?”
«Perché tante volte a Roma si pensa che arrivi questo o quell’altro e poi i fatti sono diversi. Chiunque arrivi, lasciamolo lavorare. Ora ho detto di prendere un tecnico da Roma e andiamo avanti. Si deve cambiare quando allenatore e squadra non sono più all’unisono. Ma finché c’è il feeling, e queste cose si vedono in campo, si continua insieme. Non esiste sta cosa del ‘giocatore X che ha mandato via un tecnico’, non esiste, velo assicuro».

(…)

I ragazzi le hanno mai chiesto di restare?
«Sì però ho risposto, ‘no grazie’».

Che tipo è ten Hag? Simpatico?
«Ci credete che non lo conosco? Mai incontrato. Ho letto che sarei andato a cena con lui. Mai visto. Credetemi, vi prego».

Ci crediamo, anche perché l’altra volta quando abbiamo paventato che ci raccontasse qualche bugia bianca se l’è presa un po’.
«Non me la sono presa. Ma io non racconto bugie».

Nemmeno qualcuna a fin di bene? Dobbiamo credere che a Gasperini non abbiate mai pensato?
«Certamente, ho sempre detto che più bugiardi dei calciatori ci sono soltanto gli allenatori ed ex cal­ciatori (e scoppia a ridere, ndr). Torno serio, signori miei andate a chiedere a qualsiasi allenatore se sarebbe felice di allenare la Roma. Chi vi risponderebbe di no?»

(…)

Ci dice soltanto se il nuovo tecnico sarà italiano o straniero?
«No, dopo vi imbroglio tutto. Fate i bravi».

Ha detto che la squadrava migliorata. Quindi non rivoluzionata?
«Sì, non va rivoluzionata. Vi faccio un esempio: state scrivendo, giustamente, che la Roma segna poco. Per il prossimo anno, quindi, dobbiamo prendere calciatori che sappiano fare gol».

Uno che prima li faceva e ora ne fa di meno è Pellegrini.
«È uno dei centrocampisti più forti d’Italia, non ho nessun dubbio e nessuno può smentirmi. Ripartire da lui anche l’anno prossimo? Dipende da Lorenzo. Io lo stimo».

(…)

Shomu rinnova fino al 2027: da esubero a possibile titolare

LEGGO (F. BALZANI) – Un rinnovo inaspettato e reso pubblico solo ieri, il gol alla Juve e una chance di giocare il suo primo derby da titolare. È un momento d’oro per Eldor Shomurodov che resterà alla Roma fino al 2027 a stipendio leggermente abbassato. L’uzbeko è stata l’arma a sorpresa di Ranieri in questo 2025 dopo essere stato a un passo dalla cessione in due occasioni: all’Atalanta a giugno (tutto saltò per un problema burocratico) e al Venezia a gennaio. Shomurodov si è guadagnato la Roma a forza di gol (6), assist e tanta corsa anche se il rinnovo (stabilito qualche mese fa) non esclude una eventuale cessione a giugno visto che era in scadenza 2026. Nel frattempo però l’ex Genoa ha trasformato i dubbi in applausi e convinto Ranieri a inserirlo al fianco di Dovbyk sia a Lecce che contro la Juve. Risultato? Due gol per la Roma e 3 punti d’oro nella corsa Champions. Il tecnico sta pensando di riproporre la coppia anche domenica contro la Lazio. Alla Roma d’altronde servono reti pesanti visto che tra le squadre in corsa per la Champions è quella che ha segnato meno (46) e che ha mandato in doppia cifra meno calciatori (solo Dovbyk, appunto). Servirebbero anche le reti dei trequartisti visto che (Dybala a parte ovvio) dai compagni di reparto di Artem ed Eldor sono arrivate la miseria di 9 gol in campionato: 3 da Soulè ed El Shaarawy, 2 da Pellegrini e una da Baldanzi. Il capitano ieri è tornato ad allenarsi in gruppo e sarà a disposizione. Numeri migliori dalla difesa che però dovrà rinforzarsi visto l’addio di Hummels. Contatti con Balerdi e Medina. Intanto per Inter-Roma del 27, è stata vietata la trasferta a San Siro ai tifosi residenti di Roma e provincia .

Gilles Rocca: “Mi chiamò Bruno Conti ma avevo già firmato con la Lazio”

DOPPIO PASSO PODCAST – Gilles Rocca, noto personaggio televisivo tifoso della Roma e con un passato nelle giovanili della Lazio, ha rivelato, ai microfoni del podcast Doppio Passo, un retroscena legato alla squadra giallorossa. Ecco le sue dichiarazioni: ““Mi prese l’Empoli, poi ci fu la selezione nazionale dei più forti in Italia e giocammo contro la Lazio. Io segnai due gol e la squadra biancoceleste mi richiamò. Al momento della firma, era il primo dicembre ’96 o ’97, non ricordo, c’erano Giancarlo Oddi e Felice Pulici. Poco dopo chiamò Bruno Conti a casa ma avevo appena firmato un contratto di quattro anni. Il giorno dopo mi presentai al campo dispiaciuto, da tifoso della Roma mi sarebbe piaciuto giocarci. Da lì ho giocato quattro anni bellissimi con la Lazio, quattro anni di derby contro persone diventate molto forti e pezzi di cuore come De Rossi, Aquilani, Pepe, Bovo e Amelia. A Vigo facemmo un torneo bellissimo, in finale affrontammo il Real che aveva in porta Casillas e vincemmo”.

MANCINI: “Non ho preferenze sull’allenatore. Ranieri da avversario mi odiava, con De Rossi il mio comportamento è cambiato” (VIDEO)

TV PLAY – Lunga intervista per Gianluca Mancini. Il difensore giallorossi ha parlato in esclusiva a TvPlay. Tanti i temi affrontati: da De Rossi a Ranieri fino alla nazionale. Queste le sue parole

Su De Rossi…

“Appena arrivato De Rossi alla Roma, un suo collaboratore mi salutò in modo strano, dopo un paio di giorni mi disse che non mi sopportava. Addirittura disse che mi avrebbe messo sotto la macchina, ma dopo una settimana si scusò e disse che aveva sbagliato tutto su di me. Ero un ragazzo eccezionale. Io in campo mi trasformo, sto cercando di migliorare”.

Su Ranieri…

“Ranieri appena mi ha visto ha detto che quando mi vedeva contro mi odiava. La mia è stata un’evoluzione, prendevo tanti cartellini e facevo proteste senza senso. Mi condizionava tanto. Era deleteria a me stesso. L’evoluzione del mio comportamento è cominciata con De Rossi. Anche con gli arbitri il mio atteggiamento è cambiato, prima davo fastidio. Ora è differente. Non prendo troppe espulsioni, perché di entrate brutte non ne faccio. In Coppa Italia, con Orsato, sbagliai tanto e presi tre giornate di squalifica. Chiesi scusa in quell’occasione”.

Sul ruolo…

“Mister Fonseca mi mise centrocampista, ma era un’emergenza. Un ruolo che ho ricoperto da ragazzino, ma ad oggi non sarei capace. Ho fatto tante volte il braccetto e agli occhi della gente e agli addetti ai lavori ti vai a collocare in quella posizione. Mi trovo bene. Con la difesa a 4 ho giocato con Mourinho e De Rossi. Avendo giocato in più ruoli, dal centrocampista al centrale di difesa, a volte addirittura terzino destro, non è un problema. Con la difesa a tre mi trovo a mio agio”.

Su Hummels…

“Hummels mi sta aiutando. Avere campioni come lui è qualcosa che aiuta sia a livello di campo, ma osservi anche nel quotidiano. A 36 anni gioca ancora a questi livelli, quindi è un superprofessionista. Vorrei che anche io a 36 anni possa giocare ai suoi livelli. Su Kulusevski ha fatto un intervento bellissimo in scivolata e si rialzò come niente fosse. Io gli dissi che era pazzo, perché a me avrebbero dato 7 rossi (ride ndr). Espulsione a Bilbao? Per me non era da espulsione. Era giallo. Quando l’attaccante sbaglia un gol, ha l’opportunità di farne un altro. Mentre il difensore se commette un errore deve sperare che non succeda nulla di grave”

Sulla Nazionale e il rapporto con Spalletti…

“Mister Spalletti mi ha portato all’Europeo, mi ha convocato spesso l’anno scorso. Sono grato al ct. Purtroppo l’Europeo non è andato bene, ce lo porteremo avanti. Mi ha fatto giocare contro la Svizzera, sono grato a lui. Cerco di giocare bene per essere nuovamente convocato, ma il ct prende le sue decisioni. La Nazionale è il sogno di ogni bambino. E se non arriva la convocazione, io farò il tifo come sempre”

Sulla forza del gruppo…

“Se accetto di andare in panchina? Penso che c’è un allenatore che decide, c’è la settimana, ci sono gli allenamenti e se un allenatore decide di non farti giocare dopo una, due o tre volte mi faccio delle domande. Se mi sto allenando bene, parlo con l’allenatore. Non esiste che giochi e basta, ci sono mille cose in una partita. Si fa parte di una rosa di 25 giocatori, non esiste l’io. Esiste il noi. Giusto arrabbiarsi, ma deve essere un modo per dare di più in quei 10-15 minuti quando entri in campo”.

Su Svilar…

“Rui Patricio era un portiere forte. E quando avevamo in allenamento da una parte Rui e dall’altra Svilar…Sono due portieri forti. Mile è molto forte, trasmette sicurezza, parla. Il ruolo del portiere è cambiato”.

Sul nuovo allenatore…

“Allenatore giochista o gestore? Per me l’allenatore è importante. Il calcio è cambiato. Un tempo una squadra più piccola veniva a Roma a giocare in modo differente. Io cerco di fare il massimo e seguo le indicazioni del mister. Se un allenatore mi dice di dare una testata al muro, io lo faccio. Non ho preferenze sull’allenatore, ogni mister ha la sua idea. Magari tra 10-15 anni saprò dare una risposta. Sono stato fortunato nella mia carriera. Ad esempio, con De Rossi facevamo 40 minuti di uscite dal basso in rifinitura. Con Mourinho la fase difensiva era maniacale prima della partita”

Sul calore della piazza…

“Roma è una piazza calorosa, passionale e vive di questo club tutti i giorni. La gente ti carica. A Bergamo non sono così calorosi. Questo ti dà delle aspettative maggiori, scendi in campo anche per loro. A Villa Stuart, quando sono arrivato, non c’era nessuno. Ma vedere le scene dei compagni quando arrivano a Fiumicino, con tutta quella gente, è bellissimo”

Su un esperienza all’estero…

“Se dovessi scegliere un Paese dove giocare all’estero direi l’Inghilterra. Giocare in Italia è bellissimo per gli stadi, ci sono molti stadi passionali. Sono abituato all’Olimpico e ogni domenica sembra giocare una finale”

La tua top 11?

“La mia top 11 al Mondo, senza giocatori della Roma. Innanzitutto, scelgo il 4-3-3. Donnarumma a porta; Arnold terzino destro; Rudiger e Van Dijk i centrali; a sinistra Bruno Mendes del PSG; a centrocampo il play è Modric, Tonali e Musiala mezzali. Davanti scelgo: Rodrygo, Mbappé e al centro Haaland”

Sampdoria, Mancini sarà il direttore tecnico. Evani allenatore con Lombardo nello staff

La Sampdoria, terzultima in Serie B, fa sul serio per Roberto Mancini. Il presidente blucerchiato Manfredi ha intensificato i contatti con l’ex ct azzurro che ha iniziato concretamente a pensare di tornare per aiutare la sua Samp.  Con il passare dei giorni questa è diventata qualcosa in più, fino ad arrivare a oggi.

(sport.sky.it)

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Arrivano aggiornamento da Gianluca Di Marzio. Mancini infatti, non sarà il prossimo allenatore della Sampdoria: l’ex CT dell’Italia ha deciso di declinare la proposta del club.


La trattativa non sembra essere del tutto conclusa. Lo stesso Di Marzio rivela un nuovo scenario: la Sampdoria sarebbe comunque fiduciosa di poter inserire Mancini nell’area tecnica del club. L’obiettivo sarebbe quello di creare una coppia con Beppe Iachini, che a quel punto diventerebbe l’allenatore della squadra, mentre Mancini assumerebbe un ruolo dirigenziale o di supervisione tecnica.

Il nuovo assetto della Sampdoria pare ora definito: Roberto Mancini sarà il direttore tecnico, con Evani come allenatore, suo assistente anche in Nazionale, e Lombardo, altro storico collaboratore dell’ex ct, nel ruolo di vice.

(Sky Sport)

Ten Hag in visita a Trigoria: lo scatto con Rensch (FOTO)

Dopo aver assistito a Roma-Juventus, Erik ten Hag ha fatto visita anche a Trigoria. Il tecnico ha avuto modo di visitare il centro sportivo come avvenuto anche con altri tecnici negli ultimi anni: non ci sarebbe dunque alcun interessamento reciproco per un futuro insieme, solo una normale visita. Non poteva mancare lo scatto con Rensch, suo ex giocatore ai tempi dell’Ajax. Con loro Mo Salem, agente che cura gli interessi dei due olandesi,

Totti sbarca a Mosca: sarà ospite dell’International RB Award (FOTO E VIDEO)

Comincia l’avventura russa di Francesco Totti. Come scrive il sito del quotidiano, nella mattinata l’ex capitano giallorossi è arrivato a Mosca, dove sarà ospite dell’International RB Award. La capitale russa è tappezzata da settimane da manifesti sull’arrivo in città dell’ “imperatore” pronto a sbarcare “nella terza Roma”. Il numero 10 dovrebbe percepire un emolumento a sei cifre. Numeri alti per il classe ’76 che alle ore 15.30 è atteso da un evento di lusso, organizzato dal sito di scommesse di cui è testimonial.

(ilmessaggero.it)

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