Gasp: “Risultato che non deve abbatterci”

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Tanta frustrazione, tanto rammarico. Perché la Roma sembrava ben indirizzata verso il primo successo in un big match. Una vittoria che avrebbe permesso alla squadra allenata da Gian Piero Gasperini di prendersi un vantaggio di sette punti sulla Juventus in classifica.

«Siamo stati troppo passivi e fermi in occasione del terzo gol. Ci sono tante situazioni del genere nel nostro campionato, con squadre che fanno molti punti nei minuti finali con gente ben strutturata – ha affermato l’allenatore piemontese ai microfoni di Dazn al termine del match -. Peccato perché avevamo fatto molto bene. Abbiamo preso tre gol molto simili. Sul primo è stato bravo Conceiçao, sugli altri due siamo stati troppo passivi. Nei minuti finali non si sente la stanchezza, bisogna essere più vivi».

In una serata che si è conclusa con l’amaro in bocca, a prendersi la scena è stato ancora una volta Malen, protagonista di un duello con Bremer per tutta la gara. «Quando hai un giocatore come Malen puoi permetterti di abbassarti un po’ e poi sfruttare lo spazio» ha dichiarato il tecnico di Grugliasco, che ha trovato l’attaccante che cercava. Attacco alla profondità e scavetto dell’olandese per realizzare il gol che sembrava aver chiuso la partita.

Alla fine, la Roma esce con un punto dall Olimpico e non sfrutta la possibilità di allontanarsi dalla Juventus in classifica. Ma Gasperini cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno: «È chiaro che ci avrebbe fatto piacere uscire con sette punti di vantaggio sulla Juventus, sarebbe stato un grande passo in avanti, ma siamo ancora lì. Usciamo da una partita straordinaria, che deve darci forza e non abbatterci».

Un tema sempre caldo è quello dei rinnovi. La Roma ha quattro giocatori – Dybala,
Pellegrini, El Shaarawy e Celik – in scadenza di contratto al termine di questa stagione. «Siamo in contatto con tutti gli agenti e stiamo parlando in generale, ma non ci sono sviluppi particolari. Siamo concentrati sul finale di stagione – ha affermato Frederic Massara ai microfoni di Dazn prima del fischio d’inizio -. Questi ragazzi sono molto legati alla Roma, sono molto seri e il loro impegno non è mai mancato. Sotto questo aspetto siamo sereni». C’è meno fretta, invece, per quanto riguarda i prolungamenti di contratto di Mancini e Cristante. «Si tratta di situazioni che stanno avanzando. Stiamo parlando e quando ci saranno delle novità, le comunicheremo. La loro scadenza, è nel 2027, c’è più tempo» ha ammesso il direttore sportivo giallorosso.

Beffa Champions

IL TEMPO (L. PES) – Una doccia gelata che tiene la corsa Champions più viva che mai. La Roma va avanti, si illude, ma poi viene ripresa da una Juve mai doma quando i tre punti sembravano ormai cosa fatta e la fuga al terzo posto (col Napoli)
era a un passo. Invece l’urlo dell’Olimpico resta in gola e anche l’appuntamento con la vittoria nei big match (e contro Spalletti) viene rimandato. Una beffa che tiene in corsa anche Como (che si avvicina dopo il successo sul Lecce) e Atalanta (sconfitta a Reggio Emilia).

Gasperini sorprende tutti con la mossa di Celik schierato difensore di sinistra con il compito di tenere d’occhio Conceiçao. Per il resto rispettate le previsioni della vigilia, almeno negli uomini, con Cristante a fare da trequartista incursore alle spalle del duo Malen-Pellegrini e Pisilli accanto a Koné.

Gara subito ad altissimi ritmi con la Juve che sembra tutto fuorché una squadra che ha giocato 120 minuti (di cui oltre la metà in dieci) solo mercoledì. Ma la prima occasione è giallorossa con l’avanzata di Pisilli e la conclusione prontamente respinta da Perin sulla quale Pellegrini fallisce clamorosamente da pochi metri. Ancora Roma, stavolta con Malen che è bravo ad anticipare Bremer in area piccola sulla bella sponda di Mancini, ancora Perin reattivo a mettere in angolo. I bianconeri dialogano bene e sfruttano gli errori della Roma e poco dopo a mezz’ora è McKennie di testa ad andare a centimetri dal vantaggio girando un cross di Kalulu colpevolmente dimenticato da Celik. Ma appena sei minuti dopo è la squadra di Gasp ad andare in vantaggio: ancora Pisilli, da «tuttocampista», a involarsi verso la porta juventina, suggerimento per Wesley che disegna un destro a giro che batte Perin per l’1-0 romanista a pochi minuti dall’intervallo.

Un lampo di Conceiçao, da sviluppi di calcio di punizione, al terzo minuto della ripresa gela Svilar e rimette subito il punteggio in parità. Ancora da corner, come contro la Cremonese, la Roma ripassa in vantaggio cinque minuti dopo. Nuovamente N’Dicka, al secondo gol consecutivo sotto la Sud, sul cross di Pellegrini, a battere in rete. Spalletti prova a sorprendere con l’inserimento di Boga e lo spostamento di Yildiz come centravanti ma poco dopo arriva il tris giallorosso con la splendida verticalizzazione di Koné che pesca Malen in campo aperto. Tocco sotto dell’olandese e Olimpico in delirio. Per la Juve, a venti dalla fine, ecco anche Zhegrova e Miretti per Conceiçao e uno sfinito Thuram mentre Gasp continua a rinviare i cambi per qualche istante ancora, poi inserisce Ghilardi ed El Aynaoui per Cristante e Rensch riportando Celik sulla corsia di destra e l’ex Verona a marcare a uomo il neo-entrato Zhegrova. A dodici dal termine la Juve rientra in partita grazie al tiro al volo di Boga, servito sul secondo palo dalla sponda di Yildiz. L’ultima mossa del tecnico giallorosso, prima del recupero, è Zaragoza per Pellegrini per giocare i quattro minuti di extra-time. La doccia gelata per la Roma arriva su una delle ultime giocate della serata, la punizione che Gatti sotto misura mette in porta per un 3-3 amarissimo per gli uomini di Gasp (per la prima volta subiti tre gol in stagione),

Silenzio tombale sull’Olimpico e una beffa che costa alla Roma tanto, soprattutto a livello mentale. Passi avanti sì, ma come a Napoli, e stavolta in modo ancor piu grave, i giallorossi non riescono a gestire il vantaggio dopo una gara a tratti esaltante. I bianconeri restano a quattro punti ma il Napoli riallunga terzo e Como e Atalanta sono lì. Ora una delicata trasferta in casa di De Rossi, con un rimpianto enorme che pesa come un macigno.

Verso il Genoa: Soulé ci riprova, out Wesley

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Soulé ci prova. Nell’ultima settimana in cui la Roma non avrà l’impegno in Europa League, Gasperini spera di riabbracciare l’argentino. Il dolore derivante dalla pubalgia, intensificato dai quarantacinque minuti giocati a Napoli, non gli ha permesso di essere disponibile contro la Juventus. Il numero diciotto giallorosso proverà a tornare in gruppo nei prossimi giorni per essere convocato con il Genoa.

Punta al rientro anche Hermoso, fermato dal fastidio all’ileopsoas avvertito nel riscaldamento prima della Cremonese. Da monitorare, poi, la situazione di Ferguson, perseguitato dal problema alla caviglia. Dopo i consulti in Inghilterra, l’irlandese ha effettuato nuovi controlli, ma fatica a vedere la luce in fondo al tunnel.

Giallo pesante, ieri, per Wesley. Il brasiliano, diffidato, salterà il Genoa per squalifica.

Roma, pareggio che fa male. Apre Wesley, poi la Juve rimonta

Tre sorrisi, uno per ogni gol. Poi il gelo sul volto di Gasp dopo il gol di Gatti all’ultimo tiro della partita. Che stampa Roma-Juventus sul 3-3 e spegne l’entusiasmo giallorosso. Roma in vantaggio di due gol, poi raggiunta dai bianconeri, prima con Boga, poi con il gol in mischia del centrale difensivo. Un pari che fa male per come è maturato, ma che, almeno su carta, non cambia la corsa Champions. Roma quarta in classifica, Juventus staccata di 4 punti e Como quinto a -3.

Eppure la Roma ci aveva provato. Segnando il 3-1 con Malen, al sesto gol in sette partite, dopo il 2-1 di Ndicka in risposta al pareggio (bellissimo) di Conceicao. Ma nell’ultimo quarto d’ora il suicidio giallorosso, al sapore di grande occasione mancata.

Ad aprire le danze e stappare la partita era stato Wesley a fine primo tempo. Nel momento in cui la gara prometteva una serata di nervi e geometrie, il brasiliano ha scelto la via più semplice e più difficile insieme: un tiro a giro da giocatore che non sta più chiedendo il permesso. Anche perché Gasp, a lui, non rinuncia mai. L’acquisto più costoso del mercato, estivo e invernale messi insieme, e anche l’insostituibile:
32 presenze su 36 partite, praticamente onnipresente. […]

(La Repubblica)

C’è sempre Malen

Ognuno immagina la felicità come vuole: per i tifosi della Roma ormai la gioia ha sempre gli occhi e il sorriso di Donyell Malen. Ancora lui. Sarebbe stata la serata perfetta senza i minuti finali del match, è vero, eppure c’è una luce lì davanti che non si spegne mai. […]

L’attaccante olandese, sempre acceso e mai in ombra, ha messo a segno un altro gol di gran classe in campionato, dimostrandosi ancora una volta freddo e cinico sotto porta come Gian Piero Gasperini vuole. Una partita interpretata alla costante ricerca del gol, cercando sempre il dialogo con i compagni da giocatore moderno, da centravanti vero. […]

Dal suo esordio in Serie A, datato 18 gennaio, solo Harry Kane (nove) del Bayern Monaco ha segnato più gol del centravanti giallorosso considerando i top 5 campionati europei: il bomber olandese ha messo a referto già sei reti in sette gare, le stesse di Lamine Yamal del Barcellona e Ante Budimir dell’Osasuna. E i tifosi continuano a sognare stretti attorno al loro centravanti, in cui rivedono le imprese di Gabriel Batistuta, unico a precedere con 8 gol in 7 gare Malen nella classifica dei migliori marcatori al primo anno in giallorosso. […]

(gasport)

Dybala torna a Genova. Soulé, condizioni da monitorare

[…] Dybala ha assistito a Roma-Juve tra le riserve. […] Nonostante i progressi
mostrati negli ultimi giorni non è stato ritenuto idoneo ad entrare in campo dopo oltre un mese di inattività. Il suo ritorno, a meno di sorprese, è fissato per domenica prossima a Genova. Da valutare, invece, le condizioni di Soulé che prosegue le terapie per guarire dalla pubalgia.

(gasport)

Gasp a metà: “Siamo in corsa. Sui gol subiti troppo passivi”

Un’occasione persa. Un’amarezza comprensibile. La corsa Champions continua, certo, ma Gian Piero Gasperini non si dà pace in cuor suo. Aveva in pugno la partita con la Juve, a un passo dal primo big match vinto della stagione, e invece si è dovuto arrendere all’evidenza. […]

«Andare a +7 sulla Juve sarebbe stato un grande passo avanti, ma siamo ancora lì – ha spiegato -. Il rammarico è grande, ma usciamo da una partita straordinaria, non ci deve abbattere bensì dare forza per il futuro. Il bicchiere è mezzo vuoto solo per il gol nel finale, ma la prestazione è da mezzo pieno». […] «È il primo gol subito su una punizione calciata dalla distanza. Eravamo passivi, fermi anche se piazzati bene. […] Questa punizione andava aggredita». […]

Così i giallorossi hanno impattato ancora sul tabù dei big match e così come a Napoli hanno perso punti pesantissimi. Ma Gasp, a un certo punto, ha cercato pure di risollevare gli animi lanciando un messaggio anche ai tifosi. «Gli juventini hanno esultato come se avessero vinto e noi ora dovremmo deprimerci? Spiegatemi un attimo! Qui mancano undici partite – ha aggiunto l’allenatore -, il campionato mica finiva oggi, eh… Non è che puoi andare in depressione per aver preso un gol all’ultimo. […] Siamo ancora a +4, ricordiamocelo. Se loro festeggiano perché noi dovremmo piangere o andare sotto il tavolino…». […]

(gasport)

Instagram, Ndicka dopo il 3-3 con la Juventus: “Peccato per la mancata vittoria, ma ottima prestazione”. Wesley: “Grazie per il supporto” (FOTO)

Il big match tra Roma e Juventus termina con un rocambolesco 3-3 e a mantenere l’equilibrio nel delicatissimo scontro diretto in chiave Champions è la rete di Federico Gatti al 93′. I giallorossi accarezzano il sogno di andare a +7 dai bianconeri, ma in seguito al pareggio realizzato dal difensore la distanza con la Vecchia Signora resta di quattro punti. Al termine della partita Evan Ndicka, autore del gol del momentaneo 2-1, ha espresso le sue sensazioni su Instagram: “Peccato per la mancata vittoria, ma ottima prestazione della squadra. Forza Roma Sempre”.

Arriva anche il messaggio di Wesley, il quale aveva sbloccato la partita con una magnifica pennellata sotto l’incrocio dei pali: “Grazie a tutti i tifosi per il supporto di oggi, forza Roma!”.

Spreco giallorosso: la Roma scappa sul 3-1, ma si fa riprendere al 93′

LEGGO (F. BALZANI) – Uno spreco enorme nella notte che sapeva tanto di Champions. La Roma impatta ancora sul tabù big match e si fa rimontare due volte dalla Juve che trova il pari all’ultimo secondo con Gatti e tiene accesa la corsa per il quarto posto. Un’amarezza per la squadra di Gasperini che resta comunque a +4 sul quinto posto ma ribadisce alcuni problemi di tenuta nelle sfide contro le dirette concorrenti. E pensare che la serata sembrava perfetta.

Nel primo tempo, infatti, dopo due grandi parate di Perin su Malen e il tentativo di McKennie finito fuori di un soffio era stato Wesley a trovare il vantaggio con un gran destro sotto l’incrocio dopo una delle tante palle rubate da un Pisilli gigantesco. La Juve, stanca dalle fatiche di coppa, ha rischiato ancora ma ad inizio ripresa ha trovato il pari con un altro bolide dalla distanza di Conceicao. I bianconeri a quel punto hanno preso coraggio, ma è stata ancora la Roma a trovare il sorpasso al 54′: angolo di Pellegrini e tocco decisivo di Ndicka al secondo gol consecutivo. L’Olimpico è una bolgia e dopo dieci minuti arriva il tris. Imbucata perfetta di Koné per Malen che tutto solo davanti a Perin si mostra ancora glaciale: sesto gol in sette partite per l’olandese. La Roma, che si trovava a +7 fino a quel momento, però abbassa la guardia e rimette in gara la Juve che trova il gol del 3-2 con Boga. A quel punto la squadra di Spalletti (fischiatissimo dai suoi ex tifosi) ci crede. La Roma prova a ripartire ma proprio all’ultimo secondo regala un’altra punizione alla Juve. In mischia a sbucare è Gatti che sigla il definitivo 3-3 e ammutolisce l’Olimpico.

A fine partita Gasperini invita a guardare positivo: «Usciamo da una partita straordinaria, questo risultato non ci deve abbattere. Nei finali Inter, Napoli e Milan riescono a raddrizzare le partite buttando gente molto abile sulle palle inattive e sul gioco aereo. L’ultima punizione andava aggredita».