FOTO – Dallo shooting alla visita dell’Archivio Storico del club: il primo giorno di Gollini in giallorosso

Nella giornata odierna è arrivata l’ufficialità: Pierluigi Gollini è un nuovo calciatore della Roma. Il portiere arriva a titolo definitivo dall’Atalanta e ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2027. Dopo aver svolto le visite mediche, il nuovo vice di Mile Svilar ha visitato il centro sportivo ‘Fulvio Bernardini’ di Trigoria e ha fatto tappa all’Archivio Storico del club. Oggi, invece, ha disputato il primo allenamento con la maglia giallorossa.

embedgallery_997218

Ranking UEFA: il PSG scavalca la Roma. I giallorossi scivolano al sesto posto ma restano la prima squadra italiana

Terminata la penultima giornata della first phase di Champions League ed Europa League, la UEFA ha aggiornato il ranking per club. I grandi traguardi raggiunti dalla Roma negli ultimi anni hanno permesso ai giallorossi di piazzarsi nell’élite del calcio europeo, ma i risultati deludenti di questa stagione iniziano a farsi sentire: gli uomini di Claudio Ranieri sono infatti scivolati al sesto posto in classifica, superati dal PSG (98.000 punti) e preceduti anche da LiverpoolBayern MonacoReal Madrid e Manchester City. Considerando anche questa stagione, nelle ultime cinque annate i capitolini hanno collezionato 97.000 punti: 24.000 nel 2020/21, 23.000 nel 2021/22, 22.000 nel 2022/23 e 21.000 nel 2023/24 e appena 7.000 nel 2024/25.

L’altra italiana presente nelle prime 10 in classifica è l’Inter, ottava con 93.000 punti (gli stessi del Borussia Dortmund. Diciottesima l’Atalanta (77.000), ventesimo il Milan (75.000), ventunesima la Juventus (73.000), venticinquesima la Lazio (63.000), ventinovesimo il Napoli (61.000), trentasettesima la Fiorentina (51.500) e novantaduesimo il Bologna a quota 10.000.

(uefa.com)

VAI AL RANKING COMPLETO

Fenerbahce-Lione, Mourinho attacca Mazzoleni: “È molto famoso in Italia… Il VAR deve aiutare l’arbitro, ma lui non l’ha fatto”

Nella serata di ieri è andata in scena la partita tra Fenerbahce e Lione, valida per la settima giornata della first phase di Europa League e terminata con il punteggio di 0-0. Nel postpartita José Mourinho, allenatore dei turchi, si è scagliato contro il VAR Paolo Mazzoleni e in conferenza stampa ha aspramente criticato il suo operato. Ecco le parole dello Special One: “Bisogna parlare del VAR. L’arbitro ha sbagliato a estrarre soltanto il cartellino giallo a Kumbedi per il fallo su Szymanski, il VAR è lì per assistere l’arbitro quando commettere un errore e non l’ha fatto, non l’ha chiamato. Perché se l’arbitro va al monitor corregge la decisione ed estrae il rosso. C’era il signor Paolo Mazzoleni, che tra l’altro è molto famoso in Italia… Posso accettare che gli arbitri commettano errori, ma il VAR è lì per lavorare e non l’ha fatto. Quando l’arbitro ha dato il rosso a Niakhaté, il signor Mazzoleni questa volta ha deciso di fare bene il suo lavoro. Ha chiamato l’arbitro al VAR, che è andato a vedere lo schermo e ha preso la decisione giusta. Nel secondo tempo Kumbedi ha afferrato al collo Szymanski, che stava andando verso la porta, con una mossa da UFC. Sarebbe stato il secondo cartellino giallo… Avrebbe dovuto ricevere due rossi. Il mio collega (riferendosi all’allenatore avversario, ndr) è stato fortunato e ha subito deciso di sostituire Kumbedi. Questi sono stati errori enormi, che ovviamente hanno avuto una grande influenza sulla partita. È impossibile parlare della partita senza parlare di questi episodi”.

Femminile, Spugna: “Contro il Milan partita pericolosa, servirà la nostra migliore prestazione per vincere” (VIDEO)

Alessandro Spugna, allenatore della Roma Femminile, ha rilasciato un’intervista ai canali ufficiali del club alla vigilia del big match contro il Milan, valido per la sedicesima giornata di Serie A e in programma domani alle ore 15:00. Ecco le sue parole: “La vittoria contro la Juventus è stata molto importante, ma soprattutto è stata molto bella la prestazione. Questa è la cosa che più ci piace perché avevamo bisogno di una prestazione di questo livello. È chiaro che poi dopo fai una settimana molto serena, con tanto entusiasmo. E questo speriamo che ci porti alla partita di sabato nel migliore dei modi”.

Rispetto alla prima parte della stagione servirà avere più continuità?
“Sicuramente. È una partita pericolosa, il Milan sta facendo un bel percorso. È una squadra molto giovane. Magari a livello di risultati ha avuto qualche alto e basso, però è una squadra che gioca un buon calcio e quindi dobbiamo offrire la nostra migliore prestazione per portare a casa i tre punti”.

Dobbiamo aspettarci una gara molto offensiva da parte di entrambe le squadre?
“Assolutamente sì. Il Milan è una squadra che specula poco sugli avversari, propone il proprio gioco e ha individualità importanti, tecniche e fisiche. Sta facendo un bel percorso ed è una squadra a cui dobbiamo prestare attenzione. All’andata in diversi momenti della partita ci ha messo in difficoltà, poi noi siamo riusciti a portare a casa i tre punti. È una squadra che mi piace molto per come interpreta le partite”.

Ufficiale: Garcia è il nuovo commissario tecnico del Belgio (COMUNICATO e FOTO)

Rudi Garcia riparte dalle nazionali. L’ex allenatore di Roma e Napoli è stato ufficialmente nominato nuovo commissario tecnico del Belgio e prende il posto di Domenico Tedesco. Il tecnico francese ha firmato un contratto fino al 2026 e guiderà i Diavoli Rossi verso il Mondiale che si disputerà in Canada, Stati Uniti e Messico. Ecco il comunicato: “La Federcalcio belga è orgogliosa di presentare il nuovo allenatore nazionale dei Red Devils: Rudi Garcia. Il francese ha firmato un contratto fino alla Coppa del Mondo del 2026. Giovedì 20 e domenica 23 marzo i Diavoli Rossi affronteranno l’Ucraina. Rudi Garcia prenderà poi il suo posto sulla panchina belga, con l’obiettivo di assicurarsi la permanenza nella Lega A di Nations League. Da giugno sono in programma le partite di qualificazione per la Coppa del Mondo 2026 e questi saranno i primi due impegni più importanti per il nuovo allenatore della nazionale.

‘Dopo alcuni intensi colloqui sono felice di avere l’opportunità di allenare i Red Devils nel loro cammino verso la Coppa del Mondo – dice Rudi Garcia -. Ho un quadro chiaro della squadra e delle aspettative della Federcalcio. Inizierò a lavorare con un gruppo di talento e spero che con buoni risultati potremo unire di nuovo l’intero Paese!'”.

(rbfa.be)

VAI AL COMUNICATO UFFICIALE

Tu vuo’ fa’ l’americano?

LR24 (AUGUSTO CIARDI) Quattordici anni fa, in molti iniziavano a pregustare una Roma al burro di arachidi. Stava prendendo forma il Dream a stelle e strisce. I più esaltati, pur di liberarsi di Rosella Sensi auspicavano che la Roma fallisse e ripartisse dai dilettanti, bramosi di spazzare via una famiglia che in quegli anni veniva derisa da chi voleva ballare goffe e inopportune danze sulla carcassa delle difficoltà della holding che deteneva la Roma. Capirai, stavano sbarcando gli americani, che furono accolti manco dovessero scacciare i nazifascisti. “Siamo liberi!” urlavano gli american boys lungo le strade della capitale, sventolando obbrobriose bandierette contenenti la lupa incastonata fra le stars e le strips. Di peggio, soltanto i gadget mezzo giallorossi e mezzo biancocelesti che sarebbero stati messi in vendita due anni dopo in occasione della maledetta finale di Coppa Italia.

Si auspicava che lo studio Tonucci partorisse la fumata bianca, bisognava chiudere un capitolo durato quasi venti anni, la gestione Sensi veniva liquidata senza riconoscenza come fosse la gestione di una fraschetta che mesce vinacci di qualità infima. Molto meglio il food di Nebo, nella terra del Prez. Si imputava alla Sensi di avere accolto Fioranelli per vendergli la Roma, non sapendo che un giorno la Roma americana avrebbe fatto peggio, parlando di cessione con Al Qaddumi.

Finita, abbastanza presto, l’infatuazione per la Roma Americana prima maniera, il secondo avvento dalla terra dove dicono che tutto è possibile, nel tragico 2020, ha reso idoli una coppia, padre e figlio. Dan&Ryan. The Friedkin. Da subito amati perché in epoca di restrizioni sanitarie guardavano la Roma in tribuna indossando mascherine col vecchio stemma, seguivano le partite in casa e in trasferta. Gli bastava fare il contrario di ciò che faceva Pallotta e scattava la ola. Si stava passando dalla conoscenza di organigrammi e CDA che annoveravano ex calciatrici, italo americani coi cognomi da serie tv, legali e dirigenti provenienti da altri sport, alla conoscenza dell’algoritmo, che avrebbe sostituito l’ufficio del personale. Pigi il tasto, esce il nome del dirigente. Narrazioni. Propaganda. Perché la propaganda esiste dalla notte dei tempi, accompagna governi, società sportive, allenatori, capitani. Esiste la grancassa filogovernativa e l’opposizione, che mentre fa opposizione ostenta limpidezza morale, ma sotto sotto cova la speranza di passare dall’altra parte del fiume. Funziona così. Da sempre. In ogni angolo del mondo. Esaltazione delle cose positive, mistificazione della realtà. Ma anche esagerazioni clamorose nelle critiche negative. Come da natura umana.

Poi ci sono i numeri. Che non lasciano adito alle interpretazioni. 2011-2025. 14 campionati di Serie A. 9 sotto la gestione DiBenedetto-Pallotta, 5 coi Friedkin. “La prima Roma americana andava sempre in Champions League”. Bugia. 4 volte su 9 non è “sempre”. Non è neanche la metà delle volte. Le 4 volte sono state con Garcia in panchina (2 volte), e poi con Spalletti e Di Francesco. 0 su 5 per la Roma americana 2.0. Perché già a settembre scorso si è capito che questa stagione sarebbe stata una via crucis. 4 volte in Champions League in 14 stagioni. Meno di un terzo delle volte. Bottino misero.

Poi ci sono le coppe. Velo pietoso sulla competizione nazionale. Un oltraggio continuo alla storica tradizione del club. Da quando la Coppa Italia è stata considerata, da americani e filo americani, un inutile orpello, la Roma ha collezionato figuracce, una dopo l’altra. Anche ignobili. Molto spesso ignobili. Molto meglio in Europa. Dal 2017 a oggi (per atto di fede speriamo negli spareggi e vada come vada) la Roma ha girato il continente a testa alta. Ma non può bastare. Nei vari campionati nazionali europei, gli americani che hanno fatto bingo nel calcio sono quelli che si sono affidati a gente del mestiere. Che hanno messo da parte con umiltà un modo di ragionare, di fare business e di fare calcio, che in Europa non attecchirà mai se non si fa contaminare dal modo di operare tipico del vecchio continente. Ottieni risultati se i direttori sportivi sono competenti, alzi i trofei se in panchina c’è gente che sa come si vince.

Il calcio è molto più semplice di come i cantori della modernità vogliono farlo apparire. Troppo spesso, dal 2011 a oggi, i problemi della Roma più che sulla fascia destra andavano e vanno rintracciati dietro le scrivanie. 14 anni. 1 Conference League e 4 partecipazioni alla Champions League. Bottino misero. Vogliamo aggiungere 1 Europa League rubata, 1 semifinale di Champions League e 2 di Europa League? Ok, ma il bottino rimane misero. Soprattutto per come si erano presentati gli americani nel 2011, e per come erano stati descritti nel 2020. Non parleremo di conti, di bilanci e di marketing. Perché sarebbe come sparare sulla croce rossa. Nel calcio hai la fortuna che a fine stagione tutto si azzera. Tempo per cambiare il corso c’è. Ma non si può più sbagliare. Perché da American Dream ad American Dramma è un attimo.

In the box – @augustociardi75

Calciomercato Roma, il Venezia attende il sì definitivo di Shomurodov: affare in prestito con obbligo di riscatto, chiusura prevista entro domenica

Eldor Shomurodov sembra sempre più vicino all’addio in questa sessione di calciomercato. Secondo quanto riportato dal sito dell’esperto, il Venezia sta attendendo il sì definitivo del centravanti della Roma prima di completare il trasferimento con la formula del prestito con obbligo di riscatto. La chiusura dell’operazione è prevista entro la giornata di domenica. Sul calciatore giallorosso c’era anche l’Empoli, ma ora i lagunari sembrano aver messo la freccia.

(gianlucadimarzio.com)

VAI ALLA NEWS ORIGINALE

RENSCH: “Ci ho messo un secondo a scegliere la Roma, è un sogno essere qui. Ho tanto da imparare da Ranieri, darò il 100%” (VIDEO)

Nella giornata di ieri Devyne Rensch è diventato ufficialmente un nuovo giocatore della Roma. Il terzino destro è il primo acquisto dei giallorossi nella sessione invernale di calciomercato e arriva a titolo definitivo dall’Ajax per 5 milioni di euro più 1 di bonus. Dopo aver svolto le visite mediche e firmato il contratto, il calciatore olandese ha rilasciato la prima intervista ai canali ufficiali del club.

Benvenuto a Roma: quali sono le tue prime impressioni?
“Grazie. Non trovo neppure le parole per dire quanto sia felice. Questo club è fantastico. La prima volta che la Roma mi ha chiamato ho pensato subito che sarei voluto venire qui. Questo è un grandissimo club e percepisco un’energia positiva, mi piace tutto, anche i colori sono molto belli così come la città. Ci ho messo un secondo a decidere di trasferirmi alla Roma”.

Cosa ti ha convinto?
“Innanzitutto vorrei ringraziare la famiglia Friedkin, che mi ha permesso di giocare per questo club straordinario. Appena me lo hanno chiesto ho subito deciso di venire qui e anche la mia famiglia è felice di essere in questa città e in questo club. Ho scelto di venire qui e non c’è stato nemmeno bisogno di discuterne”.

Come può Ranieri aiutarti nella tua crescita personale?
“Penso possa aiutarmi molto. Sono giovane e sicuramente ho molto da imparare. Lui ha tutto per aiutarmi e posso imparare molto da lui e dallo staff tecnico e medico. Questo è un altro dei motivi per cui ho scelto di venire qui. So che con Ranieri avrò la possibilità di imparare molto”.

Puoi giocare in tutti i ruoli della difesa: quanto è stato importante l’Ajax da questo punto di vista?
“Molto importante. Sono un calciatore in grado di giocare in diverse posizioni e penso che questo possa aiutare sia il mister sia i miei compagni. Essere cresciuto nel settore giovanile dell’Ajax mi ha aiutato molto perché ho imparato tanto e mi aiuterà molto anche in questa nuova esperienza. Si tratta di un aspetto positivo”.

Ti piace attaccare?
“Sì. Sono un terzino molto rapido, ho buoni dote tecniche e posso giocare su entrambe le fasce. Mi piace attaccare, segnare e servire assist. Spero di contribuire con qualche gol e molti assist”.

Cosa hai imparato all’Ajax?
“Molto, soprattutto riguardo l’aspetto tecnico. Sono cresciuto molto in fretta, ho giocato tante partite e questo mi ha fatto maturare. Sono orgoglioso di aver giocato all’Ajax, ho imparato molto cose ma ne posso imparare altrettante anche qui”.

Cosa ti aspetti dalla Serie A?
“Non è stata una decisione difficile, la Roma e la Serie A sono da sempre un sogno per me e la mia famiglia. Dal punto di vista tecnico sono ambidestro e spero di migliorare ulteriormente. Inoltre posso giocare in vari ruoli difensivi e voglio crescere anche in questo aspetto”.

Come immagini la tua prima partita all’Olimpico?
“Ho visto tutte le partite per cui conosco benissimo l’energia che si respira allo stadio. Sarà davvero un piacere sentire questa energia e non vedo l’ora di incontrare i tifosi. Voglio ottenere buoni risultati e fare la storia”.

Vivere a Roma sarà un’esperienza affascinante…
“Certo, la città è stupenda. Quando si parla di Roma si dice sempre che è una città molto bella. Anche la Roma è un club importante con grande storia. Ho subito scelto di venire qui per giocare in questo club straordinario. Voglio dimostrare le mie qualità e aiutare la squadra. Spero di ottenere qualcosa di bello”.

Che messaggio mandi ai tifosi della Roma?
“Darò il 100% con la mia energia e passione. Lotterò per il club, i tifosi e i compagni e tutti coloro che lavorano qui e amano la Roma. Ora sono uno di loro e voglio dare il massimo. Spero di incontrare i tifosi molto presto. Forza Roma, daje Roma”.

Instagram, la frustrazione di Hummels per AZ-Roma: “Partita deludente” (FOTO)

La Roma perde 1-0 contro l’AZ Alkmaar e complica incredibilmente il suo cammino in Europa League. I giallorossi hanno fornito una prestazione insufficiente, ma uno dei pochi a salvarsi è stato Mats Hummels. Il difensore centrale tedesco ha pubblicato su Instagram alcuni scatti della partita di ieri e ha espresso tutta la sua frustrazione: “Match deludente”, la didascalia che accompagna le foto.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Mats Hummels (@aussenrist15)

AS Roma: la storia di Alessandro Paoloni, il tifoso nato prima della fondazione del club

Continua la rubrica della Roma dedicata ai tifosi. Dopo aver parlato di Gaetano Alegiani e Pietro Ciucci, ora è il turno di Alessandro Paoloni, il tifoso nato prima della fondazione del club giallorosso. Ecco la sua storia: “Nato prima della Roma, Alessandro Paoloni alla Roma si è legato fin da subito e ha dedicato la sua passione, tramandandola alle generazioni a venire, a due colori che porta sempre con sé. Ne parla ancora oggi come ‘la Roma mia’, mentre stringe a sé una bandiera cucita a mano dalla moglie diversi anni fa.

Alessandro ha compiuto 99 anni. Nato il 24 gennaio del 1926, un anno e mezzo prima della fondazione dell’Associazione Sportiva Roma, ha dato vita a un romanismo che al tempo non aveva ancora riferimenti. E’ stata una scintilla, un amore a prima vista: ‘Abitavo in via Vicenza e all’età di 8-9 anni andavamo con gli amici a Campo Testaccio, prendevamo il tram numero 5’. Frequenta la scuola San Leone Magno: compagno di classe il futuro presidente della Roma Franco Sensi, anche lui classe 1926.

Cartoline di un tempo che fu: le tribune di campo Testaccio sono di legno, dipinte di giallo e rosso, ‘e spesso sugli spalti si creavano dei piccoli incendi perché i tifosi fumavano e l’arbitro era costretto a sospendere la partita per permettere l’ingresso dei pompieri’.

È una Roma che ha fatto epoca, quella ‘di Masetti, Monzeglio, Gadaldi’. Il primo portiere ‘aveva un bar a largo Argentina dove noi tifosi andavamo spesso’ e Alessandro ricorda ancora il suo rito all’ingresso in campo: ‘Arrivava in porta, dava un calcetto al palo sinistro e poi, trascinando una gamba per la linea di porta, ne dava uno anche al palo di destra’. 

Dal Testaccio all’Olimpico, passando per il Flaminio, la passione di Alessandro resta intatta. Il 17 novembre del 1963 la moglie sta per dare alla luce la piccola Corinna: alle 14.30 va allo stadio, vede la Roma vincere 3-0 con il Torino (in gol anche Picchio De Sisti) e torna in clinica in tempo per assistere alla nascita della figlia. ‘Altrimenti mia moglie non me l’avrebbe mai perdonato!’, ricorda lui.

La Roma scandisce i tempi della sua vita e di quella della sua famiglia. In vacanza i Paoloni seguono i ritiri della Roma: nell’agosto del 1964 sono ad Abbadia San Salvatore, dove spesso il Conte Marini Dettina portava la squadra per prepararla alla stagione. ‘Dopo gli allenamenti Schnellinger, il tedescone, prendeva in braccio mia figlia’.

Che sarebbe diventata negli anni, ovviamente, romanista. Così come Dario, il nipote, abbonato in Curva Sud – presente a Tirana e Budapest – che con il nonno canta cori presenti e passati: ‘Roma ner core, batterai ogni squadrone, sarai la campionessa der pallone!’. Qualche anno fa sono passati insieme davanti all’ingresso di Campo Testaccio: ‘Io qui sono stato felice'”.

(asroma.com)

VAI ALL’ARTICOLO ORIGINALE