Alla Roma basta un gran secondo tempo per ribaltare l’Udinese e tornare a vincere in trasferta dopo 9 mesi. L’ultima vittoria era datata 25 aprile 2024, proprio contro i friulani. Prima frazione di gioco che i giallorossi disputano con il freno a mano inserito e che da modo ai bianconeri di approfittarne. Al 38′, dagli sviluppi di una punizione, Pellegrini inciampa e cade in area. Pallone che arriva sul petto di Lorenzo Lucca che stoppa e tira siglando l’1-0. Nella ripresa, però, la squadra di Claudio Ranieri cambia appiglio soprattutto grazie al cambio modulo. Al posto di Celik, infatti, entra Shomurodov che da freschezza al reparto offensivo. La Roma prende il controllo della partita e al minuto 50 arriva l’episodio che cambia la gara. Pellegrini entra in area e prova a superare Kabasele, il difensore belga blocca, però, il cross con la mano. Sozza assegna calcio di rigore che lo stesso capitano giallorosso trasforma. La rete del raddoppio arriva al 65′. La formazione di Ranieri parte in contropiede, l’attaccante uzbeko sventaglia un pallone e pesca il neoentrato Stephan ElShaarawy. Il Faraone è più scaltro del portiere Sava e sposta il pallone un attimo prima che il rumeno lo travolga. Dal dischetto questa volta si presenta Artem Dovbyk che sigla il definitivo 1-2. Nel finale la Roma soffre ma riesce a portarsi a casa una vittoria pesantissima. Giallorossi che rimangono al nono posto a 30 punti e vanno a -4 dal Milan sesto. Friulani che rimangono a 26 e scivolano all’undicesimo posto in attesa delle altre partite.
13:48 – Il giornalista de Il Tempo Filippo Biafora svela la formazione della Roma.
Formazione ufficiale AS ROMA (3-4-2-1): Svilar; Celik, Mancini, N’Dicka; Rensch, Koné, Pisilli, Angeliño; Baldanzi, Pellegrini (C); Dovbyk#ASRoma#UdineseRoma@tempoweb
La Roma vuole spezzare la maledizione in trasferta e oggi torna al Bluenergy Stadium, proprio lì dove ottenne l’ultimo successo lontano dall’Olimpico (25 aprile 2024): alle ore 15 i giallorossi affronteranno infatti l’Udinese di Runjaic nel match valido per la ventiduesima giornata di Serie A. Le due squadre sono separate da un punto (capitolini a quota 27 e friulani a 26) e si trovano rispettivamente in nona e decima posizione in classifica.
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Kosta Runjaic, allenatore dell’Udinese, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della partita contro la Roma, valida per la ventiduesima giornata di Serie A e in programma domani alle ore 15. Ecco le sue dichiarazioni.
Contro il Como forse la gara più brutta dell’anno, come ha reagito il gruppo?
“Penso che una squadra del nostro livello a volte può perdere una partita in trasferta, bisogna però chiedersi come arriva la sconfitta. Siamo delusi per come è maturata questa sconfitta, la nostra partita peggiore forse insieme alla trasferta di Roma. Il risultato contro il Como è stato pesante, però va digerita la sconfitta e bisogna concentrarsi sulla gara di domani, sarà importante avere una reazione dopo la grande delusione di Como. La settimana è stata più breve, ci siamo fondamentalmente allenati tre volte per preparare la gara, ho visto la squadra molto concentrata in questi giorni. Domani c’è l’obiettivo di migliorare”.
La Roma ha cambiato ancora rispetto alla gara d’andata, che insegnamenti avete tratto da quella gara?
“Abbiamo iniziato bene il campionato, abbiamo perso quella gara e poi loro hanno cambiato molto. I giocatori della Roma contro di noi avevano giocato bene ma anche noi abbiamo fornito una prestazione deludente, concedendo gol semplici. Se si gioca contro una squadra del livello della Roma non si possono fare certi errori, hanno giocatori come Dybala, Pellegrini e Dovbyk. Con Ranieri stanno fornendo prestazioni mettendo qualità in entrambe le fasi, possono essere molto pericolosi e lo hanno dimostrato in più circostanze, per qualità la Roma è superiore a noi. Dovremo essere concentrati al massimo, andando oltre i nostri limiti, facendo di tutto per ottenere un buon risultato”.
Ci sarà qualche cambiamento dopo la sconfitta contro il Como?
“Non mi piace molto parlare della formazione prima della gara, posso dire che non ho ancora preso tutte le decisioni. Dovremo sostituire Solet, questo non è un segreto, inoltre penso tutti sappiano che Kamara non ha giocato bene a Como, perciò non partirà dal primo minuto domani. In passato ha fornito buone prestazioni, ha già dimostrato di poter dare il suo contributo e forse non era la gara adatta a lui. Domani non giocherà perché trovo Zemura più adatto. Per il resto non posso dire con quale modulo e formazione scenderemo in campo”.
Cosa manca a Sanchez per diventare centrale in questa squadra?
“Alexis è un ragazzo a cui non bisogna insegnare nulla, chiaramente ci vuole ancora un po’ di tempo affinché riesca ad adattarsi alle nostre esigenze, non siamo il Barcellona o l’Arsenal, Il suo infortunio è stato duro, ha bisogno di tempo per ritornare in forma, è un ragazzo intelligente che in tante situazioni può leggere meglio il momento rispetto a tanti altri. Abbiamo giocato però a lungo senza di lui sviluppando certi meccanismi. Lavoriamo in maniera molto intensa già con gli attaccanti, ha giocato nel 3-5-2 già all’Inter e sa cosa serve. Con l’Atalanta ha giocato molto bene, nel primo tempo di Como non è stata una gara facile, ha visto pochi palloni e in alcuni momenti poteva fare meglio. Stiamo lavorando tutti insieme e vedremo come evolverà la situazione, non giudico un giocatore del genere per via dell’età. Può essere anzi un vantaggio, può fornirci esperienza e tutta la squadra deve fornire la giusta prestazione. Ha le doti per fare la differenza”.
Dopo aver conosciuto la Serie A la squadra sta diventando più prudente anche nell’atteggiamento oltre che nel modulo?
“E’ la sua impressione. Abbiamo tanti aspetti su cui migliorare, l’obiettivo è come squadra quello di creare il nostro modo di giocare, applicandolo in ogni partita. Se guardiamo i dati rispetto all’ultima annata siamo migliorati molto nel possesso palla ma si può crescere ancora. Stiamo migliorando alcuni aspetti come sul prenderci più rischi o meno. Nella prima partita del girone di ritorno abbiamo fatto bene, nella seconda molto male e ora c’è la Roma. Dobbiamo riuscire a mettere in mostra quanto preparato per cercare di vincere la gara, anche se sappiamo che non si può sempre vincere”.
Rui Modesto? Qualche limite difensivo ma si muove molto. Selvik può mettere in dubbio Sava?
“Al momento sta giocando Sava e non c’è motivo di cambiarlo. Sono contento dell’arrivo del nuovo portiere, così si crea una buona competizione. E’ un giocatore che man mano che gioca sta diventando più sicuro dei suoi mezzi, è bravo con il pallone tra i piedi, pensiamo che possa migliorare. Rui Modesto non aveva avuto molto spazio, con il Como ha avuto un’occasione. Ha avuto una bella palla gol e forse non è arrivato molto lucido davanti al portiere. I ragazzi che arrivano dall’estero hanno bisogno di un po’ di tempo per adattarsi. Non ha giocato molto, ma ora sta trovando minuti. A Como però non abbiamo giocato bene come squadra, domani mi aspetto più attenzione”.
Ci fa un punto sugli infortunati?
“Ehizibue avrà bisogno di ancora un po’ di tempo per recuperare. Davis si sta allenando a livello individuale, settimana prossima potrebbe unirsi al gruppo squadra. Stessa cosa per Zarraga. A Giannetti servirà ancora tempo ma è sulla buona strada per tornare”.
Come procede la crescita di Pizarro?
“Noi parliamo continuamento dei ragazzi giovani, anche di chi non gioca molto. Chiaramente dettagli non ne posso dare, vi è l’opportunità di dare in prestito qualche ragazzo. Pizarro ora è in nazionale e questa per lui è un’occasione. Come per tanti ragazzi c’è bisogno di tempo, sta mettendo su massa. Si è fermato durante la preparazione, è un ragazzo che sta migliorando anche fisicamente. La Serie A non è campo per gli esperimenti, bisogna essere pronti, non si va a guardare l’età ma se si è in grado di fornire un contributo. Ha un grande potenziale, può dare molto ma bisogna aspettare. Iker Bravo è un altro ragazzo giovane, Pafundi anche non vede l’ora di scendere in campo. E’ anche il marchio dell’Udinese comprare ragazzi giovani per farli maturare e poi fargli fare un grande step in carriera”.
Quest’anno ha tanti attaccanti a disposizione…
“Avere così tanti attaccanti ovviamente è positivo. Davis purtroppo ha giocato poche gare per via degli infortuni, ma la domanda non è come io gestirò loro ma come loro gestiranno la situazione”.
Seconda sconfitta nelle ultime 3 giornate per la Roma Femminile, che si fa riontare dal Milan e perde 3-2. Una sconfitta pesante per le ragazze di mister Spugna, che mancano l’aggancio all’Inter al secondo posto. Il Milan raggiunge invece il Como al quinto posto.
Arbitro: Aldi. Assistenti: Laghezza – Tesi. IV Ufficiale: Rossini.
LA CRONACA DELLA PARTITA
Secondo tempo
87′ – Miracolo di Giuliani su destro in area di rigore di Viens, Roma vicina al pareggio.
76′ – Ceasar salva ancora la Roma con una respinta di pugno su tiro di Ijeh da ottima posizione.
67′ – Roma vicinissima al pareggio! Azione personale di Kuhl che, col mancino, si coordina e scheggia la traversa dal limite dell’area di rigore.
55′ – Il Milan la ribalta. Ijeh dalla sinistra mette in mezzo per Stokic, conclusione respinta da Linari che si trasforma involontariamente per un assist per Cernoia che, da due passi, batte Ceasar. In ritardo Dragoni nella circostanza.
52 – Cross di Koivisto per Arrigoni che, lascia colpevolmente sola in area di rigore, calcia di prima intenzione trovando l’opposizione provvidenziale di Ceasar!
47′ – Pareggio immediato del Milan. Spunto di Renzotti sulla destra, pallone nell’area piccola con Thøgersen che, involontariamente, stoppa il pallone e lo appoggia per Koivisto che, da due passi, trafigge Ceasar.
45′ – Al via la ripresa
Primo tempo
45′ – Fine primo tempo
38′ – ROMA DI NUOVO AVANTIIIIIII! Giugliano, dalla sinistra, crossa per Viens che, dopo aver stoppato il pallone, si gira e allarga per l’accorrente Corelli che, in diagonale, batte Giuliani
36′ – Pareggio del Milan. Pallone in verticale per Soffia che, infilandosi tra Thøgersen e Minami, colpisce di tacco per Arrigoni che, di prima intenzione, batte Ceasar sul suo palo.
32′ – VANTAGGIO DELLA ROMAAAAAAA! Le giallorosse riconquistano la sfera con Dragoni, quest’ultima serve Greggi al limite dell’area di rigore, prende la mira e batte Giuliani!
20′ – Destro da fuori area da parte di Dragoni, conclusione imprecisa che termina abbondantemente a lato.
8′ – Reazione Milan con un altro traversone di Koivisto dalla destra per la testa di Stokic, che non inquadra la porta.
5′ – Prima occasione per la Roma: Haavi scarica al centro per Di Guglielmo, il cui tiro da buona posizione termina fuori.
SPORTWEEK – Lorenzo Lucca, attaccante dell’Udinese e accostato alla Roma in questa sessione di calciomercato, ha rilasciato un’intervista al settimanale de La Gazzetta dello Sport e tra i vari temi trattati ha parlato anche del suo futuro. Ecco le sue parole: “Non penso di essere una perla rara, ma è vero che rispetto agli altri ho un fisico e delle qualità tecniche e di gioco aereo particolari. Io sono convinto di poter fare grandi cose, ma nel mio ruolo vedo molta concorrenza, a partire da quella portata da Scamacca e Retegui, due ‘nove’ molto forti che, rispetto a me, giocano in un top club come l’Atalanta. In questo momento mi stanno davanti, ma penso che per me sia solo questione di tempo e di lavoro duro. Segnando tanti gol a Udine guadagnerei considerazione, perché è molto più difficile farne tanti qui che all’Inter”.
Quanto è importante questa stagione?
“Penso che questo sia per me un anno fondamentale. Sono arrivato in alto in ritardo ed è stata colpa mia: nessuno crede in te più di te stesso, e se vuoi davvero qualcosa, sta’ sicuro che la otterrai ma era destino e non rimpiango le scelte che ho fatto, perché sono sempre state mie, non di mio padre, mia madre o di un procuratore. Io ho scelto di venire a Udine, come io ho scelto di ripartire dalla Promozione. E forse, se non avessi fatto quel passaggio, oggi non sarei qua”.
DA “CINELAND” ANNALISA FERRANTE – Nuova avventura nel mondo del calcio per Daniele De Rossi. La bandiera della Roma è diventato ufficialmente il presidente dell’Ostiamare, club in cui mosse i primi passi da calciatore. Oggi alle ore 12:30 DDR parlerà in conferenza stampa e insieme a lui interverranno anche il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, Alessandro Onorato (Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda) e Lamberto Giannini (Prefetto di Roma).
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LIVE
13:25 – Parla il Sindaco Gualtieri: “Ancora una volta Daniele De Rossi ha dimostrato di essere un grande sportivo e un grande uomo. In un momento complicato per l’Ostiamare, investire in prima persona per assicurare un futuro alla squadra biancoviola, la squadra in cui ha militato da bambino, è uno straordinario gesto d’amore per lo sport e per la sua città e per questo lo ringraziamo di cuore. E’ una splendida notizia per le tante famiglie che contano su questo impianto per far fare sport ai loro figli e per tutte le cittadine e i cittadini di questo meraviglioso quadrante di Roma. Sono certo che con la gestione De Rossi, questa realtà sportiva potrà contribuire alla missione del rilancio e della valorizzazione di Ostia, sulla quale questa amministrazione sta investendo moltissimo”.
13:08 – Torna a parlare De Rossi:
Il settore giovanile e la scuola calcio?
“Già funzionano bene, ma sarà un campo da incrementare. Ascolto tutti sui diversi temi, ma poi sul calcio non ascolto nessuno. Riporteremo i ragazzini a toccare il pallone con i piedi senza parlare di tattica, moduli e sistemi. Regole per ragazzini e soprattutto per i genitori. Faremo un campetto di sabbia perché tanti ragazzini compreso me hanno imparato a giocare sulla spiaggia. E inoltre faremo più allenamenti: più pallone e meno PlayStation”.
La presenza del Comune?
“Sì, sin dal primo giorno. Ho sempre sentito le spalle coperte, ma non perché sono De Rossi e posso fare come mi pare. Abbiamo sempre seguito la linea della legalità e loro riconoscono in me una persona seria. Con i tempi e i modi giusti riusciremo ad avviare un bel progetto a lungo termine e non ho fretta su questa cosa. La mia famiglia si occuperà di questa squadra per tanti anni, anche se a volte vorrei vedere lo stadio già fatto in un giorno. So che ci sono vari step da fare, a partire dalla scuola calcio e il settore giovanile, che si dovranno tappare il naso perché dobbiamo rifare tribune e spogliatoi. Voglio rimettere a posto le cose e avere il Sindaco, l’Assessore e il Prefetto al mio fianco mi fa stare tranquillo. Si tratta di una grande responsabilità anche nei confronti loro. Non posso permettermi sbagli e non voglio trovare scorciatoie, quindi ci vorrà un po’ di tempo. Promettere risultati e strutture irrealistiche mi farebbe fare soltanto una brutta figura”.
Dove immagini l’Ostiamare tra 10 anni?
“Non voglio fare il romantico. L’altra volta sono andato a vedere la partita e la gente mi ha accolto come se fosse arrivato un santo. Ma la cosa che mi ha più impressionato è il viaggio che hanno fatto alcuni ragazzi, i quali sono venuti a vedere la partita nonostante non abitino qui. Il mio sogno sarebbe vincere qualche campionato, ma immaginarmi 200 tifosi al seguito in trasferta mentre giocano Roma e Lazio sarebbe una grande cosa. L’Ostiamare è una cosa importante, il mio sogno è avere una scuola calcio che sia il fiore all’occhiello della regione e dell’Italia. Vorrei tornare all’entusiasmo che c’era in passato. C’è bisogno di tutti. Ho vissuto un po’ di mesi a Ferrara e lì la gente tifa la SPAL. I tifosi tifano per il proprio territorio ed è ciò che vorrei”.
C’è una prima deadline in questo percorso? “No, io sono abbastanza giovane. Le persone che mi sono messo intorno hanno le idee chiare. Mi trattengono, perché a volte vorrei fare salti e voli che non farebbero neanche bene, tanti promettono mari e monti, investono ma poi ‘schioppano’. Non sono Elon Musk o Abramovich, dobbiamo fare le cose intelligenti. Ci sono persone che hanno già gestito società. Io qui ci voglio stare 30 anni, quindi perché fare deadline? Mio padre è giovane, sarà consigliere presente”.
La riapertura dello stadio? “Nel calcio e nella vita non si fanno promesse, ci sono cose che non possiamo controllare. Abbiamo toccato questi argomenti, stiamo cercando di buttare giù la tribuna che non poteva stare qui”.
Ostiamare terza squadra di Roma? “Progetto ambizioso ma non impossibile. Negli ultimi anni parecchie squadre si sono avvicinate al terzo polo di Roma, tanti anni fa fu la Lodigiani. Intanto bisogna fare qualcosa affinché la categoria venga mantenuta e questo è l’unico momento in cui stiamo facendo dei movimenti non ponderati perché non c’è tempo, dato che il mercato finisce tra poco. Dobbiamo rimettere in piedi una squadra capace di salvarsi. In Inghilterra le squadre vivono di sostentamento, se si va lì non si vede la Premier League in tv. Il governo ha preservato la pienezza degli stadi. C’è bisogno di tanto per arrivare al livello dell’AZ Alkmaar, è da poco che sono famosi ma è da tantissimi anni che stanno lavorando a questo progetto. Io non credo che sia impossibile fare qualcosa di grande con l’Ostiamare, senza però fare promesse”.
Si è confrontato con vecchi compagni come Totti? Lo ha coinvolto? “I miei ex compagni mi hanno scritto tutti. Avere un sostegno e una spalla sarà piacevole, soprattutto Francesco che sta dietro l’angolo, lui è in un altro quartiere ma Riccardo lavora da tanto qui. Gli ruberà dei segreti”.
Sta pensando di portare all’Ostiamare Cristian Totti? “Non ci avevo pensato a questo. So che sta bene a Olbia, si diverte, ho parlato con Francesco. Ci sono dei direttori sportivi che sanno scegliere i giocatori. Non sarò mai invadente, la cosa principale che può fare un uomo di calcio è non rompere le scatole all’allenatore e al ds. Non metterò mai in difficoltà per prendere un giocatore che conosco”.
Qualche idea legata all’hinterland di Ostia? “Idee ce ne sono tante. Siamo aperti a qualsiasi cosa, lo sport attira e attrae. È un mezzo incredibile per trasmettere positività, siamo pronti ad accogliere anche altre discipline in caso. Svilupperemo quello che ci verrà proposto. Il calcio sarà il fulcro ovviamente, ci appoggeremo alle strutture locali”.
Qualche suo ex compagno che può essere coinvolto? “Ieri mi ha chiamato un giornalista dicendomi che sapeva dell’arrivo di Strootman. Ma lui mi fa la pernacchia se glielo chiedessi, non penso che verrebbe in Serie D. Ne escono di tutti i colori, bisogna essere seri e non far diventare l’Ostiamare la succursale di quello che è stato. Ci sono tanti giocatori forti nel Lazio. Non facciamo diventare la Roma vecchie glorie, neanche una succursale nonostante l’amore per la Roma sarà eterno. Uno stesso tifoso della Lazio e dell’Ostiamare era contentissimo. Ho bisogno di gente che vuole bene all’Ostiamare, io non devo essere legato alla Roma e al passato, non voglio essere legato col cordone ombelicale a una parte importantissima. A breve ci arriveranno soldi dalla Lazio che ha preso un giocatore sardo molto forte”.
Permetterà mai da presidente di mandare via un allenatore dopo 4 giornate? “Non fare il furbo (ride, ndr)”.
Ne ha parlato con la famiglia? “Io sono abbastanza istintivo e anche solitario. Papà è stata la prima persona con cui ho parlato, la prima cosa che mi ha detto è Tu sei matto, arriveranno tante rotture’ poi subito dopo ‘Però bisogna andare in Serie C’. Ne ho parlato con mamma, mia sorella che lavorerà all’Ostiamare, con mia moglie per cui il calcio è una galassia sconosciuta. Ma ha capito che la Roma e allenare era imprescindibile, l’esonero a casa viene vissuto con sentimenti diversi da me e i miei figli. Dopo la Spal loro erano felici e io distrutto, perché sto a casa, viaggiamo e do una mano. Se faccio l’allenatore non ci sono. La famiglia è stata coinvolta, ma mi hanno detto che se mi fa felice devo farlo. Ci hanno chiamato 200mila persone di Ostia per proporsi. Ci saranno momenti negativi e intoppi. Io sono indipendente di mio, però ho contattato tutti chiedendo sostegno”.
Il valore al centro del progetto? “L’appartenenza. Abbiamo bisogno del tabaccaio che mette la sciarpa in negozio. Una cosa che sottovalutiamo ma è importante. Non facciamo il campo di pozzolana, faremo strutture all’avanguardia, ma pensare al passato può darci insegnamenti. Butteremo un occhio al passato, cercando di usare materiali, tecniche poi sviluppate successivamente”.
13:05 – Prende la parolal’Assessore Onorato: “Con Daniele De Rossi stiamo scrivendo la prima pagina della nuova storia dell’Ostiamare. Abbiamo lavorato molto a questa soluzione e siamo orgogliosi di essere arrivati a una svolta. Ringrazio Daniele perché è l’autore del primo passo concreto per la rinascita di una società sportiva dall’altissimo valore sociale per il territorio. Grazie a lui e ai suoi investimenti si sta tornando a parlare positivamente del X Municipio. Nell’impianto ‘Anco Marzio’ ha fatto più De Rossi in un giorno, demolendo la tribuna centrale abusiva, che chi si è avvicendato negli ultimi 15 anni: questo permetterà a migliaia di ragazzi di fare sport in sicurezza e in una struttura di livello internazionale. L’amministrazione comunale e municipale stanno facendo enormi investimenti su Ostia, ma è fondamentale anche la collaborazione dei privati. Sono convinto che De Rossi sia un esempio virtuoso che aprirà la strada a tanti imprenditori che aspettavano un segnale”.
12:59 – Inizia la conferenza stampa di Daniele De Rossi.
Non è un caso che tu abbia deciso di ripartire da qui per questa nuova avventura… “No, è uno dei tanti posti della mia infanzia che sto rivivendo in queste settimane. Ora ho la possibilità e il dovere di passare più tempo a Ostia rispetto a quanto fatto negli ultimi anni. Ringrazio la famiglia Merluzzi e il mio amico fraterno Paolo, questo è un posto importantissimo per noi romani. In questo cinema ho visto cartoni e film, ma soprattutto ogni angolo è una faccia. Negli ultimi anni sono venuto poco in questi posti, ogni centimetro rivedo facce di persone che mi volevano bene quando non ero nessuno. Sono veramente emozionato, sono abituato a fare conferenze stampa ma forse è la prima volta dopo tanti anni che sono particolarmente emozionato”.
Quali sono le ragioni che ti hanno spinto, oltre al cuore e al legame, a un investimento così importante? “L’unica cosa che non è stata detta in questi giorni è che a me piace da morire, non è stato un grande sacrificio per me. Non ho accettato o tirato per la giacchetta, anche se ovviamente sono stato messo al corrente di alcune difficoltà che c’erano. So di non essere uno sprovveduto e che allo stesso tempo ci saranno degli aspetti spigolosi da gestire, ma a me piace il calcio, l’Ostia e l’Ostiamare, che ho sempre seguito nonostante il mio livello di calcio fosse lontano anni luce da questa realtà. Non ho mai smesso di guardare risultati, classifica e di amare la città. Oltre a vedere e migliorare le strutture, si tratta della città. Negli ultimi anni si è persa questa appartenenza alla nostra città, chi nasce al mare si sente sempre un po’ speciale. C’era tanto senso di appartenenza quando ero piccolo, la voglia di spalleggiarsi tra di noi. Non faccio miracoli e non porterò niente di nuovo, ma la squadra deve essere un mezzo per sentire l’appartenenza alla città e per avvicinarci come comunità”.
Vuoi continuare ad allenare? “Sì, è stato un punto che ho sempre cercato di tenere chiaro con tutti. Siamo fortunati che stia succedendo ora che non ho una squadra, anche se allo stesso tempo sono dispiaciuto di non allenare. Questo è però il momento migliore che succedesse questa cosa perché ho tanto tempo per passare il tempo con giocatori, vecchia proprietà… Cercano di farmi capire leggi urbanistiche che io capisco fino a un certo punto. Io ora posso costruire la mia struttura, la mia famiglia calcistica. Sto costruendo una squadra con i miei stessi valori e occhi, così è come se ci fossi anche quando non sarò qui vicino tutti i giorni. Parto da Ferruccio, il direttore generali, Mariani, l’amministratore delegato, il direttore sportivo… Tutta gente della quale mi fido e con cui mi confronterò sempre anche quando sarò altrove, dato che nel futuro prossimo non sarò più a Roma. Sarò comunque sempre aggiornato, come se ci fossi fisicamente. Ho persone che possono prendere decisioni da sole, hanno il mio stesso potere. Mi fido ciecamente di loro”.
Sai già dove allenerai? “No, ancora non lo so”.
12:38 – Arrivati anche Gualtieri, Onorato e Giannini, i quali posano con De Rossi tenendo in mano la sciarpa dell’Ostiamare.
SPORZA.BE – Nella giornata di ieri Rudi Garcia è stato nominato ufficialmente nuovo commissario tecnico del Belgio e una parte dei tifosi non sembra aver gradito tale decisione. L’ex allenatore della Roma è reduce da una partentesi tutt’altro che positiva alla guida del Napoli e proprio per questo motivo ha ricevuto numerose critiche dai sostenitori del Belgio. A difendere il tecnico ci ha pensato però Radja Nainggolan, il quale ha lavorato con Garcia ai tempi della Roma: “Ho già sentito dei pregiudizi su di lui da persone che nemmeno lo conoscono. Sono stato con lui alla Roma e lasciatemelo dire, vedrete… Vorrei anche andare ad aiutarlo. Può sempre chiamarmi, anche solo per prendere un caffè. Lavorare con lui è sempre stato un grande piacere per me e per questo abbiamo un buon rapporto. Ho avuto tanti bravi allenatori nella mia carriera: Conte, Spalletti, Pioli, Martinez… Ma Garcia è sicuramente nella mia top 3. Ora la nazionale sarà ben organizzata dal punto di vista difensivo e tatticamente darà maggiore libertà ai suoi giocatori, soprattutto in attacco. In questo modo la squadra potrà capire le idee dell’allenatore in poco tempo. Ho anche imparato che la motivazione è spesso la cosa più importante, ancor di più della tattica. E lui è molto forte in questo. Fa sentire ogni giocatore importante e ti fa dare sempre qualcosa in più. Ho letto che oggi viene considerato un piantagrane, ma questo è un pregiudizio e quindi devo smentirlo. Lo conosco davvero e vi dirò: aveva davvero un bel rapporto con i suoi giocatori”.
Un aneddoto ai tempi della Roma? “Il giorno prima della partita veniva sempre nella mia camera d’albergo per chiacchierare con me. Mi spiegava cosa si aspettava dalla squadra a livello tattico, ma lo faceva anche per motivarmi. Spesso finiva con un abbraccio ed è così che si crea un bel rapporto. C’erano molte personalità diverse alla Roma, ma lui riuscì comunque a creare un legame molto stretto con tutti. Sia in campo sia fuori sapevamo tutti cosa dovevamo fare. Allenare il Belgio è la sua sfida più grande, ma è ct ideale per un gruppo del genere”.
[…] Nonostante l’amara sconfitta olandese, nonostante quell’uscita dal campo a testa bassa con la fascia al braccio diventata in poco tempo l’immagine della resa, Paulo Dybala è sceso in campo ad Alkmaar sapendo già di avere i numeri necessari per ilrinnovo automatico. […] Se la Roma andasse in finale sia in Coppa Italia sia in Europa League sarebbero 169 le partite nel suo triennio da giocare. Di queste Paulo ne ha giocate ad ora 101 ma non tutte valgono per il rinnovo: servono presenze da almeno 45′, recuperi compresi, per arrivare al 50% dovuto. Quindi 84,5 partite da 45′, totale: 3802 minuti e mezzo. Nelle partite in cui Dybala ha giocato almeno un tempo, il numero di minuti è stato raggiunto. E il rinnovo è scattato.
Da questo momento, quindi, il campione argentino è un giocatore della Roma fino al 30 giugno 2026. […] Adesso non c’è più l’urgenza di sedersi a tavolino per discutere di rinnovio eventuali ingaggi spalmati. Probabilmente sarà fatto, perché Dybala andrà a guadagnare compresi i premi circa 8 milioni. […]
All’indomani della sconfitta per 1-0 contro l’AZ Alkmaar, la Roma è tornata ad allenarsi al centro sportivo ‘Fulvio Bernardini’ di Trigoria e Claudio Ranieri ha accolto i nuovi acquisti: Devyne Rensch e Pierluigi Gollini hanno infatti svolto la prima seduta con la maglia giallorossa. La buona notizia riguarda Bryan Cristante, il quale ha lavorato interamente con il resto del gruppo. Ancora con il tutore, invece, Lorenzo Pellegrini. Presente anche Eldor Shomurodov, sempre più vicino al trasferimento al Venezia.
Come di consueto nel primo allenamento post partita, chi ha giocato ieri ha effettuato un lavoro di scarico mentre chi è subentrato o è rimasto in panchina ha lavorato in campo. Dopo la parte atletica, i giallorossi hanno eseguito alcune partitelle a campo ridotto sia con le porte piccole sia con quelle regolamentari.