Tentativo in extremis per Pisilli

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Sarà una rifinitura con diversi nodi da sciogliere. Dopo aver tenuto la conferenza stampa, Gian Piero Gasperini dirigerà l’allenamento alla vigilia della partita con l’Atalanta. Per la quale Pisilli cercherà in tutti i modi di essere a disposizione. Il centrocampista romano si è fermato lunedì dopo un colpo alla caviglia subito in allenamento e nei giorni successivi ha effettuato soltanto terapie. La sua presenza domani all’Olimpico è altamente a rischio, ma il numero sessantuno giallorosso tenterà il recupero in extremis. Anche le speranze di Wesley – infortunatosi a fine marzo con il Brasile – di essere convocato sono residue. Il tecnico vorrebbe forzare il rientro del brasiliano, ma è frenato dallo staff medico che non ritiene l’ex Flamengo pronto e preferisce aspettare lunedì per riprendere il lavoro in gruppo. Da valutare, poi, le condizioni di Hermoso, che per il terzo giorno consecutivo non si è allenato con i compagni. Qualora lo spagnolo non dovesse farcela, Ghilardi andrebbe a completare la difesa con N’Dicka ed il rientrante Mancini. Le notizie positive, invece, giungono da Dybala, che all’inizio della scorsa settimana aveva effettuato una visita di controllo a Villa Stuart, dove si era operato al menisco il 6 marzo. Il recupero della Joya sta procedendo senza intoppi e nei prossimi giorni è previsto il ritorno in gruppo, con l’obiettivo di tornare a disposizione per Bologna-Roma.

Nessuno sbarco dei Friedkin, ma c’è attesa

C’erano due slot prenotati a Ciampino, uno per la giornata di mercoledì e uno per quella di ieri. Ed invece i Friedkin alla fine nella Capitale non si sono visti. (…) Ma quando si tratta della famiglia texana proprietaria della Roma, i colpi di scena sono dietro l’angolo. Ed allora non è detto che alla fine Dan e Ryan non possano spuntare (…) per cercare di mettere ordine su tante cose all’interno di Trigoria. Ad iniziare, ovviamente, dai rapporti interni tra Ranieri, Gasperini e Massara. I tre contendenti giallorossi.

Il voto della città, Roma si schiera: l’allenatore batte anche l’amore per Ranieri

La realtà è una sola: non poteva esserci modo peggiore per preparare la sfida con l’Atalanta. Uno spareggio per entrambe: i nerazzurri per avvicinarsi al gruppetto delle prime sei, la Roma per coltivare le ultime speranze di entrare in Champions. Già, la Roma. Alle prese con mille assenze, da Koné a Pisilli, da Dybala a a Pellegrini, per finire a Wesley che – almeno indirettamente – fa parte di un problema ancora più grande. La crisi aperta tra Ranieri e Gasperini, lì a rinfacciarsi pubblicamente le
operazioni di mercato e divisi da questioni tutt’altro che marginali. L’ultima, almeno così sembra, riguarda proprio il brasiliano, che l’allenatore vorrebbe recuperare e su cui lo staff sanitario – con il conforto, si dice, dei dirigenti – è molto più cauto. (…) Chi vota Gasp? chi Ranieri? – che sta attraversando la città giallorossa: con testimonial eccellenti, tifosi schierati, exit poll incerti, a infiammare la campagna elettorale. (…) Stavolta a mettere in piazza la loro rivalità sono stati gli stessi protagonisti. Gasperini mandando messaggi in codice sulla bontà di certe operazioni, Ranieri esagerando nel fallo di reazione. “Faceva parte di una rosa di cinque o sei allenatori, e in tre hanno rifiutato“. Una frase, ripetuta in diretta, che Gasperini ha incassato, con il disappunto – forse – di non aver saputo prima di quei tre no. Perché, magari, avrebbe invece detto sì alla Juventus, che provò inutilmente a convincerlo. Ma lui, correttamente, non pensò neanche per un attimo a rinnegare la parola data ai Friedkin.
(…) Una pioggia di parole anticipò l’esonero di Mourinho, in rottura prolungata con Tiago Pinto. Un temporale di emozioni accompagnò l’uscita di De Rossi, in contrasto con Lina Souloukou. Insomma, al presidente toccherà ancora una volta scegliere da che parte stare: una decisione – a meno che Ranieri non spiazzi tutti e dica addio sbattendo la porta – che arriverà solo a fine stagione. (…) Se tra due mesi si ripartirà con un nuovo allenatore – e qualcuno parla già di Italiano o Iraola – si dovrà impostare con evidente ritardo la stagione del Centenario. Se si ripartirà invece con nuovi dirigenti, e sono insistenti le voci che portano a Giuntoli o Sogliano – bisognerà riannodare in fretta e furia i tanti fili del mercato e sciogliere parecchi nodi. (…) Con una tifoseria che – senza voler rinnegare Ranieri, un grande personaggio e una grandissima persona – è piuttosto compatta nel sostenere Gasperini. (…) Anche per non bruciare un altro allenatore, un altro progetto (dopo quelli di Mourinho e De Rossi) che vorrebbe dire ricominciare da capo. (…) E Gasperini affronterà la
“Sua” Atalanta, da cui è andato via dopo nove anni, lasciando una proposta di rinnovo per altre due stagioni. Come dire: i Percassi, nel pacchetto, hanno messo tutto. Il suo carattere spigoloso, a volte acido, ma anche la sua sfrenata ambizione. Stavolta però saranno i Friedkin a votare: sì o no?

(gasport)

Dietro a Lautaro, il deserto: in A sono evaporati i bomber

La classifica marcatori, abbinata alla mole di gol segnati ridotta al minimo per tutte tranne che per l’Inter, suggerisce che la proposta offensiva del campionato italiano è sterile, se non quasi del tutto assente.
Alla 32esima giornata, Lautaro Martinez guida la classifica con appena 16 centri. Visto l’infortunio, è sempre più difficile che arrivi a quota 20. Se non ci arriverà nessuno, sarà una prima volta nell’era dei tre punti a venti squadre: il minimo intatti sono i 21 segnati da Del Piero nel 2007/08. E per trovarne meno bisogna risalire alle due stagioni tra il 1989 e il 1991 con i 19 di Van Basten e Vialli. (…) Malen potrebbe anche vincere il titolo di capocannoniere. Sarebbe un unicum che un giocatore acquistato a gennaio si prenda lo scettro del gol. L’olandese della Roma è salito a quota 10 con la prima e unica tripletta di questa asfittica serie
A
. (…) Tra Lautaro e Malen ci sono, a quota 11, Douvikas e Nico Paz del Como. (…) Ma i problemi offensivi, stringendo l’inquadratura, sono sistemici e trasversali. Li ha l’Inter senza il suo capitano e con un Pio Esposito in fisiologica flessione. Li ha la Juventus, aggrappata a uno Yildiz alle prese con le infiltrazioni al ginocchio, con Vlahovic e Milik fermi dopo essere stati forzatamente gettati nella mischia per disperazione vista la scarsa fiducia in David e Openda. Li ha il Napoli, con Hojlund abbandonato dai capricci di Lukaku e tradito dalla discontinuità di chi gli sta dietro. E ancora: la Roma vive il deserto alle spalle di Malen; il Milan deve affrontare la rottura ambientale con Leao, il crollo verticale di Pulisic e il contributo fantasma di Fullkrug e di Nkunku impiegato a singhiozzo e in ruoli diversi ogni volta. L’Atalanta non ha mai avuto a disposizione uno Scamacca in condizioni dignitose, e persino il Como ha dovuto rimediare alla profonda delusione chiamata Morata. Sommato tutto questo alla pochezza delle proposte tattiche, ed ecco che ci dirigiamo verso la classifica marcatori più misera di sempre.

(Libero)

Speranza Pisilli

Eppur si gioca. Tra uno screzio e una video-call, Roma-Atalanta è dietro l’angolo e a Trigoria inizia un’altra attesa. Quella che accompagna tutte le vigilie, soprattutto quelle delle partite più importanti (contro la Dea è praticamente una finale per l’Europa, prima che poi le successive cinque gare stabiliscano quale coppa sarà), che va ad aggiungersi all’altra attesa, meno leggera e più carica d’apprensione (o speranza, dipende dai punti di vista), aspettando una decisione definitiva da parte di Dan Friedkin. La frattura interna, tra Gasperini e Ranieri, manifestata dal Sir una settimana fa nell’immediato prepartita di Roma-Pisa, non è sanabile, (…) e nelle ultime ore sembra che la linea interventista stia prendendo piede anche oltreoceano. Eppur si gioca. E quindi, come in ogni vigilia che si rispetti, oggi Gian Piero Gasperini si presenterà in conferenza stampa, alle 13.30. (…) Gasp, però, nel frattempo è chiamato a concentrarsi sul campo, dove le difficoltà non mancano. Per il valore dell’avversario, ovviamente, con un’Atalanta in forma al netto della sconfitta di misura rimediata contro la Juventus, ma non solo. A complicare le cose, come da qualche mese a questa parte, c’è un’infermeria che non vuole saperne di svuotarsi. Rispetto a Roma-Pisa, Gian Piero recupera Mancini e nessun altro, anzi perde Pellegrini e, probabilmente, Pisilli. Niccolò, che lunedì ha subito una forte distorsione alla caviglia (escluse lesioni o il coinvolgimento di legamenti dagli esami strumentali), sta meglio ma la sua presenza tra i convocati è ancora in forte dubbio. (…) Chi, invece, e costretto a dare fortait e Wesley. Il brasiliano (…) non ha ricevuto ancora l’ok dallo staff medico per tornare in gruppo. Il recupero del laterale, quindi, è da rimandare all’inizio della prossima settimana. Sempre in quei giorni si riaffaccerà in gruppo Dybala, (…) stesso obiettivo per Koné. Pellegrini, infine, migliora e punta la gara di Parma per essere al meglio poi nel derby. Dietro tornerà la difesa titolare: Mancini, Ndicka e Hermoso davanti a Svilar. A sinistra Rensch, con Celik a destra. In mediana El Aynaoui e Cristante, mentre in attacco, con Pisilli probabilmente out, El Shaarawy è favorito su Venturino per completare il tridente con Soulé e Malen. Contiamoci. Questi siamo, con poche alternative dalla panchina. Eppur si gioca.

(Il Romanista)

Di Livio: “Per la Roma è dura. La Juve è favorita”

IL TEMPO (L. PES) – “Ora è il momento di fare un passo indietro“. Angelo Di Livio non ha dubbi: arrivare a fine stagione, poi si vedrà. Tra campo e duelli a Trigoria l’ex centrocampista giallorosso ha raccontato a Il Tempo come vede questo finale di stagione ad alta tensione per la
Roma.

Una rincorsa a ostacoli quella dei giallorossi per il quarto posto…
Si è arrivati nel momento sbagliato a rilasciare alcune dichiarazioni. Forse Ranieri poteva evitare prima di una partita, magari sarebbe stato meglio un confronto privato.
Questo non fa bene a nessu-no, stimo molto entrambi ma la cosa migliore per tutti sarebbe provare a chiarire. Chiaro che poi a fine stagione vadano fatte delle scelte, così non si può andare avanti
“.

Quanto influisce sui calciatori un clima del genere?
Sì, queste cose ti arrivano, però poi quando arrivi al campo dimentichi tutto e vai dentro forte. I giocatori hanno un obiettivo, una piccola speranza di arrivare in Champions e devono dare il massimo“.

Quante possibilità ha la Roma di andare in Champions?
La Roma ha poche chance ma deve sfruttarle. E un momento particolare, sta continuando a perdere giocatori per gli infortuni. I calciatori però, al di là del momento difficile che ormai è stato reso pubblico, devono pensare a loro“.

E le altre? Vede una favorita?
C’è da capire che tipo di percorso farà il Milan da ora in poi, si potrebbe aprire un altro spiraglio. In questo momento credo che la Juve sia leggermente favorita rispetto al Como. Vive di entusiasmo soprattutto dopo i rinnovi di Spalletti e Locatelli. Se il Milan non dovesse precipitare vedo i bianconeri favoriti. Anche a Torino hanno passato momenti delicati, come la Roma adesso. Cambiamenti in dirigenza, acquisti sbagliati, poi però è arrivato un allenatore che ha ricompattato l’ambiente. Mi auguro che possa accadere anche alla Roma, il sole deve uscire per forza. Le persone intelligenti fanno un passo indietro, Ranieri è un uomo amabile, straordinario ma si deve togliere i panni da allenatore e vestire quelli del dirigente. Il dirigente non alimenta il fuoco, lo spegne“.


Pensa che il carattere di Gasperini sia stato sottovalutato al momento della scelta?
“Non penso, il carattere di Gasperini si conosce. A Bergamo ha litigato tante volte con i dirigenti ma anche con i giornalisti. Sono figure che amano alzare i toni, tenere il gruppo vivo. Mi sembrerebbe assurdo che Ranieri non lo conoscesse. L’errore, in ogni caso, è stato portare la disputa in piazza. Dentro Trigoria può succedere di tutto, io da giocatore ho vissuto tante discussioni e momenti talvolta imbarazzanti che poi si sono risolti. Mi auguro che interverranno i Friedkin. A me questa accoppiata, insieme a Massara, mi piaceva, ma l’orgoglio va messo da parte e fare un passo indietro per il bene del gruppo. Almeno arrivare a fine anno, altrimenti si sfiora il ridicolo”.

Vede delle soluzioni?
Io credo che Totti abbia detto una cosa giusta l’altro giorno, serve rispetto per la gente e perla società. Bisogna andare avanti: questo è. E fatemi dire una cosa, forse è davvero è arrivato il momento di inserire Francesco nel club con un ruolo operativo, un collante tra squadra e società“.

Domani, intanto, c’è Ro-ma-Atalanta…
Partita difficile, l’Atalanta sta bene e ha una grande rosa, con giocatori davvero forti. All Roma mancano due o tre cambi ma gioca in casa davanti al suo pubblico. Non credo che i nerazzurri si faranno distrarre dalla Coppa Italia“.

Una partita a poker

IL TEMPO (L. PES) – A carte coperte. Ranieri e Gasperini studiano le mosse per il loro futuro nella Roma. Come due giocatori di poker sul tavolo verde cercano strategie e colpi a sorpresa per ottenere la fiducia definitiva dei Friedkin che, intanto, prendono tempo. Un appoggio totale per Gasperini, che oggi non a caso sarà in conferenza stampa a presentare Roma-Atalanta, ma allo stesso tempo la stessa vicinanza di sempre dimostrata anche a Sir Claudio, negli ultimi giorni più silente e meno presente a Trigoria. Nell’evitare scelte drastiche, però, i Friedkin hanno inviato già da mercoledì il loro uomo di fiducia Ed Shipley a Trigoria. L’amico di vecchia data del presidente che ormai da tempo gestisce i momenti delicati in casa Roma, è chiamato a tentare di prolungare il più possibile la tregua armata tra allenatore e senior advisor. Nelle ultime ore Shipley si è confrontato con le parti in causa raccogliendo dal vivo sensazioni e vibrazioni di Gasp e Ranieri, ormai definitivamente separati in casa con uno scontro che ha scavalcato anche il livello personale. Già dalla scorsa settimana le tensioni con lo staff medico erano aumentate ma nelle ultime ore nel centro sportivo si è arrivati a toni esasperati in una divisione in fazioni molto lontana dall’equilibrio che dovrebbe regnare all’interno della squadra. L’oggetto della discussione è sempre lo stesso: il recupero degli infortunati e, in particolare, quello di Wesley. Lo staff dell’allenatore sostiene che il brasiliano sia pronto già dalla scorsa settimana mentre da quello sanitario manca ancora l’ok per il ritorno in campo e serve un test definitivo all’inizio della prossima settimana per tornare in gruppo. Per Gasperini, volendo, basterebbe anche un solo allenamento per convocarlo domani, ma senza il benestare dei medici dovrà rinunciarci. Il piemontese, oltre alle questioni di campo, da settimane è in pressing sulla società per la pianificazione del futuro. Un punto, che insieme a quello della presenza di Ranieri nella Roma ritiene decisivo per proseguire la sua avventura nella Capitale. Per questo, infatti, la fiducia estrema manifestata dai presidente e ribadita anche ieri da Shipley non basta: serve una scelta netta, che dia la direzione. Nelle scorse settimane i contatti con Houston sono aumentati e la centralità di Gasp è cresciuta. Un motivo che, insieme alle mille frizioni quotidiane, ha convinto Ranieri a presentarsi ai microfoni prima di Roma-Pisa. Uno strappo senza ritorno quello di Sir Claudio, che negli ultimi giorni e rimasto più defilato non presentandosi a Trigoria. Ma, nonostante l’amarezza dei primi giorni per aver percepito il man-calo supporto dei tifosi, il senior advisor non ha intenzione di mollare. Le sue argomentazioni, condivise in gran parte dalla proprietà (non nelle modalità e nei toni), hanno radici profonde, secondo la sua visione, e la fiducia mostrata un anno e mezze fa dai Friedkin resta una certezza. Anche se qualcuno ha ventilato l’ipotesi di un passo di lato con un ruolo esterno più di rappresentanza. Una partita più aperta che mai tra scontri, fazioni e silenzi. Arrivare alla fine della stagione senza scossoni resta l’obiettivo della proprietà che vede ogni giorno l’obiettivo allontanarsi. Ora c’è soltanto da aspettare la prossima mossa. Ognuno faccia il proprio gioco.

Mancini recupera per l’Atalanta, Pisilli spera, Wesley ancora fermo

Preoccupata e pure incerottata. La Roma in vista della sfida di domani sera contro l’Atalanta farà di nuovo la conta degli assenti. (…) Pisilli stamattina svolgerà un test per valutare le condizioni della caviglia sinistra a seguito della distorsione rimediata martedì in allenamento. Speranze al lumicino, invece, per Wesley, fermo dal 30 marzo per una lesione al bicipite femorale e al centro dell’ennesima diatriba tra Gasperini che lo vorrebbe in campo già da giorni e lo staff medico che ha rinviato il test decisivo per il brasiliano a lunedi prossimo. Sono ancora ai box Koné, Dovbyk, Pellegrini e Dybala. L’argentino ha dato segnali di miglioramento. (…) La buona notizia arriva da Mancini che si allena regolarmente con il resto della squadra da due giorni e sarà titolare contro la sua ex squadra. Non preoccupano nemmeno le condizioni di Hermoso, gestito in questi giorni a causa dalla pubalgia.

(gasport)

Gasp non molla. Vuole la Champions e sfida Ranieri, in ballo c’è la Roma

Oggi dirà la sua di verità, ribadendo alcuni concetti e magari chiarendo anche alcune cose. (…) Tutto questo nel corso della conferenza stampa in programma – come di consueto – alle 13.30 in quel di Trigoria. Qualcuno ieri sussurrava anche che l’allenatore della Roma avrebbe potuto non presentarsi di fronte alla solita platea di giornalisti e invece Gasp non si tirerà indietro. Magari avrà anche voglia di chiarire, di togliersi qualche sassolino dalla scarpe, di dire la sua su alcune cose. O, magari, anche solo di replicare a quanto detto da Claudio Ranieri, il senior advisor dei Friedkin, che proprio venerdì sera, poco prima della sfida con il Pisa, aveva detto: “Facile parlare solo di Malen e Wesley, ma tutti gli acquisti sono stati condivisi da società e allenatore“. Per poi aggiungere anche: “Avevamo fatto una lista di 5-6 allenatori: tre hanno detto di no, poi la società ha scelto Gasperini“. E allora Gasp ha deciso di tirare dritto e di andare avanti per la sua strada. (…) E queste 6 partite le vuole fare alla grande, un po’ per orgoglio personale e un po’ perché davanti a sé ha ancora un obiettivo importante da poter centrare, quello di riportare la Roma in Champions League dopo un’assenza di ben sette stagioni. Ecco perché Gasp non vuole sbagliare la sfida di domani sera, quando all’Olimpico arriverà la sua Atalanta, oggi allenata da uno dei suoi allievi, Raffaele Palladino. (…) Gasp sa bene che con una vittoria resterebbe in vita il sogno di raggiungere ancora quel quarto posto. (…) E poi, chiaramente, una vittoria e la rincorsa alla Champions aiuterebbero a rafforzare la sua immagine nel duello con Claudio Ranieri, di fronte agli occhi dei Friedkin. La proprietà giallorossa, infatti, in questa settimana ha deciso di non agire, di non prendere posizione, né in un senso né nell’altro. Il che, ovviamente, fa pensare che le parole dette da Ranieri riflettano sostanzialmente il pensiero di Dan. Ecco, se c’è un modo per Gasperini per ribaltare la situazione nella sfida a distanza con l’altro contendente è proprio quello di fare più risultati possibili da qui alla fine della stagione. Gasp, del resto, nei colloqui intercorsi con i Friedkin è stato chiaro, in tal senso. Se la Roma deciderà di andare avanti con lui, non potrà farlo anche con Ranieri. (…) E se allora alla fine dovesse vincere la sfida a distanza proprio Gasperini, l’allenatore romanista ribadirebbe quello che ha detto più volte pubblicamente, ma anche privatamente
nei colloqui intercorsi con la proprietà: per fare il salto di qualità bisogna rinforzare questa squadra, non rivoluzionarla. Servono più giocatori alla Wesley e alla Malen, Giocatori di valore, calciatori importanti e pronti a incidere subito. (…) Il fatto che il club giallorosso alla fine i soldi li ha anche spesi nonostante “i due mercati di sofferenza” – e neanche pochi (97 milioni di euro, a cui verranno aggiunti i 25 per il riscatto di Malen). Ecco, magari Gasp avrebbe preferito che fossero stati spesi meglio. Sempre, ovviamente, secondo il suo punto di vista.

(gasport)

CIES, Wesley e Soulé tra i 100 migliori U23 al mondo: il brasiliano 21esimo e l’argentino 51esimo

Nell’ultima classifica stilata dal CIES Football Observatory sui migliori calciatori di movimento Under 23 a livello mondiale, figurano anche Wesley França (21esimo posto con un punteggio di 86,8 su 100) e Matías Soulé (51esima posizione con un punteggio di 83,4 su 100). Un doppio riconoscimento che certifica la qualità e il potenziale dei due giovani, entrambi inseriti nella top 100 dei migliori prospetti provenienti da 67 campionati diversi. Per la Roma si tratta di un segnale incoraggiante anche in ottica futura: avere due giocatori in una graduatoria così prestigiosa significa poter contare su basi solide su cui costruire il progetto tecnico.

(football-observatory.com)

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