Caos Inter-Juventus: Rocchi ammette l’errore su Kalulu: “La Penna ha sbagliato, ma basta con le simulazioni che inducono all’errore”

La bufera post Inter-Juventus non accenna a placarsi. Dopo il 3-2 dell’Inter nel “Derby d’Italia” di sabato sera, è l’arbitro del match, Federico La Penna a finire al centro delle polemiche per chiaro errore nell’espulsione di Pierre Kalulu, episodio che ha cambiato volto alla sfida e scatenato l’ira bianconera

Il designatore arbitrale Gianluca Rocchi ha ammesso “Siamo molto dispiaciuti: per la decisione di La Penna che è chiaramente errata e per il fatto di non aver potuto usare il VAR per sanarla”, aggiungendo anche “La Penna è mortificato e gli siamo vicini, ma devo dirvi la verità, non è l’unico ad aver sbagliato perché ieri c’è stata una simulazione chiara. L’ultima di una lunga serie in un campionato in cui cercano in tutti i modi di fregarci

(ansa)

Vergara-Pisilli, stelline d’Italia

Niccolò, come amiamo dire da queste parti, è un pischello: viso bambino, sorridente, il classico bravo ragazzo che De Rossi, dopo aver già eletto Bove nel ruolo, avrebbe volentieri fatto sposare alla figlia. Totò invece è il classico scugnizzo, sguardo scaltro, occhi furbi e vivaci. Pisilli vorrebbe fare il giornalista, Vergara si credeva troppo basso per giocare a calcio. Il ragazzo di Casal Palocco ha 21 anni, quello di Frattaminore due in più ma sono loro i volti nuovi di Napoli-Roma. A sorpresa, non c’è dubbio. Perché basterebbe tornare indietro di un mese e il romanista sembrava destinato al Genoa in prestito mentre Vergara, non trovando spazio dietro Neres, Politano, Elmas e la new entry Giovane, si stava guardando intorno con Cremonese, Sassuolo, Lecce e Torino in prima fila per prenderlo. Poi, all’improvviso, arriva l’occasione, (…) una chance per Niccolò contro lo Stoccarda. L’Under 21 non se lo fa ripetere: segna una doppietta e il tecnico a fine partita lo toglie dal mercato. L’infortunio di Koné (sommato alla già nota partenza di El Aynaoui) fa il resto. L’azzurro vive una parabola simile. (…) Ma è in 4 giorni che cambia tutto: gol al Chelsea, ancora gol (e assist) con la Fiorentina. E per non farsi mancare nulla, va in rete anche contro il Como in Coppa Italia non più tardi di tre giorni fa. Campionato, Champions e Coppa Italia, apriti cielo: si inizia a parlare di rinnovo, di posto fisso in squadra e addirittura di convocazione in extremis in Nazionale, tanto che oggi il ct Gattuso nella cena con i calciatori del Napoli prevista, lo conoscerà. C’è poco da fare, Niccolò e Totò sono uno spaccato della nostra società, quella che ama i giovani ma che fatica poi a trovargli spazio. I due, però, sono due teste dure e alla fine, complice un pizzico di fortuna, se lo sono conquistato da soli. (…) Per carità, davanti c’erano e ci sono calciatori del calibro di Koné, Cristante e El Aynaoui da un lato e i già citati Neres, Politano, Elmas e Giovane dall’altro ma forse qualche spiraglio i due lo avrebbero meritato già prima. Fatto sta che ora Napoli-Roma ha il loro volto. (…) Pisilli ha dovuto cambiare un po’ il suo modo di giocare: sembrava la classica mezzala d’inserimento in un centrocampo a tre. Gasp prima lo ha provato alto, poi lo ha abbassato. Niccolò ci ha creduto, si è allenato, ha ascoltato i consigli d’oro dell’allenatore e con il Cagliari è sembrato il prototipo del centrocampista gasperiniano: aggressivo, capace d’inserirsi e «correre per quattro» (cit.).
Vergara nasce invece centrocampista offensivo ma può fare il trequartista, la mezzala o l’esterno nel 4-3-3.
Ora domenica si ritrovano uno avversario dell’altro. Perché compagni, pensate un po’, non lo sono stati nemmeno in Under 21. Vergara, infatti è rimasto fermo all’Under 20, ma solo in panchina visto che non è mai sceso in campo. Follie del nostro amato calcio.

(Il Messaggero)

Vergara e Pisilli, i talenti per volare

Chi li ferma più. Antonio Vergara e Niccolò Pisilli rappresentano il nuovo che avanza, il volto giovane della Serie A, la meglio gioventù di un campionato più volte accusato di ospitare troppi ultra-trentenni. Ed invece i due talenti di Napoli e Roma, prodotti in casa, stanno dimostrando che a 23 e 21 anni ci si può prendere la scena lo stesso e diventare un traino per le rispettive squadre anche ad altezze da Champions. (…) E, manco a dirlo, quella di domenica sarà un’occasione d’oro per tutti e due: la sfida del Maradona come un trampolino di lancio per dimostrare di essere grandi sotto lo sguardo interessato del ct azzurro Rino Gattuso. Profumo di azzurro Lui, Vergara, al tavolo del calcio si è accomodato con assoluta umiltà e anche, a dirla tutta, con quella spudoratezza – e non è un ossimoro – di chi è padrone di se stesso. (…) Napoli-Roma di domenica, a quel punto, per lui cambierà, assumerà una dimensione nuova e diversa persino dai precedenti appuntamenti onorati a modo suo: gol – con tanto di ruleta – in faccia ai mostri sacri del Chelsea; contropiede, favorito da Hojlund, con rasoiata alla giugulare di De Gea; replay, col Como, sempre su invenzione del danese. Vergara Antonio, di Frattaminore, 6 km da Frattamaggiore, casa guarda un po’ di Lorenzo Insigne, che certe affinità hanno. La vita dell’attaccante è cambiata così nell’ultimo mese, dal 17 gennaio per la precisione, una specie di spartiacque della sua carriera. (…) E se Vergara premerà il piede sull’acceleratore fin dal primo minuto sulla fascia, sotto
l’altra metà del cielo Pisilli cercherà a centrocampo di spingere con quelle percussioni che tanto piacciono a Gasp. Colui il quale, è bene ricordarlo, lo ha tolto dal mercato a gennaio prospettandogli un futuro alla Koné o alla Cristante in questa Roma. L’azzurrino, con 3 gol nelle ultime 5 gare, è la vera sorpresa di questo girone di ritorno: ha scalato le gerarchie col suo gioco propositivo e ora può tornare utile proprio alla Nazionale maggiore di Gattuso, da giocatore simbolo della rotazione riuscita di Gasperini in mezzo. (…) A Napoli Pisilli può mettere i gradi: sul treno per la Champions, al pari di Vergara, vuole salirci anche lui a tutti i costi. E, se possibile, da protagonista.

(gasport)

Politano titolare contro la Roma, dubbi sulla presenza di McTominay

McTominay è ancora a rischio: è una corsa contro il tempo per schierarlo in campo contro la Roma. Ieri non ha svolto l’allenamento con l’Ischia e neppure con il resto della squadra che ha lavorato per conto suo. Ha scelto ancora il riposo, un po’ di palestra. (…) La sua presenza in un match chiave come quello con la Roma, spinge anche a forzare sui tempi di recupero: lo scozzese anche con il Como sarebbe sceso in campo, ma tutti spingono per un rientro al cento per cento. Come già anticipato ieri, nel referto del giudice sportivo non c’è traccia di Antonio Conte. Che quindi non ha avuto neppure un’ammenda. La frase “spiata” dalla cam di Mediaset non viene citata in nessuno dei referti: né il quarto uomo, né l’assistente e neppure da parte degli ispettori federali che, pure, sono ovunque. (…) La sensazione è che il capo della procura federale, Chiné, difficilmente arriverà ad aprire un fascicolo e al deferimento. Anche perché la prova tv viene utilizzata per bestemmie e condotte violente. Cosa che quel “vai a vedere al Var testa di c…” non sembra essere. (…) Con l’Ischia (serie D) è finita 4-0. (…) Sono andati a segno Lukaku (con una doppietta), Olivera e Cimmaruta. In campo non i titolari di martedì in Coppa Italia. Decimi di febbre per Beukema, ma nulla di preoccupante. Contro la Roma la certezza è il rientro da titolare di Politano. E dalla parte opposta Spinazzola in vantaggio su Gutierrez e Olivera. Stadio quasi sold out: attesi circa 50mila spettatori

(Il Mattino)

Sfida Champions a Napoli, Gasperini scommette sul tandem Dybala-Malen

Il leader tecnico dei giallorossi e quell’attaccante che, a sentire Gasperini, «ricorda Vialli». Questione di feeling, di intesa tra chi parla la stessa lingua. PauIo Dybala e Donyell Malen fin qui hanno avuto 145 minuti per mostrare cosa possono fare insieme. I risultato? Due gol e un assist concentrati nei 76 minuti che la coppia ha avuto a disposizione nella trasferta vincente contro il Torino. Ora una nuova occasione, ancora una volta un big match come quel Roma-Milan in cui i due non hanno convinto a pieno. Stavolta, però, non si può sbagliare. (…) Scontro diretto con il Napoli: considerata le difficoltà di Matias Soulé – anche ieri si è allenato a parte – e la mancanza di alternative in attacco, Gasp non può che ripartire dalla Joya. Maglia da titolare per il mancino in grado di «alzare la capacità offensiva della squadra». È il mantra dell’allenatore, ripetuto proprio dopo la vittoria a Torino firmata Dybala-Malen: «Hanno un linguaggio tecnico molto importante e vogliamo costruirci le prossime gare». (…) A completare il tridente sarà Lorenzo Pellegrini, con Bryan Zaragoza pronto a subentrare per cercare la superiorità numerica nel finale di gara. Sulle fasce riecco Wesley e Celik. (…) Il turco in scadenza di contratto, non ha ancora trovato un’intesa con la Roma. Anzi, la stretta di mano sembrerebbe più lontana che mai. L’esterno ha la Juventus alle calcagna. (…) Il superconsulente Claudio Ranieri è stato chiaro sul caso rinnovi: «Per la sopravvivenza del club dobbiamo abbassare il monte ingaggi. Non è che la società non vuole rinnovare il contratto. In base a quello che ci dirà il campo, se ci si viene incontro bene oppure ci si saluta». Un discorso che vale per Dybala e Pellegrini (gli ingaggi più pesanti della rosa sono i loro) ma pure per chi ora, come Celik, chiede un aumento. Tornando alla formazione, il dubbio più grande è a centrocampo. Cristante titolarissimo. Al suo fianco è testa a testa tra Pisilli e El Aynaoui con il giovane prodotto della Primavera in vantaggio sul marocchino. Ultimo ballottaggio in difesa: Hermoso non ha ancora recuperato, (…) ma in caso di forfait sarà Ghilardi ad affiancare Ndicka e Mancini nella retroguardia a tre.

(La Repubblica)

Gasp con il Napoli prova a sfatare il tabù delle big

Il trend negativo riappare, fastidiosissimo a Trigoria, proprio avvicinandosi la sfida del Maradona: la Roma nei big match fa sempre cilecca. Cambiano gli allenatori, non i risultati. I giallorossi, anche quando non lo meritano (e in questa stagione è già successo), si inchinano alle migliori. Gasperini, su cinque tentativi, è ancora a digiuno di successi. Ne ha persi quattro, sempre con un gol di scarto. Tre senza segnare. E tre volte con il punteggio di 1-0, l’unica rete a Torino contro la Juve per il 2-1 finale. Nei cinque scontri diretti, Svilar non ha mai chiuso la gara da imbattuto. (…) I quattro ko nel girone d’andata, nessuna differenza tra casa e fuori: due interni contro l’Inter e il Napoli, due esterni contro il Milan e la Juve.
Gian Piero conta di alzare il rendimento con le grandi nel girone di ritorno. Dalla seconda giornata ha Malen in più. (…) Gasperini ricorda bene come si comportò la Roma il 25 gennaio. Show nel primo tempo con il tridente pesante. Dybala alla destra di Malen e Soulé alla sinistra. Un unicum, fin qui. Paulo ha recuperato. (…) E Soulé, fiaccato dalla pubalgia, è di nuovo a disposizione (come Vaz). La tentazione di riproporre la formula più spregiudicata, quindi, c’è. Giallorossi d’assalto per la vittoria che andrebbe a incidere nella corsa Champions. La scelta dipende dalle condizioni degli argentini. Soprattutto di Soulé, ancora sofferente. Pellegrini è avanti. Perché Hermoso, Koné (quasi pronto), El Shaarawy e Ferguson continuano a lavorare a parte. In difesa, se lo spagnolo resta indisponibile, la conferma di Ghilardi.

(corsera)

Gasperini all’assalto contro il tabù Napoli

IL TEMPO (L. PES) – Gasp all’assalto. Il tecnico si prepara ad affrontare la delicata sfida in casa del Napoli, dove la Roma non vince dal 2018 (3 pareggi e 4 sconfitte in sette gare), che può valere una fetta importante della qualificazione alla prossima Champions. Contro la squadra di Conte (che ha battuto una sola volta in carriera, proprio lo scorso anno al Maradona, nelle dieci sfide di Serie A) i giallorossi cercano il salto di qualità definitivo nei big match, dopo aver aperto il girone di ritorno con il pareggio dell’Olimpico contro il Milan. Tante buone prestazioni negli scontri diretti ma soltanto il punto dello scorso 25 gennaio e tante sconfitte di misura. L’allenatore di Grugliasco, come sempre, si affida all’attacco e potrebbe confermare il tridente che tanto ha fatto soffrire la squadra di Allegri. Oltre a Dybala, infatti, si è rivisto con il gruppo anche Soulé che da settimane combatte con una lieve forma di pubalgia. La formula con i due argentini alle spalle di Malen (unico certo della maglia da titolare) sembra la formula più probabile anche se i dubbi restano. Il recupero della Joya, vista anche l’intesa mostrata da subito con Malen, lo mette in pole position per giocare sulla destra nella trequarti, mentre il ballottaggio più grande è dall’altra parte.
Soulé è in vantaggio seguito da Pellegrini con Zaragoza più defilato. Difficile immaginare soluzioni diverse in una gara così importante. Gasperini, si sa, soprattutto negli appuntamenti decisivi ama attaccare dall’inizio, per questo immaginare tre centrocampisti con Cristante avanzato (formula utilizzata, ad esempio, a San Siro col Milan) è un esercizio complicato. Non arrivano buone notizie, invece, dagli altri infortunati. Ferguson ed Hermoso hanno lavorato ancora a parte e la convocazione per Napoli, a questo punto, diventa a rischio. Il difensore spagnolo sembra avere più chance di recuperare dalla contusione al piede, altrimenti è pronto Ghilardi in grande ascesa nelle ultime partite. Servirà, in ogni caso, una partita di grande intensità e forza offensiva, che troppo spesso è mancata alla Roma nei momenti che contavano.

Ciccio Graziani: «Malen fa sempre la cosa giusta: è l’attaccante ideale»

Il TEMPO (G. TURCHETTI) – «Se Malen fosse arrivato prima, la Roma avrebbe qualche punto in più». Non ha dubbi Francesco Graziani, uno che di attaccanti se ne intende. L’olandese e il suo impatto sulla serie A hanno stregato l’ex giallorosso.

Un aggettivo per descrivere Malen?
«Intuitivo. Perché si pone sempre dalla parte giusta.
Quando l’ho visto con il Torino, mi sono bastati pochi minuti per pensare “la Roma ha trovato il centravanti giusto“, perché dialogava bene con Dybala e i movimenti erano sempre corretti. Per ora non mi sto sbagliando. Sente il profumo della porta e non gli servono tante occasioni per segnare
».

Che differenze ha notato rispetto a Ferguson e Dovbyk?
«Malen si muove sempre, sa posizionarsi nel modo migliore quando deve ricevere palla. Difficilmente lo trovi con le spalle alla porta. È lui che detta la giocata, come con Mancini contro il Cagliari».

Anche a lei ricorda Vialli?
«Posso essere d’accordo con Gasperini e penso che per Malen sia un bel complimento. Essere accostati a un grande calciatore del passato è sempre piacevole, però poi devi dimostrarlo nel tempo. Anche Gianluca non era uno che ti dava un grande punto di riferimento. Era un attaccante atipico, che si muoveva molto».

Ferguson l’ha delusa?
«All’esordio mi aveva impressionato. È bravo, veloce, ma si è perso anche per qualche infortunio di troppo. Non mi ha deluso perché comunque è un ragazzo giovane. Ha dovuto cambiare mentalità, metodi di lavoro e alimentazione. Credo che Ferguson abbia un grande potenziale e, anche se dovesse giocare poco, potrebbe imparare tanto da Gasperini».


Come mai la cura Gasperini non ha funzionato con Dovbyk?
«Gasperini vuole attaccanti mobili, mentre Dovbyk è troppo statico. Non è male come attaccante, ma fa sempre le stesse cose. Tutti sanno che si sposta solo a sinistra per calciare con il piede preferito.
Non è uno che non vede la porta, ma è troppo lento e prevedibile
».

Impressioni su Robinio Vaz?
«Si vede che è un ragazzo veloce e bravo tecnicamente. Lui è un acquisto in prospettiva anche se si intuisce che potrebbe avere un futuro importante. Ci vuole pazienza, ma sicuramente ha trovato l’allenatore giusto con cui crescere. Gasperini è uno che migliora tutti i giocatori con cui lavora».

L’emergenza è finita, l’attacco ora sorride. C’è Paulo con Malen, sfida Soulé-Pellegrini

La Roma va all’attacco del Napoli e dopo settimane di emergenza totale Gasperini può finalmente sorridere. La prima certezza è Malen e non potrebbe essere altrimenti. (…) Se sulla titolarità di Malen non ci sono dubbi, restano ancora quelli legati su chi agirà alle sue spalle. Dybala è al 100% ed è pronto per iniziare dal primo minuto. I due hanno regalato magie a Torino e nel primo tempo contro il Milan, poi Paulo causa infortunio è stato costretto a fermarsi. (…) Il ballottaggio per completare il tridente è tra Pellegrini e Soulé. Il secondo ieri è tornato ad allenarsi in gruppo, continua a convivere con la pubalgia ma non ha intenzione di tirarsi indietro in una gara così delicata. Dall’altra parte c’è Lorenzo che prosegue la sua stagione tra continui alti e bassi ma gode della fiducia di Gasperini. L’idea è quella di riproporre il trio visto contro i rossoneri, quindi con il numero sette fuori, ma tutto ruota intorno alle condizioni di Matias. E dopo mesi complicati non mancheranno neanche le frecce da inserire nel secondo tempo. Anche Vaz – che ha recuperato in tempi record dalla lesione al soleo – è a completa disposizione. Zaragoza spera di collezionare altri minuti dopo l’esordio contro il Cagliari. E dietro nelle gerarchie, ma sarà un’arma a partita in corso così come il giovane Venturino. Servirà l’apporto di tutti per provare a vincere uno scontro diretto per la prima volta. La Roma non batte una squadra avanti in classifica addirittura da aprile, in quel caso a San Siro contro l’Inter. Mancheranno all’appello El Shaarawy e Ferguson. A proposito di Evan, dall’Irlanda sono arrivate delle feroci critiche da parte dell’ex Everton Kevin Kilbane nei confronti di Gasperini: «È raro vedere un allenatore mettere pubblicamente in discussione la forma fisica di un giocatore, ha superato il limite». La verità, però, è un’altra: Ferguson per la quarta volta in stagione si è fermato per un problema alla caviglia e il tecnico nei giorni scorsi aveva semplicemente spiegato la situazione in conferenza. La speranza è di rivederlo contro la Cremonese. Oggi sarà la giornata decisiva per Hermoso. Il dolore al collo del piede sinistro non è ancora stato smaltito. (…) Se non dovesse tornare col resto del gruppo questa mattina potrà puntare al massimo ad una con-vocazione. Pronto Ghilardi che ha già dimostrato di poter fare bene in un big match.

(Il Messaggero)

Bomber da Champions, Malen ha il veleno che vuole Gasp

A Birmingham qualcuno si chiede perché sia stato venduto e qualcun altro è convinto che sia stato giusto così, perché «Donyell Malen non è un centravanti». Al di là dei pareri dei tifosi dell’Aston Villa (che si sono già stancati anche del ritorno di Leon Bailey), conta quello che si pensa dalle parti di Roma. Dove l’attaccante olandese è visto come una manna dal cielo, quel riferimento offensivo che Gian Piero Gasperini ha cercato a lungo senza mai riuscire a trovare. In quella posizione il tecnico giallorosso ha schierato i due centravanti titolari (Ferguson e Dovbyk) e provato come falsi nove Dybala e Baldanzi. Ma l’impatto che ha avuto Malen da quando è a Trigoria ha spazzato via tutto il resto, ammesso e non concesso che poi quei tentativi avessero portato qualcosa di buono. Insomma, da quando c’è Malen la Roma ha finalmente un’anima offensiva. (…) Uno che sa attaccare gli spazi, dettare il passaggio, concludere in porta. Sembra l’abc, ma fino al suo arrivo non era affatto scontato. (…) Del resto l’olandese ha il tiro nel sangue (finora in giallorosso ha calciato in porta in tutto 27 volte in 319 minuti, alla media di un tiro ogni 12 minuti). (…)
Malen è velenoso soprattutto negli spazi stretti, dove è rapidissimo anche nello spostarsi il pallone e sbilanciare il diretto avversario. (…) Ha già dimostrato di sapersi muovere bene anche contro i difensori che hanno molti più centimetri di lui. (…) A Napoli se la giocherà ancora cosi, nell’aggredire gli spazi, nel saper tagliare alle spalle degli avversari e nel sorprenderli nei primi passi. Che poi a Birmingham qualcuno non lo consideri ancora un centravanti pazienza. A Roma, Invece, è un centravanti d’oro.

(gasport)