Roma, la strada Venturino

C’è un insospettabile brevilineo che s’aggira in zona gol. (…) Dicono che a Trigoria tanti compagni siano ammaliati dalla sua innata capacità di non sbagliare mai le scelte e di reggere l’urto dei difensori arcigni di Gasp nonostante un fisico non dirompente. Chissà, magari se si fosse chiamato Venturinho anziché Venturino probabilmente la Roma non lo avrebbe potuto prendere in prestito con diritto di riscatto fissato a 7 milioni. Nell’emergenza in cui versa l’attacco, con Soulé, Dybala, El Shaarawy, Dovbyk e Ferguson ancora fuori, il calciatore arrivato dal Genoa di De Rossi sta cominciando a scalare le gerarchie. “Venturino è arrivato in un ruolo dove eravamo carenti anche numericamente e secondo me, con il tempo, potrà darci soddisfazioni – ha spiegato Gasperinidobbiamo cercare di velocizzare il più possibile la sua maturazione“. Così, dopo l’ennesimo ingresso positivo contro la Cremonese, il tecnico starebbe maturando in queste ore l’idea di una svolta in attacco: se non dovesse recuperare uno tra Soulé e Dybala, nel big match contro la Juventus potrebbe preferire dall’inizio proprio Venturino al posto di Zaragoza. (…) Quella di Venturino dall’inizio è una strada possibile, ma, con quattro allenamenti ancora da svolgere prima della partita di domenica sono validi anche gli altri due percorsi già battuti dal tecnico. Il primo porta alla conferma dello spagnolo dietro Malen insieme a Pellegrini (come a Napoli e con la Cremonese), l’altro prevede l’avanzamento di Cristante sulla trequarti. (…) Dopotutto, se l’attacco soffre numericamente adesso il centrocampo vive di abbondanza con quattro potenziali titolari; non più soltanto Bryan e Koné, ma pure EI Aynaoui e Pisilli. (…) Una delle chiavi del la partita contro i bianconeri di Spalletti, non a caso, sarà l’utilizzo Malen come catalizzatore – quasi un’esca – per liberare altri possibili incursori in area. Pisilli, in uno schema del genere, andrebbe a nozze.

(corsport)

Torna il tabù Spalletti: Lucio mai battuto dopo l’addio

IL TEMPO (L. PES) – Amore e odio. Vittorie e grandi cadute. La storia tra Luciano Spalletti e la Roma negli ultimi vent’anni ha vissuto i capitoli più disparati. Tra un primo matrimonio vincente e ricco di passione a un bis carico di veleni e rimpianti tra il record di punti senza titoli e la questione Totti gestita come peggio non si poteva. Eppure dal suo secondo addio (tra la prima e la seconda avventura il toscano con lo Zenit non incrociò mai i giallorossi) il tecnico di Certaldo non ha più perso contro il suo vecchio amore. Nove confronti dal 2017 in poi tra Inter, Napoli e Juventus nei quali Spalletti ha vinto quattro volte e in cinque occasioni. L’ultima vittoria della Roma contro una squadra allenata da Lucio risale a più di vent’anni fa: 19 maggio 2005, semifinale di ritorno di Coppa Italia con i giallorossi allenati da Bruno Conti che dopo l’1-1 dell’Olimpico s’imposero per 2-1 grazie ai gol di Mancini e di capitan Totti a dieci minuti dal termine. In totale sono 24 i precedenti dell’allenatore con la Roma con sette successi, otto pareggi e nove vittorie giallorosse tutte precedenti al suo arrivo nella Capitale. Poi i destini si incrociarono tra grandi cavalcate e bordate di fischi che anche domenica risuoneranno all Olimpico in una sfida dove i punti peseranno tantissimo e un’eventuale successo romanista potrebbe cambiare la storia della corsa alla Champions. Mai come questa volta, dopo l’addio, è il momento giusto per regalare un dispiacere al grande ex.

4-0 al Montespaccato: ieri il test a Trigoria, ElSha migliora

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Ancora un’amichevole in mezzo alla settimana. Nel giorno della ripresa degli allenamenti, Gasperini ha voluto organizzare un altro test per cominciare la preparazione al big match di domenica con la Juventus. A Trigoria, ieri, è arrivato il Montespaccato, squadra di Serie D, sconfitto 4-0. Lo stesso risultato con cui la Roma aveva superato l’Atletico Lodigiani la settimana scorsa. Le reti portano la firma di Venturino, Tsimikas, El Aynaoui e Arduini (nipote di “PicchioDe Sisti). Mentre parte della squadra, tra cui Angeliño, era impegnata nel test, N’Dicka, Wesley, Celik, Mancini, Cristante, Pellegrini, Koné e Zaragoza hanno svolto una seduta di allenamento normale. A cui ha partecipato parzialmente anche El Shaarawy, le cui condizioni sono in miglioramento da qualche giorno. L’ultima apparizione del Faraone risale all’impegno di Coppa Italia con il Torino dello scorso 13 gennaio. Poi, l’infiammazione al tendine d’Achille che lo ha tenuto fuori per più di un mese. Il numero novantadue giallorosso, adesso, punta alla convocazione con la Juventus. Allenamento a parte, invece, per Dybala, Soulé, Hermoso, Dovbyk e Ferguson. Il centravanti irlandese è rientrato nella Capitale dopo i controlli svolti in Inghilterra – sotto lo sguardo attento del Brighton – per approfondire il problema alla caviglia. Nuovo volto, intanto, nello staff medico della Roma. Si tratta del fisioterapista Cristian Contrador che dal 2022, dopo l’esperienza all’Al-Ain, faceva parte dello staff dell’Udinese.

Soulé ci prova

Il Tempo (L. PES) – Missione Juve. Soulé stavolta vuole esserci. In una notte speciale contro la sua ex squadra, l’argentino vuole dare il suo contributo nello scontro cruciale per la Champions. La pubalgia lo tormenta dalla fine del 2025 ma questa settimana è diversa dalle altre e la gestione sarà totalmente dedicata al recupero. Due settimane fa non doveva partire per Napoli salvo poi decidere di aggregarsi e giocare, in condizioni pessime, la ripresa senza però incidere. Poi il riposo saltando la gara interna con la Cremonese e ora una nuova settimana cominciata ieri con l’allenamento differenziato. Gasperini ci spera, Mati non vuole mancare il Galà dell’Olimpico e farà di tutto per provarci. D’altronde l’unica medicina per gestire la fastidiosa pubalgia è il riposo, ma cercare di forzare i ritmi potrebbe valerne la pena. Nell’estate del 2024 il talento di Mar del Plata ha scelto i colori giallorossi dopo che la Juve del binomio Giuntoli-Motta lo aveva accantonato per altre scelte. De Rossi e Dybala furono tra le principali motivazioni ma dopo un primo periodo di ambientamento l’attaccante argentino si è calato alla perfezione nella realtà giallorossa. La grande crescita con Ranieri e un nuovo ruolo con Gasp ne hanno fatto un vero e proprio trascinatore nella prima parte di questa stagione. Sei gol in campionato conditi da quattro assist. L’ultimo lampo, però, risale al 10 gennaio con l’assist per Koné e il gol facile che svoltarono la gara contro il Sassuolo all’Olimpico. Già lì i primi fastidi che hanno complicato l’inizio del girone di ritorno. Soulé è stato il vero e proprio punto di forza di un attacco spento, che solo lui in diversi momenti ha saputo accendere. Ora il grande ex della sfida con la Juve vuole riprovarci, con i prossimi giorni che saranno decisivi per capire i margini di riuscita della missione recupero.
L’altro grande ex, nonché grande assente per l’ennesima volta dell’ultimo periodo, è Paulo Dybala. Da quando veste la maglia giallorossa mai un gol contro i bianconeri e anche lui sta tentando il recupero per lo spareggio. L’ultima presenza risale al 25 gennaio scorso, in Roma-Milan, poi il fastidio al ginocchio che l’aveva illuso di esserci a Napoli salvo poi riportarlo indietro col dolore che non accennava a diminuire. La Joya spera di superare l’ostacolo e provare a far male al suo vecchio amore. Anche perché Gasperini, quando lo ha avuto a disposizione, l’ha sempre considerato una prima scelta per cercare di sfruttare al meglio la qualità del suo sinistro negli ultimi venti metri. La salita è ripida per i due ex argentini, ma il traguardo è visibile e la voglia di essere protagonisti, a volte, può essere più forte del dolore.

Dybala, missione Juve: il ginocchio fa male ma la Joya vuole esserci

Il ginocchio sinistro continua a dargli il tormento Non c’è pace per Dybala. La Joya sente dolore. E, quando l’argentino non se la sente, non c’è nullaosta medico che tenga. Tutta Trigoria pende dalle labbra del giocatore: sarà lui a dire se domenica sera prenderà parte al match più sentito, quello contro la Juventus. (…) I segnali, però, fin qui non sono incoraggianti. Dybala ha saltato anche l’allenamento e l’amichevole contro il Montespaccato di ieri (4-0 per i giallorossi). Ha corso a parte, tenendosi a distanza di sicurezza dal resto del gruppo. Talento fragile, Paulo. E forse indeciso sul futuro, perché dall’Argentina continuano a circolare voci sul possibile ritorno in patria. Ad attenderlo ci sarebbe il Boca Juniors, il club del mito Maradona e dell’amico Leandro Paredes. (…) A spingere per l’addio a Roma c’è anche Oriana Sabatini. La moglie di Dybala, la stessa che si oppose al trasferimento in Arabia Saudita, ora vuole tornare in Argentina. La linea della cantante è chiara. Basta leggere l’ultima intervista al sito di informazione Resumido: “La bambina nascerà in Italia. Non è facile sentirsi a proprio agio sapendo che intorno a te ci saranno persone che non parlano la tua lingua e che dovrò tradurre quello che mi stanno dicendo mentre sto partorendo“. (…) Nella capitale c’è il marito. Ci sono i suoi dolori. E c’è Gasp che di Dybala apprezza il talento. Infine la società che ora gli versa 8,5 milioni di euro netti a stagione. L’argomento rinnovo non è mai stato affrontato. Tanto più che la Joya è ai box. Allora resta l’offerta del Boca Juniors, che però non si spingerebbe oltre i 2 milioni all’anno. Il calciatore prende tempo

(La Repubblica)

Da Pisilli a Ghilardi, i ragazzi d’oro di Gasp

Il direttore sportivo Massara li ha scelti, Gasperini li sta esaltando: il valore della rosa della Roma aumenta, frutto del lavoro a 360 gradi tra campo e società. Circa 50 milioni di euro: è la stima della crescita dei cartellini di Pisilli, Ghilardi, Wesley, Ziolkowski e persino dell’ultimo arrivato Venturino. Non solo i milioni della Champions, dunque: c’è altro oro giallorosso. Curiosità: ieri a Trigoria presente l’ex ministro Brunetta. Soulé prova il recupero per la Juventus.

Cinquanta milioni di euro o qualcosa di molto vicino.
L’oro di Roma non è solo nei risultati che la avvicinano al quarto posto, uguale prossima Champions League, uguale quei 40 milioni di ricavi garantiti giusto per la partecipazione al torneo europeo. L’oro di Roma è in quei giocatori che hanno cambiato status, che stanno dando ragione alla scelta della società di ingaggiare Gasperini la scorsa estate. (…) Ma l’oro di Roma risponde anche a investimenti azzeccati, a scelte ben fatte dal direttore sportivo Massara: (…) i valori che citiamo sono indicativi, partono dalle valutazioni originarie dei cartellini (e quelle sì che sono oggettive) e tengono conto dei valori di giocatori con caratteristiche simili in giro per l’Europa. (…) Prendi Wesley: pagato 25 milioni, è stato il colpo più riuscito in assoluto (al netto del Malen appena acquistato). In Inghilterra sono certi dell’interesse del Manchester City, ma anche in assenza di conferme non si fa fatica a pensare che il suo valore sia quasi raddoppiato, se è vero che l’Atalanta valuta 40 milioni Palestra e che Wesley è un nazionale brasiliano. L’ultima domenica, ma in generale gli ultimi due mesi, hanno riportato alla luce Pisilli. Era finito in un angolo, la cessione in prestito a gennaio pareva inevitabile. La partenza di EI Aynaoui per la Coppa d’Africa gli ha ridato lo spazio. (…) In difesa, poi, c’è altro oro. Ziolkowski ha molti estimatori all’estero che hanno già bussato a Trigoria per informarsi: valore raddoppiato, già oggi. E lo stesso si può dire per Ghilardi. (…) Chissà, magari a giugno si riveleranno ben spesi anche gli 8 milioni di euro del riscatto di Venturino. Presto per dirlo, ma i segnali sono più che buoni: dentro uno scambio che scambio non è stato, si può immaginare che già adesso l’esterno non valga meno dei 10 milioni del cartellino di Baldanzi che il Genoa verserà in caso di conferma. Si vince anche così, mica solo la domenica in campo.

(corsera)

Quattro reti al Montespaccato, va a segno anche Venturino

Ancora un test amichevole infrasettimanale per la Roma, stavolta contro il Montespaccato, club di Serie D. La sfida, disputata a Trigoria, si è conclusa con il risultato di 4-0 in favore dei giallorossi: in rete Venturino, Tsimikas, El Aynaoui e il giovane Arduini. Come previsto, non hanno preso parte al test, svolgendo soltanto un allenamento, gran parte dei titolari in campo con la Cremonese: Ndicka, Wesley, Celik, Mancini, Cristante, Pellegrini, Koné e Zaragoza. Parzialmente in gruppo El Shaarawy. Ancora a parte invece Dybala, Soulè, Hermoso, Dovbyk e Ferguson.

(Il Messaggero)

Celik: una partita che sa già di futuro. Il rinnovo non c’è, Lucio lo corteggia

Presente e futuro, tutto in una notte. Roma-Juventus è una partita dai mille significati e sarà una sfida dal sapore particolare anche per Celik. Imprescindibile nell’ultimo anno per Ranieri prima e per Gasperini poi, ma con le valigie in mano. Il contratto è in scadenza e segnali per il rinnovo non ce ne sono. (…) E poco importa del Decreto Crescita, anche perché un prolungamento a 4 milioni di euro rischierebbe di creare un effetto domino poco gradevole per Massara che di lavoro ne avrà già abbastanza la prossima estate. E nel destino di Zeki c’è proprio la Juventus che da mesi lo sta corteggiando (piace anche all’Inter e ad alcuni club di Premier League). Le voci su un accordo tra le parti sono state prontamente smentite dall’agente con una nota: “Il focus è raggiungere gli obiettivi con la Roma“. (…) Ma la storia tra Celik e la Roma sta per terminare e a dir la verità fino a poco più di un anno fa nessuno si sarebbe disperato più di tanto. Arrivato nel 2022 senza mai riuscire ad imporsi, addirittura nel 2024 con Mourinho era finito dietro a Karsdorp e Kristensen nelle gerarchie. Poi la svolta con Sir Claudio che ha trovato in lui un jolly utile per il pacchetto arretrato che Gasp ha ereditato volentieri. Un gol e quattro assist in stagione, ma nelle ultime partite è parso sottotono. (…) A proposito di mercato: il tecnico ha chiesto il sostituto, ma a sinistra perché l’idea per il prossimo anno è quella di riportare Wesley a destra. In lista Bernasconi e Fortini. Fari puntati anche sulla difesa: offerto Kabak dell’Hoffenheim dallo stesso procuratore di Celik.

(Il Messaggero)

Obiettivo Juve: Soulé ci prova

La parola d’ordine è prudenza. Perché dipendesse da Soulé (e forse anche da Gasp) il problema se essere o meno in campo contro la Juventus nemmeno si porrebbe. Ma scottato da Napoli, dove con il senno di poi sarebbe stato meglio non giocare, procedere con cautela è diventato d’obbligo. La pubalgia che affligge Matias è molto fastidiosa. Proprio per questo motivo, con l’ok dell’allenatore e dello staff medico, ha preferito fermarsi sottoponendosi – coadiuvato dallo staff medico giallorosso – ad un trattamento specifico rigenerativo, (…) riducendo l’infiammazione e alleviando il dolore cronico. (…) L’argentino sta meglio, molto meglio. Ieri non era previsto che partecipasse alla partitella contro il Montespaccato ma ai fini di una convocazione e di un impiego contro la Juventus, conta poco. (…) Anche perché al di là dell’ottima prova di Venturino e dell’inserimento graduale di Zaragoza (che in realtà ha un po’ diviso i giudizi), avere Soulé è un’altra cosa. I numeri (7 gol e altrettanti assist) riflettono soltanto parzialmente l’importanza dell’argentino in stagione. Gasp appena ha potuto ha sempre sottolineato la qualità, la resistenza alla fatica e la capacità di andare a pressare alto di Matias. (…) Quello che vorrebbe in più l’allenatore dal ragazzo di Mar del Plata sono quelli che Gasp ama definire “i dieci metri da conquistare“. Tradotto: lo vuole più vicino alla porta, guardare sempre in avanti, pur lasciandogli la libertà di fare ciò che gli riesce meglio. (…) Quando c’è stato da scegliere tra lui e Yildiz, a Torino hanno optato per il turco. Buon per la Roma, buon per Mati che anche nei giorni scorsi, ai canali social del club, ha ricordato come ambisse il giallorosso anche quando vestiva bianconero: “Roma è molto diverșa dalle altre città. E molto simile all’Argentina. Qui hai tutto, c’è anche il clima. Credo sia una delle città migliori del mondo“.
Spesso quando si parla di Soulé si sottolinea come nei big match non lasci il segno come dovrebbe e potrebbe. Basterebbe però ricordare che l’ultima vittoria in uno scontro diretto porta la sua firma (Inter-Roma 0-1), e se è vero che a volta fatica un po’ di più, non va tralasciato come ad esempio poche settimane fa, in Roma-Milan, sia stato probabilmente il migliore in campo, pur non avendo segnando. (…) Prima dello stop con la Cremonese, Matias aveva sempre giocato. Sempre: 8 presenze in Europa League, l’unica in Coppa ltalia contro il Torino e venticinque in campionato. Un’investitura, quella di Gasperini, che vale più di mille parole o elogi in pubblico.

(Il Messaggero)

Soulé va gestito, ma domenica ci sarà

Un’amichevole tanto per non perdere il ritmo partita.
Se lo può permettere chi ha il privilegio di non dover giocare i playoff europei. (…) Stavolta con il
Montespaccato allenato dall’ex giallorosso Romondini, club che milita in Serie D. (…) La partita è finita 4-0 per i giallorossi con gol di El Aynaoui, Venturino, Tsimikas e Arduini, elemento della Primavera e nipote di Picchio De Sisti. Gasperini ha apprezzato lo stato di forma della squadra, anche se sono stati “risparmiati” alcuni titolari come Koné, Ndicka, Mancini o Pellegrini. Ma ancora di più il tecnico ha gradito le notizie arrivate dall’infermeria. Oltre al ritorno in gruppo di El Shaarawy, dopo più di un mese di assenza, ci sono segnali di ripresa per Soulé che osserverà ancora uno o due giorni di riposo (causa pubalgia). (…) Permangono ancora dubbi, invece, su Paulo Dybala. L’infiammazione al ginocchio è in forte miglioramento, ma ad oggi non c’è una data precisa per il ritorno della Joya. (…) Discorso simile per Hermoso, per il quale è stata scongiurata la lesione al tendine, ma che ha accusato un risentimento all’ileopsas poco prima di scendere in campo contro la Cremonese.

(gasport)